- Item
- AIAC_1018
Seasons
-
AIAC_1018 - Norma - 2006The shape of the city, as it appears today with its uniform walls and urban layout, has generally been dated to the first half of or the mid 4th century B.C. A systematic survey of the urban area has modified the interpretation of the city’s urban planning and architectural history. The idea that the first settlement was limited to one sector of the city, the Lower Acropolis, is widespread. The image is one of the city defended by earlier fortifications and then by city walls which extended to the entire plateau. The two construction techniques identified have always been considered the result of defence needs or aesthetics. The differences between these techniques were not thought to be linked to the possibility that they dated to different periods. The survey showed that the terraces of the Lower Acropolis formed a meander and cannot be considered to form the city walls. The walls along the base of the hill, on the south and east sides, were part of the city’s defences, however, even if a continuation was proposed along the north side, there would be no link on the west side where the rock seems to exclude the presence of a wall. Moreover, if a wall had existed there but was subsequently destroyed signs of it would surely be visible on the bedrock. The systematic analysis of the walls showed that those built with a polygonal technique in Lugli’s first style originally ran along the city’s entire perimeter. Where these original walls are missing it is due to their being replaced with new fortifications, that is polygonal walls of the third-fourth style which incorporated them. Within the walls, the orthogonal layout did not appear to be schematically arranged, but had sectors and blocks on diverging alignments. The main cult centres (Upper Acropolis with the temple of Diana, the Lower Acropolis with two temples of unknown dedication, the area of the temple of Juno) had access roads which were independent of the orthogonal layout. It may be suggested that their different alignment was the result of the original route of these roads being maintained whilst the later urban fabric changed around them. The survey revealed how the Lower Acropolis was earlier in date then the building of the western frontage which distinguishes the acropolis itself from the overall view of the rest of the city. This frontage was the point where the road crossing the city from the western gate terminated in a series of steps leading up to the acropolis itself. This was the main road from which the southern quarters spread out in an orthogonal arrangement. The central baths were inserted into the new urban plan. Situated on the main city road they were built in opus incertum and can be dated to the last decades of the 2nd century-beginning of the 1st century B.C. (MiBAC)
-
AIAC_1018 - Norma - 2009La drammatica distruzione di Norba, nell’81 a.C., durante la guerra tra Mario e Silla, e il fatto che il pianoro sul quale sorgeva sia rimasto da allora disabitato, rendono questa città un osservatorio privilegiato per leggere l’urbanistica e l’architettura di un centro romano quale si doveva presentare all’inizio del I secolo a.C., prima degli incisivi cambiamenti che segnarono successivamente la vita di tanti centri. La ripresa delle indagini topografiche e archeologiche sul posto, a quasi cento anni di distanza dagli scavi condotti da Raniero Mengarelli e Luigi Savignoni, ha permesso di riportare in luce alcuni degli assi viari urbani, alcuni edifici lungo il principale asse viario della città e nelle immediate vicinanze, di recuperare visivamente il complesso delle terme, con operazioni di decespugliamento. In particolare sono state rimesse in luce due _domus_ subito a valle dell’Acropoli Minore; resti di un complesso a carattere produttivo lungo l’asse principale urbano; un tratto della strada che si diramava dall’asse principale a valle dell’Acropoli Minore e alcune strutture, di carattere privato che prospettavano quella via. Le strade sono risultate tutte lastricate con basoli di calcare, accompagnate da marciapiedi. Questi ultimi presentavano pavimentazione diversa (a lastre di calcare, in basoli, in cocciopesto) secondo i settori. Le due _domus_ rimesse in luce a valle dell’Acropoli Minore, mostrano pianta rettangolare, con fronte di 60 piedi sulla via e rientrano in schemi largamente diffusi soprattutto nell’ambito del II secolo a.C.: atrio con _impluvium_ intorno al quale si organizzano i _cubicula_, _alae_ ai lati estremi dell’atrio; ambienti di rappresentanza sul fondo. Mostrano pavimenti in battuto di tufo, in calcare o in cocciopesto, questi ultimi semplici o con ornati. La sistemazione delle _domus_ nel contesto del Parco archeologico (concordata con la Soprintendenza archeologica) ha contemplato la evidenziazione della loro planimetria con ghiaino di colore diverso in relazione alla funzione dei vani e l’inserimento di divisori lignei ove non si conservavano in alzato le strutture. Lungo la via che dall’asse urbano principale volgeva verso Porta Maggiore è stato riportato in luce un complesso caratterizzato da due ingressi contigui, originariamente facenti capo a una unica proprietà, data la comunicazione interna allora assicurata da una ampia porta aprentesi nell’atrio al quale si accedeva dall’ingresso posto più a valle. La separazione, condotta chiudendo con una tamponatura tale porta, dovette accompagnarsi a cambiamenti di destinazione d’uso in senso produttivo, evidenziati dalla realizzazione nell’ambito dell’edificio di pianciti in basoli e di una vaschetta. Sull’altro lato della via sono iniziate le indagini di un complesso caratterizzato da numerosi vani, articolati intorno a una ampia corte, caratterizzati dal massiccio uso del cocciopesto per impermeabilizzare i loro piani di calpestio e le pareti, dalla presenza di cisterne, vasche, vaschette e canalette di scolo: tali caratteri inducono a proporre l’edificio come funzionale allo svolgimento di attività produttive.
-
AIAC_1018 - Norma - 2010Le ricerche condotte nel 2010 sono state rivolte ad approfondire la conoscenza della forma urbana e dell’edilizia privata: hanno riguardato alcune strade della città e una ampia _domus_ posta lungo un diverticolo diramatesi dalla principale strada est ovest della città, a valle dell’Acropoli minore. Particolare attenzione è stata riservata alla fruibilità del sito e a privilegiare situazioni che permettessero di riportare in luce strutture appena affioranti sotto il piano di campagna, perché gli interventi potessero determinare immediate e incisive ricadute per la valorizzazione del Parco archeologico. Le strade, conservate appena sotto l’ _humus_, sono risultate tutte ben conservate, pavimentate in basoli di calcare di forme e dimensioni variabili, accompagnate da marciapiedi, pavimentati, secondo i tratti, con piccoli basoli o grandi lastre di calcare. Forti avvallamenti segnano la presenza di fogne sottostanti. Delimitano le strade muri realizzati in opera poligonale, se assolvono funzioni di terrazzamento, o in opera incerta, se coincidono con le strutture degli edifici posti lungo di esse. La _domus_ è caratterizzata da un doppio ingresso sulla strada; organizzata all’interno con atrio e peristilio, al quale si accedeva da due porte sul lato destro dell’atrio. Intorno all’atrio e al peristilio si dispongono _cubila_ e _alae_, secondo gli schemi canonici delle _domus_ romane in epoca tardo repubblicana. In epoca tardo-repubblicana la _domus_ venne divisa in due proprietà distinte, interrompendo le comunicazioni interne tra atrio e peristilio con tamponature delle porte. La _domus_ che utilizzò il settore originariamente organizzato intorno l’atrio mostra rifacimenti legati a funzioni più spiccatamente produttive. Le strutture della _domus_, per quanto conservate, sono in opera incerta di calcare, con rivestimento di intonaco bianco; i pavimenti sono in battuto di calcare, in cocciopesto o in commesso laterizio. Tutte le soglie sono in lastre monolitiche di calcare. Le vasche dell’impluvio dell’atrio e del peristilio sono realizzate in grandi lastre modanate di calcare, sulle quali poggia una cornice perimetrale realizzata in spezzoni di tegole. Materiali ceramici (scarsi ad eccezione di frammenti di grandi contenitori, per lo più doli) e caratteri costruttivi consentono di proporre che la vita del complesso si possa essere fermata con la distruzione drammatica della città nell’81 a.C.
