Name
Coriglia
Date Range
600 BC – 400
Monuments
Villa
Settlement
Baths

Seasons

  • AIAC_2387 - Coriglia - 2009
    Le campagne di scavo condotte nell’insediamento etrusco-romano di Coriglia, a partire dal 2006, dal Saint Anselm College (NH) in collaborazione con il Comune di Castel Viscardo, hanno messo in luce una serie di strutture che insistono su un terrazzamento che si affaccia sulla valle del Paglia, affluente del Tevere, accanto alla via Traiana Nova. Uno dei saggi ha restituito sia evidenze della fase etrusca, con materiali in bucchero grigio di VI secolo a.C. e strutture in tufo, che della tarda romanità quali un possente muro di sostruzione orientato E/W. Un altro, più settentrionale, ha permesso di definire parte dell’edificio tripartito che si affaccia sulla vallata, con canalette e ambienti termali, la cui frequentazione inizia in epoca repubblicana e termina nella seconda metà del III sec. d.C. - monete di Gallieno (253-268) e Claudio Gotico (270). Un saggio aperto negli anni ’90 (SAU), ha parte di un muro spesso 90 cm. che attraversa l’area di scavo con andamento E/W. Immediatamente a S del muro, alla stessa quota di affioramento, è stato documentato un acciottolato con pietre di notevoli dimensioni, separato dall’opera muraria da uno strato di terra rossastra che negli anni ’90 ha restituito materiali ellenistici. Nel 2009 si è aperto un nuovo saggio verso S ed è comparsa parte di una vasca la cui facciavista risulta rivestita da lastrine con concrezioni calcaree (le analisi XRF hanno confermato la presenza di ferro, calcare e potassio), quindi ristagno o flusso di acqua. I dati di scavo e le tecnologie archeometriche (XRF e Raman), indicano l’acqua, nello specifico sulfurea, come chiave di lettura del sito. Si tratta quindi di un complesso monumentale di età romana, con un impianto architettonico scenografico terrazzato, legato allo sfruttamento delle acque termali, impostato su una preesistenza etrusca sulla cui natura al momento non è possibile fornire interpretazioni.
  • AIAC_2387 - Coriglia - 2010
    La quinta campagna di scavo nel sito di Coriglia (Saint Anselm College (NH, USA) con il Comune di Castel Viscardo e la Soprintendenza Archeologica per l’Umbria) svoltasi nei mesi di maggio e giugno 2010, ha avuto come obiettivo quello di indagare precisi settori per sciogliere problemi legati alla destinazione d’uso di alcune strutture emerse negli anni passati e alla topografia generale del sito. Le indagini archeologiche 2010 hanno visto l’ampliamento di due aree (F ed A), sondaggi di approfondimento in C, nuova apertura di G, destinato a chiarire lo sviluppo di una struttura muraria in una zona mai esplorata. Di estremo interesse l’ampliamento Nord di F, che ha permesso di individuare l’intero perimetro della vasca parzialmente riportata alla luce nella campagna 2009. Si tratta di una struttura quadrangolare (3,40 x 6 m.) con piano pavimentale in cocciopesto e bauletto di sponda. L’eterogeneità delle componenti antropiche dello strato che riempiva la vasca (numerosi frammenti di opus doliare, terrecotte architettoniche, anforacei, oltre a crustae marmoree e frammenti di macine), lasciano ipotizzare che la vasca sia stata riempita intenzionalmente con materiale di varia natura già frammentati in antico. La presenza di sigillata africana e di una moneta di Gordiano III (243-244 d.C.) permettono di ascrivere il riempimento intorno alla metà del III secolo d.C. Il supporto di strumentazioni archeometriche (XRF – Raman), utilizzate sulle concrezioni, ha constatato la presenza di elementi chimici quali calcio, sodio, potassio e zolfo in quantità simili a quelle delle acque sulfuree di Monterubiaglio. Il saggio A, ampliato a Sud di circa 4 x 5 m., ha incontrato acqua di falda; vi è stato messo in luce, per 10 m, un muro orientato NE/SW (malta giallastra e pietre fluviali) che attraversa obliquamente l’area di scavo sino ad uno dei muri di terrazzamento già individuati in precedenza. Forse proprio ascrivibile alla fase tardo-romana è una strada glareata composta da un piano stradale, orientato NE/SW (cfr. sopra), a ciottoli fluviali di piccole dimensioni ben coesi, alloggiati in terreno compatto; la carreggiata, larga 3 m, è delimitata ai lati da pietre di più grandi dimensioni. Il saggio C, è stato interessato da indagini volte alla comprensione delle tecniche edilizie usate per la costruzione degli ambienti termali. Nell’area interna all’esedra scavata nelle campagna precedenti è stato messo in luce un condotto idrico (fistula plumbea con margini ribattuti), che si direziona verso una struttura quadrangolare interpretata come fontana. Nella fascia Nord dell’area di scavo la stratigrafia indica il proseguimento delle strutture anche in quella direzione (lacerti murari, canalette). Il saggio G, 4 x 4 m., ha consentito di documentare il proseguimento del muro di contenimento/recinzione verso Ovest; il braccio E/W attraversa i saggi A, B ed E dove piega a 90° verso il saggio C. Il rinvenimento di una moneta attribuita a Papa Clemente VIII (databile attorno al 1600) fornisce elementi sulla frequentazione del sito di Coriglia.
  • AIAC_2387 - Coriglia - 2011
    La campagna di scavo 2011 si è concentrata nell’indagine di quattro saggi, di cui uno aperto quest’anno. Nel saggio C, il più settentrionale e vasto, sono stati precisati i termini cronologici del complesso termale, il cui primo impianto è ascrivibile all’età repubblicana per il rinvenimento di terrecotte architettoniche di II-I sec. a.C., per l’analisi delle murature su cui s’imposta l’edificio successivo e le pavimentazioni in cocciopesto più volte restaurate e rialzate. Al periodo seguente (I sec. d.C.) si datano gli affreschi parietali, gli stucchi e alcune lastre Campana decorate ad ovoli e soggetto dionisiaco. Per le terrecotte più antiche è attestato il riutilizzo come laterizi, elemento cronologico importante. Ad una fase più recente, datata con la sigillata africana, va riferita la fornace individuata in C, probabilmente per la produzione di laterizi. Si tratta di una struttura quadrangolare con muri perimetrali a tegole sovrapposte, al centro della quale si colloca il mastio in argilla refrattaria. Purtroppo la morfologia del sito potrebbe aver causato la perdita del muro perimetrale Nord, dilavato verso valle. Nell’ampliamento Est si è verificato che le strutture d’epoca romana poggiano su una allineamenti Nord/Sud di pietre calcaree di medio-grandi dimensioni, poste in opera a secco. Quest’ultime erano coperte da strati terrosi estremamente coerenti databili con la vernice nera, riferendosi pertanto alla frequentazione ellenistica del sito. Per indagare una nuova area, si è deciso di aprire un nuovo saggio (H, 4 X 5 m), ad Est del saggio C.. Ha consentito di documentare strutture in situ di notevole interesse: la cresta di un muro di più di 90 cm di spessore, orientata Est/Ovest, rasata fino ai livelli di fondazione su banco di argilla naturale, probabilmente un altro muro di terrazzamento del complesso d’epoca romana, simile al muro dei saggi A, B, E, G (cfr. campagne precedenti). Immediatamente a Nord di tale muro si trova un allineamento parallelo, realizzato con pietre fluviali di medio-grande pezzatura e un concio tufaceo: una preesistente struttura muraria a secco di epoca etrusca. In corrispondenza del blocco si è notata una fossa semicircolare con piccole pietre inzeppate lungo il profilo. All’interno è stata recuperata un’olletta in pasta grigia con orlo estroflesso, fondo piano ed anse a “tenons perforés”, databile tra la fine del IV ed inizi III sec.a.C., in armonia con la fase ellenistica del sito. Nel saggio B si è praticato uno scavo in profondità alla base della canaletta sul lato settentrionale del muro di terrazzamento in opera cementizia: il materiale più recente è un fondo di vernice nera con _petites éstampilles_. L’ultimo saggio di scavo indagato nella campagna 2011 è F, dove vengono individuati i muri perimetrali della vasca principale che sembra fiancheggiata, a valle. da un’altro vascone (collegata alla prima da tubature in piombo e in terracotta individuate in passato) e da due vasche di piccole dimensioni, mal conservate: una sorta di monumentalizzazione del complesso idrico. La campagna di scavo si è conclusa in questo settore con la documentazione dello strato di crollo all’interno del vascone, la cui datazione sembra potersi ascrivere all’orizzonte cronologico della sigillata africana, pur nella genericità che questo arco di tempo comporta.
  • AIAC_2387 - Coriglia - 2012
    Il saggio A è stato ampliato di 2 m nell’angolo SE, per indagare il tracciato stradale individuato nel 2007: un acciottolato largo circa 3 m, allineato N/S, delimitato da spallette di pietre fluviali. Il piano carrabile è in ciottoli e in contropendenza rispetto al declivio della collina; è in buono stato di conservazione, eccetto piccoli ammanchi con materiale litico compattato. Una moneta di bronzo repubblicana datata al 160 a.C. rinvenuta a diretto contatto con i ciottoli e la corrispondenza di orientamento con un muro a secco localizzata ad W ne indicano la cronologia tardo-etrusca. Un sottostante livello di ciottoli più piccoli potrebbe essere la preparazione della carreggiata etrusca o una precedente strada. Un tardo utilizzo si inquadra tra la fine del III e gli inizi del IV secolo d.C. sulla base di alcune monete attribuibili a Claudio Gotico e ad Elena. Nel saggio C, a N, ci si è concentrati sulla fornace rinvenuta nel 2011; al di sotto di uno strato compatto di color rosso che la oblitera si riporta in luce il muro N, realizzato con tegoloni, in cattive condizioni di conservazione per la localizzazione a ridosso del salto altimetrico della collina. La pavimentazione dell’ambiente di cottura è un compatto piano di argilla e la planimetria della fornace può dirsi completa: un unico ambiente rettangolare col praefurnium ad E, lati lunghi di m 3,60 e quello di fondo di m 2.20 in argilla, un mastio per la graticola. Una moneta di IV secolo e frammenti di sigillata africana rinvenuti nello strato rubefatto di obliterazione indicano la cronologia tardo-antica del complesso. La porzione orientale del saggio C ingloba il saggio H del 2011: è emerso che tutti gli ambienti proseguono in direzione E dove manca ancora il perimetrale di chiusura. Le stratigrafie ricalcano quelle conosciute: accumuli di pietre e grumi di malta, il disfacimento delle strutture murarie. Diversa la situazione nella parte più a S, in corrispondenza proprio del saggio H. In questa zona si è documentata una situazione molto disturbata: frammenti di cocciopesto, monconi di muri, laterizi, risultanti da profonde lavorazioni agricole. Al di sotto dello strato disturbato è apparso un lacerto di cocciopesto (m 1,40 x 1,10) decorato da un punteggiato di tessere quadrangolari in calcaree. Gli elementi dell’ornato hanno dimensioni di cm 2 x 2. L’ultima zona indagata del saggio C ha indicato che la vasca quadrangolare rinvenuta a S dell’esedra era in funzione dell’ambiente absidato, collegata a questa da una _fistula plumbea_. Il saggio F, coll’articolato sistema di vasche tardo-imperiali, è stato ampliato a N. Negli strati superficiali si è documentato uno strato di calce, interpretato come calcara. I materiali raccolti in questo contesto sono frammenti di invetriata medievale e maiolica arcaica. Il riempimento della vasca antica appare compatto e restituisce anforacei, _dolia_ e forme in ceramica comune. Apparentemente disgiunta dal sistema di vasche appare una compatta concentrazione di pietre medio-grandi, nell’angolo NW del saggio che oblitera una potente struttura muraria orientata N/S , con malta giallastra.
  • AIAC_2387 - Coriglia - 2013
    Giunte ormai all’ottavo anno, le indagini di scavo nel sito di Coriglia sono state mirate all’approfondimento delle aree di maggiore interesse archeologico. Con la sua estensione di 640 m² e con il suo articolato complesso edilizio prospiciente la vallata del Paglia, il saggio C è l’area di indagine più vasta del sito. Si è intervenuti qui con scavi finalizzati all’approfondimento di alcune situazioni già evidenziate nelle scorse campagne, quali la definitiva messa in luce della fornace tardo-antica e l’indagine degli ambienti più meridionali del complesso. Per la fornace si è individuata la pavimentazione in argilla concotta e definita la pianta e le tecniche costruttive della struttura. Molto probabilmente il mastio centrale è stato costruito usando una cassaforma lignea all’interno della quale l’argilla si lasciava indurire. In un settore del saggio C, a ridosso della faccia orientale del muro perimetrale E, è stata articolata una situazione già evidenziata nella campagna 2012. Si tratta di un taglio sub-circolare nel pavimento in cocciopesto della stanza. La buca risulta riempita da un terreno scuro, ricco di carbone e ossa animali, rivestito con laterizi e frammenti ceramici posti di taglio. Al centro è posto un elemento in trachite grigio-blu, molto friabile, di forma “ad imbuto” del diametro di 33 cm, con faccia superiore spiovente verso un foro centrale passante. Interessante il ritrovamento, in corrispondenza del fondo della fossa, di una valva di conchiglia. La presenza di un resto così particolare ha consentito di avanzare un’ipotesi sull’interpretazione di tale fossa. È noto quanto le conchiglie siano portatrici di valori simbolici, non solo legati alla sfera sessuale femminile, ma anche al cosmo acquatico e al culto delle acque. Ci si potrebbe trovare di fronte ad un gesto intenzionale: nel caso specifico la fossa rituale, posta all’interno di una rottura della pavimentazione della stanza, potrebbe essere stata operata proprio in occasione dell’abbandono della stessa, avvenuto in un periodo ancora da definire. Per la zona orientale del saggio, con murature orientate E/W (l’ultima delle quali, la più settentrionale, è stata portata alla luce proprio durante questa campagna di indagini), si ritiene che tali strutture siano costruzioni di terrazzamento per contenere la collina. Il saggio F è stato ampliato nella sua porzione NW per investigare la struttura muraria rinvenuta al termine dello scavo 2012. Si tratta di una nuova vasca localizzata a W di quella già messa in luce: un bacino di raccolta idrica, di cui al momento non si conoscono le dimensioni complessive, con potenti muri perimetrali con rivestimento in _opus latericium_ . Riutilizzato forse come collettore, funzionale ad una canaletta individuata a monte, si rinviene _in situ_ , un _catillus_ in leucitite tipo Morgantina. Nel saggio I, in passato, era stata già documentata una canaletta con _catillus_ di quel tipo riutilizzato. Il saggio A è stato ampliato sia a S che a N per riportare alla luce un altro tratto della massicciata stradale e accertare la presenza di strutture ai margini del percorso viario. Si è potuta accertare la presenza di un più antico acciottolato stradale, di epoca etrusca. La prima strada, esposta solo per il breve tratto di 1,08 m e al momento di incerta cronologia specifica, è visibile sia nella sezione N del tracciato ellenistico sia nell’ampliamento settentrionale del saggio operato quest’anno. La carreggiata è larga 2,70 m caratterizzata da scaglie litiche e ciottoli fluviali, più irregolari e piccoli delle strade successive.
