Name
Masseria del Gigante
Date Range
900 BC – 800 BC
520 BC – 100
300 – 1500

Seasons

  • AIAC_2089 - Masseria del Gigante - 2001
    Gli scavi condotti nella parte Sud-orientale del Foro, dove nella Masseria del Gigante si era rivelata la presenza di un tempio di età imperiale, hanno confermato la tipologia del complesso come una corte rettangolare chiusa e porticata con tempio su alto podio al centro del lato corto. I confronti con il cosiddetto “tempio col portico” della stessa città sono molto stretti. Tra i rinvenimenti si segnala l'ampio frammento di una statua iconica femminile panneggiata, in marmo insulare, che riproduce un tipo di IV secolo a.C., già probabilmente collocata in una nicchia semicircolare ricavata nella parete di fondo del lato Nord. La cronologia resta probabilmente da porre in età domizianea, nell'ambito del rinnovamento che interessò Cuma in conseguenza dell'apertura della nuova via Domitiana. Il crollo di un altro interessante edificio è di recente emerso a Nord della Masseria del Gigante, nell'angolo Sud-orientale del Foro. Si tratta di una struttura in _opus quadratum_ di tufo con colonnati dorici nel primo ordine e ionici nel secondo, con intradossi degli archi decorati da rosette. Questa facciata monumentale era ornata da balaustre figurate ad altorilievo che sembrano riprodurre in architettura il gusto dei prospetti di II stile (si pensi, ad esempio, alla villa di Oplontis). La tecnica edilizia in _opus quasi reticulatum_ dei muri degli ambienti che si sviluppano alle sue spalle richiama quella della cosiddetta “aula sillana” nella stessa città e rinvia alla medesima datazione tardo-repubblicana.
  • AIAC_2089 - Masseria del Gigante - 2002
    La continuazione dello scavo ha rivelato che, alle spalle del porticato, lo spazio era delimitato da ambienti coperti con volta a botte. Se ne sono esplorate tre sul lato meridionale, le quali sono risultate costruite in opera reticolata con catene angolari in mattoni; tutte avevano all'interno degli antichi pozzi con la canna in opera isodoma. Il più interessante di tali ambienti si è rivelato il terzo ad ovest, per l'impianto, in età augustea, di un ninfeo monumentale, con un vestibolo pavimentato in marmo ed il tramezzo delimitante il serbatoio adorno di una mostra di fontana, con bocca configurata a testa di Medusa, ed un'epigrafe che ricordava le benemerenze dei Luccei quali finanziatori della costruzione di un tratto di acquedotto. Il ninfeo venne inoltre decorato con un mosaico in pasta vitrea, di cui si sono rinvenuti frammenti negli strati di crollo, e con una scultura poggiante su una finta roccia in tufo grigio; ai lati dell'ingresso, vennero collocate due lesene su ricche basi modanate in marmo bianco.
  • AIAC_2089 - Masseria del Gigante - 2005
    Si è eseguito un saggio di scavo presso l’angolo destro della scala di accesso al podio del tempio già precedentemente scavato. Nonostante un poderoso sbancamento, i materiali documentano un’ininterrotta presenza insediativa fin dal primo impianto della colonia. È stato anche rinvenuto un settore della necropoli della fine del IX sec. a.C. Un altro intervento si è avuto nel settore sud-est del portico del Foro, con il recupero di due ambienti a pianta rettangolare in opera reticolata e volte in cementizio, conservate integralmente sino al livello del piano superiore del portico. Si tratta di _tabernae_, il cui fronte d’accesso dal porticato è stato ristretto in età tardo antica (IV-V sec. d.C.). E’ stato poi completato lo scavo del tratto di portico compreso tra l’angolo sud-est dell’area forense e il passaggio tra la piazza antistante il tempio della Masseria e il Foro stesso; vi sono state messe in luce quattro colonne del porticato in tufo grigio e un basamento addossato alla crepidine del colonnato, probabilmente destinato alla esposizione di statue. La fase di abbandono dell’area è segnata da una deposizione doppia che si addossa al lato nord del grosso basamento. E’ stata infine riportato alla luce anche il settore del portico meridionale del Foro, comprendente il varco di accesso dalla piazza rettangolare, su cui si affaccia il complesso della Masseria. L’ingresso al Foro è segnato dalla presenza di un arco monumentale ad un fornice, in opera cementizia rivestita da spesse lastre di calcare. Lo scavo delle _tabernae_ lungo il lato meridionale ha confermato che le strutture tardo repubblicane insistono direttamente sulle fondazioni in opera quadrata del primo impianto della piazza (inizio III sec. a.C.). Le prime _tabernae_ ad ovest dell’accesso risultano ristrutturate in età augustea in forma di vestibolo con un’ampia gradinata. A S, è un edificio di cui si è riportata alla luce la facciata orientale, costituita da una terrazza su podio delimitata da una ringhiera, che introduceva ad un vasto chalcidicum, pavimentato in cocciopesto; una iscrizione, rinvenuta nei pressi, ci fa ipotizzare che si tratti di un edificio termale. In epoca tardo antica sia la terrazza che la rampa d’ingresso furono rese praticabili ai carri grazie all’impiego di strati di sabbia costipata; il Foro subisce una radicale ridefinizione funzionale, in cui appare vistosa l’attività estrattiva di materiali edilizi. Nell’area sono stati rinvenuti resti delle sculture onorarie che affollavano i portici, tra cui una statua ritratto, acefala, del tipo Grande Ercolanese, e una, sempre acefala, di fanciullo togato con bulla. (I sec. d.C.)
  • AIAC_2089 - Masseria del Gigante - 2006
    L’intervento ha interessato l‘area a O del Tempio con Portico consentendo una lettura diacronica dell’occupazione degli spazi nella città bassa a partire dall’età alto-arcaica fino ad età tardo-antica. E’ stata individuata, infatti, una diffusa occupazione dell’area a partire già dalla prima età arcaica, cui fa riscontro una prima struttura di carattere abitativo conservata soltanto su tre lati con orientamento N/E – S/O e un piano di calpestio interno con focolare centrale. La struttura si inquadra in un orizzonte cronologico che si colloca tra l’ultimo quarto dell’VIII e l’inizio del VII secolo a.C. Dunque, per questa fase, si definisce chiaramente un utilizzo a carattere abitativo degli spazi che perdura fino agli inizi del VI sec. a.C. Nel corso della seconda metà del VI sec. a.C. tutta l’area subisce una radicale trasformazione, assumendo un carattere monumentale ed una funzione pubblica. Una interessante testimonianza del cambiamento è documentata nel settore S, dove è stata individuata una fossa riempita con uno scarico votivo ed è stato intercettato una parte di un muro in ortostati, pertinente ad un edificio monumentale che prospettava sul lato N, databile tra la fine del VI e l’inizio del V sec. a.C. L’area nel corso del V e fino alla fine del IV sec. a.C. viene sempre più caratterizzata nelle sue funzione pubbliche e cultuali con strutture e apprestamenti di tipo votivo. Nei decenni iniziali del III sec. a.C. si registra una radicale trasformazione funzionale dell’area: le strutture con funzione sacra vengono, infatti, rasate