- Item
- AIAC_1959
- Name
- Timpone della Motta
- Date Range
- 700 BC – 500 BC
Seasons
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AIAC_1959 - Timpone della Motta - 2008Nel 2008 il Groningen Institute of Archaeology ha condotto scavi archeologici nel santuario di Timpone della Motta, Francavilla Marittima nelle immediate vicinanze dell’antica Sibari. Gli scavi hanno riportato alla luce un nuovo tempio di epoca arcaica con relativi ed estesi depositi votivi nella parte centrale del santuario, depositi che gettano luce sulla cultura rituale e sull’organizzazione topografica del santuario durante il VI sec. a.C., il suo più importante periodo di occupazione. Le indagini hanno riportato alla luce un altare situato su un pavimento in battuto databile alla prima metà del VI sec. a.C. e la fondazione della trincea di un muro. Numerosi ritrovamenti di _phialai_ in bronzo e frammenti di vasi per bere e per contenere liquidi intorno alla struttura indicano che azioni di libagione in connessione con offerte di carne sul fuoco e possibili banchetti rituali ebbero luogo nell’edificio. I contesti scavati sono molto importanti per la comprensione della fase di VI sec. a.C. del santuario, poiché i contesti di questo periodo non erano mai stati fino ad ora sottoposti ad analisi archeo-botaniche e archeo-zoologiche. Il rinvenimento di un secondo livello pavimentale del tardo VII sec. a.C. sotto il tempio potrebbe suggerire la presenza di un tempio precedente sullo stesso luogo, il carattere del quale comunque rimane sconosciuto. Rispetto allo sviluppo topografico del santuario, l’identificazione del nuovo tempio nella parte centrale dell’acropoli, illustra che la già nota ricostruzione dei templi nella parte occidentale del santuario durante il VII e gli inizi del VI sec. a.C. era accompagnata da un’espansione architettonica verso le proprietà orientali del santuario. Ulteriori scavi condotti nel 2008 hanno riportato alla luce un muro di _temenos_ della metà del VII sec. a.C. e macerie di un crollo successivo o la demolizione di un muro che prese luogo verso la metà del VI sec. a.C.
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AIAC_1959 - Timpone della Motta - 2009In 2009 the Groningen Institute of Archaeology (GIA) conducted archaeological excavations in the sanctuary on the Timpone della Motta in Francavilla Marittima as well as in a nearby supposed Kerameikos area (nominated Area Rovitti). At the Macchiabate necropolis excavations were conducted in collaboration with the Archäologisches Seminar of the University of Basel. The excavations are part of a three-year field program aimed at investigating new contextual aspects of the 8th and 6th century BC periods in the area of the Timpone della Motta and the Macchiabate. _Area Timpone della Motta_ Further excavations were carried out in the area of the sacred structure from the 6th century BC discovered in 2008 (Sector MS3). To the north the limits of the structure were identified while excavations to the east and west revealed the continuation of the building. A number of pinakes decorated with processions and architectural terracottas were found in contexts immediately on top of the structure. A test excavation to the south clarified that the building had been constructed on a leveling layer of a thickness between 40 and 50 centimeters. Several accumulations of votive material containing broken and complete objects as well as animal bones were excavated within the layer. The accumulations are possibly related to foundation rites performed during the erection of the building. In sector SM in the southwestern part of the sanctuary the excavation of a terrace wall datable to the middle of the 7th century BC was completed. Extensive deposits datable to the last decades of the 8th century BC were excavated underneath the wall. In sector GPC to the south of temple III the continued excavations revealed parts of a curving stone structure which burnished traces and covered by a thin layer of ash . A large amount of semi-melted bronze fragments was attested in the area suggesting that metalworking took place in the GPC area. Further excavations are pending for the MS3 and GPC areas for the year 2010.
