Name
Castellina – Fatt. Vetricella
Date Range
800 – 1100
Monuments
Motte

Seasons

  • AIAC_2055 - Castellina – Fatt. Vetricella - 2008
    Il sito in oggetto, indagato archeologicamente a partire dal mese di settembre 2007, è situato al centro della pianura retrostante il golfo di Follonica, ai piedi dei rilievi dei Monti d’Alma su cui sorge anche il centro abitato di Scarlino. Questa attività di scavo fa parte di un più ampio progetto di archeologia dei paesaggi esteso a tutto il territorio comunale di Scarlino e maturato nell’ambito del processo di elaborazione di una cartografia archeologica della Provincia di Grosseto (direzione scientifica Prof. Stefano Campana). Lo scavo archeologico della Castellina si colloca nel centro del territorio oggetto di studio ed è stato scoperto per la prima volta nel 2005 durante attività di ricognizione archeologica aerea, in occasione delle quali si era riconosciuta un’anomalia (tipo crop-mark) costituita da tre tracce circolari concentriche. L’interesse suscitato dall’individuazione di questa anomalia sul terreno si è accresciuto con i primi approfondimenti a terra, dove le tracce viste dall’aereo hanno corrisposto ad una superficie di terreno rialzata, di forma circolare, al cui interno è stata recuperata una sorprendente concentrazione di manufatti ceramici. L’analisi dei reperti rinvenuti ha consentito di definire una datazione preliminare all’età Altomedievale, tra l’età Carolingia e il primo secolo dopo il Mille (range cronologico ipotizzato: IX-XI secolo d.C.). La conformazione del terreno, la presenza di tre cerchi concentrici connessi a possibili fossati difensivi e la cronologia suggerita dai resti archeologici hanno contribuito a determinare l’ipotesi di ricerca di trovarsi di fronte ad un castello medievale di pianura, eccezionale nel panorama storico-archeologico nazionale per posizione, conformazione e cronologia. Queste valutazioni hanno spinto da subito ad avviare i maggiori approfondimenti di indagine possibili, sia dalla superficie che, in ultimo, indagando il sottosuolo. Dall’estate 2005 su quest’area sono stati eseguiti numerosi sopralluoghi archeologici e prospezioni geofisiche per raccogliere il più alto numero di dati su presenza, posizione e consistenza delle evidenze archeologiche sepolte: in collaborazione con numerosi specialisti e Istituti di ricerca sono state avviate attività di misurazioni gradiometriche, prospezioni con geo-radar, rilievi geo-elettrici, nonché ricognizioni eseguite da ricercatori e studenti dell’Università di Siena. I dati raccolti ci hanno permesso di elaborare un quadro completo del potenziale archeologico del sito e di avviare una prima verifica archeologica nel settembre 2007, seguita nell’ottobre 2008 da una seconda campagna di scavo. Le maggiori evidenze archeologiche portate in luce parlano di un possibile insediamento costituito per la maggior parte da strutture in legno e terra, cinto da fossati scavati nel terreno e difesi da separazioni come palizzate o recinti: si tratta di indizi che testimoniano di un possibile insediamento fortificato in legno e terra, dove non è ancora arrivato quell’uso della pietra che sarà caratteristico dei castelli successivi.
  • AIAC_2055 - Castellina – Fatt. Vetricella - 2009
    La III campagna di scavi ha consentito di allargare le precedenti aree di indagine, sia nell'area centrale del sito, che in corrispondenza del primo elemento circolare, già individuato in passato. Su tutta la porzione centrale dell'insediamento è stato riconosciuto un profondo intervento di arature da collegare alle prime fasi di dissodamento del fondo agricolo. Infatti le prime stratigrafie individuate corrispondono a quel che resta di un deposito asportato già in precedenza e alterato nel suo spessore: si tratta di strati a componente organica, con elevata presenza di reperti archeologici, privi però di elementi utili per una loro definizione stratigrafica. Al di sotto sono emersi indizi di quella che sembra la frequentazione più recente del sito, caratterizzata dalla presenza di diverse buche di palo, disposte al momento secondo una direttrice nord\est-sud\ovest. Così come già individuato nelle precedenti campagne anche i dati più recenti confermano come tale frequentazione sia conseguente ad un consistente livellamento con riporto di terra a contenente ghiaia. Ad est di queste buche è stato individuato il riempimento ed il taglio di un’ampia fossa di spoliazione, la cui identificazione è basata sulla presenza di calce e resti di malta nello strato che la riempie: si tratta di un intervento che non presenta alcun rapporto diretto con le stratigrafie precedenti, e che pertanto non è ancora collocabile in una sequenza relativa precisa. Appare invece chiaro come si tratti di una fossa di spoliazione\fondazione che testimonia il perimetro di una grande struttura quadrangolare (messa in luce solo in parte) orientata est-ovest e posta esattamente nel centro del rilievo. Al suo interno sono stati individuati alcuni punti di fuoco, caratterizzati da terra concotta, elevata presenza di carboni e ossi combusti. Benché non sia possibile avanzare alcuna ipotesi sulla natura e la funzione di questa struttura se ne può sottolineare il rapporto topografico con il resto dell’insediamento, in particolare modo con l’elemento circolare più piccolo di cui occupa più della metà dello spazio interno. Per tale elemento difensivo le indagini 2009 hanno recuperato importanti dati che ne confermano l'identificazione, almeno in una fase della sua vita, con un muro di cinta, caratterizzato da uno spesso basamento in muratura di calce e forse con alzato in materia deperibile. Nell'area esterna a questo muro, dove già nella campagna 2007 erano stati riconosciuti i resti di una possibile canaletta di spoliazione\fondazione di un'ipotetica struttura, è emerso chiaramente il restante perimetro della struttura stessa, purtroppo conservatosi solo per poco più di metà. Di questa struttura possiamo identificare parte delle pareti nord e sud, e l'intera parete ovest (lunghezza 6 m circa): all'interno del perimetro sono stati riconosciuti diversi strati riferibili a successivi piani di calpestio, con riporti di limo, strati di calce e sabbia, e frequenti arrossamenti. Questo contesto testimonia quindi la frequentazione della fascia circolare compresa tra il muro di cinta interno e il “cerchio” intermedio identificato dalle indagini diagnostiche. Proprio in corrispondenza di questo cerchio, così come anche di quello più esterno e più ampio, negli ultimi giorni di scavo sono state aperte due piccole trincee trasversali, con l'intento di individuare la natura e la profondità di conservazione del deposito. I dati emersi da entrambe le trincee sembrano indicare la presenza non tanto di due elementi distinti, ma di un unico grande fossato circolare, di cui i due ampi cerchi individuati con le indagini diagnostiche rappresenterebbero le due sponde.
  • AIAC_2055 - Castellina – Fatt. Vetricella - 2012
