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E. Chiosi

Season Team

  • AIAC_1715 - Proprietà Iannelli - 2000
    Le ricerche ed i rinvenimenti effettuati nell’ _ager Allifanus_ hanno riguardato soprattutto il settore situato a nord-ovest di _Allifae_, lungo il tracciato della diramazione della via Latina che collegava, attraversando la stessa _Allifae_, _Venafrum_ a _Beneventum_ (percorso in parte poi ricalcato dalla via borbonica e ora dall’attuale strada statale 158). In località Torrione di Alife, nella proprietà Iannelli, già oggetto negli anni scorsi di fortunate indagini è stata eseguita una breve campagna di scavo che ha portato al rinvenimento di due nuove sepolture, prive però di corredo (che portano a un totale di 20 il numero delle tombe sinora individuate nella piccola necropoli insediatasi ai piedi dell’imponente mausoleo). Nel corso dell’indagine è stato anche possibile mettere totalmente in luce le strutture murarie dei recinti adiacenti al monumento funerario, nonché definire la natura del taglio, in precedenza evidenziato sul fronte occidentale dello scavo, lungo la strada statale 158, praticato nel banco calcareo su cui sorge il mausoleo e in cui sono ricavate le tombe, che andrà con tutta probabilità riferito al percorso della già citata diramazione della via Latina.
  • AIAC_1716 - Quarto di S. Francesco, prop. Del Toro-Coluni; via Circumvallazione - 2000
    Nell’ambito della zona alifano-matesina interventi di scavo effettuati in vari punti dell’attuale Alife, preliminarmente ai lavori per il completamento della rete fognaria comunale, hanno permesso di acquisire nuovi dati circa la viabilità extramuranea di epoca romana e post-antica. All\'interno del perimetro urbano, nella proprietà Del Toro-Coluni, in un’area, il cosiddetto Quarto di S. Francesco, nella quale già in precedenti occasioni si era avuto modo di appurare l’esistenza di strutture e reperti di interesse archeologico riferibili ai quartieri abitativi ed alla rete stradale della città romana, un saggio stratigrafico, effettuato a fini di tutela preventiva, ha consentito di mettere in luce brevi tratti di muri perimetrali in opera cementizia, conservati a livello di fondazione; inoltre si sono rintracciati lacerti di pavimentazione con ogni verosimiglianza pertinenti agli ambienti di una _domus_, di cui solo il proseguire delle indagini potrà chiarire planimetria e cronologia.
  • AIAC_1716 - Quarto di S. Francesco, prop. Del Toro-Coluni; via Circumvallazione - 2001
    Nel corso degli scavi preliminari ai lavori per il completamento della rete fognaria comunale sono stati scoperti lungo via Circumvallazione, in prossimità della torre Nord-orientale del castello di Alife, considerevoli tratti di mura e di una poderosa torre a pianta circolare (diam. m 9 ca.), pertinenti alla fortificazione della città medievale, che si sono addossati o hanno inglobato parte della precedente cinta muraria romana. In particolare, la torre medievale ha interamente obliterato la torre di contrafforte a pianta semicircolare prossima all\'angolo Nord-orientale del circuito difensivo romano. Tali ritrovamenti costituiscono un elemento di significativa novità rispetto a quanto noto circa il castello di Alife, tradizionalmente fatto risalire ad epoca normanna.
  • AIAC_2082 - Cuma - 2001
    Un primo saggio nell’anfiteatro di Cuma aperto tra Villa Vergiliana, sotto cui sorgeva un tempietto di età romana, e la fascia dove l’anfiteatro si addossa alla collina, ha rivelato tre fasi principali di occupazione. La più antica (età greca o sannitica), è costituita da un filare di blocchi parallelepipedi di tufo giallo, addossati agli strati di pozzolana naturale aventi forse la funzione di terrazzare la collina. Potrebbe trattarsi del recinto del santuario che ha preceduto il tempietto romano e del quale sono probabilmente testimonianza alcuni frammenti di decorazioni architettoniche in terracotta dipinta (gocciolatoio di sima con testa di ariete della metà del VI secolo a.C.) In età repubblicana viene eretta una struttura verosimilmente facente parte del tempietto tetrastilo di età romana, con ingresso prospiciente l’anfiteatro. Nella terza fase, contemporanea all’uso dell’anfiteatro, l’area viene usata come necropoli con tombe di I e II secolo d.C. Lo scavo dell'ingresso meridionale dell'anfiteatro, formato da un corridoio rettilineo con volta a botte, ha rivelato una tecnica di costruzione (fine II-inizi I secolo a.C.) poco sviluppata per la mancanza di un livellamento preliminare del banco naturale in cui si dovevano impostare le fondazioni. Anche il pavimento originario è costituito semplicemente da terreno battuto e pressato. Oltre alle fasi di età augustea e degli inizi del II secolo d.C., il nuovo scavo ha mostrato una notevole ristrutturazione di tutto il complesso avvenuta dopo gli ultimi decenni del II secolo d.C., forse per dissesti statici. La cronologia è indicata per ora da una moneta di Crispina Augusta (180-183 d.C.), rinvenuta sotto il piano pavimentale. Infine, un saggio ha messo in luce una parte della cavea, dove non sono conservati i rivestimenti ma solo lo scheletro in muratura dei sedili, interrotti da scalinate di accesso che immettevano gli spettatori all’interno dei vari settori.