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AIAC_1959 - Timpone della Motta - 2017Il Danish Institute in Rome (DIR) durante l’anno 2017 ha condotto una campagna di indagini archeologiche sul versante orientale del Santuario di Timpone della Motta, Francavilla Marittima (CS). L’attività di scavo stratigrafico ha interessato un contesto archeologico già in parte indagato durante gli anni 2009 e 2010, che aveva permesso di mettere in luce una struttura-altare di VI secolo a.C. in connessione stratigrafica con un piano di battuto di uso, con un deposito votivo collocato lungo il lato settentrionale della struttura e in connessione stratigrafica con uno scarico rituale intercettato lungo il lato meridionale della struttura-altare. Il deposito votivo ha restituito manufatti di produzione greca e coloniale insieme a monili in pasta vitrea, oro, bronzo e faïence, coroplastica ed elementi di arredo sacro. Lo scarico rituale ha restituito hydriskai e kernoi di hydriskai di produzione coloniale, krateriskoi coloniali, numerosi unguentari: aryballoi, alabastra e amphoriskoi d’importazione corinzia; kotylai e skyphoi d’importazione corinzia; phialai mesonphaliche bronzee insieme a phialai in ceramica d’importazione corinzia; esemplari di terrecotte fittili raffiguranti figure femminili stanti e vari monili. La presenza di ossa di caprovini ha consentito di stabilire che sulla struttura-altare sia stato compiuto il sacrificio cruento alimentare greco, la thysia. Questi reperti faunistici sono caratterizzati da un alto grado di frammentazione e di combustione fino alla totale calcinazione oltre alla selezione degli elementi anatomici - sono attestati solo femori, patelle rotulee e vertebre coccigeo-caudali –. Il record faunistico preso in analisi, è stato interpretato come la conseguenza della combustione dei femori, delle patelle rotulee e della coda della vittima sacrificale, avvolte nel grasso, assieme ad aromi, posti su una pira e fatte bruciare completamente, affinché il fumo odoroso giungesse alle divinità. Dall’area posta a sud-est dell’altare, quindi presso l’ampliamento Sud del Saggio Stratigrafico sono state recuperate, oltre a ceramica da mensa, ossa differenti da quelle provenienti dalla struttura-altare: si tratta di resti faunistici certamente relativi alla vittima sacrificale, ma riferibili al resto della carcassa, fatta esclusione dei femori, patelle rotulee e vertebre coccigeo-caudali. I resti si presentano in buono stato di conservazione, con segni di macellazione, ma privi di tracce di combustione. Una analisi preliminare permette di ipotizzare che possa trattarsi degli scarti di pasto del banchetto sacrificale, destinato ai partecipanti al rituale. L’assenza di tracce di combustione è da imputarsi alla tipologia di cottura: la carne destinata al banchetto veniva bollita e non aveva alcun contatto diretto col fuoco.
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AIAC_1959 - Timpone della Motta - 2018Il Danish Institute in Rome (DIR) durante l’anno 2018 ha proseguito nelle indagini del precedente anno sul versante sud-orientale del Santuario di Timpone della Motta, che in antichità corrispondeva all’area di ingresso al luogo di culto da parte dei numerosi fedeli e pellegrini che lo hanno frequentato. Qui sono state indagate in profondità le stratigrafiche emerse nel SAS MS3, che è stato ampliato di 3 x 2 mt sul lato sud-est. Siamo di fronte ad un ampio spazio consacrato, attualmente non definibile diversamente, che ha senz’altro rivestito un ruolo primario ai fini dello svolgimento dei cerimoniali religiosi. Difatti, sono qui stati riconosciuti gli apprestamenti destinati all’espletamento di pratiche per il sacrificio animale e per la libagione, che hanno avuto luogo tra il 600 a.C. e la fine del VI secolo a.C., ma soprattutto si sono conservate manifestazioni materiali capaci di scandire i vari momenti e le norme che regolano le pratiche rituali qui esercitate durante il VI secolo a.C. in onore della/e divinità venerata/e. Sia il deposito votivo che lo scarico rituale intercettati nel precedente anno si sono rivelati di maggiori dimensioni ed hanno restituito abbondante materiale tipologicamente affine a quello già immagazzinato, con l’aggiunta di ceramica da mensa di VI secolo a.C. destinata principalmente alla bollitura di cibi e strumenti in ferro e bronzo, tra questi ad es. gli obeloi. Il campione faunistico ha invece consentito di registrare ossa bollite, con tracce di macellazione, riferibili a varie porzioni scheletriche di ovicaprini, escluso il terzo quarto posteriore. Si tratta di resti faunistici certamente relativi alla vittima sacrificale e nella fattispecie potrebbe trattarsi degli scarti di pasto del banchetto sacrificale destinato ai partecipanti al rituale
Media
- Name
- Timpone della Motta
- Year
- 2008
- Summary
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it
Nel 2008 il Groningen Institute of Archaeology ha condotto scavi archeologici nel santuario di Timpone della Motta, Francavilla Marittima nelle immediate vicinanze dell’antica Sibari.
