- Item
- AIAC_1150
- Name
- Santa Barbara
- Date Range
- 6000 BC – 3000 BC
Seasons
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AIAC_1150 - Santa Barbara - 2007Lo scavo arrestatosi nel 2002, viene ripreso nel 2007. L’insediamento neolitico nella contrada di Santa Barbara insiste sul secondo rialzo subcostiero a 1,5 km dalla costa adriatica. Il sito archeologico, indagato dalla metà degli anni settanta, è stato interessato da due periodi di frequentazione. Nel primo (VI-V millennio a.C.), fu impiantato un villaggio di capanne (delle quali restano buche di palo), perimetrato, seppur a tratti, da un fossato. All’epoca la comunità organizzata praticava un’agricoltura primitiva ed una pastorizia stabulata, oltre ad attività collaterali e saltuarie come quella venatoria o quella artigianale, destinata alla produzione delle ceramiche e di strumenti d’uso comune. Nel secondo periodo di frequentazione (metà del IV millennio a.C.), compare una nuova generazione di agricoltori con una forte propensione per la caccia selettiva e per l’artigianato ceramico. Essa introdusse l’uso di ipogei artificiali, dalla complessa struttura, generalmente con ingressi alla base dei fossati. L’ipogeo Manfredi ne costituisce l’esempio più evidente.
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AIAC_1150 - Santa Barbara - 2009L’importantissimo insediamento neolitico in contrada Santa Barbara, nel territorio di Polignano a Mare, insiste sul secondo rialzo subcostiero (circa 60 m. sul livello del mare) a 1,5 Km. dalla costa. Il sito archeologico, indagato dalla metà degli anni settanta, è stato interessato da due periodi di frequentazione. Nel primo periodo (VI-V millennio a.C.), nell’area fu impiantato un villaggio, che era perimetrato, sia pure a tratti, da un fossato, che lo rende eccezionale nella Puglia centrale, ed era caratterizzato da capanne delle quali restano buche di pali. Negli ultimi tempi l’attività archeologica si è allargata al pianoro perimetrato dai segmenti di fossato dove sono stati indagati in più punti le buche di fondazione delle capanne. Ciò ha comportato un nuovo orientamento della ricerca, che in questo caso ha riguardato il periodo di frequentazione arcaico, precedente l’apertura degli ipogei. Lo stesso programma ha riguardato le trincee-fossato (in particolare quella sul lato nord-orientale), che risalgono allo stesso periodo. All’epoca la comunità organizzata praticava un’agricoltura primitiva ed una pastorizia stabulata oltre ad attività collaterali e saltuarie come ad esempio quella venatoria ovvero quella artigianale, destinata alla produzione delle ceramiche e della strumentazione d’uso comune. Nel secondo periodo di frequentazione (metà del IV millennio a.C.), a Santa Barbara, troviamo insediata una nuova generazione di coltivatori con una forte propensione questa volta per la caccia selettiva e per l’artigianato ceramico. Essa introdusse l’usanza di modellare ipogei artificiali, dalla complessa strutturazione, generalmente con ingressi alla base dei fossati. L’ipogeo Manfredi che fra l’altro è stato oggetto delle ricerche più approfondite, ne costituisce nel medesimo tempo l’esempio più evidente e dunque, allo stato delle conoscenze, quello più leggibile. Per questo ipogeo disponiamo di datazioni radiometriche: 3670±130 a.C. (BM 2257) e 4170±170 a.C. (BM 2256), dove BM sta per Britsh Museum. Sul segmento di fossato meridionale è stato individuato un riempimento probabilmente primario al tetto del quale sono stati individuati tre piccoli tumuli contenenti inumati rannicchiati.
