Name
Basilica di S. Severo
Date Range
50 BC – 1820

Seasons

  • AIAC_827 - Basilica di S. Severo - 2006
    La basilica di S. Severo, menzionata più volte dalle fonti letterarie e documentarie, risulta costruita alla fine del VI sec. d.C., e sopravvissuta al declinio e alla scomparsa del centro urbano, fino alla sua distruzione definitiva nell’età moderna (XIX secolo). Il monumento e l’area circostante sono state oggetto di scavi a più riprese, a partire dagli anni ’60. Le indagini hanno portato alla luce un ampio complesso basilicale (65 x 27 m) a 3 navate ed abside unica, affiancate da 2 sacelli di piccole dimensioni a pianta rettangolare, entrambi absidati, nonché da altri edifici, tra cui il campanile. Gli scavi hanno dimostrato che la basilica soppianta un edificio precedente, databile all’età imperiale (la prima fase risale all’epoca adrianea), identificato in un impianto termale forse di carattere pubblico o relativo ad una villa suburbana. La basilica insiste parzialmente anche su una necropoli antica (I-II d.C.), nella quale fu poi inumato il corpo del vescovo Severo. (MiBAC)
  • AIAC_827 - Basilica di S. Severo - 2008
    A partire dal 2001 l’insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università di Bologna – sede di Ravenna, si è impegnato in una serie di progetti ed interventi di scavo presso la città abbandonata di Classe, a Sud di Ravenna. La città, preceduta da alcune necropoli e ville in età imperiale, nacque nel V secolo come centro-satellite della vicina Ravenna, e in particolare come porto commerciale di quest’ultima, al momento in cui venne scelta come sede imperiale d’Occidente. La basilica di San Severo, individuata sul terreno e parzialmente portata alla luce negli anni’60 del secolo scorso, dal 2006 è al centro di un nuovo progetto di scavo e indagini archeologiche. Le prime tracce di occupazione dell’area consistono principalmente nei resti di una villa suburbana. Si tratta di un complesso notevole, di cui facevano parte svariati ambienti con pavimentazione a mosaico e in cocciopesto, vasche rivestite in marmo e un impianto termale. La fase più antica delle strutture sembra risalire all’età augustea. Non lontana dalla villa si trovava una necropoli. L’impianto fu verosimilmente occupato fino all’inizio del VI secolo, epoca alla quale risale il pavimento a mosaico più tardo. Già nella prima metà del V secolo la zona accolse un piccolo edificio rettangolare absidato, probabilmente il monasterium di S. Ruffillo nel quale venne originariamente traslato il corpo del vescovo Severo. In seguito, verso gli ultimi decenni del VI secolo, il monastero fu affiancato a Sud da un altro edificio a pianta rettangolare, di dimensioni analoghe, e a Nord dalla basilica. Questa era un notevole organismo architettonico a tre navate, preceduto da un nartece e concluso ad Est da un’unica abside, poligonale all’esterno e semicircolare all’interno. Le dimensioni dell’aula sono pari a m 65 x 27. Accanto all’abside fu poi costruita in un secondo momento un’aula di forma quadrata, con orientamento differente, la cui pavimentazione in laterizi risulta realizzata nel corso del VII secolo. Fin dall’epoca della costruzione del complesso alcuni nuclei di sepolture si concentrarono nei pressi della basilica, in particolare attorno all’abside e ai muri perimetrali. Alcune strutture riferibili al monastero altomedievale, la cui prima menzione risale al X secolo, sono state rinvenute a ridosso della basilica sul lato Nord; tra queste si individua una torre. Nel corso del XII secolo si colloca poi la costruzione del campanile, una struttura in laterizi a pianta quadrata (m 7 x 7.40). A Sud della basilica, invece, nel corso della campagna 2008 sono venuti alla luce i resti del chiostro bassomedievale del monastero e di alcuni ambienti affacciati su di esso. Dopo un lungo declino, dovuto anche ad una serie di attività di spoliazione degli arredi interni, la basilica fu poi ricostruita con dimensioni inferiori alle precedenti, una prima volta nel XV secolo ed una seconda nel XVIII.
  • AIAC_827 - Basilica di S. Severo - 2009
    Gli scavi di quest’ultima campagna di indagini si sono svolte in un area di circa 1000 mq posta a sud della chiesa tardoantica, con l’obiettivo di riportare alla luce le strutture del monastero medievale. Pochi cm al di sotto del piano di calpestio sono state identificate le rasature dei muri che costituivano l’imponente complesso monastico. Si tratta di un grande edificio rettangolare (m 60x13), preceduto da un portico sostenuto da colonne e pilastri alternati, parallelo alla navata meridionale della basilica. Sul lato sud di questo edificio sono stati identificati numerosi ambienti di servizio realizzati in materiale deperibile e un altro fabbricato, in muratura, inizialmente distinto dal complesso monastico. Le strutture in laterizi del monastero sono state interamente e sistematicamente spoliate fino alle fondazioni e a pochi filari dell’alzato originario, in un periodo compreso tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo. Solo l’edificio posto a sud-est sembra aver avuto una vita più lunga, con spoliazioni che si datano tra il XVII e il XVIII secolo. Lo scavo ha chiarito che l’impianto originario di questo complesso si data alla prima metà del X secolo, grazie ai materiali associati alle stratificazioni tagliate dalle fondazioni dei muri perimetrali. Un portico monumentale era collegato con un muro di recinzione al sacello funerario che ospitava la sepoltura di S. Severo e lo racchiudeva in un vasto chiostro rettangolare, interrotto sul lato est da un braccio di raccordo tra la basilica e il complesso monastico. Verso la metà del XIII secolo venne realizzato un ulteriore portico che separava il chiostro dal sacello. Il monastero disponeva così di due chiostri: il primo, più piccolo, con la memoria della sepoltura di S. Severo; il secondo, più ampio, con un pozzo nel settore centrale. Nel XIII secolo furono realizzati alcuni vialetti di collegamento tra il centro del chiostro e i la facciata del monastero. Nel settore centrale dell’edificio è stato identificato un ampio refettorio scandito da pilastri rettangolari. Verso la fine del XIV secolo questo edificio subì diverse modifiche e restrizioni che portarono alla realizzazione di un piccolo ambiente quadrangolare, sul lato est, destinato all’essiccazione e all’affumicatura del pesce. Sono state poi identificate le tracce delle numerose installazioni in legno che dovevano sostenere i pesci e il focolare al centro, con migliaia di resti faunistici sul pavimento in malta. L’edificio sembra essere stato abbandonato nella metà del XV secolo, nello stesso periodo in cui anche la basilica subì un ridimensionamento consistente, con l’abbattimento delle navate laterali. L’edificio rinvenuto presso l’angolo sud-est dell’area di scavo era anch’esso originariamente diviso da pilastri centrali. Verso la metà del XIV secolo venne collegato al complesso monastico attraverso una struttura in pisè, rinvenuta sul lato ovest. Dopo un crollo del tetto, avvenuto agli inizi del XV secolo, il lato ovest dell’edificio venne rialzato con uno spesso strato di argilla estremamente selezionata (m 0,5 ca) e sopra fu installato un focolare rettangolare e una struttura di lavorazione in laterizi di forma ovale. L’ambiente fu abbandonato nel XVI secolo e successivamente spoliato. Nei pressi del sacello tardoantico sono state infine scavate alcune sepolture privilegiare realizzate in cassa di laterizi. All’interno vi trovavano posto numerosi individui (fino a 8-9) probabilmente appartenenti allo stesso gruppo familiare. Sepolture individuali sono state invece trovate a ridosso del muro perimetrale del monastero, a testimonianza del perdurare di questa tipologia funeraria anche nel corso del Medioevo inoltrato.