  • AIAC_2387 - Coriglia - 2014
    Along the western embankment a wall connected to the Etruscan road was identified in trench A. In cleaning the ridge, a fragmentary ziro came to light, perhaps set upside down. This would be the second example of this kind, fundamental in interpreting the Etruscan phase. In enlarging the eastern edge of the trench the backhoe uncovered a Roman wall, oriented E/W, faced with squared river stones and with a tufo cornerstone. The removal of an earthen step in trench C revealed a small curving channel that continued up to a square structure in river stones. In various points, mortar sealed the cappuccina covering. It was apparently related to the bath complex, with an apsidal basin with mortar bedding for mosaic. The complex, with imported marble crustae, must have extended westwards. A tufo block in the southern wall of the trench led to the uncovering of another room. In trench F, the fill from two new rooms was removed, revealing one as an elongated square structure with perimeters in opus latericium and cocciopesto faced with a calcareous concretion. Two projecting parts at the center divide it in two. The barrel vault of the basin had collapsed inside. The floor consists of regular (55 x 45) tiles, the raised borders broken, set in mortar. The second room is located N of the basin/corridor. It was not contemporary with the basin complex, as indicated by the building technique and stratigraphy. A closed room exploiting the outer wall of the basin was built in the medieval period. The accumulation of stones and ceramic fragments in the surface layer included a bowl in Orvieto majolica dating to the last quarter of the fifteenth century. The material resulting from the collapse of the roof provided archaic majolica of the early 1300s, terminus ante quem for its use. The brick flooring stopped in correspondence to three shafts with 40 cm. diameter openings. The flask-shaped interiors were faced with dry tufo masonry. This space seems to have been created in late medieval times for productive purposes, a fuller’s workshop or a tannery.
  • AIAC_2387 - Coriglia - 2015
    Le indagini condotte nel 2015 a Coriglia hanno portato importanti novità in quattro saggi, di cui tre già oggetto di indagine ed uno di nuova apertura. Nel saggio A, ad Est, l’acciottolato risulta essere più antico e meno esteso di quello messo in luce nella porzione Sud; è risultato conservato solo in parte nella porzione Nord, poiché interrotto dal taglio di uno dei solchi di aratro SE/NW. La realizzazione appare più accurata in profondità. La superficie è realizzata con ciottoli, frammisti a materiale ceramico e laterizio sminuzzato, evidentemente selezionati. Il dato acquisito approfondendo l’indagine di uno dei muri lo fa risalire quantomeno ad età tardo-antica. Tale ipotesi sarebbe inoltre supportata dal rinvenimento in passato di molte monete attribuibili ad età costantiniana e teodoriciana. Di nuova apertura è il saggio J, che ha restituito una massiccia presenza di radici, materiale estremamente eterogeneo ed in particolare una moneta di bronzo di notevoli dimensioni ascrivibile al V sec. d.C (le tre figure stanti sembrerebbero riconducibili ad Onorio, Teodosio II ed Arcadio). Nel Saggio F è stato messo in luce uno strato caratterizzato da un massiccio accumulo di pietre di medio-grande pezzatura unitamente a materiale ceramico e laterizio con un muro che imita l’opera listata utilizzando materiali laterizi e lapidei di recupero, pratica tipicamente diffusa per tutto il periodo tardo-antico e basso-medievale. Questa lettura trova riscontro nella gran mole di ceramica medievale restituita dallo stesso strato, tra cui numerosi frammenti di maiolica arcaica. Si ha dunque la conferma che la frequentazione della zona meridionale del sito continua almeno fino alla fine del 1300. Nella sua porzione meridionale lo scavo di una vaschetta in cocciopisto ha restituito un asse commemorativo del Divus Augustus attribuibile a Tiberio e databile al 15-16 d.C. Il saggio C rappresenta l’area di scavo più settentrionale e più estesa del sito di Coriglia e nella porzione settentrionale il materiale recuperato è cospicuo ed eterogeneo (frammenti di intonaco dipinto, terrecotte architettoniche, tessere musive lapidee ed in pasta vitrea, lacerti di cocciopesto, _crustae_ marmoree, tegole e tubuli; tra i reperti bronzei figurano un chiodo, una fibula frammentaria e due piccole monete; infine, un proiettile calibro 50 ci riporta al secondo conflitto mondiale). L’ampliamento Sud viene realizzato con l’intento di indagare una struttura architettonica scoperta durante la campagna di scavo 2014 nell’angolo SE del saggio: ha rivelato la presenza di un ambiente ipogeo con ghiera in mattoni radiali pertinente all’arco di una volta a botte. Il riempimento ha restituito tessere musive in pietra di notevoli dimensioni, tegole, molti anforacei e numerosissimi frammenti di dolia, alcuni dei quali presentano i segni del restauro eseguito in antico. La stratigrafia profonda dell’ambiente conteneva, fra l’altro, un ago crinale in osso, un falcetto di ferro, una coppetta miniaturistica a pareti sottili, pochi frammenti di sigillata italica, una lucerna del tipo Firmalampen del I-II secolo d.C., una macina in leucitite ed anforacei tra cui un collo d’anfora frammentaria con bollo “PECVL”.
  • AIAC_2387 - Coriglia - 2016
    Nel mese di maggio 2016 ha preso il via l’undicesima campagna archeologica presso il sito di Coriglia nel comune di Castel Viscardo, posto lungo la valle del fiume Paglia all’interno del Parco Archeologico dell’Orvietano. Le indagini stratigrafiche di quest’anno si sono concentrate limitatamente ai saggi di scavo A e C. Per il saggio A si è deciso di riprendere l’investigazione dell’area nord occidentale, scavata negli anni ’90 dalla Soprintendenza Archeologica per l’Umbria. E’ stato individuato un coeso acciottolato (US 135) di piccola pezzatura frammisto a scaglie litiche e frammenti di laterizi. Sembra plausibile possa essere la via glareata precedente a quella già scavata. E’ un tratto lungo m 4,60 e largo 5, con pendenza da S verso N. L’acciottolato è delimitato ad W da una spalletta di pietre fluviali di media grandezza (US 29) mentre ad E il margine si intuisce in un breve allineamento litico quasi del tutto asportato da interventi per la posa in opera di infrastrutture idriche. Ad E è stato rinvenuto un tombino (US 144) per la regimentazione dell’acqua piovana, delle dimensioni di 70x50 cm, costruito con pietre allettate in una malta giallastra. Al suo interno è stato recuperato un _fritillus_ pressochè integro e frammenti di sigillata italica. Il pozzetto aveva un coperchio costituito da un blocco di tufo (US 146) con due incavi circolari per il sollevamento. La seconda area indagata è quella del saggio C. La ripulitura di un canale di scolo obliterato da una colata di calcare (dovuto alle acque termali) ha consentito il recupero di materiale edilizio costituito da intonaci dipinti e terrecotte architettoniche di prima età imperiale, tra cui una lastra con cornice ad ovoli con figura di Dioniso che regge un tirso. L’intervento di scavo più intenso del saggio C ha interessato la struttura voltata rinvenuta lo scorso anno al fine di scoprirne la sua prosecuzione verso E e portare alla luce l’accesso. Gli scalini erano obliterati da uno scarico (US 667, US 671, US 688) di materiale edilizio, soprattutto costituito da lacerti di cocciopesto, all’interno del quale sono stati rinvenuti diversi frammenti di ceramica tardo antica (tegami di ceramica da fuoco africana con rotellature sul fondo esterno della vasca di III-IV sec. d.C. e un fornetto/coperchio _clibanus_ di pieno IV sec. d.C.). Nello strato di abbandono dell’ambiente voltato (US 654), si è trovata una moneta di bronzo del 297 d.C. coniata da Diocleziano, un _terminus post quem_ per il crollo della struttura (US 649=US682). Fino al III secolo d.C. quindi il monumento ipogeo era ancora intatto, ma ormai defunzionalizzato come cisterna idrica. L’entrata alla struttura ipogea è costituita da una ripida scalinata costituita da 7 scalini in tufo, pietre fluviali e malta alti all’incirca tra i 30/35 cm ciascuno con una pedata di 30/33 cm.
  • AIAC_2387 - Coriglia - 2017
    Le indagini stratigrafiche nel sito archeologico di Coriglia, nel 2017 si sono concentrate nei saggi A, C, F e K. _Saggio A_ Si tratta di un’area caratterizzata dalla presenza di percorsi glareati di età romana, forse tardo imperiali, compromessi da interventi agricoli e arature moderne. Il dato emerso quest’anno, fondamentale per avere un _terminus ante quem_ non, è che le massicciate si impostano sulla fase di abbandono di strutture di epoca imperiale: un vasto ambiente, di cui è stato portato alla luce l’angolo NW, realizzato con murature di pietre fluviali di taglio quadrangolare in facciata legate con malta biancastra. E’ stato individuato un pozzetto rettangolare che al suo interno aveva un sistema di fistule in piombo e canalizzazioni ricavate nella muratura. Era occluso da un blocco di tufo rinvenuto spostato dalla sua prima sede: la chiusa evidenzia una faccia lisciata sulla quale sono presenti due profondi incavi circolari usati per il sollevamento. L’infrastruttura idrica, delle dimensioni di 70x50 cm e dalla profondità di 1,22 m, è costruita con pietre fluviali di taglio quadrangolare in facciata allettate in una malta giallastra molto porosa. Sul fondo, realizzato con pietre fluviali di piatto allettate su malta, si trova una canaletta di deflusso con piano in malta pozzolanica. _Il saggio C_ Ci si è concentrati nell’area immediatamente a N dell’imponente struttura voltata emersa nella campagna 2015 (Struttura A). L’ampliamento ha consentito l’individuazione di un ambiente bipartito costituito da un vano a cui si accedeva mediante un unico scalino e da una contigua stanza quadrangolare di cui ancora non sono stati portati alla luce tutti i perimetrali La presenza di numerosi frammenti ceramici riferibili per lo più ad anforacei, fa interpretare lo strato come un vero e proprio scarico di materiale d’età tardo antica (IV sec. d.C.). Il livello pavimentale del vano, estremamente duro e compatto, è in terra battuta frammista a ciottoli fluviali di piccole dimensioni. La destinazione d’uso degli ambienti in analisi: sono parte del complesso termale che si sviluppa su l’asse principale E/W. L’angusta stanza sarebbe da identificare come il _praefurnium_ del _balneum_ a diretto contatto con il _caldarium_. _Il saggio K_ Dall’indagine è emerso un moncone di muro, orientato NE/SW, che prosegue nella parete occidentale del saggio, ed al momento privo di rapporti stratigrafici con altre murature; l’ipotesi che possa costituire la chiusura dell’ambiente voltato A, che raggiungerebbe la lunghezza di m 9,60, rimane al momento la più plausibile. _Il saggio F_ Quest’anno, grazie alle favorevoli condizioni atmosferiche, il saggio è stato riaperto nella zona immediatamente a N della grande vasca. Quella che sembrava una pavimentazione in cocciopesto è risultato essere uno strato di disfacimento di cui si conserva solo parte di un bauletto di sponda. Pertanto è verosimile che il sistema di vasche fosse più esteso. Una struttura muraria, conservata in fondazione, è apparsa al disotto dei lacerti della vasca, con un orientamento diverso dalle altre strutture, eccezion fatta per una canaletta con cui al momento non sembra avere rapporti stratigrafici. Questa muratura, obliterata dai perimetrali della grande vasca e della struttura voltata di raccolta idrica, potrebbe essere interpretata come un muro di contenimento. L’ultimo dato emerso dall’indagine del saggio F è la presenza di una breve porzione di bauletto in cocciopesto _in situ_ a N della struttura voltata: ciò che rimane di un piano pavimentale idroresistente verosimilmente pertinente ad un’altra vasca che andrebbe ad articolare maggiormente il sistema di bacini idrici dell’area.