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AIAC_1150 - Santa Barbara - 2010La campagna di ricerca appena trascorsa è stata incentrata, quasi esclusivamente, al controllo stratigrafico nel deposito interno al fossato c.d. La Trappola sul lato meridionale del sito. Le indagini hanno riguardato la rettifica e la caratterizzazione dei rilievi effettuati nella precedente campagna di scavo sia all’interno sia all’esterno del deposito archeologico. Quest’ultimo, localizzato nella porzione centrale della struttura del fossato, risulta avere una potenza di oltre due metri e mezzo dal piano calcarenitico di base del fossato. La superficie attuale risulta contraddistinta da una fase funeraria caratterizzata dalla presenza di 2 piccoli tumuli litici addossati alla spalletta orientale interna del fossato. Il tumulo 1, ricadente nella porzione nord/ovest del fossato, proprio per le condizioni di particolare integrità, ha permesso di individuare i resti di un individuo adulto. Si tratta di una sepoltura ad inumazione di un soggetto rannicchiato e deposto in una fossa ricavata direttamente nel deposito interno al fossato. Lo strato antropico su cui giacevano i due tumuli ha restituito materiale ceramico tipico dello stile di Serra d’Alto, elementi di industria litica laminare e resti di fauna. Accanto a ciascun tumulo, e precisamente ad est, furono individuati due distinte aree di combustione caratterizzate da cenere, frustoli di carbone e delimitate da blocchetti calcarei di medie dimensioni: all’interno si rinvennero resti di fauna e molluschi marini in evidente stato di calcinazione dovuta all’ esposizione al fuoco. Probabilmente le strutture, interpretabili come focolari, erano connesse direttamente ai singoli tumuli con funzione rituale. In particolare durante le attività del 2010 sono state evidenziate le superfici del piano di posa delle strutture funerarie in tutta l’area di scavo (saggio I) soprattutto in prossimità dei focolari dove si sono effettuati campionamenti del sedimento cineroso. Inoltre, in occasione di una bonifica ambientale effettuata dal proprietario della particella indagata, di una piccola area (dapprima interessata dalla presenza di rifiuti solidi urbani e macerie), è stata accertata la presenza di buche di palificazione dell’impianto capannicolo neolitico in probabile estensione al di sotto dell’attuale strada vicinale Scorze di Santa Barbara. Infine una parte dell’annuale campagna di ricerca è stata dedicata alla georeferenzazione topografica (mediante l’uso di GPS di ultima generazione) di alcune aree già oggetto d’indagine negli anni precedenti.
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AIAC_1150 - Santa Barbara - 2015Il noto insediamento archeologico in contrada Santa Barbara, nel territorio a sud di Polignano a Mare, insiste sul secondo rialzo subcostiero (circa 60 m. sul livello del mare) a 1,5 km dalla costa. Il sito archeologico, segnalato per la presenza di ipogei artificiali già alla fine degli anni quaranta, è indagato sistematicamente dalla metà degli anni settanta del secolo scorso. L’area archeologica si estende per 25 ettari a ridosso del primo terrazzo delle murge del sud-est barese. La campagna di scavi 2015 ha interessato l’area NE dell’abitato capannicolo neolitico più precisamente un inedito tratto di trincea-fossato che sembra intercettare una serie di strutture ipogee per la maggior parte rifunzionalizzate in epoca storica. L’esplorazione è stata limitata alla definizione di alcune interessanti strutture scavate nella roccia calcarenitica che potrebbero riferirsi ad un contesto ipogeo: si tratta, probabilmente dell’ingresso e di un ambiente. Questo ultimo risulta visibilmente manomesso in epoca storica.
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AIAC_1150 - Santa Barbara - 2016Il noto insediamento archeologico in contrada Santa Barbara, nel territorio a sud di Polignano a Mare, insiste sul secondo rialzo subcostiero (circa 60 m. sul livello del mare) a 1,5 km dalla costa. Il sito archeologico, segnalato per la presenza di ipogei artificiali già alla fine degli anni quaranta, è indagato sistematicamente dalla metà degli anni settanta del secolo scorso. L’area archeologica si estende per 25 ettari a ridosso del primo terrazzo delle murge del sud-est barese. La campagna di scavi 2016 ha interessato l’area NE dell’abitato capannicolo neolitico più precisamente un inedito tratto di trincea-fossato che sembra intercettare una serie di strutture ipogee per la maggior parte rifunzionalizzate in epoca storica. L’indagine, oltre a riprendere ed approfondire le strutture già individuate nell’ultima campagna, è stata rivolta alla esplorazione di un nuovo contesto ipogeo che, stando ai primi risultati, sembra essere caratterizzato da un uso funerario conclusosi in una fase antica della facies a ceramiche meandrospiraliche.
Media
- Name
- Santa Barbara
- Year
- 2007
- Summary
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it
Lo scavo arrestatosi nel 2002, viene ripreso nel 2007.