  • AIAC_827 - Basilica di S. Severo - 2013
    L’area archeologica di San Severo a Classe è stata oggetto di otto campagne di scavo tra il 2006 e il 2013. Le indagini si sono concentrate in 5 aree principali, localizzate in posizioni strategiche per la comprensione e l’analisi del sito: l’area interna alla chiesa (area I), l’area posta sul lato nord dell’edificio (area II), l’area posta a sud della chiesa (area III), l’area davanti al nartece (area IV), l’area a est dell’abside (settore 12000). Il deposito indagato in tutti e quattro i diversi settori è caratterizzato da uno spessore di circa un metro, prodotto dalle numerose fasi dalla sequenza insediativa. Nel prosieguo delle indagini (2013), per comprendere meglio la funzione del complesso monastico nell’area III, è stato approfondito lo scavo di alcuni settori situati all’interno e all’esterno del complesso monastico. Sono state identificate alcune zone produttive tra la sala capitolare e un ampliamento del complesso monastico altomedievale, lungo il braccio est, legata alla produzione di una campana. È stato inoltre scavato lo _scriptorium_ e il refettorio, in cui sono state riportate alla luce le fasi originarie che mostrano una diversa articolazione dello spazio interno al monastero. Nel chiostro sono state inoltre scavate due fosse destinate a ossario e una vasca con tracce di recinti marmorei al centro esatto del giardino, di fronte e precedente il lavatoio di XI secolo. Nuove sepolture sono state inoltre scavate nell’area del nartece e all’interno del sacello tardoantico, tra cui spicca la tomba al centro dell’abside, databile alla metà del IV secolo e associata al proprietario della villa nella sua fase tardoromana. Nuove strutture di servizio e _atelier_ per le attività di produzione del monastero sono state infine identificate sul lato sud del complesso, destinate alla lavorazione del metallo e ad altre manifatture legate alla vita quotidiana della comunità monastica (macinazione del grano, immagazzinamento dei cereali, allevamento di pollame).
  • AIAC_827 - Basilica di S. Severo - 2014
    L’area archeologica di San Severo a Classe è stata oggetto di nove campagne di scavo tra il 2006 e il 2014. Le indagini si sono concentrate in 5 zone principali, localizzate in posizioni strategiche per la comprensione e l’analisi del sito: l’area interna alla chiesa (area I), l’area posta sul lato nord dell’edificio (area II), l’area posta a sud della chiesa (area III), l’area davanti al nartece (area IV), l’area a est dell’abside (settore 12000). Il deposito indagato in queste cinque aree è caratterizzato da uno spessore di circa un metro, prodotto dalle numerose fasi dalla sequenza insediativa dalla tarda età repubblicana al XIX secolo, quando il sito fu definitivamente trasformato in campi arati. Nell’ultima campagna di scavi è stato approfondito lo scavo di alcuni settori situati all’interno e all’esterno del complesso monastico. Si tratta di un edificio imponente costruito nella metà del IX secolo e occupato fino alla metà del XV secolo, da monaci benedettini. Nella seconda metà del X, all’interno di una mansio dominicata, che si trova nelle pertinenze del monastero fu ospitato l’imperatore sassone Ottone I, insieme al suo seguito e a San Severo si tenne un importante placito con i rappresentanti delle èlites di gran parte dell’Europa contemporanea. Nello scavo sono state rinvenute tracce consistenti dell’occupazione di IX secolo e di tutte le trasformazioni nei periodi successivi. In particolar modo sono state riportate alla luce numerose sepolture nell’area del nartece e a ridosso del sacello di San Ruffillo. Sono stati inoltre riportati alla luce numerosi ambienti di servizio del complesso monastico: le cucine, lo scrittorio, il refettorio e alcuni annessi posteriori all’XI secolo. Sono state inoltre scavate alcune officine e diverse zone destinate al ricovero per gli animali, sul lato meridionale del complesso monastico: l’atelier di un fabbro, una zona per la macinazione del grano e una scala imponente che consentiva l’accesso al dormitorio, sul piano superiore.
  • AIAC_827 - Basilica di S. Severo - 2015
    Le indagini del 2015 si sono svolte in sette diverse zone del monastero. La prima si trova all’interno del chiostro, di fronte al portico colonnato antistante il refettorio. Al di sotto dei piani di frequentazione, databili tra XI e XIII secolo, è stata rinvenuta una fornace a riverbero per la produzione del bronzo, in parte tagliata dalle fondazioni della fontana. Si tratta di una fornace associata alla prima fase di costruzione del monastero (seconda metà del IX secolo), forse legata alle attività di cantiere. Tra i molti residui di produzione sono state rinvenute piccole placchettte in bronzo, non finite, moltissime tracce di colatura e un crogiolo in pietra ollare, ma nessuno stampo. Al di sotto è stata anche rinvenuta una base di colonna marmorea, anteriore alla costruzione del monastero, da associare alla villa o alla basilica altomedievale. Un settore di scavo è stato aperto anche nell’ambiente a est del refettorio, all’interno dell’edificio principale. Sono state scavate le fasi di frequentazione di XI secolo, con numerose tracce di architetture lignee, legate a scaffalature e tramezzi. Al di sotto sono anche emerse le strutture del più antico monastero, con un muro divisorio in mattoni legati da argilla e parte del suo alzato in terra. All’esterno di questo edificio, in un annesso quadrangolare costruito a ridosso del complesso monastico originario, sono stati asportati tutti gli strati associati al cantiere di IX e al rialzamento dei piani di XI secolo. In associazione a queste fasi, sono state individuate le evidenze di un rifacimento imponente delle cortine murarie (metà XIII secolo). A est dell’annesso abbiamo potuto scavare alcuni depositi anteriori alla costruzione di questo edificio, separati dal complesso principale della tarda età carolingia. È così emersa una grande piattaforma circolare, realizzata in mattoni di scarto, circondata da un impronta parallela larga 40 cm ca. Al centro di questa struttura si trovava un perno in legno, sostenuto da una inzeppatura in laterizi, probabilmente mosso da alcuni ingranaggi in ferro. Su tutta la superficie è stato individuato un esteso strato con tracce di decomposizione organica molto marcate. Al loro interno vi sono stati rinvenuti alcuni grumi di ferro distorto. Si tratta di un macchinario impostato intorno a un perno centrale, forse una macina o un torchio. Più a sud sono proseguite le indagini in due settori esterni all’edificio principale. Vi sono stati raccolti materiali che confermano la cronologia delle fasi di frequentazione di questa zona del complesso monastico, a partire dall’XI secolo. Un ultimo settore è stato scavato sul lato sud del complesso monastico, in corrispondenza di un accesso a due porte del refettorio, che nel XIV secolo fu chiuso da una tamponatura in mattoni. Anteriormente vi si accedeva da un piccolo portico quadrangolare che collegava il monastero con quest’area esterna, utilizzata per varie attività lavorative, stalle e ricoveri per gli animali. Lo scavo ha consentito di identificare anche due fasi anteriori di questa zona dell’edificio, quasi al centro del lungo complesso monastico, dove si trovava un’ampia vasca a due camere quadrangolari, forse legate all’allevamento dei pesci.