pressappoco alla stessa quota e tagliate per l’impianto di un imponente muro di terrazzamento, funzionale alla sistemazione della zona a Sud del Foro, nell’ambito di un più ampio progetto di monumentalizzazione che coinvolge tutta l’area forense. Tra la fine del II e l’inizio del I sec. a.C. viene costruita, nel settore Nord, una fontana di forma circolare, coerente con un frustulo di pavimento mosaicato individuato appena all’esterno dell’area esplorata che documenta la ristrutturazione di questo spazio pubblico, prospiciente il _Capitolium_ in età repubblicana. La prima età imperiale fa registrare una ulteriore monumentalizzazione dell’area, con la costruzione di nuovi edifici e una regolarizzazione dell’andamento della piazza sul lato Sud. Una imponente struttura porticata viene edificata sul lato Ovest del Tempio con Portico; di essa sono stati messi in luce solo i lati perimetrali Est e Nord. La fondazione in opera cementizia ingloba strutture preesistenti e livelli di crollo di murature in blocchi di tufo squadrati. Su questo portico prospettavano due ambienti absidati con alzato in _opus reticulatum_ e pavimento mosaicato; ad essi, come pure all’area porticata, si accedeva dal Foro tramite una scala in trachite. In età tardo-antica, in seguito alla distruzione dell’edificio porticato, nell’area si registra la presenza di sepolture alla cappuccina e una sepoltura ad _enchytrismos_ , pertinenti ad un lembo di necropoli cristiana.
  • AIAC_2089 - Masseria del Gigante - 2008
    La prosecuzione delle indagini sul versante sudorientale dell’area a O del Tempio con Portico ha consentito di confermare una diffusa occupazione di età arcaica in tutta l’area; a questa fase è riferibile un muro a doppio paramento in blocchi di tufo giallo pertinente ad una struttura articolata che, sul lato meridionale, conservava la traccia di una soglia; il muro è stato messo in luce per ca. 8,63 m. Il carattere abitativo della zona è documentato da un lembo di piano di calpestio relativo al periodo compreso tra la fine del VII e l’inizio del VI sec. a.C. Anche in quest’area è stata documentata la continuità di vita con profonde trasformazioni, così come già evidenziato nelle precedenti campagne di scavo. Alla fine del III sec. a.C. è riferibile un muro di recinzione, messo in luce per circa 15 m, con andamento N/S. La struttura, priva di fondazione, poggia direttamente su un piano livellato, compattato per regolarizzare il terreno e finalizzato all’impianto di nuove realtà strutturali. Tra la fine del I sec. a.C. e l’inizio del I sec. d.C., tutte queste realtà preesistenti vengono rasate e livellate e viene realizzata un’imponente struttura monumentale con portico, parzialmente messa in luce nel corso delle precedenti indagini. Questa struttura monumentale rimane in funzione fino ad età tardo antica quando viene sistematicamente spoliata. L’area in età tardo antica è progressivamente abbandonata e gli spazi vengono utilizzati per la realizzazione di piccole vasche, probabilmente con funzione artigianale, e di canalette che in parte riutilizzano il sistema di canalizzazione delle acque di età imperiale. Questa nuova occupazione avviene dopo una sistematica distruzione e smontaggio dei monumenti preesistenti relativi alla fase imperiale, per il recupero di materiali da costruzione. Tali apprestamenti, funzionali ad un impianto artigianale , hanno una durata limitata nel tempo e vengono rapidamente abbandonati; l’area ancora una volta cambia destinazione d’uso, come è testimoniato dalla presenza, in questa zona, di un lembo di necropoli cristiana con una presenza piuttosto fitta di sepolture, da mettere in relazione con quelle individuate sul versante orientale nel corso dello scavo del 2006. Le dieci sepolture individuate sono riferibili quasi esclusivamente ad una sola tipologia, sono difatti tombe alla cappuccina coperte accuratamente con tegole e coppi di rivestimento. Si tratta prevalentemente di tombe di adulti, fatta eccezione per una tomba alla cappuccina di piccole dimensioni, oltre a una sepoltura ad _enchythrismos_ .
  • AIAC_2089 - Masseria del Gigante - 2009
    Le indagini hanno consentito di individuare, a S/O del muro di terrazzamento che delimita il fronte meridionale del Foro, una fossa, riferibile ad un’area cultuale, che conteneva vasi miniaturistici in argilla depurata acroma. All’interno della stessa fossa la presenza di numerosissime valve di conchiglie potrebbe testimoniare l’uso di consumare pasti comuni nel corso di particolari rituali. Il notevole ampliamento dell’area di scavo in direzione N ha consentito di definire la planimetria complessiva del portico, messo parzialmente in luce nel corso delle due precedenti campagne di scavo. L’impianto, a pianta rettangolare, di m, presenta lo stesso orientamento del grande muro di terrazzamento che delimita la fronte meridionale del Foro. La fondazione è in opera cementizia e ingloba strutture preesistenti, con livelli di crollo di murature in blocchi di tufo squadrato. Affogati nella malta della struttura sono riconoscibili molti frammenti di decorazione architettonica, riferibili probabilmente alla fase più antica del portico del Foro, in tufo giallo. Sul livello di fondazione poggiano blocchi rettangolari in tufo giallo che costituivano le basi di colonne doriche in laterizio, stuccate. Il portico ha conosciuto una fase in cui il colonnato era realizzato in colonne di tufo, come si desume da alcune impronte di basi in tufo, individuate sul lato S/E dell’impianto. In età tardo-antica l’intero edificio viene rasato e smantellato, con una quasi completa asportazione dei livelli pavimentali.
  • AIAC_2089 - Masseria del Gigante - 2010
    Lungo il lato meridionale della piazza triangolare, nel foro di Cuma, è stato messo parzialmente in luce un edificio che si articola in diversi ambienti; l’edificio è databile tra la fine del II e il I secolo a.C.; si conservano i livelli di preparazione dei piani pavimentali, costituiti da scapoli di tufo messi in posa a secco, e frustuli del livello pavimentale, costituito da un tappeto musivo, centrale, con catena di rombi, inquadrato da una decorazione a meandro di svastiche. L’edificio non subisce sostanziali trasformazioni in epoca successiva, fatta eccezione per alcuni rifacimenti delle strutture murarie che si collocano nel corso del I sec. d.C. Sul lato occidentale dell’impianto si snoda un asse viario orientato S/O-N/E, in direzione dell’acropoli, definitivamente defunzionalizzato in età tardo antica, quando l’intera area comincia ad essere colmata con scorie di metallo, residui di un’attività artigianale che doveva svolgersi nelle immediate vicinanze. L’edificio e il tracciato viario, in seguito al definitivo abbandono, sono in parte occupati da due sepolture alla cappuccina e una ad _enchytrismos_ , che vanno raccordate al lembo di necropoli di circa 20 tombe, messo in luce sul lato E dell’edificio nelle precedenti campagne di scavo. Sull’intera area del saggio, ma soprattutto sul versante meridionale, le attività agricole svolte fino alla prima metà del secolo scorso, con la realizzazione di lunghe trincee per l’impianto di colture vitivinicole, hanno ulteriormente compromesso le strutture antiche.
