Name
Monte Sannace
Date Range
800 BC – 200 BC
Monuments
Settlement
Domus
Road

Seasons

  • AIAC_2440 - Monte Sannace - 2008
    La Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Bari (dal 2008 Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici), istituita nell’A.A. 1993/94, ha svolto annualmente campagne di scavo nel sito di Monte Sannace. Dal 1994 al 2001 l’indagine archeologica ha interessato le aree G3 e D dell’acropoli del centro indigeno. Dopo una breve indagine svoltasi negli anni 2001 e 2002 nell’insula II dell’abitato in pianura, in particolare nell’area a sud della casa a peristilio scavata dalla Scarfì, le campagne archeologiche della Scuola si sono incentrate dall’anno 2003 nell’adiacente insula III. Lo scavo ha interessato negli anni 2003-2004 un'ampia porzione dell'insula III. Sono venuti alla luce dodici ambienti, allineati per lo più a coppie; gli ambienti sono divisi in tre gruppi da stretti ambitus. L'impianto dell’intero complesso di ambienti è databile agli inizi del IV secolo a.C. Si sono rinvenuti inoltre tre ambienti, di forma irregolare e di orientamento differente rispetto al restante impianto, databili in una fase appena successiva (fine IV–inizi III secolo a.C.) all'abbandono/distruzione delle precedenti abitazioni. La costruzione di questi ambienti sconvolse l’ordine del precedente assetto urbanistico, dove invadendo la nuova strada, dove distruggendo ambienti appartenenti alla fase precedente e chiudendo ambitus. Gli ambitus, che dividono le abitazioni, sfociano ad ovest nella ‘strada della Casa ellenistica’, ad est nella ‘strada Nuova’, di orientamento regolare nord-sud parallela alla precedente. La costante presenza di tali ambitus nella zona indagata è indice di una ragionata organizzazione urbanistica avvenuta in età ellenistica, che prevedeva una evoluta e razionale suddivisione degli spazi assegnati ad ogni privata abitazione. Tale elemento è tanto più importante in quanto nuovo nel centro di Monte Sannace e nella Peucezia stessa. Negli anni 2005-2008 (la Scuola non ha svolto l’annuale campagna di scavo nell’anno 2006 e 2009) gli scavi, procedendo nell’indagine in direzione est rispetto alla già nota insula III, hanno messo in luce una strada con andamento nord-sud (definita “strada Nuova”), parallela a quella già nota "della casa ellenistica", oltre la quale sono stati evidenziati alcuni ambienti relativi ad una nuova insula, definita insula V. La strada, visibile per circa 25 metri, è contemporanea alla costruzione e alla fase di vita degli ambienti che la costeggiano ed è databile al IV secolo a.C.; i suoi strati superiori hanno restituito materiali riferibili al III secolo, a testimonianza di un utilizzo della sede stradale con cambio di destinazione d’uso, successivo al momento di abbandono/distruzione delle abitazioni della principale fase edilizia dell’insula, avvenuto sullo scorcio del IV secolo a.C. In quanto alla pianificazione degli spazi anche nell’insula V sembra esserci un’organizzazione simile a quella dell'insula III con lotti separati per mezzo di ambitus: sembra che la pianificazione urbanistica del centro avesse raggiunto piena maturità quando furono edificati i quartieri abitativi ad est della ‘strada della casa ellenistica’. Ad est della nuova strada sono stati indagati sei ambienti, probabilmente pertinenti ad un’unica abitazione con vani a differente destinazione d’uso: i due a nord a destinazione artigianale rivolta in particolare alla produzione olearia, i quattro ambienti posti immediatamente a sud ad uso abitativo.
  • AIAC_2440 - Monte Sannace - 2010
    La campagna del 2010 ha interessato il quartiere in pianura. È ripresa l’indagine nell’ _insula_ V, casa 1, approfondendo lo scavo all’interno del cortile di ingresso F, indagato solo fino al piano di calpestio. Si è individuato un taglio (US 646) effettuato da scavatori clandestini: all’interno un _silos_ che sfrutta per il suo lato sud un sarcofago depredato. Nel _silos_ materiale ceramico e osteologico che fa pensare all’utilizzo della struttura come butto in una fase finale. Il sarcofago è coevo alla prima fase della casa V,1 (IV secolo), il _silos_ invece alla ristrutturazione avvenuta fra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C. Al di sotto del piano di calpestio lasciato in vista dopo gli ultimi scavi, viene alla luce un grosso muraglione (USM 708) coperto da un cumulo di pietre di medie e grandi dimensioni (US 678 interpretabile come crollo dell’elevato del grosso muro). La robusta USM 708 è contemporanea all’US 685 (ultimo strato che le si appoggia), che ha restituito ceramica di impasto lucido e ceramica geometrica piuttosto antica. La struttura muraria sembra essere collocabile pertanto in un momento di molto precedente all’età arcaica, fase più antica finora documentata nel quartiere ovest di Monte Sannace: per la prima volta è documentata una frequentazione, risalente almeno all’età del Ferro, anche della parte bassa di questo centro antico. Si intraprende l’indagine di un’area posta a nord della casa 1. Emergono due ambienti allineati in senso est-ovest: H e G, nuova casa V, 2 separata dalla V, 1 tramite un _ambitus_. Nell’ambiente H, in due angoli opposti, affiorano i fondi di due sarcofagi di riutilizzo, poggiati su grosse pietre calcaree, interpretabili come piani di lavoro. Si rinvengono molti frammenti di ceramica vetrificata, grande quantità di argilla cotta, cenere, resti importanti di legno carbonizzato. La ceramica rinvenuta nello strato induce ad una datazione al III secolo a.C. momento in cui vi è una seconda fase di utilizzo di tutta l’ _insula_. Si ipotizza che in questo ambiente avvenisse parte della lavorazione (basi dei due sarcofagi) e la cottura dell’argilla (resti di ceramica vetrificata) e ci fossero dunque piccole fornaci localizzate lungo i muri nord e ovest (resti di argilla cotta). Se nell’ambiente H possiamo attualmente soltanto presumere una frequentazione in due fasi, poiché è appartenente alla prima fase (IV secolo) l’impianto dei muri, in chiaro accordo con la conosciuta maglia urbana dell’ _insula_ V, e gli strati asportati sembrano avere invece una datazione più recente (I metà III secolo), per quanto concerne l’ambiente G la frequentazione in due fasi è una certezza. La lettura della pianta mostra come tutti i muri dell’ambiente (ad eccezione del muro est che lo divide dall’ambiente H) siano relativi alla II fase di utilizzo. Sotto lo strato di vita di III secolo gli strati di crollo/abbandono della precedente fase di IV secolo e l’US 719, piano di calpestio relativo. Lungo il muro ovest 3 _pithoi_ ad impasto, tombe ad _enchytrismòs_, coevi alla fase di IV secolo.
  • AIAC_2440 - Monte Sannace - 2011