Media

Name
Basilica di S. Severo
Year
2006
Summary
it La basilica di S. Severo, menzionata più volte dalle fonti letterarie e documentarie, risulta costruita alla fine del VI sec. d.C., e sopravvissuta al declinio e alla scomparsa del centro urbano, fino alla sua distruzione definitiva nell’età moderna (XIX secolo). Il monumento e l’area circostante sono state oggetto di scavi a più riprese, a partire dagli anni ’60. Le indagini hanno portato alla luce un ampio complesso basilicale (65 x 27 m) a 3 navate ed abside unica, affiancate da 2 sacelli di piccole dimensioni a pianta rettangolare, entrambi absidati, nonché da altri edifici, tra cui il campanile. Gli scavi hanno dimostrato che la basilica soppianta un edificio precedente, databile all’età imperiale (la prima fase risale all’epoca adrianea), identificato in un impianto termale forse di carattere pubblico o relativo ad una villa suburbana. La basilica insiste parzialmente anche su una necropoli antica (I-II d.C.), nella quale fu poi inumato il corpo del vescovo Severo. (MiBAC)
en The basilica of S. Severo is often mentioned in literary and documentary sources and was built at the end of the 6th century A.D. It survived the decline and disappearance of the urban centre, until being finally demolished in the modern period (19th century). The monument and surrounding area have been excavated on several occasions from the 1960s onwards. The investigations brought to light a large complex comprising the basilica (65 x 27m) with three naves and a single apse, flanked by two small rectangular chapels, both with apse, and other buildings including a bell tower. Excavations show that the basilica took the place of an earlier building dating to the Imperial period (the first phase dates to the Hadrianic period), identified as a bath building, perhaps public or belonging to a suburban villa. The basilica also partly stands above an ancient necropolis (1st-2nd century A.D.) where the body of bishop Severus was buried. (MiBAC)
Team
Archaeologist representing the Soprintendenza - Maria Grazia Maioli
Field director - Andrea Augenti

