Name
Gianluca Tagliamonte
Organisation Name
Università degli Studi di Lecce

Season Director

  • AIAC_1026 - Rupe Canina - 2005
    Una campagna di scavo tra dicembre 2004 e aprile 2005 ha interessato il sito di Rupe Canina, insediamento di epoca medioevale situato sulla sommità di un colle che domina la media valle del Volturno. Di esso si conosce la rocca signorile, delimitata da un poderoso recinto murario che racchiude all’interno una serie di edifici pertinenti alla residenza del signore e dominati da un poderoso maschio quadrangolare; a queste strutture si aggiunge un piccolo edificio di culto, in origine probabilmente dedicato alla Vergine. Nella fascia sottostante la rocca, si distribuisce la struttura del villaggio vero e proprio, a sua volta delimitato da un’altra fortificazione rafforzata da torri. I due saggi di scavo effettuati hanno interessato l’area della fortezza, uno sul lato sud della base della torre quadrangolare, situata nel punto più alto della rocca, e l’altro a ridosso del muro di cinta della fortezza, presso l’angolo nord-ovest dello stesso. Il dato più significativo riguarda il cospicuo grado di conservazione delle stratigrafie e della loro notevole profondità, soprattutto nell’area più prossima al muro di cinta; inoltre i dati acquisiti, benché preliminari, permettono di rintracciare più fasi di vita della struttura fortificata, che è andata verso un evidente sviluppo della parte residenziale signorile, probabilmente a scapito dell’iniziale vocazione in prevalenza militare del sito. L’insediamento, nato intorno al XII secolo, dovette essere abbandonato durante il XV secolo, probabilmente a causa di un terremoto che aggravò una situazione già comunque in via di declino demografico.
  • AIAC_1716 - Quarto di S. Francesco, prop. Del Toro-Coluni; via Circumvallazione - 2000
    Nell’ambito della zona alifano-matesina interventi di scavo effettuati in vari punti dell’attuale Alife, preliminarmente ai lavori per il completamento della rete fognaria comunale, hanno permesso di acquisire nuovi dati circa la viabilità extramuranea di epoca romana e post-antica. All\'interno del perimetro urbano, nella proprietà Del Toro-Coluni, in un’area, il cosiddetto Quarto di S. Francesco, nella quale già in precedenti occasioni si era avuto modo di appurare l’esistenza di strutture e reperti di interesse archeologico riferibili ai quartieri abitativi ed alla rete stradale della città romana, un saggio stratigrafico, effettuato a fini di tutela preventiva, ha consentito di mettere in luce brevi tratti di muri perimetrali in opera cementizia, conservati a livello di fondazione; inoltre si sono rintracciati lacerti di pavimentazione con ogni verosimiglianza pertinenti agli ambienti di una _domus_, di cui solo il proseguire delle indagini potrà chiarire planimetria e cronologia.
  • AIAC_1716 - Quarto di S. Francesco, prop. Del Toro-Coluni; via Circumvallazione - 2001
    Nel corso degli scavi preliminari ai lavori per il completamento della rete fognaria comunale sono stati scoperti lungo via Circumvallazione, in prossimità della torre Nord-orientale del castello di Alife, considerevoli tratti di mura e di una poderosa torre a pianta circolare (diam. m 9 ca.), pertinenti alla fortificazione della città medievale, che si sono addossati o hanno inglobato parte della precedente cinta muraria romana. In particolare, la torre medievale ha interamente obliterato la torre di contrafforte a pianta semicircolare prossima all\'angolo Nord-orientale del circuito difensivo romano. Tali ritrovamenti costituiscono un elemento di significativa novità rispetto a quanto noto circa il castello di Alife, tradizionalmente fatto risalire ad epoca normanna.
  • AIAC_1719 - Via Criptoportico - 2001
    Importanti dati sulle fasi di vita post-classiche dell'abitato sono venuti alla luce anche da un saggio di scavo stratigrafico effettuato all'interno del criptoportico romano, uno dei monumenti di epoca romana, ora del tutto ipogeo, che l’antica città di Allifae ci ha restituito. Il saggio, posizionato nella navata esterna del braccio sud-orientale del criptoportico, in prossimità di uno dei cunicoli di accesso alla struttura, si proponeva di valutare l’entità della sequenza stratigrafica e dell'interro del monumento, nonché di rimetterne in luce l'originario piano pavimentale. Quest'ultimo è stato raggiunto ad una quota di circa m -3,60 dalla sommità dell'intradosso della volta, e quindi a circa m -1,55 dall'attuale piano di calpestio, al di sotto di una serie di strati e livelli di frequentazione omogenei e poco inquinati, malgrado le operazioni di sterro parziale dell'edificio effettuate nel corso degli anni ’60 del XX secolo. I dati stratigrafici attestano una continuità d'uso della struttura sino ad età tardo-antica o alto-medievale e, quindi, un suo abbandono, con successivi innalzamenti di livello dovuti a occupazioni medievali.