-
AIAC_1018 - Norma - 2011Nel 2011 sono proseguiti gli scavi nell’area urbana; in particolare dell’asse stradale con orientamento SSO-NNE, e delle abitazioni facenti parte di un interessante settore residenziale prospicienti tale asse lungo il suo lato orientale. Particolare attenzione è stata riservata a privilegiare situazioni che potessero determinare immediate e incisive ricadute per la valorizzazione del Parco Archeologico. Gli scavi effettuati negli anni precedenti, nello stesso settore, avevano messo in luce parte di due domus con ingressi contigui sulla via. Tali domus, data la comunicazione interna assicurata da due ampie porte che collegavano l’atrio del secondo edificio con gli ambienti del primo, dovevano fare capo in origine ad un’unica proprietà. Il prosieguo della ricerca sul lato settentrionale della strada ha permesso di individuare un altro ingresso, pertinente ad una terza domus, contigua alle altre, collegata internamente a quella centrale tramite una scala. Anche a quest’ultima si accede direttamente dalla strada. Dal suo ingresso si entra nell’atrio con impluvium che, decentrato rispetto all’ingresso, presenta la vasca rivestita da grosse lastre modanate in tufo. Intorno a quest’area centrale si organizzano gli ambienti e le alae; sul fondo si dispongono ambienti di rappresentanza e la cucina. I pavimenti sono realizzati in cementizio semplice o con decorazioni geometriche negli ambienti di rappresentanza e nei cubicula, e in semplice terra argillosa negli ambienti di servizio; dell’intonaco, per lo più bianco, restano solo labili tracce sulle pareti del settore orientale. Le strutture di questo edificio presentano oltre ai muri realizzati in opera incerta con scapoli di calcare, anche muri in terra argillosa o con zoccolo in blocchi di calcare e elevato in argilla. I materiali recuperati durante lo scavo, ancora in corso di studio, appaiono pertinenti per lo più a grandi contenitori, anfore e ceramica d’uso comune. Sulla terrazza a monte della zona residenziale l’ampliamento dello scavo ha permesso di mettere in luce una strada orientata N-S che, partendo dal pianoro d’ingresso, si incrocia con il decumano all’altezza delle domus già indagate a valle dell’Acropoli Minore. La strada, pavimentata con basoli di calcare, presenta uno stretto marciapiede a ridosso del muro di contenimento in opera poligonale sul lato sudoccidentale; sul lato opposto il marciapiede, che presenta una lieve pendenza verso la carreggiata stradale, è completamente pavimentato con basoli in calcare. È proseguito anche lo scavo dell’asse viario principale che partendo da Porta Serrone di Bove, attraversa in rettifilo tutta la città fino alla gradinata d’accesso all’Acropoli Minore. In particolare è stata indagata l’area prospiciente le terme caratterizzata da un monumentale incrocio. Di particolare impatto visivo si sono rilevate le due strade ortogonali, orientate N-S. La strada che scende verso il settore meridionale della città, pavimentata con basoli in calcare, presenta marciapiedi ben conservati su entrambi i lati e un forte avvallamento sulla carreggiata, dovuto al cedimento della fogna sottostante. La strada che sale verso il pianoro delle terme, presenta, invece, il marciapiede solo sul lato occidentale, pavimentato in cocciopesto; su entrambi i lati è delimitata da muri di contenimento in blocchetti di calcare di cui restano pochi filari. Il basolato della strada appare piuttosto dissestato e caratterizzato da un forte avvallamento centrale dovuto al cedimento della fogna sottostante.
-
AIAC_1018 - Norma - 2012Le ricerche hanno riguardato l’impianto urbanistico e l’edilizia privata, privilegiando interventi che avessero ricadute sulla valorizzazione e fruizione del parco archeologico. E’ stato completato lo scavo delle tre strade che si diramavano dal principale asse di attraversamento urbano, sul suo lato settentrionale, a valle dell’Acropoli Minore. Sono risultate tutte lastricate con basoli di calcare, che nella forma e materiale denunciano un intervento di restauro. Le prime due traverse a valle dell’Acropoli Minore dovevano raccordare il traffico che entrava in città da Porta Maggiore. La prima traversa, è apparsa priva dei marcapiedi; si amplia quindi con uno slargo, dal quale si dirama, ad oriente, una strada che sale all’Acropoli Minore; nell’ultimo tratto, approssimandosi all’asse di attraversamento urbano, mostra un solo marciapiede, sul lato orientale. La seconda traversa presenta marciapiedi sui due lati; si dirama da essa un diverticolo ortogonale, lastricato, chiuso al traffico. La terza traversa, che si dirama verso settentrione dall’asse maggiore, proprio dove su questo giunge la strada proveniente da Porta Ninfina, doveva servire la zona centrale della città e presenta ampiezza di carreggiata maggiore delle altre. Seguita per un tratto di 20 m, la via risulta lastricata in basoli di calcare, accompagnata da marciapiedi basolati. I basoli appaiono variabili in forme e dimensioni, non perfettamente combacianti tra loro, con zeppe calcaree nelle connessure; centralmente sulla via vi sono evidenti avvallamenti, dovuti, probabilmente, al cedimento del sistema fognario sottostante. Il basolato della via fu obliterato da uno strato di ghiaia che costituì il nuovo battuto, con restringimento della carreggiata: un intervento che seguì alla distruzione di ampi settori della città nell’81 a.C. Le ricerche sull’edilizia privata nell’isolato tra la seconda e terza traversa, nella sua zona più meridionale, hanno riguardato una vasta _domus_, con complesse fasi edilizie, il cui ingresso si apre sulla terza traversa. La _domus_ mostra una pianta tipica per l’epoca tardo repubblicana: l’ingresso, suddiviso in _vestibulum_ e _fauces, cubicula_ e _alae_ sui lati lunghi e vani di servizio e rappresentanza sui lati corti, distribuiti intorno all’atrio con _impluvium_ in tufo. Nelle stanze di fondo furono ricavati due passaggi ad un secondo atrio con lo spazio centrale scoperto, pavimentato in commesso laterizio con inserti in calcare, ai cui angoli sono stati rinvenuti quattro rocchi di colonne in calcare. Alla fine dello scavo si è proceduto con interventi di sistemazione dell’area: il basolato della prima traversa, lacunoso, è stato integrato con ghiaino di calcare, per garantirne la funzione di supporto alla visita. Per la conservazione della _domus_ si è proceduto alla copertura dei pavimenti, rendendo leggibili, se pur a grandi linee, le destinazioni d’uso degli ambienti. Si è coperto con graniglia rosa di marmo di Carrara gli ambienti interni; con lapillo l’atrio e gli ambienti aperti su questo; in graniglia bianca di calcare il bacino dell’impluvio. Un intervento significativo per la fruizione è stata la realizzazione di due percorsi per i visitatori diversamente abili non deambulanti che permettono di raggiungere due piazzole con ampia visuale degli scavi. Per rendere comprensibile agli ipovedenti la topografia del luogo e la consistenza dei monumenti sono state predisposte mappe tattili a rilievo, con testi in braille.
