Name
Santa Severina
Date Range
1500 – 1950
Monuments
Castle

Seasons

  • AIAC_2428 - Santa Severina - 2009
    Sul versante N/O del castello di Santa Severina, uno scavo stratigrafico estensivo ha interessato il cortile interno dell’Avamposto C, già adibito a discarica (XVIII - metà XX secolo). Nell’angolo S/E, si è accertata l’esistenza di un ambiente ipogeo sito tra la grotta della caditoia e quella del coniglio in prosecuzione della cosiddetta scarpata delle grotte bizantine, con accesso murato e obliterato dalla costruzione del perimetrale E del rivellino dell’avamposto. Quanto alla più occidentale grotta del coniglio, essa consta di una camera a pianta sub-ovale (m 5,00 x 3,00 ca.), di origine naturale ma in parte rimodellata artificialmente, e di un corridoio a sezione piano-convessa, del tutto artificiale, oggi percorribile per ca. 6 metri. I rispettivi riempimenti datano a partire dal XVIII secolo. Un punto di sparo per il fiancheggiamento era già previsto in costruzione nel muro che chiude l’accesso alla grotta, afflitto dallo squarcio (m 1,00 x 0,45) che ha consentito l’esplorazione della cavità e realizzato nell’ambito di un intervento più generale di prolungamento artificiale dello sviluppo rettilineo della rupe verso Occidente mediante una cortina muraria poi dissimulata dalla stesura dell’intonaco, previa regolarizzazione del margine naturale del banco roccioso in atto di piegare verso l’interno. Una seconda bocca da fuoco, aperta nel muro breve O del cortile (già parte di una fabbrica a più piani addossata in costruzione alla citata cortina), è attestata pressappoco alla stessa quota ma appare ben più angolata. Persistono in situ, inoltre, tracce di un cantiere edile forse funzionale ad incrementare l’altezza delle fabbriche adiacenti. Ciò richiede un interro parziale del cortile stesso che presuppone la dismissione della presunta caditoia prossima all’angolo S/O e delle due bocche da fuoco citate. La loro esistenza, però, è sufficiente ad affermare che la grotta del coniglio, esaurito il primitivo uso residenziale (VIII-XI sec.), non fu subito trasformata in discarica, come la maggior parte di quelle sottostanti il mastio, ma inserita a pieno titolo nel misconosciuto sistema di difesa basso-medievale del fronte N/O del castello. In fatto di cultura materiale, lo scavo ha specialmente incrementato il numero e la varietà dei resti di vasellame da mensa, da dispensa e da fuoco, di fabbrica regionale e d’importazione, utilizzato dalle diverse classi della popolazione nel corso dei secoli XII - XX e attestato dal rinvenimento di frammenti o, più di rado, trattandosi di reperti in giacitura secondaria, di porzioni significative del totale o individui completi.

Media

Name
Santa Severina
Year
2009
Summary
it Sul versante N/O del castello di Santa Severina, uno scavo stratigrafico estensivo ha interessato il cortile interno dell’Avamposto C, già adibito a discarica (XVIII - metà XX secolo). Nell’angolo S/E, si è accertata l’esistenza di un ambiente ipogeo sito tra la grotta della caditoia e quella del coniglio in prosecuzione della cosiddetta scarpata delle grotte bizantine, con accesso murato e obliterato dalla costruzione del perimetrale E del rivellino dell’avamposto. Quanto alla più occidentale grotta del coniglio, essa consta di una camera a pianta sub-ovale (m 5,00 x 3,00 ca.), di origine naturale ma in parte rimodellata artificialmente, e di un corridoio a sezione piano-convessa, del tutto artificiale, oggi percorribile per ca. 6 metri. I rispettivi riempimenti datano a partire dal XVIII secolo. Un punto di sparo per il fiancheggiamento era già previsto in costruzione nel muro che chiude l’accesso alla grotta, afflitto dallo squarcio (m 1,00 x 0,45) che ha consentito l’esplorazione della cavità e realizzato nell’ambito di un intervento più generale di prolungamento artificiale dello sviluppo rettilineo della rupe verso Occidente mediante una cortina muraria poi dissimulata dalla stesura dell’intonaco, previa regolarizzazione del margine naturale del banco roccioso in atto di piegare verso l’interno. Una seconda bocca da fuoco, aperta nel muro breve O del cortile (già parte di una fabbrica a più piani addossata in costruzione alla citata cortina), è attestata pressappoco alla stessa quota ma appare ben più angolata.