    L’indagine del 2011 ha interessato gli ambienti G, H e L e i vani M e N dell’ _insula_ V. Lo scavo degli ambienti G e H è stato ripreso dalle unità stratigrafiche precedenti alle fasi di vita e alla stessa edificazione degli ambienti. Dall’ambiente H il rinvenimento della metà superiore di una statuetta fittile subarcaica a tutto tondo (h. cm 4). Ancora precedente è un piano di calpestio nel quale sono stati riconosciuti un buco per palo e un taglio probabilmente per una trave; nei pressi un coevo _enchytrismòs_ entro un _pithos_ di impasto. Alla stessa fase arcaica appartiene la documentazione dell’ambiente G (uno strato circolare di calcina, forse base di una colonna lignea, e un probabile piano di lavoro costituito da frammenti di uno stesso vaso accostati di piatto). La lettura complessiva dei resti dei contigui ambienti G e H fa pensare all’esistenza di una struttura capannicola, per quanto non ricostruibile, e comunque a una destinazione d’uso domestico dell’area, così come si conserverà nella fase ellenistica. La nuova area di scavo, posta immediatamente a N degli ambienti G e H, non è occupata dal consueto avvicendarsi di ambienti abitativo/artigianali. A nord dell’ambiente G è stato messo in luce un altro ambiente (L), a nord e a est di questo un cortile a forma di ‘elle’ che segue l’andamento di una grossa canaletta. L’area indagata è chiusa a E da un ambiente con una importante soglia in tufo e a N da un ulteriore ambiente non del tutto messo in luce. L’ambiente L sembra appartenere alla seconda fase edilizia dell’ _insula_, databile ai primi decenni del III secolo a.C. Se così fosse e tenendo conto che anche gli ambienti M, Q, R dell’ _insula_ III appartengono alla fase edilizia più tarda, ne risulterebbe che nella prima fase edilizia delle _insulae_ III e V, databile alla II metà del IV, quest’area fosse sgombra da edifici e che la ‘Strada Nuova’ si aprisse su un ‘piazza’. Solo nella fase di III secolo l’area aperta fu occupata dall’ambiente L e dalla canaletta che lo costeggia, cambiando destinazione d’uso e funzione. Nella canaletta, tramite un grande contenitore collocato nell’angolo SW del vano N, doveva essere convogliata l’acqua proveniente dai tetti, ma anche acqua intenzionalmente apportata in quantità tale da giustificare la portata del condotto. Ricordando che all’interno dell’ambiente H furono rinvenuti resti di fornaci e materiale argilloso di scarto, ipotizziamo che la canaletta fosse correlata alle attività di lavorazione dell’argilla. L’ambiente L è risultato compromesso da un taglio operato da scavatori clandestini. Le evidenze archeologiche più interessanti sono di tipo funerario, in particolare per la fase arcaica. Si sono rinvenuti tre sarcofagi di adulto depredati e sconvolti. All’esterno di uno di questi si è rinvenuto un ripostiglio intatto contenente alcuni vasi fra cui un’olla geometrica di qualità molto elevata, databile ai venticinquenni centrali del VI secolo. Al di sopra del ripostiglio un’olla acroma al cui interno un vaso geometrico dello stesso orizzonte cronologico.
  • AIAC_2440 - Monte Sannace - 2015
    La campagna di scavo 2015 ha interessato due diverse aree. Si è proseguito nell’indagine dell’area della pianura occidentale (insula III, ambiente T) e si è aperto un nuovo saggio di scavo ad ovest della strada ‘Cavallerizza’ (lato Putignano). _Saggio I (Insula III) (Pianta 1)_ La fase relativa alla frequentazione più tarda, dei primi decenni del III secolo a.C., era stata esplorata durante il 2014, pertanto le unità stratigrafiche messe in luce nel 2015 sono precedenti a questo momento storico. Si è evidenziato uno strato povero di materiale archeologico, frutto dell’intenzionale livellamento operato per la sistemazione dell’area nella II metà del IV secolo. Al di sotto alcune evidenze relative alla precedente occupazione arcaico-classica. Sono state rinvenute inoltre due sepolture. La tomba 1/2015 (V secolo a.C.) è un sarcofago con ripostiglio appartenente ad un infante. Due vasi all’interno del sarcofago; otto vasi nel ripostiglio fra cui un poppatoio (Fig. 1). All’esterno una _hydria_. La tomba 2/2015 (II metà del IV secolo a.C.) è una tomba a fossa di adulto, accompagnato da un corredo composto da sette oggetti ceramici e una punta di giavellotto in ferro (Fig. 2). _Saggio II (zona ‘Cavallerizza’) (Pianta 2)_ L’area era stata interessata da interventi precedenti di diversa natura: ad un sistematico depredamento imputabile a interventi clandestini aveva fatto seguito uno scavo per trincee da parte della Soprintendenza nel 1976, finalizzato all’esproprio dell’area e all’istituzione del Parco Archeologico. Nella parte occidentale del saggio è emerso un ambiente rettangolare – ambiente A – orientato in senso N/S, (m 6,50 x 3,50). Nella parte orientale, adiacente all’ambiente A, sembra definirsi con maggiore certezza la sola presenza di un secondo ambiente – ambiente B – rettangolare, con orientamento E/W, (m 6 x 3,50). L’ambiente A era attraversato dal taglio di una trincea, che intercettava una tomba a semicamera posta lungo l’asse nord-sud. Inoltre, l’ambiente era interessato dall’intervento di scavatori clandestini. Altri tagli sono stati operati invece in antico al fine dell’alloggiamento di tre tombe, la T. 1/2015 (semicamera), la T. 4/2015 ( _enchytrismòs_ nell’angolo NW dell’ambiente) e la T. 3/2015 (tomba a fossa posta lungo il muro occidentale). La T. 3 è una tomba a fossa di adulto, privo di corredo. Il cranio poggiava in parte sulla vicina T. 4: un _pithos_ riverso, mancante della metà superiore. All’interno le ossa di un neonato. La T. 1/2015 (Fig. 3) è una tomba a semicamera costituita da più filari di calcarenite (III secolo a.C.), le cui pareti erano rivestite da uno spesso strato di intonaco conservato in lembi, apparentemente privo di decorazione. Sul fondo pochi resti dell’originario corredo: un unguentario e due valve di conchiglia. Nella limitata parte dell’ambiente B rimasta inviolata dagli interventi precedenti è possibile leggere la seguente successione stratigrafica: lo strato humifero copriva un crollo di tegole; al di sotto è stato possibile intercettare il piano di calpestio. È stata rinvenuta una tomba a cassa, violata, di infante (T. 5/2015); conservato il solo corredo esterno (Fig. 4) che consente la datazione alla II metà del IV secolo a.C. Pianta 1: Saggio I (Insulae III e V) Pianta 2: Saggio II (zona Cavallerizza) Fig. 1: Insula III, ambiente T, Tomba 1, corredo del sarcofago e del ripostiglio. Fig. 2: Insula III, ambiente T, Tomba 2, deposizione e corredo. Fig. 3: Saggio II ‘Cavallerizza’, Ambiente A, Tomba 1. Fig. 4: Saggio II ‘Cavallerizza’, Ambiente B, Tomba 5, corredo esterno.

