- Item
- AIAC_342
- Name
- Monte Vairano
- Date Range
- 400 BC – 1 BC
- 200 – 300
- Monuments
- Settlement
- Website
- http://www.samnitium.com/
Seasons
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AIAC_342 - Monte Vairano - 2004The site is samnite settlement characterized by the presence of polygonal town walls, with three gates. The enclosed area covers almost 50 hectares. The area covered by archaeological investigation relates to a part of the settlement where a building on a platform, also of polygonal construction, came to light. The platform measures 8.25x16.5 metres, equal to 30x60 oscan feet. The area was completely abandoned after the Social War and a new building was constructed during the Augustan period on the remains of the settlement. Some of the outer elements of this construction have been uncovered. (Gianfranco De Benedittis)
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AIAC_342 - Monte Vairano - 2006The excavation involves an area of 100 x 100 m in the territory of Baranello. The zone is characterised by the presence of a circuit of polygonal walls almost 3 km long enclosing an area of almost 50 hectares. The data collected indicates that the area was occupied as early as the 4th century B.C. At the end of this century the perimeter wall, with three “sceo” type defensive gates, was built. During the Social War the settlement underwent a reduction in size, however sporadic finds suggest that occupation was continuous until the medieval period, when, on the highest part, Monte Vairano, a castle was built by the Knights Templar. Destroyed before the mid 14th century, only the outer perimeter and some traces of the interior walls remain. The interior of the Samnite settlement, despite the sloping terrain, presents wide level areas created through the construction of sustaining walls at the edge of the areas themselves, where the dwellings were probably situated. Excavations in previous years revealed evidence of various roads which converge on this area. Moreover, apart from the structures already brought to light, including a cistern with brick walls over 6 m deep, the remains of a building were uncovered whose central position and size (8 x 16 m) seem to indicate was of a public nature. The site is already known for its contribution to providing information about Italic and Samnite settlements form between the 4th and 1st centuries B.C. (MiBAC)
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AIAC_342 - Monte Vairano - 2009Lo scavo ha individuato 9 US distribuite nei vari ambienti dell’edificio “C”; la US1 (determinata da dilavamento con excursus cronologico molto ampio) compare distribuita in modo uniforme su tutto l’edificio “C”, identificabile con una domus di tipo italico; l’altezza media non è superiore al metro ed è caratterizzata da terreno marrone compatto. Lo scavo ha evidenziato la presenza uniforme della US 2 sull’intero quadrante con una sua distribuzione non costante in altezza, in tipologia e quantità del materiale, (limitata a frammenti per lo più di tegoloni nella parte alta del quadrante mista a terra argillosa di colore bruno, unita a grossi blocchi informi di pietra nella parte bassa). Lo scavo ha evidenziato su quasi tutto il quadrante l’interfaccia della US 2. Si è oggi nella possibilità di individuare il perimetro dell’intero edificio che, alla luce dei nuovi dati, si presenta molto più ampio del previsto: circa 500 metri quadri. Se si esclude l’angolo di SE, dove non si è ancora proceduto con lo scavo, l’edificio presenta una pianta approssimativamente quadrata, (m 22 x 19,5); il lato sud è dunque di 16,5 dove manca la stanza e di m 19,5 subito più a nord mentre il lato ovest risulta di m 22. L’assenza di un ambiente in un angolo è forse stato determinato dalla necessità di adattarlo alla conformazione del terreno. L’analisi delle USM è stata distribuita sulla base degli ambienti, denominati con le lettere alfabetiche in successione (vedi pianta). E’ interessante notare che le misure, salvo slittamenti da verificare ci portano ad avere una superficie di 70 x 80 piedi oschi (lato più breve: 60 piedi oschi (16,50 m). Il materiale rinvenuto è prevalentemente composto da frammenti di ceramica acroma e a vernice nera a cui sono da aggiungere alcuni minuti frammenti di ceramica sigillata; ciò fa presumere, in attesa di un esame più approfondito dei materiali, che almeno alcuni ambienti siano stati utilizzati anche in epoca imperiale. Sia i frammenti di ceramica sigillata che quelli di ceramica comune ci portano infatti cronologicamente al III sec. d.C. o poco oltre.
