Name
Complesso SS. Casto e Secondino
Date Range
300 – 1550

Seasons

  • AIAC_1020 - Complesso SS. Casto e Secondino - 2006
    Le indagini archeologiche nell’area cimiteriale collegata al culto dei SS Casto e Secondino sono state condotte in 2 settori dell’area. Il complesso legato al culto dei Santi è costituito da due edifici subdiali, una chiesa e una grande struttura curvilinea di incerta interpretazione e da una galleria cimiteriale sotterranea, che rimane l’unica testimonianza di un sistema ipogeo di maggiore estensione. L’area a giardino in cui ricadono le due costruzioni subdiali è stata indagata nello spazio compreso tra il muro di fondo della chiesa, la struttura curvilinea e il muro di recinzione, che segna il taglio effettuato nella pendice nord-sud della collina negli anni Settanta per la costruzione del nuovo ospedale civile. Lo scavo ha riportato in luce una necropoli sotto il livello di frequentazione sul quale si sarebbero impiantate la chiesa e la struttura curvilinea. I suoi resti sono emersi nella metà ovest dell’area indagata e ai piedi della struttura curvilinea. Il cimitero appare costituito da tombe a fossa scavate direttamente nel banco tufaceo; ne sono state riconosciute 7, di cui 2 orientate nord-sud e le altre est-ovest. Solo 3 sono state evidenziate nella loro interezza; le rimanenti sono in parte obliterate dalla parete est della chiesa. La tomba 7 è l’unica ad avere conservato resti di due inumazioni sovrapposte, una di adulto e l’altra di bambino, con capo ad ovest e piedi ad est. Nel riempimento delle tombe, costituito dagli strati di demolizione del sepolcreto e dalla terra per livellare l’area, sono stati rinvenuti, insieme a suppellettile frammentaria vitrea e ceramica, due monete e frammenti di tegole e coppi da riferire alla tipologia di copertura alla cappuccina e piana. L’altra area sottoposta ad indagine è all’interno della chiesa. Essa ha rivelato, sotto la pavimentazione lignea dei primi anni Ottanta, una gettata compatta di malta e pezzame vario, estesa per tutta la superficie dell’ambiente, che conserva, lungo la parete orientale, impronte di lastre rettangolari, forse pertinenti ad un pavimento, collocabile tra tardo medioevo e rinascimento. Dallo scavo sono emersi altri tagli propri di tombe a fossa, da riferire ad un altro settore della necropoli. (MiBAC)
  • AIAC_1020 - Complesso SS. Casto e Secondino - 2009
    Le indagini archeologiche nell’area a cielo aperto del complesso dei Ss. Casto e Secondino, per le quali si è programmata una prosecuzione nel 2010, si sono estese, tra il 2007 e il 2009, ad altri tre settori, contigui a quello già scavato nel 2006. E’ stato possibile, quindi, rimettere in luce quasi tutta la porzione della necropoli subdiale, impiantata sulla collina, che è stata risparmiata dall’intensa attività edificatoria del secolo scorso e che ricade, oggi, nella proprietà della Diocesi. Essa si è confermata costituita da tombe a fossa scavate nel banco roccioso, spesso concepite per due piani sovrapposti di inumazione o, comunque, interessate da un uso prolungato, testimoniato da tracce chiare di riutilizzo. Le sepolture, tranne sporadici casi, sono risultate in massima parte manomesse e riempite di terra, contenente pochi resti scheletrici sconnessi. I numerosi frammenti di tegole e coppi rinvenuti negli strati di demolizione e livellamento della necropoli, insieme ai rari resti ancora in opera, sono ascrivibili al rivestimento interno delle pareti e, soprattutto, alle coperture, piane, alla cappuccina o alla semicappuccina. Sono riconoscibili allestimenti tipici per il rituale funerario del _refrigerium_ in una tomba a tumulo e due mensae. Si osserva anche la disposizione di alcune sepolture entro un recinto, presumibilmente pertinente ad un gruppo familiare. Da una prima analisi dei reperti, la fruizione della necropoli sembra arrivare fino al V-VI secolo. La ripresa dello scavo all’interno della chiesa ha confermato, sulla base dei rapporti stratigrafici, la seriorità dell’edificio rispetto alle sepolture rinvenute sotto i suoi livelli di frequentazione. Esse sono pertinenti ad un altro tratto della medesima necropoli, con analoghe caratteristiche di impianto e di utilizzo, ugualmente protrattosi fino al V-VI secolo. Tuttavia, la conservazione di un vano residuo di galleria sotterranea come fulcro dell’ambiente di culto sembrerebbe al momento lasciare ipotizzare, per questo settore, un‘originaria natura di sepolcreto rupestre, sopravvissuto all’obliterazione dell’assetto necropolare per motivi devozionali e fruito a scopo di venerazione, ininterrottamente, fino alla sua totale riconfigurazione di pieno medioevo, perpetuata nella chiesa attuale. Nell’area prossima alla chiesa, dove è ubicata una galleria con tracce di loculi, già nota prima degli scavi, è stato possibile evidenziare i resti di altre due gallerie cimiteriali, evidentemente parte di un piccolo sistema “catacombale”. Una è stata rimessa in luce al di sotto del cortile di un fabbricato moderno contiguo, l’altra è emersa nello spazio a cielo aperto, a scarsa profondità rispetto all’attuale calpestio. Entrambe sono state rinvenute rasate, prive della volta e colmate di terra e detriti in età moderna. Nonostante le manomissioni e gli interventi demolitori, si riconosce l’articolazione delle pareti in grandi arcosoli a calotta absidata o in nicchioni oppure lo sfruttamento intensivo con loculi su più livelli e forme che tagliano il piano pavimentale. Di particolare interesse è un brano di decorazione dipinta ancora in opera, databile, per caratteristiche di ornato e di stile, alla seconda metà avanzata del IV secolo.