Media

Name
Basilica di S. Severo
Year
2008
Summary
it A partire dal 2001 l’insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università di Bologna – sede di Ravenna, si è impegnato in una serie di progetti ed interventi di scavo presso la città abbandonata di Classe, a Sud di Ravenna. La città, preceduta da alcune necropoli e ville in età imperiale, nacque nel V secolo come centro-satellite della vicina Ravenna, e in particolare come porto commerciale di quest’ultima, al momento in cui venne scelta come sede imperiale d’Occidente.
La basilica di San Severo, individuata sul terreno e parzialmente portata alla luce negli anni’60 del secolo scorso, dal 2006 è al centro di un nuovo progetto di scavo e indagini archeologiche.

Le prime tracce di occupazione dell’area consistono principalmente nei resti di una villa suburbana. Si tratta di un complesso notevole, di cui facevano parte svariati ambienti con pavimentazione a mosaico e in cocciopesto, vasche rivestite in marmo e un impianto termale. La fase più antica delle strutture sembra risalire all’età augustea. Non lontana dalla villa si trovava una necropoli.

L’impianto fu verosimilmente occupato fino all’inizio del VI secolo, epoca alla quale risale il pavimento a mosaico più tardo. Già nella prima metà del V secolo la zona accolse un piccolo edificio rettangolare absidato, probabilmente il monasterium di S. Ruffillo nel quale venne originariamente traslato il corpo del vescovo Severo. In seguito, verso gli ultimi decenni del VI secolo, il monastero fu affiancato a Sud da un altro edificio a pianta rettangolare, di dimensioni analoghe, e a Nord dalla basilica. Questa era un notevole organismo architettonico a tre navate, preceduto da un nartece e concluso ad Est da un’unica abside, poligonale all’esterno e semicircolare all’interno. Le dimensioni dell’aula sono pari a m 65 x 27. Accanto all’abside fu poi costruita in un secondo momento un’aula di forma quadrata, con orientamento differente, la cui pavimentazione in laterizi risulta realizzata nel corso del VII secolo.

Fin dall’epoca della costruzione del complesso alcuni nuclei di sepolture si concentrarono nei pressi della basilica, in particolare attorno all’abside e ai muri perimetrali.
Alcune strutture riferibili al monastero altomedievale, la cui prima menzione risale al X secolo, sono state rinvenute a ridosso della basilica sul lato Nord; tra queste si individua una torre. Nel corso del XII secolo si colloca poi la costruzione del campanile, una struttura in laterizi a pianta quadrata (m 7 x 7.40). A Sud della basilica, invece, nel corso della campagna 2008 sono venuti alla luce i resti del chiostro bassomedievale del monastero e di alcuni ambienti affacciati su di esso.
Dopo un lungo declino, dovuto anche ad una serie di attività di spoliazione degli arredi interni, la basilica fu poi ricostruita con dimensioni inferiori alle precedenti, una prima volta nel XV secolo ed una seconda nel XVIII.
en From 2001 onwards the school of Medieval Archaeology at the University of Bologna – Ravenna subsidiary, has been involved in a series of projects and excavations at the abandoned town of Classe, south of Ravenna. Prior to the town, the site was occupied in the imperial period by a number of necropoli and villas. The town grew up in the 5th century as a satellite of nearby Ravenna, and in particular as the commercial port for the latter, at the moment when it was chosen as the capital of the western empire.
The basilica of S. Severo, found and partially excavated in the 1960s, has been the object of a new excavations and archaeological investigation since 2006.

The first traces of occupation in the area consisted mainly of the remains of a suburban villa. This was a substantial complex comprising numerous rooms with mosaic and opus signinum flooring, marble lined pools and a bath complex. The earliest phase of these structures seemed to date to the Augustan period. Not far from the villa was a necropolis.

The villa was probably occupied until the beginning of the 6th century, period to which the latest mosaic pavement dated. Already in the 5th century the area was the site of a small rectangular building with an apse, probably the monasterium of S. Ruffillo where the body of bishop Severius was originally housed. Later, towards the last decades of the 6th century, the monastery was flanked to the south by another rectangular building of similar size, and to the north by the basilica. This was a large architectural complex with three naves fronted by a narthex. At the end of the basilica, to the east, was a single apse, polygonal on the exterior and semicircular inside. The dimensions of the aula were 65 x 27 m. Later, a square aula was built beside the apse on a different alignment. Its brick paving was created during the course of the 7th century.

From the time of its construction there were several nuclei of burials concentrated near the basilica, in particular around the apse and the perimeter walls.
Some structures, including a tower, belonging to the late medieval monastery, first mentioned in the 10th century, were found up against the basilica on the north side. The construction of the bell-tower dates to the 12th century. This was a square, brick built structure (7 x 7.40 m). South of the basilica, during the 2008 campaign, the remains of the cloister belonging to the early medieval monastery, and a number of rooms facing onto it were uncovered.
After a long decline, also due to the robbing undertaken in its interior, the basilica was rebuilt on a smaller scale, firstly in the 15th century and then in the 18th century.
Summary Author
Andrea Augenti
Team
Supervisor - Enrico Cirelli
Supervisor - Mila Bondi
Supervisor - Debora Ferreri
Supervisor - Cecilia Malaguti
Supervisor - Davide Marino
Supervisor - Elvira Lo Mele
Supervisor - Paolo Scozzari
Supervisor - Ilaria Begnozzi
Supervisor - Giorgia Musina
Supervisor - Massimo Sericola

