- Item
- AIAC_2107
- Name
- Via Settembrini-Palazzo Donnaregina
- Date Range
- 4100 BC – 4100 BC
- 500 BC – 300 BC
- 100 BC – 1 BC
- 500 – 700
Seasons
-
AIAC_2107 - Via Settembrini-Palazzo Donnaregina - 2004Particolarmente significative sono le indagini preventive, effettuate sotto l’ottocentesco palazzo Donnaregina per la realizzazione del Museo di Arte Contemporanea della città di Napoli (Madre). Il fronte del Palazzo su via Settembrini si attesta sul tracciato delle fortificazioni settentrionali di età greca che contraffortavano la scarpata del vallone sottostante l’attuale via Foria e che per un breve tratto sono tornate alla luce. Della fortificazione riconosciamo una cortina muraria più antica, probabilmente di V sec. a.C., in blocchi di tufo giallo napoletano disposti in ortostati che si raccorda alla scarpata direttamente retrostante tramite briglie trasversali; a circa 3,00 m più a nord una nuova cortina muraria, con blocchi di tufo giallo disposti in assise piane, raddoppia verso l’esterno quella già esistente, appoggiandosi ad essa con nuove briglie. Questo secondo intervento sembra potersi datare nel corso del IV sec. a.C. Della nuova cortina è stato possibile vedere solo la faccia interna, caratterizzata dalla presenza di diversi segni di cava. Nei diversi punti indagati mancano i suoli di età greco-romana, protostorica ed in parte quelli di età preistorica; sono conservati solo quelli coperti dall’eruzione di Agnano Montespina (4100 b.p.). Al di sotto di tale eruzione è emerso un suolo agricolo caratterizzato dalla presenza di solchi di aratura, dato di grande interesse per la conoscenza delle fasi insediative originarie del pianoro su cui sorgerà secoli dopo _Neapolis_. La stratigrafia eruttiva rinvenuta presso l’estremità meridionale del palazzo risulta interrotta da pozzi circolari o fosse di scarico di età tardo-ellenistica e grandi fosse con materiale edilizio, ascrivibili ad un periodo compreso tra il I ed il II sec. d.C., probabilmente connesse alla distruzione attribuibile al terremoto del 62 d.C.
-
AIAC_2107 - Via Settembrini-Palazzo Donnaregina - 2005Nel 2005 si è conclusa l’indagine archeologica preventiva all’interno del Palazzo Donnaregina. Lo scavo, eseguito per la realizzazione del Museo d’Arte Contemporanea (“Madre”), ha portato in luce varie strutture. Nella parte centrale del cortile meridionale è stato individuato un cunicolo con orientamento nord/sud, identificabile come parte di una conduttura di acqua, forse un ramo secondario dell’acquedotto del Serino. Il cunicolo, scavato in galleria, è stato poi interrotto da un setto di chiusura nella parte meridionale. Nell’angolo nord-orientale dello stesso cortile è stata rinvenuta una cisterna con due piccole nicchie ad arco ribassato e alla quale si accedeva da est mediante una scala, addossata al muro meridionale. Il primo impianto è databile al I sec. a.C. per la presenza di un paramento in opera quasi reticolata del setto divisorio tra la scala e il vano della cisterna. Non risulta alcun collegamento fra tale cisterna e il cunicolo descritto in precedenza, tuttavia è logico immaginare che la conserva d’acqua fosse pertinente ad una _domus_, che potrebbe essere rimasta in funzione sino al VI-VII sec. d.C. A tale periodo risalgono grandi fosse di scarico di materiali edilizi contenenti frammenti di pareti affrescate, parti di pavimenti in _opus signinum_, elementi architettonici, probabilmente provenienti dalla distruzione delle abitazioni che occupavano l’ _insula_. Successivamente la cisterna subisce modifiche sostanziali: l’accesso da est al vano è chiuso con un muro in blocchetti quadrangolari, mentre nel serbatoio sono convogliate tubature connesse ad un tombino. Queste trasformazioni potrebbero essere collegate ad una nuova forma di occupazione documentata da alcune strutture di età bizantina. A partire da questo momento il settore del cortile meridionale ad est di tali strutture è occupato da un’ampia area sepolcrale che sembra estendersi cronologicamente sino al XII secolo. Sono state individuate sessantaquattro sepolture sovrapposte su più livelli: si tratta soprattutto di inumazioni in fosse terragne, prive di corredo.
