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AIAC_1204 - Macchie Don Cesare(La Cabina) - 2005Primo intervento nel territorio di Salve con attività di ricognizione nel sito Macchie Don Cesare, in seguito a segnalazioni pervenute da ricercatori locali circa la presenza nell’area di frammenti ceramici attribuibili all’eneolitico. La ricerca ha confermato l’importanza del sito con l’individuazione di presumibili tumuli, non si sa se funerari o meno, da indagare nel prossimo anno.
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AIAC_1204 - Macchie Don Cesare(La Cabina) - 2006L’area è disseminata di tumuli: durante l’indagine condotta nel 2006 ne sono stati aperti sei. Due di essi (tumulo 3 e tumulo 5) si sono rivelati privi di interesse perché dovuti ad opere recenti (l’intera zona, infatti, fu sottoposta a bonifica nel secondo dopoguerra e non è improbabile che molti tumuli censiti derivino dal lavoro di pulizia del terreno da destinare ad usi agricoli). Il tumulo 2 e il tumulo 4 presentano una sistemazione di base a grandi blocchi e i frammenti d’impasto presenti inducono ad attribuirli all’età dei metalli. Due, infine, per la loro tipologia, sono qualificabili come monumenti funerari. Entrambi di forma oblunga, ospitano vasi contenenti resti combusti probabilmente umani. Il tumulo 1 aveva una piattaforma di base fatta di massi sistemati in una grande cavità della roccia. Su di essa (lato nord-ovest) erano stati deposti tre vasi impilati, uno dei quali, irrecuperabile, con resti combusti. Sul lato opposto erano sparsi numerosi frammenti di un vasetto (ora parzialmente ricostruito) stile Gaudo. Il tumulo 6 ripropone la stessa tipologia: forma allungata e copertura di pietre e terra; la superficie basale però non reca segni di sistemazione essendo stata usata la roccia di base. Nella sua parte centrale, al di sotto delle pietre di copertura, tra due blocchi posti di taglio, era un vasetto intero di stile Laterza inserito in un vaso a pareti troncoconiche con orlo impresso a tacche, contenuto, a sua volta, in un terzo vaso in gran parte ricostruibile. A poca distanza erano altri due contenitori frammentati, denti umani e ossa combuste. Da questi dati si può ricavare che esistevano due tipologie di strutture: una funeraria che attesta l’uso dell’incinerazione con l’offerta di tre vasi impilati e di altri singoli; e l’altra cultuale che potrebbe rientrare nella definizione di cenotafio o di monumento eretto per fini rituali. Resta ancora da individuare l’abitato cui è relativa la necropoli e da chiarire le fasi cronologiche che hanno interessato l’area. Non è detto, infatti, che tutti i tumuli siano contemporanei, ma può darsi che siano stati eretti in momenti diversi tra III e II millennio in una continuità di frequentazione dell’area.
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AIAC_1204 - Macchie Don Cesare(La Cabina) - 2011Il tumulo 10 presenta un’architettura diversa da quella documentata negli altri finora scavati nella medesima località: si tratta di una struttura absidata, il cui perimetro è scandito da grandi massi: sul lato ovest sono stati ricavati due vani rettangolari, il più esterno dei quali costituiva l’ingresso e quello ad esso parallelo era a diretto contatto con la camera centrale: qui era stato sistemato un pavimento fatto da blocchi giustapposti e all’estremità orientale erano stati deposti i vasi con le incinerazioni; altri vasi erano stati collocati nelle vicinanze. La rilevanza del rinvenimento è dovuta – oltre alla nuova tipologia messa in luce - al fatto che esso è la riprova che l’intera area si configura come una vera e propria necropoli a tumuli, l’unica finora nota nell’eneolitico meridionale. -