Media

Name
Complesso SS. Casto e Secondino
Year
2006
Summary
it Le indagini archeologiche nell’area cimiteriale collegata al culto dei SS Casto e Secondino sono state condotte in 2 settori dell’area. Il complesso legato al culto dei Santi è costituito da due edifici subdiali, una chiesa e una grande struttura curvilinea di incerta interpretazione e da una galleria cimiteriale sotterranea, che rimane l’unica testimonianza di un sistema ipogeo di maggiore estensione. L’area a giardino in cui ricadono le due costruzioni subdiali è stata indagata nello spazio compreso tra il muro di fondo della chiesa, la struttura curvilinea e il muro di recinzione, che segna il taglio effettuato nella pendice nord-sud della collina negli anni Settanta per la costruzione del nuovo ospedale civile.

Lo scavo ha riportato in luce una necropoli sotto il livello di frequentazione sul quale si sarebbero impiantate la chiesa e la struttura curvilinea. I suoi resti sono emersi nella metà ovest dell’area indagata e ai piedi della struttura curvilinea. Il cimitero appare costituito da tombe a fossa scavate direttamente nel banco tufaceo; ne sono state riconosciute 7, di cui 2 orientate nord-sud e le altre est-ovest. Solo 3 sono state evidenziate nella loro interezza; le rimanenti sono in parte obliterate dalla parete est della chiesa. La tomba 7 è l’unica ad avere conservato resti di due inumazioni sovrapposte, una di adulto e l’altra di bambino, con capo ad ovest e piedi ad est. Nel riempimento delle tombe, costituito dagli strati di demolizione del sepolcreto e dalla terra per livellare l’area, sono stati rinvenuti, insieme a suppellettile frammentaria vitrea e ceramica, due monete e frammenti di tegole e coppi da riferire alla tipologia di copertura alla cappuccina e piana.

L’altra area sottoposta ad indagine è all’interno della chiesa. Essa ha rivelato, sotto la pavimentazione lignea dei primi anni Ottanta, una gettata compatta di malta e pezzame vario, estesa per tutta la superficie dell’ambiente, che conserva, lungo la parete orientale, impronte di lastre rettangolari, forse pertinenti ad un pavimento, collocabile tra tardo medioevo e rinascimento. Dallo scavo sono emersi altri tagli propri di tombe a fossa, da riferire ad un altro settore della necropoli. (MiBAC)
en Archaeological investigations were undertaken in two sectors of the cemetery linked to the cult of SS Casto and Secondino. The complex dedicated to these saints comprises two open air structures, a church and a large curving structure of uncertain interpretation, and an underground cemeterial tunnel, which is the only remaining evidence of a more extensive underground system. In the garden where the two open air structures lie an area was excavated between the back wall of the church, the curved structure and the enclosure wall which marks the cut made in the north-south hill slope in the 1970s when a new hospital was built.

