Name
Area Teatro di Marcello e Portico di Ottavia
Date Range
100 BC – 1900
Monuments
Portico
Cemetery

Seasons

  • AIAC_963 - Area Teatro di Marcello e Portico di Ottavia - 2006
    The portico of Octavia was created by Augustus (27-23 B.C.) who restructured the earlier portico of Metellus opposite the Circus Flaminius and rededicated the monument to his sister Octavia. The Metellan construction (146 B.C.) was the first quadriportico in the city. The great podium in opus quadratum and incertum is partially known. In its interior were the temples of Jupiter Statoris and Juno Regina. The Augustan alterations virtually maintained the same dimensions but monumentalised the southern entrance which was enlarged by the addition of the propylaeum and a projecting structure in front of it. Further restoration, also of a substantial nature, was carried out under Septimius Severus at the beginning of the 3rd century A.D.; most of the remains that are visible today are from that phase. In the following centuries the area underwent great transformations linked to the use of the area for religious (in the 8th century the church of S. Angelo in Pescheria was founded) and civil purposes (the creation of the fish market). The investigations undertaken in 2000-2001 clarified the dimensions and characteristics of the forepart of the Augustan podium. A large part of the 11th-12th century cemetery connected to the church was also uncovered. The tombs, mostly intact, in masonry or multiple earthen graves, belonged to individuals of various ages and were covered with stone slabs. The infant burials were grouped together in one sector. There was no excavation in 2005 but static monitoring was undertaken on the propylaeum. (MiBAC)
  • AIAC_963 - Area Teatro di Marcello e Portico di Ottavia - 2010
    Il Portico d'Ottavia è stato oggetto negli anni recenti di una serie di lavori di scavo, restauro e sistemazione archeologica, che hanno notevolmente migliorato la comprensione e la fruizione del monumento. Attualmente, infatti, è visibile la maggior parte della zona frontale del porticato, con il propileo centrale di accesso; inoltre sono venute in luce numerose strutture relative agli interventi medievali legati alla chiesa di sant'Angelo in Pescheria. L'indagine archeologica, iniziata nel 2010 e tuttora in corso nel settore interno del propileo, ha dato notevoli risultati scientifici: ha permesso di definire le caratteristiche del cimitero della chiesa e contestualmente ha messo in luce alcuni elementi delle fasi precedenti. Infatti, scavando all'interno delle tombe (che si spingono in profondità nella struttura romana) si sono rinvenuti alcuni tratti di murature in cementizio con rivestimento in opera incerta, da riferire all'accesso monumentale dell'edificio di epoca repubblicana, eretto da Metello intorno alla metà del II secolo a. C. Tale ritrovamento conferma per la zona posteriore quanto già osservato nella facciata anteriore: l'edificio in età repubblicana non era provvisto di propileo sporgente, ma l'accesso doveva avere sicuramente un aspetto monumentale: infatti le murature del basamento, che risultano allineate con quelle del porticato, avevano un tale spessore da far ritenere che supportassero una struttura ben più pesante ed importante di quelle delle ali. Interessante risulta poi la scoperta di un ulteriore tratto di muratura, sempre con rivestimento in opera incerta, di considerevole spessore, addossato a quello perimetrale posto verso l'interno del quadriportico. Altri dati sono venuti in luce per quanto attiene alla fase augustea del monumento, in particolare la scoperta di alcuni tratti dei muri frontale e posteriore del basamento del propileo ha evidenziato differenze nella esecuzione e nell'uso dei materiali, mentre per l'età severiana si è confermato il fenomeno del riuso di pezzi più antichi. In epoca medievale la costruzione della chiesa provoca trasformazioni di grandi entità: l’indagine archeologica ha evidenziato la presenza di un tessuto ininterrotto di vani tombali nell’intera area indagata, ad esclusione dello spazio antistante l’intercolumnio centrale. Sono state individuate 19 tombe (per il momento ne sono state scavate completamente 8 e parzialmente altre 4). La situazione stratigrafica si è rivelata estremamente più complessa e più ricca di dati rispetto alle sepolture già note del propileo, nonostante la presenza di una grossa fossa di spoliazione. Le tombe sono di dimensioni relativamente 'regolari' (larghezza: 50-93 cm e lunghezza: 200-220 cm), con orientamento coerente con le murature romane, ma non omogeneo tra di loro. Anche la profondità è variabile, anche se accentuata; infatti, ad eccezione di una forma terragna, tutte le tombe sono multiple del tipo 'a cassone': alcune sono ossari contraddistinte da ossa in seconda giacitura, altre contengono individui in prima giacitura, talvolta affiancati tra loro e, comunque, accompagnati quasi sempre da resti infantili. Le fosse sono quasi sempre foderate in muratura, per lo più in laterizio di discreta qualità, talvolta arricchite da inserti marmorei di recupero; in alcune tombe sono presenti setti lapidei che dividono trasversalmente il vano. La cronologia del cimitero sembrerebbe da ascrivere tra fine X e inizio XII secolo, tuttavia potrà essere ulteriormente definita dallo studio dei reperti ceramici e delle numerose monete rinvenute.