    L’ultima campagna di scavo si è svolta nei mesi di settembre-ottobre ed è stata strutturata soprattutto sottoforma di intervento di ripulitura/ripristino e parziale allargamento delle aree già scavate (rimaste non indagate nel corso della stagione 2010-2011), o come indagine di un nuovo settore posto a S delle zone scavate negli anni precedenti. Gli obiettivi principali di questa indagine erano costituiti dalla pulizia generale dello scavo per garantire una migliore manutenzione conservativa di quanto già messo in luce e dal tentativo di saggiare la consistenza archeologica del deposito a S dell’area centrale dell’insediamento, posto tra la cinta muraria e il fossato/canale individuato nel corso della campagna 2009. Gli interventi di ripulitura e documentazione di quanto già messo in luce hanno consentito di chiarire molti dei rapporti tra gli elementi stratigrafici relativi al Settore 3, quello corrispondente al limite orientale delle attuali aree di scavo e caratterizzato dal rinvenimento di un’ampia porzione di muratura della cinta difensiva e dei resti di una struttura con canaletta di fondazione/spoliazione. Nel caso di quest’ultima l’attività di pulizia delle stratigrafie ha consentito l’identificazione di diverse tracce agricole relative alle arature, che in questo punto hanno raggiunto profondità maggiori asportando in parte il deposito archeologico. Sul limite orientale questi tagli risultano intaccare un livello di matrice argillosa con pietrisco caratterizzato da un evidente grado di arrossamento per combustione, simile ad analoghi strati rinvenuti nelle campagne precedenti all’interno della canaletta dell’edificio. All’interno della struttura invece, oltre a riconoscere diverse unità stratigrafiche orizzontali con arrossamenti e presenza di malta biancastra, è stato asportato il livello di malta disfatta già individuato nelle precedenti campagne e che era stato interpretato come possibile livello di disfacimento. Al di sotto si è rinvenuto un contesto di focolare con estese tracce di annerimenti e arrossamenti del terreno, posto esattamente in corrispondenza della porzione centrale della parete sud-ovest dell’edificio. Le indagini hanno poi portato all’apertura di un nuovo settore IV posto a sud dell’area centrale occupata dall’edificio di grandi dimensioni con l’individuazione del proseguimento della cinta muraria già individuata nel settore III e di tracce di frequentazione antropica riferibili all’ultima fase di vita dell’insediamento (quella rappresentata nell’area centrale dalle buche di palo). Sul limite nord del settore, subito al di sotto del livello di coltivo è stato riconosciuto un accumulo allineato di pietre di medie e grandi dimensioni, alcune delle quali ancora in posto, interpretabile come resto della prima cinta muraria. Si tratta di un allineamento leggermente curvilineo che analizzato nel suo sviluppo completo corrisponde perfettamente con l’andamento circolare della porzione di muro già individuata nel settore 3 e soprattutto con l’anomalia circolare più interna individuata grazie alle prime fotografie aeree. Nel centro del settore, inoltre, nell’area esterna a questa ipotizzabile cinta muraria è stato individuato un piano di calpestio e uno strato di frequentazione piuttosto organico e ricco di frammenti ceramici ed ossei (ossi animali). Forse in relazione a questa frequentazione sono stati messi in luce anche alcuni tagli di buche di palo, talvolta di medie dimensioni e con zeppe litiche, al momento però non riferibili ad alcuna planimetria precisa.
  • AIAC_2055 - Castellina – Fatt. Vetricella - 2013
    La VI campagna di scavo condotta sul sito di Castellina-Vetricella, effettuata nelle ultime settimane del mese di giugno e nelle prime due settimane del mese di settembre 2013, è stata strutturata soprattutto come intervento di gestione di alcuni degli elementi stratigrafici emersi nella campagna precedente e come allargamento in estensione in vista di successivi affondi di scavo. L’obiettivo principale della campagna infatti è stato quello di procedere alla rimozione di alcune delle stratigrafie già individuate e parzialmente indagate negli anni precedenti (localizzate in particolare nei settori III e IV) e nell’apertura di nuove porzioni di scavo con la rimozione estensiva dello strato di humus/coltivo presente (in modo da facilitare le successive operazioni di scavo stratigrafico previste per la prossima campagna). Per questa campagna si è invece preferito sospendere le attività di indagini che riguardavano i settori I/II, dove lo scavo si era particolarmente concentrato nelle passate campagne, al fine di raggiungere una visione più ampia e coerente del contesto stratigrafico a cui appartengono gli elementi già messi in luce, riferibili soprattutto alla prima fase di occupazione del sito. Nel settore III si è proceduto alla rimozione delle stratigrafie interne alla struttura rettangolare individuata in passato e che costituivano di fatto il piano di calpestio interno al perimetro delimitato dalla canaletta di fondazione. Si tratta di strati già individuati e analizzati nelle campagne precedenti e la cui rimozione ha messo in luce un livello di terreno a matrice sabbiosa di formazione apparentemente naturale. Come nuovo intervento, invece, nella porzione sud del settore è stato eseguito un allargamento estendendo il limite dell’area di scavo verso sud per circa 3 m, rimuovendo il solo strato di coltivo e arrestando lo scavo ad una quota fittizia, non corrispondente ad elementi stratigrafici antichi, tale da preservare il deposito sottostante e da consentirne un successivo scavo stratigrafico. L’attività svolta nel vicino settore IV, invece, ha comportato la rimozione degli strati di riempimento di alcune buche individuate l’anno precedente (identificabili come buche per l’infissione di sostegni lignei) e costituiti perlopiù da terra friabile, a matrice limo-sabbiosa, contenente carboni e pietrame. Analogamente a quanto eseguito nel settore III, anche in questo caso è stato condotto un intervento di allargamento con scavo manuale dell’intero settore, con ampliamento dei limiti di scavo sia verso est che verso sud. In questo caso la strategia di scavo mirava a predisporre la successiva indagine di due porzioni del sito potenzialmente interessanti per la comprensione dei quali strutture fossero presenti nella fascia esterna dalla cinta muraria. L’estensione dello scavo, infatti, ha mirato ad allargare l’indagine sia in direzione del vicino settore III, in previsione di una loro unificazione successiva, sia in direzione di quella che dalle fotografie aeree sembra interpretabile coma la zona di ingresso/accesso al fossato che circonda l’insediamento.
  • AIAC_2055 - Castellina – Fatt. Vetricella - 2016
    Il primo intervento di scavo della nuova ricerca ha corrisposto ad un allargamento piuttosto esteso dei settori indagati, con l’obiettivo di predisporre un’unica grande area di scavo e di rimuovere i livelli di coltivo sulla porzione corrispondente al cerchio più piccolo dei tre elementi difensivi circolari. Al termine di tale operazione si è proceduto a selezionare alcuni singoli interventi di scavo, distribuiti sempre tenendo come riferimento la griglia di suddivisione dell’intero sito, già impostata nel corso della campagna 2009. Tra gli interventi programmati sono stati eseguiti in particolare quelli connessi con il completamento delle indagini già eseguite nelle campagne precedenti e rimaste in alcuni casi da concludersi. Tra queste, si evidenziano in particolare lo scavo, nell’area del precedente settore III, della struttura con canaletta di fondazione a trave dormiente, di cui lo scavo ha potuto confermare la funzione di ambiente per le attività siderurgiche, e lo scavo nella zona centrale del sito (precedente settore I) della fossa di spoliazione e dei livelli pavimentali del grande edificio centrale. Per quanto riguarda l’indagine dell’area centrale del sito, invece, lo scavo ha permesso di mettere in luce nella sua interezza il perimetro quadrangolare del grande edificio turriforme intorno al quale sembra che sia stato impostato tutto l’insediamento. Dell’edificio è stata individuata la planimetria quadrangolare testimoniata da un’ampia fossa di spoliazione, che ha di fatto asportato quasi interamente un probabile basamento in muratura e parte dei quattro sostegni lignei angolari. L’ambiente interno ha restituito diversi lacerti di livelli pavimentali sovrapposti, ampiamente asportati dalle arature di età moderna, oltre ad alcune biche per supporti lignei e due focolari parzialmente interrati. Lo scavo è proseguito anche nell’area esterna alla torre, in particolare nella porzione ovest e sud, dove sono stati individuati imponenti livelli di risistemazione dell’area, da mettere in relazione alle opere costruttive della cinta muraria. Sebbene al momento in questa parte dello scavo l’indagine si sia arrestata ai contesti esposti, in più punti dell’area studiata sono emersi elementi stratigrafici di fasi più antiche, testimoniate al momento da stratigrafie in negativo interpretabili come focolari e buche per elementi lignei. Tra questi, sembra attribuibile ad una fase antica anche il rinvenimento, sempre nella fascia di area esterna all’edifico turriforme, di diverse buche di notevoli dimensioni disposte a formare un anello circolare più interno del fossato difensivo e forse interpretabili come resti di una palizzata lignea. L’altra porzione del sito interessata da un’approfondita attività di indagine è quella che si colloca tra l’elemento della cinta muraria e i due fossati difensivi più esterni, indagata in particolare nella porzione orientale già parzialmente messa in luce dall’apertura del vecchio settore III e dalle trincee esplorative scavate nella campagna 2009. In questo caso lo scavo ha visto la rimozione tramite mezzo meccanico dei livelli di arativo e dei riempimenti più recenti dei fossati difensivi concentrici, consentendo di riconoscerne le caratteristiche morfologiche e la sequenza degli strati che ne hanno determinato l’abbandono.