-
AIAC_1018 - Norma - 2014Le ricerche di scavo nel 2014 sono state condotte sul pianoro centrale della città antica, a nord est rispetto al settore residenziale della II traversa ( _domus_ IV, V e VI), indagato negli anni precedenti. Delimitato ad est dalla I traversa, dell’asse viario principale della città a partire dall’Acropoli Minore, il settore indagato si affaccia sulla strada che entra in città da Porta Maggiore. La scelta di intervenire in questa area del Parco Archeologico è stata dettata dalla esigenza di intervenire per la sicurezza dei resti antichi, messi in evidenza a seguito delle forti precipitazioni atmosferiche dello scorso inverno; al contempo, la dislocazione topografica offriva la possibilità di ampliare il percorso di visita, proprio nella zona iniziale. L’area indagata ha un’estensione complessiva di 16x12 m ed è caratterizzata da una forte pendenza verso est. Lo scavo ha permesso di riportare parzialmente alla luce una _domus_ dalla pianta canonica: _vestibulum_, _fauces_ e atrio con _impluvium_ rivestito con lastre in tufo, intorno al quale si distribuiscono i diversi ambienti, individuati e non ancora scavati. Alla _domus_ si accede direttamente dalla strada che da Porta Maggiore conduce al pianoro, attraverso un basso gradino che introduce al _vestibulum_. Il _vestibulum_ (ambiente A), di 3,50 x 1,50 m, è delimitato da murature realizzate con zoccolo in pietre calcaree sbozzate (spessore 45 cm), di forma irregolare, legate con terra dalla matrice argillosa e pavimentato in cementizio a base fittile. Dal _vestibulum_, attraverso una soglia monolitica in calcare, si accede alle _fauces_. La soglia d’accesso (dimensioni: 1,83 x 0,38 m) risulta lesionata in più punti ed è delimitata da due blocchi in calcare di forma quadrangolare. Superata la soglia, si entra nelle _fauces_ (ambiente B), di pianta rettangolare, pavimentate in cementizio a base fittile in continuità con quella dell’atrio. L’ _impluvium_, leggermente decentrato rispetto al _vestibulum_, ha forma quadrangolare; rivestito da sei lastre in tufo giustapposte, presentava probabilmente un pozzo per attingere l’acqua nell’angolo nord ovest, privo di lastra, non indagato. L’impluvio (misure 2,80x3,60 m) è caratterizzato da modanature funzionali al convogliamento delle acque nel foro di scolo (diam. 15 cm); quest’ultimo è collocato a margine del lato settentrionale, è lesionato lungo tutti i margini e in particolare nella fascia meridionale; su tutta la superficie sono evidenti i segni lasciati dalle arature effettuate in tempi moderni e alcune tracce di bruciato. Le forti precipitazioni atmosferiche di quest’inverno hanno anche evidenziato probabili sepolture sull’altura dell’Acropoli Minore ove agli inizi del '900 gli studi avevano già portato in luce una tomba di epoca alto-medievale. È sembrato opportuno quindi procedere con una pulizia superficiale dell’intero settore per meglio comprendere lo stato dei luoghi. Le probabili sepolture sono ubicate nel tratto ad ovest del lato maggiore occidentale del Tempio Minore, ricavate nella carreggiata, tra i basoli della strada che dà l’accesso all’Acropoli Minore da nord ovest. Durante questa prima indagine sono state riconosciute almeno tre fosse, denominate da nord verso sud, tomba 1, tomba 2 e tomba 3; quest’ultima, posta ad una quota superiore rispetto alle altre è stata scavata al fine di evitare che venisse scoperta in seguito a fenomeni naturali. Lo scheletro in posizione supina, lungo circa 1,55 m, presenta l’arto superiore destro piegato sul ventre, mentre il sinistro risulta disposto lungo il fianco con accanto un chiodo in ferro; quasi del tutto integro esso si presenta mutilo dell’estremità degli arti superiori. Il cranio ad ovest, adagiato sullo strato di preparazione del basolo che funge da cornice al taglio della stessa deposizione, si trova a circa 29 cm di profondità dal piano della carreggiata, leggermente inclinato in avanti sullo sterno; mentre ad est, in corrispondenza dello scapolo di calcare posto come segnacolo della deposizione, l’estremità degli arti inferiori si trovano ad una profondità di 22 cm.
Media
- Name
- Norma
- Year
- 2006
- Summary
-
en
The shape of the city, as it appears today with its uniform walls and urban layout, has generally been dated to the first half of or the mid 4th century B.C.
A systematic survey of the urban area has modified the interpretation of the city’s urban planning and architectural history. The idea that the first settlement was limited to one sector of the city, the Lower Acropolis, is widespread. The image is one of the city defended by earlier fortifications and then by city walls which extended to the entire plateau. The two construction techniques identified have always been considered the result of defence needs or aesthetics. The differences between these techniques were not thought to be linked to the possibility that they dated to different periods.
The survey showed that the terraces of the Lower Acropolis formed a meander and cannot be considered to form the city walls. The walls along the base of the hill, on the south and east sides, were part of the city’s defences, however, even if a continuation was proposed along the north side, there would be no link on the west side where the rock seems to exclude the presence of a wall. Moreover, if a wall had existed there but was subsequently destroyed signs of it would surely be visible on the bedrock.
The systematic analysis of the walls showed that those built with a polygonal technique in Lugli’s first style originally ran along the city’s entire perimeter. Where these original walls are missing it is due to their being replaced with new fortifications, that is polygonal walls of the third-fourth style which incorporated them. Within the walls, the orthogonal layout did not appear to be schematically arranged, but had sectors and blocks on diverging alignments.
The main cult centres (Upper Acropolis with the temple of Diana, the Lower Acropolis with two temples of unknown dedication, the area of the temple of Juno) had access roads which were independent of the orthogonal layout. It may be suggested that their different alignment was the result of the original route of these roads being maintained whilst the later urban fabric changed around them. The survey revealed how the Lower Acropolis was earlier in date then the building of the western frontage which distinguishes the acropolis itself from the overall view of the rest of the city. This frontage was the point where the road crossing the city from the western gate terminated in a series of steps leading up to the acropolis itself. This was the main road from which the southern quarters spread out in an orthogonal arrangement. The central baths were inserted into the new urban plan. Situated on the main city road they were built in opus incertum and can be dated to the last decades of the 2nd century-beginning of the 1st century B.C. (MiBAC) -
it
La forma della città come appare oggi, con le mura e l’impianto urbanistico regolare, è stata in genere riferita alla prima metà o alla metà del IV sec. a.C.
Il lavoro sistematico di prospezione dell’area urbana è valso a modificare la lettura dell’urbanistica e storia della architettura della città. Diffusa è l’immagine di un primo abitato limitato ad un settore della città, l’Acropoli Minore, difeso da una più antica fortificazione e poi da una cinta muraria estesa all’intero pianoro, le cui 2 tecniche costruttive identificate sono state messe in relazione ad esigenze di difesa e a fattori estetici, ritenendo che le differenze di tecnica non rispondessero ad una diversa epoca di costruzione.