  • AIAC_2089 - Masseria del Gigante - 2011
    L’intervento del 2011 ha interessato il settore sudoccidentale del Foro di Cuma, consentendo di esplorare parte di un edificio, che si articola in diversi ambienti, parzialmente messo in luce nel corso delle indagini svolte nel 2010. La lettura planimetrica della fase più antica, che si colloca tra la fine del III e gli inizi del II secolo a.C., non è agevole, a causa dei successivi rifacimenti delle strutture murarie e delle sovrapposizioni dei livelli pavimentali. Nella parte centrale del saggio, tra gli ambienti 3 e 4 un pavimento in cocciopesto, con scaglie sporadiche in terracotta e inserti irregolari in calcare (3,70 x 3 m), è tagliato, sul lato occidentale, a seguito della costruzione di un muro in opera incerta, con orientamento N/S; tra il lato occidentale dell’ambiente 3 e l’ambiente 2, è visibile un pavimento in cocciopesto, con tappeto centrale decorato a losanghe, inquadrato da una fascia con un puntinato di tessere in calcare. In questa fase si colloca l’impianto originario dell’asse viario orientato S/O-N/E, in direzione dell’acropoli, che fiancheggia l’edificio sul lato occidentale ed è delimitato da un filare di blocchi in tufo giallo; il livello stradale risulta tagliato sul lato orientale dalla costruzione di un muro in opera reticolata. Una fase riferibile alla fine del II secolo a.C. è documentata alle due estremità dell’edificio. Sul lato occidentale, in corrispondenza dell’ambiente 1, è stato individuato un pavimento in cocciopesto, con tappeto centrale costituito da una catena di rombi, inquadrato da una cornice in tessere di calcare (4,20 x 3 m). All’estremità orientale dell’edificio l’ambiente 5 presenta un pavimento con tappeto centrale musivo costituito da una catena di rombi, inquadrato da un motivo a meandro (2,60 x 3,50). Sul lato meridionale degli ambienti si registra la presenza di un’area aperta, probabilmente destinata a giardino. In una fase successiva, che si colloca tra la fine del II e il I secolo a.C., si assiste ad una ristrutturazione delle strutture, con conseguente radicale cambiamento nell’organizzazione degli spazi e un rialzo dei livelli pavimentali di circa 0.60 m. Gli ambienti, originariamente con il lato maggiore in direzione E/O, subiscono un cambiamento nell’orientamento, ortogonale rispetto al precedente impianto, con la costruzione di nuovi setti murari; a seguito di queste trasformazioni, la zona precedentemente destinata a spazio aperto sul lato meridionale, viene completamente occupata dalle nuove costruzioni I livelli pavimentali più recenti conservano le loro caratteristiche, sebbene risultino notevolmente compromessi sul lato meridionale, a causa di una sistematica spoliazione che, verificatasi a partire dalla fine del IV secolo d.C., culmina nel corso del V secolo d. C. con l’obliterazione definitiva delle strutture.
  • AIAC_2089 - Masseria del Gigante - 2012
    L’area indagata nel 2012 è occupata, probabilmente, da un isolato costituito da una complessa e articolata struttura abitativa. Le prime fasi di vita dell’impianto sono definite da una serie di ambienti che, allineati lungo il margine meridionale della piazza trapezoidale e paralleli al lato S del _Capitolium_, sono delimitati sul versante meridionale da uno spazio aperto, destinato probabilmente a giardino; questa prima fase edilizia è ben datata dai materiali in contesto alla fine del III secolo , inizi del II a.C. Nel corso dell’ultima campagna di scavo è stata individuata la fase più recente del complesso, che si colloca, cronologicamente, a partire dalla fine del I secolo a.C. e rimane in funzione fino alla seconda metà del I secolo d.C. La zona precedentemente destinata a spazio aperto, sul lato meridionale, viene completamente occupata da nuovi ambienti; intervengono ulteriori trasformazioni che definiscono la riorganizzazione, a carattere abitativo, del complesso, caratterizzato sul lato O da due ambienti separati da uno spazio centrale di ca. 2,60 m. Il nuovo impianto presenta un ingresso sul lato occidentale che prospetta sull’asse viario, orientato S/O-N/E, in direzione dell’acropoli. Il muro perimetrale dell’edificio, sul lato occidentale, presenta le due cortine in opera reticolata e ammorsature in vittato misto, con ricorsi alternati di blocchetti parallelepipedi in tufo e laterizi. Su questo lato si apriva l’ingresso all’edificio, inquadrato da due paraste in opera vittata e, probabilmente, sormontato da un architrave. L’edificio non sembra subire sostanziali trasformazioni nel corso della sua lunga vita, dalla fine del I al IV secolo d.C., quando si verifica il crollo di una parte delle strutture, a seguito di un evento sismico che causa il ribaltamento delle pareti. Al di sopra del crollo del complesso abitativo, nel corso del V secolo, vengono realizzati alcuni livelli di battuto, per livellare il terreno; su questi livelli si impiantano tre sepolture, concentrate sul lato occidentale, all’esterno dell’edificio; le sepolture sono a cassa in blocchi di tufo con cadavere inumato in posizione supina e sono prive di corredo.
  • AIAC_2089 - Masseria del Gigante - 2014
    L’area in cui sono state avviate le indagini archeologiche è posta nell’angolo sud-ovest del Foro, quasi al limite del lato breve di fondo, occupato dal Capitolium. Questo settore, interessato da un edificio, attiguo a quello individuato immediatamente a est, risultava già parzialmente esplorato. Le strutture a vista sono costituite da tre ambienti, di cui uno con pavimentazione in mosaico, posti nel settore nord-occidentale dell’edificio e realizzati in opera cementizia e in opera reticolata. L’analisi delle stratigrafie murarie ha consentito di ricostruire una successione di interventi che hanno modificato la posizione dei vani di accesso, alcuni dei quali contraddistinti da tamponature. Il settore nord-orientale dell’edificio è occupato da un grande ambiente, subscavato, e da una cisterna destinata ad alimentare una fontana posta, all’esterno, in corrispondenza dell’innesto della strada Nord-Sud all’area del Foro. Le indagini (Saggio 22, 12x10 m) hanno consentito, in primo luogo, di individuare e documentare il vecchio limite degli scavi del Novecento. La stratigrafia è risultata piuttosto disturbata fino alla cresta di una nuova struttura muraria coerente, per orientamento, con il nucleo di ambienti già a vista nella parte nord-occidentale dell’edificio. Nel lato orientale del saggio, insieme a strati di crollo di strutture murarie, contraddistinti da molti frammenti ancora rivestiti di intonaco, è stata individuata una testa femminile marmorea, posta in giacitura secondaria in uno scarico edilizio, con la parte posteriore in alto. Per la tipologia della capigliatura sembra richiamare elementi della ritrattistica di Faustina Minore e rimanda, quindi, ad una produzione della seconda metà del II sec. d.C.