  • AIAC_2055 - Castellina – Fatt. Vetricella - 2017
    La campagna di scavo 2017 ha visto la realizzazione di un ulteriore allargamento dell’area di indagine, per mettere in luce nella loro interezza i contesti stratigrafici individuati nel corso della campagna precedente. Nella porzione centrale del sito sono stati rimossi i livelli del primo riporto artificiale, costituiti da strati di terra scura a composizione organica e matrice limo-sabbiosa. Sotto questi riporti è stato individuato il livello geologico di base, costituito da un livello di ghiaie compattate in una matrice limosa, identificate come corpo di un’antica conoide. Sul piano di rasatura di questo terreno naturale sono emerse alcune buche per probabili sostegni lignei ed alcune fosse, una delle quali caratterizzata dai resti di una consistente attività di fuoco (con livelli di carbone e rubefazione delle pareti). Si tratta al momento delle tracce più antiche rinvenute nelle stratigrafie del sito, che necessitano di essere analizzate su una maggiore estensione di superficie. Nel primo settore esterno indagato (Settore I) si è proceduto alla rimozione dei livelli agricoli moderni, fino alla messa in luce di una prima quota di stratigrafie meglio conservate. Qui è stato possibile identificare un’intensa fase di riassetto della quota di frequentazione (con interventi di livellamenti e massicciate) e l’allestimento di una serie di elementi strutturati, con parziale uso di muratura e materiale deperibile. Trattandosi di stratigrafie intaccate dalle arature moderne non è risultata sempre agevole la lettura stratigrafica, sebbene resti possibile collegarle ad attività di lavorazione del ferro. Nell’adiacente Settore II l’indagine 2017 ha ulteriormente messo in luce il contesto relativo all’uso cimiteriale dell’area, individuato parzialmente già nella precedente campagna e che adesso ha restituito indicatori di una considerevole consistenza. Le sepolture scavate hanno restituito i resti di individui di diverso genere e differenti età, con una particolare presenza di individui sub-adulti nella porzione nord del settore. Lo scavo del Settore III, posto subito a sud del precedente, si è sviluppato per comprendere le modalità di destrutturazione del basamento murario già analizzato nelle precedenti campagne (allestito dopo la metà del X secolo sopra la tombatura del fossato interno). Lo scavo dei differenti livelli di interramento ha potuto evidenziare i resti di due differenti fasi costruttive del basamento in muratura, caratterizzate dalla sostituzione di una più antica fase con pietre a secco e sostegni lignei, con una successiva fase di muratura con malta. L’ultimo settore ad essere stato indagato corrisponde alla porzione sud-occidentale dello scavo (Settore IV), posta di fronte all’edificio turriforme. In questo settore lo scavo ha ulteriormente confermato la presenza di un livello di sistemazione con una sorta di massicciata in pietrame sui livelli di abbandono del fossato. La rimozione di queste stratigrafie ha evidenziato una prima serie di livelli di riempimento del fossato difensivo, tra i quali in particolare è stato possibile distinguere un livello di rivestimento costituito da una superficie di malta di calce. All’esterno di quest’area, lo scavo ha individuato al di sotto della regolarizzazione già indicata, i resti di una prima possibile struttura connessa alla lavorazione metallurgica, caratterizzata da una fossa subcircolare con pareti rubefatte.
  • AIAC_2055 - Castellina – Fatt. Vetricella - 2018
    La campagna di scavo 2018 è stata impostata con l’obiettivo non tanto di allargare le aree di indagine precedentemente predisposte, quanto di procedere ad un approfondimento mirato in alcuni specifici contesti stratigrafici. La finalità di ricerca, infatti, è stata individuata nella migliore e più approfondita comprensione delle principali dinamiche storiche del sito, ed in particolare nella ricostruzione di una sequenza stratigrafica il più possibile ancorata a riferimenti di cronologia assoluta precisi. Per l’individuazione di stratigrafie riferibili alle prime fasi di occupazione del sito di Vetricella si sono indagati in particolare i Settori II e III, nelle aree immediatamente a ridosso del centro rilevato dell’insediamento. Qui, infatti, già nel corso della campagna di scavo 2017 erano state raggiunte alcune prime stratigrafie riferibili ad un periodo precedente all’impianto dei fossati concentrici e della grande struttura turriforme centrale. Nel corso dell’indagine si è inoltre proceduto a rimuovere anche le ultime stratigrafie di frequentazione dell’ambiente interno della torre, risultate ricche di materiali ed indicatori di vita. Lo scavo dei due settori ha consentito di individuate i resti di una chiara frequentazione con strutture in materiale deperibile, testimoniata da allineamenti di buche di palo concentrate nella parte centrale del sito e collegabili ad analoghe testimonianze materiali emerse nel corso della precedente campagna. L’indagine è poi proseguita nelle porzioni poste a cavallo del fossato interno, sia nell’area immediatamente a sud del rilievo centrale (Settore IV) sia nel precedente Settore III, posto ad est e già ampiamente indagato in precedenza. In questo caso lo scavo ha avuto come obiettivo primario sia il raggiungimento dei livelli stratigrafici più antichi, possibilmente antecedenti per rapporto stratigrafico con la realizzazione del taglio del fossato, sia la definizione delle modalità di occupazione sviluppatesi nella parte esterna. Le stratigrafie individuate hanno rivelato una reiterata occupazione, a carattere non propriamente abitativo, quanto connesso a differenti forme di attività produttive. In questo caso l’indagine è risultata utile per aiutare a definire il carattere materiale di possibili attività di lavorazione del ferro, di cui sono stati rinvenuti diversi indicatori. Infine, l’indagine stratigrafica si è concentrata nell’area compresa tra il Settore II ed il Settore III, caratterizzata principalmente dalla presenza di un’estesa zona ad uso cimiteriale collocabile al momento tra la fine del X e gli inizi dell’XI secolo. Si tratta di un’area già parzialmente indagata nel corso della campagna di scavo 2017, quando è emersa chiaramente la presenza di un edificio in materiale deperibile e un intenso utilizzo del terreno circostante come luogo di sepoltura. La campagna di scavo appena conclusa ha previsto una prima fase di ampliamento in direzione nord, per verificare la reale estensione dello spazio destinato alla funzione cimiteriale ed una seconda fase di approfondimento in corrispondenza delle porzioni già indagate, per individuare eventuali sepolture più antiche. Sulla base della sequenza stratigrafica generale del contesto si è proceduto, inoltre, alla selezione di quattro campioni osteologici da sottoporre a successiva analisi radiocarbonica, così da definire ulteriormente gli estremi cronologici assoluti della frequentazione.

