Name
a nord dell’ex Cava Torvisabbia
Date Range
2300 BC – 800 BC
31 BC – 100
Monuments
Villa
Kiln

Seasons

  • AIAC_2279 - a nord dell’ex Cava Torvisabbia - 2009
    _Età romana_ In prossimità dell’antico corso della roggia Castra, oggi a secco e sostituito in epoca recente da un canale con argini sopraelevati, nel saggio A sono emersi i resti di un edificio monovano, di forma rettangolare (misure 10,60 metri per 7,20 metri= circa 35 x 24 piedi romani) con i muri orientati est-ovest e nord-sud. Sono state individuate almeno due fasi edilizie: la più antica con pietre, laterizi e cocciopesto e la più recente solo con laterizi e cocciopesto. In un approfondimento mirato è stata individuata la fondazione muraria costituita da cocciopesto realizzata colando il materiale allo stato liquido in casseforme formate da tavole di legno, sostenute da paletti i cui buchi sono in parte stati rinvenuti. La pavimentazione – poggiata direttamente sullo strato naturale di ghiaino - era formata da grandi lastroni in cotto o in tegole ad alette rovesciate di cui sono stati ritrovati due elementi ributtati. Questa particolare tecnica edilizia e la copiosa presenza di laterizi (tegole, coppi, lastre, mattoni anche bollati nella quasi totalità Ti Nucula o varianti) negli strati di distruzione presuppongono una notevole disponibilità di materiale assicurata, in età antica, dalla presenza di fornaci in zona. La struttura, interpretata come magazzino e non come spazio abitativo, non supera la prima età imperiale a giudicare dai frammenti ceramici ritrovati. Si tratta di un ambiente di servizio pertinente a una villa romana distrutta negli anni ’70 del secolo scorso per realizzare una cava di sabbia. Di grande interesse il fatto che l’edificio risulti perfettamente orientato est-ovest nel senso della lunghezza. Esso appare dunque indipendente rispetto agli assi portanti della centuriazione aquileiese e corrisponde all’orientamento della villa rustica di Pavia di Udine (nella fase datata alle metà del I sec. a.C.) e alle tracce della centuriazione individuate nella zona di Tricesimo, datate secondo le ricerche più recenti entro i primi decenni del I sec. a.C. _Età preromana_ A ovest dell’edificio romano alcuni sondaggi presso il vecchio corso della roggia Castra, hanno mostrato una frequentazione in età preromana, con la presenza di un piano di lavorazione della ceramica costituito da uno spianamento di frammenti di terracotta pertinenti probabilmente a installazioni artigianali o fornetti, con strati di obliterazione (con tre frammenti di ceramica uno riferibile dubitativamente all’età del bronzo e due all’età del ferro) tagliati da una serie plurima di arativi romani a testimoniare che nell’area la lavorazione dell’argilla e la produzione della terracotta ebbero una tradizione plurisecolare. Diffusi sono i frammenti di impasto grezzo e lisciato forse interpretabili come rivestimenti parietali e due frammenti di pesi troncopiramidali, di incerta funzione, con confronti dagli scavi protostorici di Concordia.
  • AIAC_2279 - a nord dell’ex Cava Torvisabbia - 2010
    Dopo la riapertura e la ridefinizione del saggio C, è seguita l’apertura di una trincea est-ovest perpendicolare a quella dell’anno precedente. La situazione evidenziata, particolarmente interessante, è stata compresa con maggiore chiarezza rispetto al 2009. Alla base della sequenza stratigrafica nota, si estende US 37, sistemazione areale di frammenti di concotti di età protostorica e qualche raro frammento di ceramica di età del bronzo/età del ferro, scaricati e compattati in una matrice argilloso-sabbiosa grigiastra, su cui si deposita uno strato di uso/abbandono con una matrice di ghiaie fini spigolose e frammenti di concotto e ceramica dello stesso arco cronologico, sparsi come esito dell’alterazione dello strato sottostante (US 38). Si tratta con ogni probabilità di una sponda strutturata lungo un alveo di un antico corso d’acqua che, ancora in età protostorica, si è impaludato. Infatti, questo è dimostrato dal fatto che verso ovest si individua uno strato di colore marrone nerastro con rarissimi frammenti di concotto (US 60), che copre a lembo in modo irregolare US 38 e si approfondisce, prima progressivamente, poi nettamente per almeno 1 metro, come evidenziato da un carotaggio. La sistemazione US 37 sembra essere connessa con lo substrato di ghiaia e sabbia US 43, che risulta abbassarsi nettamente di quota in corrispondenza dell’alveo naturale, secondo un fronte documentato per almeno 5 metri, lungo una fascia che si estende da nordovest verso sudest. Nell’area indagata è stato individuato parzialmente un antico taglio di distruzione (US - 40) di una struttura non definibile (fornace?), ma in fase con la sistemazione basale. All’interno, vengono identificati vari scarichi, sia primari sia rielaborati, di frammenti di materiale non vascolare (concotti), cenere e frustuli carboniosi. In seguito, con il progressivo abbandono dell’area ma sempre in età protostorica, ulteriori tagli areali distruggono e rielaborano gli strati preesistenti, risparmiando la situazione stratigrafica precedente solo parzialmente. Di seguito, sono stati individuati due arativi che si sovrappongono: il primo sicuramente di epoca romana (US -48, 49) e il secondo di epoca romana o posteriore (US -51, 52). Dalla sezione sembra evidente che questi tagli tendano ad approfondirsi da est verso ovest, a rimarcare una probabile differenza di quote dovuta a una situazione geomorfologia precedente. Sulla sezione verso est, si nota come il taglio US -48 abbia un andamento sinuoso dall’alto verso il basso a distanze più o meno regolari: l’ipotesi più convincente rimanda ai solchi arativi che, sulla base del rinvenimento di uno di essi in piano che intercetta lo strato di ghiaia, avevano andamento nordovest/sudest con orientamento di circa 320° Nord. La cartografia attuale sembra mettere in evidenza che l’area dove è stato rinvenuto l’ambiente di età romana (scavi 2009), abbia una quota sul livello del mare attorno a +4.5 metri, mentre l’area oltre la roggia, tra +1.8 e 4.0 metri. Ciò indicherebbe che la frequentazione antropica già in età antica si fosse concentrata sul punto più alto della zona, mentre le aree più basse erano forse soggette a impaludamenti per le presenza di piccoli corsi d’acqua, come evidenziato dallo strato di intorbamento messo in luce in alcune trincee.