Media

Name
Masseria del Gigante
Year
2001
Summary
it Gli scavi condotti nella parte Sud-orientale del Foro, dove nella Masseria del Gigante si era rivelata la presenza di un tempio di età imperiale, hanno confermato la tipologia del complesso come una corte rettangolare chiusa e porticata con tempio su alto podio al centro del lato corto. I confronti con il cosiddetto “tempio col portico” della stessa città sono molto stretti. Tra i rinvenimenti si segnala l'ampio frammento di una statua iconica femminile panneggiata, in marmo insulare, che riproduce un tipo di IV secolo a.C., già probabilmente collocata in una nicchia semicircolare ricavata nella parete di fondo del lato Nord. La cronologia resta probabilmente da porre in età domizianea, nell'ambito del rinnovamento che interessò Cuma in conseguenza dell'apertura della nuova via Domitiana.

Il crollo di un altro interessante edificio è di recente emerso a Nord della Masseria del Gigante, nell'angolo Sud-orientale del Foro. Si tratta di una struttura in _opus quadratum_ di tufo con colonnati dorici nel primo ordine e ionici nel secondo, con intradossi degli archi decorati da rosette. Questa facciata monumentale era ornata da balaustre figurate ad altorilievo che sembrano riprodurre in architettura il gusto dei prospetti di II stile (si pensi, ad esempio, alla villa di Oplontis). La tecnica edilizia in _opus quasi reticulatum_ dei muri degli ambienti che si sviluppano alle sue spalle richiama quella della cosiddetta “aula sillana” nella stessa città e rinvia alla medesima datazione tardo-repubblicana.
en Excavations undertaken in the south-eastern part of the forum where, on the Masseria del Gigante property, a temple of imperial date had been uncovered, confirmed the typology of the complex. This closed rectangular courtyard and portico with a temple on a high _podium_ was situated in the middle of the short side of the _forum_. The temple had very close parallels with the so-called “temple with portico” in the same town. Amongst the finds was a large fragment of a draped female statue in Italian marble, reproducing a 4th century B.C. type. It is likely that the statue stood in a semicircular niche in the back wall of the northern side. The chronology probably still falls within the Domitianic period, to the period of the renewal of _Cumae_ following the opening of the new _via Domitiana_.

Recently, the collapse of another interesting building emerged north of the Masseria del Gigante, in the south-eastern corner of the _forum_. This was a structure in tufa _opus quadratum_, the first order of Doric columns, the second order of Ionic columns and the inner faces of the arches decorated with rosettes. This monumental façade was decorated with high relief figured balustrades which seemed to reproduced in architecture the perspectives of II style painting (for example the villa at Oplontis). The _opus quasi reticulatum_ technique used for the walls of the rooms extending behind the façade has a parallel in the so-called “aula of Sulla” in the same town, suggesting the same late Republican dating.
Summary Author
Stefano De Caro

Media

Name
Masseria del Gigante
Year
2002
Summary
it La continuazione dello scavo ha rivelato che, alle spalle del porticato, lo spazio era delimitato da ambienti coperti con volta a botte. Se ne sono esplorate tre sul lato meridionale, le quali sono risultate costruite in opera reticolata con catene angolari in mattoni; tutte avevano all'interno degli antichi pozzi con la canna in opera isodoma. Il più interessante di tali ambienti si è rivelato il terzo ad ovest, per l'impianto, in età augustea, di un ninfeo monumentale, con un vestibolo pavimentato in marmo ed il tramezzo delimitante il serbatoio adorno di una mostra di fontana, con bocca configurata a testa di Medusa, ed un'epigrafe che ricordava le benemerenze dei Luccei quali finanziatori della costruzione di un tratto di acquedotto. Il ninfeo venne inoltre decorato con un mosaico in pasta vitrea, di cui si sono rinvenuti frammenti negli strati di crollo, e con una scultura poggiante su una finta roccia in tufo grigio; ai lati dell'ingresso, vennero collocate due lesene su ricche basi modanate in marmo bianco.
en Continuation of the excavation revealed that, behind the portico, the space was delimited by rooms with barrel vaulted ceilings. Three were explored along the southern side, all built in _opus reticulatum_ with brick quoins. Inside each were ancient wells built in Greek style _opus quadratum_. The most interesting of these rooms was the third to the west, where in the Augustan period a monumental _nymphaeum_ had been constructed. This had a marble paved entrance and the wall of the water tank was decorated with a fountain head, the spout in the form of a Medusa’s head, and an inscription referring to the merits of the _Luccei_, who financed the construction of a section of an aqueduct. The _nymphaeum_ was also decorated with a glass paste mosaic, fragments of which were found in the layers of collapse, and with a statue resting on a fake rock of grey tufa. Two pilasters resting on richly moulded white marble bases stood to the sides of the entrance.
Summary Author
Stefano De Caro
Team
Field director - Giovanna Greco

Media

Name
Masseria del Gigante
Year
2005
Summary
it Si è eseguito un saggio di scavo presso l’angolo destro della scala di accesso al podio del tempio già precedentemente scavato. Nonostante un poderoso sbancamento, i materiali documentano un’ininterrotta presenza insediativa fin dal primo impianto della colonia. È stato anche rinvenuto un settore della necropoli della fine del IX sec. a.C.

Un altro intervento si è avuto nel settore sud-est del portico del Foro, con il recupero di due ambienti a pianta rettangolare in opera reticolata e volte in cementizio, conservate integralmente sino al livello del piano superiore del portico. Si tratta di _tabernae_, il cui fronte d’accesso dal porticato è stato ristretto in età tardo antica (IV-V sec. d.C.).

E’ stato poi completato lo scavo del tratto di portico compreso tra l’angolo sud-est dell’area forense e il passaggio tra la piazza antistante il tempio della Masseria e il Foro stesso; vi sono state messe in luce quattro colonne del porticato in tufo grigio e un basamento addossato alla crepidine del colonnato, probabilmente destinato alla esposizione di statue. La fase di abbandono dell’area è segnata da una deposizione doppia che si addossa al lato nord del grosso basamento.

E’ stata infine riportato alla luce anche il settore del portico meridionale del Foro, comprendente il varco di accesso dalla piazza rettangolare, su cui si affaccia il complesso della Masseria. L’ingresso al Foro è segnato dalla presenza di un arco monumentale ad un fornice, in opera cementizia rivestita da spesse lastre di calcare.

Lo scavo delle _tabernae_ lungo il lato meridionale ha confermato che le strutture tardo repubblicane insistono direttamente sulle fondazioni in opera quadrata del primo impianto della piazza (inizio III sec. a.C.). Le prime _tabernae_ ad ovest dell’accesso risultano ristrutturate in età augustea in forma di vestibolo con un’ampia gradinata.

A S, è un edificio di cui si è riportata alla luce la facciata orientale, costituita da una terrazza su podio delimitata da una ringhiera, che introduceva ad un vasto chalcidicum, pavimentato in cocciopesto; una iscrizione, rinvenuta nei pressi, ci fa ipotizzare che si tratti di un edificio termale.

In epoca tardo antica sia la terrazza che la rampa d’ingresso furono rese praticabili ai carri grazie all’impiego di strati di sabbia costipata; il Foro subisce una radicale ridefinizione funzionale, in cui appare vistosa l’attività estrattiva di materiali edilizi. Nell’area sono stati rinvenuti resti delle sculture onorarie che affollavano i portici, tra cui una statua ritratto, acefala, del tipo Grande Ercolanese, e una, sempre acefala, di fanciullo togato con bulla. (I sec. d.C.)
en A trench was excavated in the right hand corner of the stairway leading up to the previously excavated temple _podium_. Despite the large scale levelling that had taken place the materials documented uninterrupted occupation from the time when the colony was first established. A sector of the necropolis dating to the end of the 9th century B.C. was also uncovered.

Another trench was put into the south-eastern sector of the _forum_ portico, revealing two rectangular rooms built in _opus reticulatum_ with _opus caementicium_ vaults. Preserved to the height of the upper level of the portico these were _tabernae_, whose entrances from the portico had been narrowed in the late antique period (4th-5th century A.D.)

Excavation was completed of the stretch of portico between the south-eastern corner of the _forum_ and the passageway between the square in front of the temple of the Masseria and the _forum_ itself. Here, four grey tufa columns belonging to the portico were uncovered together with the socle of the portico, probably used for displaying statues. The abandonment of the area was marked by a double burial up against the northern side of the great _podium_.

Lastly, the sector of the southern _forum_ portico, including the entrance point to the rectangular _forum_ itself, onto which the Masseria complex faced, was also brought to light. The entry to the _forum_ was marked by the presence of a single span monumental arch, in _opus caementicium_, faced with thick limestone slabs.

Excavation of the _tabernae_ along the southern side confirmed that the late Republican structures stood directly on the _opus quadratum_ foundations of the forum’s first lay out (beginning of the 3rd century B.C.). The first _tabernae_ to the west of the _forum_ entrance were restructured in the Augustan period to become a _vestibulum_ with a wide stairway.