Gli scavi hanno riportato alla luce un nuovo tempio di epoca arcaica con relativi ed estesi depositi votivi nella parte centrale del santuario, depositi che gettano luce sulla cultura rituale e sull’organizzazione topografica del santuario durante il VI sec. a.C., il suo più importante periodo di occupazione.
Le indagini hanno riportato alla luce un altare situato su un pavimento in battuto databile alla prima metà del VI sec. a.C. e la fondazione della trincea di un muro. Numerosi ritrovamenti di _phialai_ in bronzo e frammenti di vasi per bere e per contenere liquidi intorno alla struttura indicano che azioni di libagione in connessione con offerte di carne sul fuoco e possibili banchetti rituali ebbero luogo nell’edificio. I contesti scavati sono molto importanti per la comprensione della fase di VI sec. a.C. del santuario, poiché i contesti di questo periodo non erano mai stati fino ad ora sottoposti ad analisi archeo-botaniche e archeo-zoologiche.
Il rinvenimento di un secondo livello pavimentale del tardo VII sec. a.C. sotto il tempio potrebbe suggerire la presenza di un tempio precedente sullo stesso luogo, il carattere del quale comunque rimane sconosciuto.
Rispetto allo sviluppo topografico del santuario, l’identificazione del nuovo tempio nella parte centrale dell’acropoli, illustra che la già nota ricostruzione dei templi nella parte occidentale del santuario durante il VII e gli inizi del VI sec. a.C. era accompagnata da un’espansione architettonica verso le proprietà orientali del santuario.
Ulteriori scavi condotti nel 2008 hanno riportato alla luce un muro di _temenos_ della metà del VII sec. a.C. e macerie di un crollo successivo o la demolizione di un muro che prese luogo verso la metà del VI sec. a.C. -
en
In 2008 the Groningen Institute of Archaeology conducted archaeological excavations in the sanctuary on the Timpone della Motta, Francavilla Marittima in the near vicinity of ancient Sybaris.
The excavations identified a new Archaic temple and extensive related votive deposits in the central part of the sanctuary, which shed more light on the ritual culture as well as the topographical layout of the sanctuary during its most important period- the 6th century BC.
The investigations have revealed an altar situated on a stamped soil floor datable to the first half of the 6th century BC and a foundation trench for a wall. Numerous finds of bronze phialai as well as fragmented drinking and pouring vessels around the structure indicates that acts of libation in connection to fire offerings of meat and possible ritual dining took place in the building. The excavated contexts are notably relevant for the understanding of the 6th century BC phase in the sanctuary since contexts from this period so far have not been submitted to archeo-botanical and archeo-zoological analysis.
The find of a second floor level of late 7th century BC date underneath the temple might suggest the presence of a previous temple building on the same place, the character of which, however, remains unknown.