Media

Name
Monte Sannace
Year
2008
Summary
it La Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Bari (dal 2008 Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici), istituita nell’A.A. 1993/94, ha svolto annualmente campagne di scavo nel sito di Monte Sannace. Dal 1994 al 2001 l’indagine archeologica ha interessato le aree G3 e D dell’acropoli del centro indigeno.

Dopo una breve indagine svoltasi negli anni 2001 e 2002 nell’insula II dell’abitato in pianura, in particolare nell’area a sud della casa a peristilio scavata dalla Scarfì, le campagne archeologiche della Scuola si sono incentrate dall’anno 2003 nell’adiacente insula III.

Lo scavo ha interessato negli anni 2003-2004 un'ampia porzione dell'insula III. Sono venuti alla luce dodici ambienti, allineati per lo più a coppie; gli ambienti sono divisi in tre gruppi da stretti ambitus. L'impianto dell’intero complesso di ambienti è databile agli inizi del IV secolo a.C.
Si sono rinvenuti inoltre tre ambienti, di forma irregolare e di orientamento differente rispetto al restante impianto, databili in una fase appena successiva (fine IV–inizi III secolo a.C.) all'abbandono/distruzione delle precedenti abitazioni. La costruzione di questi ambienti sconvolse l’ordine del precedente assetto urbanistico, dove invadendo la nuova strada, dove distruggendo ambienti appartenenti alla fase precedente e chiudendo ambitus.