Media

Name
Coriglia
Year
2009
Summary
it Le campagne di scavo condotte nell’insediamento etrusco-romano di Coriglia, a partire dal 2006, dal Saint Anselm College (NH) in collaborazione con il Comune di Castel Viscardo, hanno messo in luce una serie di strutture che insistono su un terrazzamento che si affaccia sulla valle del Paglia, affluente del Tevere, accanto alla via Traiana Nova. Uno dei saggi ha restituito sia evidenze della fase etrusca, con materiali in bucchero grigio di VI secolo a.C. e strutture in tufo, che della tarda romanità quali un possente muro di sostruzione orientato E/W. Un altro, più settentrionale, ha permesso di definire parte dell’edificio tripartito che si affaccia sulla vallata, con canalette e ambienti termali, la cui frequentazione inizia in epoca repubblicana e termina nella seconda metà del III sec. d.C. - monete di Gallieno (253-268) e Claudio Gotico (270). Un saggio aperto negli anni ’90 (SAU), ha parte di un muro spesso 90 cm. che attraversa l’area di scavo con andamento E/W.

Immediatamente a S del muro, alla stessa quota di affioramento, è stato documentato un acciottolato con pietre di notevoli dimensioni, separato dall’opera muraria da uno strato di terra rossastra che negli anni ’90 ha restituito materiali ellenistici. Nel 2009 si è aperto un nuovo saggio verso S ed è comparsa parte di una vasca la cui facciavista risulta rivestita da lastrine con concrezioni calcaree (le analisi XRF hanno confermato la presenza di ferro, calcare e potassio), quindi ristagno o flusso di acqua. I dati di scavo e le tecnologie archeometriche (XRF e Raman), indicano l’acqua, nello specifico sulfurea, come chiave di lettura del sito.