To the south the eastern façade of a structure was uncovered. Constituted by a terrace on a _podium_ delimited by a railing, it led into a vast _chalcidicum_, paved with _opus signinum_. An inscription found nearby, suggests it was a bath building.

In the late antique period both the terrace and the entrance ramp were made accessible to carts through the putting down of layers of compacted sand. The _forum_ underwent radical functional reorganisation, the signs of the removal of building materials during this phase were very clear. The remains of honorary statues that filled the porticoes were found in the area, including an headless portrait statue of the ‘Grande Ercolanese’ type, and an statue of a young man, also headless, wearing a toga with bulla (1st century A.D.).
Summary Author
Maria Luisa Nava
Team
Field director - Giovanna Greco

Media

Name
Masseria del Gigante
Year
2006
Summary
it L’intervento ha interessato l‘area a O del Tempio con Portico consentendo una lettura diacronica dell’occupazione degli spazi nella città bassa a partire dall’età alto-arcaica fino ad età tardo-antica.

E’ stata individuata, infatti, una diffusa occupazione dell’area a partire già dalla prima età arcaica, cui fa riscontro una prima struttura di carattere abitativo conservata soltanto su tre lati con orientamento N/E – S/O e un piano di calpestio interno con focolare centrale. La struttura si inquadra in un orizzonte cronologico che si colloca tra l’ultimo quarto dell’VIII e l’inizio del VII secolo a.C. Dunque, per questa fase, si definisce chiaramente un utilizzo a carattere abitativo degli spazi che perdura fino agli inizi del VI sec. a.C.

Nel corso della seconda metà del VI sec. a.C. tutta l’area subisce una radicale trasformazione, assumendo un carattere monumentale ed una funzione pubblica.

Una interessante testimonianza del cambiamento è documentata nel settore S, dove è stata individuata una fossa riempita con uno scarico votivo ed è stato intercettato una parte di un muro in ortostati, pertinente ad un edificio monumentale che prospettava sul lato N, databile tra la fine del VI e l’inizio del V sec. a.C.

L’area nel corso del V e fino alla fine del IV sec. a.C. viene sempre più caratterizzata nelle sue funzione pubbliche e cultuali con strutture e apprestamenti di tipo votivo.

Nei decenni iniziali del III sec. a.C. si registra una radicale trasformazione funzionale dell’area: le strutture con funzione sacra vengono, infatti, rasate pressappoco alla stessa quota e tagliate per l’impianto di un imponente muro di terrazzamento, funzionale alla sistemazione della zona a Sud del Foro, nell’ambito di un più ampio progetto di monumentalizzazione che coinvolge tutta l’area forense.
Tra la fine del II e l’inizio del I sec. a.C. viene costruita, nel settore Nord, una fontana di forma circolare, coerente con un frustulo di pavimento mosaicato individuato appena all’esterno dell’area esplorata che documenta la ristrutturazione di questo spazio pubblico, prospiciente il _Capitolium_ in età repubblicana.

La prima età imperiale fa registrare una ulteriore monumentalizzazione dell’area, con la costruzione di nuovi edifici e una regolarizzazione dell’andamento della piazza sul lato Sud.

Una imponente struttura porticata viene edificata sul lato Ovest del Tempio con Portico; di essa sono stati messi in luce solo i lati perimetrali Est e Nord. La fondazione in opera cementizia ingloba strutture preesistenti e livelli di crollo di murature in blocchi di tufo squadrati. Su questo portico prospettavano due ambienti absidati con alzato in _opus reticulatum_ e pavimento mosaicato; ad essi, come pure all’area porticata, si accedeva dal Foro tramite una scala in trachite.

In età tardo-antica, in seguito alla distruzione dell’edificio porticato, nell’area si registra la presenza di sepolture alla cappuccina e una sepoltura ad _enchytrismos_ , pertinenti ad un lembo di necropoli cristiana.
en This season concentrated on the area west of the temple with portico, the excavation data providing a diachronic reading of the occupation of the lower city from the early archaic until the late antique period.

In fact, there was occupation across the area from the early archaic period onwards, attested by a first residential structure preserved only on three sides and on a north-east/south-west alignment, with an internal floor surface and central hearth. The structure dates to between the last quarter of the 8th century and beginning of the 7th century B.C. Therefore, in this phase, this was clearly a residential area and remained so until the beginning of the 6th century B.C.

During the second half of the 6th century B.C., the entire area underwent a radical transformation, taking on a monumental character with public functions. Interesting evidence of this change was documented in the south sector where a pit filled with a votive deposit was found and part of a wall built of stone orthostats was intercepted. This belonged to a monumental building facing north that can be dated to between the end of the 6th- beginning of the 5th century B.C.
During the 5th century and until the end of the 4th century B.C., the development of the area’s public and cult characteristics continued, attested by structures and furnishings of votive type.

In the first decades of the 3rd century B.C., the area underwent a radical functional transformation: the sacred structures were razed almost to the same height and cut by the construction of an imposing terracing wall, part of the organisation of the zone south of the forum, within the overall project to monumentalise the entire forum area. Between the end of the 2nd and beginning of the 1st century B.C., a circular fountain was built in the north sector, coherent with a patch of floor mosaic identified just outside the explored area that documents the restructuring of this public space, overlooking the Capitoline in the Republican period.

Further monumentalisation occurred during the early imperial period with the construction of new buildings and the straightening of the forum’s line on the south side.
An imposing porticoed structure was built on the west side of the Temple with Portico, of which only the east and north perimeter walls were exposed. The _opus caementicum_ foundation incorporated earlier structures and levels of collapsed walls built of tufa blocks. Two apsidal rooms with _opus reticulatum_ walls and mosaic floors faced onto the portico. They were accessed from the forum, as was the porticoed area, via trachyte stone steps.
The late antique period is attested by “a cappucina” burials and an _enchytrismos_ burial, part of an early Christian necropolis created in the area following the destruction of the porticoed building.
Summary Author
Maria Luisa Nava

Media

Name
Masseria del Gigante
Year
2008
Summary
it La prosecuzione delle indagini sul versante sudorientale dell’area a O del Tempio con Portico ha consentito di confermare una diffusa occupazione di età arcaica in tutta l’area; a questa fase è riferibile un muro a doppio paramento in blocchi di tufo giallo pertinente ad una struttura articolata che, sul lato meridionale, conservava la traccia di una soglia; il muro è stato messo in luce per ca. 8,63 m. Il carattere abitativo della zona è documentato da un lembo di piano di calpestio relativo al periodo compreso tra la fine del VII e l’inizio del VI sec. a.C. Anche in quest’area è stata documentata la continuità di vita con profonde trasformazioni, così come già evidenziato nelle precedenti campagne di scavo.

Alla fine del III sec. a.C. è riferibile un muro di recinzione, messo in luce per circa 15 m, con andamento N/S. La struttura, priva di fondazione, poggia direttamente su un piano livellato, compattato per regolarizzare il terreno e finalizzato all’impianto di nuove realtà strutturali. Tra la fine del I sec. a.C. e l’inizio del I sec. d.C., tutte queste realtà preesistenti vengono rasate e livellate e viene realizzata un’imponente struttura monumentale con portico, parzialmente messa in luce nel corso delle precedenti indagini. Questa struttura monumentale rimane in funzione fino ad età tardo antica quando viene sistematicamente spoliata.