-
AIAC_2107 - Via Settembrini-Palazzo Donnaregina - 2006Continuano i sondaggi archeologici all’interno del Palazzo Donnaregina, ora sede del Museo per le Arti Contemporanee di Napoli “MADRE”, dove è stato eseguito un nuovo saggio preliminare alla sistemazione del montacarichi di servizio della struttura. Si sono recuperati dati indispensabili alla ricostruzione geo-morfologica del versante settentrionale della collina, su cui insisteva la città antica, e alla sua sistemazione in età storica, portando alla luce una parte della stratigrafia naturale di formazione eruttiva di età preistorica, del sistema di terrazzamento e della fortificazione che ne foderava il ciglio sul lato Nord. Di questo tratto della cinta difensiva si sono individuate le fondazioni della doppia cortina, con il retrostante strato di émplekton, che colmava lo spazio tra il versante della collina e il contrafforte, e quelle di una briglia ad essa ammorsata, con un solo blocco di tufo giallo dell’elevato costruito in ortostati. La presenza, in almeno tre punti, del marchio di cava ΔΗ sui blocchi delle fondazioni della cortina e della briglia, insieme ai pochi materiali restituiti dai diversi lacerti di _émplekta_ conservatisi, fanno propendere per una cronologia della fortificazione - terrazzamento al III sec. a.C. Questo rinvenimento, se da un lato conferma il dato, già in parte emerso nelle indagini condotte negli anni Sessanta del secolo scorso, che il pendio fosse munito con più allineamenti murari a quote diverse, dall’altro consente di puntualizzare che questa cinta urbana era addossata alla scarpata ad una quota intermedia e non correva lungo la sua sommità.
Media
- Name
- Via Settembrini-Palazzo Donnaregina
- Year
- 2004
- Summary
-
it
Particolarmente significative sono le indagini preventive, effettuate sotto l’ottocentesco palazzo Donnaregina per la realizzazione del Museo di Arte Contemporanea della città di Napoli (Madre).
Il fronte del Palazzo su via Settembrini si attesta sul tracciato delle fortificazioni settentrionali di età greca che contraffortavano la scarpata del vallone sottostante l’attuale via Foria e che per un breve tratto sono tornate alla luce. Della fortificazione riconosciamo una cortina muraria più antica, probabilmente di V sec. a.C., in blocchi di tufo giallo napoletano disposti in ortostati che si raccorda alla scarpata direttamente retrostante tramite briglie trasversali; a circa 3,00 m più a nord una nuova cortina muraria, con blocchi di tufo giallo disposti in assise piane, raddoppia verso l’esterno quella già esistente, appoggiandosi ad essa con nuove briglie. Questo secondo intervento sembra potersi datare nel corso del IV sec. a.C. Della nuova cortina è stato possibile vedere solo la faccia interna, caratterizzata dalla presenza di diversi segni di cava.
Nei diversi punti indagati mancano i suoli di età greco-romana, protostorica ed in parte quelli di età preistorica; sono conservati solo quelli coperti dall’eruzione di Agnano Montespina (4100 b.p.). Al di sotto di tale eruzione è emerso un suolo agricolo caratterizzato dalla presenza di solchi di aratura, dato di grande interesse per la conoscenza delle fasi insediative originarie del pianoro su cui sorgerà secoli dopo _Neapolis_.
La stratigrafia eruttiva rinvenuta presso l’estremità meridionale del palazzo risulta interrotta da pozzi circolari o fosse di scarico di età tardo-ellenistica e grandi fosse con materiale edilizio, ascrivibili ad un periodo compreso tra il I ed il II sec. d.C., probabilmente connesse alla distruzione attribuibile al terremoto del 62 d.C. -
en
Archaeological investigations undertaken below the 19th century palazzo Donnaregina, prior to the creation of the Naples Museum of Contemporary Art (“Madre”), produced important results.
