Name
Basilica Petriana
Date Range
400 – 750
1250 – 1490

Seasons

  • AIAC_2020 - Basilica Petriana - 2008
    A partire dal 2001 l’insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università di Bologna – sede di Ravenna, si è impegnato in una serie di progetti ed interventi di scavo presso la città abbandonata di Classe, a Sud di Ravenna. La città, preceduta da alcune necropoli e ville in età imperiale, nacque nel V secolo come centro-satellite della vicina Ravenna, e in particolare come porto commerciale di quest’ultima, al momento in cui venne scelta come sede imperiale d’Occidente. Nell’ottobre del 2008 si è svolta una campagna di valutazione del deposito archeologico della Basilica Petriana, il più grosso edificio ecclesiastico di Classe. Le indagini, precedute e indirizzate da una indagine magnetometrica, hanno portato alla luce alcune strutture della basilica, tra cui il muro perimetrale Sud, nonché una parte della pavimentazione originaria in opus sectile databile al V secolo, ancora in situ. I risultati dell’intervento sono in corso di elaborazione, ma il rinvenimento dei resti della basilica – che conferma definitivamente la localizzazione del monumento e la sua cronologia su base stratigrafica - è un evento di notevole portata per il progresso delle conoscenze su Classe.
  • AIAC_2020 - Basilica Petriana - 2009
    Lo scavo si è svolto nell’area dell’antica città di Classe, presso il Podere Mazzotti, dove le indagini magnetometriche hanno permesso l’identificazione dell’edificio ecclesiastico. Sono stati aperti 2 sondaggi e una trincea esplorativa lunga ca 100 m lineari, necessari per verificare le anomalie rilevate dalle indagini geognostiche. All’interno del primo sondaggio (m 7x7) è stata individuata la fossa di spoliazione di un’abside semicircolare situata ad una profondità di ca m 2 dal piano attuale di calpestio. Alla stessa quota è stata identificata la preparazione in malta di un pavimento in mosaico policromo, di cui si conservano modesti lacerti ancora in situ. Secondo la planimetria rilevata dal magnetometro questo ambiente absidato appartiene ad un edificio quadrangolare di grandi dimensioni (m 35x30), con due absidi poste sul lato est, a poche decine di metri dalla basilica. Un secondo sondaggio è stato invece effettuato in corrispondenza dell’area presbiteriale dell’edificio ecclesiastico, per verificare la presenza dell’abside, le cui tracce sono visibili solo in alcune immagini geognostiche. Anche in questo caso è stata identificata una profonda fossa di spoliazione (fino a m 2,5 dal piano di calpestio) di forma semicircolare, interamente riempita da materiale edilizio ricavato dalle spoliazioni della basilica. Il pavimento della basilica risulta in questo tratto interamente spoliato e intaccato da una grande fornace in laterizi di forma circolare. Questo impianto produttivo, di cui si conserva esclusivamente il piano di cottura, è stato realizzato dopo la distruzione e la spoliazione dei muri perimetrali, in un periodo compreso tra la fine dell’VIII e il XV secolo. La trincea aveva invece l’obiettivo di chiarire le reali dimensioni e l’articolazione interna della basilica. Si tratta di un edificio largo m 40, 3 e lungo ca 71, 4 se si esclude l’abside (m 8,5). In corrispondenza della navata centrale dell’edificio sono stati riportati alla luce diversi lacerti dell’originaria pavimentazione in mosaico policromo e, ancora una volta, le fosse di spoliazione dei muri perimetrali, le cui fondazioni sono state identificate a ca m 2 dal piano di calpestio attuale. Nella precedente campagna di scavi era stato identificato il piano pavimentale della navata nord, realizzato in opus sectile, con motivi simili a quelli realizzati per la basilica di S. Croce a Ravenna, costruita nello stesso periodo. Le fondazioni dei muri perimetrali nord e sud erano ancorate agli stilobati della navata centrale da imponenti strutture perpendicolari, poste a distanza di ca 15 m l’una dall’altra. Tali strutture non erano chiaramente visibili in alzato e risultano tuttora coperte dai piani pavimentali della basilica, nei tratti in cui non sono stati oggetto di spoliazione. Al centro della navata mediana sono state anche identificate strutture appartenenti probabilmente al recinto presbiteriale, intaccate da spoliazioni di XV secolo. Un saggio è stato infine effettuato all’esterno dell’edificio, presso il lato meridionale. Qui sono stati identificati alcune strutture di smaltimento delle acque piovane della basilica e un impianto artigianale. Si tratta di impianti legati alla produzione di ceramica e vetro, forse parte di un più ampio quartiere artigianale la cui presenza è ipotizzabile a partire da alcune anomalie dell’immagine prodotta dal magnetometro nel 2008.