Gli ambitus, che dividono le abitazioni, sfociano ad ovest nella ‘strada della Casa ellenistica’, ad est nella ‘strada Nuova’, di orientamento regolare nord-sud parallela alla precedente. La costante presenza di tali ambitus nella zona indagata è indice di una ragionata organizzazione urbanistica avvenuta in età ellenistica, che prevedeva una evoluta e razionale suddivisione degli spazi assegnati ad ogni privata abitazione. Tale elemento è tanto più importante in quanto nuovo nel centro di Monte Sannace e nella Peucezia stessa.

Negli anni 2005-2008 (la Scuola non ha svolto l’annuale campagna di scavo nell’anno 2006 e 2009) gli scavi, procedendo nell’indagine in direzione est rispetto alla già nota insula III, hanno messo in luce una strada con andamento nord-sud (definita “strada Nuova”), parallela a quella già nota "della casa ellenistica", oltre la quale sono stati evidenziati alcuni ambienti relativi ad una nuova insula, definita insula V. La strada, visibile per circa 25 metri, è contemporanea alla costruzione e alla fase di vita degli ambienti che la costeggiano ed è databile al IV secolo a.C.; i suoi strati superiori hanno restituito materiali riferibili al III secolo, a testimonianza di un utilizzo della sede stradale con cambio di destinazione d’uso, successivo al momento di abbandono/distruzione delle abitazioni della principale fase edilizia dell’insula, avvenuto sullo scorcio del IV secolo a.C.

In quanto alla pianificazione degli spazi anche nell’insula V sembra esserci un’organizzazione simile a quella dell'insula III con lotti separati per mezzo di ambitus: sembra che la pianificazione urbanistica del centro avesse raggiunto piena maturità quando furono edificati i quartieri abitativi ad est della ‘strada della casa ellenistica’.

Ad est della nuova strada sono stati indagati sei ambienti, probabilmente pertinenti ad un’unica abitazione con vani a differente destinazione d’uso: i due a nord a destinazione artigianale rivolta in particolare alla produzione olearia, i quattro ambienti posti immediatamente a sud ad uso abitativo.
en The Department of archaeology at the University of Bari has undertaken annual excavations on the site of Monte Sannace. From 1994 to 2001 the investigations looked at areas G3 and D on the acropolis of this indigenous centre.

Following brief excavations in 2001 and 2001 in _insula_ II of the settlement on the plain, in particular in the area south of the peristyle house excavated by Scarfi, the 2003 campaign concentrated on _insula_ III.

In the years 2003 and 2004 the excavations uncovered a large part of _insula_ III. Twelve rooms were exposed, mainly aligned in pairs, the rooms were divided into three groups by narrow _ambitus_. The construction of the entire complex of rooms can be dated to the beginning of the 4th century B.C.

Three other rooms came to light, of irregular plan and on a different alignment from the rest of the complex. They dated to a phase just after the abandonment/destruction of the earlier houses (end of the 4th-beginning of the 3rd century B.C.). The building of these rooms upset the order of the previous urban layout, in some places overlying the new road and in others destroying the rooms belonging to the previous phase and closing the _ambitus_.

The _ambitus_ which divided the houses, exited to the west in the ‘road of the Hellenistic house’, east of the ‘new road’, on a regular north-south alignment parallel to the previous one. The constant presence of such _ambitus_ in the area under investigation indicates a well thought-out urban organisation in the Hellenistic period, which foresaw an evolved and rational subdivision of the spaces assigned to each private house. Such an element is even more important because it is new at Monte Sannace and in Peucezia itself.

In the years 2005, 2007and 2008 excavation proceeded in an easterly direction with respect to the already known insula III. A road on a north-south alignment (defined as the ‘new road’) came to light, parallel to that known as ‘the road of the Hellenistic house’, beyond which were a number of rooms belonging to a new _insula_, defined as _insula_ V. The road, visible for circa 25 m, was contemporary with the construction and occupation phase of the rooms alongside it and dated to the 4th century B.C. The upper layers produced material datable to the 3rd century, attesting the use of the road bed with a change in function, subsequent to the abandonment/destruction of the houses from the main construction phase of the _insula_, at the end of the 4th century B.C.

As regards the planning of the spaces in insula V, there seemed to be a similar organisation to that of _insula_ III with sectors divided by _ambitus_. The town’s urban plan seems to have reached maturity when the residential quarters east of the ‘the road of the Hellenistic house’ were built.

To the east of the new road six rooms were investigated, probably part of a single house. The two rooms to the north seemed to be used in relation to oil production, the four immediately to the south were residential.

Media

Name
Monte Sannace
Year
2010
Summary
it La campagna del 2010 ha interessato il quartiere in pianura. È ripresa l’indagine nell’ _insula_ V, casa 1, approfondendo lo scavo all’interno del cortile di ingresso F, indagato solo fino al piano di calpestio. Si è individuato un taglio (US 646) effettuato da scavatori clandestini: all’interno un _silos_ che sfrutta per il suo lato sud un sarcofago depredato. Nel _silos_ materiale ceramico e osteologico che fa pensare all’utilizzo della struttura come butto in una fase finale. Il sarcofago è coevo alla prima fase della casa V,1 (IV secolo), il _silos_ invece alla ristrutturazione avvenuta fra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C.

