Name
Via Campana
Date Range
120 BC – 80 BC
300 – 500

Seasons

  • AIAC_2160 - Via Campana - 2005
    Lo scavo, effettuato preventivamente a dei lavori pubblici, ha riportato alla luce un diverticolo della via Campana. Si sono individuati quattro strati che coprono la superficie del deposito vulcanico riferibile all’eruzione flegrea di Agnano Montespina. Se il primo strato copre un ampio arco cronologico, che va dal periodo medioevale ai nostri giorni, il secondo è costituito da un deposito di origine alluvionale, che ha restituito un’alta concentrazione di materiale ceramico, riferibile a varie epoche storiche: vi sono presenti ceramiche d’impasto del Bronzo Antico e Medio, ceramiche a vernice nera, fino a sigillate africane. In uno dei saggi, un blocco di tufo è stato inserito a colmare una lacuna del battuto: tra il blocco e il bordo del battuto è stato rinvenuto un aes grave, databile tra il III e il II sec. a.C. La sequenza stratigrafica termina con uno strato databile all’età del Bronzo Medio-Recente. La seconda fase delle indagini ha interessato l’area a monte del tracciato stradale dove si è rinvenuto un edificio costituito da un corpo centrale preceduto da due cortili. Sulla scorta delle tecniche murarie esso può datarsi al periodo medio repubblicano ed è stato oggetto di trasformazioni che hanno modificato la distribuzione iniziale dei vani. Il nucleo centrale conserva per circa m 1 gli alzati, con pavimenti in cocciopesto e a mosaico bianco e nero. L’abbandono definitivo della struttura si può collocare tra il III e il IV sec. d.C. In due degli ambienti posti sul lato sud della struttura si è rinvenuto un torchio perfettamente conservato, mentre nell’angolo nord-occidentale del cortile centrale sono state ritrovate tre vasche di diverse dimensioni e comunicanti tra loro, probabilmente ascrivibili ad una fullonica. Sul lato opposto della strada antica si sono messe in luce le fondazioni di un edificio rettangolare, con ingresso sul lato nord-ovest, costituito da un unico ambiente. Probabilmente quest’ultimo aveva una funzione di deposito o di lavorazione.
  • AIAC_2160 - Via Campana - 2006
    È continuato lo scavo della villa rustica caratterizzata da un impianto quadrangolare, costituito da un corpo di fabbrica rettangolare di modeste dimensioni preceduto da un cortile con portico a pilastri. Ancora in corso di esplorazione è, invece, l’area ad esso prospiciente, dove la presenza di setti murari fa ipotizzare l’esistenza di un altro spazio scoperto, davanti al quale si conserva parzialmente un tratto di strada in terreno battuto, identificabile con quella rinvenuta nella prima fase dei lavori e il cui secondo livello è databile tra la fine del III e gli inizi del II sec. a.C. Costruito presumibilmente fra gli ultimi anni del II sec. a.C. e i primi del I sec. a.C., l’edificio presenta varie fasi costruttive e successive modifiche che ne testimoniano una continuità di vita fino al IV-V sec. d.C. Vi sono state rinvenute, altresì, più di un centinaio di monete di bronzo. Oltre al torchio scoperto lo scorso anno, è stata scoperta la cella vinaria. I dolia vi sono stati asportati, ma si conservano le fosse all’interno delle quali erano sistemati e i relativi alloggiamenti in malta che ne assicuravano la stabilità. Nel cortile si conservano, inoltre, un pozzo circolare in blocchetti di tufo con bordo in cocciopesto e, nell’angolo Nord-Est, un ambiente contenente i resti di un forno a calotta utilizzato probabilmente per la cottura del pane. A partire dal V sec. d.C., l’area fu adibita a luogo di sepoltura: vi sono state messe in luce, infatti, ventiquattro tombe di diversa tipologia, sia appartenute ad infanti che ad individui adulti, situate a ridosso dei muri perimetrali dell’edificio e del cortile, per lo più del tipo “alla cappuccina”, con tegole di copertura disposte in piano, o ad enchytrismos in anfora.

Media

Name
Via Campana
Year
2005
Summary
it Lo scavo, effettuato preventivamente a dei lavori pubblici, ha riportato alla luce un diverticolo della via Campana. Si sono individuati quattro strati che coprono la superficie del deposito vulcanico riferibile all’eruzione flegrea di Agnano Montespina.

Se il primo strato copre un ampio arco cronologico, che va dal periodo medioevale ai nostri giorni, il secondo è costituito da un deposito di origine alluvionale, che ha restituito un’alta concentrazione di materiale ceramico, riferibile a varie epoche storiche: vi sono presenti ceramiche d’impasto del Bronzo Antico e Medio, ceramiche a vernice nera, fino a sigillate africane. In uno dei saggi, un blocco di tufo è stato inserito a colmare una lacuna del battuto: tra il blocco e il bordo del battuto è stato rinvenuto un aes grave, databile tra il III e il II sec. a.C.
La sequenza stratigrafica termina con uno strato databile all’età del Bronzo Medio-Recente.

La seconda fase delle indagini ha interessato l’area a monte del tracciato stradale dove si è rinvenuto un edificio costituito da un corpo centrale preceduto da due cortili. Sulla scorta delle tecniche murarie esso può datarsi al periodo medio repubblicano ed è stato oggetto di trasformazioni che hanno modificato la distribuzione iniziale dei vani. Il nucleo centrale conserva per circa m 1 gli alzati, con pavimenti in cocciopesto e a mosaico bianco e nero. L’abbandono definitivo della struttura si può collocare tra il III e il IV sec. d.C. In due degli ambienti posti sul lato sud della struttura si è rinvenuto un torchio perfettamente conservato, mentre nell’angolo nord-occidentale del cortile centrale sono state ritrovate tre vasche di diverse dimensioni e comunicanti tra loro, probabilmente ascrivibili ad una fullonica.