L’insediamento neolitico nella contrada di Santa Barbara insiste sul secondo rialzo subcostiero a 1,5 km dalla costa adriatica. Il sito archeologico, indagato dalla metà degli anni settanta, è stato interessato da due periodi di frequentazione.
Nel primo (VI-V millennio a.C.), fu impiantato un villaggio di capanne (delle quali restano buche di palo), perimetrato, seppur a tratti, da un fossato. All’epoca la comunità organizzata praticava un’agricoltura primitiva ed una pastorizia stabulata, oltre ad attività collaterali e saltuarie come quella venatoria o quella artigianale, destinata alla produzione delle ceramiche e di strumenti d’uso comune.
Nel secondo periodo di frequentazione (metà del IV millennio a.C.), compare una nuova generazione di agricoltori con una forte propensione per la caccia selettiva e per l’artigianato ceramico. Essa introdusse l’uso di ipogei artificiali, dalla complessa struttura, generalmente con ingressi alla base dei fossati. L’ipogeo Manfredi ne costituisce l’esempio più evidente.
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en
The excavation which concluded in 2002 was reopened in 2007.
The Neolithic settlement in contrada Santa Barbara is situated on the second sub-coastal rise at 1.5 km from the Adriatic coast. The site, already investigated in the mid 1970s, had two occupation periods.
During the first (VI-V millennium B.C.) a hut village was built (of which the post holes remain), surrounded, if only in certain tracts, by a ditch. In this period the organised community practised primitive agriculture and stock-raising in stalls. They also practised related and occasional activities such as hunting or craft-working, destined for the production of pottery and tools for everyday use.
In the second occupation period (mid IV millennium B.C.) a new generation of farmers appeared with a strong propensity for selective hunting and pottery production. They introduced artificial hypogea with complex structures, usually with entrances at the bottom deep trenches. The Manfredi hypogeum is the best example. - Summary Author
- MiBAC
- Director
- Alfredo Geniola
Media
- Name
- Santa Barbara
- Year
- 2009
- Summary
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it
L’importantissimo insediamento neolitico in contrada Santa Barbara, nel territorio di Polignano a Mare, insiste sul secondo rialzo subcostiero (circa 60 m. sul livello del mare) a 1,5 Km. dalla costa. Il sito archeologico, indagato dalla metà degli anni settanta, è stato interessato da due periodi di frequentazione. Nel primo periodo (VI-V millennio a.C.), nell’area fu impiantato un villaggio, che era perimetrato, sia pure a tratti, da un fossato, che lo rende eccezionale nella Puglia centrale, ed era caratterizzato da capanne delle quali restano buche di pali. Negli ultimi tempi l’attività archeologica si è allargata al pianoro perimetrato dai segmenti di fossato dove sono stati indagati in più punti le buche di fondazione delle capanne. Ciò ha comportato un nuovo orientamento della ricerca, che in questo caso ha riguardato il periodo di frequentazione arcaico, precedente l’apertura degli ipogei.
Lo stesso programma ha riguardato le trincee-fossato (in particolare quella sul lato nord-orientale), che risalgono allo stesso periodo. All’epoca la comunità organizzata praticava un’agricoltura primitiva ed una pastorizia stabulata oltre ad attività collaterali e saltuarie come ad esempio quella venatoria ovvero quella artigianale, destinata alla produzione delle ceramiche e della strumentazione d’uso comune. Nel secondo periodo di frequentazione (metà del IV millennio a.C.), a Santa Barbara, troviamo insediata una nuova generazione di coltivatori con una forte propensione questa volta per la caccia selettiva e per l’artigianato ceramico. Essa introdusse l’usanza di modellare ipogei artificiali, dalla complessa strutturazione, generalmente con ingressi alla base dei fossati. L’ipogeo Manfredi che fra l’altro è stato oggetto delle ricerche più approfondite, ne costituisce nel medesimo tempo l’esempio più evidente e dunque, allo stato delle conoscenze, quello più leggibile. Per questo ipogeo disponiamo di datazioni radiometriche: 3670±130 a.C. (BM 2257) e 4170±170 a.C. (BM 2256), dove BM sta per Britsh Museum. Sul segmento di fossato meridionale è stato individuato un riempimento probabilmente primario al tetto del quale sono stati individuati tre piccoli tumuli contenenti inumati rannicchiati. -
en
This important Neolithic site is situated in the contrada of Santa Barbara, in the territory of Poliganano a Mare. It lies on the second sub-coastal rise (circa 60 m a.s.l.) at 1.5 km from the coast. The archaeological site, investigated in the mid 1970s, saw two occupation periods. The first period (6th-5th millennium B.C.), saw the construction of a village, enclosed in certain sectors by a ditch which is exceptional for central Apulia, and was characterized by huts of which the post holes remain. Archaeological investigations were recently extended to the plateau enclosed by stretches of ditch where hut post holes were excavated in several places. This led to a new change in the research aims, which in this case involved the archaic occupation, preceding the opening of the hypogea.