In respect to the topographical development of the sanctuary the identification of the new temple in the central part of the acropolis illustrates that an already known reconstruction of temples in the western part of the sanctuary during the late 7th and early part of the 6th century BC was accompanied by an architectural expansion towards the eastern premises of the sanctuary.
Further excavations conducted in 2008 revealed a temenos wall of mid 7th century BC date and debris from a subsequent collapse or demolition of the wall, which took place towards the middle of the 6th century BC. - Research Body
- Groningen Institute of Archaeology, The Netherlands
- Funding Body
- Carlsberg Foundation
Media
- Name
- Timpone della Motta
- Year
- 2009
- Summary
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en
In 2009 the Groningen Institute of Archaeology (GIA) conducted archaeological excavations in the sanctuary on the Timpone della Motta in Francavilla Marittima as well as in a nearby supposed Kerameikos area (nominated Area Rovitti). At the Macchiabate necropolis excavations were conducted in collaboration with the Archäologisches Seminar of the University of Basel. The excavations are part of a three-year field program aimed at investigating new contextual aspects of the 8th and 6th century BC periods in the area of the Timpone della Motta and the Macchiabate.
_Area Timpone della Motta_
Further excavations were carried out in the area of the sacred structure from the 6th century BC discovered in 2008 (Sector MS3). To the north the limits of the structure were identified while excavations to the east and west revealed the continuation of the building. A number of pinakes decorated with processions and architectural terracottas were found in contexts immediately on top of the structure. A test excavation to the south clarified that the building had been constructed on a leveling layer of a thickness between 40 and 50 centimeters. Several accumulations of votive material containing broken and complete objects as well as animal bones were excavated within the layer. The accumulations are possibly related to foundation rites performed during the erection of the building. In sector SM in the southwestern part of the sanctuary the excavation of a terrace wall datable to the middle of the 7th century BC was completed. Extensive deposits datable to the last decades of the 8th century BC were excavated underneath the wall. In sector GPC to the south of temple III the continued excavations revealed parts of a curving stone structure which burnished traces and covered by a thin layer of ash . A large amount of semi-melted bronze fragments was attested in the area suggesting that metalworking took place in the GPC area.
Further excavations are pending for the MS3 and GPC areas for the year 2010. -
it
Nel 2009 il Groningen Institute of Archaeology (GIA) ha condotto scavi archeologici nel santuario di Timpone della Motta a Francavilla Marittima e nell’area del supposto ceramico (denominato Area Rovitti). Sulla necropoli di Macchiabate gli scavi sono stati condotti in collaborazione con l’Archäologisches Seminar dell’Università di Basel. Gli scavi sono parte di un programma di ricerca di tre anni finalizzati a indagare nuovi aspetti contestuali dell’VIII-VI sec. a.C. nell’area di Timpone della Motta e Macchiabate.
Area Timpone della Motta.
Altri scavi sono stati condotti nelle strutture nell’area sacra di VI sec. a.C. già scoperta nel 2008 (Settore MS3). Sono stati identificati i limiti settentrionali della struttura mentre gli scavi a est e a ovest hanno rivelato la continuazione dell’edificio. Un certo numero di _pinakes_ decorate con processioni e terrecotte architettoniche è stata trovata in contesti immediatamente al di sopra della struttura. Un saggio di scavo a sud ha chiarito che la struttura è stata costruita su uno strato di livellamento dello spessore di 40-50 centimetri. Vari accumuli di materiale votivo contiene oggetti rotti e complete e ossi animali sono stati rinvenuti nello strato. Gli accumuli sono possibilmente da riferire a riti di fondazione messi in atto durante l’erezione dell’edificio. Nel settore SM della parte sudoccidentale del santuario è stato completato lo scavo di un muro di terrazzamento databile alla metà del VII sec. a.C. Depositi estensivi databili agli ultimi decenni dell’VIII sec. a.C. furono scavati al di sotto del muro. Nel settore GPC a sud del tempio III la prosecuzione degli scavi hanno rivelato parti di una pietra tagliata con tracce di bruciato e coperta da un sottile strato di cenere. Un grande gruppo ampio di frammenti bronzei semi-fusi è attestato nell’area, suggerendo che attività metallurgiche ebbero luogo nell’area GPC.
