Name
Silvia Svanera
Organisation Name
Coop. Arché S.n.c.

Season Team

  • AIAC_1725 - Monte Grande - 2005
    A nord-ovest di Calvi Risorta, al confine con i territori dei Comuni di Teano e Rocchetta e Croce, è stata effettuata una prima indagine archeologica, conclusasi nell’ottobre 2005, determinata da un intervento di emergenza e condizionata dalle spoliazioni degli scavatori clandestini. L’ampia quantità di materiali fittili e ceramici rinvenuta attraverso una prima raccolta di superficie, così come la tipologia dei manufatti recuperati dai sequestri ai clandestini, ha fatto ipotizzare la presenza di un’area sacra con depositi votivi. Si è potuto, pertanto, mettere in luce un primo deposito votivo, che ha restituito coroplastica, ceramiche e bronzi. Inoltre, ad est di questo, è stata messa in luce un’altra fossa votiva, di forma conica, riempita di terreno argilloso e con pareti foderate da tegole, che ha rivelato una consistente concentrazione di ceramica miniaturistica, sia sparsa nel terreno che contenuta in grosse olle. Le tipologie dei materiali sinora recuperati documentano una fase di frequentazione databile tra il V sec. a.C. e la prima metà del IV sec. a.C.: sono presenti statuine maschili e femminili di tipo schematico, ceramiche a vernice nera, stamnoi miniaturistici acromi, racchiusi in olle di bucchero rosso, e statuine bronzee. Queste ultime, tutte stanti e di altezza compresa tra i cm 7 e 9, sono rese in modo schematico con le braccia lungo il corpo e sono confrontabili con esemplari laziali di V sec. a.C. Infine, i frammenti di grandi statue panneggiate, di teste maschili e femminili, di piccola plastica fittile (c.d. tanagrine), nonché quelli di ceramiche a figure rosse di probabile produzione campana sono riferibili ad una fase leggermente più tarda (IV-III sec. a.C.). Al momento non è stata individuata alcuna struttura muraria; tuttavia, la presenza di un’abbondante concentrazione di tegole e coppi, oltre a _kalypteres hegemones_, inducono ad ipotizzare l’esistenza di edifici, con ogni probabilità a destinazione cultuale.
  • AIAC_1725 - Monte Grande - 2006
    Ripartono nel maggio 2006 gli scavi nella località Monte Grande, con l’indagine dei depositi votivi del santuario in precedenza rinvenuto e dell’area a Nord di essi, caratterizzata dalla presenza di strutture murarie con diverso orientamento. Si tratta di una serie di vasche rettangolari, delimitate da muri in blocchi di pietra calcarea, conservati per lo più a livello di fondazione oppure sino all’altezza di un basso zoccolo, foderate all’interno da malta idraulica e utilizzate per convogliare l’acqua verso un punto in cui un volontario spianamento del terreno favoriva il confluire di acque. In tre di esse si sono evidenziati vari strati di malta, il più antico dei quali sembrerebbe in fase sia con una struttura di contenimento in blocchi di calcare individuata ad Ovest, sia con un ambiente dotato di un piano di cottura in pietra. Lo studio, ancora parziale, dei numerosi materiali votivi recuperati ha consentito di ricavare una prima attribuzione del santuario ad un’epoca compresa tra la fine del VI e la seconda metà del IV sec. a.C., sebbene la frequentazione del sito inizi già dal XIII-XII sec. a.C., periodo cui sarebbero seguite almeno altre quattro fasi insediative, l’ultima delle quali databile al secolo scorso. L’indagine nell’area degli scarichi votivi ha messo in evidenza, invece, due pozzi di forma circolare, contenenti frammenti di grosse olle cordonate di impasto, tazze carenate, fusaiole e rocchetti databili tra il IX e il VII sec. a.C.; tali strutture sono verosimilmente da mettere in rapporto con il luogo sacro individuato e, pertanto, da collegare ad un culto delle acque che, attestato già nell’VIII sec. a.C., testimonia la lunga continuità di vita del santuario.