L’area in età tardo antica è progressivamente abbandonata e gli spazi vengono utilizzati per la realizzazione di piccole vasche, probabilmente con funzione artigianale, e di canalette che in parte riutilizzano il sistema di canalizzazione delle acque di età imperiale. Questa nuova occupazione avviene dopo una sistematica distruzione e smontaggio dei monumenti preesistenti relativi alla fase imperiale, per il recupero di materiali da costruzione. Tali apprestamenti, funzionali ad un impianto artigianale , hanno una durata limitata nel tempo e vengono rapidamente abbandonati; l’area ancora una volta cambia destinazione d’uso, come è testimoniato dalla presenza, in questa zona, di un lembo di necropoli cristiana con una presenza piuttosto fitta di sepolture, da mettere in relazione con quelle individuate sul versante orientale nel corso dello scavo del 2006.

Le dieci sepolture individuate sono riferibili quasi esclusivamente ad una sola tipologia, sono difatti tombe alla cappuccina coperte accuratamente con tegole e coppi di rivestimento. Si tratta prevalentemente di tombe di adulti, fatta eccezione per una tomba alla cappuccina di piccole dimensioni, oltre a una sepoltura ad _enchythrismos_ .
en Excavation continued on the south-eastern side of the area west of the Temple with Portico confirming the occupation across the entire area in the archaic period. A wall with double facing of yellow tufa blocks attested this phase. It belonged to a structure in whose southern side were preserved traces of a threshold. About 8.63 m of the wall were exposed. The residential nature of the area was documented by a patch of floor surface relating to the period between the end of the 7th- beginning of the 6th century B.C. As in earlier campaigns, continuity of occupation with radical transformations was also documented in this area.

At the end of the 3rd century B.C., an enclosure wall was built on a north-south alignment. About 15 m of this structure were excavated showing that it had no foundations but rested directly on a levelled and compacted surface created for the building of new structures. Between the end of the 1st century B.C. and the beginning of the 1st century A.D., all of these preexisting structures were razed and leveled and a monumental building with a portico was built (partially excavated in earlier campaigns). This remained in function until the late antique period when it was systematically robbed.

In the late antique period, the area was gradually abandoned and the spaces used for the creation of small tanks, probably linked to craft working activities, and drains partially reusing the imperial water channelling system. The new occupation occurred following the systematic destruction and dismantling of the imperial monumental buildings in order to recover the building materials. The structures relating to artisan activity were short lived and quickly abandoned; once again the area changed function, as attested in this area by a section of an early Christian necropolis, to be associated with that found on the eastern side of the area during the 2006 excavations.

The ten burials identified were almost all “a cappucina” tombs carefully covered with _tegulae_ and _imbrices_. They were mainly adult burials apart from a small “a cappucina” tomb and an _enchythrismos_ burial.
Summary Author
Maria Luisa Nava
Funding Body
Compagnia di S. Paolo

Media

Name
Masseria del Gigante
Year
2009
Summary
it Le indagini hanno consentito di individuare, a S/O del muro di terrazzamento che delimita il fronte meridionale del Foro, una fossa, riferibile ad un’area cultuale, che conteneva vasi miniaturistici in argilla depurata acroma. All’interno della stessa fossa la presenza di numerosissime valve di conchiglie potrebbe testimoniare l’uso di consumare pasti comuni nel corso di particolari rituali.

Il notevole ampliamento dell’area di scavo in direzione N ha consentito di definire la planimetria complessiva del portico, messo parzialmente in luce nel corso delle due precedenti campagne di scavo. L’impianto, a pianta rettangolare, di m, presenta lo stesso orientamento del grande muro di terrazzamento che delimita la fronte meridionale del Foro. La fondazione è in opera cementizia e ingloba strutture preesistenti, con livelli di crollo di murature in blocchi di tufo squadrato. Affogati nella malta della struttura sono riconoscibili molti frammenti di decorazione architettonica, riferibili probabilmente alla fase più antica del portico del Foro, in tufo giallo. Sul livello di fondazione poggiano blocchi rettangolari in tufo giallo che costituivano le basi di colonne doriche in laterizio, stuccate. Il portico ha conosciuto una fase in cui il colonnato era realizzato in colonne di tufo, come si desume da alcune impronte di basi in tufo, individuate sul lato S/E dell’impianto. In età tardo-antica l’intero edificio viene rasato e smantellato, con una quasi completa asportazione dei livelli pavimentali.
en To the south-west of the terracing wall delimiting the southern end of the forum, the excavations revealed a pit probably relating to a cult area, containing miniature vases of plain ware pottery. In addition, the pit contained numerous shells, perhaps evidence of communal ritual meals eaten during particular rituals. A large extension of the excavation area to the north provided the data for the completion of the portico’s plan, a structure partially excavated during the previous two campaigns. The rectangular structure was on the same alignment as the great terrace wall at the southern end of the forum. Its _opus caementicium_ foundation incorporated earlier structures and levels of collapse of squared tufa blocks. Many fragments of architectural decorations in yellow tufa, probably from the earliest forum portico, were visible in the structure’s mortar. Rectangular blocks of yellow tufa rested on the foundation level. These constituted the bases of stuccoed brick-built Doric columns. The portico saw a phase in which the colonnade was formed by tufa columns, attested by several impressions of tufa bases identified on the south-eastern side of the structure. In the late antique period, the entire building was dismantled and razed, and the floor levels almost completely removed.
Summary Author
Maria Luisa Nava
Funding Body
Compagnia di S. Paolo

Media

Name
Masseria del Gigante
Year
2010
Summary
it Lungo il lato meridionale della piazza triangolare, nel foro di Cuma, è stato messo parzialmente in luce un edificio che si articola in diversi ambienti; l’edificio è databile tra la fine del II e il I secolo a.C.; si conservano i livelli di preparazione dei piani pavimentali, costituiti da scapoli di tufo messi in posa a secco, e frustuli del livello pavimentale, costituito da un tappeto musivo, centrale, con catena di rombi, inquadrato da una decorazione a meandro di svastiche.

L’edificio non subisce sostanziali trasformazioni in epoca successiva, fatta eccezione per alcuni rifacimenti delle strutture murarie che si collocano nel corso del I sec. d.C.

Sul lato occidentale dell’impianto si snoda un asse viario orientato S/O-N/E, in direzione dell’acropoli, definitivamente defunzionalizzato in età tardo antica, quando l’intera area comincia ad essere colmata con scorie di metallo, residui di un’attività artigianale che doveva svolgersi nelle immediate vicinanze.

L’edificio e il tracciato viario, in seguito al definitivo abbandono, sono in parte occupati da due sepolture alla cappuccina e una ad _enchytrismos_ , che vanno raccordate al lembo di necropoli di circa 20 tombe, messo in luce sul lato E dell’edificio nelle precedenti campagne di scavo.
Sull’intera area del saggio, ma soprattutto sul versante meridionale, le attività agricole svolte fino alla prima metà del secolo scorso, con la realizzazione di lunghe trincee per l’impianto di colture vitivinicole, hanno ulteriormente compromesso le strutture antiche.
en Along the south side of the triangular piazza, in the forum at Cumae, a two-roomed building was uncovered. Datable to between the end of the 2nd and the 1st century B.C., it was preserved at the level of the floor make ups, constituted by tufa chippings without mortar, and patches of floor constituted by a central mosaic carpet with a chain of lozenge shapes, bordered by a meander of swastikas.

No substantial changes took place during the subsequent period, apart from a number of rebuilds of the walls during the 1st century A.D.

A road on a south-west/north-east alignment passed the western side of the complex, leading towards the acropolis. This went out of use in the late antique period when the entire area began to be filled with dumps of waste from iron working, the residue from the craft working activity that must have taken place in the immediate vicinity.