Dai rilevamenti effettuati, i terrazzi dell’Acropoli Minore formano un meandro, e non si possono configurare come una cinta difensiva. Le mura che corrono alla base della collina sul lato meridionale e orientale sono pertinenti alle fortificazioni della città, ed anche se si volesse pensare ad un proseguimento sul lato settentrionale, mancherebbe tuttora un raccordo sul lato occidentale, dove la roccia sembra fare escludere la presenza di un muro che, se anche distrutto successivamente, dovrebbe avere lasciato comunque la sua impronta nel banco roccioso.
L’analisi sistematica delle mura ha permesso di riconoscere come quelle costruite con una tecnica di prima maniera, in origine corressero lungo tutto il perimetro della città. Dove esse mancano, è perché sono state sostituite da nuove fortificazioni, ovvero dalle mura in opera poligonale di terza-quarta maniera che le hanno inglobate. All’interno delle mura, l’impianto ortogonale è apparso articolato non schematicamente, ma con divergenze di orientamento per settori e blocchi edilizi.
I principali poli di carattere sacro (Acropoli Maggiore con il tempio di Diana, Acropoli Minore con i due templi anonimi, area del Tempio di Giunone), presentano strade di accesso, il cui tracciato è indipendente da ogni schema ortogonale, così da ipotizzare che il loro diverso orientamento sia da imputare, nell’ambito della pianificazione successiva, al rispetto di assi preesistenti. L’indagine ha evidenziato come l’Acropoli Minore sia anteriore alla costruzione della fronte ad occidente che distingue l’Acropoli stessa sul prospetto della città, realizzata per accogliere la gradinata con la quale la strada proveniente dalla porta occidentale che attraversa tutta la città, costituendone l’asse principale (sul quale si innerva il sistema ortogonale che scandisce i quartieri meridionali), sale all’Acropoli Minore. Inserite nella nuova pianificazione urbana sono le terme centrali, situate sul principale asse urbano, realizzate in opera incerta e databili tra gli ultimi decenni del II e l’inizio del I sec. a.C. - Summary Author
- MiBAC
Media
- Name
- Norma
- Year
- 2009
- Summary
-
it
La drammatica distruzione di Norba, nell’81 a.C., durante la guerra tra Mario e Silla, e il fatto che il pianoro sul quale sorgeva sia rimasto da allora disabitato, rendono questa città un osservatorio privilegiato per leggere l’urbanistica e l’architettura di un centro romano quale si doveva presentare all’inizio del I secolo a.C., prima degli incisivi cambiamenti che segnarono successivamente la vita di tanti centri.
La ripresa delle indagini topografiche e archeologiche sul posto, a quasi cento anni di distanza dagli scavi condotti da Raniero Mengarelli e Luigi Savignoni, ha permesso di riportare in luce alcuni degli assi viari urbani, alcuni edifici lungo il principale asse viario della città e nelle immediate vicinanze, di recuperare visivamente il complesso delle terme, con operazioni di decespugliamento.
In particolare sono state rimesse in luce due _domus_ subito a valle dell’Acropoli Minore; resti di un complesso a carattere produttivo lungo l’asse principale urbano; un tratto della strada che si diramava dall’asse principale a valle dell’Acropoli Minore e alcune strutture, di carattere privato che prospettavano quella via. Le strade sono risultate tutte lastricate con basoli di calcare, accompagnate da marciapiedi. Questi ultimi presentavano pavimentazione diversa (a lastre di calcare, in basoli, in cocciopesto) secondo i settori. Le due _domus_ rimesse in luce a valle dell’Acropoli Minore, mostrano pianta rettangolare, con fronte di 60 piedi sulla via e rientrano in schemi largamente diffusi soprattutto nell’ambito del II secolo a.C.: atrio con _impluvium_ intorno al quale si organizzano i _cubicula_, _alae_ ai lati estremi dell’atrio; ambienti di rappresentanza sul fondo. Mostrano pavimenti in battuto di tufo, in calcare o in cocciopesto, questi ultimi semplici o con ornati.
La sistemazione delle _domus_ nel contesto del Parco archeologico (concordata con la Soprintendenza archeologica) ha contemplato la evidenziazione della loro planimetria con ghiaino di colore diverso in relazione alla funzione dei vani e l’inserimento di divisori lignei ove non si conservavano in alzato le strutture. Lungo la via che dall’asse urbano principale volgeva verso Porta Maggiore è stato riportato in luce un complesso caratterizzato da due ingressi contigui, originariamente facenti capo a una unica proprietà, data la comunicazione interna allora assicurata da una ampia porta aprentesi nell’atrio al quale si accedeva dall’ingresso posto più a valle. La separazione, condotta chiudendo con una tamponatura tale porta, dovette accompagnarsi a cambiamenti di destinazione d’uso in senso produttivo, evidenziati dalla realizzazione nell’ambito dell’edificio di pianciti in basoli e di una vaschetta. Sull’altro lato della via sono iniziate le indagini di un complesso caratterizzato da numerosi vani, articolati intorno a una ampia corte, caratterizzati dal massiccio uso del cocciopesto per impermeabilizzare i loro piani di calpestio e le pareti, dalla presenza di cisterne, vasche, vaschette e canalette di scolo: tali caratteri inducono a proporre l’edificio come funzionale allo svolgimento di attività produttive. -
en
The dramatic destruction of Norba in 81 B.C., during the war between Marius and Sulla, and the uninhabited nature of the plateau on which it stood, make this town an excellent site for the observation of urban planning and architecture in a Roman centre as it must have been at the beginning of the 1st century B.C., prior to the radical changes that subsequently affected the life of many towns.
The renewal of topographical and archaeological investigations on the site, almost one hundred years after the excavations by Raniero Mengarelli and Luigi Savignoni, brought to light some of the roads and a number of buildings along the town’s main road and in its immediate vicinity. The cleaning back of the vegetation rendered the bath complex visible.
The investigated structures comprised the remains of two _domus_ immediately below the Small Acropolis, the remains of a production complex along the main road crossing the town, a stretch of the road branching off from the main road below the Small Acropolis and a number of private structures facing onto the road. The roads were all paved with limestone basoli and were flanked by sidewalks. The latter preserved various types of paving (limestone slabs, basoli, _opus signinum_ ) in different sectors. The two _domus_ were rectangular in plan, with a façade of 60 Roman feet facing onto the road. They fit into the architectural schemes that were particularly widespread in the 2nd century B.C.: _atrium_ with _impluvium_ around which the _cubicula_ were arranged, alae on the far sides of the _atrium_, reception rooms to the back. The floors were beaten tufa, limestone or _opus signinum_, both plain and decorated.
