Name
Guastuglia
Date Range
100 BC – 150

Seasons

  • AIAC_315 - Guastuglia - 2006
    In 2005 two new trenches were opened with the aim of continuing the exploration of a drain made of stone blocks which emerged during the 2003-2004 campaign and appeared to form the boundary of a public square in the Roman city. Excavations to the east uncovered, below a medieval re-management of the area, a building of Claudian date of unclear function. The medieval cuts show the lines of its east and west walls in negative. Numerous cuts emerged that can be interpreted as robber trenches for the recovery of building materials. To the south, exploration of the area revealed that the medieval plan had been compromised by robbing in the form of deep trenches dug in order to recover limestone blocks and other stone material from the Roman structures, destined for re-use in new buildings and the city walls. The excavation of these trenches led to the recovery of Roman structures untouched by the robbing. At different points in the area emerged the stone drain bordering the square, Roman floor levels and an _opus signinum_ tank, interpreted as a monumental fountain, open to the north and situated along the south side of the square of which the south, west and east limits were identified. These were formed by small walls of which only the brick and tile foundations survive. An _opus signinum_ pavement decorated with black and white mosaic tesserae was found in the western sector and a mosaic with marble inserts came to light in the eastern sector. Moreover, the foundation wall of the portico surrounding the square in the Roman period was also revealed. Below this, to the south, a wall from an earlier phase was identified. As regards the square, excavation was undertaken towards the centre of the south side. To the south-east the foundations of a large wall were uncovered. This delimited a structure inside the square whose function is unknown. The wall was built when the square already existed and can be attributed to the restoration carried out in the Hadrianic period, as shown by the materials found. After the removal of this Imperial phase the excavation recovered a _dolium_, an intact amphora and three coins of late Republican date. Towards the south west an accumulation of votive objects datable to the Claudian period was found. A phase preceding that of the late Republican period was identified by a floor level made up of large stones and a hearth. (MiBAC)
  • AIAC_315 - Guastuglia - 2007
    Gli interventi della campagna di scavo 2007 si sono concentrati all’interno dell’ampio settore esplorato durante le campagne di scavo 2005-2006, delimitato da una monumentale canalizzazione a blocchi monolitici incavati per il deflusso delle acque, collegata ad un portico monumentale di cui si è conservato per intero il muro di fondazione del lato meridionale. Proprio al centro sono state messe in luce le imponenti strutture di fondazione di un tempio. Le dimensioni dell’edificio, con l’ingresso aperto verso sud-est, risultano di m. 7,40 x 11,54 (25 x 39 piedi romani) ed i suoi muri delimitavano una cella e l’antistante pronao colonnato, nel rispetto di una planimetria canonica per gli edifici templari romani. La cella del tempio, ovviamente, era destinata ad ospitare la statua di culto, come dimostra nell’edificio di Gubbio il ritrovamento della fondazione su cui poggiava il piedistallo della statua, ubicato, infatti, come consueto, sull’asse principale dell’edificio al centro della parete di fondo. Le indagini - ancora parziali - effettuate al di sotto di questo basamento, hanno portato in luce ossa di animali e frammenti di ceramica bruciata relativi probabilmente ad una qualche azione rituale. I resti di un altro deposito votivo sono stati invece esplorati all’interno della fossa di fondazione occidentale, funzionale alla messa in opera dei muri perimetrali della struttura, ed anche qui sono stati rinvenuti numerosi frammenti di ceramica, lucerne, ossa e tracce di carbone. In base alle ceramiche portate in luce negli interventi, che tuttavia dovranno essere studiate in maniera più approfondita, è possibile datare l’edificio sacro agli ultimi decenni del I secolo a.C. E’ stato portato in luce un altro tratto del muro di fondazione appartenente al portico monumentale che doveva circondare e monumentalizzare l’edificio di culto, ed è stato inoltre possibile individuare la continuazione delle due strutture murarie tra loro parallele, che correvano, con andamento nord-sud, dinanzi all’ingresso del tempio. Al centro del saggio, nello spazio compreso tra i due muri, sono stati messi in luce alcuni blocchi lapidei di grandi dimensioni. In corrispondenza dell’angolo meridionale del saggio, sono stati infine rinvenuti quattro grandi blocchi lapidei allineati: la loro disposizione e il loro orientamento lasciano supporre che fossero parte di un’imponente struttura muraria, ad equivoca vocazione architettonica e religiosa, che delimitava l’intero santuario.
  • AIAC_315 - Guastuglia - 2008
    La campagna di scavo Gubbio-Guastuglia 2008 ha interessato l’area delimitata dalle mura di fondazione in opera cementizia appartenenti all’edificio sacro, messo in luce durante le campagne di scavo 2005-2007. Lo scavo ha interessato i due ambienti interni all’edificio: la “cella” di m 7,40 x6,75 e il “pronao” m 4,84x7,40. L’approfondimento delle aree soggette all’indagine è risultato necessario ai fini di una corretta datazione dell’edificio sacro. All’interno della “cella”, in seguito alla preliminare ripulitura superficiale dell’area, è stato possibile riconoscere una situazione stratigrafica omogenea caratterizzata da un sottile strato di terra friabile di colore rossastro: interfaccia superiore di accumulo della fase cantieristica tardo repubblicana, non rimane, purtroppo, alcun resto della pavimentazione degli ambienti. Nell’angolo sud-est della “cella” è stato messo in luce un apprestamento murario di piccole dimensioni e di scarsa fattura, costituito da conci in pietra di diversa pezzatura