The same programme investigated the trenches-ditch (in particular on the north-eastern side), which dated to the same period. At that time the community practiced primitive agriculture and raised animals in pens, as well as collateral and occasional activities, for example hunting and craft-working for the production of pottery and implements for daily use. In the second occupation period (mid 4th millennium B.C.) a new generation of farmers had settled at Santa Barbara. They showed a strong propensity for selective hunting and pottery production. They created artificial hypogea, with complex structures and usually with the entrances at the bottom of the ditches. The ipogeo Manfredi, which was the object of more detailed research, is the most visible example. The radiometric dating for the structure is 3670±130 B.C. (BM 2257) e 4170±170 B.C. (BM 2256), where BM stands for British Museum. In the southern stretch of ditch a fill was identified on top of which were three small tumuli containing skeletal remains in a fetal position. - Summary Author
- Alfredo Geniola
- Research Body
- Università degli Studi di Bari
- Consorzio Universitario – Laboratorio Centro Aerofotografico, Università degli Studi di Bari
- Università degli Studi della Calabria
- Funding Body
- Comune di Polignano a Mare
Media
- Name
- Santa Barbara
- Year
- 2010
- Summary
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it
La campagna di ricerca appena trascorsa è stata incentrata, quasi esclusivamente, al controllo stratigrafico nel deposito interno al fossato c.d. La Trappola sul lato meridionale del sito.
Le indagini hanno riguardato la rettifica e la caratterizzazione dei rilievi effettuati nella precedente campagna di scavo sia all’interno sia all’esterno del deposito archeologico. Quest’ultimo, localizzato nella porzione centrale della struttura del fossato, risulta avere una potenza di oltre due metri e mezzo dal piano calcarenitico di base del fossato. La superficie attuale risulta contraddistinta da una fase funeraria caratterizzata dalla presenza di 2 piccoli tumuli litici addossati alla spalletta orientale interna del fossato. Il tumulo 1, ricadente nella porzione nord/ovest del fossato, proprio per le condizioni di particolare integrità, ha permesso di individuare i resti di un individuo adulto. Si tratta di una sepoltura ad inumazione di un soggetto rannicchiato e deposto in una fossa ricavata direttamente nel deposito interno al fossato.
Lo strato antropico su cui giacevano i due tumuli ha restituito materiale ceramico tipico dello stile di Serra d’Alto, elementi di industria litica laminare e resti di fauna.
Accanto a ciascun tumulo, e precisamente ad est, furono individuati due distinte aree di combustione caratterizzate da cenere, frustoli di carbone e delimitate da blocchetti calcarei di medie dimensioni: all’interno si rinvennero resti di fauna e molluschi marini in evidente stato di calcinazione dovuta all’ esposizione al fuoco. Probabilmente le strutture, interpretabili come focolari, erano connesse direttamente ai singoli tumuli con funzione rituale.
In particolare durante le attività del 2010 sono state evidenziate le superfici del piano di posa delle strutture funerarie in tutta l’area di scavo (saggio I) soprattutto in prossimità dei focolari dove si sono effettuati campionamenti del sedimento cineroso.
Inoltre, in occasione di una bonifica ambientale effettuata dal proprietario della particella indagata, di una piccola area (dapprima interessata dalla presenza di rifiuti solidi urbani e macerie), è stata accertata la presenza di buche di palificazione dell’impianto capannicolo neolitico in probabile estensione al di sotto dell’attuale strada vicinale Scorze di Santa Barbara. Infine una parte dell’annuale campagna di ricerca è stata dedicata alla georeferenzazione topografica (mediante l’uso di GPS di ultima generazione) di alcune aree già oggetto d’indagine negli anni precedenti. -
en
The 2010 campaign concentrated almost exclusively on checking the stratigraphy of the deposit inside the ditch, the so-called La Trappola, on the south side of the site.