Al di sotto del piano di calpestio lasciato in vista dopo gli ultimi scavi, viene alla luce un grosso muraglione (USM 708) coperto da un cumulo di pietre di medie e grandi dimensioni (US 678 interpretabile come crollo dell’elevato del grosso muro). La robusta USM 708 è contemporanea all’US 685 (ultimo strato che le si appoggia), che ha restituito ceramica di impasto lucido e ceramica geometrica piuttosto antica. La struttura muraria sembra essere collocabile pertanto in un momento di molto precedente all’età arcaica, fase più antica finora documentata nel quartiere ovest di Monte Sannace: per la prima volta è documentata una frequentazione, risalente almeno all’età del Ferro, anche della parte bassa di questo centro antico.

Si intraprende l’indagine di un’area posta a nord della casa 1. Emergono due ambienti allineati in senso est-ovest: H e G, nuova casa V, 2 separata dalla V, 1 tramite un _ambitus_. Nell’ambiente H, in due angoli opposti, affiorano i fondi di due sarcofagi di riutilizzo, poggiati su grosse pietre calcaree, interpretabili come piani di lavoro. Si rinvengono molti frammenti di ceramica vetrificata, grande quantità di argilla cotta, cenere, resti importanti di legno carbonizzato. La ceramica rinvenuta nello strato induce ad una datazione al III secolo a.C. momento in cui vi è una seconda fase di utilizzo di tutta l’ _insula_. Si ipotizza che in questo ambiente avvenisse parte della lavorazione (basi dei due sarcofagi) e la cottura dell’argilla (resti di ceramica vetrificata) e ci fossero dunque piccole fornaci localizzate lungo i muri nord e ovest (resti di argilla cotta). Se nell’ambiente H possiamo attualmente soltanto presumere una frequentazione in due fasi, poiché è appartenente alla prima fase (IV secolo) l’impianto dei muri, in chiaro accordo con la conosciuta maglia urbana dell’ _insula_ V, e gli strati asportati sembrano avere invece una datazione più recente (I metà III secolo), per quanto concerne l’ambiente G la frequentazione in due fasi è una certezza. La lettura della pianta mostra come tutti i muri dell’ambiente (ad eccezione del muro est che lo divide dall’ambiente H) siano relativi alla II fase di utilizzo. Sotto lo strato di vita di III secolo gli strati di crollo/abbandono della precedente fase di IV secolo e l’US 719, piano di calpestio relativo. Lungo il muro ovest 3 _pithoi_ ad impasto, tombe ad _enchytrismòs_, coevi alla fase di IV secolo.
en The 2010 campaign investigated the quarter on the plain. Excavation continued in _insula_ V, house 1, deepening the excavation inside the courtyard of entrance F, only previously excavated to the floor level. A cut (US 646) was identified which had been made by illegal excavators: inside was a _silos_ whose south side was formed by a robbed sarcophagus. The _silos_ contained pottery and bone suggesting its use as a midden in the final phase. The sarcophagus dates to the first phase of house V, 1 (4th century B.C.), the _silos_ to the restructuring which occurred between the end of the 4th and beginning of the 3rd century B.C.

Below a floor surface left uncovered after the previous excavations, a large wall came to light (USM 709), below an accumulation of medium to large stones (US 678 interpretable as the collapse of the upper part of the large wall) The robust wall USM 708 is contemporary with US 685 (the last layer which abuts it), which produced shiny impasto pottery and archaic pottery of rather early date. The wall thus seems datable to a much earlier period than the Archaic, the earliest period documented so far in the western quarter of Monte Sannace. For the first time occupation dating to at least the Iron Age is documented also in the lower part of this ancient centre.

The area north of house 1 was investigated. Here, two rooms emerged on an east-west alignment: H and G, new house V, 2, separated from V, 1 by an _ambitus_. In room H, the bottoms of two reused sarcophaguses were uncovered in opposite corners, resting on large limestone boulders these can be interpreted as work surfaces. Numerous fragments of vitrified pottery, a large quantity of baked clay, ash and substantial fragments of carbonised wood were found. The pottery suggests a 3rd century B.C. date, the period in which the entire _insula_ saw a second phase of use. It is proposed that in this room part of the working (sarcophagus bases) and firing of clay (vitrified pottery) took place and that therefore small kilns were located along the north and west walls (remains of baked clay). At present it is possible to suggest only two occupation phases for room H as the walls were built in the first phase (4th century B.C.), in accordance with the known urban fabric of _insula_ V, and the excavated layers seem instead to give a later date (first half of the 3rd century B.C.). However, as regards room G there were certainly two occupation phases. The interpretation of the plan shows that all of its walls (except the east wall which divides it from room H) relate to the second phase. Below the 3rd century B.C. occupation layer were the layers of collapse/abandonment from the preceding 4th century phase and US 719, the related floor surface. Along the west wall there were 3 impasto pithoi, containing _enchytrismos_ burials coeval with the 4th century phase.

Media

Name
Monte Sannace
Year
2011
Summary
it L’indagine del 2011 ha interessato gli ambienti G, H e L e i vani M e N dell’ _insula_ V.

