Name
Colle Oppio, Terme di Traiano
Date Range
1 – 2000
Monuments
Baths
Domus
Cemetery

Seasons

  • AIAC_82 - Colle Oppio, Terme di Traiano - 2000
    In March 2000, the director of the British School at Rom, Professor Andrew Wallace-Hadrill, and the Soprintendenza and Comune di Roma, commissioned a geophysical survey over part of the Colle Oppio in the centre of Rome. The trial resistivity survey was partially successful in identifying potential archaeological structures associated with the Baths of Trajan. Results were more successful on the ground to the south and east areas of the park, where the depth of archaeological deposits is significantly less than across the more elevated areas of the park to the north. The lack of any recognisable archaeological features in the survey results in the north and north east of the park suggest that resistivity, certainly utilising a twin prove array, would not be an effective method of mapping sub-surface remains of the Trajanic baths across the entire archaeological park.
  • AIAC_82 - Colle Oppio, Terme di Traiano - 2004
    As a result of the archaeological discoveries made between 1998 and 1999 in the gallery beneath the southwestern corner of the Baths of Trajan on the Oppian Hill (that included among other finds the building with the fresco "Painted City" and the wall mosaic "Muse and Philosopher"), excavations and restorations are at present in progress in the Baths above the gallery, in order to render them waterproof. These excavations confirmed the presence of a large portico that ran along the inside of the entire western side of the Baths, exactly above the gallery. A few bases in travertine in the perimeter wall are all that remain of the portico's columns. There is no trace of the pavement above the extrados of the vault. The room formed by the southwestern exedra is commonly known as the "Great Library" because of the presence of two superimposed orders of niches. This room opened onto the portico, through a columned entranceway. A test excavation inside the exedra revealed three low concentric stairs on the inside perimeter, with ample remains of marble veneers. Another portico, of smaller dimensions and with smaller column bases, was discovered on the southern front of the Baths. Excavations are in progress on the western external part of the portico, where the stratigraphy of the Trajanic construction deposits is being investigated. (Giovanni Caruso-Rita Volpe)
  • AIAC_82 - Colle Oppio, Terme di Traiano - 2009
    A seguito dei lavori eseguiti nel 1998-99, e delle scoperte effettuate in quegli anni, si è ottenuto un finanziamento su fondi L. 396/90 per Roma Capitale, eseguendo quindi successive campagne di intervento negli anni 2003-2006 e 2007-2008. In vista di una futura musealizzazione della galleria sottostante l’esedra sudoccidentale delle Terme di Traiano (cd. “criptoportico”), dove nel 1998 erano stati rinvenuti sia l’edificio con il grande affresco della “Città Dipinta” che quello con il mosaico parietale della “Musa e Filosofo”, era indispensabile procedere con l’obiettivo principale di garantire le migliori condizioni di conservazione possibili alle opere conservate nell’ambiente. Il programma dei lavori prevedeva, preliminarmente agli interventi di scavo all’interno della galleria sottostante l’esedra sudoccidentale, l’impermeabilizzazione ed il consolidamento statico della volta, considerando quindi l'asportazione dei livelli tardosettecenteschi e lo scavo delle stratificazioni soprastanti l'estradosso della volta stessa. Al termine dei lavori sarebbe stato ripristinato il piano di calpestio precedente. La situazione rinvenuta a seguito degli scavi ha però condizionato le successive strategie di