Si tratta quindi di un complesso monumentale di età romana, con un impianto architettonico scenografico terrazzato, legato allo sfruttamento delle acque termali, impostato su una preesistenza etrusca sulla cui natura al momento non è possibile fornire interpretazioni.
en In 2006 excavations began on the Etrusco-Roman settlement of Coriglia, undertaken by Saint Anselm College (NH) in collaboration with the municipality of Castel Viscardo. The investigations brought to light a series of structures situated on a terrace overlooking the valley of the river Paglia, a tributary of the Tiber, beside the via Traiana Nova. One of the trenches produced evidence of both the Etruscan phase, with 6th century B.C. tufa structures and grey bucchero, and the late Roman period in the form of an imposing wall belonging to a substructure on an east-west alignment. Further north another wall was exposed belonging to a part of a building overlooking the valley. This was divided into three parts, with channels and bath structures. Use of this building began in the Republican period and ended in the second half of the 3rd century A.D., as attested by coins of Gallienus (253-268) and Claudius the Goth (270). A trench opened in the 1990s (SAU) revealed a section of a wall crossing the excavation area on an east-west alignment.

Immediately south of the wall, on the same level, there was a cobbled surface with stones of considerable size, separated from the wall by a layer of reddish earth which in the 1990s produced Hellenistic material. In 2009 a new trench was opened to the south. This exposed part of a tank, its facing of small slabs showing lime concretions (XRF analysis confirmed the presence of iron, lime and potassium) indicating contact with water. The excavation data and archeometric technologies (XRF and Raman) indicated more specifically that this water was sulphureous.

This was a monumental complex of Roman date, with spectacular terraced architecture, linked to the exploitation of thermal waters. It was built on top of pre-existing Etruscan structures which at the moment are of an unknown nature.
Summary Author
Claudio Bizzarri
Director
David George
Team
Field director - Claudio Bizzarri
Finds specialist - Francesca Bellagamba
Supervisor - Matthew Gonzales
Supervisor - Kiersten Spongberg
Supervisor - Molly Gayton

Media

Name
Coriglia
Year
2010
Summary
it La quinta campagna di scavo nel sito di Coriglia (Saint Anselm College (NH, USA) con il Comune di Castel Viscardo e la Soprintendenza Archeologica per l’Umbria) svoltasi nei mesi di maggio e giugno 2010, ha avuto come obiettivo quello di indagare precisi settori per sciogliere problemi legati alla destinazione d’uso di alcune strutture emerse negli anni passati e alla topografia generale del sito.

Le indagini archeologiche 2010 hanno visto l’ampliamento di due aree (F ed A), sondaggi di approfondimento in C, nuova apertura di G, destinato a chiarire lo sviluppo di una struttura muraria in una zona mai esplorata.

Di estremo interesse l’ampliamento Nord di F, che ha permesso di individuare l’intero perimetro della vasca parzialmente riportata alla luce nella campagna 2009. Si tratta di una struttura quadrangolare (3,40 x 6 m.) con piano pavimentale in cocciopesto e bauletto di sponda. L’eterogeneità delle componenti antropiche dello strato che riempiva la vasca (numerosi frammenti di opus doliare, terrecotte architettoniche, anforacei, oltre a crustae marmoree e frammenti di macine), lasciano ipotizzare che la vasca sia stata riempita intenzionalmente con materiale di varia natura già frammentati in antico. La presenza di sigillata africana e di una moneta di Gordiano III (243-244 d.C.) permettono di ascrivere il riempimento intorno alla metà del III secolo d.C. Il supporto di strumentazioni archeometriche (XRF – Raman), utilizzate sulle concrezioni, ha constatato la presenza di elementi chimici quali calcio, sodio, potassio e zolfo in quantità simili a quelle delle acque sulfuree di Monterubiaglio.

Il saggio A, ampliato a Sud di circa 4 x 5 m., ha incontrato acqua di falda; vi è stato messo in luce, per 10 m, un muro orientato NE/SW (malta giallastra e pietre fluviali) che attraversa obliquamente l’area di scavo sino ad uno dei muri di terrazzamento già individuati in precedenza. Forse proprio ascrivibile alla fase tardo-romana è una strada glareata composta da un piano stradale, orientato NE/SW (cfr. sopra), a ciottoli fluviali di piccole dimensioni ben coesi, alloggiati in terreno compatto; la carreggiata, larga 3 m, è delimitata ai lati da pietre di più grandi dimensioni.

Il saggio C, è stato interessato da indagini volte alla comprensione delle tecniche edilizie usate per la costruzione degli ambienti termali. Nell’area interna all’esedra scavata nelle campagna precedenti è stato messo in luce un condotto idrico (fistula plumbea con margini ribattuti), che si direziona verso una struttura quadrangolare interpretata come fontana. Nella fascia Nord dell’area di scavo la stratigrafia indica il proseguimento delle strutture anche in quella direzione (lacerti murari, canalette).

Il saggio G, 4 x 4 m., ha consentito di documentare il proseguimento del muro di contenimento/recinzione verso Ovest; il braccio E/W attraversa i saggi A, B ed E dove piega a 90° verso il saggio C. Il rinvenimento di una moneta attribuita a Papa Clemente VIII (databile attorno al 1600) fornisce elementi sulla frequentazione del sito di Coriglia.
en The fifth excavation campaign on the site of Coriglia (Saint Anselm College NH, USA with the municipality of Castel Viscardo and the Archaeological Superintendency of Umbria) took place in May and June. The campaign aimed to investigate particular sectors in order to resolve questions relating to the use of a number of structures which emerged in previous years, and to the site’s general topography.

The 2010 excavation saw the extension of two areas (F and A), continuation of work in C and the opening of a new trench in G with the aim of defining the development of a wall in an unexplored zone.

The extension to the north of area F was of great interest as it exposed the entire perimeter of the tank partially exposed in 2009. This quadrangular structure (3.40 x 6 m) had an opus signinum floor and quarter- round molding at the base of the wall. The uniformity of the material in the tank’s fill (numerous fragments of opus doliare, architectural terracottas, amphorae, as well as marble crustae and millstone fragments) suggest that the tank was intentionally filled in antiquity. The presence of ARS and a coin of Gordian III (243-244 A.D,) date the fill to around the mid 3rd century B.C. The use of archaeometric instruments (XRF – Raman) on the concretions revealed the presence of chemical elements such as calcium, sodium, potassium and sulphur in quantities similar to those in the sulphureous waters of Monterubiaglio.

Trench A, extended to the south by about 4 x 5 m, came into contact with the water-table. Here a 10 m length of wall (yellowish mortar and cobbles) on a north-east/south-west alignment was uncovered. It crossed the excavation area on a diagonal as far as one of the previously identified terracing walls. A via glareata with a road bed made up of small, well-packed cobbles bedded in compact earth may be of late Roman date. On a north-east/south-west alignment (cf. above) it was three metres wide and bordered by larger stones.

In trench C investigations aimed to define the building techniques used for the bath structures. In the inner part of the exedra, excavated in previous campaigns, a water pipe came to light (a lead fistula with hammered edges) which headed towards a quadrangular structure interpreted as a fountain. In the northern strip of the area the stratigraphy indicated the continuation of the structures in that direction (sections of wall, drains).

Trench G, 4 x 4m, documented the continuation of the containing/enclosure wall towards the west. The east-west arm crossed trenches A, B and E where it turned at 90° towards trench C. The find of a coin attributed to Pope Clement VIII (datable to around 1600) provided further information regarding the occupation of Coriglia.
Summary Author
Claudio Bizzarri
Director
David George
Team
Supervisor - Kiersten Spongberg
Supervisor - Matthew Gonzales
Supervisor - Molly Gayton

Media

Name
Coriglia
Year
2011
Summary
it La campagna di scavo 2011 si è concentrata nell’indagine di quattro saggi, di cui uno aperto quest’anno.

Nel saggio C, il più settentrionale e vasto, sono stati precisati i termini cronologici del complesso termale, il cui primo impianto è ascrivibile all’età repubblicana per il rinvenimento di terrecotte architettoniche di II-I sec. a.C., per l’analisi delle murature su cui s’imposta l’edificio successivo e le pavimentazioni in cocciopesto più volte restaurate e rialzate. Al periodo seguente (I sec. d.C.) si datano gli affreschi parietali, gli stucchi e alcune lastre Campana decorate ad ovoli e soggetto dionisiaco. Per le terrecotte più antiche è attestato il riutilizzo come laterizi, elemento cronologico importante. Ad una fase più recente, datata con la sigillata africana, va riferita la fornace individuata in C, probabilmente per la produzione di laterizi. Si tratta di una struttura quadrangolare con muri perimetrali a tegole sovrapposte, al centro della quale si colloca il mastio in argilla refrattaria. Purtroppo la morfologia del sito potrebbe aver causato la perdita del muro perimetrale Nord, dilavato verso valle. Nell’ampliamento Est si è verificato che le strutture d’epoca romana poggiano su una allineamenti Nord/Sud di pietre calcaree di medio-grandi dimensioni, poste in opera a secco. Quest’ultime erano coperte da strati terrosi estremamente coerenti databili con la vernice nera, riferendosi pertanto alla frequentazione ellenistica del sito.

Per indagare una nuova area, si è deciso di aprire un nuovo saggio (H, 4 X 5 m), ad Est del saggio C.. Ha consentito di documentare strutture in situ di notevole interesse: la cresta di un muro di più di 90 cm di spessore, orientata Est/Ovest, rasata fino ai livelli di fondazione su banco di argilla naturale, probabilmente un altro muro di terrazzamento del complesso d’epoca romana, simile al muro dei saggi A, B, E, G (cfr. campagne precedenti). Immediatamente a Nord di tale muro si trova un allineamento parallelo, realizzato con pietre fluviali di medio-grande pezzatura e un concio tufaceo: una preesistente struttura muraria a secco di epoca etrusca. In corrispondenza del blocco si è notata una fossa semicircolare con piccole pietre inzeppate lungo il profilo. All’interno è stata recuperata un’olletta in pasta grigia con orlo estroflesso, fondo piano ed anse a “tenons perforés”, databile tra la fine del IV ed inizi III sec.a.C., in armonia con la fase ellenistica del sito.