The disposition of the _domus_ within the context of the Archaeological park (agreed with the Archaeological Superintendency) envisages the use of different coloured gravels to highlight the plan and different uses of each room and the insertion of wooden partitions where no walls are preserved. A building complex was uncovered along the road which from the main road turned towards Porta Maggiore. This was characterised by two adjoining entrances, originally part of a single property, given the internal communication via a large door in the _atrium_. The latter was accessed from the door furthest downhill. The structures were separated when the inner door was blocked, probably in connection with a change to a productive function, as attested by the creation of surfaces in basoli and a tank. On the other side of the road investigation began of a complex with numerous rooms, arranged around a large courtyard, characterised by the substantial use of _opus signinum_ to waterproof the floors and walls and by the presence of cisterns, tanks, basins and drainage channels: these features suggest the building was used for production activities. - Director
- Stefania Quilici Gigli
- Research Body
- Seconda Università di Napoli
Media
- Name
- Norma
- Year
- 2010
- Summary
-
it
Le ricerche condotte nel 2010 sono state rivolte ad approfondire la conoscenza della forma urbana e dell’edilizia privata: hanno riguardato alcune strade della città e una ampia _domus_ posta lungo un diverticolo diramatesi dalla principale strada est ovest della città, a valle dell’Acropoli minore. Particolare attenzione è stata riservata alla fruibilità del sito e a privilegiare situazioni che permettessero di riportare in luce strutture appena affioranti sotto il piano di campagna, perché gli interventi potessero determinare immediate e incisive ricadute per la valorizzazione del Parco archeologico.
Le strade, conservate appena sotto l’ _humus_, sono risultate tutte ben conservate, pavimentate in basoli di calcare di forme e dimensioni variabili, accompagnate da marciapiedi, pavimentati, secondo i tratti, con piccoli basoli o grandi lastre di calcare. Forti avvallamenti segnano la presenza di fogne sottostanti. Delimitano le strade muri realizzati in opera poligonale, se assolvono funzioni di terrazzamento, o in opera incerta, se coincidono con le strutture degli edifici posti lungo di esse.
La _domus_ è caratterizzata da un doppio ingresso sulla strada; organizzata all’interno con atrio e peristilio, al quale si accedeva da due porte sul lato destro dell’atrio. Intorno all’atrio e al peristilio si dispongono _cubila_ e _alae_, secondo gli schemi canonici delle _domus_ romane in epoca tardo repubblicana. In epoca tardo-repubblicana la _domus_ venne divisa in due proprietà distinte, interrompendo le comunicazioni interne tra atrio e peristilio con tamponature delle porte. La _domus_ che utilizzò il settore originariamente organizzato intorno l’atrio mostra rifacimenti legati a funzioni più spiccatamente produttive. Le strutture della _domus_, per quanto conservate, sono in opera incerta di calcare, con rivestimento di intonaco bianco; i pavimenti sono in battuto di calcare, in cocciopesto o in commesso laterizio. Tutte le soglie sono in lastre monolitiche di calcare. Le vasche dell’impluvio dell’atrio e del peristilio sono realizzate in grandi lastre modanate di calcare, sulle quali poggia una cornice perimetrale realizzata in spezzoni di tegole. Materiali ceramici (scarsi ad eccezione di frammenti di grandi contenitori, per lo più doli) e caratteri costruttivi consentono di proporre che la vita del complesso si possa essere fermata con la distruzione drammatica della città nell’81 a.C. -
en
The research undertaken in 2010 aimed to acquire further knowledge of the urban plan and private construction. The work concentrated on a number of roads and a large _domus_ situated along a road branching off from the main east-west road, below the acropolis minor. Priority was given to structures just below present ground level with a view to undertaking interventions that would be of immediate importance and interest for the creation of the Archaeological Park and for the site’s exploitation.
The roads, lying just below the _humus_, were well-preserved and paved with limestone basoli of various forms and sizes. They were bordered by sidewalks paved either with small _basoli_ or large limestone slabs. Heavy subsidence indicated the presence of sewers below ground. The roads were delimited by polygonal terracing walls and the _opus incertum_ walls of the buildings facing onto them.
The _domus_ had a double entrance on the street. In the interior it had an _atrium_, on the right side of which two doors led into a peristyle. The _cubila_ and _alae_ were arranged around the _atrium_ and peristyle, as was typical of the late Republican Roman _domus_.
In the late Republican period the _domus_ was divided into two separate properties when the doors between the atrium and peristyle were blocked. The _domus_ which used the sector originally organised around the atrium showed signs of having a productive function. The structures of the _domus_, as far as preserved, were in limestone _opus incertum_, faced with white plaster. The floors were beaten limestone, _opus signinum_ or tile chips. All thresholds were single limestone blocks. The pools in the _atrium_ and peristyle were made from large slabs of moulded limestone, on which rested a border cornice of broken tiles. The pottery (very little apart from fragments of large containers, mostly dolia) and the construction techniques suggest that the occupation of the complex came to an end with the town’s dramatic destruction in 81 B.C. - Summary Author
- Stefania Quilici Gigli
- Director
- Stefania Quilici Gigli
- Funding Body
- Comune di Norma
Media
- Name
- Norma
- Year
- 2011
- Summary
-
it
Nel 2011 sono proseguiti gli scavi nell’area urbana; in particolare dell’asse stradale con orientamento SSO-NNE, e delle abitazioni facenti parte di un interessante settore residenziale prospicienti tale asse lungo il suo lato orientale. Particolare attenzione è stata riservata a privilegiare situazioni che potessero determinare immediate e incisive ricadute per la valorizzazione del Parco Archeologico.
Gli scavi effettuati negli anni precedenti, nello stesso settore, avevano messo in luce parte di due domus con ingressi contigui sulla via. Tali domus, data la comunicazione interna assicurata da due ampie porte che collegavano l’atrio del secondo edificio con gli ambienti del primo, dovevano fare capo in origine ad un’unica proprietà. Il prosieguo della ricerca sul lato settentrionale della strada ha permesso di individuare un altro ingresso, pertinente ad una terza domus, contigua alle altre, collegata internamente a quella centrale tramite una scala. Anche a quest’ultima si accede direttamente dalla strada. Dal suo ingresso si entra nell’atrio con impluvium che, decentrato rispetto all’ingresso, presenta la vasca rivestita da grosse lastre modanate in tufo.
Intorno a quest’area centrale si organizzano gli ambienti e le alae; sul fondo si dispongono ambienti di rappresentanza e la cucina. I pavimenti sono realizzati in cementizio semplice o con decorazioni geometriche negli ambienti di rappresentanza e nei cubicula, e in semplice terra argillosa negli ambienti di servizio; dell’intonaco, per lo più bianco, restano solo labili tracce sulle pareti del settore orientale. Le strutture di questo edificio presentano oltre ai muri realizzati in opera incerta con scapoli di calcare, anche muri in terra argillosa o con zoccolo in blocchi di calcare e elevato in argilla. I materiali recuperati durante lo scavo, ancora in corso di studio, appaiono pertinenti per lo più a grandi contenitori, anfore e ceramica d’uso comune.
Sulla terrazza a monte della zona residenziale l’ampliamento dello scavo ha permesso di mettere in luce una strada orientata N-S che, partendo dal pianoro d’ingresso, si incrocia con il decumano all’altezza delle domus già indagate a valle dell’Acropoli Minore. La strada, pavimentata con basoli di calcare, presenta uno stretto marciapiede a ridosso del muro di contenimento in opera poligonale sul lato sudoccidentale; sul lato opposto il marciapiede, che presenta una lieve pendenza verso la carreggiata stradale, è completamente pavimentato con basoli in calcare.