Media

Name
Basilica Petriana
Year
2008
Summary
it A partire dal 2001 l’insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università di Bologna – sede di Ravenna, si è impegnato in una serie di progetti ed interventi di scavo presso la città abbandonata di Classe, a Sud di Ravenna. La città, preceduta da alcune necropoli e ville in età imperiale, nacque nel V secolo come centro-satellite della vicina Ravenna, e in particolare come porto commerciale di quest’ultima, al momento in cui venne scelta come sede imperiale d’Occidente.

Nell’ottobre del 2008 si è svolta una campagna di valutazione del deposito archeologico della Basilica Petriana, il più grosso edificio ecclesiastico di Classe. Le indagini, precedute e indirizzate da una indagine magnetometrica, hanno portato alla luce alcune strutture della basilica, tra cui il muro perimetrale Sud, nonché una parte della pavimentazione originaria in opus sectile databile al V secolo, ancora in situ. I risultati dell’intervento sono in corso di elaborazione, ma il rinvenimento dei resti della basilica – che conferma definitivamente la localizzazione del monumento e la sua cronologia su base stratigrafica - è un evento di notevole portata per il progresso delle conoscenze su Classe.
en From 2001 onwards the school of Medieval Archaeology at the University of Bologna’s Ravenna subsidiary, has been involved in a series of projects and excavations at the abandoned town of Classe, south of Ravenna. Prior to the town, the site was occupied in the imperial period by a number of necropoli and villas. The town grew up in the 5th century as a satellite of nearby Ravenna, and in particular as the commercial port for the latter, at the moment when it was chosen as the capital of the western empire.

In October 2008 a campaign was undertaken to evaluate the nature of the archaeological deposit of the Basilica Petriana, the largest ecclesiastical building at Classe. The investigations, preceded and guided by a magnetometer survey, brought to light a number of structures belonging to the basilica. These included the southern perimeter wall as well as a part of the original opus sectile floor still in situ, datable to the 5th century. The results of this work are still being processed, but the find of the remains of the basilica – which definitively confirms the location of the monument and, on the basis of the stratigraphy, its chronology– is a very important addition to our knowledge of Classe.
Summary Author
Andrea Augenti
Team
Supervisor - Enrico Cirelli
Supervisor - Mila Bondi
Supervisor - Cecilia Malaguti

Media

Name
Basilica Petriana
Year
2009
Summary
it Lo scavo si è svolto nell’area dell’antica città di Classe, presso il Podere Mazzotti, dove le indagini magnetometriche hanno permesso l’identificazione dell’edificio ecclesiastico.

Sono stati aperti 2 sondaggi e una trincea esplorativa lunga ca 100 m lineari, necessari per verificare le anomalie rilevate dalle indagini geognostiche. All’interno del primo sondaggio (m 7x7) è stata individuata la fossa di spoliazione di un’abside semicircolare situata ad una profondità di ca m 2 dal piano attuale di calpestio. Alla stessa quota è stata identificata la preparazione in malta di un pavimento in mosaico policromo, di cui si conservano modesti lacerti ancora in situ. Secondo la planimetria rilevata dal magnetometro questo ambiente absidato appartiene ad un edificio quadrangolare di grandi dimensioni (m 35x30), con due absidi poste sul lato est, a poche decine di metri dalla basilica.

Un secondo sondaggio è stato invece effettuato in corrispondenza dell’area presbiteriale dell’edificio ecclesiastico, per verificare la presenza dell’abside, le cui tracce sono visibili solo in alcune immagini geognostiche. Anche in questo caso è stata identificata una profonda fossa di spoliazione (fino a m 2,5 dal piano di calpestio) di forma semicircolare, interamente riempita da materiale edilizio ricavato dalle spoliazioni della basilica. Il pavimento della basilica risulta in questo tratto interamente spoliato e intaccato da una grande fornace in laterizi di forma circolare. Questo impianto produttivo, di cui si conserva esclusivamente il piano di cottura, è stato realizzato dopo la distruzione e la spoliazione dei muri perimetrali, in un periodo compreso tra la fine dell’VIII e il XV secolo.