After the building and road went out of use, they were partially occupied by two “a cappuccina” burials and an _enchytrismos_ burial, part of the same necropolis attested by about 20 tombs uncovered on the eastern side of the building during previous campaigns.
Across the entire excavation area, but above all on the southern side, the agricultural activities undertaken until the mid 19th century for the planting of a vineyard, further compromised the ancient structures.
Summary Author
Maria Luisa Nava

Media

Name
Masseria del Gigante
Year
2011
Summary
it L’intervento del 2011 ha interessato il settore sudoccidentale del Foro di Cuma, consentendo di esplorare parte di un edificio, che si articola in diversi ambienti, parzialmente messo in luce nel corso delle indagini svolte nel 2010.

La lettura planimetrica della fase più antica, che si colloca tra la fine del III e gli inizi del II secolo a.C., non è agevole, a causa dei successivi rifacimenti delle strutture murarie e delle sovrapposizioni dei livelli pavimentali. Nella parte centrale del saggio, tra gli ambienti 3 e 4 un pavimento in cocciopesto, con scaglie sporadiche in terracotta e inserti irregolari in calcare (3,70 x 3 m), è tagliato, sul lato occidentale, a seguito della costruzione di un muro in opera incerta, con orientamento N/S; tra il lato occidentale dell’ambiente 3 e l’ambiente 2, è visibile un pavimento in cocciopesto, con tappeto centrale decorato a losanghe, inquadrato da una fascia con un puntinato di tessere in calcare.

In questa fase si colloca l’impianto originario dell’asse viario orientato S/O-N/E, in direzione dell’acropoli, che fiancheggia l’edificio sul lato occidentale ed è delimitato da un filare di blocchi in tufo giallo; il livello stradale risulta tagliato sul lato orientale dalla costruzione di un muro in opera reticolata.

Una fase riferibile alla fine del II secolo a.C. è documentata alle due estremità dell’edificio. Sul lato occidentale, in corrispondenza dell’ambiente 1, è stato individuato un pavimento in cocciopesto, con tappeto centrale costituito da una catena di rombi, inquadrato da una cornice in tessere di calcare (4,20 x 3 m). All’estremità orientale dell’edificio l’ambiente 5 presenta un pavimento con tappeto centrale musivo costituito da una catena di rombi, inquadrato da un motivo a meandro (2,60 x 3,50).

Sul lato meridionale degli ambienti si registra la presenza di un’area aperta, probabilmente destinata a giardino.

In una fase successiva, che si colloca tra la fine del II e il I secolo a.C., si assiste ad una ristrutturazione delle strutture, con conseguente radicale cambiamento nell’organizzazione degli spazi e un rialzo dei livelli pavimentali di circa 0.60 m. Gli ambienti, originariamente con il lato maggiore in direzione E/O, subiscono un cambiamento nell’orientamento, ortogonale rispetto al precedente impianto, con la costruzione di nuovi setti murari; a seguito di queste trasformazioni, la zona precedentemente destinata a spazio aperto sul lato meridionale, viene completamente occupata dalle nuove costruzioni

I livelli pavimentali più recenti conservano le loro caratteristiche, sebbene risultino notevolmente compromessi sul lato meridionale, a causa di una sistematica spoliazione che, verificatasi a partire dalla fine del IV secolo d.C., culmina nel corso del V secolo d. C. con l’obliterazione definitiva delle strutture.
en The 2011 excavations exa,omed the south-western sector of the forum, exploring part of the building with two rooms partially uncovered in the previous year.

It was not east to read the plan of the earliest phase, dating to between the end of the 3rd – beginning of the 2nd century B.C., due to the successive rebuildings of the walls and overlying floor levels. In the central part of the trench, between rooms 3 and 4, an _opus signinum_ floor with occasional terracotta fragments and irregular limestone insertions (3.70 x 3 m), was cut on the west side by an _opus incertum_ wall on a north-south alignment. Between the west side of room 3 and room 2, there was an _opus signinum_ floor with a central panel of lozenge decoration, bordered by a fillet dotted with limestone tesserae.

It was in this phase that the road on a south-west/north-east alignment leading to the acropolis was built. It flanked the west side of the building and was bordered by a row of yellow tufa blocks. The road was cut on the east side by the construction of an _opus reticulatum_ wall.

A phase dating to the end of the 2nd century B.C. was documented at the two ends of the building. On the west side, in correspondence with room 1, a floor made of _opus signinum_, was exposed. It had a central panel constituted by a chain of rhombus shapes, bordered by a cornice of limestone tesserae (4.20 x 3 m). At the eastern end of the building, room 5 had a floor with a central mosaic panel constituted by a chain of lozenges, framed by a meander motif (2.60 x 3.50).

On the south side of the rooms, there was an open area, probably a garden.

In a later phase, dating to between the end of the 2nd - 1st century B.C., the building was restructured and there was a radical reorganization of the spaces and the floor level was raised by about 0.60 m. The orientation of the rooms, originally with the long side on an east-west alignment, was changed by the construction of new dividing walls so that the rooms were at a right angle to the earlier layout. Following these changes, the zone that was previously an open area on the south side, was completely occupied by the new constructions.

The latest floor levels preserved their characteristics, although heavily damaged on the south side by robbing from the end of the 4th century A.D. until the definitive obliteration of the structures during the 5th century A.D.
Summary Author
Maria Luisa Nava

Media

Name
Masseria del Gigante
Year
2012
Summary
it L’area indagata nel 2012 è occupata, probabilmente, da un isolato costituito da una complessa e articolata struttura abitativa.

Le prime fasi di vita dell’impianto sono definite da una serie di ambienti che, allineati lungo il margine meridionale della piazza trapezoidale e paralleli al lato S del _Capitolium_, sono delimitati sul versante meridionale da uno spazio aperto, destinato probabilmente a giardino; questa prima fase edilizia è ben datata dai materiali in contesto alla fine del III secolo , inizi del II a.C.

Nel corso dell’ultima campagna di scavo è stata individuata la fase più recente del complesso, che si colloca, cronologicamente, a partire dalla fine del I secolo a.C. e rimane in funzione fino alla seconda metà del I secolo d.C.

La zona precedentemente destinata a spazio aperto, sul lato meridionale, viene completamente occupata da nuovi ambienti; intervengono ulteriori trasformazioni che definiscono la riorganizzazione, a carattere abitativo, del complesso, caratterizzato sul lato O da due ambienti separati da uno spazio centrale di ca. 2,60 m.

Il nuovo impianto presenta un ingresso sul lato occidentale che prospetta sull’asse viario, orientato S/O-N/E, in direzione dell’acropoli.

Il muro perimetrale dell’edificio, sul lato occidentale, presenta le due cortine in opera reticolata e ammorsature in vittato misto, con ricorsi alternati di blocchetti parallelepipedi in tufo e laterizi. Su questo lato si apriva l’ingresso all’edificio, inquadrato da due paraste in opera vittata e, probabilmente, sormontato da un architrave.

L’edificio non sembra subire sostanziali trasformazioni nel corso della sua lunga vita, dalla fine del I al IV secolo d.C., quando si verifica il crollo di una parte delle strutture, a seguito di un evento sismico che causa il ribaltamento delle pareti.

Al di sopra del crollo del complesso abitativo, nel corso del V secolo, vengono realizzati alcuni livelli di battuto, per livellare il terreno; su questi livelli si impiantano tre sepolture, concentrate sul lato occidentale, all’esterno dell’edificio; le sepolture sono a cassa in blocchi di tufo con cadavere inumato in posizione supina e sono prive di corredo.
en The area investigated in 2012 was probably occupied by an insula, constituted by a complex residential structure. In its earliest phases the building was made up of a series of rooms, aligned along the southern edge of the triangular piazza and parallel to the south side of the Capitoline. On their south side, there was an open space, probably a garden. The materials in context date this first building phase to the end of the 3rd century-beginning of the 2nd century B.C.