ed apprestati a secco. La struttura era in parte visibile già durante la campagna di scavo del 2007. Non è ancora possibile affermare con certezza quale fosse la funzione delle diverse strutture murarie individuate al di sotto del piano di calpestio del tempio, ma le evidenze stratigrafiche fanno pensare che si possa trattare di evidenze appartenute all’edificio sottostante il tempio, di cui già nelle passate campagne di scavo si era appurata la presenza. Le fasi cantieristiche funzionali all’erezione del tempio dovettero, per forza di cose, effettuare lavori di asportazione e livellamento delle strutture murarie sottostanti, in modo da preparare i vari ambienti alla pavimentazione. Le evidenze stratigrafiche e lo studio, ancora in fase preliminare, dei materiali rinvenuti confermano una datazione di massima per l’edifico attorno ai primi anni del I sec. d.C. Al centro dell’ambiente principale dell’edificio è stato individuato un taglio di forma circolare profondo 84 cm. Suddetta asportazione di terreno dovette essere funzionale alla sistemazione dei materiali utilizzati durante lo svolgimento del rito di fondazione della struttura templare. All’interno della terra di riempimento, caratterizzata dal colore rossastro e dalla notevole presenza di tracce di bruciato,è stata rinvenuta una notevole quantità di materiale ceramico, oltre a varie altre suppellettili e a numerosi resti ossei. L’ipotesi più probabile è che si possa trattare di un deposito sacrificale realizzato in seguito ad una cerimonia religiosa. All’interno del deposito votivo sono stati rinvenuti circa 40 contenitori per unguenti, oltre a numerose altre forme ceramiche miniaturistiche. Oltre ai balsamari in ceramica è stata rinvenuta, sul fondo del deposito, anche un’ascia in ferro in buone stato di conservazione. Sempre dallo stesso deposito provengono diversi oggetti in bronzo quali monete, anelli, e varie altre suppellettili. In seguito allo studio dei materiali e delle evidenze stratigrafiche è stato possibile datare l’episodio ai primissimi secoli del I sec. d.C.; inoltre appare possibile, grazie ai confronti tipologici dei materiali rinvenuti, ipotizzare che l’edificio fosse dedicato ad una divinità femminile. Lo scavo e l’asportazione dei numerosi materiali rinvenuti ha occupato gran parte della durata della campagna di scavo 2008.
  • AIAC_315 - Guastuglia - 2009
    Gli scavi archeologici effettuati nel sito della Guastuglia dal 2001 al 2009 hanno progressivamente portato alla luce cospicue tracce di edifici monumentali a funzione pubblico-religiosa. Sono state portate alla luce e riconosciute quattro distinte fasi di occupazione. La più tarda (indagini 2001-2005), databile all’inizio del Medioevo, è caratterizzata dalla presenza dei resti di un’abitazione, composta da diversi ambienti, affacciata su una strada basolata in un ottimo stato di conservazione. Le altre tre fasi di vita dell'area sono assegnabili, procedendo dalla più antica alla più recente, alla tarda età repubblicana (metà I sec. a.C.); alla prima età imperiale (età Giulio-Claudia, inizi I d.C.), quando all’area viene conferito un carattere monumentale; all’età medio-imperiale (regno di Adriano, intorno alla metà del II sec. d.C). Allo stato attuale dei lavori la fase meglio nota è quella della prima età imperiale. A questa fase appartiene il portico monumentale (m. 22x20,85), i cui materiali vennero asportati in età medievale per il recupero di materiale da costruzione. All’interno della porticus si è rinvenuto un canale di deflusso delle acque a blocchi monolitici, limite del complesso circondato in origine da porticus. Le indagini all’interno dell’area delimitata dalla massiccia opera funzionale al deflusso delle acque (2007-2008), hanno permesso di mettere in luce le strutture di fondazione di un tempio, che costituisce il primo edificio di culto urbano di Gubbio finora esplorato estesamente. Le dimensioni dell’edificio, con l’ingresso aperto verso sud-est, risultano di m. 7,40 x 11,59. La sua organizzazione prevedeva una cella di m. 7,40x6,75, preceduta da un avancorpo colonnato (pronao) di m 7,40x4,84. Della struttura rimangono le fondazioni in opera cementizia, costituita da malta frammista a pietrisco e laterizi. Il conglomerato cementizio è stato gettato in cavo armato ed il negativo dell’armatura lignea è perfettamente leggibile. Dell’alzato del tempio non resta nulla, se non un frammento di podio modanato in pietra dura locale, delle dimensioni di 2,00 x 0,80 m di altezza, rinvenuto in una fossa accanto alle fondazioni. La destinazione sacra dell’edificio appare l'ipotesi più verosimile, alla luce anche del ritrovamento davanti all'ingresso di un deposito votivo connesso alla costruzione dell'intero complesso. Questo deposito, sigillato da un doppio strato di pietre e laterizi, mostrava resti di pasto (ossa e carbone) e di ceramica per cottura, e altre tipologie di materiali tra i quali ricordiamo lucerne, anfore, ceramica fine da mensa e miniaturistica etc. In seguito allo studio dei materiali e delle evidenze stratigrafiche è stato possibile datare l’edificio all’inizio del I sec. d.C. Nell’anno 2009 sono stati aperti due saggi di scavo (10x10m.), nel settore sud-est del saggio, in prossimità dell’angolo orientale del porticato. Le indagini hanno permesso l’individuazione di una strada basolata databile, presumibilmente, all’inizio del I sec. d.C. La direttrice viaria (che presenta ben visibili tracce del passaggio di carri) è composta da basoli in pietra dura locale di grosse dimensioni tagliati in maniera irregolare; costeggia il lato Nord del porticato e delimita l’area del santuario. Le future campagne di scavo interesseranno il settore meridionale del sito è avranno lo scopo di delineare in maniera definitiva la topografia dell’area sacra.
  • AIAC_315 - Guastuglia - 2010