AIAC_1204 - Macchie Don Cesare(La Cabina) - 2013Il tumulo 68 (8,90 x 6,30 m; h. 0, 60 m) di forma trapezoidale, presenta una architettura complessa. Esso mostra al suo interno due strutture con funzione funeraria: al centro è una cista litica di forma triangolare contenente ossa umane combuste e frammenti ceramici; sul lato meridionale, addossata al perimetro esterno del tumulo, è una struttura circolare caratterizzata dalla presenza di un vaso decorato con applicazioni plastiche, antracoresti e resti di incinerazione. Su tutto il piano di base erano le tracce di attività rituali che prevedevano l’uso del fuoco e la frammentazione ceramica con dispersione dei frammenti. Il tumulo 68 si differenzia dagli altri oltre che per la sua architettura (a pianta trapezoidale con ambiente interno definito su due lati da allineamenti di grossi blocchi) anche per la particolarità della struttura triangolare utilizzata per deporvi ossa umane combuste pertinenti, probabilmente, a più individui. La rilevanza del rinvenimento è dovuta, oltre alla tipologia messa in luce e alla varietà delle attività cerimoniali in esso attestate, al fatto che esso è la riprova che l’intera area si configura come una vera e propria necropoli a tumuli, l’unica finora nota nell’eneolitico meridionale. -
AIAC_1204 - Macchie Don Cesare(La Cabina) - 2014Il tumulo 11 (20 x 18 m; h.1 m) si presenta come un monumento grande e complesso. Esso è suddiviso in due ambienti, uno di carattere funerario, l’altro cerimoniale. La camera funeraria si presenta come uno spazio ben racchiuso entro una recinzione ad andamento circolare ottenuta con una sapiente disposizione di massi e pietre sistemate anche sul pavimento a mò di lastricato. Qui, sulla base, all’interno di una corona di lastre piatte a loro volta inserite in un circolo di blocchi è stato deposto un vaso contenente ossa combuste. Esso poggiava su un piano di argilla cotta e elementi lignei. La recinzione include, sul margine Nord, una costruzione a secco a forma di cista fatta di blocchi e di forma circolare, contenente un vaso e ossa umane combuste. Nettamente separata dalla camera funeraria è quella cerimoniale: essa si presenta come una sorta di arena delimitata lungo tutto il perimetro circolare da un possente muro a secco a doppia cortina il cui crollo è ancora visibile attraverso la dispersione delle piccole pietre del riempimento lungo tutto il suo percorso. Al centro era una buca di 1 m x 1 m contenente abbondanti resti carboniosi e alcune ossa umane. L’intero monumento, costruito sfruttando il naturale dislivello del banco roccioso si presentava come una costruzione megalitica in grado di trasmettere un’idea di forza e di potenza visibile a grandi distanze. La rilevanza del rinvenimento è dovuta, oltre alla tipologia architettonica messa in luce e alla varietà delle attività cerimoniali in esso attestate, al fatto che esso è la riprova che l’intera area si configura come una vera e propria necropoli a tumuli, l’unica finora nota nell’eneolitico meridionale.
Media
- Name
- Macchie Don Cesare(La Cabina)
- Year
- 2005
- Summary
- it Primo intervento nel territorio di Salve con attività di ricognizione nel sito Macchie Don Cesare, in seguito a segnalazioni pervenute da ricercatori locali circa la presenza nell’area di frammenti ceramici attribuibili all’eneolitico. La ricerca ha confermato l’importanza del sito con l’individuazione di presumibili tumuli, non si sa se funerari o meno, da indagare nel prossimo anno.
- Summary Author
- Elettra Ingravallo
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Macchie Don Cesare(La Cabina)
- Year
- 2006
- Summary
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it
L’area è disseminata di tumuli: durante l’indagine condotta nel 2006 ne sono stati aperti sei. Due di essi (tumulo 3 e tumulo 5) si sono rivelati privi di interesse perché dovuti ad opere recenti (l’intera zona, infatti, fu sottoposta a bonifica nel secondo dopoguerra e non è improbabile che molti tumuli censiti derivino dal lavoro di pulizia del terreno da destinare ad usi agricoli).
Il tumulo 2 e il tumulo 4 presentano una sistemazione di base a grandi blocchi e i frammenti d’impasto presenti inducono ad attribuirli all’età dei metalli. Due, infine, per la loro tipologia, sono qualificabili come monumenti funerari. Entrambi di forma oblunga, ospitano vasi contenenti resti combusti probabilmente umani.
