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Gabriella Gasperetti

Season Team

  • AIAC_1853 - Proprietà Pietosi - 2000
    Le indagini preliminari alla costruzione di un campetto di calcio hanno fornito dati significativi sulla topografia urbana di _Sessa Aurunca_ (colonia latina del 313 a.C.). L’area esplorata si trova lungo il tracciato delle mura di cinta a ridosso del Foro. Interrati sotto uno scarico di macerie, sono stati scoperti i resti di una poderosa sostruzione in _opus reticulatum_ di tufo del Roccamonfina con ricorsi di bipedali, articolata da una sequenza di nicchie. Lo scavo dell'orchestra e della fossa scenica all’interno del teatro romano, inoltre, ha restituito molti elementi architettonici e statue di divinità femminili, di _principes_ (prima meta II secolo d.C.), un’erma di Satiro e un' _Aura velificans_. Anche gli ingressi alle versure sono riccamente adornati con clipei in proconnesio, che racchiudono busti in marmo lunense. Di grande monumentalità la sistemazione, promossa da Matidia Minore, delle due basiliche ai lati della scena. Quella verso la città era una grandiosa aula, cui si accedeva dall'alto della città tramite un’imponente scala con gradini in calcare e pareti affrescate. Si apriva sulla _parodos_ sud con un arco a tre fornici rivestiti di marmo sul cui architrave correva la grande iscrizione dedicatoria in onore dell’imperatrice, per celebrare il restauro del teatro e della _porticus_. Di fronte all’ingresso era un grandioso ninfeo (lung. m 13), ricoperto di marmi policromi, di mosaici in pasta vitrea e dotato di una statua del Nilo. L'aula simmetrica, a nord, aveva un portico corinzio di granito grigio con basi e capitelli in marmo lunense; la trabeazione, anch’essa in lunense, era decorata con un elegante girale di foglie d’acanto. Nei pressi si è identificata una piccola _crypta_ scavata nel tufo, che metteva in collegamento la viabilità extraurbana e la _parodos_ settentrionale. Presso l’entrata era un sacello con un affresco di larario verosimilmente dedicato al _Genius Theatri_.
  • AIAC_1853 - Proprietà Pietosi - 2001
    Sono stati completati lo scavo ed il restauro del teatro romano di Suessa Aurunca. Si è anche provveduto al restauro ed alla prima esposizione nel “Castello ducale” delle sculture più significative rinvenute, come le statue loricate degli imperatori Traiano ed Adriano e la sontuosa statua in marmo bigio morato di Matidia Minore sotto forma di _Aura velificans_.
  • AIAC_1853 - Proprietà Pietosi - 2003
    Oltre al teatro sono state esplorate le aree a valle del complesso. Immediatamente a sud-est della _porticus post scenam_ del teatro (area B), si trova un terrazzo digradante dall’attuale Porta dei Cappuccini occupato in antico da una grandiosa villa suburbana databile forse alla prima metà del I sec. a.C., forse al primo venticinquennio, a ridosso dell’area di rispetto che circondava il teatro. Le indagini hanno evidenziato che la villa era sostruita da un tratto delle mura urbiche del IV sec. a.C. La chiusura di alcuni vani e la ceramica restituita dallo scavo confermano che la vita della casa si è protratta sino ad epoca medio-imperiale. Si individua un ambiente centrale prospiciente un peristilio pavimentato con _opus spicatum_ in perfetto stato di conservazione. Sul pavimento erano adagiati due grossi frammenti di colonne in granito grigio egiziano. L’ambulacro era collegato con il peristilio tramite intercolumni costituiti da semicolonne in muratura che ribattevano sulla parete le colonne in granito avanzate. Uno degli ambienti scavati presenta pareti rivestite da intonaco con tracce di affreschi, mentre il pavimento è eseguito con cocciopesto misto a tessere marmoree colorate. Il secondo ambiente presenta un affresco con zoccolo giallo con cespo vegetale e pannelli bianchi bordati di rosso. Sul fondo dell’ambulacro si apre un vasto triclinio rettangolare, delimitato da pareti su cui insistono ancora resti di dipinti. Il pavimento è un mosaico con campo di tessere bianche con angoli affrontati e tappeto centrale di _opus sectile_ incorniciato da un motivo a boccioli incrociati che determinano elementi circolari. Nella _pars rustica_ il _torcular_ è composto da un ambiente disposto su due livelli: nella parte più alta è incassato nel pavimento in cocciopesto il _lapis pedicinus_, il ripiano più basso presenta, invece, due grosse basi in trachite con resti degli incassi in cui era fissata la _coclea_ che permetteva al _prelum_ di abbassarsi torchiando le uve.
  • AIAC_1853 - Proprietà Pietosi - 2005
    Continuano le indagini della villa suburbana nell’area dell’attuale Porta dei Cappuccini, posta immediatamente fuori la città di _Suessa_, di cui si sono precisate le fasi cronologiche di sviluppo: la prima, databile alla fine del II sec. a.C., è caratterizzata da strutture murarie in opera incerta; la seconda, ascrivibile alla prima metà del I sec. a.C., è realizzata con muri in opera quasi reticolata; la terza, d’età augustea, è invece caratterizzata da strutture regolari in opera reticolata; l’ultima fase, coincidente con l’abbandono dell’edificio, è databile, sulla base dei frammenti ceramici sottoposti alle strutture in crollo, alla prima metà del II sec. d.C. Si è definitivamente chiarito che il grande ambiente quadrangolare pavimentato in _opus spicatum_ è un atrio con al centro un impluvio rivestito di lastre di marmo e circondato da un colonnato tetrastilo, di cui restano le basi in marmo bianco e un fusto adagiato sul pavimento in granito grigio egizio. Gli altri ambienti noti del settore residenziale sono il triclinio a pianta rettangolare, pavimentato a mosaico geometrico con al centro l’emblema in _opus sectile_; un ambiente, sul lato meridionale dell’atrio, preceduto da una sorta di anticamera, che presenta notevoli resti di decorazione pittorica in un tardo quarto stile pompeiano (prima metà del II sec. d.C.); un cubicolo, di fianco a quest’ultimo, che conserva un pavimento in cocciopesto con tessere di marmi colorati, in cui è inserito un emblema centrale in mosaico policromo realizzato con tessere bianche, nere, gialle e in pasta vitrea azzurra. Sul lato sud della corte centrale si snoda un lungo corridoio, che divide gli ambienti residenziali da quelli della parte produttiva della villa, di cui si è portano in luce solo il torchio vinario, descritto in precedenza. La campagna di scavo, conclusasi nel mese di luglio 2005, ha confermato che la villa si estende ben oltre l’area di scavo attuale.