Media

Name
Castellina – Fatt. Vetricella
Year
2008
Summary
it Il sito in oggetto, indagato archeologicamente a partire dal mese di settembre 2007, è situato al centro della pianura retrostante il golfo di Follonica, ai piedi dei rilievi dei Monti d’Alma su cui sorge anche il centro abitato di Scarlino. Questa attività di scavo fa parte di un più ampio progetto di archeologia dei paesaggi esteso a tutto il territorio comunale di Scarlino e maturato nell’ambito del processo di elaborazione di una cartografia archeologica della Provincia di Grosseto (direzione scientifica Prof. Stefano Campana). Lo scavo archeologico della Castellina si colloca nel centro del territorio oggetto di studio ed è stato scoperto per la prima volta nel 2005 durante attività di ricognizione archeologica aerea, in occasione delle quali si era riconosciuta un’anomalia (tipo crop-mark) costituita da tre tracce circolari concentriche.

L’interesse suscitato dall’individuazione di questa anomalia sul terreno si è accresciuto con i primi approfondimenti a terra, dove le tracce viste dall’aereo hanno corrisposto ad una superficie di terreno rialzata, di forma circolare, al cui interno è stata recuperata una sorprendente concentrazione di manufatti ceramici. L’analisi dei reperti rinvenuti ha consentito di definire una datazione preliminare all’età Altomedievale, tra l’età Carolingia e il primo secolo dopo il Mille (range cronologico ipotizzato: IX-XI secolo d.C.).

La conformazione del terreno, la presenza di tre cerchi concentrici connessi a possibili fossati difensivi e la cronologia suggerita dai resti archeologici hanno contribuito a determinare l’ipotesi di ricerca di trovarsi di fronte ad un castello medievale di pianura, eccezionale nel panorama storico-archeologico nazionale per posizione, conformazione e cronologia.
Queste valutazioni hanno spinto da subito ad avviare i maggiori approfondimenti di indagine possibili, sia dalla superficie che, in ultimo, indagando il sottosuolo. Dall’estate 2005 su quest’area sono stati eseguiti numerosi sopralluoghi archeologici e prospezioni geofisiche per raccogliere il più alto numero di dati su presenza, posizione e consistenza delle evidenze archeologiche sepolte: in collaborazione con numerosi specialisti e Istituti di ricerca sono state avviate attività di misurazioni gradiometriche, prospezioni con geo-radar, rilievi geo-elettrici, nonché ricognizioni eseguite da ricercatori e studenti dell’Università di Siena. I dati raccolti ci hanno permesso di elaborare un quadro completo del potenziale archeologico del sito e di avviare una prima verifica archeologica nel settembre 2007, seguita nell’ottobre 2008 da una seconda campagna di scavo. Le maggiori evidenze archeologiche portate in luce parlano di un possibile insediamento costituito per la maggior parte da strutture in legno e terra, cinto da fossati scavati nel terreno e difesi da separazioni come palizzate o recinti: si tratta di indizi che testimoniano di un possibile insediamento fortificato in legno e terra, dove non è ancora arrivato quell’uso della pietra che sarà caratteristico dei castelli successivi.

Summary Author
Lorenzo Marasco
Director
Stefano Campana
Funding Body
Comune di Scarlino

Media

Name
Castellina – Fatt. Vetricella
Year
2009
Summary
it La III campagna di scavi ha consentito di allargare le precedenti aree di indagine, sia nell'area centrale del sito, che in corrispondenza del primo elemento circolare, già individuato in passato.

Su tutta la porzione centrale dell'insediamento è stato riconosciuto un profondo intervento di arature da collegare alle prime fasi di dissodamento del fondo agricolo. Infatti le prime stratigrafie individuate corrispondono a quel che resta di un deposito asportato già in precedenza e alterato nel suo spessore: si tratta di strati a componente organica, con elevata presenza di reperti archeologici, privi però di elementi utili per una loro definizione stratigrafica. Al di sotto sono emersi indizi di quella che sembra la frequentazione più recente del sito, caratterizzata dalla presenza di diverse buche di palo, disposte al momento secondo una direttrice nord\est-sud\ovest. Così come già individuato nelle precedenti campagne anche i dati più recenti confermano come tale frequentazione sia conseguente ad un consistente livellamento con riporto di terra a contenente ghiaia. Ad est di queste buche è stato individuato il riempimento ed il taglio di un’ampia fossa di spoliazione, la cui identificazione è basata sulla presenza di calce e resti di malta nello strato che la riempie: si tratta di un intervento che non presenta alcun rapporto diretto con le stratigrafie precedenti, e che pertanto non è ancora collocabile in una sequenza relativa precisa.

Appare invece chiaro come si tratti di una fossa di spoliazione\fondazione che testimonia il perimetro di una grande struttura quadrangolare (messa in luce solo in parte) orientata est-ovest e posta esattamente nel centro del rilievo. Al suo interno sono stati individuati alcuni punti di fuoco, caratterizzati da terra concotta, elevata presenza di carboni e ossi combusti. Benché non sia possibile avanzare alcuna ipotesi sulla natura e la funzione di questa struttura se ne può sottolineare il rapporto topografico con il resto dell’insediamento, in particolare modo con l’elemento circolare più piccolo di cui occupa più della metà dello spazio interno.

Per tale elemento difensivo le indagini 2009 hanno recuperato importanti dati che ne confermano l'identificazione, almeno in una fase della sua vita, con un muro di cinta, caratterizzato da uno spesso basamento in muratura di calce e forse con alzato in materia deperibile. Nell'area esterna a questo muro, dove già nella campagna 2007 erano stati riconosciuti i resti di una possibile canaletta di spoliazione\fondazione di un'ipotetica struttura, è emerso chiaramente il restante perimetro della struttura stessa, purtroppo conservatosi solo per poco più di metà. Di questa struttura possiamo identificare parte delle pareti nord e sud, e l'intera parete ovest (lunghezza 6 m circa): all'interno del perimetro sono stati riconosciuti diversi strati riferibili a successivi piani di calpestio, con riporti di limo, strati di calce e sabbia, e frequenti arrossamenti. Questo contesto testimonia quindi la frequentazione della fascia circolare compresa tra il muro di cinta interno e il “cerchio” intermedio identificato dalle indagini diagnostiche. Proprio in corrispondenza di questo cerchio, così come anche di quello più esterno e più ampio, negli ultimi giorni di scavo sono state aperte due piccole trincee trasversali, con l'intento di individuare la natura e la profondità di conservazione del deposito. I dati emersi da entrambe le trincee sembrano indicare la presenza non tanto di due elementi distinti, ma di un unico grande fossato circolare, di cui i due ampi cerchi individuati con le indagini diagnostiche rappresenterebbero le due sponde.
en In the third field season the excavations carried out in the previous years were extended, both in the central part of the site and in the area of the circular element which had been identified previously.