È proseguito anche lo scavo dell’asse viario principale che partendo da Porta Serrone di Bove, attraversa in rettifilo tutta la città fino alla gradinata d’accesso all’Acropoli Minore. In particolare è stata indagata l’area prospiciente le terme caratterizzata da un monumentale incrocio. Di particolare impatto visivo si sono rilevate le due strade ortogonali, orientate N-S. La strada che scende verso il settore meridionale della città, pavimentata con basoli in calcare, presenta marciapiedi ben conservati su entrambi i lati e un forte avvallamento sulla carreggiata, dovuto al cedimento della fogna sottostante.
La strada che sale verso il pianoro delle terme, presenta, invece, il marciapiede solo sul lato occidentale, pavimentato in cocciopesto; su entrambi i lati è delimitata da muri di contenimento in blocchetti di calcare di cui restano pochi filari. Il basolato della strada appare piuttosto dissestato e caratterizzato da un forte avvallamento centrale dovuto al cedimento della fogna sottostante. -
en
In 2011, excavations continued in the urban area; in particular on the road running south-south west/north-north east, and the houses that were part of an interesting residential sector facing on to it on the east side.
In previous years, excavations in the same sector had uncovered part of two domus with adjacent entrances on the road. Given that the houses communicated via two large doors, which linked the atrium of the second building to rooms of the first, they must originally have been a single property. Continuing on the north side of the road, the excavation uncovered another entrance to a third domus, adjacent to the others and linked to the central one by a staircase. This third house was also accessed directly from the street. The entrance led to an atrium with impluvium, which, off-centre with respect to the entrance, had a pool faced with large moulded tufa slabs.
The rooms and the alae were arranged around the central area; the reception rooms and the kitchen were situated to the rear. The floors were either simple cement or with geometric decorations in the reception rooms and the cubicula, and of beaten earth in the service rooms. The plaster was mainly white and only very slight traces survived on the walls of the eastern sector. The walls were built in opus incertum with limestone chippings, in earth or with a socle of limestone blocks and standing structure in clay. The materials recovered during the excavation (study ongoing) mainly appeared to be part of large containers, amphora and coarse ware pottery.
On the terrace uphill from the residential zone, the extension of the excavation area led to the discovery of a road on a north-south alignment, which starting from the entry plateau, met the decumanus at the height of the previously excavated domus situated below the small acropolis. The road, paved with limestone basoli, had a narrow sidewalk abutting a polygonal containing wall on the southwest side. The opposite side, which sloped slightly towards the road, was completely paved with limestone basoli.
The excavation of the main road continued which from the Porta Serrone di Bove, runs in a straight line across the town as far as the staircase leading up to the small acropolis. In particular, the area in front of the baths characterised by a monumental crossroads was examined. The two roads at right angles, orientated north-south were of great visual impact. The road descending towards the south sector of the town, paved with limestone basoli, had a well-preserved sidewalk on both sides and the road surface itself showed a deep hollow caused by the collapse of the sewer below.
The road ascending towards the baths plateau only had a sidewalk on its west side, paved in opus signinum. It was bordered on both sides by containing walls built of small limestone blocks of which only a few courses remain. The basalt paving of the road was rather uneven and characterised by a hollow caused by the collapse of a sewer below. - Summary Author
- Stefania Quilici Gigli
- Funding Body
- Comune di Norma
Media
- Name
- Norma
- Year
- 2012
- Summary
-
it
Le ricerche hanno riguardato l’impianto urbanistico e l’edilizia privata, privilegiando interventi che avessero ricadute sulla valorizzazione e fruizione del parco archeologico.
E’ stato completato lo scavo delle tre strade che si diramavano dal principale asse di attraversamento urbano, sul suo lato settentrionale, a valle dell’Acropoli Minore. Sono risultate tutte lastricate con basoli di calcare, che nella forma e materiale denunciano un intervento di restauro. Le prime due traverse a valle dell’Acropoli Minore dovevano raccordare il traffico che entrava in città da Porta Maggiore. La prima traversa, è apparsa priva dei marcapiedi; si amplia quindi con uno slargo, dal quale si dirama, ad oriente, una strada che sale all’Acropoli Minore; nell’ultimo tratto, approssimandosi all’asse di attraversamento urbano, mostra un solo marciapiede, sul lato orientale. La seconda traversa presenta marciapiedi sui due lati; si dirama da essa un diverticolo ortogonale, lastricato, chiuso al traffico. La terza traversa, che si dirama verso settentrione dall’asse maggiore, proprio dove su questo giunge la strada proveniente da Porta Ninfina, doveva servire la zona centrale della città e presenta ampiezza di carreggiata maggiore delle altre. Seguita per un tratto di 20 m, la via risulta lastricata in basoli di calcare, accompagnata da marciapiedi basolati. I basoli appaiono variabili in forme e dimensioni, non perfettamente combacianti tra loro, con zeppe calcaree nelle connessure; centralmente sulla via vi sono evidenti avvallamenti, dovuti, probabilmente, al cedimento del sistema fognario sottostante. Il basolato della via fu obliterato da uno strato di ghiaia che costituì il nuovo battuto, con restringimento della carreggiata: un intervento che seguì alla distruzione di ampi settori della città nell’81 a.C.
Le ricerche sull’edilizia privata nell’isolato tra la seconda e terza traversa, nella sua zona più meridionale, hanno riguardato una vasta _domus_, con complesse fasi edilizie, il cui ingresso si apre sulla terza traversa. La _domus_ mostra una pianta tipica per l’epoca tardo repubblicana: l’ingresso, suddiviso in _vestibulum_ e _fauces, cubicula_ e _alae_ sui lati lunghi e vani di servizio e rappresentanza sui lati corti, distribuiti intorno all’atrio con _impluvium_ in tufo. Nelle stanze di fondo furono ricavati due passaggi ad un secondo atrio con lo spazio centrale scoperto, pavimentato in commesso laterizio con inserti in calcare, ai cui angoli sono stati rinvenuti quattro rocchi di colonne in calcare.
Alla fine dello scavo si è proceduto con interventi di sistemazione dell’area: il basolato della prima traversa, lacunoso, è stato integrato con ghiaino di calcare, per garantirne la funzione di supporto alla visita. Per la conservazione della _domus_ si è proceduto alla copertura dei pavimenti, rendendo leggibili, se pur a grandi linee, le destinazioni d’uso degli ambienti. Si è coperto con graniglia rosa di marmo di Carrara gli ambienti interni; con lapillo l’atrio e gli ambienti aperti su questo; in graniglia bianca di calcare il bacino dell’impluvio.
Un intervento significativo per la fruizione è stata la realizzazione di due percorsi per i visitatori diversamente abili non deambulanti che permettono di raggiungere due piazzole con ampia visuale degli scavi. Per rendere comprensibile agli ipovedenti la topografia del luogo e la consistenza dei monumenti sono state predisposte mappe tattili a rilievo, con testi in braille. -
en
The research looked at the urban layout and a residential building, giving priority to interventions of use for the creation of the archaeological park.
Excavation was completed of three roads that branched from the main road crossing the town on the north side below the small acropolis. All were paved with limestone basoli and showed evidence of having been restored. The first two branches below the small acropolis must have been used by traffic entering from Porta Maggiore. The first had no sidewalk and widened at point where a side road branched off to the east leading up to the small acropolis. In the final stretch, as it drew closer to the main road, it had a sidewalk on the east side. The second branch had a sidewalk on each side and a paved side street, closed to traffic, branched off from it at a right angle. The third branch road, headed north from the main road at the point where the latter was joined by the road from Porta Ninfina, and must have served the central part of the town. It was wider than the others were. Followed for 20 m, the road was paved in limestone basoli and had basalt sidewalks. The basoli were of varying shapes and sizes and the gaps between them were filled with limestone wedges. There was clear evidence of subsidence at the centre of the road, probably caused by the collapse of the sewer system below. A gravel layer constituting the new surface obliterated the paved road and the road itself was narrowed: an intervention that followed the destruction of large sectors of the town in 81 B.C.