  • AIAC_2082 - Cuma - 2002
    L'area a monte dell’anfiteatro, accanto alla Villa Vergiliana, ha restituito per intero il muro, in opera incerta, ma fondato su un più antico filare di blocchi di tufo, che faceva forse da recinto alla fase romana del santuario; ad essa appartengono le strutture in opera reticolata inglobate nel lato nord della Villa Vergiliana e pertinenti al tempietto tetrastilo scavato nel 1842 e descritto dal Beloch. L'abbandono dell’area sacra sembra segnata dalla necropoli che vi si installò tra il I ed il II secolo d.C. e fu usata almeno fino ad età alto medievale. L'esplorazione di un tratto dell'anello esterno dell'anfiteatro ha permesso, peraltro, di rinvenire ancora in sito i blocchi di tufo per i pali che dovevano sostenere il _velarium_. Tale fase venne in seguito obliterata con l’ampliamento dell’edificio e l’aggiunta di un altro settore, il _maenianum summum_, individuato nelle precedenti campagne di scavo e del quale si è messo in luce un altro tratto con le relative scalinate di accesso.
  • AIAC_2082 - Cuma - 2005
    Indagini archeologiche hanno interessato l’area dell’ingresso meridionale e quella a monte dell’anfiteatro. Presso la porta sud è stato aperto un nuovo accesso al monumento dalla strada (via Cuma - Licola, nel Comune di Bacoli) e si è completato lo scavo nel corridoio voltato di ingresso. Sono stati individuati alcuni vani, accessibili da porte su due lati del corridoio: si tratta dei due _vomitoria_ che consentivano l’accesso al settore sud dell’ _ima cavea_, di un tratto dell’ _ambulacrum anulare_ dell’arena e di un piccolo vano intermedio, di incerta destinazione. Si è dato poi inizio allo scavo della _cavea_, di cui sono solo parzialmente e sporadicamente conservate, sotto uno spessore variabile tra i cm 40 e gli 80 di terreno agricolo, le gradinate, spoliate dei rivestimenti. Nella zona a monte dell’anfiteatro, presso la villa Vergiliana, l’esecuzione di un saggio archeologico, ha portato all’individuazione di un potente muro di terrazzamento con diverse fasi costruttive, dall’epoca greca arcaica all’età romana. Si tratta verosimilmente della struttura che conteneva, verso est, la terrazza di un probabile tempio, la cui presenza, in connessione topografica con la _summa cavea_ dell’anfiteatro era già stata ipotizzata in relazioni ottocentesche. Al muro di fase arcaica, realizzato contro terra e costituito da una cortina di ortostati e da un riempimento interno in grandi scaglie di tufo, si appoggiano rifacimenti successivi: una seconda struttura con cortina di blocchi ed _emplekton_ a scaglie con briglie trasversali, e un muro in opera reticolata di epoca tardo repubblicana, cui se ne addossa, in età imperiale, un altro in opera vittata. La costruzione della villa Vergiliana in stile liberty si sovrappone al supposto edificio templare: un saggio, in corrispondenza con il muro est dell‘edificio, ha accertato la presenza di profonde fondazioni a sacco relative ad un muro di età romana su cui la costruzione moderna si è appoggiata.
  • AIAC_2082 - Cuma - 2006
    Proseguono i lavori all’anfiteatro Cumano, nella parte sud-occidentale del monumento. Esso consta di un’ima cavea, delimitata a monte da un piano in cocciopesto collegato ai due vomitoria presenti ai lati della porta Sud; vi si riconoscono quattro ordini di sedili rivestiti in cocciopesto, con scalette in blocchi di trachite. Della media cavea, anche se molto lacunosa, sono conservate sei gradinate con rivestimento in muratura direttamente appoggiato sul terrapieno e scalette divisorie tra i cunea in lastre di trachite. A causa della profonda rasatura della parte superiore del terrapieno sono perse anche le strutture della _summa cavea_, ad eccezione delle fondazioni a pilastri del muro anulare di coronamento dell’anfiteatro, che si ipotizza costituisse la parete di fondo del portico in _summa cavea_. Lo scavo di una porzione dell’arena ha riportato alla luce il piano interno in terra battuta, alla medesima quota di una soglia composta di quattro elementi in calcare e trachite, situata in corrispondenza della porta Sud. L’alto muro del podio doveva essere rivestito di lastre marmoree, come si desume dai reperti recuperati e dalla presenza a distanza regolare di fori per grappe. É stata poi completata l’esplorazione degli ambienti ad oriente del corridoio di accesso della porta Sud: un vano a pianta quadrata e il settore Est dell’ambulacro anulare. L’individuazione di un tratto di muro ad andamento curvilineo in _opus_ quasi _reticulatum_, tagliato dall’inserimento degli ambienti laterali, costituisce un elemento importante per la comprensione della sequenza delle fasi edilizie del monumento: è apparso chiaro, infatti, che in questa prima fase il muro del podio aveva una posizione più arretrata, e che successivamente vi fu aggiunta l’ima cavea, completamente costruita in muratura, realizzando l’ambulacro anulare intorno al perimetro dell’arena e inserendo, a lato del corridoio di ingresso, due coppie di ambienti simmetrici, caratterizzati da murature in _opus vittatum_.