Media

Name
Basilica di S. Severo
Year
2009
Summary
it Gli scavi di quest’ultima campagna di indagini si sono svolte in un area di circa 1000 mq posta a sud della chiesa tardoantica, con l’obiettivo di riportare alla luce le strutture del monastero medievale. Pochi cm al di sotto del piano di calpestio sono state identificate le rasature dei muri che costituivano l’imponente complesso monastico. Si tratta di un grande edificio rettangolare (m 60x13), preceduto da un portico sostenuto da colonne e pilastri alternati, parallelo alla navata meridionale della basilica. Sul lato sud di questo edificio sono stati identificati numerosi ambienti di servizio realizzati in materiale deperibile e un altro fabbricato, in muratura, inizialmente distinto dal complesso monastico.

Le strutture in laterizi del monastero sono state interamente e sistematicamente spoliate fino alle fondazioni e a pochi filari dell’alzato originario, in un periodo compreso tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo. Solo l’edificio posto a sud-est sembra aver avuto una vita più lunga, con spoliazioni che si datano tra il XVII e il XVIII secolo.

Lo scavo ha chiarito che l’impianto originario di questo complesso si data alla prima metà del X secolo, grazie ai materiali associati alle stratificazioni tagliate dalle fondazioni dei muri perimetrali.
Un portico monumentale era collegato con un muro di recinzione al sacello funerario che ospitava la sepoltura di S. Severo e lo racchiudeva in un vasto chiostro rettangolare, interrotto sul lato est da un braccio di raccordo tra la basilica e il complesso monastico. Verso la metà del XIII secolo venne realizzato un ulteriore portico che separava il chiostro dal sacello. Il monastero disponeva così di due chiostri: il primo, più piccolo, con la memoria della sepoltura di S. Severo; il secondo, più ampio, con un pozzo nel settore centrale. Nel XIII secolo furono realizzati alcuni vialetti di collegamento tra il centro del chiostro e i la facciata del monastero.

Nel settore centrale dell’edificio è stato identificato un ampio refettorio scandito da pilastri rettangolari. Verso la fine del XIV secolo questo edificio subì diverse modifiche e restrizioni che portarono alla realizzazione di un piccolo ambiente quadrangolare, sul lato est, destinato all’essiccazione e all’affumicatura del pesce. Sono state poi identificate le tracce delle numerose installazioni in legno che dovevano sostenere i pesci e il focolare al centro, con migliaia di resti faunistici sul pavimento in malta. L’edificio sembra essere stato abbandonato nella metà del XV secolo, nello stesso periodo in cui anche la basilica subì un ridimensionamento consistente, con l’abbattimento delle navate laterali.

L’edificio rinvenuto presso l’angolo sud-est dell’area di scavo era anch’esso originariamente diviso da pilastri centrali. Verso la metà del XIV secolo venne collegato al complesso monastico attraverso una struttura in pisè, rinvenuta sul lato ovest. Dopo un crollo del tetto, avvenuto agli inizi del XV secolo, il lato ovest dell’edificio venne rialzato con uno spesso strato di argilla estremamente selezionata (m 0,5 ca) e sopra fu installato un focolare rettangolare e una struttura di lavorazione in laterizi di forma ovale. L’ambiente fu abbandonato nel XVI secolo e successivamente spoliato.

Nei pressi del sacello tardoantico sono state infine scavate alcune sepolture privilegiare realizzate in cassa di laterizi. All’interno vi trovavano posto numerosi individui (fino a 8-9) probabilmente appartenenti allo stesso gruppo familiare. Sepolture individuali sono state invece trovate a ridosso del muro perimetrale del monastero, a testimonianza del perdurare di questa tipologia funeraria anche nel corso del Medioevo inoltrato.
en These excavations were carried out over an area of circa 1000 m2 situated to the south of the late antique church, with the aim uncovering structures belonging to the medieval monastery. A few centimetres below present floor level the razed walls of the imposing monastic complex came to light. This was a large rectangular building (60 x 13 m), preceded by a portico with alternating columns and pilasters, parallel to the southern nave of the basilica. On the south side of this building a number of service rooms were identified, built of perishable materials, together with another masonry structure that was originally separate from the monastery.

The brick-built structures of the monastery were totally and systematically robbed down to the foundations and to a few courses of the original walls, in a period between the end of the 15th and beginning of the 16th century. Only the building situated to the south-east seems to have had a longer life, with robbing dating to between the 17th-18th century.


The excavation demonstrated that the original plan of the complex dated to the first half of the 10th century, as attested by the materials associated with the stratigraphy cut by the foundations of the perimeter walls. A monumental portico was connected by an enclosure wall to the funerary sacellum housing the remains of S. Severo enclosing it in a vast rectangular cloister, interrupted on the west side by a wing linking the basilica to the monastic complex. Towards the middle of the 13th century another portico was built separating the cloister from the sacellum. Thus, the monastery had two cloisters: the first, and smaller of the two, housing the burial of S. Severo; the second and larger one with a well in the centre. In the 13th century a number of pathways were created linking the centre of the cloister to the monastery’s façade.

The central section of the building housed a large refectory divided by rectangular pilasters. Towards the end of the 14th century this building underwent diverse modifications and reductions in size which led to the creation of a small quadrangular room, on the east side, used for drying and smoking fish. Traces of the numerous timber structures from which the fish was hung and of the central hearth were found. The mortar floor was covered with thousands of faunal remains. The building seems to have been abandoned in the mid 15th century, at the same time as the basilica underwent a substantial reduction in size with the demolition of the lateral naves.