    Le evidenze, finora emerse, apportano di anno in anno dati sempre più significativi al già noto complesso di natura pubblico-religiosa. La campagna 2010 è risultata essere uno degli interventi più redditizi, nell’intero arco di dieci anni di indagini. Gli obiettivi hanno puntato sull’approfondimento di quella che doveva essere una delle direttrici stradali più importanti della _Iguvium romana_. Il basolato stradale scoperto questo anno, composto da blocchi lapidei di grandi dimensioni, costituisce la continuazione della via già messa in luce nelle precedenti indagini. La carreggiata, larga circa 4m, fiancheggiava il muro settentrionale del porticato del tempio e si dirigeva, probabilmente, verso la zona del Teatro Romano. È stato possibile verificare, da un’indagine nelle fondamenta del basolato, che la strada era stata messa in opera seguendo le più canoniche direttive dei trattati romani, quindi con l’impiego di ben quattro strati di preparazione: _statumen_, _rudus_, _nucleus_ e _summum dorsum_. Il più notevole rinvenimento consiste nell’individuazione della fine del tracciato viario. Una simile scoperta, del tutto inattesa, fornisce nuovi ed importanti dati sull’interpretazione urbanistica della città romana di Gubbio. Infatti, le strade romane che attraversavano i centri abitati antichi venivano spesso interrotte a ridosso dell’area a carattere pubblico-civile (il foro). Il limite dell’asse viario in basoli viene evidenziato da una canalizzazione per lo scolo delle acque in cui converge un condotto, probabilmente correlato ad un imponente sistema idrico, ancora non messo in luce totalmente e che sarà oggetto delle prossime campagne di scavo. La strada si interrompe in prossimità di un ambiente coperto, dotato sulla fronte di un probabile ingresso monumentale, di cui rimangono in situ i due plinti laterali di fondazione. Gli scavi hanno messo in luce la massicciata di preparazione, il c.d. _nucleus_ composto da calce, pietrisco e scorie di ferro, su cui si impostava una ricca pavimentazione in lastre di calcare. Rimane anche traccia di due muri dell’ambiente, che dovevano essere ricoperti di intonaci e da lastre marmoree policrome ( _crustae_ ). Simili dati permettono di ipotizzare un edificio estremamente ricco e fastoso, posizionato alla fine della strada e dunque all’inizio dell’area pubblica. Lo scavo, inoltre, ha interessato anche altri settori dell’area archeologica della “Guastuglia”. Si è deciso infatti, di approfondire le indagini di un settore del santuario già indagato nel corso della campagna 2007, corrispondente all’accesso Est del porticato che circondava il tempio. Da questa area provengono i reperti di maggior pregio e valore storico-artistico, tra cui un piccolo altare in marmo per sacrifici e uno strumento chirurgico in bronzo, finemente decorato ed estremamente ben conservato. Sono state ritrovate anche numerose monete in bronzo in ottimo stato di conservazione, databili ai primi secoli dell’impero romano. La campagna 2010 ha visto anche la ripresa delle indagini nella “Domus della Guastuglia”, struttura caratterizzata da una ricca decorazione musiva, già esplorata parzialmente nel corso degli anni ’70 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria. Durante le fasi di scavo sono emersi vasti resti di un ambiente (corridoio), dotato di pavimentazione in cocciopesto con decorazione musiva e pareti rivestite di intonaci.
  • AIAC_315 - Guastuglia - 2015
    L’Università degli Studi di Perugia, il 22 giugno 2015, dopo una pausa di diversi anni, ha ripreso le attività di ricerca archeologica a Gubbio, presso il quartiere romano della Guastuglia. Il prof. Gian Luca Grassigli, docente dell’Università degli Studi di Perugia, - in accordo con le locali autorità Comunali e con la Sovrintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, ha coordinato le attività di scavo, indicando le linee guida e gli obiettivi da perseguire nell’arco della missione archeologica 2015. L’areale prescelto per le indagini, un settore di forma quadrata di 20 x 20 metri, si trova immediatamente a S della c.d. Domus del Banchetto (a circa 10 metri di distanza), in una zona – leggermente soprelevata - che non era mai stata interessata in precedenza da indagini archeologiche sistematiche. Le prolifiche indagini hanno permesso di scoprire un vasto complesso architettonico costituito da quattro ambienti a pianta rettangolare, la cui indagine ha fornito numerosissimi spunti di riflessione ed indizi importanti per la ricostruzione storico – planimetrica della struttura architettonica. Allo stato attuale della ricerca archeologica è possibile distinguere diverse fasi di vita e di ristrutturazioni interne, strettamente connesse alle esigenze precipue del momento storico. Il momento più recente è quello contraddistinto da livelli di vita di tipo sporadico, con frequentazioni non sistematiche e casuali. La struttura è divisa in quattro stanze ciascuna caratterizzata da strati a matrice terrosa con materiali eterogenei per natura e cronologia. La seconda fase di vita della struttura, caratterizzata dalla presenza di quattro distinti ambienti, presenta peculiarità più specifiche, con evidenti interventi di ristrutturazione e riorganizzazione degli spazi. Allo stato attuale dell’indagine archeologica sembrano rimanere inalterate in planimetria le stanze 1 e 3, la stanza 2, invece, subisce un restringimento. Viene edificata, infatti, l’USM 14 = 15 – con orientamento E – W e perpendicolarmente a USM 11 e USM 13 - al fine di creare un ambiente chiuso di forma quadrangolare nella porzione più a S del complesso. Funzionale all'utilizzo di questo ambiente viene realizzata anche una soglia di accesso, US 27, creata su USM 16, limite S del vano. Nella III fase di vita della struttura la planimetria appare meno articolata. La stanza 3 mantiene inalterati i propri limiti, mentre la 1 la 2 e la 4 sono un unico grande ambiente delimitato a W dall'USM 13 e a S dall'USM 16, con un setto centrale divisorio, USM 11. I livelli di frequentazione sono realizzati con strati a matrice terrosa – argillosa frammista a ciottoli piuttosto compatti. Nella quarta fase la planimetria della struttura rimane inalterata rispetto la condizione descritta in precedenza. A mutare sono solo i piani di vita.