During this campaign, the latest phase of the complex was identified, dating to between the end of the 1st century B.C. and the second half of the 1st century A.D.

The open area on the south side was occupied by new rooms; further transformations reorganised the spaces so that the residential complex had two rooms on the west side separated by a central open space of about 2.60 x 3.50 m.

The building’s western perimeter wall had two facings in _opus reticulatum_ and _opus vittatum mixtum_ quoining with alternating courses of small tufa parallelepipeds and brick. The main entrance to the building had a semi-pilaster in _opus vittatum_ on each side and was probably surmounted by an architrave. This door was situated on the west side facing on to the road, aligned south-west/north-east and leading to the acropolis.

The building does not seem to have undergone any substantial transformations during its long life, from the end of the 2nd to the 4th century A.D., when a part of the structures collapsed following an earthquake. During the 5th century, several beaten surfaces were created on top of the collapsed building in oprder to level the area. Three burials were put into these levels on the west side; these were “a cassa” tombs in tufa blocks, with the skeleton in a supine position and without grave goods.
Summary Author
Maria Luisa Nava

Media

Name
Masseria del Gigante
Year
2014
Summary
it L’area in cui sono state avviate le indagini archeologiche è posta nell’angolo sud-ovest del Foro, quasi al limite del lato breve di fondo, occupato dal Capitolium. Questo settore, interessato da un edificio, attiguo a quello individuato immediatamente a est, risultava già parzialmente esplorato. Le strutture a vista sono costituite da tre ambienti, di cui uno con pavimentazione in mosaico, posti nel settore nord-occidentale dell’edificio e realizzati in opera cementizia e in opera reticolata.

L’analisi delle stratigrafie murarie ha consentito di ricostruire una successione di interventi che hanno modificato la posizione dei vani di accesso, alcuni dei quali contraddistinti da tamponature. Il settore nord-orientale dell’edificio è occupato da un grande ambiente, subscavato, e da una cisterna destinata ad alimentare una fontana posta, all’esterno, in corrispondenza dell’innesto della strada Nord-Sud all’area del Foro.

Le indagini (Saggio 22, 12x10 m) hanno consentito, in primo luogo, di individuare e documentare il vecchio limite degli scavi del Novecento. La stratigrafia è risultata piuttosto disturbata fino alla cresta di una nuova struttura muraria coerente, per orientamento, con il nucleo di ambienti già a vista nella parte nord-occidentale dell’edificio. Nel lato orientale del saggio, insieme a strati di crollo di strutture murarie, contraddistinti da molti frammenti ancora rivestiti di intonaco, è stata individuata una testa femminile marmorea, posta in giacitura secondaria in uno scarico edilizio, con la parte posteriore in alto.

Per la tipologia della capigliatura sembra richiamare elementi della ritrattistica di Faustina Minore e rimanda, quindi, ad una produzione della seconda metà del II sec. d.C.
en The area in which the excavations began is situated in the south-west corner of the forum, almost at the edge of the short side on which the _Capitolium_ stands. This sector, occupied by a building adjacent to that identified immediately to the east, had already been partially investigated. The visible structures were constituted by three rooms, one of which paved with mosaic, situated in the north-west corner of the building constructed in _opus_ _caementicium_ and _opus_ _reticulatum_. The stratigraphic analysis of the walls indicated a succession of interventions that modified the position of the entrances, some of which were blocked. The north-eastern sector of the building was occupied by a large room, partially excavated, and by a cistern that fed a fountain situated outside where the north-south road met the forum area.

In the first place, the excavations (trench 22, 12 x 10 m) identified and documented the old edge of the 20th century excavations. The stratigraphy was somewhat disturbed down to the crest of a new wall, which was on the same alignment with the group of rooms already seen on the north-western part of the building. On the east side of the trench there was a wall collapse, characterised by many rubble fragments that still had the plaster facing attached. A marble female head was found here, in secondary deposition in a dump of rubble, with the back of the head facing upwards.

The treatment of the hair seems similar to that on portraits of Faustina the Younger, and therefore can be attributed to a production of the second half of the 2nd century A.D.
Summary Author
Luigi Cicala

Media

  • Nava 2006
    M.L. Nava, 2006, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2005, in Atti del XLV Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2005), Taranto: 583-661.
  • De Caro 2002
    S. De Caro 2002, L’attività della Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta nel 2001, in Atti del XLI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2001), Taranto: 635-675.
  • De Caro 2003
    S. De Caro 2003, L’attività della Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta nel 2002, in Atti del XLII Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2002), Taranto: 569-621.
  • Greco 2007
    G. Greco, 2007, Il Tempio con Portico: relazione preliminare delle ricerche effettuate tra il 1994 ed il 2001, in Carlo Gasparri, Giovanna Greco (a cura di), Cuma. Il Foro. Scavi dell'Università di Napoli Federico II 2001-2002, Napoli 2005, Quaderni del Centro Studi Magna Grecia 5, Studi cumani 1, Napoli: 27-48
  • Greco 2009
    G. Greco, 2009, Modalità di occupazione, in età arcaica, nell’area del Foro di Cuma, in Carlo Gasparri, Giovanna Greco (a cura di) Cuma, Indagini archeologiche e nuove scoperte, Atti della Giornata di Studi, Napoli 12 dicembre 2007, Quaderni del Centro Studi Magna Grecia 7, Studi cumani 2, Napoli: 11-42.
  • Greco 2008
    G. Greco, 2008, Strutture per un sacrificio, in Giovanna Greco, Bianca Ferrara (a cura di), Doni agli dei. Il sistema dei doni votivi nei santuari, Atti del Seminario di Studi, Napoli 2006, Quaderni del Centro Studi Magna Grecia 6, Pozzuoli: 29-48.
  • Greco 2010
    G. Greco, 2010, Dalla città greca alla città sannitica: le evidenze dalla piazza del Foro, in Atti del XLVIII Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2008), Taranto: 383-444.
  • Greco 2011
    G. Greco, 2011, La definizione degli spazi pubblici a Cuma tra Greci e Sanniti, «Acme», 61, 2: 35-53.
  • Tomeo 2007
    A. Tomeo, 2007, Il Tempio con Portico. Lettura stratigrafica del Saggio 11, in Carlo Gasparri, Giovanna Greco (a cura di), Cuma. Il Foro. Scavi dell'Università di Napoli Federico II 2001-2002, Napoli 2005, Quaderni del Centro Studi Magna Grecia 5, Studi cumani 1, Napoli: 49-76.
  • Tomeo 2008
    A. Tomeo, 2008, Doni votivi e suppellettili nel complesso cultuale a S/E del Foro di Cuma, in Giovanna Greco, Bianca Ferrara (a cura di), Doni agli dei. Il sistema dei doni votivi nei santuari, Atti del Seminario di Studi, Napoli 2006, Quaderni del Centro Studi Magna Grecia 6, Pozzuoli: 49-74.
  • Tomeo 2009
    A. Tomeo, 2009, La ristrutturazione dell’area sacra a O del Tempio con Portico, , in Carlo Gasparri, Giovanna Greco (a cura di) Cuma, Indagini archeologiche e nuove scoperte, Atti della Giornata di Studi, Napoli 12 dicembre 2007, Quaderni del Centro Studi Magna Grecia 7, Studi cumani 2, Napoli: 11-42.

Location

Ancient Site Name
Kyme
Location
Cuma
Easting
14.058717
Northing
40.848276