The investigations had demonstrated that the entire central area of the settlement was greatly disturbed by ploughing. In fact the uppermost layers identified by the excavations consist of the remains of a deposit most of which had been removed in the past. These are organic layers with a high proportion of archaeological finds, although lacking any useful elements for the reconstruction of the stratigraphy. However, beneath these deposits the excavations revealed the most recent occupation levels of the site, characterized by post holes, arranged in a north/east-south/west orientation. Beneath these deposits, the excavations identified evidence which seems to represent the latest frequentation of the site, characterized by post holes which, on the basis of the evidence so far, are also arranged north/east – south/west. Therefore the recent results confirm that which had already emerged from earlier field seasons, in other words that this frequentation follows a consistent levelling of the area with gravel fills. To the east of the post holes, a fill and the cut of a large robber ditch was identified on the basis of the presence of lime and mortar in the layer of the fill. This has no direct relationship with the earlier stratigraphy, and moreover can still not be related to a precise relative sequence.

However, it seems to be clear that this was a foundation or robber trench represents the perimeter of a great quadrangular structure (only partially brought to light) oriented east-west and located exactly at the centre of the hill. Inside the structure some hearths have been identified, with burnt earth and much charcoal and burnt bone, Although it is impossible to hypothesize as to the nature and function of this structure, the topographic relationship with the rest of the settlement should be highlighted, in particular the relationship with the smaller circular element which occupies more than half of the internal space.

As regards the defensive structure, the 2009 season has recovered important information which confirms the existence, at least in one phase of its use, of a walled circuit, characterized by a thick cement foundation and whose walls may have been in perishable material. In the area outside this wall the 2007 field season discovered the remains of a robber trench/foundation of a hypothetical structure. This season has identified the clear remains of the perimeter of the structure, which unfortunately is only partially conserved (a little more than half). Part of the northern and southern walls of the structure have been identified, and the entire western wall (6 metres long): within the perimeter various layers relating to a series of beaten earth floors have been identified, con silt sediments, and layers of lime and sand which are often reddened. This context, therefore, demonstrates the frequentation of the circular strip between the internal walled circuit and the intermediate “circle” identified by the excavations. Precisely at the point linking these two circles, as in those larger examples on the exterior, in the final days of the excavation two small trenches were opened, aimed at clarifying the nature and the depth of the conservation of the deposit. Rather than indicating the presence of two distinct elements, they suggested the existence of a single great circular ditch, of which the two large circles identified by the excavations represent the two edges..
Summary Author
Lorenzo Marasco
Director
Stefano Campana
Funding Body
Comune di Scarlino

Media

Name
Castellina – Fatt. Vetricella
Year
2012
Summary
it L’ultima campagna di scavo si è svolta nei mesi di settembre-ottobre ed è stata strutturata soprattutto sottoforma di intervento di ripulitura/ripristino e parziale allargamento delle aree già scavate (rimaste non indagate nel corso della stagione 2010-2011), o come indagine di un nuovo settore posto a S delle zone scavate negli anni precedenti. Gli obiettivi principali di questa indagine erano costituiti dalla pulizia generale dello scavo per garantire una migliore manutenzione conservativa di quanto già messo in luce e dal tentativo di saggiare la consistenza archeologica del deposito a S dell’area centrale dell’insediamento, posto tra la cinta muraria e il fossato/canale individuato nel corso della campagna 2009.

Gli interventi di ripulitura e documentazione di quanto già messo in luce hanno consentito di chiarire molti dei rapporti tra gli elementi stratigrafici relativi al Settore 3, quello corrispondente al limite orientale delle attuali aree di scavo e caratterizzato dal rinvenimento di un’ampia porzione di muratura della cinta difensiva e dei resti di una struttura con canaletta di fondazione/spoliazione.

Nel caso di quest’ultima l’attività di pulizia delle stratigrafie ha consentito l’identificazione di diverse tracce agricole relative alle arature, che in questo punto hanno raggiunto profondità maggiori asportando in parte il deposito archeologico. Sul limite orientale questi tagli risultano intaccare un livello di matrice argillosa con pietrisco caratterizzato da un evidente grado di arrossamento per combustione, simile ad analoghi strati rinvenuti nelle campagne precedenti all’interno della canaletta dell’edificio. All’interno della struttura invece, oltre a riconoscere diverse unità stratigrafiche orizzontali con arrossamenti e presenza di malta biancastra, è stato asportato il livello di malta disfatta già individuato nelle precedenti campagne e che era stato interpretato come possibile livello di disfacimento. Al di sotto si è rinvenuto un contesto di focolare con estese tracce di annerimenti e arrossamenti del terreno, posto esattamente in corrispondenza della porzione centrale della parete sud-ovest dell’edificio.

Le indagini hanno poi portato all’apertura di un nuovo settore IV posto a sud dell’area centrale occupata dall’edificio di grandi dimensioni con l’individuazione del proseguimento della cinta muraria già individuata nel settore III e di tracce di frequentazione antropica riferibili all’ultima fase di vita dell’insediamento (quella rappresentata nell’area centrale dalle buche di palo). Sul limite nord del settore, subito al di sotto del livello di coltivo è stato riconosciuto un accumulo allineato di pietre di medie e grandi dimensioni, alcune delle quali ancora in posto, interpretabile come resto della prima cinta muraria. Si tratta di un allineamento leggermente curvilineo che analizzato nel suo sviluppo completo corrisponde perfettamente con l’andamento circolare della porzione di muro già individuata nel settore 3 e soprattutto con l’anomalia circolare più interna individuata grazie alle prime fotografie aeree. Nel centro del settore, inoltre, nell’area esterna a questa ipotizzabile cinta muraria è stato individuato un piano di calpestio e uno strato di frequentazione piuttosto organico e ricco di frammenti ceramici ed ossei (ossi animali). Forse in relazione a questa frequentazione sono stati messi in luce anche alcuni tagli di buche di palo, talvolta di medie dimensioni e con zeppe litiche, al momento però non riferibili ad alcuna planimetria precisa.
en This campaign concentrated on the cleaning/restoration and partial extension of previously excavated areas (that had not been investigated in 2010-2011), and the examination of a new sector situated south of the other areas. The main objectives were to clean the excavation in order to facilitate the maintenance of the exposed remains and to test the nature of the archaeological deposit south of the settlement’s central area, between the curtain wall and the ditch/channel identified in 2009.

The cleaning and recording of the earlier excavations clarified many of the relationships between the elements in the stratigraphy in Sector 3, corresponding with the eastern edge of the present excavation areas and characterised by the discovery of a large section of the curtain wall and remains of a structure with a foundation/robber trench.