The structure found in the south-eastern corner of the excavation area was also originally divided by pilasters. Towards the mid 14th century it was linked to the monastic complex with a pisè structure, found on the west side. Following a roof collapse, at the beginning of the 15th century, the west side of the building was heightened with a thick layer of clean clay (circa 0.50 m) on top of which a rectangular hearth and a brick built oval work structure were built. The room was abandoned in the 16th century and subsequently robbed.

Close to the late antique sacellum a number of privileged burials in brick coffins were excavated. The burials contained numerous individuals (up to 8-9) probably all members of the same family. Single burials were found up against the perimeter wall of the monastery, attesting the continuation of this funerary typology into the late medieval period.
Summary Author
Enrico Cirelli
Director
Andrea Augenti
Team
Conservator - Gianluigi Fiorella
Pottery specialist - Elvira Lo Mele
Supervisor - Ilaria Begnozzi
Supervisor - Mila Bondi
Supervisor - Debora Ferreri
Supervisor - Cecilia Malaguti
Supervisor - Davide Marino
Supervisor - Massimo Sericola

Media

Name
Basilica di S. Severo
Year
2013
Summary
it L’area archeologica di San Severo a Classe è stata oggetto di otto campagne di scavo tra il 2006 e il 2013. Le indagini si sono concentrate in 5 aree principali, localizzate in posizioni strategiche per la comprensione e l’analisi del sito: l’area interna alla chiesa (area I), l’area posta sul lato nord dell’edificio (area II), l’area posta a sud della chiesa (area III), l’area davanti al nartece (area IV), l’area a est dell’abside (settore 12000).

Il deposito indagato in tutti e quattro i diversi settori è caratterizzato da uno spessore di circa un metro, prodotto dalle numerose fasi dalla sequenza insediativa. Nel prosieguo delle indagini (2013), per comprendere meglio la funzione del complesso monastico nell’area III, è stato approfondito lo scavo di alcuni settori situati all’interno e all’esterno del complesso monastico. Sono state identificate alcune zone produttive tra la sala capitolare e un ampliamento del complesso monastico altomedievale, lungo il braccio est, legata alla produzione di una campana. È stato inoltre scavato lo _scriptorium_ e il refettorio, in cui sono state riportate alla luce le fasi originarie che mostrano una diversa articolazione dello spazio interno al monastero. Nel chiostro sono state inoltre scavate due fosse destinate a ossario e una vasca con tracce di recinti marmorei al centro esatto del giardino, di fronte e precedente il lavatoio di XI secolo. Nuove sepolture sono state inoltre scavate nell’area del nartece e all’interno del sacello tardoantico, tra cui spicca la tomba al centro dell’abside, databile alla metà del IV secolo e associata al proprietario della villa nella sua fase tardoromana.

Nuove strutture di servizio e _atelier_ per le attività di produzione del monastero sono state infine identificate sul lato sud del complesso, destinate alla lavorazione del metallo e ad altre manifatture legate alla vita quotidiana della comunità monastica (macinazione del grano, immagazzinamento dei cereali, allevamento di pollame).
en Between 2006 and 2013, eight excavation campaigns took place in the archaeological area of San Severo a Classe. The investigations concentrated on five main areas, it was though could provide the most evidence for the understanding and analyses of the site: inside the church (area I), on the north side of the building (area II), south of the church (area III), in front of the narthex (area IV) and to the east of the apse (sector 12000).

The deposit investigated in all five areas was about one metre deep, the build up of numerous occupation phases. In 2013, excavations were deepened in some sectors both in and outside of the monastic complex in order to gain a better understanding of its function.

Production areas associated with bell making were identified between the chapterhouse and an early medieval extension to the complex, along the east wing. The _scriptorium_ and refectory were excavated; the original phases were exposed showing a different spatial organisation inside the monastery. In the cloister, two pits used as ossuaries were excavated together with a pool at the exact centre of the garden, with traces of a marble enclosure. These structures faced and pre-dated the 11th century washhouse. New burials were excavated in the narthex area and in the late antique _sacellum_. These included a tomb at the centre of the apse, datable to the mid 4th century, associated with the owner of the villa in its late Roman phase.

Lastly, new service structures and workshops for the monastery’s production activities were identified on the south side of the complex, destined for metalworking and other activities undertaken during the daily life of the monastic community (milling of grain, storage of cereals, chicken raising).
Summary Author
Enrico Cirelli
Director
Andrea Augenti
Team
Pottery specialist - Elvira Lo Mele
Supervisor - Debora Ferreri
Supervisor - Ilaria Begnozzi
Supervisor - Mila Bondi
Supervisor - Thomas Casadei
Supervisor - Marco Cavalazzi
Supervisor - Francesco Cremoni
Supervisor - Raissa Gori
Supervisor - Giacomo Piazzini
Supervisor - Mariana Simonetti
Supervisor - Elisa Tabanelli

Media

Name
Basilica di S. Severo
Year
2014
Summary
it L’area archeologica di San Severo a Classe è stata oggetto di nove campagne di scavo tra il 2006 e il 2014. Le indagini si sono concentrate in 5 zone principali, localizzate in posizioni strategiche per la comprensione e l’analisi del sito: l’area interna alla chiesa (area I), l’area posta sul lato nord dell’edificio (area II), l’area posta a sud della chiesa (area III), l’area davanti al nartece (area IV), l’area a est dell’abside (settore 12000).