Nel saggio B si è praticato uno scavo in profondità alla base della canaletta sul lato settentrionale del muro di terrazzamento in opera cementizia: il materiale più recente è un fondo di vernice nera con _petites éstampilles_.

L’ultimo saggio di scavo indagato nella campagna 2011 è F, dove vengono individuati i muri perimetrali della vasca principale che sembra fiancheggiata, a valle. da un’altro vascone (collegata alla prima da tubature in piombo e in terracotta individuate in passato) e da due vasche di piccole dimensioni, mal conservate: una sorta di monumentalizzazione del complesso idrico. La campagna di scavo si è conclusa in questo settore con la documentazione dello strato di crollo all’interno del vascone, la cui datazione sembra potersi ascrivere all’orizzonte cronologico della sigillata africana, pur nella genericità che questo arco di tempo comporta.
en The 2011 excavation campaign concentrated on four trenches, one begun this year. The beginning and ending dates of the bath complex were established in trench C, the largest and northernmost in the site. The first layout can be dated to the Republican period thanks to the architectural terracottas of the second-first cent. BC, the analysis of the walls on which the subsequent building was set and the cocciopesto floor, frequently restored and raised. The wall frescoes, stuccoes and a few Campana plaques decorated with egg and dart and Dionysian subjects date to the following period (first cent. AD). The oldest terracottas were recycled as bricks, an important chronological element. The kiln identified in C, probably for the production of bricks, was dated with Africana red-gloss ware and belongs to a more recent phase. The kiln is a square structure with walls consisting of superimposed tiles, and with the central support in refractory clay at the center. The exterior wall on the north may have been washed away downhill due to the morphology of the site. In the eastern enlargement the structures of Roman period rest on a north/south alignment of medium-large limestone blocks, in dry masonry. They were covered by extremely compact layers of earth dated thanks to the black gloss, in other words referring to the use of the site in Hellenistic times.

In order to investigate a new area, a new trench (H, 4X5 m) was opened east of trench C. As a result particularly interesting structures in situ were documented: the ridge of a wall more than 90 cm thick, oriented east/west, razed up to the foundation levels on a bank of natural clay, probably another terrace wall of the Roman complex, similar to the wall in trenches A, B, E, G (see preceding campaigns). Immediately north of this wall is a parallel alignment, built of medium-large river stones and a tufa ashlar: a pre-existing dry masonry structure of Etruscan period. In correspondence to the ashlar a semicircular pit with small stones wedged along the edge was noted. Inside a small “pasta grigia” jar with a flaring edge, flat bottom and “tenons perforés” handles, datable to between the end of the fourth and the early third cent. BC, in agreement with the Hellenistic phase of the site.

In trench B a deep excavation was dug at the base of the channel on the north side of the terrace wall in opus caementicium: the most recent material is a black gloss bottom with petites éstampilles.

The last trench investigated in the 2011 campaign was F, where the perimeter walls of the main basin were identified. It seemed to be flanked, downhill, by another large basin (connected to the first by lead and terracotta pipes previously identified) and by two small basins, poorly preserved: a sort of monumentalization of the water complex. The excavation campaign ended in this sector with the documentation of the layer of collapsed material inside the large basin, which seems to be datable to the chronological period of the sigillata africana, albeit in the lack of precision involved in this span of time.
Team
Finds specialist - Francesca Bellagamba
Supervisor - Molly Gayton
Supervisor - Serena Bramucci
Supervisor - Naomi Kaloudis
Supervisor - Tristan Barnes
Supervisor - Eric Thienes

Media

Name
Coriglia
Year
2012
Summary
it Il saggio A è stato ampliato di 2 m nell’angolo SE, per indagare il tracciato stradale individuato nel 2007: un acciottolato largo circa 3 m, allineato N/S, delimitato da spallette di pietre fluviali. Il piano carrabile è in ciottoli e in contropendenza rispetto al declivio della collina; è in buono stato di conservazione, eccetto piccoli ammanchi con materiale litico compattato. Una moneta di bronzo repubblicana datata al 160 a.C. rinvenuta a diretto contatto con i ciottoli e la corrispondenza di orientamento con un muro a secco localizzata ad W ne indicano la cronologia tardo-etrusca. Un sottostante livello di ciottoli più piccoli potrebbe essere la preparazione della carreggiata etrusca o una precedente strada. Un tardo utilizzo si inquadra tra la fine del III e gli inizi del IV secolo d.C. sulla base di alcune monete attribuibili a Claudio Gotico e ad Elena.

Nel saggio C, a N, ci si è concentrati sulla fornace rinvenuta nel 2011; al di sotto di uno strato compatto di color rosso che la oblitera si riporta in luce il muro N, realizzato con tegoloni, in cattive condizioni di conservazione per la localizzazione a ridosso del salto altimetrico della collina. La pavimentazione dell’ambiente di cottura è un compatto piano di argilla e la planimetria della fornace può dirsi completa: un unico ambiente rettangolare col praefurnium ad E, lati lunghi di m 3,60 e quello di fondo di m 2.20 in argilla, un mastio per la graticola. Una moneta di IV secolo e frammenti di sigillata africana rinvenuti nello strato rubefatto di obliterazione indicano la cronologia tardo-antica del complesso.

La porzione orientale del saggio C ingloba il saggio H del 2011: è emerso che tutti gli ambienti proseguono in direzione E dove manca ancora il perimetrale di chiusura. Le stratigrafie ricalcano quelle conosciute: accumuli di pietre e grumi di malta, il disfacimento delle strutture murarie. Diversa la situazione nella parte più a S, in corrispondenza proprio del saggio H. In questa zona si è documentata una situazione molto disturbata: frammenti di cocciopesto, monconi di muri, laterizi, risultanti da profonde lavorazioni agricole. Al di sotto dello strato disturbato è apparso un lacerto di cocciopesto (m 1,40 x 1,10) decorato da un punteggiato di tessere quadrangolari in calcaree. Gli elementi dell’ornato hanno dimensioni di cm 2 x 2. L’ultima zona indagata del saggio C ha indicato che la vasca quadrangolare rinvenuta a S dell’esedra era in funzione dell’ambiente absidato, collegata a questa da una _fistula plumbea_.

Il saggio F, coll’articolato sistema di vasche tardo-imperiali, è stato ampliato a N. Negli strati superficiali si è documentato uno strato di calce, interpretato come calcara. I materiali raccolti in questo contesto sono frammenti di invetriata medievale e maiolica arcaica. Il riempimento della vasca antica appare compatto e restituisce anforacei, _dolia_ e forme in ceramica comune. Apparentemente disgiunta dal sistema di vasche appare una compatta concentrazione di pietre medio-grandi, nell’angolo NW del saggio che oblitera una potente struttura muraria orientata N/S , con malta giallastra.
en Trench A was extended by two metres in the south-east corner in order to investigate the road identified in 2007: a cobbled surface about 3 m wide on a north-south alignment, bordered by kerbs made up of river stones. The cobbled surface formed a counterslope with respect to the hill and was well-preserved apart from some small patches. A bronze Republican coin dating to 160 B.C. found in direct contact with the cobbles and its being on the same alignment as a dry-stone wall to the west suggest it was of late Etruscan date. An underlying layer of smaller cobbles may have been the make up for the Etruscan road or an earlier one. Later use between the end of the 3rd - beginning of the 4th century A.D. was attested by several coins attributed to Claudius Gothicus (Claudius II) and Helena.

In the northern part of trench C, work concentrated on the kiln found in 2011. The north wall was uncovered below the overlying compact red layer. Built of large tiles, it was badly-preserved due to its position up against a change in height on the hill. The floor of the firing chamber was formed by compact clay. The kiln plan was completed. It was made up of a single rectangular space with _praefurnium_ to the east, the long sides measured 3.60 m and the clay-built back wall 2.20 m, with a pillar supporting the perforated kiln floor. A 4th century coin and ARS fragments found in the rubefied obliterating layer date the complex to the late antique period.
The eastern sector of trench C incorporated trench H dug in 2011: Here, it was documented that all of the rooms continued towards the east where the perimeter wall has yet to be reached. The stratigraphy repeated what had been previously documented: accumulations of stones and mortar lumps, the decay of the walls. The situation in the southern part of this trench, in correspondence with trench H, was different. The area was heavily disturbed: fragments of _opus signinum_, chunks of wall, brick and tile all churned up by ploughing. A patch of _opus signinum_ floor (1.40 x 1.10 m) dotted with square limestone tesserae (2 x 2 cm) was exposed below the disturbed layer. The final part of trench C that was investigated showed that the quadrangular tank found south of the exedra functioned as part of the apsidal room to which it was connected by a lead _fistula_.

Trench F, with the articulated system of late imperial tanks, was extended to the north. A limekiln was uncovered in the surface layers. This context contained fragments of medieval glazed ware and archaic majolica. The compact fill of the ancient tank contained amphorae, _dolia_ and coarse ware pottery. In the north-western corner of the trench was a compact concentration of medium-large stones, which did not seem to be related to the tanks. The layer of stones obliterated a substantial wall, with yellowish mortar, on a north-south alignment.
Director
David George
Team
Finds specialist - Francesca Bellagamba
Supervisor - Serena Bramucci
Supervisor - Molly Gayton
Supervisor - Naomi Kaloudis
Supervisor - Eric Thienes
Supervisor - Tristan Barnes

Media

Name
Coriglia
Year
2013
Summary
it Giunte ormai all’ottavo anno, le indagini di scavo nel sito di Coriglia sono state mirate all’approfondimento delle aree di maggiore interesse archeologico.