The excavation brought to light a necropolis below the occupation levels on which the church and the curved structure would have stood. Its remains emerged in the western half of the excavation and at the foot of the curved structure. The cemetery appeared to comprise inhumations dug directly into the tufa bedrock; seven were identified, of which two on a north-south alignment and the others in an east-west direction. Only three were intact, the others having been partly obliterated by the east wall of the church. Tomb 7 was the only one containing the remains of two overlying inhumations, one an adult, the other a child, their heads to the west and feet to the east. The fill of the tombs, constituted by layers of rubble from the demolition of the cemetery and of soil used to level the area, produced fragments of glass and pottery vessels, two coins and fragments of tiles and imbrices relating to “a cappuccino” and flat tomb coverings.

The other area investigated was inside the church. Below the wooden floor of the early 1980s a compact spread of mortar and fragments of various materials was revealed. This extended throughout the church and preserved the impressions of rectangular slabs along the east wall which may have been pertinent to a pavement dating to between the late medieval and Renaissance periods. The excavation uncovered other cuts for inhumations which belonged to another part of the necropolis. (MiBAC)
Director
Silvana Episcopo
Team
Archaeologist - A. Milella
Archaeologist representing the Soprintendenza - Maria Graza Ruggi d'Aragona

Media

Name
Complesso SS. Casto e Secondino
Year
2009
Summary
it Le indagini archeologiche nell’area a cielo aperto del complesso dei Ss. Casto e Secondino, per le quali si è programmata una prosecuzione nel 2010, si sono estese, tra il 2007 e il 2009, ad altri tre settori, contigui a quello già scavato nel 2006. E’ stato possibile, quindi, rimettere in luce quasi tutta la porzione della necropoli subdiale, impiantata sulla collina, che è stata risparmiata dall’intensa attività edificatoria del secolo scorso e che ricade, oggi, nella proprietà della Diocesi. Essa si è confermata costituita da tombe a fossa scavate nel banco roccioso, spesso concepite per due piani sovrapposti di inumazione o, comunque, interessate da un uso prolungato, testimoniato da tracce chiare di riutilizzo. Le sepolture, tranne sporadici casi, sono risultate in massima parte manomesse e riempite di terra, contenente pochi resti scheletrici sconnessi. I numerosi frammenti di tegole e coppi rinvenuti negli strati di demolizione e livellamento della necropoli, insieme ai rari resti ancora in opera, sono ascrivibili al rivestimento interno delle pareti e, soprattutto, alle coperture, piane, alla cappuccina o alla semicappuccina. Sono riconoscibili allestimenti tipici per il rituale funerario del _refrigerium_ in una tomba a tumulo e due mensae. Si osserva anche la disposizione di alcune sepolture entro un recinto, presumibilmente pertinente ad un gruppo familiare. Da una prima analisi dei reperti, la fruizione della necropoli sembra arrivare fino al V-VI secolo.

La ripresa dello scavo all’interno della chiesa ha confermato, sulla base dei rapporti stratigrafici, la seriorità dell’edificio rispetto alle sepolture rinvenute sotto i suoi livelli di frequentazione. Esse sono pertinenti ad un altro tratto della medesima necropoli, con analoghe caratteristiche di impianto e di utilizzo, ugualmente protrattosi fino al V-VI secolo. Tuttavia, la conservazione di un vano residuo di galleria sotterranea come fulcro dell’ambiente di culto sembrerebbe al momento lasciare ipotizzare, per questo settore, un‘originaria natura di sepolcreto rupestre, sopravvissuto all’obliterazione dell’assetto necropolare per motivi devozionali e fruito a scopo di venerazione, ininterrottamente, fino alla sua totale riconfigurazione di pieno medioevo, perpetuata nella chiesa attuale.