Media

Name
a nord dell’ex Cava Torvisabbia
Year
2009
Summary
it _Età romana_

In prossimità dell’antico corso della roggia Castra, oggi a secco e sostituito in epoca recente da un canale con argini sopraelevati, nel saggio A sono emersi i resti di un edificio monovano, di forma rettangolare (misure 10,60 metri per 7,20 metri= circa 35 x 24 piedi romani) con i muri orientati est-ovest e nord-sud. Sono state individuate almeno due fasi edilizie: la più antica con pietre, laterizi e cocciopesto e la più recente solo con laterizi e cocciopesto. In un approfondimento mirato è stata individuata la fondazione muraria costituita da cocciopesto realizzata colando il materiale allo stato liquido in casseforme formate da tavole di legno, sostenute da paletti i cui buchi sono in parte stati rinvenuti. La pavimentazione – poggiata direttamente sullo strato naturale di ghiaino - era formata da grandi lastroni in cotto o in tegole ad alette rovesciate di cui sono stati ritrovati due elementi ributtati. Questa particolare tecnica edilizia e la copiosa presenza di laterizi (tegole, coppi, lastre, mattoni anche bollati nella quasi totalità Ti Nucula o varianti) negli strati di distruzione presuppongono una notevole disponibilità di materiale assicurata, in età antica, dalla presenza di fornaci in zona.

La struttura, interpretata come magazzino e non come spazio abitativo, non supera la prima età imperiale a giudicare dai frammenti ceramici ritrovati. Si tratta di un ambiente di servizio pertinente a una villa romana distrutta negli anni ’70 del secolo scorso per realizzare una cava di sabbia.

Di grande interesse il fatto che l’edificio risulti perfettamente orientato est-ovest nel senso della lunghezza. Esso appare dunque indipendente rispetto agli assi portanti della centuriazione aquileiese e corrisponde all’orientamento della villa rustica di Pavia di Udine (nella fase datata alle metà del I sec. a.C.) e alle tracce della centuriazione individuate nella zona di Tricesimo, datate secondo le ricerche più recenti entro i primi decenni del I sec. a.C.