Ulteriori indagini sono previste nelle aree MS3 e GPC per gli anni 2010 - Summary Author
- Jan Kindberg Jacobsen
- Director
- Peter Attema
- Research Body
- Groningen Institute of Archaeology, The Netherlands
- Funding Body
- Carlsberg Foundation
Media
- Name
- Timpone della Motta
- Year
- 2017
- Summary
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it
Il Danish Institute in Rome (DIR) durante l’anno 2017 ha condotto una campagna di indagini archeologiche sul versante orientale del Santuario di Timpone della Motta, Francavilla Marittima (CS).
L’attività di scavo stratigrafico ha interessato un contesto archeologico già in parte indagato durante gli anni 2009 e 2010, che aveva permesso di mettere in luce una struttura-altare di VI secolo a.C. in connessione stratigrafica con un piano di battuto di uso, con un deposito votivo collocato lungo il lato settentrionale della struttura e in connessione stratigrafica con uno scarico rituale intercettato lungo il lato meridionale della struttura-altare. Il deposito votivo ha restituito manufatti di produzione greca e coloniale insieme a monili in pasta vitrea, oro, bronzo e faïence, coroplastica ed elementi di arredo sacro. Lo scarico rituale ha restituito hydriskai e kernoi di hydriskai di produzione coloniale, krateriskoi coloniali, numerosi unguentari: aryballoi, alabastra e amphoriskoi d’importazione corinzia; kotylai e skyphoi d’importazione corinzia; phialai mesonphaliche bronzee insieme a phialai in ceramica d’importazione corinzia; esemplari di terrecotte fittili raffiguranti figure femminili stanti e vari monili.
La presenza di ossa di caprovini ha consentito di stabilire che sulla struttura-altare sia stato compiuto il sacrificio cruento alimentare greco, la thysia. Questi reperti faunistici sono caratterizzati da un alto grado di frammentazione e di combustione fino alla totale calcinazione oltre alla selezione degli elementi anatomici - sono attestati solo femori, patelle rotulee e vertebre coccigeo-caudali –. Il record faunistico preso in analisi, è stato interpretato come la conseguenza della combustione dei femori, delle patelle rotulee e della coda della vittima sacrificale, avvolte nel grasso, assieme ad aromi, posti su una pira e fatte bruciare completamente, affinché il fumo odoroso giungesse alle divinità.
Dall’area posta a sud-est dell’altare, quindi presso l’ampliamento Sud del Saggio Stratigrafico sono state recuperate, oltre a ceramica da mensa, ossa differenti da quelle provenienti dalla struttura-altare: si tratta di resti faunistici certamente relativi alla vittima sacrificale, ma riferibili al resto della carcassa, fatta esclusione dei femori, patelle rotulee e vertebre coccigeo-caudali. I resti si presentano in buono stato di conservazione, con segni di macellazione, ma privi di tracce di combustione.
Una analisi preliminare permette di ipotizzare che possa trattarsi degli scarti di pasto del banchetto sacrificale, destinato ai partecipanti al rituale. L’assenza di tracce di combustione è da imputarsi alla tipologia di cottura: la carne destinata al banchetto veniva bollita e non aveva alcun contatto diretto col fuoco. -
en
This year, the Danish Institute in Rome undertook excavations on the east side of the sanctuary of Timpone della Motta, Francavilla Marittima (CS).