Media

Name
Guastuglia
Year
2006
Summary
en In 2005 two new trenches were opened with the aim of continuing the exploration of a drain made of stone blocks which emerged during the 2003-2004 campaign and appeared to form the boundary of a public square in the Roman city.
Excavations to the east uncovered, below a medieval re-management of the area, a building of Claudian date of unclear function. The medieval cuts show the lines of its east and west walls in negative. Numerous cuts emerged that can be interpreted as robber trenches for the recovery of building materials.
To the south, exploration of the area revealed that the medieval plan had been compromised by robbing in the form of deep trenches dug in order to recover limestone blocks and other stone material from the Roman structures, destined for re-use in new buildings and the city walls. The excavation of these trenches led to the recovery of Roman structures untouched by the robbing. At different points in the area emerged the stone drain bordering the square, Roman floor levels and an _opus signinum_ tank, interpreted as a monumental fountain, open to the north and situated along the south side of the square of which the south, west and east limits were identified. These were formed by small walls of which only the brick and tile foundations survive. An _opus signinum_ pavement decorated with black and white mosaic tesserae was found in the western sector and a mosaic with marble inserts came to light in the eastern sector. Moreover, the foundation wall of the portico surrounding the square in the Roman period was also revealed. Below this, to the south, a wall from an earlier phase was identified.
As regards the square, excavation was undertaken towards the centre of the south side. To the south-east the foundations of a large wall were uncovered. This delimited a structure inside the square whose function is unknown. The wall was built when the square already existed and can be attributed to the restoration carried out in the Hadrianic period, as shown by the materials found. After the removal of this Imperial phase the excavation recovered a _dolium_, an intact amphora and three coins of late Republican date.
Towards the south west an accumulation of votive objects datable to the Claudian period was found. A phase preceding that of the late Republican period was identified by a floor level made up of large stones and a hearth. (MiBAC)
it Con lo scopo di continuare l’esplorazione del canale di deflusso delle acque a blocchi monolitici emerso nelle campagne 2003-2004, che appariva come limite di una piazza pubblica della città romana, nel 2005 si sono aperti 2 nuovi saggi.
Lo scavo ad est ha portato alla luce, sotto una sistemazione di età medievale , un edificio di età claudia la cui funzione rimane dubbia. I tagli medievali forniscono in negativo l’andamento delle strutture murarie delimitanti ad est e ad ovest l’edificio. Sono emersi numerosi tagli interpretabili come trincee di spoglio funzionali al recupero di materiale lapidei da reimpiegare.

A sud, l’esplorazione dell’area ha evidenziato come i piani di età medievale fossero compromessi da interventi di spoglio, rappresentati da profonde trincee per il recupero di blocchi calcarei e altri materiali lapidei delle strutture di età romana, destinati ad un riutilizzo nella costruzione di nuovi edifici e delle mura urbiche. Lo scavo di tali trincee ha portato al recupero di strutture di età romana risparmiate dall’intervento di recupero; sono emersi in differenti punti dell’area i blocchi monolitici del canale di deflusso delle acque che delimitavano la piazza romana, i piani di calpestio dell’età romana e una vasca in cocciopesto, interpretata come fontana monumentale, aperta a nord e collocata lungo il lato meridionale della piazza, di cui si individuano i limiti meridionale, occidentale e orientale, costituiti da muretti, di cui si conservano solo i livelli di fondazione in tegole e laterizi; il pavimento in cocciopesto, decorato, nel settore occidentale, da tessere musive bianche e nere e, nel settore orientale, a mosaico e con inserti di marmo. Inoltre è emerso un muro di fondazione del porticato che in età romana circondava la piazza. A sud e sotto di esso è stato individuato un muro di una fase ancora precedente.

Riguardo alla piazza, lo scavo è stato condotto nel lato sud, verso il centro. A sud-est sono state riportate alla luce le fondazioni di un muro di cospicue dimensioni, che delimitava un ambiente all’interno della piazza dalla funzione dubbia; il muro fu costruito quando la piazza già esisteva ed è attribuibile ad una fase di restauro della zona di età adrianea, come dimostrato dai materiali rinvenuti. Lo scavo, asportata questa fase di età imperiale, ha restituito un dolio, un’anfora ancora integra e 3 monete di età tardo-repubblicana.
Verso sud-ovest è stato rinvenuto un accumulo di materiale votivo databile all’età claudia. E’ stata individuata una fase precedente di età tardo-repubblicana identificata da un piano di calpestio composto da pavimentazione in pietre di grosse dimensioni e da un focolare.
Team
Archaeologist representing the Soprintendenza - Luana Cenciaioli
Archaeologist representing the Soprintendenza - Dorica Manconi
Field director - Gian Luca Grassigli

Media

Name
Guastuglia
Year
2007
Summary
it Gli interventi della campagna di scavo 2007 si sono concentrati all’interno dell’ampio settore esplorato durante le campagne di scavo 2005-2006, delimitato da una monumentale canalizzazione a blocchi monolitici incavati per il deflusso delle acque, collegata ad un portico monumentale di cui si è conservato per intero il muro di fondazione del lato meridionale. Proprio al centro sono state messe in luce le imponenti strutture di fondazione di un tempio. Le dimensioni dell’edificio, con l’ingresso aperto verso sud-est, risultano di m. 7,40 x 11,54 (25 x 39 piedi romani) ed i suoi muri delimitavano una cella e l’antistante pronao colonnato, nel rispetto di una planimetria canonica per gli edifici templari romani. La cella del tempio, ovviamente, era destinata ad ospitare la statua di culto, come dimostra nell’edificio di Gubbio il ritrovamento della fondazione su cui poggiava il piedistallo della statua, ubicato, infatti, come consueto, sull’asse principale dell’edificio al centro della parete di fondo.

Le indagini - ancora parziali - effettuate al di sotto di questo basamento, hanno portato in luce ossa di animali e frammenti di ceramica bruciata relativi probabilmente ad una qualche azione rituale. I resti di un altro deposito votivo sono stati invece esplorati all’interno della fossa di fondazione occidentale, funzionale alla messa in opera dei muri perimetrali della struttura, ed anche qui sono stati rinvenuti numerosi frammenti di ceramica, lucerne, ossa e tracce di carbone. In base alle ceramiche portate in luce negli interventi, che tuttavia dovranno essere studiate in maniera più approfondita, è possibile datare l’edificio sacro agli ultimi decenni del I secolo a.C. E’ stato portato in luce un altro tratto del muro di fondazione appartenente al portico monumentale che doveva circondare e monumentalizzare l’edificio di culto, ed è stato inoltre possibile individuare la continuazione delle due strutture murarie tra loro parallele, che correvano, con andamento nord-sud, dinanzi all’ingresso del tempio.