scavo: si è quindi deciso di procedere ad una sistemazione generale al piano traianeo, impermeabilizzando l'estradosso della volta con un alto strato di cocciopesto e ricostituendo il filo della muratura di limite del porticato sovrastante la galleria. Un saggio di scavo eseguito all'interno dell'esedra ha mostrato la conservazione di ampi resti sia della struttura architettonica che dei rivestimenti, e si è quindi deciso di intraprendere lo scavo totale di essa, riportandola al livello originale. Lo scavo degli interri tardo settecenteschi che coprivano tutta quest’area, relativi alla “Fabbrica del Salnitro” (nota come Polveriera) installata in questo angolo, ha rivelato una sottostante situazione di interri tardo antichi, spesso interessati da fosse e cunicoli praticati in età rinascimentale alla ricerca di tesori d’arte e materiali da costruzione. Gli interri si riferiscono a successive fasi di defunzionalizzazione del complesso termale, databili tra il VI e il VII secolo d.C. Ad epoca tardo antica si riferiscono anche due sepolture isolate e scarse tracce di occupazione. Lo scavo di queste stratificazioni ha portato in luce il livello pavimentale dell’esedra, originariamente in lastre di marmo giallo antico e pavonazzetto (delle quali alcune ancora conservate); lungo le pareti dell’esedra è invece una bassa gradinata perimetrale, anch’essa rivestita originariamente di marmo bianco. L’esedra semicircolare (diametro circa 30 metri), con due ordini di nicchie rettangolari, viene tradizionalmente identificata con una biblioteca; la fronte era scandita da quattro colonne, (delle quali si sono rinvenute le fosse di spoliazione) e da due paraste o semicolonne addossate alla testata delle due ante laterizie che limitano sulla fronte le estremità nord e sud dell’emiciclo; si affacciava su un porticato largo circa 10 metri, che perimetrava all’interno il recinto termale; il rinvenimento di almeno tre dadi di travertino, destinati al sostegno degli elementi verticali del portico (a pilastri o più probabilmente a colonne) ha permesso di ricostruire un colonnato che con intercolumnio di circa tre metri si affacciava sull’area a verde che circondava gli ambienti dedicati al vero e proprio percorso termale. Il porticato insisteva esattamente sulla sottostante galleria (cd. criptoportico”), evidentemente costruita proprio per fungere da fondazione nei punti dove non c’erano altre precedenti strutture da utilizzare come base per il terrazzamento. Sopra la galleria, in corrispondenza dell’edificio dell’affresco, un passaggio apertosi nella volta di copertura ha consentito di esplorare il sottostante ambiente, parte dell’antico ingresso dell’edificio, decorato con un largo tratto di mosaico con una scena di vendemmia. Il mosaico, precedentemente visto solo mediante una videocamera, si conservava su una parete laterale dell’ambiente, e doveva essere parte di una più ampia superficie decorata a mosaico, che con vari quadri e registri decorava tutta la volta dell’ambiente. Il mosaico appartiene dunque all’apparato decorativo dello stesso grande edificio, costruito probabilmente nell’età dei Flavi, nell’ultimo quarto del I secolo d.C., sulla cui facciata si collocava l’affresco della “Città Dipinta”, a un’altezza di quasi quindici metri da terra, a lato della grandiosa arcata, larga oltre dieci metri, che costituiva l’ingresso principale. Nel corso del 2009 è stato eseguito il restauro e consolidamento sia della volta dell’ambiente che del mosaico stesso.
  • AIAC_82 - Colle Oppio, Terme di Traiano - 2010