Il tumulo 1 aveva una piattaforma di base fatta di massi sistemati in una grande cavità della roccia. Su di essa (lato nord-ovest) erano stati deposti tre vasi impilati, uno dei quali, irrecuperabile, con resti combusti. Sul lato opposto erano sparsi numerosi frammenti di un vasetto (ora parzialmente ricostruito) stile Gaudo.
Il tumulo 6 ripropone la stessa tipologia: forma allungata e copertura di pietre e terra; la superficie basale però non reca segni di sistemazione essendo stata usata la roccia di base. Nella sua parte centrale, al di sotto delle pietre di copertura, tra due blocchi posti di taglio, era un vasetto intero di stile Laterza inserito in un vaso a pareti troncoconiche con orlo impresso a tacche, contenuto, a sua volta, in un terzo vaso in gran parte ricostruibile. A poca distanza erano altri due contenitori frammentati, denti umani e ossa combuste.
Da questi dati si può ricavare che esistevano due tipologie di strutture: una funeraria che attesta l’uso dell’incinerazione con l’offerta di tre vasi impilati e di altri singoli; e l’altra cultuale che potrebbe rientrare nella definizione di cenotafio o di monumento eretto per fini rituali.
Resta ancora da individuare l’abitato cui è relativa la necropoli e da chiarire le fasi cronologiche che hanno interessato l’area. Non è detto, infatti, che tutti i tumuli siano contemporanei, ma può darsi che siano stati eretti in momenti diversi tra III e II millennio in una continuità di frequentazione dell’area. -
en
The area is scattered with tumuli and during the 2006 investigations six were opened. Two were revealed to be of no interest (tumuli 3 and 5) as they were of recent construction. In fact, the entire zone was subjected to land reclamation after the Second World War and it is possible that many known tumuli are the result of the clearance of land destined for agricultural use.
Tumuli 2 and 4 were constructed with large blocks at the base and the fragments of impasto pottery present suggest a date within the metal age. Lastly, the typology of two of the tumuli qualifies them as funerary structures. Both were oblong in shape and inside were vases containing cremated remains, probably human.
Tumulus 1 had a base platform comprising large blocks arranged inside a large cavity in the rock. On top of these, on the north-west side, were deposited three stacked vases, one of which could not be recovered, containing burnt remains. Scattered on the opposite side were numerous fragments of a small vase (now partially reconstructed) of the Gaudo style.
Tumulus 6 was of the same typology: of elongated form and covered with stones and earth, in this case the base was formed by the bedrock itself. In the central part, below the covering of stones, between two blocks placed on edge, was a small intact Laterza style vase inserted into a truncated cone-shaped vase with a rim with impressed notches. This in turn was inside a third vase which can largely be reconstructed. Nearby were another two fragmented containers, human teeth and burnt bones.
This evidence shows that there were two types of structure: one funerary attesting the use of cremation with offerings of three stacked vases and others of single vases; the other for cult use which may be defined as a sepulchral monument or a monument erected for ritual purposes.
The settlement related to this necropolis has still to be found and the chronology of the area to be defined. In fact, it cannot be said that all the tumuli are contemporary, it may be that they were erected at different times between the 3rd and 2nd millennium during the continuous occupation of the area. - Summary Author
- MiBAC
- Director
- Elettra Ingravallo
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Macchie Don Cesare(La Cabina)
- Year
- 2011
- Summary
-
it
Il tumulo 10 presenta un’architettura diversa da quella documentata negli altri finora scavati nella medesima località: si tratta di una struttura absidata, il cui perimetro è scandito da grandi massi: sul lato ovest sono stati ricavati due vani rettangolari, il più esterno dei quali costituiva l’ingresso e quello ad esso parallelo era a diretto contatto con la camera centrale: qui era stato sistemato un pavimento fatto da blocchi giustapposti e all’estremità orientale erano stati deposti i vasi con le incinerazioni; altri vasi erano stati collocati nelle vicinanze.
La rilevanza del rinvenimento è dovuta – oltre alla nuova tipologia messa in luce - al fatto che esso è la riprova che l’intera area si configura come una vera e propria necropoli a tumuli, l’unica finora nota nell’eneolitico meridionale. -
en
The construction of tumulus 10 differed from those previously excavated at the same site. It was an apsidal structure, with large boulders around its perimeter with two rectangular chambers on the western side, the outermost constituting the entrance and the chamber parallel with it was in direct contact with the central chamber. Here, the floor was paved with stone blocks and the cinerary urns placed at the eastern end, with other vases placed nearby.