Al centro del saggio, nello spazio compreso tra i due muri, sono stati messi in luce alcuni blocchi lapidei di grandi dimensioni. In corrispondenza dell’angolo meridionale del saggio, sono stati infine rinvenuti quattro grandi blocchi lapidei allineati: la loro disposizione e il loro orientamento lasciano supporre che fossero parte di un’imponente struttura muraria, ad equivoca vocazione architettonica e religiosa, che delimitava l’intero santuario.
en The 2007 excavations were concentrated within the ample sector explored during the 2005-2006 campaigns, delimited by a monumental channels and monolithic hollowed out blocks for water drainage, connected to a monumental portico of which the entire southern foundation wall was preserved. At the centre of the area the imposing foundations of a temple were uncovered. The entrance faced towards the south-east and the structure measured 7.40 x 11.54 m (25 x 39 Roman feet). The plan was that typical of Roman temples, a cella with colonnaded pronaos at the front. Obviously the cella was destined to house the cult statue, as shown by the discovery of the foundations upon which the statue’s pedestal stood, situated on the main axis of the structure at the centre of the back wall.

The investigations, still incomplete, undertaken below this pedestal brought to light animal bones and fragments of burnt pottery probably relating to some sort of ritual. The remains of another votive deposit were explored within the western foundation trench and can probably be related to the construction of the temple’s perimeter walls. This deposit also contained numerous fragments of pottery, lamps, bone and traces of charcoal. On the basis of the pottery finds, which are still to be fully studied, the temple has been dated to the final decades of the 1st century B.C. A stretch of foundation wall belonging to the monumental portico that must have surrounded the cult building also came to light, thus the continuation of the two walls was identified, running parallel to each other on a north-south alignment in front of the temple entrance.

At the centre of the trench, in the space between the two walls, an number of large stone blocks were exposed. In the southern corner of the trench there was a line of four large stone blocks. Their arrangement and alignment suggests that they were part of a substantial wall which surrounded the entire sanctuary.
Summary Author
Giuseppe Basciu
Funding Body
Comune di Gubbio
Team
Archaeologist - Marco Menichini
Archaeologist - Patrizia Gagliardi
Archaeologist - Fabio Minotti
Archaeologist - Roberto Masciarri
Field director - Francesco Marcattili
Volunteers - Studenti

Media

Name
Guastuglia
Year
2008
Summary
it La campagna di scavo Gubbio-Guastuglia 2008 ha interessato l’area delimitata dalle mura di fondazione in opera cementizia appartenenti all’edificio sacro, messo in luce durante le campagne di scavo 2005-2007. Lo scavo ha interessato i due ambienti interni all’edificio: la “cella” di m 7,40 x6,75 e il “pronao” m 4,84x7,40. L’approfondimento delle aree soggette all’indagine è risultato necessario ai fini di una corretta datazione dell’edificio sacro.

All’interno della “cella”, in seguito alla preliminare ripulitura superficiale dell’area, è stato possibile riconoscere una situazione stratigrafica omogenea caratterizzata da un sottile strato di terra friabile di colore rossastro: interfaccia superiore di accumulo della fase cantieristica tardo repubblicana, non rimane, purtroppo, alcun resto della pavimentazione degli ambienti. Nell’angolo sud-est della “cella” è stato messo in luce un apprestamento murario di piccole dimensioni e di scarsa fattura, costituito da conci in pietra di diversa pezzatura ed apprestati a secco. La struttura era in parte visibile già durante la campagna di scavo del 2007. Non è ancora possibile affermare con certezza quale fosse la funzione delle diverse strutture murarie individuate al di sotto del piano di calpestio del tempio, ma le evidenze stratigrafiche fanno pensare che si possa trattare di evidenze appartenute all’edificio sottostante il tempio, di cui già nelle passate campagne di scavo si era appurata la presenza. Le fasi cantieristiche funzionali all’erezione del tempio dovettero, per forza di cose, effettuare lavori di asportazione e livellamento delle strutture murarie sottostanti, in modo da preparare i vari ambienti alla pavimentazione.

Le evidenze stratigrafiche e lo studio, ancora in fase preliminare, dei materiali rinvenuti confermano una datazione di massima per l’edifico attorno ai primi anni del I sec. d.C.
Al centro dell’ambiente principale dell’edificio è stato individuato un taglio di forma circolare profondo 84 cm. Suddetta asportazione di terreno dovette essere funzionale alla sistemazione dei materiali utilizzati durante lo svolgimento del rito di fondazione della struttura templare. All’interno della terra di riempimento, caratterizzata dal colore rossastro e dalla notevole presenza di tracce di bruciato,è stata rinvenuta una notevole quantità di materiale ceramico, oltre a varie altre suppellettili e a numerosi resti ossei.

L’ipotesi più probabile è che si possa trattare di un deposito sacrificale realizzato in seguito ad una cerimonia religiosa. All’interno del deposito votivo sono stati rinvenuti circa 40 contenitori per unguenti, oltre a numerose altre forme ceramiche miniaturistiche. Oltre ai balsamari in ceramica è stata rinvenuta, sul fondo del deposito, anche un’ascia in ferro in buone stato di conservazione. Sempre dallo stesso deposito provengono diversi oggetti in bronzo quali monete, anelli, e varie altre suppellettili. In seguito allo studio dei materiali e delle evidenze stratigrafiche è stato possibile datare l’episodio ai primissimi secoli del I sec. d.C.; inoltre appare possibile, grazie ai confronti tipologici dei materiali rinvenuti, ipotizzare che l’edificio fosse dedicato ad una divinità femminile.

Lo scavo e l’asportazione dei numerosi materiali rinvenuti ha occupato gran parte della durata della campagna di scavo 2008.
en The 2008 excavations looked at the area delimited by the _opus caementicium_ foundation walls of a temple building, uncovered during the 2005-2007 campaigns. The two interior rooms of the building were explored: the “cella”, 7.40 x 6.75 m and the “pronaos”, 4.84 x 7.40 m. The excavation in these areas was deepened in order to get a correct date for the cult building.