The new sector IV was opened south of the central area occupied by the large building. Here, the continuation of the curtain wall, already identified in sector III, and traces of the settlement’s final occupation phase (that represented in the central area by post-holes) were exposed. At the northern edge of the sector, immediately below the plough soil, there was a row of medium to large stones, some of which still in situ, interpretable as the remains of the first curtain wall. The line was slightly curved, and corresponded perfectly with the circular portion of the wall already seen in sector III and, above all with the circular anomaly further towards the interior identified by aerial photographs. A floor surface and an occupation layer were exposed at the centre of the sector, in the area outside of the suggested curtain wall. The layer was fairly homogeneous and rich in pottery and animal bone fragments. A number of post-holes were exposed, some of medium size and containing stone wedges, which at the moment cannot be attributed to a particular structure.
Summary Author
Lorenzo Marasco
Director
Stefano Campana
Funding Body
Comune di Scarlino

Media

Name
Castellina – Fatt. Vetricella
Year
2013
Summary
it La VI campagna di scavo condotta sul sito di Castellina-Vetricella, effettuata nelle ultime settimane del mese di giugno e nelle prime due settimane del mese di settembre 2013, è stata strutturata soprattutto come intervento di gestione di alcuni degli elementi stratigrafici emersi nella campagna precedente e come allargamento in estensione in vista di successivi affondi di scavo.

L’obiettivo principale della campagna infatti è stato quello di procedere alla rimozione di alcune delle stratigrafie già individuate e parzialmente indagate negli anni precedenti (localizzate in particolare nei settori III e IV) e nell’apertura di nuove porzioni di scavo con la rimozione estensiva dello strato di humus/coltivo presente (in modo da facilitare le successive operazioni di scavo stratigrafico previste per la prossima campagna).

Per questa campagna si è invece preferito sospendere le attività di indagini che riguardavano i settori I/II, dove lo scavo si era particolarmente concentrato nelle passate campagne, al fine di raggiungere una visione più ampia e coerente del contesto stratigrafico a cui appartengono gli elementi già messi in luce, riferibili soprattutto alla prima fase di occupazione del sito.

Nel settore III si è proceduto alla rimozione delle stratigrafie interne alla struttura rettangolare individuata in passato e che costituivano di fatto il piano di calpestio interno al perimetro delimitato dalla canaletta di fondazione. Si tratta di strati già individuati e analizzati nelle campagne precedenti e la cui rimozione ha messo in luce un livello di terreno a matrice sabbiosa di formazione apparentemente naturale.

Come nuovo intervento, invece, nella porzione sud del settore è stato eseguito un allargamento estendendo il limite dell’area di scavo verso sud per circa 3 m, rimuovendo il solo strato di coltivo e arrestando lo scavo ad una quota fittizia, non corrispondente ad elementi stratigrafici antichi, tale da preservare il deposito sottostante e da consentirne un successivo scavo stratigrafico.
L’attività svolta nel vicino settore IV, invece, ha comportato la rimozione degli strati di riempimento di alcune buche individuate l’anno precedente (identificabili come buche per l’infissione di sostegni lignei) e costituiti perlopiù da terra friabile, a matrice limo-sabbiosa, contenente carboni e pietrame.

Analogamente a quanto eseguito nel settore III, anche in questo caso è stato condotto un intervento di allargamento con scavo manuale dell’intero settore, con ampliamento dei limiti di scavo sia verso est che verso sud. In questo caso la strategia di scavo mirava a predisporre la successiva indagine di due porzioni del sito potenzialmente interessanti per la comprensione dei quali strutture fossero presenti nella fascia esterna dalla cinta muraria. L’estensione dello scavo, infatti, ha mirato ad allargare l’indagine sia in direzione del vicino settore III, in previsione di una loro unificazione successiva, sia in direzione di quella che dalle fotografie aeree sembra interpretabile coma la zona di ingresso/accesso al fossato che circonda l’insediamento.
en The 6th excavation campaign on the site of Castellina-Vetricella mainly concentrated on the management of several stratigraphic elements that emerged during the previous campaign and on the extension of the excavation area. In fact, the main objective was the removal of several partially investigated contexts (mainly situated in sectors III and IV) and the opening of new areas through the removal of the layers of humus/agricultural soil (in order to facilitate new excavations next season).

Excavation in sectors I/II were suspended in order to achieve a more coherent view of the context to which the exposed elements belong, in particular those relating to the first occupation phase.
In sector III, the layers inside the previously identified rectangular structure were removed, which constituted a floor surface delimited by the foundation trench. This stratigraphy had already been identified and analysed during previous campaigns and its removal exposed a level of soil with a sandy matrix, apparently natural.

In the south sector, the excavation area was extended towards the south for about 3 m, removing the agricultural layer and halting the excavation at a level that did not correspond with any elements of the ancient stratigraphy, in order to preserve the underlying deposit until subsequent excavation.

In nearby sector IV, the fill was removed from several postholes. It was mainly constituted by friable soil with a sandy-silt matrix, containing charcoal and stones. As in sector III, the excavation area was also extended towards the east and south. In this case, the strategy was to prepare the area for the subsequent excavation of two sections of the site that could potentially reveal evidence of the structures present outside the city wall. In fact, the extension of the excavation aimed to investigate both in the direction of nearby sector III (they will eventually link up), and in the direction of what aerial photographs suggest was the entrance/access to the ditch surrounding the settlement.
Summary Author
Lorenzo Marasco
Director
Stefano Campana

Media

Name
Castellina – Fatt. Vetricella
Year
2016
Summary
it Il primo intervento di scavo della nuova ricerca ha corrisposto ad un allargamento piuttosto esteso dei settori indagati, con l’obiettivo di predisporre un’unica grande area di scavo e di rimuovere i livelli di coltivo sulla porzione corrispondente al cerchio più piccolo dei tre elementi difensivi circolari. Al termine di tale operazione si è proceduto a selezionare alcuni singoli interventi di scavo, distribuiti sempre tenendo come riferimento la griglia di suddivisione dell’intero sito, già impostata nel corso della campagna 2009. Tra gli interventi programmati sono stati eseguiti in particolare quelli connessi con il completamento delle indagini già eseguite nelle campagne precedenti e rimaste in alcuni casi da concludersi. Tra queste, si evidenziano in particolare lo scavo, nell’area del precedente settore III, della struttura con canaletta di fondazione a trave dormiente, di cui lo scavo ha potuto confermare la funzione di ambiente per le attività siderurgiche, e lo scavo nella zona centrale del sito (precedente settore I) della fossa di spoliazione e dei livelli pavimentali del grande edificio centrale.

Per quanto riguarda l’indagine dell’area centrale del sito, invece, lo scavo ha permesso di mettere in luce nella sua interezza il perimetro quadrangolare del grande edificio turriforme intorno al quale sembra che sia stato impostato tutto l’insediamento. Dell’edificio è stata individuata la planimetria quadrangolare testimoniata da un’ampia fossa di spoliazione, che ha di fatto asportato quasi interamente un probabile basamento in muratura e parte dei quattro sostegni lignei angolari. L’ambiente interno ha restituito diversi lacerti di livelli pavimentali sovrapposti, ampiamente asportati dalle arature di età moderna, oltre ad alcune biche per supporti lignei e due focolari parzialmente interrati.