Media

Name
Area Teatro di Marcello e Portico di Ottavia
Year
2006
Summary
en The portico of Octavia was created by Augustus (27-23 B.C.) who restructured the earlier portico of Metellus opposite the Circus Flaminius and rededicated the monument to his sister Octavia. The Metellan construction (146 B.C.) was the first quadriportico in the city. The great podium in opus quadratum and incertum is partially known. In its interior were the temples of Jupiter Statoris and Juno Regina.

The Augustan alterations virtually maintained the same dimensions but monumentalised the southern entrance which was enlarged by the addition of the propylaeum and a projecting structure in front of it.

Further restoration, also of a substantial nature, was carried out under Septimius Severus at the beginning of the 3rd century A.D.; most of the remains that are visible today are from that phase.
In the following centuries the area underwent great transformations linked to the use of the area for religious (in the 8th century the church of S. Angelo in Pescheria was founded) and civil purposes (the creation of the fish market).

The investigations undertaken in 2000-2001 clarified the dimensions and characteristics of the forepart of the Augustan podium. A large part of the 11th-12th century cemetery connected to the church was also uncovered. The tombs, mostly intact, in masonry or multiple earthen graves, belonged to individuals of various ages and were covered with stone slabs. The infant burials were grouped together in one sector.

There was no excavation in 2005 but static monitoring was undertaken on the propylaeum. (MiBAC)
it Il portico di Ottavia è stato costruito da Augusto (27-23 a.C.) intervenendo sul più antico Portico di Metello prospiciente il Circo Flaminio e ridedicando il monumento a nome della sorella Ottavia. La costruzione dell’età di Metello (146 a.C.) costituì il primo quadriportico della città del quale si conosce parzialmente il grande podio in opera quadrata ed incerta. All’interno si trovavano i templi di Giove Statore e di Giunone Regina.

Il rifacimento augusteo manteneva approssimativamente le stesse dimensioni, ma con la monumentalizzazione della entrata meridionale, ampliata con il propileo ed un corpo sporgente antistante.

Ulteriori restauri, peraltro di grande portata, sono stati eseguiti sotto Settimio Severo all’inizio del III sec. d.C.; i resti tuttora visibili appartengono per lo più a questa fase.

Nei secoli successivi la zona è stata interessata da grandi trasformazioni legate all’utilizzo dell’area per scopi religiosi (nell’VIII secolo viene fondata la chiesa di S. Angelo in Pescheria) e civili (viene istituito il mercato del pesce).

Le indagini del 2000-2001 hanno chiarito le dimensioni e le caratteristiche dell’avancorpo del podio di età augustea. E’ inoltre venuto in luce buona parte del cimitero annesso alla chiesa, databile tra il IX ed il XII secolo: le tombe, in gran parte integre, in muratura o fossa terragna, multiple, appartengono ad individui di età varia e presentano lastre di copertura. Non mancano bambini, riuniti in uno stesso settore.