Lo scavo degli ambienti G e H è stato ripreso dalle unità stratigrafiche precedenti alle fasi di vita e alla stessa edificazione degli ambienti. Dall’ambiente H il rinvenimento della metà superiore di una statuetta fittile subarcaica a tutto tondo (h. cm 4). Ancora precedente è un piano di calpestio nel quale sono stati riconosciuti un buco per palo e un taglio probabilmente per una trave; nei pressi un coevo _enchytrismòs_ entro un _pithos_ di impasto. Alla stessa fase arcaica appartiene la documentazione dell’ambiente G (uno strato circolare di calcina, forse base di una colonna lignea, e un probabile piano di lavoro costituito da frammenti di uno stesso vaso accostati di piatto). La lettura complessiva dei resti dei contigui ambienti G e H fa pensare all’esistenza di una struttura capannicola, per quanto non ricostruibile, e comunque a una destinazione d’uso domestico dell’area, così come si conserverà nella fase ellenistica.

La nuova area di scavo, posta immediatamente a N degli ambienti G e H, non è occupata dal consueto avvicendarsi di ambienti abitativo/artigianali. A nord dell’ambiente G è stato messo in luce un altro ambiente (L), a nord e a est di questo un cortile a forma di ‘elle’ che segue l’andamento di una grossa canaletta. L’area indagata è chiusa a E da un ambiente con una importante soglia in tufo e a N da un ulteriore ambiente non del tutto messo in luce. L’ambiente L sembra appartenere alla seconda fase edilizia dell’ _insula_, databile ai primi decenni del III secolo a.C. Se così fosse e tenendo conto che anche gli ambienti M, Q, R dell’ _insula_ III appartengono alla fase edilizia più tarda, ne risulterebbe che nella prima fase edilizia delle _insulae_ III e V, databile alla II metà del IV, quest’area fosse sgombra da edifici e che la ‘Strada Nuova’ si aprisse su un ‘piazza’. Solo nella fase di III secolo l’area aperta fu occupata dall’ambiente L e dalla canaletta che lo costeggia, cambiando destinazione d’uso e funzione.

Nella canaletta, tramite un grande contenitore collocato nell’angolo SW del vano N, doveva essere convogliata l’acqua proveniente dai tetti, ma anche acqua intenzionalmente apportata in quantità tale da giustificare la portata del condotto. Ricordando che all’interno dell’ambiente H furono rinvenuti resti di fornaci e materiale argilloso di scarto, ipotizziamo che la canaletta fosse correlata alle attività di lavorazione dell’argilla.

L’ambiente L è risultato compromesso da un taglio operato da scavatori clandestini. Le evidenze archeologiche più interessanti sono di tipo funerario, in particolare per la fase arcaica. Si sono rinvenuti tre sarcofagi di adulto depredati e sconvolti. All’esterno di uno di questi si è rinvenuto un ripostiglio intatto contenente alcuni vasi fra cui un’olla geometrica di qualità molto elevata, databile ai venticinquenni centrali del VI secolo. Al di sopra del ripostiglio un’olla acroma al cui interno un vaso geometrico dello stesso orizzonte cronologico.
en The 2011 campaign concentrated on rooms G, H, L, M and N in insula V.

The excavations in rooms G and H recommenced at the layers preceding the occupation and building of the rooms. The upper part of a sub-archaic terracotta statuette (height 4 cm) was found in room H. A floor surface in which there was a posthole and cut, probably for a beam, was of earlier date. Close by was an _enchytrismòs_ burial, from the same period, inside an impasto _pithos_. In room G further evidence from the same archaic phase was uncovered (a circular layer of lime mortar, perhaps the base for a timber column, a probable work surface formed by the fragments of a pottery vessel). The excavation data from the contiguous rooms G and H suggests the existence of a hut structure, although this cannot be reconstructed. However, the area had a domestic function, as it did during the Hellenistic period.

The new excavation area, situated immediately to the north of rooms G and H, was not occupied by the usual sequence of residential/craft-working structures. North of room G, another room (L) was exposed, to the north and east of which was an “L” shaped courtyard following the line of a large channel. The area was closed to the east by a room with a substantial tufa threshold and to the north by another room (not fully excavated). Room L seemed to belong to the insula’s second construction phase, datable to the first decades of the 3rd century B.C. If this was the case, and bearing in mind that rooms M, Q and R of insula III belonged to the later construction phase, then in the first phase of insulae III and V (second half of the 4th century B.C.), this area would have been free of buildings and the ‘New Road’ would have led into a ‘piazza’. Only in the 3rd century phase was the open area occupied by room L and the channel running around it, changing the area’s use and function.

The channel must have carried rainwater from the roofs to a large container situated in the south-western corner of room N, but also enough water from another source to justify its capacity. As kiln remains and clay waste were found in room H, it is suggested that the channel was connected with clay-working activities.