Work was undertaken on rectifying and characterising the recording undertaken in the previous campaign both within the archaeological deposit and to its exterior. The latter, situated in the central portion of the ditch structure, was seen to be over two and a half metres high from the calcarenitic floor of the ditch. The present surface is distinguished by a funerary phase with two small stone tumuli abutting the ditch’s eastern internal parapet. Tumulus 1, in the north-west part of the ditch was well-preserved and contained the remains of an adult individual. This was an inhumation burial with the deceased in a fetal position and placed in a grave dug directly in the deposit in the ditch.
The occupation layer on which both tumuli rested produced Serra d’Alto type pottery, fragments of stone blades and faunal remains.
Beside each tumulus, to the east, there were two distinct areas of burning characterised by ash and charcoal fragments. The areas were surrounded by medium sized limestone blocks. Faunal and marine mollusc remains were found in an evident state of calcinations caused by exposure to fire. The structures, interpretable as hearths, were directly linked to the individual tumuli and had ritual functions.
During the 2010 campaign the surface on which the funerary structures rested was identified across the entire excavation area (trench I) in particular in the proximity of the hearths where samples were taken of the ashy sediment.
Furthermore, during the reclamation of a small area (occupied by solid urban refuse and rubble) undertaken by the land owner, the presence of post holes was noted. They relate to the Neolithic hut structure which probably extends below the present local road Scorze di Santa Barbara. Lastly, part of the annual campaign was dedicated to the topographical geo-referencing (using GPS) of a number of areas investigated in previous years. - Summary Author
- Rocco Sanseverino
- Director
- Alfredo Geniola
- Research Body
- Consorzio Universitario – Laboratorio Centro Aerofotografico, Università degli Studi di Bari
- Università degli Studi della Calabria
- Università degli Studi di Bari
- Funding Body
- Comune di Polignano a Mare
Media
- Name
- Santa Barbara
- Year
- 2015
- Summary
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it
Il noto insediamento archeologico in contrada Santa Barbara, nel territorio a sud di Polignano a Mare, insiste sul secondo rialzo subcostiero (circa 60 m. sul livello del mare) a 1,5 km dalla costa. Il sito archeologico, segnalato per la presenza di ipogei artificiali già alla fine degli anni quaranta, è indagato sistematicamente dalla metà degli anni settanta del secolo scorso. L’area archeologica si estende per 25 ettari a ridosso del primo terrazzo delle murge del sud-est barese.
La campagna di scavi 2015 ha interessato l’area NE dell’abitato capannicolo neolitico più precisamente un inedito tratto di trincea-fossato che sembra intercettare una serie di strutture ipogee per la maggior parte rifunzionalizzate in epoca storica. L’esplorazione è stata limitata alla definizione di alcune interessanti strutture scavate nella roccia calcarenitica che potrebbero riferirsi ad un contesto ipogeo: si tratta, probabilmente dell’ingresso e di un ambiente. Questo ultimo risulta visibilmente manomesso in epoca storica. -
en
This settlement site in contrada Santa Barbara, south of Polignano al Mare, lies on the second sub-coastal rise (c. 60 m a.s.l.) at 1.5 km from the coast. The archaeological site, already known at the end of the 1940s for the presence of artificial underground structures was investigated in the mid 1970s. The archaeological area covers 25 hectares close to the first terrace of the “Murge” south-east of Bari.
This season, excavations took place in the north-eastern area of the Neolithic hut village to investigate a sector of the trench-ditch that seemed to intercept a series of underground structures that were reused in the historical period. The exploration was limited to the definition of several interesting rock-cut structures that may relate to a hypogean context, probably the entrance and one room. The later had clearly been altered in the historical period. - Research Body
- Università degli Studi “A. Moro” di Bari
- Funding Body
- Comune di Polignano a Mare (BA)
Media
- Name
- Santa Barbara
- Year
- 2016
- Summary
-
it
Il noto insediamento archeologico in contrada Santa Barbara, nel territorio a sud di Polignano a Mare, insiste sul secondo rialzo subcostiero (circa 60 m. sul livello del mare) a 1,5 km dalla costa. Il sito archeologico, segnalato per la presenza di ipogei artificiali già alla fine degli anni quaranta, è indagato sistematicamente dalla metà degli anni settanta del secolo scorso. L’area archeologica si estende per 25 ettari a ridosso del primo terrazzo delle murge del sud-est barese.