Sul lato opposto della strada antica si sono messe in luce le fondazioni di un edificio rettangolare, con ingresso sul lato nord-ovest, costituito da un unico ambiente. Probabilmente quest’ultimo aveva una funzione di deposito o di lavorazione.
en A rescue excavation, prior to public works, brought to light a branch of the via Campana. Four levels were identified which overlay the surface of the volcanic deposit from the “Agnano Montespina” Flegrean eruption.

The first layer spanned a long chronological period, from the Middle Ages to the present day. The second was constituted by an alluvial deposit which produced a high concentration of pottery dating to various historical periods: impasto from the early and middle Bronze Age, black glaze ware and ARS. In one of the trenches a tufa block had been inserted to fill a hole in the beaten surface: an aes grave, datable to between the 3rd and 2nd century B.C., was found between the block and the top of the surface.
The stratigraphic sequence terminated with a layer datable to the mid-late Bronze Age.

Phase two of the investigation examined an area up hill from the road where a building constituted by a central block preceded by two courtyards was found. On the basis of the construction technique it may be dated to the mid Republican period. It underwent various modifications which altered the original layout of the rooms. The walls of the central nucleus were preserved to a height of circa 1 m and the floors were paved with _opus signinum_ and white and black mosaic. The structure was definitively abandoned between the 3rd-4th century A.D. A perfectly preserved press was found in one of the two rooms on the southern side of the structure, whilst in the north-western corner of the central courtyard three communicating tanks of varying size were revealed, probably attributable to a fullonica.

The foundations of a rectangular building constituted by a single room, the entrance on the north-western side, was uncovered on the opposite side of the ancient road. This was probably used for storage or as a workshop.
Summary Author
Maria Luisa Nava
Team
Archaeologist - Michela Ascione

Media

Name
Via Campana
Year
2006
Summary
it È continuato lo scavo della villa rustica caratterizzata da un impianto quadrangolare, costituito da un corpo di fabbrica rettangolare di modeste dimensioni preceduto da un cortile con portico a pilastri. Ancora in corso di esplorazione è, invece, l’area ad esso prospiciente, dove la presenza di setti murari fa ipotizzare l’esistenza di un altro spazio scoperto, davanti al quale si conserva parzialmente un tratto di strada in terreno battuto, identificabile con quella rinvenuta nella prima fase dei lavori e il cui secondo livello è databile tra la fine del III e gli inizi del II sec. a.C.

Costruito presumibilmente fra gli ultimi anni del II sec. a.C. e i primi del I sec. a.C., l’edificio presenta varie fasi costruttive e successive modifiche che ne testimoniano una continuità di vita fino al IV-V sec. d.C. Vi sono state rinvenute, altresì, più di un centinaio di monete di bronzo.

Oltre al torchio scoperto lo scorso anno, è stata scoperta la cella vinaria. I dolia vi sono stati asportati, ma si conservano le fosse all’interno delle quali erano sistemati e i relativi alloggiamenti in malta che ne assicuravano la stabilità. Nel cortile si conservano, inoltre, un pozzo circolare in blocchetti di tufo con bordo in cocciopesto e, nell’angolo Nord-Est, un ambiente contenente i resti di un forno a calotta utilizzato probabilmente per la cottura del pane.

A partire dal V sec. d.C., l’area fu adibita a luogo di sepoltura: vi sono state messe in luce, infatti, ventiquattro tombe di diversa tipologia, sia appartenute ad infanti che ad individui adulti, situate a ridosso dei muri perimetrali dell’edificio e del cortile, per lo più del tipo “alla cappuccina”, con tegole di copertura disposte in piano, o ad enchytrismos in anfora.
en Excavation continued on the rustic villa characterised by a quadrangular plan, constituted by a rectangular main body of modest dimensions in front of which was a courtyard with portico of pilasters. The area in front of the structure is still undergoing investigation. Here, the presence of walls suggests the existence of another open space, in front of which a stretch of beaten earth road was preserved. The latter can be identified with that uncovered during the first phase of excavation, and whose second level can be dated to between the end of the 3rd-beginning of the 2nd century B.C.

Presumably built between the last years of the second century B.C. and the first years of the 1st century B.C., the building presented various construction phases and subsequent alterations attesting a continuity of occupation until the 4th-5th century A.D. Over one hundred bronze coins were found here.

As well as the press discovered the previous year the wine cellar was also found. The dolia had been removed but the pits in which they stood were preserved together with the mortar housings that ensured their stability. Moreover, in the courtyard there was a round well built of small tufa blocks with an _opus signinum_ border and, in the north-eastern corner, a room containing the remains of a dome-shaped oven probably used for baking bread.

From the 5th century A.D. onwards the area was used as a cemetery. In fact, twenty-four tombs of diverse types were uncovered. They belonged to both infants and adults and were situated up against the perimeter walls of the building and courtyard. Most were either “a cappuccina”, with flat tile cover or _enchytrismos_ burials in amphora.
Summary Author
Maria Luisa Nava
Team
Archaeologist - Michela Ascione

Media

  • Nava 2006
    M.L. Nava, 2006, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2005, in Atti del XLV Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2005), Taranto: 583-661.
  • Nava 2007
    M.L. Nava 2007, Le attività della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta nel 2006, in Atti del XLVI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2006), Taranto: c.s.

Location

Location
Quarto