Room L was disturbed by a cut made by illegal excavators. The most interesting archaeological material was of the funerary type, in particular for the archaic phase. Three robbed and damaged adult sarcophagi were found. Several vases, including a very high quality geometric jar datable to the middle twenty-five years of the 6th century B.C., had been placed in a deposit, still intact, to the exterior of one of the sarcophagi. Above the deposit was a plain ware jar inside which was a geometric vase of the same date.
Team
Supervisor - Fabio Galeandro

Media

Name
Monte Sannace
Year
2015
Summary
it La campagna di scavo 2015 ha interessato due diverse aree. Si è proseguito nell’indagine dell’area della pianura occidentale (insula III, ambiente T) e si è aperto un nuovo saggio di scavo ad ovest della strada ‘Cavallerizza’ (lato Putignano).

_Saggio I (Insula III) (Pianta 1)_
La fase relativa alla frequentazione più tarda, dei primi decenni del III secolo a.C., era stata esplorata durante il 2014, pertanto le unità stratigrafiche messe in luce nel 2015 sono precedenti a questo momento storico. Si è evidenziato uno strato povero di materiale archeologico, frutto dell’intenzionale livellamento operato per la sistemazione dell’area nella II metà del IV secolo. Al di sotto alcune evidenze relative alla precedente occupazione arcaico-classica.
Sono state rinvenute inoltre due sepolture. La tomba 1/2015 (V secolo a.C.) è un sarcofago con ripostiglio appartenente ad un infante. Due vasi all’interno del sarcofago; otto vasi nel ripostiglio fra cui un poppatoio (Fig. 1). All’esterno una _hydria_.
La tomba 2/2015 (II metà del IV secolo a.C.) è una tomba a fossa di adulto, accompagnato da un corredo composto da sette oggetti ceramici e una punta di giavellotto in ferro (Fig. 2).

_Saggio II (zona ‘Cavallerizza’) (Pianta 2)_

L’area era stata interessata da interventi precedenti di diversa natura: ad un sistematico depredamento imputabile a interventi clandestini aveva fatto seguito uno scavo per trincee da parte della Soprintendenza nel 1976, finalizzato all’esproprio dell’area e all’istituzione del Parco Archeologico.
Nella parte occidentale del saggio è emerso un ambiente rettangolare – ambiente A – orientato in senso N/S, (m 6,50 x 3,50). Nella parte orientale, adiacente all’ambiente A, sembra definirsi con maggiore certezza la sola presenza di un secondo ambiente – ambiente B – rettangolare, con orientamento E/W, (m 6 x 3,50).

L’ambiente A era attraversato dal taglio di una trincea, che intercettava una tomba a semicamera posta lungo l’asse nord-sud. Inoltre, l’ambiente era interessato dall’intervento di scavatori clandestini. Altri tagli sono stati operati invece in antico al fine dell’alloggiamento di tre tombe, la T. 1/2015 (semicamera), la T. 4/2015 ( _enchytrismòs_ nell’angolo NW dell’ambiente) e la T. 3/2015 (tomba a fossa posta lungo il muro occidentale).

La T. 3 è una tomba a fossa di adulto, privo di corredo. Il cranio poggiava in parte sulla vicina T. 4: un _pithos_ riverso, mancante della metà superiore. All’interno le ossa di un neonato.
La T. 1/2015 (Fig. 3) è una tomba a semicamera costituita da più filari di calcarenite (III secolo a.C.), le cui pareti erano rivestite da uno spesso strato di intonaco conservato in lembi, apparentemente privo di decorazione. Sul fondo pochi resti dell’originario corredo: un unguentario e due valve di conchiglia.

Nella limitata parte dell’ambiente B rimasta inviolata dagli interventi precedenti è possibile leggere la seguente successione stratigrafica: lo strato humifero copriva un crollo di tegole; al di sotto è stato possibile intercettare il piano di calpestio.
È stata rinvenuta una tomba a cassa, violata, di infante (T. 5/2015); conservato il solo corredo esterno (Fig. 4) che consente la datazione alla II metà del IV secolo a.C.

Pianta 1: Saggio I (Insulae III e V)
Pianta 2: Saggio II (zona Cavallerizza)

Fig. 1: Insula III, ambiente T, Tomba 1, corredo del sarcofago e del ripostiglio.
Fig. 2: Insula III, ambiente T, Tomba 2, deposizione e corredo.
Fig. 3: Saggio II ‘Cavallerizza’, Ambiente A, Tomba 1.
Fig. 4: Saggio II ‘Cavallerizza’, Ambiente B, Tomba 5, corredo esterno.
en The 2015 excavations involved work in two different areas. The investigation of the western plain (_insula_ III, room T) continued and a new trench was opened west of the ‘Cavallerizza’ road (Putignano side).

Trench I (_Insula_ III) (Plan 1)
The latest occupation phase, dating to the first decades of the 3rd century B.C., were excavated in 2014, therefore the stratigraphy investigated this season predates this historical period. A layer with scarce archaeological material was identified as the result of levelling in the area during the second half of the 4th century B.C. This overlay evidence of the Archaic-Classical occupation.

Two more burials were found. Tomb 1/2015 (5th century B.C.) was a sarcophagus with a cache containing an infant. Two vases were inside the sarcophagus; eight vessels in the cache including a feeding bottle (Fig. 1). Outside the sarcophagus, there was a _hydria_.
Tomb 2/2015 (2nd half of the 4th century B.C.) was the grave of an adult with a tomb group of seven ceramic vases and an iron javelin head (Fig. 2).