Following the preliminary surface cleaning of the area, inside the “cella” a homogeneous stratigraphy was identified, characterised by a thin layer of friable reddish soil. This was the upper interface of the late Republican construction layer, unfortunately no traces of the floors survived in the rooms. In the south-eastern corner of the “cella” there was a small badly built dry-stone wall of ashlar blocks of various sizes. This feature had been partially visible in 2007. The function of the various walls identified below the temple floor is still not clear, but the stratigraphical evidence suggests that they may belong to the building underneath the temple whose presence was noted in previous excavation campaigns. The phases relating to the construction site for the temple must have removed and levelled the underlying structures in order to prepare the surface for the floors.

The stratigraphy and finds study (still in the preliminary stages) confirm a latest date for the building of around the first years of the 1st century A.D.
At the centre of the building’s main room a circular cut 84 cm deep was uncovered. This must have been related to the foundation ritual for the temple. The fill was characterised by a reddish colour and clear traces of burning and it contained a substantial amount of pottery as well as other artefacts and bone fragments.

The most likely hypothesis is that this was a sacrificial deposit that was part of a religious ceremony. Inside the votive deposit there were circa forty unguentaria as well as numerous other miniature vases. As well as pottery balsamarii a well preserved iron axe was found at the base of the deposit. Various bronze artefacts were also present including coins and rings. The materials and stratigraphy dated the deposit to the first decades of the 1st century A.D. Furthermore, typological parallels suggest that the temple was dedicated to a female divinity.

The excavation and removal of the materials took up most of the 2008 campaign.
Summary Author
Giuseppe Basciu
Funding Body
Comune di Gubbio
Team
Archaeologist - Marco Menichini
Archaeologist - Patrizia Gagliardi
Archaeologist - Fabio Minotti
Archaeologist - Roberto Masciarri
Volunteers - Studenti

Media

Name
Guastuglia
Year
2009
Summary
it Gli scavi archeologici effettuati nel sito della Guastuglia dal 2001 al 2009 hanno progressivamente portato alla luce cospicue tracce di edifici monumentali a funzione pubblico-religiosa.

Sono state portate alla luce e riconosciute quattro distinte fasi di occupazione. La più tarda (indagini 2001-2005), databile all’inizio del Medioevo, è caratterizzata dalla presenza dei resti di un’abitazione, composta da diversi ambienti, affacciata su una strada basolata in un ottimo stato di conservazione.

Le altre tre fasi di vita dell'area sono assegnabili, procedendo dalla più antica alla più recente, alla tarda età repubblicana (metà I sec. a.C.); alla prima età imperiale (età Giulio-Claudia, inizi I d.C.), quando all’area viene conferito un carattere monumentale; all’età medio-imperiale (regno di Adriano, intorno alla metà del II sec. d.C).

Allo stato attuale dei lavori la fase meglio nota è quella della prima età imperiale. A questa fase appartiene il portico monumentale (m. 22x20,85), i cui materiali vennero asportati in età medievale per il recupero di materiale da costruzione. All’interno della porticus si è rinvenuto un canale di deflusso delle acque a blocchi monolitici, limite del complesso circondato in origine da porticus.

Le indagini all’interno dell’area delimitata dalla massiccia opera funzionale al deflusso delle acque (2007-2008), hanno permesso di mettere in luce le strutture di fondazione di un tempio, che costituisce il primo edificio di culto urbano di Gubbio finora esplorato estesamente. Le dimensioni dell’edificio, con l’ingresso aperto verso sud-est, risultano di m. 7,40 x 11,59. La sua organizzazione prevedeva una cella di m. 7,40x6,75, preceduta da un avancorpo colonnato (pronao) di m 7,40x4,84. Della struttura rimangono le fondazioni in opera cementizia, costituita da malta frammista a pietrisco e laterizi. Il conglomerato cementizio è stato gettato in cavo armato ed il negativo dell’armatura lignea è perfettamente leggibile. Dell’alzato del tempio non resta nulla, se non un frammento di podio modanato in pietra dura locale, delle dimensioni di 2,00 x 0,80 m di altezza, rinvenuto in una fossa accanto alle fondazioni. La destinazione sacra dell’edificio appare l'ipotesi più verosimile, alla luce anche del ritrovamento davanti all'ingresso di un deposito votivo connesso alla costruzione dell'intero complesso. Questo deposito, sigillato da un doppio strato di pietre e laterizi, mostrava resti di pasto (ossa e carbone) e di ceramica per cottura, e altre tipologie di materiali tra i quali ricordiamo lucerne, anfore, ceramica fine da mensa e miniaturistica etc. In seguito allo studio dei materiali e delle evidenze stratigrafiche è stato possibile datare l’edificio all’inizio del I sec. d.C.

Nell’anno 2009 sono stati aperti due saggi di scavo (10x10m.), nel settore sud-est del saggio, in prossimità dell’angolo orientale del porticato. Le indagini hanno permesso l’individuazione di una strada basolata databile, presumibilmente, all’inizio del I sec. d.C. La direttrice viaria (che presenta ben visibili tracce del passaggio di carri) è composta da basoli in pietra dura locale di grosse dimensioni tagliati in maniera irregolare; costeggia il lato Nord del porticato e delimita l’area del santuario. Le future campagne di scavo interesseranno il settore meridionale del sito è avranno lo scopo di delineare in maniera definitiva la topografia dell’area sacra.
en Four distinct occupation phases were excavated. The latest (2001-2005 excavations), datable to the beginning of the medieval period, was characterised by the remains of a house with several rooms, facing onto a very well-preserved basalt paved road.

The other three phases dated to the late Republican period (mid 1st century B.C.); the early Imperial period (Julio-Claudian era, beginning of the 1st century A.D.) when the area was monumentalised; the mid Imperial period (reign of Hadrian, around the mid 2nd century A.D.).

At the present stage of the excavation the best known phase is that of the early Imperial period. This was the phase of the monumental portico (22 x 20.85 m), whose materials were removed in the medieval period to be reused in other constructions. Inside the portico there was a drainage channel made of monolithic blocks which delimited the complex.