_Età preromana_

A ovest dell’edificio romano alcuni sondaggi presso il vecchio corso della roggia Castra, hanno mostrato una frequentazione in età preromana, con la presenza di un piano di lavorazione della ceramica costituito da uno spianamento di frammenti di terracotta pertinenti probabilmente a installazioni artigianali o fornetti, con strati di obliterazione (con tre frammenti di ceramica uno riferibile dubitativamente all’età del bronzo e due all’età del ferro) tagliati da una serie plurima di arativi romani a testimoniare che nell’area la lavorazione dell’argilla e la produzione della terracotta ebbero una tradizione plurisecolare. Diffusi sono i frammenti di impasto grezzo e lisciato forse interpretabili come rivestimenti parietali e due frammenti di pesi troncopiramidali, di incerta funzione, con confronti dagli scavi protostorici di Concordia.
en _Roman period_

Close to the ancient course of the Castra irrigation ditch, now dry and recently substituted by a channel with raised banks, excavations in trench A uncovered the remains of a single roomed building. Rectangular in plan (10.60 m x 7.20 m = circa 35 x 24 Roman feet) its walls were oriented east-west and north-south. At least two construction phases were identified: the earliest using stones, brick and mortar and the later phase using only brick and mortar. A further intervention in the trench identified the foundation constituted by concrete, which had been poured in liquid form into shuttering formed by wooden planks supported by posts. A number of these post holes were found. The flooring – resting directly on a natural stratum of gravel – was made up of large terracotta slabs or upside down winged tiles, of which two dumped examples were found. This particular building technique and the abundance of tiles, imbrices, slabs and bricks, (almost all stamped with Ti Nucula or variants), in the destruction layers, suggests that in the antique period the supply of materials was guaranteed by the presence of kilns in the area.

On the basis of the pottery evidence the structure, interpreted as a storage facility and not as a dwelling, did not survive beyond the early imperial period. This was a service room belonging to a Roman villa destroyed during the 1970s when sand quarrying began.

The fact that the building was on a perfect east-west alignment on its long side was of great interest. It therefore appeared independent with respect to the principal centuriation axes at Aquileia and corresponded with the alignment of the rustic villa at Pavia di Udine (in its mid 1st century B.C. phase) and the traces of centuriation identified in the area of Tricesimo, which recent research dates to within the first decades of the 1st century B.C.

_Pre-Roman period_

Evidence for pre-Roman occupation came to light to the west of the Roman building in a number of trenches near the old course of the Castra irrigation ditch. This evidence comprised a surface for pottery working in the form of a levelled area of terracotta fragments probably pertaining to craft-working installations or small kilns and obliteration layers (with three pottery fragments one perhaps of Bronze Age date and two from the iron Age) cut by a series of Roman ploughed surfaces. Therefore, it seems that clay working and the production of terracotta were a tradition in the area over several centuries. There were numerous fragments of coarse and smooth impasto, perhaps interpretable as wall facing, and two fragments of truncated pyramid shaped weights of uncertain function which find parallels in the prehistoric excavations at Concordia.
Summary Author
Giovanni Filippo Rosset
Director
Maurizio Buora
Team
Archaeologist - Marta Pilosio
Archaeologist - Luca Ferracin
Archaeologist - Mariagiulia Cignacco
Archaeologist - Gian Andrea Cescutti
Archaeologist - Salvatore Pino Fazio
Archaeologist - Giuliano Grosso

Media

Name
a nord dell’ex Cava Torvisabbia
Year
2010
Summary
it Dopo la riapertura e la ridefinizione del saggio C, è seguita l’apertura di una trincea est-ovest perpendicolare a quella dell’anno precedente.
La situazione evidenziata, particolarmente interessante, è stata compresa con maggiore chiarezza rispetto al 2009.

Alla base della sequenza stratigrafica nota, si estende US 37, sistemazione areale di frammenti di concotti di età protostorica e qualche raro frammento di ceramica di età del bronzo/età del ferro, scaricati e compattati in una matrice argilloso-sabbiosa grigiastra, su cui si deposita uno strato di uso/abbandono con una matrice di ghiaie fini spigolose e frammenti di concotto e ceramica dello stesso arco cronologico, sparsi come esito dell’alterazione dello strato sottostante (US 38). Si tratta con ogni probabilità di una sponda strutturata lungo un alveo di un antico corso d’acqua che, ancora in età protostorica, si è impaludato. Infatti, questo è dimostrato dal fatto che verso ovest si individua uno strato di colore marrone nerastro con rarissimi frammenti di concotto (US 60), che copre a lembo in modo irregolare US 38 e si approfondisce, prima progressivamente, poi nettamente per almeno 1 metro, come evidenziato da un carotaggio.