  • AIAC_1733 - Castello di Dragoni - 2006
    Sull’altura dove è ubicato il castello di Dragoni, i primi sondaggi di scavo, effettuati nell’ambito di lavori comunali, hanno evidenziato un isolato abitativo medioevale e un tratto di mura in opera poligonale, con resti di una porta, relative ad un centro fortificato di epoca sannitica forse corrispondente alla _Cubulteria_ preromana.
  • AIAC_1755 - Quattro venti - 2006
    Nell’ambito dei lavori idrici condotti dal Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano, si sono aperti tre saggi di scavo in loc. Quattro Venti, individuando così una necropoli, di cui sono state recuperate dieci tombe, nove ad inumazione e una ad incinerazione, databili tra il VII e la prima metà del V sec. a.C. Tra le prime, sei presentano una copertura di tegole disposte in piano, altre due di terra, una sola con semplice copertura di ciottoli. Le sepolture hanno restituito corredi costituiti da due o tre vasi legati alla sfera del banchetto, in bucchero e impasto buccheroide ovvero, nelle più recenti, anche da _kylikes_ a vernice nera attiche o di imitazione attica. Tra le tombe individuate si distingue, per il rituale e per la ricchezza degli oggetti rinvenuti, la n. 2 ad incinerazione secondaria di un individuo adulto di sesso maschile, la quale recava una fossa quadrangolare contenente una trentina di vasi molto frammentati, fra i quali un’olla di impasto con i resti combusti del defunto. La deposizione era coperta da un tumulo di pietre di calcare, frammiste a vasi combusti, carbone, frammenti di spiedi di ferro e un coltello. La tipologia dei vasi, per lo più in impasto e bucchero rosso di tipo caleno, permettono di fissare la cronologia intorno alla prima meta del VII sec. a.C. A breve distanza sono emersi i resti della fondazione di un muro in pietrame calcareo con andamento curvilineo delimitante un’area concotta centrale, da attribuire ad un’abitazione databile nel corso del VII sec. a.C., distrutta e completamente obliterata da una delle esondazioni del vicino fiume Volturno.
  • AIAC_1768 - Petraro - 2000
    In località Petraro, durante un intervento di emergenza per la costruzione di un capannone industriale, è stato riportato alla luce un imponente impianto di approvvigionamento idrico di epoca romana. Tale struttura, di cui sono state identificate diverse fasi di vita (tardo-repubblicana - avanzato III secolo d.C.), doveva presumibilmente servire un’importante villa situata nelle vicinanze, oppure doveva essere destinata ad un uso pubblico. Essa consta di due grandi cisterne, una successiva all’altra, di una canaletta esterna alla cisterna più recente, di un muro di terrazzamento posto sul lato sud-occidentale e, su quello opposto, di una struttura precaria delimitata da muretti in pietra a secco. La scoperta, all’interno di quest’area e nelle immediate adiacenze, di fosse almeno in parte interpretabili come ustrina di epoca romana ribadisce il dato della frequentazione antica della zona e il suo innegabile interesse storico e archeologico. Delle due cisterne, la più antica (età tardo-repubblicana), presenta pianta ellittica oblunga (m 9 x 2,50). Più grande è quella più recente (m 25 x 3,30), con pianta rettangolare molto allungata e absidata alle estremità, avente il medesimo orientamento della precedente. Inquadrabili nel tipo 2 (“cisterne a camera singola e a camere parallele non comunicanti”) della nuova classificazione di I. Riera, le due cisterne, sotterranee o semisotterranee, erano addossate con il lato lungo settentrionale al pendio della collina e coperte con volta a botte. Particolare cura sembra essere stata riservata alla loro costruzione, specie di quella più antica. Rimane al momento incerto se esse venissero alimentate da una ramificazione del locale acquedotto, di cui in passato si sono segnalati alcuni tratti in vari punti del territorio di S. Angelo d’Alife, anche nella stessa località Petraro, o se non fossero piuttosto destinate alla raccolta di acqua piovana mediante un bacino di filtraggio interrato nella collina e non individuato.