The investigations inside the area delimited by the drainage channel (2007-2008) revealed the foundations of a temple which constitutes the first urban cult building in Gubbio to be extensively explored. The temple was 7.40 x 11.59 m, with the entrance opening towards the south-east. It was divided into a cella, 7.40 x 6.75 m, preceded by a pronaos with columns, 7.40 x 4.84 m. Only the _opus caementicium_ foundations remained. The conglomerate had been poured into shuttered trenches and the negative impression of the timbers was clearly visible. Nothing remained of the temple walls apart from a fragment of a moulded pedestal made of hard local stone, 2.00 x 0.80 m high, found in a pit by the foundations. The hypothesis that this was a cult building is supported by the discovery in front of the entrance of a votive deposit relating to the construction of the entire complex. This deposit, sealed by a double layer of stones and tile, contained remains of a meal (bone and charcoal), pottery cooking wares and other materials including lamps, amphorae, fine table ware and miniature vases. The study of these materials and the stratigraphical evidence dated the building to the beginning of the 1st century A.D.

In 2009 two trenches (10 x 10 m) were opened in the south-eastern sector of the area, close to the eastern corner of the portico. The excavations identified a paved road presumably datable to the beginning of the 1st century A.D. The road, on which cart tracks were clearly visible, was paved with large irregular basoli made of local hard stone. It skirted the north side of the portico and delimited the area of the sanctuary. Future excavations will explore the southern sector of the site with the aim of making a definitive plan of the sacred area.
Summary Author
Giuseppe Basciu
Funding Body
Comune di Gubbio
Team
Archaeologist - Marco Menichini
Archaeologist - Patrizia Gagliardi
Archaeologist - Fabio Minotti
Archaeologist - Roberto Masciarri
Volunteers - Studenti

Media

Name
Guastuglia
Year
2010
Summary
it Le evidenze, finora emerse, apportano di anno in anno dati sempre più significativi al già noto complesso di natura pubblico-religiosa. La campagna 2010 è risultata essere uno degli interventi più redditizi, nell’intero arco di dieci anni di indagini. Gli obiettivi hanno puntato sull’approfondimento di quella che doveva essere una delle direttrici stradali più importanti della _Iguvium romana_. Il basolato stradale scoperto questo anno, composto da blocchi lapidei di grandi dimensioni, costituisce la continuazione della via già messa in luce nelle precedenti indagini. La carreggiata, larga circa 4m, fiancheggiava il muro settentrionale del porticato del tempio e si dirigeva, probabilmente, verso la zona del Teatro Romano. È stato possibile verificare, da un’indagine nelle fondamenta del basolato, che la strada era stata messa in opera seguendo le più canoniche direttive dei trattati romani, quindi con l’impiego di ben quattro strati di preparazione: _statumen_, _rudus_, _nucleus_ e _summum dorsum_. Il più notevole rinvenimento consiste nell’individuazione della fine del tracciato viario. Una simile scoperta, del tutto inattesa, fornisce nuovi ed importanti dati sull’interpretazione urbanistica della città romana di Gubbio. Infatti, le strade romane che attraversavano i centri abitati antichi venivano spesso interrotte a ridosso dell’area a carattere pubblico-civile (il foro).

Il limite dell’asse viario in basoli viene evidenziato da una canalizzazione per lo scolo delle acque in cui converge un condotto, probabilmente correlato ad un imponente sistema idrico, ancora non messo in luce totalmente e che sarà oggetto delle prossime campagne di scavo. La strada si interrompe in prossimità di un ambiente coperto, dotato sulla fronte di un probabile ingresso monumentale, di cui rimangono in situ i due plinti laterali di fondazione. Gli scavi hanno messo in luce la massicciata di preparazione, il c.d. _nucleus_ composto da calce, pietrisco e scorie di ferro, su cui si impostava una ricca pavimentazione in lastre di calcare. Rimane anche traccia di due muri dell’ambiente, che dovevano essere ricoperti di intonaci e da lastre marmoree policrome ( _crustae_ ).

Simili dati permettono di ipotizzare un edificio estremamente ricco e fastoso, posizionato alla fine della strada e dunque all’inizio dell’area pubblica. Lo scavo, inoltre, ha interessato anche altri settori dell’area archeologica della “Guastuglia”. Si è deciso infatti, di approfondire le indagini di un settore del santuario già indagato nel corso della campagna 2007, corrispondente all’accesso Est del porticato che circondava il tempio. Da questa area provengono i reperti di maggior pregio e valore storico-artistico, tra cui un piccolo altare in marmo per sacrifici e uno strumento chirurgico in bronzo, finemente decorato ed estremamente ben conservato. Sono state ritrovate anche numerose monete in bronzo in ottimo stato di conservazione, databili ai primi secoli dell’impero romano.

La campagna 2010 ha visto anche la ripresa delle indagini nella “Domus della Guastuglia”, struttura caratterizzata da una ricca decorazione musiva, già esplorata parzialmente nel corso degli anni ’70 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria. Durante le fasi di scavo sono emersi vasti resti di un ambiente (corridoio), dotato di pavimentazione in cocciopesto con decorazione musiva e pareti rivestite di intonaci.
en Every year the evidence emerging from the site adds increasingly important data to what is known about the public-religious complex. The 2010 campaign was one of the most productive of the whole ten year investigation. The aim was to concentrate on furthering knowledge of one of the most important roads of Roman _Iguvium_. The basalt paved road discovered this year, made up of large stone blocks, was the continuation of a road uncovered during previous investigations. The road, about 4 m wide, flanked the north wall of the temple portico and probably headed towards the area of the Roman theatre. An investigation of the road’s foundations showed that it had been constructed following the most canonical instructions given by Roman treatises, thus with the use of four make ups: _statumen_, _rudus_, _nucleus_ and _summum dorsum_. The most important discovery was the identification of the road’s terminal point. This completely unexpected discovery provided new and important data regarding the interpretation of the urban plan of Roman Gubbio. In fact, the Roman roads crossing ancient town were often interrupted on the edge of the public-civic area ( _forum_ ). The edge of the basalt road was marked by a drainage channel into which a conduit flowed, probably linked to a substantial water supply system, yet to be completely excavated and which will be investigated in coming campaigns. The road stopped in the proximity of a closed structure, probably with a monumental entrance, of which the two lateral foundation plinths were still _in situ_. The excavations brought to light the make up, the so-called nucleus made up of lime, gravel and iron slag, on which was laid a rich flooring of limestone slabs. Traces remained of two of the structure’s walls, probably faced with plaster and polychrome marble slabs ( _crustae_ ).