The investigation of the residential buildings in the _insula_ between the second and third branch roads, in the southern zone, looked at a vast _domus_, with complex construction phases, whose entrance opened onto the third branch road. The _domus_ presented a plan typical of the late Republican period: entrance divided into _vestibulum_ and _fauces_, _cubicula_ and _alae_ on the long sides and service rooms and reception rooms on the short sides, arranged around an atrium with an _impluvium_ built in tufa. Two passageways had been created in the two back rooms, which lead to a second open-air atrium, paved in _opus signinum_ with limestone inserts, at the corners of which four limestone column drums were found.
At the end of the excavation, work was undertaken on the organization of the area: the holes in the paving of the first branch road were filled with limestone gravel to make it usable for visitors.
In the _domus_, the floors were covered in order to provide a key to each room’s use: pink Carrara marble grit for the interior rooms; lapilli in the atrium and rooms opening onto it; white limestone grit for the _impluvium_ pool.
Two routes for wheelchair bound visitors were created, which lead up to two viewing points overlooking the excavations. Relief maps with texts in Braille have been put up so that the site topography and a description of the remains are available for blind/partially-sighted visitors. - Summary Author
- Stefania Quilici Gigli
- Funding Body
- Comune di Norma
Media
- Name
- Norma
- Year
- 2014
- Summary
-
it
Le ricerche di scavo nel 2014 sono state condotte sul pianoro centrale della città antica, a nord est rispetto al settore residenziale della II traversa ( _domus_ IV, V e VI), indagato negli anni precedenti. Delimitato ad est dalla I traversa, dell’asse viario principale della città a partire dall’Acropoli Minore, il settore indagato si affaccia sulla strada che entra in città da Porta Maggiore.
La scelta di intervenire in questa area del Parco Archeologico è stata dettata dalla esigenza di intervenire per la sicurezza dei resti antichi, messi in evidenza a seguito delle forti precipitazioni atmosferiche dello scorso inverno; al contempo, la dislocazione topografica offriva la possibilità di ampliare il percorso di visita, proprio nella zona iniziale.
L’area indagata ha un’estensione complessiva di 16x12 m ed è caratterizzata da una forte pendenza verso est. Lo scavo ha permesso di riportare parzialmente alla luce una _domus_ dalla pianta canonica: _vestibulum_, _fauces_ e atrio con _impluvium_ rivestito con lastre in tufo, intorno al quale si distribuiscono i diversi ambienti, individuati e non ancora scavati.
Alla _domus_ si accede direttamente dalla strada che da Porta Maggiore conduce al pianoro, attraverso un basso gradino che introduce al _vestibulum_.
Il _vestibulum_ (ambiente A), di 3,50 x 1,50 m, è delimitato da murature realizzate con zoccolo in pietre calcaree sbozzate (spessore 45 cm), di forma irregolare, legate con terra dalla matrice argillosa e pavimentato in cementizio a base fittile.
Dal _vestibulum_, attraverso una soglia monolitica in calcare, si accede alle _fauces_. La soglia d’accesso (dimensioni: 1,83 x 0,38 m) risulta lesionata in più punti ed è delimitata da due blocchi in calcare di forma quadrangolare.
Superata la soglia, si entra nelle _fauces_ (ambiente B), di pianta rettangolare, pavimentate in cementizio a base fittile in continuità con quella dell’atrio.
L’ _impluvium_, leggermente decentrato rispetto al _vestibulum_, ha forma quadrangolare; rivestito da sei lastre in tufo giustapposte, presentava probabilmente un pozzo per attingere l’acqua nell’angolo nord ovest, privo di lastra, non indagato.
L’impluvio (misure 2,80x3,60 m) è caratterizzato da modanature funzionali al convogliamento delle acque nel foro di scolo (diam. 15 cm); quest’ultimo è collocato a margine del lato settentrionale, è lesionato lungo tutti i margini e in particolare nella fascia meridionale; su tutta la superficie sono evidenti i segni lasciati dalle arature effettuate in tempi moderni e alcune tracce di bruciato.
Le forti precipitazioni atmosferiche di quest’inverno hanno anche evidenziato probabili sepolture sull’altura dell’Acropoli Minore ove agli inizi del '900 gli studi avevano già portato in luce una tomba di epoca alto-medievale. È sembrato opportuno quindi procedere con una pulizia superficiale dell’intero settore per meglio comprendere lo stato dei luoghi. Le probabili sepolture sono ubicate nel tratto ad ovest del lato maggiore occidentale del Tempio Minore, ricavate nella carreggiata, tra i basoli della strada che dà l’accesso all’Acropoli Minore da nord ovest. Durante questa prima indagine sono state riconosciute almeno tre fosse, denominate da nord verso sud, tomba 1, tomba 2 e tomba 3; quest’ultima, posta ad una quota superiore rispetto alle altre è stata scavata al fine di evitare che venisse scoperta in seguito a fenomeni naturali.
Lo scheletro in posizione supina, lungo circa 1,55 m, presenta l’arto superiore destro piegato sul ventre, mentre il sinistro risulta disposto lungo il fianco con accanto un chiodo in ferro; quasi del tutto integro esso si presenta mutilo dell’estremità degli arti superiori. Il cranio ad ovest, adagiato sullo strato di preparazione del basolo che funge da cornice al taglio della stessa deposizione, si trova a circa 29 cm di profondità dal piano della carreggiata, leggermente inclinato in avanti sullo sterno; mentre ad est, in corrispondenza dello scapolo di calcare posto come segnacolo della deposizione, l’estremità degli arti inferiori si trovano ad una profondità di 22 cm. -
en
The 2014 excavations took place on the central plateau of the ancient city, to the north-east of the previously investigated residential sector of the II _traversa_ (_domus_ IV, V and VI). Delimited to the east by the I _traversa _ of the main city road leading from the Acropolis Minor, the excavated sector faced onto the road entering the city from the Porta Maggiore.
The decision to intervene in this part of the archaeological park was dictated by the need to safeguard the ancient remains exposed by heavy rainfall during the winter. At the same time, the topographical location offered the possibility of extending the visitors’ route at its starting point.
Overall, the investigated area covered 16 x 12 m and sloped steeply to the east. The excavation partially uncovered a _domus_ with the standard plan: _vestibulum_, _fauces_, and _atrium_ with an _impluvium_ faced with tufa slabs, around which a series of rooms were arranged (identified but not excavated).
The _domus_ was entered via a low step leading into the _vestibulum_ directly from the road that led from Porta Maggiore to the plateau.
The _vestibulum_ (room A), 3.50 x 1.50 m, was delimited by walls built with a footing of rough-hewn irregular limestone blocks (45 cm thick), bonded with earth with a clay matrix and paved in a mortar with crushed tile.
The _vestibulum_ led into the _fauces_ across a limestone threshold. The threshold block, damaged in several places, measured 1.83 x 0.38 m and was delimited by two quadrangular blocks.