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AIAC_342 - Monte Vairano - 2010Nell’estate del 2010 è stato ripreso lo scavo del cosiddetto edificio C, una _domus_ di tipo italico posta a breve distanza dell’ _horreum_ restaurato nel 2006. Nonostante non si sia riusciti a completare lo scavo di tutti gli ambienti, appare verosimile, a giudicare dalle US e dalla presenza di tampognature in alcune delle pareti dell’edificio, che la casa ellenistica, dopo la crisi del I sec. a.C. sia stata in epoca imperiale riutilizzata in alcuni dei suoi ambienti per un periodo compreso tra il I ed il IV sec. d.C.
Media
- Name
- Monte Vairano
- Year
- 2004
- Summary
- en The site is samnite settlement characterized by the presence of polygonal town walls, with three gates. The enclosed area covers almost 50 hectares. The area covered by archaeological investigation relates to a part of the settlement where a building on a platform, also of polygonal construction, came to light. The platform measures 8.25x16.5 metres, equal to 30x60 oscan feet. The area was completely abandoned after the Social War and a new building was constructed during the Augustan period on the remains of the settlement. Some of the outer elements of this construction have been uncovered. (Gianfranco De Benedittis)
- it Si tratta di un abitato sannitico caratterizzato dalla presenza di un circuito murario in opera poligonale in cui si aprono tre porte. L'area racchiusa si estende per quasi 50 ettari. L'area sottoposta ad indagine archeologica è relativa ad una parte dell'abitato in cui è stato evidenziato un edificio con podio in opera poligonale di tipo evoluto largo m 8,25 x 16,5 (= 30 x 60 piedi oschi). L'area verrà completamente abbandonata dopo la Guerra Sociale e sui resti dell'abitato verrà costruito un nuovo edifico in epoca augustea di cui si stanno evidenziando alcuni elementi strutturali perimetrali.
- Funding Body
- Università degli Studi del Molise
Media
- Name
- Monte Vairano
- Year
- 2006
- Summary
-
en
The excavation involves an area of 100 x 100 m in the territory of Baranello. The zone is characterised by the presence of a circuit of polygonal walls almost 3 km long enclosing an area of almost 50 hectares.
The data collected indicates that the area was occupied as early as the 4th century B.C. At the end of this century the perimeter wall, with three “sceo” type defensive gates, was built. During the Social War the settlement underwent a reduction in size, however sporadic finds suggest that occupation was continuous until the medieval period, when, on the highest part, Monte Vairano, a castle was built by the Knights Templar. Destroyed before the mid 14th century, only the outer perimeter and some traces of the interior walls remain.
The interior of the Samnite settlement, despite the sloping terrain, presents wide level areas created through the construction of sustaining walls at the edge of the areas themselves, where the dwellings were probably situated. Excavations in previous years revealed evidence of various roads which converge on this area. Moreover, apart from the structures already brought to light, including a cistern with brick walls over 6 m deep, the remains of a building were uncovered whose central position and size (8 x 16 m) seem to indicate was of a public nature. The site is already known for its contribution to providing information about Italic and Samnite settlements form between the 4th and 1st centuries B.C. (MiBAC) -
it
Lo scavo riguarda un’area di 100 m. x 100 m. nel Comune di Baranello. L’area è caratterizzata dalla presenza di un ampio circuito murario in opera poligonale lungo quasi 3 km. che delimita una superficie di quasi 50 ettari.
La documentazione raccolta permette di affermare che la zona ha visto una consistente presenza umana è attestata già prima del IV a C. Alla fine del secolo si assiste alla costruzione del perimetro murario in cui si distribuiscono 3 porte di tipo sceo. Nel corso della Guerra Sociale l’abitato subisce un ridimensionamento, sebbene materiale sporadico lasci pensare ad una continuità della presenza umana fino al medioevo, quando nella parte più alta, Monte Vairano, sarà costruito dai Cavalieri Templari un castello, di cui restano il perimetro e tracce della delimitazione interna, poi distrutto prima della metà del XIV secolo.