La trincea aveva invece l’obiettivo di chiarire le reali dimensioni e l’articolazione interna della basilica. Si tratta di un edificio largo m 40, 3 e lungo ca 71, 4 se si esclude l’abside (m 8,5). In corrispondenza della navata centrale dell’edificio sono stati riportati alla luce diversi lacerti dell’originaria pavimentazione in mosaico policromo e, ancora una volta, le fosse di spoliazione dei muri perimetrali, le cui fondazioni sono state identificate a ca m 2 dal piano di calpestio attuale. Nella precedente campagna di scavi era stato identificato il piano pavimentale della navata nord, realizzato in opus sectile, con motivi simili a quelli realizzati per la basilica di S. Croce a Ravenna, costruita nello stesso periodo.

Le fondazioni dei muri perimetrali nord e sud erano ancorate agli stilobati della navata centrale da imponenti strutture perpendicolari, poste a distanza di ca 15 m l’una dall’altra. Tali strutture non erano chiaramente visibili in alzato e risultano tuttora coperte dai piani pavimentali della basilica, nei tratti in cui non sono stati oggetto di spoliazione.

Al centro della navata mediana sono state anche identificate strutture appartenenti probabilmente al recinto presbiteriale, intaccate da spoliazioni di XV secolo.
Un saggio è stato infine effettuato all’esterno dell’edificio, presso il lato meridionale. Qui sono stati identificati alcune strutture di smaltimento delle acque piovane della basilica e un impianto artigianale. Si tratta di impianti legati alla produzione di ceramica e vetro, forse parte di un più ampio quartiere artigianale la cui presenza è ipotizzabile a partire da alcune anomalie dell’immagine prodotta dal magnetometro nel 2008.
en The excavation was undertaken in the area of the ancient town of Classe, on the Mazzotti farm where a magnetometer survey had revealed the existence of a church.

Two trenches and a trial trench circa 100 m long were opened in order to investigate the survey results. In the first trench (7 x 7 m) the robber trench of a semicircular apse was exposed at a depth of circa 2 m from the present ground level. At the same depth the mortar make up for a polychrome mosaic pavement, of which some small patches were preserved in situ, came to light. According to the plan shown by the magnetometer, this apsidal space belonged to a large quadrangular building (35 x 30 m), with two apses on the eastern side, situated a few metres away from the basilica.

A second trench was opened in correspondence with the presbytery area of the ecclesiastical building, in order to check for the presence of an apse that was only visible in some of the magnetometer images. In this case a deep semicircular robber trench was also identified (up to 2.5 m down from ground level). It was completely filled with building rubble from the robbing of the basilica. The basilica’s pavement at this point had been completely removed and cut by a large circular brick-built kiln. This productive structure, of which only the firing floor was preserved, was built after the destruction and robbing of the perimeter walls, some time between the end of the 8th and the 15th century.

This trench aimed to clarify the true dimensions and internal layout of the basilica. The building was 40 m wide and circa 71.4 m long, excluding the apse (8.5 m). In correspondence with the central nave a number of patches of the original polychrome mosaic pavement came to light, and again the robber trenches of the perimeter walls, whose foundations were identified at circa 2 m below ground level. In the previous excavation campaign the floor of the northern nave had been exposed. This paving was in opus sectile with motifs similar to those in the basilica of S. Croce at Ravenna, built in the same period.

The foundations of the north and south perimeter walls were anchored to the stylobates of the central nave by imposing perpendicular structures, placed at circa 15 m apart. These structures were not clearly visible in profile and were still covered by the basilica’s floor levels, in the zones which had not been robbed.

Structures probably belonging to the presbytery enclosure were identified in the middle of the central nave. They had been cut by 15th century robbing.
Lastly, a trench was dug outside the building, on the south side. Here, several structures for draining rainwater from the basilica and a craft working structure were identified. These features were probably linked to pottery and glass production, perhaps part of a larger craft working quarter whose presence is suggested by anomalies in the 2008 magnatometer survey.
Summary Author
Enrico Cirelli
Team
Conservator - Gianluigi Fiorella
Supervisor - Debora Ferreri
Supervisor - Cecilia Malaguti
Supervisor - Mila Bondi
Supervisor - Elisa Tabanelli

Media

Location

Location
Classe
Easting
12.223231
Northing
44.393825