La campagna di scavi 2016 ha interessato l’area NE dell’abitato capannicolo neolitico più precisamente un inedito tratto di trincea-fossato che sembra intercettare una serie di strutture ipogee per la maggior parte rifunzionalizzate in epoca storica. L’indagine, oltre a riprendere ed approfondire le strutture già individuate nell’ultima campagna, è stata rivolta alla esplorazione di un nuovo contesto ipogeo che, stando ai primi risultati, sembra essere caratterizzato da un uso funerario conclusosi in una fase antica della facies a ceramiche meandrospiraliche. -
en
The known archaeological site in contrada Santa Barbara, in the territory south of Polignano a Mare, is situated on the second sub-coastal rise (c. 60 m a.s.l.) at 1.5 km from the coast. The archaeological site, already noted in the 1940s for the presence of artificial hypogea, was systematically investigated during the mid 1970s. The archaeological area covers 25 hectares close to the first terrace of Bari’s south-eastern _murge_.
In 2016, excavations took place in the north-eastern area of the Neolithic hut settlement to investigate an unexplored section of the trench-ditch that seemed to intercept a series of underground structures most of which were reused in the historical period. As well as continuing the investigation of the structures identified during the last campaign, a new underground structure was explored which the first results show was used for funerary purposes until an early phase of the meander-spiral ceramic culture. - Research Body
- Università degli Studi A. Moro di Bari
- Funding Body
- Comune di Polignano a Mare (BA)
Media
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Geniola 1990A. Geniola, 1990, Il neolitico della Puglia Centrale, in Atti della Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Firenze.
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Colaianni et al. c.s.A. Colaianni, A. Geniola, D. Loiacono, A. Minafra, R. Modugno, R. Sanseverino, L. Schiavulli, c.s., Caratterizzazione cronologica mediante termoluminescenza di alcune ceramiche di tipo Serra d’Alto dal sito di Santa Barbara (Polignano a Mare – BA): risultati preliminari Rivista di Studi Liguri, Atti del Convegno de Il pieno sviluppo del Neolitico in Italia - Finale Ligure (SV), 8-10 giugno 2009.
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Geniola 1998A. Geniola, 1998, The Hypogea of Central Abulia, in Atti del XIII Congresso Internazionale di Scienze Preistoriche e Protostoriche, Proceedings, Sections 3, Forlì: 317-324.
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Geniola 2002A. Geniola, 2002, Nuovi elementi decorativi incisi della cultura di Serra d’Alto nel quadro dei rapporti tra area balcanica , padano-tridentina ed apula, in Atti della XXXIII Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria: 305-311.
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Geniola, Sanseverino c.s.A. Geniola, R. Sanseverino, c.s., Osservazione sui rapporti tra il Tavoliere e la Puglia centrale durante il Neolitico, in Atti 30° Convegno sulla Preistoria, Protostoria e Storia della Dauna, 2010.
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Geniola, Sanseverino 2014A. Geniola, R. Sanseverino, 2014, Elementi funerari nell’area centro-meridionale del sito di Santa Barbara presso Polignano a Mare (BA), in «Rivista di Studi Liguri», Bordighera, pp. 283-288.
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Tafuri et Alii c.d.s.A.M. Tafuri, F. Bartoli, M.G. Belcastro, P.F. Fabbri, N. Lonoce, P. Iacumin, E. Ingravallo, S. Minozzi., T. O'Connel, R. Sanseverino., S. Sublimi Saponetti, J. Robb, c.d.s., Evidenze isotopiche e paleodieta nel Neolitico Pugliese. Verso la globalizzazione?, in Atti «XLVII Riunione Scientifica Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria», Ostuni.
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Sanseverino 2015R. Sanseverino, 2015, Tratti di viabilità antica a sud-est di Bari, in «Archivio Storico Pugliese, LXVIII», Bari.