Con la sua estensione di 640 m² e con il suo articolato complesso edilizio prospiciente la vallata del Paglia, il saggio C è l’area di indagine più vasta del sito. Si è intervenuti qui con scavi finalizzati all’approfondimento di alcune situazioni già evidenziate nelle scorse campagne, quali la definitiva messa in luce della fornace tardo-antica e l’indagine degli ambienti più meridionali del complesso.
Per la fornace si è individuata la pavimentazione in argilla concotta e definita la pianta e le tecniche costruttive della struttura. Molto probabilmente il mastio centrale è stato costruito usando una cassaforma lignea all’interno della quale l’argilla si lasciava indurire.

In un settore del saggio C, a ridosso della faccia orientale del muro perimetrale E, è stata articolata una situazione già evidenziata nella campagna 2012. Si tratta di un taglio sub-circolare nel pavimento in cocciopesto della stanza. La buca risulta riempita da un terreno scuro, ricco di carbone e ossa animali, rivestito con laterizi e frammenti ceramici posti di taglio. Al centro è posto un elemento in trachite grigio-blu, molto friabile, di forma “ad imbuto” del diametro di 33 cm, con faccia superiore spiovente verso un foro centrale passante. Interessante il ritrovamento, in corrispondenza del fondo della fossa, di una valva di conchiglia. La presenza di un resto così particolare ha consentito di avanzare un’ipotesi sull’interpretazione di tale fossa. È noto quanto le conchiglie siano portatrici di valori simbolici, non solo legati alla sfera sessuale femminile, ma anche al cosmo acquatico e al culto delle acque. Ci si potrebbe trovare di fronte ad un gesto intenzionale: nel caso specifico la fossa rituale, posta all’interno di una rottura della pavimentazione della stanza, potrebbe essere stata operata proprio in occasione dell’abbandono della stessa, avvenuto in un periodo ancora da definire.

Per la zona orientale del saggio, con murature orientate E/W (l’ultima delle quali, la più settentrionale, è stata portata alla luce proprio durante questa campagna di indagini), si ritiene che tali strutture siano costruzioni di terrazzamento per contenere la collina.

Il saggio F è stato ampliato nella sua porzione NW per investigare la struttura muraria rinvenuta al termine dello scavo 2012. Si tratta di una nuova vasca localizzata a W di quella già messa in luce: un bacino di raccolta idrica, di cui al momento non si conoscono le dimensioni complessive, con potenti muri perimetrali con rivestimento in _opus latericium_ . Riutilizzato forse come collettore, funzionale ad una canaletta individuata a monte, si rinviene _in situ_ , un _catillus_ in leucitite tipo Morgantina. Nel saggio I, in passato, era stata già documentata una canaletta con _catillus_ di quel tipo riutilizzato.

Il saggio A è stato ampliato sia a S che a N per riportare alla luce un altro tratto della massicciata stradale e accertare la presenza di strutture ai margini del percorso viario. Si è potuta accertare la presenza di un più antico acciottolato stradale, di epoca etrusca. La prima strada, esposta solo per il breve tratto di 1,08 m e al momento di incerta cronologia specifica, è visibile sia nella sezione N del tracciato ellenistico sia nell’ampliamento settentrionale del saggio operato quest’anno. La carreggiata è larga 2,70 m caratterizzata da scaglie litiche e ciottoli fluviali, più irregolari e piccoli delle strade successive.
en Now in the eighth year, this season’s excavations at Coriglia continued work in the areas of greatest archaeological interest.
With its extension of 640 m² and the building complex overlooking the Paglia valley, trench C is the largest on the site. Work focused on certain contexts identified in previous campaigns, such as completing the excavation of a late antique kiln and the investigation of the southernmost rooms in the complex.
The kiln’s baked clay floor was identified and the structure’s plan and construction technique defined. Its central tower was built using a timber formwork inside which the clay was left to harden.

In another sector of trench C, up against the eastern face of the eastern perimeter wall, work continued on a context identified in 2012, a sub-circular cut in the room’s _opus signinum_ floor. The hole was filled with dark soil, rich in charcoal and animal bone, and was lined with tile and pottery fragments placed edgewise. At the centre of the pit, there was an element made of very friable grey-blue trachyte stone. Funnel-shaped, it was 33 cm in diameter, the upper face sloping down to a central hole. A shell valve was found on the bottom of the pit. The presence of such a particular find suggests an interpretation for the pit. Shells were invested with symbolic values, not only linked to the feminine sex, but also to the aquatic cosmos and water cults. Therefore, this may have been a ritual pit, placed inside a break in the floor, perhaps when the structure was abandoned, in a period yet to be defined.

In the eastern area of the trench, the northernmost of a series of walls, interpreted as terracing walls, on an east-west alignment was exposed.

The north-western part of trench F was extended in order to investigate the walled structure identified at the end of the 2012 excavations. This was another tank, situated west of the previously excavated one, used for water collection and whose overall dimensions are unknown, its thick walls faced with _opus_ _latericium_. A _catillus_ made of Morgantina type leucite was found _in situ_, perhaps reused to catch water from a small channel situated uphill. A channel with _catillus_ of this type was previously found in trench I.

Trench A was extended to the south and north in order to uncover a further stretch of the roadbed and ascertain the presence of structures along the sides of the road. An earlier cobbled road of Etruscan date was discovered. The first road, only exposed for 1.08 m and of uncertain date, was visible in the section north of the Hellenistic road and in this year’s north extension. The road was 2.70 m wide and characterised by stone chippings and cobblestones that were smaller and more irregular than in the later roads.
Team
Field director - David George, St. Anselm College, NH, USA
Supervisor - Silvia Simonetti
Supervisor - Serena Bramucci
Supervisor - Eric Thienes
Supervisor - Liana Brent
Supervisor - Nicola Bruni

Media

Name
Coriglia
Year
2014
Summary
en Along the western embankment a wall connected to the Etruscan road was identified in trench A. In cleaning the ridge, a fragmentary ziro came to light, perhaps set upside down. This would be the second example of this kind, fundamental in interpreting the Etruscan phase. In enlarging the eastern edge of the trench the backhoe uncovered a Roman wall, oriented E/W, faced with squared river stones and with a tufo cornerstone. The removal of an earthen step in trench C revealed a small curving channel that continued up to a square structure in river stones. In various points, mortar sealed the cappuccina covering. It was apparently related to the bath complex, with an apsidal basin with mortar bedding for mosaic.

The complex, with imported marble crustae, must have extended westwards. A tufo block in the southern wall of the trench led to the uncovering of another room. In trench F, the fill from two new rooms was removed, revealing one as an elongated square structure with perimeters in opus latericium and cocciopesto faced with a calcareous concretion. Two projecting parts at the center divide it in two. The barrel vault of the basin had collapsed inside. The floor consists of regular (55 x 45) tiles, the raised borders broken, set in mortar. The second room is located N of the basin/corridor. It was not contemporary with the basin complex, as indicated by the building technique and stratigraphy. A closed room exploiting the outer wall of the basin was built in the medieval period. The accumulation of stones and ceramic fragments in the surface layer included a bowl in Orvieto majolica dating to the last quarter of the fifteenth century. The material resulting from the collapse of the roof provided archaic majolica of the early 1300s, terminus ante quem for its use. The brick flooring stopped in correspondence to three shafts with 40 cm. diameter openings. The flask-shaped interiors were faced with dry tufo masonry. This space seems to have been created in late medieval times for productive purposes, a fuller’s workshop or a tannery.
it Nel saggio A si è individuato un muro collegato al tracciato stradale etrusco, lungo la spalletta occidentale. Ripulendone la cresta è venuto alla luce uno ziro frammentario forse posizionato capovolto; costituirebbe la seconda testimonianza di una siffatta pratica divenendo fondamentale per interpretare le evidenze della fase etrusca. Un ampliamento operato con il mezzo meccanico sul limite orientale del saggio ha messo in luce un muro romano orientato E/W, costituito da pietre fluviali quadrangolari in facciata con capotesta in tufo.

Nel saggio C la rimozione di gradino di terra ha messo in luce una canaletta dall’andamento curvilineo che sembra interrompersi in corrispondenza di una struttura quadrangolare costituita da pietre fluviali. La copertura alla cappuccina è in più punti sigillata da malta. Sembra funzionale all’impianto termale, per il quale è emersa una vasca absidata con la preparazione in malta della pavimentazione a mosaico. L’impianto, con _crustae_ marmoree di importazione, doveva estendersi verso W. La presenza di un concio di tufo localizzato nella parete meridionale del saggio ha permesso di riportare alla luce un ulteriore ambiente.

Nel saggio F si sono asportati i riempimenti dei due nuovi ambienti. Il primo è una struttura dalla pianta quadrangolare allungata con perimetrali in _opus latericium_ e cocciopesto foderato da una concrezione calcarea; due avancorpi la bipartiscono al centro. La vasca era coperta da una volta a botte crollata all’interno. Il piano è costituito da tegoloni, con alette spezzate, di modulo regolare (55 x 45) allettati su malta. Il secondo ambiente si colloca a N della vasca/corridoio. La tecnica costruttiva e la stratigrafia indicano che la stanza non è in fase con il complesso di bacini, ma in età medievale edificano un ambiente chiuso che sfrutta il perimetrale della vasca. Lo strato superficiale è un accumulo di pietre e frammenti ceramici tra cui una ciotola in maiolica orvietana databile all’ultimo quarto del XV secolo. Il crollo del tetto ha restituito maioliche arcaiche degli inizi del 1300, _terminus ante quem_ per la sua frequentazione. La pavimentazione in cotto s’interrompe in corrispondenza di tre pozzetti con imboccatura del diametro di 40 cm. Hanno un profilo interno svasato in blocchi di tufo a secco. Sembra che l’ambiente sia stato creato in età basso medievale e usato a fini produttivi, una fullonica o una conceria.
Summary Author
Silvia Simonetti
Team
Supervisor - Silvia Simonetti
Supervisor - Serena Bramucci
Supervisor - Molly Gayton
Supervisor - Eric Thienes
Supervisor - Francesca Bellagamba

Media

Name
Coriglia
Year
2015
Summary
it Le indagini condotte nel 2015 a Coriglia hanno portato importanti novità in quattro saggi, di cui tre già oggetto di indagine ed uno di nuova apertura.