The importance of this find, apart from the new typology, lies in the fact that it confirms that the entire area was a necropolis of tumuli, the only one known to date for the Eneolithic period in southern Italy. - Summary Author
- Elettra Ingravallo
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Macchie Don Cesare(La Cabina)
- Year
- 2013
- Summary
-
it
Il tumulo 68 (8,90 x 6,30 m; h. 0, 60 m) di forma trapezoidale, presenta una architettura complessa. Esso mostra al suo interno due strutture con funzione funeraria: al centro è una cista litica di forma triangolare contenente ossa umane combuste e frammenti ceramici; sul lato meridionale, addossata al perimetro esterno del tumulo, è una struttura circolare caratterizzata dalla presenza di un vaso decorato con applicazioni plastiche, antracoresti e resti di incinerazione.
Su tutto il piano di base erano le tracce di attività rituali che prevedevano l’uso del fuoco e la frammentazione ceramica con dispersione dei frammenti.
Il tumulo 68 si differenzia dagli altri oltre che per la sua architettura (a pianta trapezoidale con ambiente interno definito su due lati da allineamenti di grossi blocchi) anche per la particolarità della struttura triangolare utilizzata per deporvi ossa umane combuste pertinenti, probabilmente, a più individui.
La rilevanza del rinvenimento è dovuta, oltre alla tipologia messa in luce e alla varietà delle attività cerimoniali in esso attestate, al fatto che esso è la riprova che l’intera area si configura come una vera e propria necropoli a tumuli, l’unica finora nota nell’eneolitico meridionale. -
en
The architecture of the trapezoidal tumulus 68 (8.90 x 6.30 m; h. 0, 60 m) is complex. The interior presented two funerary structures: at the centre a triangular stone cyst containing cremated human bones and pottery fragments; on the south side, abutting the outer wall of the tumulus, a circular structure characterized by the presence of a vase with applied plastic decoration, carbonized wood and other burnt remains.
The entire floor of the tumulus presented traces of ritual activity involving fire and the deliberate smashing of pottery vessels and the scattering of their fragments.
Tumulus 68 differs from the others in its architecture (trapezoidal plan with internal chamber delimited on two sides by rows of large stone blocks) and for the particular triangular structure used for the deposition of the cremated bones, probably of more than one individual.
The importance of this find lies not only in its typology and the variety of ritual activities attested, but also in the fact that it provides confirmation that the entire area was occupied by a necropolis of tumuli, the only one known to date for the Eneolithic period in southern Italy. - Summary Author
- Elettra Ingravallo
- Research Body
- Dipartimento di Beni Culturali – Università del Salento
Media
- Images
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strutt triang.JPG
- Name
- Macchie Don Cesare(La Cabina)
- Year
- 2014
- Summary
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it
Il tumulo 11 (20 x 18 m; h.1 m) si presenta come un monumento grande e complesso.
Esso è suddiviso in due ambienti, uno di carattere funerario, l’altro cerimoniale.
La camera funeraria si presenta come uno spazio ben racchiuso entro una recinzione ad andamento circolare ottenuta con una sapiente disposizione di massi e pietre sistemate anche sul pavimento a mò di lastricato. Qui, sulla base, all’interno di una corona di lastre piatte a loro volta inserite in un circolo di blocchi è stato deposto un vaso contenente ossa combuste. Esso poggiava su un piano di argilla cotta e elementi lignei.
La recinzione include, sul margine Nord, una costruzione a secco a forma di cista fatta di blocchi e di forma circolare, contenente un vaso e ossa umane combuste.
Nettamente separata dalla camera funeraria è quella cerimoniale: essa si presenta come una sorta di arena delimitata lungo tutto il perimetro circolare da un possente muro a secco a doppia cortina il cui crollo è ancora visibile attraverso la dispersione delle piccole pietre del riempimento lungo tutto il suo percorso. Al centro era una buca di 1 m x 1 m contenente abbondanti resti carboniosi e alcune ossa umane.