The excavations returned to investigate a context that had been partly explored in 2009 and 2010 revealing a 6th century B.C. structure-altar stratigraphically associated with a beaten floor surface, and a votive deposit situated on the north side of the structure. There was also a stratigraphical link with a ritual midden intercepted on the south side of the structure-altar. The votive deposit contained Greek and colonial artefacts, in addition to glass paste, gold, bronze and faïence jewellery, choroplastics and elements of sacred furnishings. The ritual midden contained _hydriskai_ and _kernoi_ of _ hydriskai_ of colonial production; colonial _krateriskoi_, numerous unguentaria: Corinthian _aryballoi_, _alabastra_ and _amphoriskoi_; Corinthian _kotylai_ and _skyphoi_; Corinthian mesomphalic bronze _phialai_ together with Corinthian pottery _phlialai_; examples of terracotta statuettes of standing female figures and various pieces of jewellery.
The presence of sheep-goat bones indicates that the structure-altar was used for the Greek sacrificial rite of the _thysia_. These faunal remains are characterised by the high level of fragmentation and combustion even reaching total calcinations, as well as by the selection of anatomical parts – only femurs, kneecaps, and coccyx-caudal vertebra were present. This has been interpreted as the result of the burning of femurs, kneecaps and the tails of the sacrificial victims, wrapped in fat with seasonings, placed on the pyre and completely burnt so that the fragrant smoke reached the deity.
The area south-east of the altar produced table wares, and different bones to those from the structure-altar. These faunal remains were certainly part of the sacrificial victim but were the remains of the carcass, except for the femurs, kneecaps, and coccyx-caudal vertebra. They were well-preserved and showed butchery marks but no signs of burning.
A preliminary analysis suggests they were the remains of the sacrificial banquet, destined for the participants in the ritual. The absence of burning suggests the meat for the banquet was boiled and had no direct contact with fire. - Summary Author
- Gloria Mittica - Danish Institute in Rome & Center for Urban Network Evolutions, Aarhus University
- Director
- Jan Kindberg Jacobsen - Accademia di Danimarca a Roma & Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen
- Søren Handberg - Università di Oslo
- Research Body
- Accademia di Danimarca a Roma
- Università di Aarhus
- Università di Groningen
- Università di Lecce
- Università di Oslo
- Università di Groningen
- Funding Body
- Fondazione Carlsberg
Media
- Name
- Timpone della Motta
- Year
- 2018
- Summary
-
it
Il Danish Institute in Rome (DIR) durante l’anno 2018 ha proseguito nelle indagini del precedente anno sul versante sud-orientale del Santuario di Timpone della Motta, che in antichità corrispondeva all’area di ingresso al luogo di culto da parte dei numerosi fedeli e pellegrini che lo hanno frequentato. Qui sono state indagate in profondità le stratigrafiche emerse nel SAS MS3, che è stato ampliato di 3 x 2 mt sul lato sud-est.
Siamo di fronte ad un ampio spazio consacrato, attualmente non definibile diversamente, che ha senz’altro rivestito un ruolo primario ai fini dello svolgimento dei cerimoniali religiosi. Difatti, sono qui stati riconosciuti gli apprestamenti destinati all’espletamento di pratiche per il sacrificio animale e per la libagione, che hanno avuto luogo tra il 600 a.C. e la fine del VI secolo a.C., ma soprattutto si sono conservate manifestazioni materiali capaci di scandire i vari momenti e le norme che regolano le pratiche rituali qui esercitate durante il VI secolo a.C. in onore della/e divinità venerata/e.
Sia il deposito votivo che lo scarico rituale intercettati nel precedente anno si sono rivelati di maggiori dimensioni ed hanno restituito abbondante materiale tipologicamente affine a quello già immagazzinato, con l’aggiunta di ceramica da mensa di VI secolo a.C. destinata principalmente alla bollitura di cibi e strumenti in ferro e bronzo, tra questi ad es. gli obeloi. Il campione faunistico ha invece consentito di registrare ossa bollite, con tracce di macellazione, riferibili a varie porzioni scheletriche di ovicaprini, escluso il terzo quarto posteriore. Si tratta di resti faunistici certamente relativi alla vittima sacrificale e nella fattispecie potrebbe trattarsi degli scarti di pasto del banchetto sacrificale destinato ai partecipanti al rituale -
en
During 2018, the Danish Institute in Rome continued the work begun the previous year on the south-eastern slope of the sanctuary of Timpone della Motta, which in antiquity corresponded with the area from where the numerous faithful and pilgrims entered the cult site. Here, the stratigraphy that emerged in SAS MS3 was investigated and the trench was extended by 3 x 2 m on the south-eastern side.