On via Settembrini the palace façade followed the line of the northern fortifications dating from the Greek period, which functioned as a buttress to the scarp of the deep valley below the present via Foria. A short stretch of the fortifications was uncovered, revealing the earliest curtain wall, probably of the 5th century B.C., in blocks of yellow Neapolitan tufa laid as orthostats joining to the scarp directly behind with transverse tie courses. At circa 3.00 m further north a later curtain wall, of yellow tufa blocks laid in horizontal levels, doubled the width the existing curtain wall towards the exterior, abutting it with new tie courses. The second wall appeared to have been constructed during the 4th century B.C. It was only possible to see the interior face of the new curtain wall, characterized by the presence of numerous quarry marks.
In the various points investigated the ancient ground levels from the Graeco-Roman, proto-historic and in part the prehistoric period were missing. Only those covered by the Agnano-Montespina (4100 b.p.) eruption were preserved. An agricultural surface emerged below the material from this eruption, characterised by the presence of plough furrows. This data is an important addition to knowledge regarding the original settlement phases on the plateau on which _Neapolis_ was built centuries later.
The eruptive stratigraphy found at the southern end of the palace was cut by circular wells or middens of late Hellenistic date and large pits containing building materials. The latter were datable to a period between the 1st and 2nd century A.D. and probably related to the destruction attributed to the earthquake of 62 A.D. - Summary Author
- Valeria Sampaolo
- Director
- Daniela Giampaola
- Funding Body
- Regione Campania
Media
- Name
- Via Settembrini-Palazzo Donnaregina
- Year
- 2005
- Summary
-
it
Nel 2005 si è conclusa l’indagine archeologica preventiva all’interno del Palazzo Donnaregina. Lo scavo, eseguito per la realizzazione del Museo d’Arte Contemporanea (“Madre”), ha portato in luce varie strutture. Nella parte centrale del cortile meridionale è stato individuato un cunicolo con orientamento nord/sud, identificabile come parte di una conduttura di acqua, forse un ramo secondario dell’acquedotto del Serino. Il cunicolo, scavato in galleria, è stato poi interrotto da un setto di chiusura nella parte meridionale.
Nell’angolo nord-orientale dello stesso cortile è stata rinvenuta una cisterna con due piccole nicchie ad arco ribassato e alla quale si accedeva da est mediante una scala, addossata al muro meridionale. Il primo impianto è databile al I sec. a.C. per la presenza di un paramento in opera quasi reticolata del setto divisorio tra la scala e il vano della cisterna. Non risulta alcun collegamento fra tale cisterna e il cunicolo descritto in precedenza, tuttavia è logico immaginare che la conserva d’acqua fosse pertinente ad una _domus_, che potrebbe essere rimasta in funzione sino al VI-VII sec. d.C. A tale periodo risalgono grandi fosse di scarico di materiali edilizi contenenti frammenti di pareti affrescate, parti di pavimenti in _opus signinum_, elementi architettonici, probabilmente provenienti dalla distruzione delle abitazioni che occupavano l’ _insula_.
Successivamente la cisterna subisce modifiche sostanziali: l’accesso da est al vano è chiuso con un muro in blocchetti quadrangolari, mentre nel serbatoio sono convogliate tubature connesse ad un tombino.
Queste trasformazioni potrebbero essere collegate ad una nuova forma di occupazione documentata da alcune strutture di età bizantina. A partire da questo momento il settore del cortile meridionale ad est di tali strutture è occupato da un’ampia area sepolcrale che sembra estendersi cronologicamente sino al XII secolo. Sono state individuate sessantaquattro sepolture sovrapposte su più livelli: si tratta soprattutto di inumazioni in fosse terragne, prive di corredo. -
en
In 2005 the rescue excavation inside Palazzo Donnaregina was concluded. The excavation undertaken prior to the creation of the Naples Museum of Contemporary Art (“Madre”), brought to light various structures. In the central part of the south courtyard a cuniculus on a north-south alignment was identified as probably belonging to a water supply system, perhaps a secondary branch of the Serino aqueduct. The cuniculus, excavated as a tunnel, was later closed by a barrier in its southern part.
In the north-eastern corner of the same courtyard a cistern with two small niches with depressed arches came to light. Access to the cistern was to the east via a ladder placed up against the south wall. The first installation of the cistern was dated to the 1st century B.C. by the presence of an _opus reticulatum_ facing on the dividing wall between the ladder and the cistern space. There was no link between this cistern and the cuniculus described above, however, it must be imagined that this reservoir belonged to a _domus_, which may have been occupied until the 6th-7th century A.D. The large pits containing dumps of building materials date to this period: fragments of frescoed walls, _opus signinum_ floors and architectural elements which probably came from the destruction of the building which occupied the _insula_.