Nell’area prossima alla chiesa, dove è ubicata una galleria con tracce di loculi, già nota prima degli scavi, è stato possibile evidenziare i resti di altre due gallerie cimiteriali, evidentemente parte di un piccolo sistema “catacombale”. Una è stata rimessa in luce al di sotto del cortile di un fabbricato moderno contiguo, l’altra è emersa nello spazio a cielo aperto, a scarsa profondità rispetto all’attuale calpestio. Entrambe sono state rinvenute rasate, prive della volta e colmate di terra e detriti in età moderna. Nonostante le manomissioni e gli interventi demolitori, si riconosce l’articolazione delle pareti in grandi arcosoli a calotta absidata o in nicchioni oppure lo sfruttamento intensivo con loculi su più livelli e forme che tagliano il piano pavimentale. Di particolare interesse è un brano di decorazione dipinta ancora in opera, databile, per caratteristiche di ornato e di stile, alla seconda metà avanzata del IV secolo.
en Between 2007 and 2009 the excavations in an open-air area of the complex of Ss. Casto e Secondino, programmed to continue in 2010, were extended to a further three areas adjacent to that excavated in 2006. It was possible to excavate almost all of the part of the open-air necropolis situated on the hill, as it had not been built on in the last century and today lies within the property of the diocese. It was constituted by rock-cut graves, often deep enough to hold two overlying inhumations. There was also evidence of the reuse of the graves. Except in rare cases, the burials had been disturbed and filled with earth and contained few disarticulated skeletal remains. The numerous fragments of tiles and imbrices found in the layers of demolition and levelling of the necropolis, together with rare structures that were still _in situ_, can be attributed to the internal facing of the walls and above all, to the flat, “a cappuccina” or semi “ a cappuccina” coverings. Evidence of the _refrigerium_ funerary ritual was found in a tumulus burial and two _mensae_ were identified. A number of burials were arranged inside an enclosure, presumably members of the one family. A first analysis of the finds indicates that the necropolis was in use until the 5th-6th century.

The stratigraphic relationships revealed by the resumption of excavations inside the church confirmed the buildings later date with respect to the burials found below its occupation levels. These belonged to another part of the same necropolis, with analogous characteristics of structure and use, also continuing until the 5th-6th century. However, the preservation of a residual part of an underground tunnel as the centre of the cult structure seems, for the moment, to suggest that this sector originated as a rock-cut cemetery which, for devotional motives, survived the obliteration of the necropolis and was in continuous use for cult purposes until its total reconfiguration in the medieval period.

In the area next to the church where a tunnel with traces of loculi is found, already known before the excavations, the remains of another two cemetery tunnels were identified, clearly part of a small catacomb system. One came to light below the courtyard of an adjacent modern building, the other in the open-air zone, not far below present ground level. Both had been razed to the ground, the vaults were gone and they were filled with earth and modern rubble. Despite the disturbance and demolition it was possible to see that the walls had been divided by large apsidal _arcosolia_ or large niches. The presence of loculi on more than one level and cutting the floor surface indicated the intensive use of the cemetery. Of particular interest a patch of painted wall decoration still in situ. This was datable by decoration and style to the later part of the second half of the 4th century.
Summary Author
Silvana Episcopo
Team
Anthropologist - Giorgio Manzi
Archaeologist - Alessandra Milella
Geoarchaeologist - Carmen Maria Rosskopf

Media

  • Mazzeo 1992
    F. Mazzeo, 1992, Il complesso cimiteriale dei santi Casto e Secondino in Sessa Aurunca. Sessa Aurunca, novembre 1988, in Il Suessano. Periodico di cultura, informazione e attualità 106, settembre 1992: 1420-1424.
  • Episcopo c.s.
    S. Episcopo, c.s., Ricerche archeologiche presso il complesso martiriale di S. Casto a Suessa (Sessa Aurunca), in Atti del XV Congresso Internazionale di Archeologia cristiana (Toledo, 8-12 settembre 2008).

Location

Ancient Site Name
Ecclesia sancti Casti
Location
Sessa Aurunca
Easting
13.935187679871
Northing
41.246913385746