Il deposito indagato in queste cinque aree è caratterizzato da uno spessore di circa un metro, prodotto dalle numerose fasi dalla sequenza insediativa dalla tarda età repubblicana al XIX secolo, quando il sito fu definitivamente trasformato in campi arati.

Nell’ultima campagna di scavi è stato approfondito lo scavo di alcuni settori situati all’interno e all’esterno del complesso monastico. Si tratta di un edificio imponente costruito nella metà del IX secolo e occupato fino alla metà del XV secolo, da monaci benedettini. Nella seconda metà del X, all’interno di una mansio dominicata, che si trova nelle pertinenze del monastero fu ospitato l’imperatore sassone Ottone I, insieme al suo seguito e a San Severo si tenne un importante placito con i rappresentanti delle èlites di gran parte dell’Europa contemporanea.

Nello scavo sono state rinvenute tracce consistenti dell’occupazione di IX secolo e di tutte le trasformazioni nei periodi successivi. In particolar modo sono state riportate alla luce numerose sepolture nell’area del nartece e a ridosso del sacello di San Ruffillo. Sono stati inoltre riportati alla luce numerosi ambienti di servizio del complesso monastico: le cucine, lo scrittorio, il refettorio e alcuni annessi posteriori all’XI secolo. Sono state inoltre scavate alcune officine e diverse zone destinate al ricovero per gli animali, sul lato meridionale del complesso monastico: l’atelier di un fabbro, una zona per la macinazione del grano e una scala imponente che consentiva l’accesso al dormitorio, sul piano superiore.
en This was the ninth excavation campaign on the site of San Severo a Classe. The investigations were concentrated in five main areas, situated in strategic positions: the church interior (area I), the area on the north side of the building (area II), south of the church (area III), the area in front of the narthex (area IV), and the area east of the apse (sector 12000).
The deposit investigated in these areas was about one metre thick, formed by the numerous phases of the occupation sequence running from the late Republican period to the 19th century, when the site finally became agricultural land.

During this campaign, the excavations in several sectors inside and outside of the monastic complex were deepened. This imposing structure was built during the mid 9th century and occupied by Benedictine monks until the mid 15th century. There was a _mansio_ _dominicata_ within the complex and during the second half of the 10th century the Saxon emperor Otto I and his court stayed there, and an important _placitum_ was held at San Severo with representatives from the majority of the contemporary European élites.

The excavation found substantial traces of the 9th century occupation and the transformations in successive periods. Numerous burials came to light in the narthex area and abutting the chapel of San Ruffillo. In addition, several service rooms in the complex were uncovered: the kitchens, scriptorium, refectory, and a number of post 11th century annexes. Several workshops and structures for housing animals were excavated on the south side of the monastery: a blacksmith’s workshop, an area for milling cereals and an imposing stairway leading up to the dormitory on the upper floor.
Summary Author
Enrico Cirelli
Director
Andrea Augenti

Media

Name
Basilica di S. Severo
Year
2015
Summary
it Le indagini del 2015 si sono svolte in sette diverse zone del monastero. La prima si trova all’interno del chiostro, di fronte al portico colonnato antistante il refettorio. Al di sotto dei piani di frequentazione, databili tra XI e XIII secolo, è stata rinvenuta una fornace a riverbero per la produzione del bronzo, in parte tagliata dalle fondazioni della fontana. Si tratta di una fornace associata alla prima fase di costruzione del monastero (seconda metà del IX secolo), forse legata alle attività di cantiere. Tra i molti residui di produzione sono state rinvenute piccole placchettte in bronzo, non finite, moltissime tracce di colatura e un crogiolo in pietra ollare, ma nessuno stampo. Al di sotto è stata anche rinvenuta una base di colonna marmorea, anteriore alla costruzione del monastero, da associare alla villa o alla basilica altomedievale.

Un settore di scavo è stato aperto anche nell’ambiente a est del refettorio, all’interno dell’edificio principale. Sono state scavate le fasi di frequentazione di XI secolo, con numerose tracce di architetture lignee, legate a scaffalature e tramezzi. Al di sotto sono anche emerse le strutture del più antico monastero, con un muro divisorio in mattoni legati da argilla e parte del suo alzato in terra. All’esterno di questo edificio, in un annesso quadrangolare costruito a ridosso del complesso monastico originario, sono stati asportati tutti gli strati associati al cantiere di IX e al rialzamento dei piani di XI secolo. In associazione a queste fasi, sono state individuate le evidenze di un rifacimento imponente delle cortine murarie (metà XIII secolo).

A est dell’annesso abbiamo potuto scavare alcuni depositi anteriori alla costruzione di questo edificio, separati dal complesso principale della tarda età carolingia. È così emersa una grande piattaforma circolare, realizzata in mattoni di scarto, circondata da un impronta parallela larga 40 cm ca. Al centro di questa struttura si trovava un perno in legno, sostenuto da una inzeppatura in laterizi, probabilmente mosso da alcuni ingranaggi in ferro. Su tutta la superficie è stato individuato un esteso strato con tracce di decomposizione organica molto marcate. Al loro interno vi sono stati rinvenuti alcuni grumi di ferro distorto. Si tratta di un macchinario impostato intorno a un perno centrale, forse una macina o un torchio. Più a sud sono proseguite le indagini in due settori esterni all’edificio principale. Vi sono stati raccolti materiali che confermano la cronologia delle fasi di frequentazione di questa zona del complesso monastico, a partire dall’XI secolo.