    Nel corso del 2010 si è proceduto allo scavo dell’ambiente della “Vendemmia”, così denominato dal grande tratto di mosaico parietale conservato sulla parete, parte di una più ampia superficie decorata a mosaico, che con vari quadri e registri decorava tutta la volta dell’ambiente. Il mosaico appartiene all’apparato decorativo dello stesso grande edificio, costruito probabilmente nell’età dei Flavi, nell’ultimo quarto del I secolo d.C., sulla cui facciata si collocava l’affresco della “Città Dipinta”, a un’altezza di quasi quindici metri da terra, a lato della grandiosa arcata, larga oltre dieci metri, che costituiva l’ingresso principale. Lo scavo, giunto a profondità di quota 30 m s.l.m. circa, ha messo in luce, sotto vari strati di crollo del rivestimento a mosaico della volta, numerosi piani di cantiere ed interri riferibili all’attività traianea. Sempre nel 2010 si è iniziato lo scavo all’interno della galleria, in corrispondenza del punto dove nel 1998 era stato rinvenuto un lungo muro trasversale, di epoca precedente, che recava un tratto di mosaico parietale con una “Musa e Filosofo”.
  • AIAC_82 - Colle Oppio, Terme di Traiano - 2011
    Nel 2011 si è proseguito lo scavo al centro della galleria, mettendo in luce anche qui vari piani relativi al cantiere di età traianea. Lo scavo ha interessato l’ambiente con il mosaico parietale con Musa e Filosofo, mettendone in luce la porzione orientale, tagliata in diagonale dalle murature traianee. Dell’ambiente sono state messe in luce due pareti: una lunga quasi 16 m, con nuovi tratti di raffigurazione a mosaico; l’altra di circa 10 m, anch’essa con resti di mosaico. Lo schema decorativo si presenta articolato in registri sovrapposti; in quello più alto si riconoscono edifici realizzati in perfetta prospettiva, all’interno dei quali sono inserite figure maschili e femminili; al centro è una figura maschile e si distinguono, oltre alla Musa e Filosofo già visti nel 1998, un centauro, un delfino e numerosi elementi decorativi. Anche sul lato Sud dell’ambiente si conservano resti di mosaico parietale; su questa parete si apre, a un livello più basso, l’ingresso ad un ninfeo, anch’esso quasi interrato, con resti di mosaico a tessere vitree azzurre sulla volta e nicchia di fondo con foro per la _fistula_.
  • AIAC_82 - Colle Oppio, Terme di Traiano - 2012
    Nel 2012, un approfondimento dello scavo, eseguito nella parte più a nord dell’ambiente, ha messo in luce buona parte del registro inferiore del mosaico, meglio conservato, dove si distingue una serie di quattro figure femminili. La profondità massima raggiunta è di cinque metri dalla cresta del muro che, secondo la ricostruzione proposta in base alla presenza del ninfeo, dovrebbe tuttavia superare i 10 metri di altezza. La struttura presenta comunque due fasi di costruzione: la prima in grandi blocchi di travertino, con tre aperture; queste furono chiuse in una fase successiva, quando venne costruita una sopraelevazione in laterizio, sulla cui superficie fu steso il grande mosaico parietale.
  • AIAC_82 - Colle Oppio, Terme di Traiano - 2013
    Le attività all’interno del cd. criptoportico sono riprese soltanto nel mese di novembre, con l’ampliamento e l’approfondimento del saggio sul lato retrostante il muro del mosaico parietale; qui lo scavo degli strati di interro, sempre riferibili all’attività di costruzione traianea, ha messo in luce ulteriormente l’intonaco bianco che riveste il muro, con numerose lacune e fori di diversa estensione e natura. A circa 1,60 m al disotto della cresta del muro, la superficie dell’intonaco appare solcata da una linea, sotto la quale sono stati individuati graffiti in lingua latina. Le indagini all’interno della galleria sono quindi proseguite con la ripresa dello scavo dei battuti di epoca traianea che occupano l’interno dell’ambiente del mosaico parietale, mettendo in luce nuovi tratti della composizione musiva.