This is a large consecrated space that at present cannot be defined in another way, which without doubt played a primary role in the religious ceremonies. In fact, structures have been identified that were used during animal sacrifices and for libations, which took place between 600 B.C. and the late 6th century B.C., but above all there was evidence illustrating the various moments and norms regulating the ritual practices carried out here during the 6th century B.C. in honour of the divinity/divinities worshipped here.
Both the votive deposit and the ritual dump found last year were revealed to be larger than first thought and contained abundant material similar to that already excavated, with the addition of 6th century B.C. table wares, in particular vessels used for boiling food, and iron and bronze implements, including _obeloi_. The faunal remains included boiled bones with butchery marks from various parts of sheep/goat skeletons, excluding the third posterior quarter. These remains are certainly those of the sacrificial victim and could be the remains of the sacrificial banquet for the participants in the ritual. - Summary Author
- Gloria Mittica- Danish Institute in Rome & Center for Urban Network Evolutions, Aarhus University
- Director
- Jan Kindberg Jacobsen-Accademia di Danimarca a Roma & Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen
- Søren Handberg- Università di Oslo
Media
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Attema 2001P. Attema, 2001, Early urban and colonized regions of central and south Italy: a case study in comparative landescape archaeology, in T. Darvill, M. Gojda (eds.), One Land, Many Landescapes, BAR International Series 987, Oxford: 147-156.
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Attema et al. 2002P. Attema, G. J. Burgers, E. Van Joolen, M. Van Leusen, B. Mater, 2002, New Devolpments in Italian Landescape Archaeology, BAR International Series 1091, Oxford.
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Attema et al. 2002-2003P. Attema, J. Delvigne, M. van Leusen, 2002-2003, Recenti ricerche nei pressi di Timpone della Motta, Francavilla Marittima (Calabria), in P. Attema, M. van Leusen, P. Roncoroni, The Raganello Archaeological Project: preliminary report 2002-2003, Francavilla Marittima (CS): 8-15.
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Colelli 2008C. Colelli, 2008, La ceramica ad impasto dal Timpone della Motta di Francavilla Marittima: alcune riflessioni sui motivi decorativi, in Atti della VI Giornata Archeologica Francavillese (Francavilla Marittima 6 Novembre 2007), Centro Stampa Ventura: 41-49.
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Colelli 2008C. Colelli, 2008, Riflessioni su un motivo decorativo sulla ceramica da impasto dal Timpone della Motta, in Atti VI Giornata Archeologica Francavillese, Centro Stampa Ventura, Francavilla Marittima (CS): 41-49.
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Jacobsen et al. 2009J.K. Jacobsen, G.P. Mittica, S. Handberg, 2009, Oinotrian-Euboean pottery in the Sibaritide. A preliminary report, in Prima delle colonie. Organizzazione territoriale e produzioni ceramiche specializzate in Basilicata e in Calabria settentrionale ionica nella prima età del ferro, Atti del Convegno della Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera (Matera 20-21 Novembre 2007), Venosa: 201-220.
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Jacobsen-D`Andrea 2009J.K. Jacobsen, M. D`Andrea 2009, Louteria di produzione corinzia dal Timpone Motta di Francavilla Marittima, in Bollettino d´Arte: in press.
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Jacobsen et al. 2008J.K. Jacobsen, S. Handberg, G.P. Mittica, 2008, Recent archaeological fieldwork in Francavilla Marittima, in Acta Archaeologica.
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Jacobsen 2002J.K. Jacobsen, 2002, Offergaver på afveje, in Sfinx 3: 135-138.
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