Lo scavo è proseguito anche nell’area esterna alla torre, in particolare nella porzione ovest e sud, dove sono stati individuati imponenti livelli di risistemazione dell’area, da mettere in relazione alle opere costruttive della cinta muraria. Sebbene al momento in questa parte dello scavo l’indagine si sia arrestata ai contesti esposti, in più punti dell’area studiata sono emersi elementi stratigrafici di fasi più antiche, testimoniate al momento da stratigrafie in negativo interpretabili come focolari e buche per elementi lignei. Tra questi, sembra attribuibile ad una fase antica anche il rinvenimento, sempre nella fascia di area esterna all’edifico turriforme, di diverse buche di notevoli dimensioni disposte a formare un anello circolare più interno del fossato difensivo e forse interpretabili come resti di una palizzata lignea.

L’altra porzione del sito interessata da un’approfondita attività di indagine è quella che si colloca tra l’elemento della cinta muraria e i due fossati difensivi più esterni, indagata in particolare nella porzione orientale già parzialmente messa in luce dall’apertura del vecchio settore III e dalle trincee esplorative scavate nella campagna 2009. In questo caso lo scavo ha visto la rimozione tramite mezzo meccanico dei livelli di arativo e dei riempimenti più recenti dei fossati difensivi concentrici, consentendo di riconoscerne le caratteristiche morfologiche e la sequenza degli strati che ne hanno determinato l’abbandono.
en During the first intervention, the excavated sectors were substantially enlarged with the aim of creating a single open excavation area and removing agricultural levels on the portion corresponding with the smallest of the three circular defensive elements. At the end of this intervention, the excavation areas were chosen, all within the site grid that was laid out in 2009. In particular, work was undertaken to complete unfinished areas from previous seasons. In former sector III, a structure with a sleeper beam was excavated, which confirmed the room was used for iron working, and in the central zone of the site (formerly sector I) a robber trench and the floor levels of the large central building were investigated.

In the central part of the site, the excavations revealed the entire quadrangular perimeter of the large tower-shaped building around which it appears that the settlement was built. The building’s quadrangular plan was attested by a wide robber trench, which had almost completely removed a probable masonry base and part of its four timber corner posts. Inside the structure, there were several overlying patches of floor surfaces, badly damaged by modern ploughing, in addition to several postholes and two partially sunken hearths.

Investigations continued in the area outside the tower, in particular the west and south zones where there were substantial layers relating to the reorganisation of the area when defensive walls were constructed. Although at present excavation in this area has stopped at the exposed contexts, in several parts of the investigated area stratigraphy negative evidence from earlier phases emerged, interpretable as hearths and holes for timber elements. In the area outside the tower, several large postholes forming the innermost circle of the defensive ditch, interpretable as the remains of a palisade, also appear datable to an earlier phase.

Intensive investigations were also undertaken on the part of the site between the defensive wall and the two outermost ditches, in particular in the eastern section already partially uncovered in the former sector III and the test trenches excavated in 2009. In this case, a mechanical digger was used to remove the ploughsoil and latest fills from the concentric defensive ditches, revealing their morphological characteristics and the stratigraphic sequence relating to their abandonment.
Summary Author
Lorenzo Marasco

Media

Name
Castellina – Fatt. Vetricella
Year
2017
Summary
it La campagna di scavo 2017 ha visto la realizzazione di un ulteriore allargamento dell’area di indagine, per mettere in luce nella loro interezza i contesti stratigrafici individuati nel corso della campagna precedente.

Nella porzione centrale del sito sono stati rimossi i livelli del primo riporto artificiale, costituiti da strati di terra scura a composizione organica e matrice limo-sabbiosa. Sotto questi riporti è stato individuato il livello geologico di base, costituito da un livello di ghiaie compattate in una matrice limosa, identificate come corpo di un’antica conoide. Sul piano di rasatura di questo terreno naturale sono emerse alcune buche per probabili sostegni lignei ed alcune fosse, una delle quali caratterizzata dai resti di una consistente attività di fuoco (con livelli di carbone e rubefazione delle pareti). Si tratta al momento delle tracce più antiche rinvenute nelle stratigrafie del sito, che necessitano di essere analizzate su una maggiore estensione di superficie. Nel primo settore esterno indagato (Settore I) si è proceduto alla rimozione dei livelli agricoli moderni, fino alla messa in luce di una prima quota di stratigrafie meglio conservate. Qui è stato possibile identificare un’intensa fase di riassetto della quota di frequentazione (con interventi di livellamenti e massicciate) e l’allestimento di una serie di elementi strutturati, con parziale uso di muratura e materiale deperibile. Trattandosi di stratigrafie intaccate dalle arature moderne non è risultata sempre agevole la lettura stratigrafica, sebbene resti possibile collegarle ad attività di lavorazione del ferro.

Nell’adiacente Settore II l’indagine 2017 ha ulteriormente messo in luce il contesto relativo all’uso cimiteriale dell’area, individuato parzialmente già nella precedente campagna e che adesso ha restituito indicatori di una considerevole consistenza. Le sepolture scavate hanno restituito i resti di individui di diverso genere e differenti età, con una particolare presenza di individui sub-adulti nella porzione nord del settore. Lo scavo del Settore III, posto subito a sud del precedente, si è sviluppato per comprendere le modalità di destrutturazione del basamento murario già analizzato nelle precedenti campagne (allestito dopo la metà del X secolo sopra la tombatura del fossato interno). Lo scavo dei differenti livelli di interramento ha potuto evidenziare i resti di due differenti fasi costruttive del basamento in muratura, caratterizzate dalla sostituzione di una più antica fase con pietre a secco e sostegni lignei, con una successiva fase di muratura con malta.

L’ultimo settore ad essere stato indagato corrisponde alla porzione sud-occidentale dello scavo (Settore IV), posta di fronte all’edificio turriforme. In questo settore lo scavo ha ulteriormente confermato la presenza di un livello di sistemazione con una sorta di massicciata in pietrame sui livelli di abbandono del fossato. La rimozione di queste stratigrafie ha evidenziato una prima serie di livelli di riempimento del fossato difensivo, tra i quali in particolare è stato possibile distinguere un livello di rivestimento costituito da una superficie di malta di calce. All’esterno di quest’area, lo scavo ha individuato al di sotto della regolarizzazione già indicata, i resti di una prima possibile struttura connessa alla lavorazione metallurgica, caratterizzata da una fossa subcircolare con pareti rubefatte.
en The 2017 campaign saw the extension of the excavation area in order to completely expose the stratigraphic contexts identified last season.

The first levels of dumped material, made up of dark organic soils with a sandy-silt matrix, were removed in the central part of the site. Below lay the base geological level, constituted by a layer of compact gravel in a silty matrix, identified as the body of an ancient conoid/alluvial fan. There were several postholes and pits in the smoothed surface of this natural terrain. One of The remains in one of the pits (layers of charcoal and reddening of the walls) showed it had been used for fires. These are the earliest traces found to date within the site’s stratigraphy, which needs to be examined over a greater surface area. In the first external sector investigated (Sector I), work continued to remove the modern agricultural layers down to the first layer of better-preserved stratigraphy. Here an intense phase of alteration to the occupation level (with levelling and make ups) was identified, which involved the creation of a series of structural elements, with the partial use of masonry and perishable materials. As modern ploughing cut the stratigraphy it was difficult to interpret this context, although it can be related to iron working.