Media

Name
Colle Oppio, Terme di Traiano
Year
2000
Summary
en In March 2000, the director of the British School at Rom, Professor Andrew Wallace-Hadrill, and the Soprintendenza and Comune di Roma, commissioned a geophysical survey over part of the Colle Oppio in the centre of Rome.

The trial resistivity survey was partially successful in identifying potential archaeological structures associated with the Baths of Trajan. Results were more successful on the ground to the south and east areas of the park, where the depth of archaeological deposits is significantly less than across the more elevated areas of the park to the north. The lack of any recognisable archaeological features in the survey results in the north and north east of the park suggest that resistivity, certainly utilising a twin prove array, would not be an effective method of mapping sub-surface remains of the Trajanic baths across the entire archaeological park.
it Nel marzo 2000, il direttore della British School at Rom, Prof. Andrew Wallace-Hadrill e la Sovrintendenza Comunale di Roma, hanno commissionato una ricognizione geofisica su parte del Colle Oppio nel centro di Roma.

La prova di resistività ha avuto parzialmente seccesso nel definire potenziali strutture archeologiche associate alle terme di Traiano. Risultati maggiormente positivi si sono ottenuti nell’identificare potenziali strutture archeologiche nella zona meridionale e orientale del parco, dove la profondità dei depositi archeologici è significativamente minore di quella nelle aree più elevate del parco situate a settentrione. L’assenza di strutture archeologiche riconoscibili tra i risultati della ricognizione a nord e a nord-est del parco suggerisce che la resistività, anche usando un assortimento di duplici prove, non è un metodo efficace per l’individuazione di resti sotterranei delle terme di Traino attraverso tutto il parco archeologico.
Summary Author
Kristian Strutt
Team
Archaeologist - Helen Goodchild
Archaeologist - Marie-Nöelle di Jansens

Media

Name
Colle Oppio, Terme di Traiano
Year
2004
Summary
en As a result of the archaeological discoveries made between 1998 and 1999 in the gallery beneath the southwestern corner of the Baths of Trajan on the Oppian Hill (that included among other finds the building with the fresco "Painted City" and the wall mosaic "Muse and Philosopher"), excavations and restorations are at present in progress in the Baths above the gallery, in order to render them waterproof.
These excavations confirmed the presence of a large portico that ran along the inside of the entire western side of the Baths, exactly above the gallery. A few bases in travertine in the perimeter wall are all that remain of the portico's columns. There is no trace of the pavement above the extrados of the vault. The room formed by the southwestern exedra is commonly known as the "Great Library" because of the presence of two superimposed orders of niches. This room opened onto the portico, through a columned entranceway. A test excavation inside the exedra revealed three low concentric stairs on the inside perimeter, with ample remains of marble veneers. Another portico, of smaller dimensions and with smaller column bases, was discovered on the southern front of the Baths. Excavations are in progress on the western external part of the portico, where the stratigraphy of the Trajanic construction deposits is being investigated. (Giovanni Caruso-Rita Volpe)
it A seguito delle scoperte archeologiche effettuate tra il 1998 e il 1999 nella galleria sottostante l'angolo sudoccidentale delle Terme di Traiano sul Colle Oppio, che portarono fra l'altro al rinvenimento dell'edificio con l'affresco della "Città Dipinta" e di quello con il mosaico parietale della "Musa e Filosofo", sono attualmente in corso scavi e restauri sul piano delle Terme soprastante la galleria, al fine di garantirne l'impermeabilizzazione.

Durante questi scavi è stata confermata la presenza di un grande porticato che correva all'interno di tutto il lato occidentale delle Terme, esattamente al disopra della galleria. Il portico, delle cui colonne rimangono alcune basi in travertino nel muro perimetrale, non conserva invece resti del pavimento sopra l'estradosso della volta. Sul portico si doveva quindi aprire, anch'esso con un ingresso a colonne, l'ambiente costituito dall'esedra sudoccidentale, comunemente nota come "Grande Biblioteca" per la presenza di nicchie su due ordini. Un saggio praticato all'interno dell'esedra ha confermato anche la presenza di una struttura costituita di tre bassi gradini concentrici sul perimetro interno, con ampi resti del rivestimento marmoreo.

Un altro portico, di dimensioni più ridotte e con basi di colonne più piccole, è stato rinvenuto anche sul fronte meridionale delle Terme.
Sono attualmente in corso scavi nella parte esterna al portico occidentale, dove si stanno indagando le stratigrafie relative all'interro di costruzione traianeo.
Team
Archaeologist - Monica Pontani
Archaeologist - Francesca Carboni
Archaeologist - Carla Termini
Archaeologist - Simonetta Serra
Archaeologist - Francesco Pacetti
Archaeologist - Giovanni Caruso
Architect - Piero Giusberti
Field director - Rita Volpe

Media

Name
Colle Oppio, Terme di Traiano
Year
2009
Summary
it A seguito dei lavori eseguiti nel 1998-99, e delle scoperte effettuate in quegli anni, si è ottenuto un finanziamento su fondi L. 396/90 per Roma Capitale, eseguendo quindi successive campagne di intervento negli anni 2003-2006 e 2007-2008.