Nel saggio A, ad Est, l’acciottolato risulta essere più antico e meno esteso di quello messo in luce nella porzione Sud; è risultato conservato solo in parte nella porzione Nord, poiché interrotto dal taglio di uno dei solchi di aratro SE/NW. La realizzazione appare più accurata in profondità. La superficie è realizzata con ciottoli, frammisti a materiale ceramico e laterizio sminuzzato, evidentemente selezionati. Il dato acquisito approfondendo l’indagine di uno dei muri lo fa risalire quantomeno ad età tardo-antica. Tale ipotesi sarebbe inoltre supportata dal rinvenimento in passato di molte monete attribuibili ad età costantiniana e teodoriciana.

Di nuova apertura è il saggio J, che ha restituito una massiccia presenza di radici, materiale estremamente eterogeneo ed in particolare una moneta di bronzo di notevoli dimensioni ascrivibile al V sec. d.C (le tre figure stanti sembrerebbero riconducibili ad Onorio, Teodosio II ed Arcadio). Nel Saggio F è stato messo in luce uno strato caratterizzato da un massiccio accumulo di pietre di medio-grande pezzatura unitamente a materiale ceramico e laterizio con un muro che imita l’opera listata utilizzando materiali laterizi e lapidei di recupero, pratica tipicamente diffusa per tutto il periodo tardo-antico e basso-medievale. Questa lettura trova riscontro nella gran mole di ceramica medievale restituita dallo stesso strato, tra cui numerosi frammenti di maiolica arcaica. Si ha dunque la conferma che la frequentazione della zona meridionale del sito continua almeno fino alla fine del 1300. Nella sua porzione meridionale lo scavo di una vaschetta in cocciopisto ha restituito un asse commemorativo del Divus Augustus attribuibile a Tiberio e databile al 15-16 d.C. Il saggio C rappresenta l’area di scavo più settentrionale e più estesa del sito di Coriglia e nella porzione settentrionale il materiale recuperato è cospicuo ed eterogeneo (frammenti di intonaco dipinto, terrecotte architettoniche, tessere musive lapidee ed in pasta vitrea, lacerti di cocciopesto, _crustae_ marmoree, tegole e tubuli; tra i reperti bronzei figurano un chiodo, una fibula frammentaria e due piccole monete; infine, un proiettile calibro 50 ci riporta al secondo conflitto mondiale).

L’ampliamento Sud viene realizzato con l’intento di indagare una struttura architettonica scoperta durante la campagna di scavo 2014 nell’angolo SE del saggio: ha rivelato la presenza di un ambiente ipogeo con ghiera in mattoni radiali pertinente all’arco di una volta a botte. Il riempimento ha restituito tessere musive in pietra di notevoli dimensioni, tegole, molti anforacei e numerosissimi frammenti di dolia, alcuni dei quali presentano i segni del restauro eseguito in antico. La stratigrafia profonda dell’ambiente conteneva, fra l’altro, un ago crinale in osso, un falcetto di ferro, una coppetta miniaturistica a pareti sottili, pochi frammenti di sigillata italica, una lucerna del tipo Firmalampen del I-II secolo d.C., una macina in leucitite ed anforacei tra cui un collo d’anfora frammentaria con bollo “PECVL”.
en The 2015 excavations at Coriglia uncovered important new evidence in four trenches, three opened previously, and one new area.
In trench A, to the east, the cobblestone surface was shown to be later and more limited in extension than that uncovered in the southern sector. It was only partially preserved in the northern part of the trench, as it was cut by a plough furrow running south-east/north-west. The lower levels of the cobblestone surface appeared to be more carefully constructed. The surface was made of carefully selected cobbles mixed with crushed pottery and brick/tile. The excavation of one of the walls dated the floor to the late antique period. This proposal is supported by past finds of coins datable to the Constantinian and Theodorician periods. The archaeological material from the new trench J (heavy root presence) was very homogeneous. Of note, a large bronze coin attributable to the 5th century A.D. (the three standing figures appear to be Honorius, Theodosius II, and Arcadius).
A layer characterised by a substantial accumulation of medium-large stones together with pottery and brick/tile was uncovered in trench F. Also present was a wall imitating _opus_ _listatum_ built with reused brick/tile and stone, a practice widely documented during the late antique and late medieval periods. This dating was confirmed by the large amount of medieval pottery recovered from the layer, including numerous fragments of archaic majolica. Thus, it was also confirmed that occupation of the southern part of the site continued until at least the late 1300s. In the southern part of the trench, the excavation of a small vat lined with _opus_ _signinum_ produced a commemorative aes of the _Divus_ _Augustus_ attributable to Tiberius and dating to 15-16 A.D.
Trench C, the largest, is situated in the northernmost area of the site. A large amount of homogenous material was recovered from the northern part of the trench (painted wall plaster, architectural terracottas, stone, and glass paste mosaic tesserae, patches of _opus_ _signinum_, tiles and tubuli, marble _crustae_. The bronze finds included a nail, a fragmentary fibula and two small coins. A 50-calibre bullet from the Second World War was also found. The trench was extended to the south in order to investigate a structure identified in its south-eastern corner in 2014. This revealed the presence of an underground structure with an arched lintel of bricks belonging to a barrel vault. The fill contained large stone mosaic tesserae, tiles, amphorae and numerous _dolia_ fragments, some of which had been repaired in antiquity. Finds from the lower parts of the stratigraphy included a bone hairpin, a small iron scythe, a miniature cup in thin walled ware, a few fragments of sigillata Italica, a lamp of the _Firmalampen_ type dating to the 1st-2nd century A.D., a leucitite millstone and amphora fragments including a neck with the stamp “PECVL”.
Research Body
Comune di Castelviscardo
Funding Body
Saint Anselm College
Team
Architect - Simone Moretti Giani
Field director - Serena Bramucci
Numismatist - Linda Rulamn
Supervisor - Tania Bonifazi

Media

Name
Coriglia
Year
2016
Summary
it Nel mese di maggio 2016 ha preso il via l’undicesima campagna archeologica presso il sito di Coriglia nel comune di Castel Viscardo, posto lungo la valle del fiume Paglia all’interno del Parco Archeologico dell’Orvietano. Le indagini stratigrafiche di quest’anno si sono concentrate limitatamente ai saggi di scavo A e C. Per il saggio A si è deciso di riprendere l’investigazione dell’area nord occidentale, scavata negli anni ’90 dalla Soprintendenza Archeologica per l’Umbria.

E’ stato individuato un coeso acciottolato (US 135) di piccola pezzatura frammisto a scaglie litiche e frammenti di laterizi. Sembra plausibile possa essere la via glareata precedente a quella già scavata. E’ un tratto lungo m 4,60 e largo 5, con pendenza da S verso N. L’acciottolato è delimitato ad W da una spalletta di pietre fluviali di media grandezza (US 29) mentre ad E il margine si intuisce in un breve allineamento litico quasi del tutto asportato da interventi per la posa in opera di infrastrutture idriche. Ad E è stato rinvenuto un tombino (US 144) per la regimentazione dell’acqua piovana, delle dimensioni di 70x50 cm, costruito con pietre allettate in una malta giallastra. Al suo interno è stato recuperato un _fritillus_ pressochè integro e frammenti di sigillata italica.

Il pozzetto aveva un coperchio costituito da un blocco di tufo (US 146) con due incavi circolari per il sollevamento. La seconda area indagata è quella del saggio C. La ripulitura di un canale di scolo obliterato da una colata di calcare (dovuto alle acque termali) ha consentito il recupero di materiale edilizio costituito da intonaci dipinti e terrecotte architettoniche di prima età imperiale, tra cui una lastra con cornice ad ovoli con figura di Dioniso che regge un tirso. L’intervento di scavo più intenso del saggio C ha interessato la struttura voltata rinvenuta lo scorso anno al fine di scoprirne la sua prosecuzione verso E e portare alla luce l’accesso. Gli scalini erano obliterati da uno scarico (US 667, US 671, US 688) di materiale edilizio, soprattutto costituito da lacerti di cocciopesto, all’interno del quale sono stati rinvenuti diversi frammenti di ceramica tardo antica (tegami di ceramica da fuoco africana con rotellature sul fondo esterno della vasca di III-IV sec. d.C. e un fornetto/coperchio _clibanus_ di pieno IV sec. d.C.). Nello strato di abbandono dell’ambiente voltato (US 654), si è trovata una moneta di bronzo del 297 d.C. coniata da Diocleziano, un _terminus post quem_ per il crollo della struttura (US 649=US682). Fino al III secolo d.C. quindi il monumento ipogeo era ancora intatto, ma ormai defunzionalizzato come cisterna idrica. L’entrata alla struttura ipogea è costituita da una ripida scalinata costituita da 7 scalini in tufo, pietre fluviali e malta alti all’incirca tra i 30/35 cm ciascuno con una pedata di 30/33 cm.
en The eleventh archaeological campaign at the site of Coriglia in the municipality of Castel Viscardo, along the valley of the Paglia River in the area of the Parco Archeologico dell’Orvietano, was begun in the month of May 2016.

