Name
Via San Polo
Date Range
1 – 300
Monuments
Settlement
Cemetery

Seasons

  • AIAC_1904 - Via San Polo - 2007
    Gli accertamenti archeologici hanno individuato, km 3 a SE del centro storico, scarse tracce di un insediamento rurale romano e la relativa necropoli adiacente l’antica via per Mantova. L’insediamento era rappresentato da una preparazione pavimentale in ciottoli e scaglie di medolo, consolidata da ghiaino misto ad argilla, e dalle fondazioni di un muro in ciottoli, frammenti di pietrame e rarissimi frammenti di laterizi legati da malta povera. La presenza di pochi frammenti ceramici permette una datazione al II-III sec. d.C. La necropoli è costituita da 36 tombe, di cui 32 incinerazioni e 4 inumazioni. Cronologicamente il materiale sembra inserirsi in un arco compreso tra la metà del I e il II secolo d.C. Monete sono presenti nella maggior parte delle incinerazioni che contengono, nella terra di rogo, uno o più esemplari (fino a un massimo di quattro). I manufatti metallici sono discretamente rappresentati: abbondanti i chiodi e altri elementi di connessione, dai grossi chiodi impiegati nelle barelle funebri ai chiodini per calzature; gli utensili in ferro (numerosi coltelli di varie misure). Due strumenti in bronzo, riferibili ad accessori da toeletta femminile, sono associati in un caso a una pisside, nell’altro a un piccolo manico bronzeo forse pertinente ad un cofanetto ligneo. La presenza di contenitori lignei è suggerita anche dal rinvenimento di piccoli chiodi e borchie decorative. Tra gli oggetti di ornamento si segnalano: numerosi anelli a cerchio, sia in bronzo sia in ferro, un’armilla in filo bronzeo, un pendaglio e alcune fibbie e fibule in bronzo e in ferro. I pochi oggetti in vetro, rinvenuti sempre nel riempimento superiore delle sepolture, non mostrano segni di esposizione al fuoco. Totalmente assenti invece i reperti in osso. Il vasellame ceramico offre un quadro piuttosto modesto ed è prevalentemente frammentario; si tratta generalmente di coppe e patere in terra sigillata, documentate in poche varietà di forme, tipiche della produzione norditalica. Sono attestate in particolare le coppe Drag. 24/25 e le patere Drag. 31 e Drag. 37/32. Tra il materiale frammentario compaiono parti di olle o brocche in ceramica comune mentre sono più rari i contenitori ad impasto grossolano. Presenti anche frammenti di bicchieri del tipo Henkeldellenbecher, forma di vasellame di tradizione locale. Le poche ceramiche intere (come pure i vetri), costituenti il corredo deposto al momento della sepoltura, si rinvengono in posizioni eccentriche, in una nicchia rettangolare in un angolo della fossa, associate anche a lucerne e coltelli. Vi sono infine dodici lucerne, di cui otto deposte intere: quattro a volute e dieci _Firmalampen_. I bolli leggibili ( _ATIMETI, FORTIS, VIBIANI_ e probabilmente _OCTAVI_ ) appartengono a produttori ben conosciuti in Italia settentrionale.

Media

Name
Via San Polo
Year
2007
Summary
it Gli accertamenti archeologici hanno individuato, km 3 a SE del centro storico, scarse tracce di un insediamento rurale romano e la relativa necropoli adiacente l’antica via per Mantova. L’insediamento era rappresentato da una preparazione pavimentale in ciottoli e scaglie di medolo, consolidata da ghiaino misto ad argilla, e dalle fondazioni di un muro in ciottoli, frammenti di pietrame e rarissimi frammenti di laterizi legati da malta povera. La presenza di pochi frammenti ceramici permette una datazione al II-III sec. d.C.

La necropoli è costituita da 36 tombe, di cui 32 incinerazioni e 4 inumazioni. Cronologicamente il materiale sembra inserirsi in un arco compreso tra la metà del I e il II secolo d.C. Monete sono presenti nella maggior parte delle incinerazioni che contengono, nella terra di rogo, uno o più esemplari (fino a un massimo di quattro). I manufatti metallici sono discretamente rappresentati: abbondanti i chiodi e altri elementi di connessione, dai grossi chiodi impiegati nelle barelle funebri ai chiodini per calzature; gli utensili in ferro (numerosi coltelli di varie misure). Due strumenti in bronzo, riferibili ad accessori da toeletta femminile, sono associati in un caso a una pisside, nell’altro a un piccolo manico bronzeo forse pertinente ad un cofanetto ligneo. La presenza di contenitori lignei è suggerita anche dal rinvenimento di piccoli chiodi e borchie decorative. Tra gli oggetti di ornamento si segnalano: numerosi anelli a cerchio, sia in bronzo sia in ferro, un’armilla in filo bronzeo, un pendaglio e alcune fibbie e fibule in bronzo e in ferro. I pochi oggetti in vetro, rinvenuti sempre nel riempimento superiore delle sepolture, non mostrano segni di esposizione al fuoco. Totalmente assenti invece i reperti in osso.