L’interno dell’abitato sannitico, nonostante la conformazione morfologica sia caratterizzata da ampi pendii, presenta ampie aree pianeggianti rese tali grazie a sostruzioni murarie poste ai margini delle superfici stesse, su cui è da presumere fossero collocate le abitazioni. Gli scavi degli anni precedenti hanno evidenziato diversi tracciati stradali che convergono verso la suddetta area di scavo. Qui, oltre a strutture già messe in luce in precedenza, tra cui una cisterna con pareti in mattoni profonda oltre 6 m., compaiono i resti delle sostruzioni di un edificio che, anche per la posizione centrale rispetto all’abitato e per le dimensioni (8 m. x 16 m.), sembra avere carattere pubblico.
Il sito è già noto in ambito scientifico per il contributo alla conoscenza delle forme insediative italiche e sannitiche tra il IV e il I sec. a.C. - Summary Author
- MiBAC
Media
- Name
- Monte Vairano
- Year
- 2009
- Summary
-
it
Lo scavo ha individuato 9 US distribuite nei vari ambienti dell’edificio “C”; la US1 (determinata da dilavamento con excursus cronologico molto ampio) compare distribuita in modo uniforme su tutto l’edificio “C”, identificabile con una domus di tipo italico; l’altezza media non è superiore al metro ed è caratterizzata da terreno marrone compatto.
Lo scavo ha evidenziato la presenza uniforme della US 2 sull’intero quadrante con una sua distribuzione non costante in altezza, in tipologia e quantità del materiale, (limitata a frammenti per lo più di tegoloni nella parte alta del quadrante mista a terra argillosa di colore bruno, unita a grossi blocchi informi di pietra nella parte bassa). Lo scavo ha evidenziato su quasi tutto il quadrante l’interfaccia della US 2.
Si è oggi nella possibilità di individuare il perimetro dell’intero edificio che, alla luce dei nuovi dati, si presenta molto più ampio del previsto: circa 500 metri quadri.
Se si esclude l’angolo di SE, dove non si è ancora proceduto con lo scavo, l’edificio presenta una pianta approssimativamente quadrata, (m 22 x 19,5); il lato sud è dunque di 16,5 dove manca la stanza e di m 19,5 subito più a nord mentre il lato ovest risulta di m 22. L’assenza di un ambiente in un angolo è forse stato determinato dalla necessità di adattarlo alla conformazione del terreno.
L’analisi delle USM è stata distribuita sulla base degli ambienti, denominati con le lettere alfabetiche in successione (vedi pianta). E’ interessante notare che le misure, salvo slittamenti da verificare ci portano ad avere una superficie di 70 x 80 piedi oschi (lato più breve: 60 piedi oschi (16,50 m).
Il materiale rinvenuto è prevalentemente composto da frammenti di ceramica acroma e a vernice nera a cui sono da aggiungere alcuni minuti frammenti di ceramica sigillata; ciò fa presumere, in attesa di un esame più approfondito dei materiali, che almeno alcuni ambienti siano stati utilizzati anche in epoca imperiale. Sia i frammenti di ceramica sigillata che quelli di ceramica comune ci portano infatti cronologicamente al III sec. d.C. o poco oltre. -
en
The excavations identified nine contexts distributed throughout the various rooms of building “C”; US1 (caused by downwash, covering a broad chronological span) appears to be uniformly distributed throughout the whole of building “C”, interpreted as an italic type domus. The average thickness of the deposit is no more than one metre and is characterized by compact brown earth. US 2 was identified throughout the entire quadrant, the deposit is however uneven both as regards its thickness and the typology and quantity of material (limited mainly to fragments of tile in the upper levels of the quadrant mixed with clayey brown earth, and with large unworked blocks of stone in the lower part). The interface of US2 was identified throughout almost the entire excavated area.
Today it is possible to identify the outer perimeter of the entire building which, in the light of the new information, is much larger than previously thought; circa 500 sq.m. If one excludes the SE corner, where excavations still not have been carried out, the structure is approximately square in plan (22 x 19,5m). The southern side, where a room is missing, measures 16,5m, whereas that immediately to the north measures 19,5m, and the western side measures 22m. The absence of a room in the corner is perhaps due to the need to adapt the structure to the changes in the natural ground level. The USM are distributed according to room, each of which is given a progressive alphabetical letter. It is worth noting that, with the exception of some slight differences which need to be checked, the measurements result in a surface area of 70 x 80 oscan feet (shortest side: 60 oscan feet (16,50m.)).