Persistono in situ, inoltre, tracce di un cantiere edile forse funzionale ad incrementare l’altezza delle fabbriche adiacenti. Ciò richiede un interro parziale del cortile stesso che presuppone la dismissione della presunta caditoia prossima all’angolo S/O e delle due bocche da fuoco citate. La loro esistenza, però, è sufficiente ad affermare che la grotta del coniglio, esaurito il primitivo uso residenziale (VIII-XI sec.), non fu subito trasformata in discarica, come la maggior parte di quelle sottostanti il mastio, ma inserita a pieno titolo nel misconosciuto sistema di difesa basso-medievale del fronte N/O del castello. In fatto di cultura materiale, lo scavo ha specialmente incrementato il numero e la varietà dei resti di vasellame da mensa, da dispensa e da fuoco, di fabbrica regionale e d’importazione, utilizzato dalle diverse classi della popolazione nel corso dei secoli XII - XX e attestato dal rinvenimento di frammenti o, più di rado, trattandosi di reperti in giacitura secondaria, di porzioni significative del totale o individui completi.

en On the north/west side of the _castello_ of Santa Severina, a large stratigraphic excavation was carried out of the internal courtyard of the Outwork C, which had already been used as a rubbish dump during the 17th to mid 20th centuries. In the south/east corner, an underground room was identified between the _grotta della caditoia_ and that of _del coniglio_. The entrance had been walled up and obliterated by the construction of the outer eastern wall of the ravelin. As regards the _grotta del coniglio_, further to the west, this consists of a sub-oval structure (circa 5.00 x 3.00m), of natural origin but in part artificially remodelled, and of a completely natural corridor, lightly convex in section, which can still be walked along for circa 6 metres. The relative fills date from the 18th century. A loophole was already provided for in the original construction of the wall which closes the entrance to the cave, affected by the enormous cleft (1.00 x 0.45 metres) which has permitted the exploration of the cavity. The loophole was realized in the context of a more general intervention consisting of the artificial continuation of the rock towards the west by a curtain wall which was then covered by a layer of plaster. This was obtained by adjusting the outer edges of the rock which leans towards the interior. A second loophole, opened in the short western wall of the courtyard (which previously formed part of a workshop several storeys high built against the curtain wall mentioned above), is attested at more or less the same ground level, but at a greater angle.

Furthermore, traces of a building site whose function may have been to increase the height of the adjacent workshops, are still in situ. This required a partial filling of the courtyard itself which presupposes the elimination of the presumed drain next to the S/O corner and of the two loopholes mentioned above. Their existence, however, is sufficient to confirm that once the early residential use (8th to 9th centuries) had ceased, the _grotta del coniglio_ was not immediately transformed into a rubbish dump, like the majority of those underneath the great tower, but was incorporated in the late medieval defence system of the north/west front of the _castello_, which previously had not been understood. In fact as regards the archaeological material recovered, the excavation has increased our knowledge of the number and the variety of table wares, storage wares and containers, and cooking wares both of regional production and imported vessels used by the various classes of the population during the 12th to 20th centuries, attested by mainly by the recovery of fragments of pottery or, more rarely, given that the material is from secondary deposits, significant parts of vessels or complete examples.
Team
Archaeologist - Felice Larocca
Draftsman - Salvatore Lamberti
Draftsman - Vincenzo Lazzarin
Technical assistant - Mario Riolo

Media

Location

Location
Castello
Easting
16.914378
Northing
39.146789