Name
Daniela Peloso
Organisation Name
CNR-ITABC

Season Team

  • AIAC_818 - Rocca Conti Guidi - 2006
    Le indagini archeologiche sulla Rocca di Modigliana si riferiscono al progetto dal titolo “Alle origini della Signoria comitaleguidinga. Strutture insediamenti e territorio” che ha come oggetto principale lo studio delle modalità con cui ebbe origine e si realizzò materialmente la signoria guidinga fra IX e XIII secolo. L’obbiettivo della ricerca è quindi quello di ricostruire le dimensioni strutturali dell'incastellamento guidingo; nello specifico l’analisi archeologica delle strutture murarie delle tecnologie edilizie adottate per una loro contestualizzazione cronotipologica in ambito territoriale. Il progetto così concepito si coniuga bene con il programma di restauro della Rocca. Le indagini sulle murature del _palatium_ e della cinta muraria hanno finora permesso di individuare 3 fasi costruttive comprese fra XII e XV secolo e la redazione del relativo atlante cronotipologico murario. Tale atlante ha permesso di identificare nel territorio alcune strutture riferibili all’incastellamento guidingo di XII secolo, individuando caratteristiche materico-costruttive di tecnologie edilizie attribuibili a maestranze itineranti volute dai conti. In base alle analisi delle murature sulla rocca, coniugate alle esigenze di restauro, a partire dal 2005, sono state indagate 2 aree di scavo per la comprensione dell’interrato all’interno della terza cinta muraria: il Saggio A e il Saggio B, rispettivamente nell’angolo nord/ovest e sud/est. In base a queste indagini è stato possibile individuare 3 fasi di vissuto caratterizzate da strati con una forte componente argillosa. La fase più recente si compone di livelli formatisi dopo il completo abbandono del castello, caratterizzati da materiale di riporto di epoche diverse. Per il saggio A la fase intermedia è individuata da uno strato argilloso in cui è stata scavata una fossa con andamento est/ovest che copriva un muro riferibile alla terza fase. Anche per il Saggio B si segnala la presenza di una fase sottostante agli strati superficiali, caratterizzata da una struttura muraria e strati composti di pietre, laterizi e componenti argillose. (Giovanni Vannini, Chiara Molducci)
  • AIAC_951 - Ferento - 2008
    Lo scavo dell’abitato romano, altomedievale e medievale di Ferento, municipio romano prima, sede vescovile fino al VI secolo, distrutto nel 1172, fornisce elementi di interesse, oltre che sulle più antiche fasi di utilizzo dell’area (preesistenze etrusche), anche sulle realtà monumentali e abitative di un importante _municipium_ romano (peraltro ancora largamente da indagare) e per il riesame della problematica sui caratteri degli insediamenti altomedievali a ridosso del _limes_ longobardo-bizantino. Nel saggio I, l'indagine si è conclusa nel 2005 con il raggiungimento di livelli di età romana ed è stato interrato. L’area del saggio II, indagata dal 2000, è posta all’estremità del pianoro di Ferento. Le indagini hanno messo in evidenza l’esistenza di un piccolo quartiere, probabilmente a vocazione artigianale (quattro edifici), costruito poco tempo prima della distruzione e con poche tracce di frequentazione. All’estremo limite del saggio è collocata un’area cimiteriale. La maggior parte degli individui, sui quali sono in atto le analisi antropologiche e paleopatologiche, sono sepolti in tombe a fossa semplice e prive di corredo, con orientamenti diversi, che fanno pensare a più fasi di utilizzo dell’area. In occasione della campagna di scavo del 2008 è stata completamente indagata l’area cimiteriale, realizzata all’interno e in parte all’esterno di un ambiente identificato come luogo di culto. È stato possibile accertare come al momento dell’impianto della necropoli siano state utilizzate tipologie sepolcrali particolari (cassone composito, fosse foderate da tegole), poi abbandonate nel corso del tempo forse perché ritenute troppo “ingombranti” in un’area interessata da una mortalità moderatamente alta, come testimoniato dalle numerose sepolture rinvenute, spesso disposte in maniera caotica e forse deposte con brevi intervalli di tempo. Il substrato geologico è costituito prevalentemente da livelli di tufi e argille che si sovrappongono a quelli di travertino, che sono stati coperti da strati di terra più o meno spessi per livellare l’andamento fortemente irregolare degli stessi e permettere la realizzazione di un piano di calpestio omogeneo. Nell’area del saggio III si è deciso di operare un