The _fauces_ (room B), rectangular in plan, was paved in _opus_ _caementicium_ that continued in the _atrium_.
The _impluvium_, slightly off-centre with respect to the _vestibulum_, was quadrangular in plan and faced with six overlapping tufa slabs. It had what was probably a well in the north-western corner that did not have a facing slab (not excavated). It measured 2.80 x 3.60 m and was characterised by mouldings created in order to direct the water into the drainage hole (diam. 15 cm) situated on the edge of the north side. All sides were damaged, in particular the southern part and all surfaces showed modern plough damage and some traces of burning.
This winter’s heavy rain also uncovered a number of probable burials on the summit of the Acropolis Minor where at the beginning of the 20th century excavations brought to light an early medieval tomb. Therefore, it was thought advisable to undertake a surface cleaning of the entire sector in order to gain a better picture of the situation. The probable burials were situated in the area west of the long west side of the small temple, dug between the _basoli_ paving the road leading to the Acropolis Minor from the north-west. At least three graves were identified, denominated from north to south, tomb 1, tomb 2, and tomb 3. The latter, on a higher level than the others, was excavated in order to avoid its exposure by the elements.
The skeleton, about 1.55 m in length, lay in a supine position. The right arm was folded across the abdomen, while the left arm lay along the side of the body. An iron nail was placed beside it. The skeleton was almost complete, only the extremities of the upper limbs were missing. The cranium lay to the west, resting on the make up for the _basoli_ that formed the border of the grave cut, at about 29 cm below the road surface. The cranium was tilted slightly forward to rest on the sternum. At the east end, in correspondence with the piece of limestone used as a grave marker, the extremities of the lower limbs lay at a depth of 22 cm. - Research Body
- Seconda Università degli Studi di Napoli
- Funding Body
- Comune di Norma
Media
-
Quilici Gigli et al. 2008S. Quilici Gigli, P. Carfora, S. Ferrante, 2008, Norba: apporti sull’edilizia privata in epoca medio repubblicana. Le domus a valle dell’Acropoli Minore dallo scavo alla fruizione, in Atlante tematico di Topografia antica 17: 205-262.
-
Aliotta et al. 2008G. Aliotta, G. Cafiero, N. De Cesare, S. Quilici Gigli, F. Terrasi, 2008, Semi carbonizzati da Norba: una indagine paletnobotanica, in Atlante tematico di Topografia antica 17: 279-287.
-
Quilici Gigliet al. 2008S. Quilici Gigli, G. Aliotta, G. Cafiero, N. De Cesare, F. Terrasi, 2008, Semi carbonizzati da Norba: una indagine paletnobotanica, in Atlante tematico di Topografia antica 17: 279-288.
-
Quilici Gigli 2008S. Quilici Gigli, 2008, L’acqua e la città: gestione privata e collettiva a Norba, in Atlante tematico di Topografia antica 17: 263-278.
-
Quilici Gigli et al. 2009S. Quilici Gigli, P. Carfora, S. Ferrante, 2009, Norba: La strada per il santuario di Giunone. Note topografiche e indagini archeologiche, in Atlante tematico di Topografia antica 19: 151-182.
-
Compare et al. 2009V. Compare, M. Cozzolino, E. Di Giovanni, P. Mauriello, 2009, Tomografie geoelettriche nel Parco Archeologico di Norba, in Atlante tematico di Topografia antica 19: 193-198.
-
Quilici Gigli et al. 2011S. Quilici Gigli, P. Carfora, S. Ferrante, 2011 Apprestamenti produttivi tardo repubblicani nell’urbanistica di Norba, in Caesadonum 43- 44, Limoges: 237-254.
-
Quilici Gigli et al. 2011S. Quilici Gigli, P. Carfora, S. Ferrante 2011, Pavimenti in cementizio dagli scavi di Norba, in AISCOM, Atti del XVI Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico, Tivoli: 397-411.
-
Quilici Gigli et al. 2010S. Quilici Gigli, P. Carfora, S. Ferrante, 2010, Edilizia privata nell’urbanistica di Norba tra la fine del III e l’inizio del I secolo a.C, in Etruskisch-italische und römisch-republikanische Wohnhäuser, Bonn: 233-242.
-
Quilici Gigli 2012S. Quilici Gigli, 2012, Norba: la topografia del sacro, in Ostraka 2012: 411-419.
-
Quilici Gigli 2012S. Quilici Gigli, 2012, Norba, in Terme di Diocleziano. La collezione epigrafica, Roma: 176-177.
-
Carfora, Ferrante, Quilici Gigli 2013P. Carfora, S. Ferrante, S. Quilici Gigli, «Pavimenti delle domus repubblicane di Norba: nuove acquisizioni e fruizione context aware mediante dispositivi mobili», in Atti XVIII colloquio AISCOM, Cremona 14-17 marzo 2012, Tivoli: 335-347.
-
Quilici Gigli 2011S. Quilici Gigli, Arule nei culti domestici: testimonianze da Norba, in Orizzonti XII: 53-68.
-
Ferrante 2011S. Ferrante, Pesi da telaio da Norba: luoghi di rinvenimento e ipotesi funzionali, in Orizzonti XII: 69-90.
-
Quilici Gigli 2012S. Quilici Gigli, 2012, L’archeologia come scienza. Gli scavi di Norba, in M. Cancellieri, F. M. Cifarelli, D. Palombi, S.Quilici Gigli (a cura di), Tra memoria dell’antico e identità culturale. Tempi e protagonisti della scoperta dei Monti Lepini, Roma: 73-86.
-
Ferrante 2012S. Ferrante, 2012, Giuseppe Rocco Volpi, in M. Cancellieri, F. M. Cifarelli, D. Palombi, S. Quilici Gigli (a cura di), Tra memoria dell’antico e identità culturale. Tempi e protagonisti della scoperta dei Monti Lepini, Roma: 160.
-
Ferrante 2012S. Ferrante, 2012, Mura della città di Norba, in M. Cancellieri, F. M. Cifarelli, D. Palombi, S. Quilici Gigli (a cura di), Tra memoria dell’antico e identità culturale. Tempi e protagonisti della scoperta dei Monti Lepini, Roma: 161-162.
-
Ferrante 2012S. Ferrante, 2012, Le terme della città di Norba, in M. Cancellieri, F. M. Cifarelli, D. Palombi, S. Quilici Gigli (a cura di), Tra memoria dell’antico e identità culturale. Tempi e protagonisti della scoperta dei Monti Lepini, Roma: 163-164.
-
Quilici Gigli 2012John
-
Carfora, Ferrante, Quilici Gigli c.s.P. Carfora, S. Ferrante, S. Quilici Gigli, c.s., Tecniche costruttive in epoca medio-tardo repubblicana: il caso di Norba, in Tecniche costruttive del tardo ellenismo nel Lazio e in Campania - Atti del Convegno – Segni 3 dicembre 2011.
-
Carfora, Ferrante, Vitale c.s.P. Carfora, S. Ferrante, R. Vitale, Norba, rinvenimenti monetali dall’abitato, in Atti del Convegno, Workshop Internazionale di Numismatica. Numismatica e Archeologia. Monete, stratigrafie e contesti. Dati a confronto - Roma, 28-30 settembre 2011.