In the adjacent Sector II, work continued on exposing the context relating to the funerary use of the area, partially identified last year, which produced significant archaeological evidence. The excavated burials contained the remains of individuals of different ages and sex, with a particular presence of sub-adults in the northern part of the area. Sector III, immediately south of II, was excavated in order to understand how the wall footing (investigated in earlier seasons) was destroyed (built after the mid 10th century on top of the fill in the inner ditch). The excavation of the different layers of fill revealed the remains of two different construction phases of the masonry-built base, characterized by the substitution of an earlier phase dry-stone and timber post construction with a later phase in masonry and plaster.

The last sector investigated corresponded with the south-western area of the excavation (Sector IV), situated in front of the tower-shaped building. Here, the excavation confirmed the presence of a level of reorganization of the area with the presence of a sort of gravel make up over the abandonment layers in the ditch. The removal of this stratigraphy exposed a first series of layers filling the defensive ditch, which included a lining made up of lime mortar. Outside this area, below the levelling mentioned above, the excavation identified the remains of a first structure possibly associated with metalworking, characterized by a sub-circular pit with reddened walls.
Summary Author
Lorenzo Marasco

Media

Name
Castellina – Fatt. Vetricella
Year
2018
Summary
it La campagna di scavo 2018 è stata impostata con l’obiettivo non tanto di allargare le aree di indagine precedentemente predisposte, quanto di procedere ad un approfondimento mirato in alcuni specifici contesti stratigrafici. La finalità di ricerca, infatti, è stata individuata nella migliore e più approfondita comprensione delle principali dinamiche storiche del sito, ed in particolare nella ricostruzione di una sequenza stratigrafica il più possibile ancorata a riferimenti di cronologia assoluta precisi. Per l’individuazione di stratigrafie riferibili alle prime fasi di occupazione del sito di Vetricella si sono indagati in particolare i Settori II e III, nelle aree immediatamente a ridosso del centro rilevato dell’insediamento. Qui, infatti, già nel corso della campagna di scavo 2017 erano state raggiunte alcune prime stratigrafie riferibili ad un periodo precedente all’impianto dei fossati concentrici e della grande struttura turriforme centrale. Nel corso dell’indagine si è inoltre proceduto a rimuovere anche le ultime stratigrafie di frequentazione dell’ambiente interno della torre, risultate ricche di materiali ed indicatori di vita. Lo scavo dei due settori ha consentito di individuate i resti di una chiara frequentazione con strutture in materiale deperibile, testimoniata da allineamenti di buche di palo concentrate nella parte centrale del sito e collegabili ad analoghe testimonianze materiali emerse nel corso della precedente campagna.

L’indagine è poi proseguita nelle porzioni poste a cavallo del fossato interno, sia nell’area immediatamente a sud del rilievo centrale (Settore IV) sia nel precedente Settore III, posto ad est e già ampiamente indagato in precedenza. In questo caso lo scavo ha avuto come obiettivo primario sia il raggiungimento dei livelli stratigrafici più antichi, possibilmente antecedenti per rapporto stratigrafico con la realizzazione del taglio del fossato, sia la definizione delle modalità di occupazione sviluppatesi nella parte esterna.

Le stratigrafie individuate hanno rivelato una reiterata occupazione, a carattere non propriamente abitativo, quanto connesso a differenti forme di attività produttive. In questo caso l’indagine è risultata utile per aiutare a definire il carattere materiale di possibili attività di lavorazione del ferro, di cui sono stati rinvenuti diversi indicatori.

Infine, l’indagine stratigrafica si è concentrata nell’area compresa tra il Settore II ed il Settore III, caratterizzata principalmente dalla presenza di un’estesa zona ad uso cimiteriale collocabile al momento tra la fine del X e gli inizi dell’XI secolo. Si tratta di un’area già parzialmente indagata nel corso della campagna di scavo 2017, quando è emersa chiaramente la presenza di un edificio in materiale deperibile e un intenso utilizzo del terreno circostante come luogo di sepoltura. La campagna di scavo appena conclusa ha previsto una prima fase di ampliamento in direzione nord, per verificare la reale estensione dello spazio destinato alla funzione cimiteriale ed una seconda fase di approfondimento in corrispondenza delle porzioni già indagate, per individuare eventuali sepolture più antiche. Sulla base della sequenza stratigrafica generale del contesto si è proceduto, inoltre, alla selezione di quattro campioni osteologici da sottoporre a successiva analisi radiocarbonica, così da definire ulteriormente gli estremi cronologici assoluti della frequentazione.
en The 2018 campaign aimed to deepen the excavation in specific stratigraphic contexts in order to improve the understanding of the site’s principal historical dynamics, and in particular the reconstruction of a stratigraphic sequence that is anchored as closely as possible to absolute dates. Excavation took place in sectors II and II, in the areas adjacent to the centre of the settlement in order to identify the stratigraphies relating to the first occupation phases on the site of Vettricella. In fact, during the 2017 campaign the first layers relating to the period preceding the construction of the concentric ditches and the large central tower-like structure were identified here. During the excavations, the latest occupation layers, rich in archaeological material, were removed from inside the tower. The excavation of the two sectors revealed the remains of structures made of perishable materials, attested by rows of postholes concentrated in the central part of the site and that can be associated with similar materials that emerged during the previous season.

Excavation then continued in the area saddling the internal ditch, both immediately south of the central hump (Sector IV) and in the preceding Sector III, situated to the east and already widely investigated. In this case, the excavations aimed to reach the earliest levels, possibly predating the creation of the ditch, and to define the type of occupation that developed in the exterior area.

The identified stratigraphy revealed repeated occupation connected with production activities. In this case, the investigation was useful for defining the nature of the materials possibly associated with iron working, of which several indicators were found.

Lastly, the excavations concentrated on the area between Sector II and Sector III, mainly characterised by the presence of an extensive cemetery area dating to between the late 10th and early 11 century. This area was partially investigated in 2017, when a building in perishable materials was identified and the use of the surrounding area for funerary purposes was documented. This season’s campaign began by extending the excavations to the north, in order to verify the size of the cemetery area and then excavation took place at specific point to identify the earliest burials. Based on the general stratigraphic sequence of the context, four osteological samples were taken for radiocarbon dating, in order to further define the absolute chronology of the site’s occupation.

Media

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    S. CAMPANA, M. DABAS, L. MARASCO, S. PIRO S., D. ZAMUNER, 2009, Integration of remote sensing, geophysical surveys and archaeological excavation for the stud y of a medieval mound (Tuscany, Italy) , «Archaeological Prospection», volume 16 Issue 3, Wiley and Sons: 167-176
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    S. Campana, R. Francovich, L. Marasco, 2006, Remote sensing and ground - truthing of a Medieval Mound (Tuscany – Italy) , BAR Iternational Series 1568, 2006, “From Space to Place” – 2nd International Conference on Remote Sensing in Archaeology: 491-493.

Location

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Scarlino Scalo
Easting
10.816742
Northing
42.955092