L’intero monumento, costruito sfruttando il naturale dislivello del banco roccioso si presentava come una costruzione megalitica in grado di trasmettere un’idea di forza e di potenza visibile a grandi distanze.
La rilevanza del rinvenimento è dovuta, oltre alla tipologia architettonica messa in luce e alla varietà delle attività cerimoniali in esso attestate, al fatto che esso è la riprova che l’intera area si configura come una vera e propria necropoli a tumuli, l’unica finora nota nell’eneolitico meridionale. -
en
Tumulus 11 (20 x 18 m; h. 1) is a large and complex monument divided into two chambers, one funerary, the other ceremonial.The funerary chamber is formed by a space within a circular enclosure created through the careful placing of boulders and stones that were also used to create a floor surface. Here, at the base, was a vase containing burnt bones placed inside a crown of flat slabs inserted into a circle of blocks. The vase rested on a surface of baked clay and wooden elements.
On the north side of the enclosure there was a dry-stone construction in the form of a circular cist built of stone blocks, containing a vase and burnt human bones.
The funerary chamber was distinct from the ceremonial space: it appears as a sort of arena bordered along its circular perimeter by an imposing dry-stone wall with a double curtain whose collapse was attested by the spread of small stones from the fill, visible along its line. At the centre was a 1 x 1 m hole containing abundant charcoal and some human bone.
The entire monument, built by exploiting the bedrock’s natural differences in height, appears as a megalithic construction able to transmit the idea of strength and power visible from a great distance.
The importance of this find comes not only from the architectural type and variety of ceremonial activities attested within it, but also from the fact that it confirms the entire area to be an actual necropolis of tumuli, the only one known to date for the Eneolithic period in southern Italy. - Research Body
- Dipartimento di Beni Culturali – Università del Salento
Media
- Images
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vaso con incinerazione.jpg
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Ingravallo, Tiberi 2007E. Ingravallo, I. Tiberi, 2007, Testimonianze culturali e funerarie nel territorio di Salve (LE), in Origini XXIX: 7-31.
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Ingravallo et al. 2007E. Ingravallo, I. Tiberi, N. Lonoce, P. F. Fabbri, 2007, Testimonianze culturali e funerarie nel territorio di Salve (Lecce),in Origini XIX, Nuova Serie IV, Roma: 7-30.
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Ingravallo, Tiberi, Lonoce 2010E. Ingravallo, I. Tiberi, N. Lonoce, 2010, L’orizzonte culturale del III millennio a. C.: il tumulo 7 di Salve (Lecce), in Origini XXXII, n.s. IV: 203-258.
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Ingravallo, Tiberi 2011E. Ingravallo, I. Tiberi, 2011, Il tumulo 7 nel territorio di Salve (Lecce), Masseria Profichi, in “L’età del rame in Italia”, Atti XLIII Riunione Scientifica IIPP (Bologna 2008), Firenze 2011.
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Ingravallo et al. c.s.E. Ingravallo, I. Tiberi, G. Aprile, G. Chiriaco', N. Lonoce, c.s., La ritualità funeraria in località Macchie Don Cesare (Salve-Le): Il tumulo 10, in Atti del Convegno “Tra le rocce nascoste agli Dei (Napoli, Ottobre 2011)”.
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APRILE, INGRAVALLO, TIBERI 2013G. APRILE, E. INGRAVALLO, I.TIBERI 2013, Recenti datazioni dalla necropoli di Salve (Lecce) in D. Cocchi Genick (a cura di) “Cronologia Assoluta e relativa dell’età del rame in Italia” (Atti dell’Incontro di Studi (Verona, 25 giugno 2013), Collana “PREISTORIA E PROTOSTORIA”, QuiEdit, Verona.
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QUARTA ET ALII 2014QUARTA G., TIBERI I., ROSSI M., APRILE G., BRAIONE E. D’ELIA M., INGRAVALLO E., CALCAGNILE L.,The Copper Age mound necropolis in Salve, Lecce, Italy: radiocarbon dating results on charcoals, bones, cremated bones and pottery, in Radiocarbon, Vol 56, Nr 3, 2014, p 949–957.