limitato ampliamento Ovest, volto a documentare la casa medievale B (di cui era precedentemente conosciuta solo la fronte Est), il limite occidentale della residenza romana già nota e dell’intera _insula_ che essa occupa, e infine il tracciato di un _vicus_ (traversa del Decumano massimo) che fiancheggia tale _insula_ ad Ovest. Oltre ai primi risultati ottenuti in tale ampliamento, nel saggio III si è proseguito lo scavo nel settore del portico (col rinvenimento di una probabile fossa per la cottura o lo spegnimento della calce o per l’impasto della malta, fossa risalente all’epoca di impianto della _domus_, cioè ad età giulio-claudia). Si è infine continuato lo scavo del settore a cielo aperto Sud ( _hortus_, _viridarium_ o meglio corte scoperta), chiarendone meglio le fasi di occupazione. Nell’area del saggio IV è stato effettuato un allargamento verso Ovest, comprendendo all’interno dell’area un nuovo Ambiente (2), di cui si vedevano già parte delle murature perimetrali e che fa parte anch’esso della fase medievale. Le campagne precedenti avevano definitivamente asportato i livelli relativi alla fase medievale sia all’interno che all’esterno Sud della struttura in opera quadrata (Ambiente 1), mentre ad Ovest e a Nord erano stati raggiunti i livelli pavimentali stradali medievali che non sono stati ulteriormente scavati. All’interno della struttura in opera quadrata, scavata per metà, al di sotto della fase con le sepolture in fossa, è stato individuato un consistente deposito di frammenti ceramici di cui non è ancora chiara la funzione, ma collocabile indicativamente all’età tardoantica. Nell’area ad Est, al di sotto di uno spesso strato, sono stati messi in evidenza alcuni ambienti romani che conservano alle pareti tracce di intonaco e in uno di questi è visibile anche il pavimento (Ambiente 3); resta da chiarire la loro relazione con gli strati di crollo romani che si trovano nella parte Sud-Ovest del saggio. Nell'area del saggio V, settore a ridosso della fortificazione altomedievale aperto nel 2005, gli scavi hanno fornito dati significativi sulle frequentazioni della città anche dopo la distruzione avvenuta nel 1172: subito sotto lo strato di crollo della fortificazione, all'interno della città, sono state riconosciute le sistemazioni per alcune attività, più o meno sporadiche, che coprivano la rasatura degli edifici del XII secolo. Buche di palo per una copertura lignea, battuti e l'alloggiamento di un canale o di un tubo per la movimentazione di liquidi testimoniano attività legate alla pastorizia o alle operazioni di spoglio e trasformazione dei materiali, funzionali alle attività metallurgiche riconosciute con gli scavi nel saggio I. Un focolare, semi carbonizzati e due denari della repubblica di Lucca (coniati fino al primo quarto del XII secolo), rinvenuti nei battuti sottostanti, sono relativi alle ultime fasi di vita degli edifici addossati alla fortificazione.
  • AIAC_951 - Ferento - 2009
    Nel Saggio III si è continuato lo scavo dell’ampliamento Ovest, documentando le strutture della casa medievale B e i livelli tardo-antichi del _vicus_ che incrocia il Decumano massimo con direzione Nord-Sud. Si è inoltre quasi terminato lo scavo nel settore del portico della _domus_ romana, con lo svuotamento della calcara già individuata nel 2008 e che, grazie alla ceramica, si è potuta ora attribuire al VI-VII sec. circa. Si è infine continuato lo scavo del settore a cielo aperto a Sud dell’abitazione ( _hortus_, _viridarium_ o meglio corte scoperta), chiarendone meglio le fasi di occupazione precedenti l’impianto della _domus_. Nel Saggio IV si è ripreso lo scavo nel settore Est, e in quello Sud si sono scavati gli strati di macerie relativi al disfacimento delle strutture murarie romane e il crollo _in situ_ della copertura in tegole e coppi dell’ambiente posizionato a Sud dell’edificio a grossi blocchi di età altomedievale. Anche nell’ambiente 2, edificio con pilastro centrale di età medievale, sono stati asportati diversi strati ed è stato rimosso un muro che restringeva l’edificio sul lato Ovest. Nel Saggio V, Ambiente Nord, la situazione messa in luce dallo scavo ha evidenziato una serie di alloggiamenti di strutture lignee, che definivano una divisione degli spazi all’interno dell’ambiente stesso, fra l’altro con settori destinati al fuoco. Anche all’esterno degli ambienti, una serie di buche di palo e altre tracce di un sistema di tramezzi lignei testimoniano una fase di occupazione differente da quella documentata all’interno.