La sistemazione US 37 sembra essere connessa con lo substrato di ghiaia e sabbia US 43, che risulta abbassarsi nettamente di quota in corrispondenza dell’alveo naturale, secondo un fronte documentato per almeno 5 metri, lungo una fascia che si estende da nordovest verso sudest.
Nell’area indagata è stato individuato parzialmente un antico taglio di distruzione (US - 40) di una struttura non definibile (fornace?), ma in fase con la sistemazione basale. All’interno, vengono identificati vari scarichi, sia primari sia rielaborati, di frammenti di materiale non vascolare (concotti), cenere e frustuli carboniosi.

In seguito, con il progressivo abbandono dell’area ma sempre in età protostorica, ulteriori tagli areali distruggono e rielaborano gli strati preesistenti, risparmiando la situazione stratigrafica precedente solo parzialmente.

Di seguito, sono stati individuati due arativi che si sovrappongono: il primo sicuramente di epoca romana (US -48, 49) e il secondo di epoca romana o posteriore (US -51, 52).
Dalla sezione sembra evidente che questi tagli tendano ad approfondirsi da est verso ovest, a rimarcare una probabile differenza di quote dovuta a una situazione geomorfologia precedente.
Sulla sezione verso est, si nota come il taglio US -48 abbia un andamento sinuoso dall’alto verso il basso a distanze più o meno regolari: l’ipotesi più convincente rimanda ai solchi arativi che, sulla base del rinvenimento di uno di essi in piano che intercetta lo strato di ghiaia, avevano andamento nordovest/sudest con orientamento di circa 320° Nord.

La cartografia attuale sembra mettere in evidenza che l’area dove è stato rinvenuto l’ambiente di età romana (scavi 2009), abbia una quota sul livello del mare attorno a +4.5 metri, mentre l’area oltre la roggia, tra +1.8 e 4.0 metri. Ciò indicherebbe che la frequentazione antropica già in età antica si fosse concentrata sul punto più alto della zona, mentre le aree più basse erano forse soggette a impaludamenti per le presenza di piccoli corsi d’acqua, come evidenziato dallo strato di intorbamento messo in luce in alcune trincee.
en Following the reopening of trench C, an east-west trench at a right angle to that of the previous year was opened.
A particularly interesting situation emerged and was better defined with respect to 2009.

The US 37 was seen to extend at the base of the known stratigraphic sequence. This was a surface comprising fragments of prehistoric baked clay and occasional fragments of Bronze/Iron Age pottery, dumped and compacted in a greyish clay-sand matrix. This was overlain by an occupation/abandonment layer containing scattered small, sharp gravel and baked clay and pottery fragments of the same date, resulting from the alteration of the layer below (US 38). This was probably a man-made bank along the course of an ancient river which, still in the prehistoric period, became a marsh. This was in fact demonstrated by the identification towards the west of a blackish brown layer with very occasional baked clay fragments (US 60), patches of which covered US 38, and deepened at first gradually and then suddenly to at least one metre, as shown by core sampling.

The organisation of US 37 seemed to be connected with the gravel and sand substratum US 43, whose level descended notably in correspondence with the natural riverbed, along a front documented for at least 5 metres, extending from north-west to south-east.
In the excavated area an ancient robber trench (US - 40) of an undefinable structure (kiln?), in phase with the basal layer, was partially uncovered. The cut contained various dumps, both primary and secondary, of baked clay fragments, ash and charcoal.

Subsequently, with the area’s progressive abandonment, but still in the prehistoric period, further cuts destroyed and altered the pre-existing layers, only partially sparing the preceding stratigraphic situation.

Two overlying levels of plough soil were identified: the first certainly Roman (US -48, 49), the second either Roman or later (US -51, 52). From the section it was clear that these cuts tended to deepen from west to east, marking a difference in height probably due to a preceding geomorphological situation. In the eastern part of the section it was seen that cut US 48 formed a wavy line from the top towards the bottom, the spacing more or less regular. The most convincing hypothesis is that this represents plough furrows, which on the basis of the discovery of one in plan cutting the gravel layer, ran north-west/south-east and were orientated to circa 320° North.

Modern maps seem to show that the area of the Roman structure (found in 2009) is at 4.5 m a.s.l., whilst the area beyond the irrigation ditch lies at between 1.8 and 4.00 m a.s.l. This seems to indicate that already in antiquity occupation was concentrated on the highest part of the area, whilst the lower areas may have been subject to swamping caused by the presence of small water courses, as attested by the peat layer seen in some trenches.
Summary Author
Giovanni Filippo Rosset
Team
Archaeologist - Luca Ferracin
Archaeologist - Daniele Callari
Archaeologist - Sveva Russo
Field director - Maurizio Buora

Media

Location

Location
Castions delle Mura
Easting
13.290972
Northing
45.831464