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Sanseverino 2014R. Sanseverino, 2014, Ornamenti ed oggetti personali da contesti neolitici della Puglia centro-settentrionale, in del Atti «XII° Incontro di Studi di Preistoria e Protostoria in Etruria», Milano.
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Sanseverino 2014R. Snseverino, 2014, L’attività di Filippo Franco Favale per la promozione delle ricerche paletnologiche nel territorio di Polignano a Mare (Bari), in Atti « XLVI Riunione Scientifica Istituto Italiano di Preistoria e Preotostoria - 150 anni di Preistoria e Protostoria in Italia», Roma, pp. 1009-1013.
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Sanseverino 2012R. Sanseverino, 2012, Monumenti e strutture neolitiche nel sito di Santa Barbara a Polignano a Mare - (BA), in Atti «XLVII Riunione Scientifica Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria», Ostuni.
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Moretti et Alii 2015P. Moretti, V. Pellegrini, R. Sanseverino, 2015, Indagini geoelettriche nell’area Galluzzi dell’insediamento neolitico di Santa Barbara (Polignano a Mare, BA, in «Taras, Rivista di Archeologia», XXXV.
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Modugno et Alii 2012R. Modugno, A. Colaianni, R. Sanseverino, L. Schiavulli, 2012, Valutazioni cronologiche di ceramiche di tipo Serra d’Alto provenienti dal sito neolitico di Santa Barbara- Polignano a Mare (BA), in Atti «XLVII Riunione Scientifica Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria», Ostuni.
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Geniola - Sanseverino 2014A. Geniola , R. Sanseverino, 2014, Strutture, materiali e stilemi nel Neolitico medio avanzato nella Puglia centro-settentrionale, in Atti «34° Convegno Nazionale sulla Preistoria, Protostoria e Storia della Daunia», Foggia, pp. 207-218.
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Geniola-Sanseverino 2014A. Geniola, R Sanseverino, 2014, Riflessioni sulla connotazione di qualche cultura e delle loro interconnessioni durante il Neolitico maturo nel bacino dell’Adriatico, in Atti «XLIX Riunione Scientifica Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria», Udine.
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Geniola- Sanseverino 2014A. Geniola- R. Sanseverino 2014, Aspetti cultuali di alcuni ipogei neolitici nella Puglia centrale, in Atti «XI Incontro di Studi di Preistoria e Protostoria in Etruria», Milano, pp. 433-442 .
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Geniola-Sanseverino 2012A.Geniola, R. Sanseverino, 2012, L’insediamento neolitico di Santa Barbara a Polignano a Mare (BA), in Atti «XLVII Riunione Scientifica Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria», Ostuni.
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Geniola-Sanseverino 2011A. Geniola, R. Sanseverino, 2011, Aspects of the middle-late Neolitich on the southern Adriatic coast of Italy, in Borrel, M., Borrel, F., Bosch, J., Clop, X. & Molist, M. (a cura di): Actes Xarxes al Neolitico. Congrés Internacional. Reti nel Neolitico. Scambio di materie prime, prodotti e idee nel Mediterraneo occidentale (VII-III millennio aC). Gavà / Bellaterra, in «Rubricatum », 5, pp. 413-418.
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Geniola-Sanseverino 2010A. Geniola, R. Sanseverino, 2010, Osservazione sui rapporti tra il Tavoliere e la Puglia centrale durante il Neolitico, in Atti «30° Convegno Nazionale sulla Preistoria, Protostoria e Storia della Daunia», Foggia, pp. 25-50.
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Sanseverino 2016R. Sanseverino, 2016, I fossati neolitici della Puglia centro-settentrionale: alcune considerazioni, (a cura di) A. Gravina «Atti 36° Convegno Nazionale sulla Preistoria, Protostoria e Storia della Daunia», Foggia: 3-22.
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Tafuri et al. c.d.s.M. A. Tafuri, F.Bartoli, M. G.Belcastro, P. F. Fabbri, N.Lonoce, P. Iacumin, E. Ingravallo, S. Minozzi, T.O’Connell, R. Sanseverino, S. Sublimi Saponetti, J. Robb, c.d.s., Evidenze isotopiche e paleodieta nel Neolitico Pugliese. Verso la globalizzazione?, in Atti «XLVII Riunione Scientifica Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria», Ostuni.