Stratigraphic studies for the year were limited to sectors A and C. For sector A, investigation of the northwestern area, previously excavated in the 1990s by the Soprintendenza Archeologica per l’Umbria, revealed a coherent paved surface (US 135), 4.6 m long and 5 wide, sloping from S to N, consisting of a mixture of stone flakes and brick fragments, probably the _via glareata_ underneath the previously excavated road. The paved portion is bordered on the W by an embankment of medium-size river stones (US 29) while on the E, work for the water main eliminated all but a short row of stones, indicating the whereabouts of the border. A manhole (US 144) for controlling rainwater was found on the E. Measuring 70x50 cm, it consisted of stones lodged in a yellowish mortar. An almost complete _fritillus_ (dice-box) and fragments of Italic terra sigillata were found inside. The shaft had a cover consisting of a block of tufa (US 146) with two circular indentations for lifting.

The second area investigated was that of sector C. In cleaning a drainage canal covered by lime incrustations from thermal waters, building material came to light, consisting of pieces of painted intonaco and architectural terracotta fragments of the early Imperial Age, including a slab with an ovolo cornice and a figure of Dionysus holding a thyrsus. Particular attention was given to the excavation of a vaulted structure, which had come to light the previous year, in an attempt to discover its continuation eastwards and reveal the entrance. The stairs were buried under discarded building materials (US 667, US 671, US 688), consisting on the whole of broken pieces of cocciopesto within which there were various fragments of Late Antique pottery (3rd-4th cent. CE African cooking ware with rouletted decoration on the exterior bottom of the pan and an oven/cover _clibanus_ from the middle of the 4th cent. CE). A bronze coin of 297 CE coined by Diocletian, a _terminus post quem_ for the collapse of the structure (US 649 – US 682), was found in the fill of the vaulted room (US 654). The underground structure was therefore still intact up to the third century CE, but no longer serving as a cistern for water. The entrance to this structure consists of a steep staircase of 7 steps in tufa, river stones and mortar, each step around 30/35 cm high and with a tread of 30/33 cm.
Team
Architect - Simone Moretti Giani
Supervisor - Tania Bonifazi

Media

Name
Coriglia
Year
2017
Summary
it Le indagini stratigrafiche nel sito archeologico di Coriglia, nel 2017 si sono concentrate nei saggi A, C, F e K.

_Saggio A_

Si tratta di un’area caratterizzata dalla presenza di percorsi glareati di età romana, forse tardo imperiali, compromessi da interventi agricoli e arature moderne. Il dato emerso quest’anno, fondamentale per avere un _terminus ante quem_ non, è che le massicciate si impostano sulla fase di abbandono di strutture di epoca imperiale: un vasto ambiente, di cui è stato portato alla luce l’angolo NW, realizzato con murature di pietre fluviali di taglio quadrangolare in facciata legate con malta biancastra. E’ stato individuato un pozzetto rettangolare che al suo interno aveva un sistema di fistule in piombo e canalizzazioni ricavate nella muratura. Era occluso da un blocco di tufo rinvenuto spostato dalla sua prima sede: la chiusa evidenzia una faccia lisciata sulla quale sono presenti due profondi incavi circolari usati per il sollevamento. L’infrastruttura idrica, delle dimensioni di 70x50 cm e dalla profondità di 1,22 m, è costruita con pietre fluviali di taglio quadrangolare in facciata allettate in una malta giallastra molto porosa. Sul fondo, realizzato con pietre fluviali di piatto allettate su malta, si trova una canaletta di deflusso con piano in malta pozzolanica.

_Il saggio C_

Ci si è concentrati nell’area immediatamente a N dell’imponente struttura voltata emersa nella campagna 2015 (Struttura A). L’ampliamento ha consentito l’individuazione di un ambiente bipartito costituito da un vano a cui si accedeva mediante un unico scalino e da una contigua stanza quadrangolare di cui ancora non sono stati portati alla luce tutti i perimetrali La presenza di numerosi frammenti ceramici riferibili per lo più ad anforacei, fa interpretare lo strato come un vero e proprio scarico di materiale d’età tardo antica (IV sec. d.C.). Il livello pavimentale del vano, estremamente duro e compatto, è in terra battuta frammista a ciottoli fluviali di piccole dimensioni.

La destinazione d’uso degli ambienti in analisi: sono parte del complesso termale che si sviluppa su l’asse principale E/W. L’angusta stanza sarebbe da identificare come il _praefurnium_ del _balneum_ a diretto contatto con il _caldarium_.

_Il saggio K_

Dall’indagine è emerso un moncone di muro, orientato NE/SW, che prosegue nella parete occidentale del saggio, ed al momento privo di rapporti stratigrafici con altre murature; l’ipotesi che possa costituire la chiusura dell’ambiente voltato A, che raggiungerebbe la lunghezza di m 9,60, rimane al momento la più plausibile.

_Il saggio F_

Quest’anno, grazie alle favorevoli condizioni atmosferiche, il saggio è stato riaperto nella zona immediatamente a N della grande vasca. Quella che sembrava una pavimentazione in cocciopesto è risultato essere uno strato di disfacimento di cui si conserva solo parte di un bauletto di sponda. Pertanto è verosimile che il sistema di vasche fosse più esteso. Una struttura muraria, conservata in fondazione, è apparsa al disotto dei lacerti della vasca, con un orientamento diverso dalle altre strutture, eccezion fatta per una canaletta con cui al momento non sembra avere rapporti stratigrafici. Questa muratura, obliterata dai perimetrali della grande vasca e della struttura voltata di raccolta idrica, potrebbe essere interpretata come un muro di contenimento.

L’ultimo dato emerso dall’indagine del saggio F è la presenza di una breve porzione di bauletto in cocciopesto _in situ_ a N della struttura voltata: ciò che rimane di un piano pavimentale idroresistente verosimilmente pertinente ad un’altra vasca che andrebbe ad articolare maggiormente il sistema di bacini idrici dell’area.
Summary Author
Silvia Simonetti
Team
Architect - Simone Moretti Giani
Field director - Silvia Simonetti
Pottery specialist - Tani Bonifazi

Media

  • Donais et al. 2010
    M. K. Donais, D. George, B. Duncan, C. Bizzarri, 2010, Comparisons of Ancient Mortars and Hydraulic Cements through In-Situ Analyses by Portable X-Ray Fluorescence Spectrometry, in Journal of X-Ray Spectrometry, January.
  • George et al. 2010
    D. George, C. Bizzarri, M.K. Donais, 2010, Use of Portable XRF and Portable Raman for Phasing of Walls and Floors of Roman Structures at the Excavations at Coriglia, Castel Viscardo, Italy, The American Institute of Archaeology Annual Meeting, Anaheim, CA, January 8.
  • George et al. 2009
    D. George, S. Roberts, J. Roberts, E.Wu, 2009, Analyses of Ancient Roman Pigments by Portable X-Ray Fluorescence and Raman Spectroscopies, Conference of the Federation of Analytical Chemistry and Spectroscopy Societies. Louisville, Kentucky. October 19.
  • George et al. 2009
    D. George, C. Bizzarri, S. Simonetti, 2009, Field reports for the Excavation at Coriglia (Orvieto, Italy), The American Institute of Archaeology Annual Meeting, Philadelphia, PA January 10.
  • George et al. 2009
    D. George, C. Bizzarri, M.K. Donais, 2009, Use of Portable X-Ray Fluorescence Spectrometry for Mortar, Hydraulic Cement and Metallic Artifact. Analyses in Situ, poster per The American Institute of Archaeology Annual Meeting Philadelphia, PA January 9.
  • George, Bizzarri, Rulman 2011
    D. George, C. Bizzarri, L. Rulman, 2011, The Excavations at Coriglia, Castel Viscardo, Italy: Field Reports for 2009–2010 Seasons, Archaeological Institute of America Annual Meeting, San Antonio, Texas.
  • Donais et al. in preparation
    M. K. Donais, B. Duncan, S. Wojtas, A. Desmond, D. George, in preparation, Differentiation of Hypocaust Tiles at Coriglia, Castel Viscardo (Umbria, Italy) using Chemometrics and Portable X-Ray Fluorescence Spectrometry, in Applied Spectroscopy.
  • Donais, George 2012
    M.K. Donais, D. George, 2012, Using Portable XRF to Aid in Phasing, Locus Comparisons, and Material Homogeneity Assessment at an Archaeological Excavation, in A. Shugar, J. Mass (eds.), Practical Handheld X-Ray Fluorescence for Art Conservation and Archaeology, pp. 349-377.
  • Donais et al. 2011
    M. K. Donais, D. George, B. Duncan, S. Wojtas, A. Daigle, 2011, Evaluation of Data Processing and Analysis Approaches for Fresco Pigments by Portable X-Ray Fluorescence Spectrometry and Portable Raman Spectroscopy, in Analytical Methods, 3: 1061-1071.
  • Donais et al. 2012
    M.K. Donais, S. Wojtas, A. Desmond, B. Duncan, and D.B. George, 2012, Differentiation of Hypocaust and Floor Tiles at Coriglia, Castel Viscardo (Umbria, Italy) Using Principal Component Analysis (PCA) and Portable X-ray Fluorescence (XRF) Spectrometry, in Applied Spectroscopy, Vol. 66, Issue 9: 1005-1012.
  • George 2013
    David B. George, 2013, Indagini archeologiche presso la Fontana di Coriglia, in Da Orvieto a Bolsena: un percorso tra Etruschi e Romani, catalogo della mostra 24 Aprile 2013 – 3 Novembre 2013, Pisa: 82-87
  • Bizzarri - George 2014
    C. Bizzarri, D. George, 2014, Monterubiaglio e il sito archeologico di Coriglia, in Quaderni Monaldeschi 4, pp. 6-36.

Location

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Monterubiaglio
Easting
12.0216
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42.7757