In vista di una futura musealizzazione della galleria sottostante l’esedra sudoccidentale delle Terme di Traiano (cd. “criptoportico”), dove nel 1998 erano stati rinvenuti sia l’edificio con il grande affresco della “Città Dipinta” che quello con il mosaico parietale della “Musa e Filosofo”, era indispensabile procedere con l’obiettivo principale di garantire le migliori condizioni di conservazione possibili alle opere conservate nell’ambiente. Il programma dei lavori prevedeva, preliminarmente agli interventi di scavo all’interno della galleria sottostante l’esedra sudoccidentale, l’impermeabilizzazione ed il consolidamento statico della volta, considerando quindi l'asportazione dei livelli tardosettecenteschi e lo scavo delle stratificazioni soprastanti l'estradosso della volta stessa. Al termine dei lavori sarebbe stato ripristinato il piano di calpestio precedente.

La situazione rinvenuta a seguito degli scavi ha però condizionato le successive strategie di scavo: si è quindi deciso di procedere ad una sistemazione generale al piano traianeo, impermeabilizzando l'estradosso della volta con un alto strato di cocciopesto e ricostituendo il filo della muratura di limite del porticato sovrastante la galleria.

Un saggio di scavo eseguito all'interno dell'esedra ha mostrato la conservazione di ampi resti sia della struttura architettonica che dei rivestimenti, e si è quindi deciso di intraprendere lo scavo totale di essa, riportandola al livello originale. Lo scavo degli interri tardo settecenteschi che coprivano tutta quest’area, relativi alla “Fabbrica del Salnitro” (nota come Polveriera) installata in questo angolo, ha rivelato una sottostante situazione di interri tardo antichi, spesso interessati da fosse e cunicoli praticati in età rinascimentale alla ricerca di tesori d’arte e materiali da costruzione. Gli interri si riferiscono a successive fasi di defunzionalizzazione del complesso termale, databili tra il VI e il VII secolo d.C. Ad epoca tardo antica si riferiscono anche due sepolture isolate e scarse tracce di occupazione.

Lo scavo di queste stratificazioni ha portato in luce il livello pavimentale dell’esedra, originariamente in lastre di marmo giallo antico e pavonazzetto (delle quali alcune ancora conservate); lungo le pareti dell’esedra è invece una bassa gradinata perimetrale, anch’essa rivestita originariamente di marmo bianco. L’esedra semicircolare (diametro circa 30 metri), con due ordini di nicchie rettangolari, viene tradizionalmente identificata con una biblioteca; la fronte era scandita da quattro colonne, (delle quali si sono rinvenute le fosse di spoliazione) e da due paraste o semicolonne addossate alla testata delle due ante laterizie che limitano sulla fronte le estremità nord e sud dell’emiciclo; si affacciava su un porticato largo circa 10 metri, che perimetrava all’interno il recinto termale; il rinvenimento di almeno tre dadi di travertino, destinati al sostegno degli elementi verticali del portico (a pilastri o più probabilmente a colonne) ha permesso di ricostruire un colonnato che con intercolumnio di circa tre metri si affacciava sull’area a verde che circondava gli ambienti dedicati al vero e proprio percorso termale. Il porticato insisteva esattamente sulla sottostante galleria (cd. criptoportico”), evidentemente costruita proprio per fungere da fondazione nei punti dove non c’erano altre precedenti strutture da utilizzare come base per il terrazzamento.

Sopra la galleria, in corrispondenza dell’edificio dell’affresco, un passaggio apertosi nella volta di copertura ha consentito di esplorare il sottostante ambiente, parte dell’antico ingresso dell’edificio, decorato con un largo tratto di mosaico con una scena di vendemmia. Il mosaico, precedentemente visto solo mediante una videocamera, si conservava su una parete laterale dell’ambiente, e doveva essere parte di una più ampia superficie decorata a mosaico, che con vari quadri e registri decorava tutta la volta dell’ambiente. Il mosaico appartiene dunque all’apparato decorativo dello stesso grande edificio, costruito probabilmente nell’età dei Flavi, nell’ultimo quarto del I secolo d.C., sulla cui facciata si collocava l’affresco della “Città Dipinta”, a un’altezza di quasi quindici metri da terra, a lato della grandiosa arcata, larga oltre dieci metri, che costituiva l’ingresso principale. Nel corso del 2009 è stato eseguito il restauro e consolidamento sia della volta dell’ambiente che del mosaico stesso.
en Following the work undertaken between 1998-99, and the discoveries made in those years, funding was obtained under the L. 396/90 for Roma Capitale, which financed campaigns in 2003-2006 and 2007-2008.