The majority of the material recovered consists of domestic pottery and vernice nera, as well as some minute fragments of sigillata. Although the detailed study of the material has still to be completed, this seems to indicate that at least some of the rooms were also in use in the imperial period. Both the sigillata and the domestic wares indicate a frequentation into the 3rd century AD or a little after. - Summary Author
- Gianfranco De Benedittis
- Research Body
- Università degli Studi del Molise
Media
- Name
- Monte Vairano
- Year
- 2010
- Summary
- it Nell’estate del 2010 è stato ripreso lo scavo del cosiddetto edificio C, una _domus_ di tipo italico posta a breve distanza dell’ _horreum_ restaurato nel 2006. Nonostante non si sia riusciti a completare lo scavo di tutti gli ambienti, appare verosimile, a giudicare dalle US e dalla presenza di tampognature in alcune delle pareti dell’edificio, che la casa ellenistica, dopo la crisi del I sec. a.C. sia stata in epoca imperiale riutilizzata in alcuni dei suoi ambienti per un periodo compreso tra il I ed il IV sec. d.C.
- en In the summer of 2010 excavations restarted on building C, an Italic _domus_ situated at a short distance from the _horreum_ restored in 2006. It was not possible to complete the excavation of all the rooms. However, judging from the stratigraphy and the presence of blocking in some of the walls, it appeared likely that following the 1st century B.C. crisis some rooms of the Hellenistic house were reoccupied for a period some time between the 1st and 4th century A.D.
- Summary Author
- Gianfranco De Benedittis
- Research Body
- Università degli Studi del Molise
Media
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De Benedittis 1974G. De Benedittis, 1974, Il centro sannitico di Monte Vairano presso Campobasso, in Documenti di antichità italiche e romane, Soprintendenza Archeologica del Molise: 16-17.
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De Benedittis 1991aG. De Benedittis, 1991a, Monte Vairano, in La romanisation du Samnium aux IIe et Ier siècle av. J.-C. Actes du Colloque organisée par le Centre Jean Bérard en collaboration avec la Soprindenza archeologica e per i BAAAS del Molise et la Soprindenza archeologica per le Provincie di Salerno, Avellino e Benevento, Naples, Centre Jean Bérard, 4-5 novembre 1988, Napoli: 47-55.
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De Benedittis 1984G. De Benedittis, 1984, Monte Vairano, in Conoscenze 1.
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De Benedittis 1987G. De Benedittis, 1987, Alcune riflessioni sull’abitato italico di Monte Vairano, in Basilicata: l’espansionismo romano nel Sud-Est d’Italia, il quadro archeologico, Venosa: 253-255.
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De Benedittis 1988aG. De Benedittis, 1988a, Monte Vairano. La casa di "LN". Catalogo della mostra, Campobasso: 9-158.
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De Benedittis 1988bG. De Benedittis, 1988b, Il problema delle fortificazioni del Sannio Pentro alla luce degli scavi di Monte Vairano, I seminario nazionale di studi sulle mura poligonali, Alatri: 111-116.
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De Benedittis 1990aG. De Benedittis, 1990a, Monte Vairano. La ceramica a vernice nera della fornace di Porta Vittoria (con appendice di D. Lucarelli, Analisi di alcuni reperti argillosi raccolti nelle discarica di Monte Vairano), in Conoscenze 6: 29-70.
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De Benedittis 1990bG. De Benedittis, 1990b, Monte Vairano: tratturi economia e viabilità, in Conoscenze 6: 13-27.
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De Benedittis 1991bG. De Benedittis, 1991b, L’abitato di Monte Vairano, in Samnium, Archeologia del Molise, Soprintendenza Archeologica del Molise, Roma: 127-130.
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De Benedittis 1991cG. De Benedittis, 1991c, Monte Vairano, Studi Etruschi (Scavi e scoperte), LVI: 550-552.
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De Benedittis 1994G. De Benedittis, 1994, Monte Vairano, Studi Etruschi (Scavi e scoperte), LIX: 425-437.
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De Benedittis 2007G. De Benedittis, 2007, Ma i Sanniti avevano la Facoltà di Agraria?, Campobasso.