Un ultimo settore è stato scavato sul lato sud del complesso monastico, in corrispondenza di un accesso a due porte del refettorio, che nel XIV secolo fu chiuso da una tamponatura in mattoni. Anteriormente vi si accedeva da un piccolo portico quadrangolare che collegava il monastero con quest’area esterna, utilizzata per varie attività lavorative, stalle e ricoveri per gli animali. Lo scavo ha consentito di identificare anche due fasi anteriori di questa zona dell’edificio, quasi al centro del lungo complesso monastico, dove si trovava un’ampia vasca a due camere quadrangolari, forse legate all’allevamento dei pesci.
en This season, excavations took place in seven different areas of the monastery. The first was situated inside the cloister, facing the portico in front of the refectory. Below the 9th-13th century occupation levels, a reverberatory furnace for bronze making came to light, partly cut by the foundations of a fountain. This was a furnace associated with the monastery’s first construction phase (second half of the 9th century), perhaps linked to the building activities themselves. Small, unfinished bronze plaquettes, numerous traces of casting, and a soapstone crucible were found among the many production residues, but no moulds were present. A marble column base was found underneath the furnace, predating the monastery’s construction, probably from an early medieval villa or basilica. A trench was also opened in the room east of the refectory, in the main building. The 11th century occupation levels were excavated, with numerous traces of timber structures from shelving and partition walls. The structures belonging to the earliest monastery emerged below these levels, part of an earth partition wall with a base built of bricks bonded with clay. Outside this building, in a quadrangular annex built abutting the original monastic complex, the layers relating to the 9th century construction site and raising of the 11th century floor levels were removed. Evidence for the rebuilding of the imposing curtain walls (mid 13th century) was found in association with these phases.
To the east of the annex, several deposits were excavated that pre-date the construction of this building, separated from the main late Carolingian complex. A large circular platform built of brick wasters was exposed, surrounded by a parallel impression c. 40 cm wide. At the centre of this structure there was a wooden pivot supported by brick wedges, probably moved by iron gears. There was a layer with very clear traces of organic decomposition across the entire structure. Lumps of twisted iron were present within these traces. This was a machine built around a central pivot, perhaps a mill or press. Further south the investigation of two sectors outside the main building continued. Materials were recovered that confirm the dating of the occupation phases in this zone of the monastic complex, from the 11th century onwards.

A last sector was excavated on the south side of the monastic complex, in correspondence with a two-doored entrance to the refectory, which in the 14th century was blocked with bricks. Previously, access had been through a small quadrangular portico that linked the monastery with this external area, used for various work activities, stalls and stabling. The excavations also identified two earlier phases of this part of the building, almost at the centre of the long monastic complex, where there was a large vat or pool divided into two quadrangular parts, perhaps linked with fish farming.
Summary Author
Enrico Cirelli
Director
Andrea Augenti

Media

  • Augenti 2007
    A. Augenti (a cura di), 2007, La basilica e il monastero di San Severo a Classe. La storia, gli scavi, Ravenna.
  • Ferreri 2009
    Ferreri D., 2009, Sepolture e riti funerari a Classe: una lunga prospettiva diacronica, in G. Volpe, P. Favia (a cura di), V Congresso Nazionale di Archeologia Medievale (Palazzo della Dogana, Salone del Tribunale (Foggia)- Palazzo dei Celestini, Auditorium (Manfredonia), 30 settembre-3 ottobre 2009), Firenze: 459-464.
  • Barbiera, Ferreri 2007
    Barbiera I., Ferreri D., 2007, Placing bodies and constructing memory at San Severo, “Annual of Medieval Studies at CEU”, 13, Budapest: 187-196.
  • Augenti 2009
    A. Augenti, 2009, Dalla villa romana al monastero medievale: il complesso di San Severo a Classe, in Ideologia e cultura artistica tra Adriatico e Mediterraneo orientale (IV-X secolo). Il ruolo dell’autorità ecclesiastica alla luce di nuovi scavi e ricerche, Atti del Convegno Internazionale (Bologna-Ravenna, 26-29 Novembre 2007), a cura di R. Farioli Campanati, C. Rizzardi, P. Porta, A. Augenti, I. Baldini Lippolis: 245-260
  • Augenti 2010
    A. Augenti, 2010, San Severo: archeologia di un complesso monumentale, in La Basilica ritrovata. I restauri dei mosaici antichi di San Severo a Classe, Ravenna, a cura di P. Racagni, Bologna: 21-37
  • Augenti 2011
    A. Augenti, 2011, Classe. Indagini sul potenziale archeologico di una città scomparsa, Bologna.
  • Ferrari 2011
    D. Ferreri, 2011, Spazi cimiteriali, pratiche funerarie e identità nella città di Classe, in Archeologia Medievale XXXVIII: 53-68
  • Cirelli, Lo Mele 2010
    E. Cirelli, E. Lo Mele, 2010, La cultura materiale di San Severo alla luce delle nuove scoperte archeologiche, in La Basilica ritrovata. I restauri dei mosaici antichi di San Severo a Classe, Ravenna, a cura di P. Racagni, Bologna: 39-53
  • Augenti et al. 2012
    A. Augenti, I. Begnozzi, M. Bondi, E. Cirelli, D. Ferreri, P. Scozzari, 2012, Il monastero di San Severo a Classe: risultati delle campagne di scavi 2006-2011, in Atti del VI Convegno SAMI (L’Aquila, 2012), a cura di F. Redi, A. Forgione, Firenze: 238-245
  • Cirelli 2013
    E. Cirelli, 2013, La dieta dei monaci. Cultura materiale e alimentazione nei monasteri benedettini tra IX e XI secolo, in Hortus Artium Medievalium 19: 227-240.

Location

Location
Classe
Easting
12.2364831281
Northing
44.3796451859