A museum is to be created in the gallery below the south-western exedra of Trajan’s baths (the so-called “cryptoporticus”), where in 1998 both the building with the large fresco of the “Painted City” and that with the wall mosaic of the “Muse and Philosopher” were discovered. With this in mind it was necessary to continue with the main objective, that is the guaranteeing of the best conditions for the conservation of the archaeological materials housed in this area. Prior to the excavation inside the gallery below the south-western exedra, the programme of works foresaw the waterproofing and consolidation of the vault prior to the removal of the late 18th century levels and the excavation of the stratigraphy above the vault itself. These interventions were to terminate with the re-laying of the preceding floor level.

However, the situation uncovered by the excavations conditioned future excavation strategy. It was thus decided to proceed with a general renovation of the Trajanic level, waterproofing the vault’s extrados with a thick layer of opus signinum and reconstituting the line of the perimeter wall of the portico above the gallery.

A trench dug inside the exedra revealed the presence of numerous remains both of the architectural structure and the facings, and it was decided to complete its excavation down to the original level. Excavation of the late 18th century dumps covering this entire area, relating to the “Fabbrica del Salnitro” (known as the Powder magazine) installed in this corner, revealed the presence of late antique dumps below, often cut by pits and cuniculi made during the Renaissance period in the search for treasure and building materials. The dumps relate to successive phases of the bath’s abandonment, datable to between the 6th-7th century A.D. Two isolated burials and scarce traces of occupation dated to the late antique period.

The excavation of these dumps brought to light the original floor of the exedra in slabs of giallo antico and pavonazzetto marble (some of which still preserved); low steps ran along the edges of the walls, originally faced with white marble. The semicircular exedra (diameter circa 30 m), with two orders of rectangular niches, is traditionally identified with the library; the façade was articulated by four columns (of which the robber trenches were found) and by two semi-pilasters or semi-columns which stood against the two brick-faced ends of the exedra, delimiting the façade. The exedra faced onto a portico circa 10 metres wide which ran around the perimeter of the baths’ enclosure. The discovery of at least three travertine bases, which had supported the vertical elements of the portico (pillars or more probably columns), made it possible to reconstruct a colonnade with an intercolumniation of circa 3 metres looking out onto the green area surrounding the rooms dedicated to bathing. The portico stood exactly above the gallery (so-called cryptoporticus) which had been built to function as a foundation in the points where there were no pre-existing structures to use as a base for the terracing.

Above the gallery, in correspondence with the building with the fresco, a passage which had opened in the vaulted roof led into the room below, part of the building’s original entrance. Its exploration revealed a large mosaic with a grape harvesting scene. The mosaic, previously only seen by video camera, was preserved on a side wall and must have been part of a larger surface decorated with mosaic, which with various pictures and registers decorated the entire vault. Thus the mosaic was part of the decorative scheme of the same large building, probably constructed in the Flavian period, in the last quarter of the 1st century A.D. Its façade was decorated by the fresco of the “Painted City”, at a height of almost fifteen metres from the ground, at the side of the grandiose archway, over ten metres wide, which constituted the main entrance. During 2009 both the vault and the mosaic itself were restored and consolidated.
Summary Author
Rita Volpe
Director
Giovanni Caruso
Team
Archaeologist - Francesco Pacetti
Archaeologist - Simonetta Serra
Archaeologist - Carla Termini
Architect - Piero Giusberti

Media

Name
Colle Oppio, Terme di Traiano
Year
2010
Summary
it Nel corso del 2010 si è proceduto allo scavo dell’ambiente della “Vendemmia”, così denominato dal grande tratto di mosaico parietale conservato sulla parete, parte di una più ampia superficie decorata a mosaico, che con vari quadri e registri decorava tutta la volta dell’ambiente. Il mosaico appartiene all’apparato decorativo dello stesso grande edificio, costruito probabilmente nell’età dei Flavi, nell’ultimo quarto del I secolo d.C., sulla cui facciata si collocava l’affresco della “Città Dipinta”, a un’altezza di quasi quindici metri da terra, a lato della grandiosa arcata, larga oltre dieci metri, che costituiva l’ingresso principale.