Il vasellame ceramico offre un quadro piuttosto modesto ed è prevalentemente frammentario; si tratta generalmente di coppe e patere in terra sigillata, documentate in poche varietà di forme, tipiche della produzione norditalica. Sono attestate in particolare le coppe Drag. 24/25 e le patere Drag. 31 e Drag. 37/32. Tra il materiale frammentario compaiono parti di olle o brocche in ceramica comune mentre sono più rari i contenitori ad impasto grossolano. Presenti anche frammenti di bicchieri del tipo Henkeldellenbecher, forma di vasellame di tradizione locale. Le poche ceramiche intere (come pure i vetri), costituenti il corredo deposto al momento della sepoltura, si rinvengono in posizioni eccentriche, in una nicchia rettangolare in un angolo della fossa, associate anche a lucerne e coltelli.
Vi sono infine dodici lucerne, di cui otto deposte intere: quattro a volute e dieci _Firmalampen_. I bolli leggibili ( _ATIMETI, FORTIS, VIBIANI_ e probabilmente _OCTAVI_ ) appartengono a produttori ben conosciuti in Italia settentrionale.
en At 3 km to the south east of the historic centre, next to the ancient road to Mantua, archaeological investigations revealed the scant remains of a Roman rural settlement and related necropolis. The settlement was attested by a floor made up of cobbles and medolo stone chippings, consolidated by gravel mixed with clay, and the foundations of a wall made of cobblestones, stone chippings and occasional brick fragments bonded by weak mortar. The few fragments of pottery present dated the site to the 2nd-3rd century A.D.

The necropolis comprised 36 tombs, of which 32 were cremations and 4 inhumations. The chronology suggested by the materials recovered seemed to fall between the second half of the 1st century A.D. and the 2nd century A.D. Coins were present in most of the cremations, the earth below the cremation pyres containing one or more examples (to a maximum of four). Metal artefacts were well represented: numerous nails and other joining elements, from large nails used for coffins to hob nails; iron utensils (numerous knives of various sizes). Two bronze implements, probably female toilet accessories, were associated in one case with a pyxis, in the other with a small bronze handle that perhaps belonged to a wooden casket. The presence of wooden containers was also suggested by finds of small nails and decorative studs. Amongst the objects of personal ornament were numerous circular rings, both in bronze and iron, a bronze wire arm bracelet, a pendant and a number of bronze and iron buckles and fibulae. The few glass objects found, always in the fill above the burials, showed no signs of contact with fire. There was a total lack of finds made of bone.

The mainly fragmentary pottery was of a modest entity; it comprised mainly ARS cups and paterae in a limited variety of forms typical of north Italic production. In particular Drag. 24/25 cups and Drag. 31 and Drag. 37/32 paterae were attested. Amongst the fragmentary material parts of common ware jars and jugs appeared, whilst containers in rough impasto were less numerous. Also present were fragments of Henkeldellenbecher type beakers, a traditional local ware. The few intact pottery vessels (like the glass), constituting the grave goods deposited at the moment of burial, were found in unusual positions, such as a rectangular niche in a corner of the grave, associated with lamps and knives.

Lastly, there were twelve lamps, of which eight were deposited intact: four with volutes and ten Firmalampen. The legible stamps (ATIMETI, FORTIS, VIBIANI and probably OCTAVI) belong to well known northern Italian lamp makers.
Summary Author
Viviana Fausti
Linda Ragazzi
Funding Body
Metropolitana Brescia
Team
Archaeologist - A. Guarino
Archaeologist - Fabio Malaspina
Archaeologist - L. Marchesini
Archaeologist - Daniele Zamboni

Media

  • Fausti-Ragazzi 2007
    V. Fausti, L. Ragazzi, BRESCIA. Via San Polo. Insediamento e necropoli d’età romana. I corredi, in Notiziario 2007. Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, Milano, c.s.

Location

Location
Brescia
Easting
10.250772
Northing
45.514361