Such evidence suggests this was a very richly decorated building, situated at the end of the road and therefore at the beginning of the public area. The excavation also investigated sectors of the Guastuglia archaeological area. In fact, it was decided to undertake further investigations of a sector of the sanctuary excavated in 2007, corresponding to the eastern entrance to the portico surrounding the temple. The most precious finds and those with the greatest historic-artistic value came to light in this area, including a small marble sacrificial altar and a bronze surgical instrument, finely-decorated and extremely well-preserved. Numerous well-preserved bronze coins were also found, datable to the first centuries of the Roman Empire.

The 2010 campaign also saw the renewal of investigations in the _Domus_ della Guastuglia, a structure characterized by rich mosaic decoration, already partially explored during the 1970s by the Archaeological Superintendency of Umbria. During the excavation phases the substantial remains of a corridor, paved in _opus signinum_ with mosaic decoration and plaster faced walls, emerged.
Summary Author
Giuseppe Basciu
Funding Body
Comune di Gubbio
Team
Archaeologist - Patrizia Gagliardi
Archaeologist - Roberto Masciarri
Archaeologist - Manuel Faramelli
Archaeologist - Francesco Trombetti
Archaeologist - Gabriele Lepri
Archaeologist - Marco Ricci

Media

Name
Guastuglia
Year
2015
Summary
it L’Università degli Studi di Perugia, il 22 giugno 2015, dopo una pausa di diversi anni, ha ripreso le attività di ricerca archeologica a Gubbio, presso il quartiere romano della Guastuglia.
Il prof. Gian Luca Grassigli, docente dell’Università degli Studi di Perugia, - in accordo con le locali autorità Comunali e con la Sovrintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, ha
coordinato le attività di scavo, indicando le linee guida e gli obiettivi da perseguire nell’arco della missione archeologica 2015.

L’areale prescelto per le indagini, un settore di forma quadrata di 20 x 20 metri, si trova
immediatamente a S della c.d. Domus del Banchetto (a circa 10 metri di distanza), in una zona –
leggermente soprelevata - che non era mai stata interessata in precedenza da indagini archeologiche sistematiche. Le prolifiche indagini hanno permesso di scoprire un vasto complesso architettonico costituito da quattro ambienti a pianta rettangolare, la cui indagine ha fornito numerosissimi spunti di riflessione ed indizi importanti per la ricostruzione storico – planimetrica della struttura architettonica.

Allo stato attuale della ricerca archeologica è possibile distinguere diverse fasi di vita e di
ristrutturazioni interne, strettamente connesse alle esigenze precipue del momento storico.
Il momento più recente è quello contraddistinto da livelli di vita di tipo sporadico, con
frequentazioni non sistematiche e casuali. La struttura è divisa in quattro stanze ciascuna
caratterizzata da strati a matrice terrosa con materiali eterogenei per natura e cronologia.
La seconda fase di vita della struttura, caratterizzata dalla presenza di quattro distinti ambienti, presenta peculiarità più specifiche, con evidenti interventi di ristrutturazione e riorganizzazione degli spazi. Allo stato attuale dell’indagine archeologica sembrano rimanere inalterate in planimetria le stanze 1 e 3, la stanza 2, invece, subisce un restringimento. Viene edificata, infatti, l’USM 14 = 15 – con orientamento E – W e perpendicolarmente a USM 11 e USM 13 - al fine di creare un ambiente chiuso di forma quadrangolare nella porzione più a S del complesso. Funzionale all'utilizzo di questo ambiente viene realizzata anche una soglia di accesso, US 27, creata su USM 16, limite S del vano.

Nella III fase di vita della struttura la planimetria appare meno articolata. La stanza 3 mantiene inalterati i propri limiti, mentre la 1 la 2 e la 4 sono un unico grande ambiente delimitato a W dall'USM 13 e a S dall'USM 16, con un setto centrale divisorio, USM 11.
I livelli di frequentazione sono realizzati con strati a matrice terrosa – argillosa frammista a ciottoli piuttosto compatti.

Nella quarta fase la planimetria della struttura rimane inalterata rispetto la condizione descritta in precedenza. A mutare sono solo i piani di vita.
en After a break of some years, the University of Perugia resumed archaeological research at Gubbio in the Roman quarter of the Guastuglia.
The excavations were directed by Prof. Gian Luca Grassigli, in agreement with the local authorities and the Archaeological Superintendency for Umbria.

The area chosen for the investigation, a 20 x 20 m square, was situated immediately south of the so-called Domus del Banchetto (about 10 m away), in a slightly raised area that had not been previously investigated. The excavations uncovered a vast complex formed by four rectangular rooms, whose investigation raised many questions and provided important evidence for the historical and planimetric reconstruction of the building.

At this stage in the research, it is possible to distinguish several occupation phases and internal restructuring, strictly connected to the historical monument’s main developments.
The latest phases were attested by levels showing sporadic occupation. The structure was divided into four rooms each characterised by layers with a soil matrix containing materials that varied both in type and date.

The second occupation phase, characterised by the presence of four distinct rooms, presented specific peculiarities, with clear evidence of restructuring and spatial reorganisation. At this stage of the excavations, the plans of rooms 1 and 3 appear to have remained unaltered, while room 2 was reduced in size. In fact, wall USM 14 = 15 was built on an east-west alignment at a right angle to walls USM 11 and USM 13 in order to create a closed quadrangular room in the southernmost part of the complex. A threshold, US 27, for the entrance into this room was built on wall USM 16, the southern wall of the room.

In phase III, the layout of the structure appears less organised. Room 3 remains unchanged, while rooms 1, 2, and 4 become one large room bordered to the west by wall USM 13 and to the south by wall USM 16, with a central dividing wall, USM 11.
The floors were formed by an earthy-clay matrix and compact cobblestones.

In phase IV, the plan remained unaltered, only the floor levels changed.
Funding Body
Comune di Gubbio

Media

Location

Location
Guastuglia
Easting
12.5215562816
Northing
43.2111390026