Lo scavo, giunto a profondità di quota 30 m s.l.m. circa, ha messo in luce, sotto vari strati di crollo del rivestimento a mosaico della volta, numerosi piani di cantiere ed interri riferibili all’attività traianea.

Sempre nel 2010 si è iniziato lo scavo all’interno della galleria, in corrispondenza del punto dove nel 1998 era stato rinvenuto un lungo muro trasversale, di epoca precedente, che recava un tratto di mosaico parietale con una “Musa e Filosofo”.
en The 2010 excavations investigated the room named of the “Vendemmia” after a large patch of preserved wall mosaic, and part of the mosaic decorating its vault. The mosaic was part of the decorative scheme of one large building, probably constructed in the Flavian period during the final quarter of the 1st century A.D. At a height of almost 15 m above the ground, the façade was decorated with the “Painted City” fresco, to the side of the grandiose arch that constituted the main entrance to the complex.

Under various layers of collapse, at a depth of about 30 m a.s.l., the excavation exposed the mosaic surface of the vaulted ceiling, numerous building site surfaces, and dumps relating to Trajanic activity.

Also in 2010, excavation began inside the gallery, in correspondence with the point where in 1998 a long transverse wall was found. Earlier in date, it presented a patch of wall mosaic showing a “Muse and Philosopher”.
Summary Author
Giovanni Caruso
Rita Volpe
Team
Archaeologist - Francesco Pacetti
Archaeologist - Simonetta Serra
Archaeologist - Carla Termini
Archaeologist - Marta Giacobelli
Architect - Piero Giusberti

Media

Name
Colle Oppio, Terme di Traiano
Year
2011
Summary
it Nel 2011 si è proseguito lo scavo al centro della galleria, mettendo in luce anche qui vari piani relativi al cantiere di età traianea. Lo scavo ha interessato l’ambiente con il mosaico parietale con Musa e Filosofo, mettendone in luce la porzione orientale, tagliata in diagonale dalle murature traianee.

Dell’ambiente sono state messe in luce due pareti: una lunga quasi 16 m, con nuovi tratti di raffigurazione a mosaico; l’altra di circa 10 m, anch’essa con resti di mosaico. Lo schema decorativo si presenta articolato in registri sovrapposti; in quello più alto si riconoscono edifici realizzati in perfetta prospettiva, all’interno dei quali sono inserite figure maschili e femminili; al centro è una figura maschile e si distinguono, oltre alla Musa e Filosofo già visti nel 1998, un centauro, un delfino e numerosi elementi decorativi.

Anche sul lato Sud dell’ambiente si conservano resti di mosaico parietale; su questa parete si apre, a un livello più basso, l’ingresso ad un ninfeo, anch’esso quasi interrato, con resti di mosaico a tessere vitree azzurre sulla volta e nicchia di fondo con foro per la _fistula_.
en In 2011, excavation continued at the centre of the gallery, also revealing various surfaces associated with the Trajanic construction site. In the room housing the Muse and Philosopher wall mosaic, the eastern sector, cut diagonally by the Trajanic walls, was excavated.

Two of this room’s walls were exposed: one almost 16 m long, with new patches of figured mosaic; on the other wall, about 10 m long, also presented the remains of mosaic decoration. The decorative scheme presented a series of registers. Buildings in perfect perspective can be seen in the uppermost register with male and female figures inside them. At the centre is a man and as well as the Muse and Philosopher seen in 1998, a centaur, a dolphin, and numerous decorative elements can be recognised.

The remains of a wall mosaic are also preserved on the south side of the room; at a lower level, the entrance to a nymphaeum, with the remains of a blue glass mosaic on the vault and a niche in the back wall with a hole for the _fistula_ , opened in this wall. The structure was almost completely buried.
Summary Author
Rita Volpe
Giovanni Caruso
Team
Archaeologist - Francesco Pacetti
Archaeologist - Carla Termini
Archaeologist - Simonetta Serra
Archaeologist - Marta Giacobelli
Architect - Piero Giusberti

Media

Name
Colle Oppio, Terme di Traiano
Year
2012
Summary
it Nel 2012, un approfondimento dello scavo, eseguito nella parte più a nord dell’ambiente, ha messo in luce buona parte del registro inferiore del mosaico, meglio conservato, dove si distingue una serie di quattro figure femminili.