Trench II (‘Cavallerizza’ zone) (Plan 2)
In 1976, the Superintendency excavated trenches here following systematic clandestine digging, with the aim of expropriating the area and creating the Archaeological Park.
A rectangular room – room A – on a north-south alignment (6.50 x 3.50 m) emerged in the western part of this trench. In the eastern part, adjacent to room A, a second rectangular room was identified – room B - , on an east-west alignment (6 x 3.50 m).

Room A was cut by a trench that intercepted a semi-chamber tomb on the north-south axis. The, the room had been damaged by clandestine digging. Other cuts had occurred in antiquity in order to create three tombs, T. 1/2015 (semi-chamber), T. 4/2015 (_enchytrismos_ in the north-west corner of the room) and T. 3/2015 (grave along the west wall).
T. 3 was an adult grave, without grave goods. The cranium partially rested on the adjacent T. 4: the bottom part of a _pithos_ containing the remains of a newborn.

T. 1/2015 (Fig. 3), was a semi-chamber tomb constituted by several courses of calcarenite blocks (3rd century B.C.), whose walls were faced with a thick layer of plaster, preserved in patches, apparently without decoration. On the floor were few remains of the tomb group: an _unguentarium_ and two shell valves.
In the limited part of room B that was not touched by previous interventions, the following stratigraphy was identified: humus covering a tile collapse; below this the floor surface.
An infant burial in an “a cassa” tomb (T. 5/2015) was identified. This had been robbed and only the external grave goods were preserved (Fig. 4), which date the burial to the mid 4th century B.C.
Summary Author
Paola Palmentola

Media

  • De Juliis 1995
    E.M. De Juliis, 1995, Gioia del Colle (Bari), Monte Sannace, in Taras XV, 1, 72-73.
  • De Juliis, Palmentola 1999
    E.M. De Juliis, P. Palmentola, 1999, Gioia del Colle (Bari), Monte Sannace, in Taras XIX, 1: 60-62.
  • Galeandro 2000
    F. Galeandro, 2000, Gioia del Colle (Bari), Monte Sannace – Acropoli. Area G3, in Taras XX, 1-2: 61-62.
  • Galeandro 2001
    F. Galeandro, 2001, Gioia del Colle (Bari), Monte Sannace – Acropoli. Area G3, in Taras XXI, 1: 76-79.
  • Galeandro 2002
    F. Galeandro, 2002, Gioia del Colle (Bari), Monte Sannace – Pianura. Insula II, in Taras XXII, 1-2: 56-59.
  • Galeandro 2002-2003
    F. Galeandro, 2002-2003, Gioia del Colle (Bari), Monte Sannace - Pianura. Insula II – Fase I. Pianura. Insula II – Strada della ‘Casa ellenistica’. Pianura. Insula III – Ambienti C e D. Pianura. Insula III – La tomba a semicamera, in Taras XXIII, 1-2: 86-90, 97-98, 104-107, 107-109.
  • Galeandro, Palmentola 2002-2003
    F. Galeandro, P. Palmentola, 2002-2003, Gioia del Colle (Bari), Castello Normanno-Svevo. Mostra: Abitare in Peucezia. Una casa a Monte Sannace nel corso di tre secoli, in Taras XXIII, 1-2: 323-325.
  • Palmentola 2000
    P. Palmentola, 2000, Gioia del Colle (Bari), Monte Sannace, Acropoli. Area D, in Taras XX, 1-2: 62-64.
  • Palmentola 2001
    P. Palmentola, 2001, Gioia del Colle (Bari), Monte Sannace, Acropoli. Area D, in Taras XXI, 1: 79-82.
  • Palmentola 2002
    P. Palmentola, 2002, Gioia del Colle (Bari), Monte Sannace, Acropoli. Area D, in Taras XXII, 1: 53-56.
  • Palmentola 2003
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  • Palmentola 2010
    P. Palmentola, 2010, Organizzazione degli spazi abitativi nel periodo ellenistico: l’esempio di Monte Sannace, in L. Todisco (a cura di), La Puglia centrale dall’Età del Bronzo all’Alto Medioevo. Archeologia e Storia. Atti del Convegno di Studi (Bari, 15-16 giugno 2009), Roma: 207-213.
  • Galeandro, Palmentola 2009
    F. Galeandro, P. Palmentola, 2009, Gioia del Colle (Bari). Monte Sannace, in Verso la città. Forme insediative in Lucania e nel mondo italico fra IV e III sec.a.C., Venosa, Castello Pirro del Balzo, 13-14 maggio 2006, Bari: 317-326.
  • Galeandro 2010
    F. Galeandro, 2010, Gioia del Colle (Bari), Monte Sannace. Abitato. Insula III - Casa 3, amibente P; Casa 4, ambiente N (pp. 108-114), in Notiziario delle Attività di Tutela. Gennaio2004-Dicembre 2005 (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia) Nuova Serie I, 1-2.
  • Palmentola c.s.d.
    P. Palmentola, c.s.d., Uno spazio pubblico nella Monte Sannace della seconda metà del IV secolo a.C., in Taras 2015.

Location

Ancient Site Name
Thuriae (?)
Location
Gioia del Colle (BA)
Easting
16.968203
Northing
40.83295