In a later period the cistern was substantially modified: the entrance to the east of the space was closed by a wall of small quadrangular blocks, whilst pipes connected to a manhole fed into the reservoir.
These transformations may have related to a new form of occupancy documented by a number of Byzantine structures. From this moment onwards the sector of the southern courtyard to the east of these structures was occupied by a large cemetery area which seemed to have been in use until the 12th century. Sixty-four superimposed burials on several levels were identified, all were in earth graves and there were no grave goods. - Summary Author
- Maria Luisa Nava
- Director
- Daniela Giampaola
- Funding Body
- Regione Campania
Media
- Name
- Via Settembrini-Palazzo Donnaregina
- Year
- 2006
- Summary
- it Continuano i sondaggi archeologici all’interno del Palazzo Donnaregina, ora sede del Museo per le Arti Contemporanee di Napoli “MADRE”, dove è stato eseguito un nuovo saggio preliminare alla sistemazione del montacarichi di servizio della struttura. Si sono recuperati dati indispensabili alla ricostruzione geo-morfologica del versante settentrionale della collina, su cui insisteva la città antica, e alla sua sistemazione in età storica, portando alla luce una parte della stratigrafia naturale di formazione eruttiva di età preistorica, del sistema di terrazzamento e della fortificazione che ne foderava il ciglio sul lato Nord. Di questo tratto della cinta difensiva si sono individuate le fondazioni della doppia cortina, con il retrostante strato di émplekton, che colmava lo spazio tra il versante della collina e il contrafforte, e quelle di una briglia ad essa ammorsata, con un solo blocco di tufo giallo dell’elevato costruito in ortostati. La presenza, in almeno tre punti, del marchio di cava ΔΗ sui blocchi delle fondazioni della cortina e della briglia, insieme ai pochi materiali restituiti dai diversi lacerti di _émplekta_ conservatisi, fanno propendere per una cronologia della fortificazione - terrazzamento al III sec. a.C. Questo rinvenimento, se da un lato conferma il dato, già in parte emerso nelle indagini condotte negli anni Sessanta del secolo scorso, che il pendio fosse munito con più allineamenti murari a quote diverse, dall’altro consente di puntualizzare che questa cinta urbana era addossata alla scarpata ad una quota intermedia e non correva lungo la sua sommità.
-
en
Archaeological investigations continued inside Palazzo Donnaregina. A new trench was excavated prior to the installation of a goods lift serving the new Museum of Contemporary Art. Important data was gathered regarding the geomorphological reconstruction of the north side of the hill, where the ancient town stood, and for its layout. Part of the natural stratigraphy of eruptive formation dating to the prehistoric period was uncovered. Part of the terracing system and the fortifications along the north side of the hill were also revealed.
The foundations of the double curtain wall of this stretch of the defences were identified, with the _émplekton_ layer behind filling the space between the hillside and the buttress. The foundations of a tie course toothed into the buttress also came to light together with a single block of yellow tufa from the wall of orthostats. The presence in at least three places of the quarry mark ΔΗ on blocks in the curtain wall foundations and those of the tie course, together with the few materials found in the preserved patches of émplekta, suggest a date of the 3rd century B.C. for the fortifications-terracing.
This find, on the one hand confirms what partially emerged from the excavations in the 1960s, that is the presence on the slope of more than one alignment of walls at different heights. On the other hand it proved definitively that the town’s curtain wall was built up against the scarp at mid height and did not run along the hill summit. - Summary Author
- Maria Luisa Nava
- Director
- Daniela Giampaola
- Funding Body
- Regione Campania
Media
-
Sampaolo 2005V. Sampaolo 2005, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2004, in Atti del XLIV Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2004), Taranto: 663-705.
-
Nava 2006M.L. Nava, 2006, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2005, in Atti del XLV Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2005), Taranto: 583-661.
-
Nava 2007M.L. Nava 2007, Le attività della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta nel 2006, in Atti del XLVI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2006), Taranto: c.s.