La profondità massima raggiunta è di cinque metri dalla cresta del muro che, secondo la ricostruzione proposta in base alla presenza del ninfeo, dovrebbe tuttavia superare i 10 metri di altezza.

La struttura presenta comunque due fasi di costruzione: la prima in grandi blocchi di travertino, con tre aperture; queste furono chiuse in una fase successiva, quando venne costruita una sopraelevazione in laterizio, sulla cui superficie fu steso il grande mosaico parietale.
en In 2012, the excavation continued in the northernmost part of the room revealing most of the mosaic’s lower register. This was in a better state of preservation and a series of four female figures can be distinguished.

Digging down from the wall’s crest a maximum depth of five meters was reached. According to the proposed reconstruction based on the presence of the nymphaeum, the wall was probably over 10 m high.

The structure had two building phases: the first in large travertine blocks, with three openings; these were closed in a later phase when a brick-built storey was added, on whose surface the great wall mosaic was created.
Summary Author
Giovanni Caruso
Rita Volpe
Team
Archaeologist - Francesco Pacetti
Archaeologist - Carla Termini
Archaeologist - Simonetta Serra
Archaeologist - Marta Giacobelli
Architect - Piero Giusberti

Media

Name
Colle Oppio, Terme di Traiano
Year
2013
Summary
it Le attività all’interno del cd. criptoportico sono riprese soltanto nel mese di novembre, con l’ampliamento e l’approfondimento del saggio sul lato retrostante il muro del mosaico parietale; qui lo scavo degli strati di interro, sempre riferibili all’attività di costruzione traianea, ha messo in luce ulteriormente l’intonaco bianco che riveste il muro, con numerose lacune e fori di diversa estensione e natura.

A circa 1,60 m al disotto della cresta del muro, la superficie dell’intonaco appare solcata da una linea, sotto la quale sono stati individuati graffiti in lingua latina.

Le indagini all’interno della galleria sono quindi proseguite con la ripresa dello scavo dei battuti di epoca traianea che occupano l’interno dell’ambiente del mosaico parietale, mettendo in luce nuovi tratti della composizione musiva.
en Excavations continued in the so-called cryptoporticus, extending and deepening the trench on the side behind the wall with the mosaic. Here, the excavation of the layers of dumped material relating to Trajanic construction activity, further exposed the white plaster facing on the wall, which presented gaps and holes of various size and nature.
At about 1.60 m below the crest of the wall, the plaster surface appeared a groove, underneath which Latin graffiti were visible.

Inside the gallery, the excavation of the Trajanic beaten floor surfaces inside the room with the wall mosaic continued, exposing new parts of the mosaic composition on the wall.
Summary Author
Rita Volpe
Team
Archaeologist - Giovanni Caruso
Archaeologist - Francesco Pacetti
Archaeologist - Simonetta Serra
Archaeologist - Carla Termini
Archaeologist - Marta Giacobelli
Architect - Piero Giusberti

Media

  • Caruso-Volpe 1994
    G. Caruso, R. Volpe, 1994, Terme di Traiano. Scavi nel criptoportico nordoccidentale, in Archeologia Laziale XII: 181-184.
  • Caruso-Volpe 2000
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  • La Rocca 2000
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  • Caruso-Volpe 1992
    G. Caruso, R. Volpe, 1992, Colle Oppio, Roma.
  • Volpe 2008
    R. Volpe, 2008, Le giornate di lavoro nelle iscrizioni dipinte delle Terme di Traiano, in Epigrafia 2006. Atti della XVIe rencontre sur l’épigraphie in onore di Silvio Panciera con altri contributi di colleghi, allievi e collaboratori, Tituli 9, Roma: 453-466.
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  • Volpe 2010
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  • Caruso-Volpe 1992
    G. Caruso, R. Volpe, 1992, Colle Oppio, Roma.

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