Nel 2005 non sono stati eseguiti scavi, ma solo il monitoraggio statico del propileo.
Summary Author
MiBAC
Team
Archaeologist representing the Soprintendenza - Roberto Egidi
Archaeologist representing the Soprintendenza - Claudio Mocchegiani (1997-2005)
Archaeologist representing the Soprintendenza - Edoardo Gatti (1995)
Field director - Paola Ciancio Rossetto

Media

Name
Area Teatro di Marcello e Portico di Ottavia
Year
2010
Summary
it Il Portico d'Ottavia è stato oggetto negli anni recenti di una serie di lavori di scavo, restauro e sistemazione archeologica, che hanno notevolmente migliorato la comprensione e la fruizione del monumento. Attualmente, infatti, è visibile la maggior parte della zona frontale del porticato, con il propileo centrale di accesso; inoltre sono venute in luce numerose strutture relative agli interventi medievali legati alla chiesa di sant'Angelo in Pescheria.

L'indagine archeologica, iniziata nel 2010 e tuttora in corso nel settore interno del propileo, ha dato notevoli risultati scientifici: ha permesso di definire le caratteristiche del cimitero della chiesa e contestualmente ha messo in luce alcuni elementi delle fasi precedenti.

Infatti, scavando all'interno delle tombe (che si spingono in profondità nella struttura romana) si sono rinvenuti alcuni tratti di murature in cementizio con rivestimento in opera incerta, da riferire all'accesso monumentale dell'edificio di epoca repubblicana, eretto da Metello intorno alla metà del II secolo a. C. Tale ritrovamento conferma per la zona posteriore quanto già osservato nella facciata anteriore: l'edificio in età repubblicana non era provvisto di propileo sporgente, ma l'accesso doveva avere sicuramente un aspetto monumentale: infatti le murature del basamento, che risultano allineate con quelle del porticato, avevano un tale spessore da far ritenere che supportassero una struttura ben più pesante ed importante di quelle delle ali. Interessante risulta poi la scoperta di un ulteriore tratto di muratura, sempre con rivestimento in opera incerta, di considerevole spessore, addossato a quello perimetrale posto verso l'interno del quadriportico.

Altri dati sono venuti in luce per quanto attiene alla fase augustea del monumento, in particolare la scoperta di alcuni tratti dei muri frontale e posteriore del basamento del propileo ha evidenziato differenze nella esecuzione e nell'uso dei materiali, mentre per l'età severiana si è confermato il fenomeno del riuso di pezzi più antichi.

In epoca medievale la costruzione della chiesa provoca trasformazioni di grandi entità: l’indagine archeologica ha evidenziato la presenza di un tessuto ininterrotto di vani tombali nell’intera area indagata, ad esclusione dello spazio antistante l’intercolumnio centrale.

Sono state individuate 19 tombe (per il momento ne sono state scavate completamente 8 e parzialmente altre 4). La situazione stratigrafica si è rivelata estremamente più complessa e più ricca di dati rispetto alle sepolture già note del propileo, nonostante la presenza di una grossa fossa di spoliazione.

Le tombe sono di dimensioni relativamente 'regolari' (larghezza: 50-93 cm e lunghezza: 200-220 cm), con orientamento coerente con le murature romane, ma non omogeneo tra di loro. Anche la profondità è variabile, anche se accentuata; infatti, ad eccezione di una forma terragna, tutte le tombe sono multiple del tipo 'a cassone': alcune sono ossari contraddistinte da ossa in seconda giacitura, altre contengono individui in prima giacitura, talvolta affiancati tra loro e, comunque, accompagnati quasi sempre da resti infantili.

Le fosse sono quasi sempre foderate in muratura, per lo più in laterizio di discreta qualità, talvolta arricchite da inserti marmorei di recupero; in alcune tombe sono presenti setti lapidei che dividono trasversalmente il vano.

La cronologia del cimitero sembrerebbe da ascrivere tra fine X e inizio XII secolo, tuttavia potrà essere ulteriormente definita dallo studio dei reperti ceramici e delle numerose monete rinvenute.
en In recent years a series of archaeological interventions in the Portico d’Ottavia which have considerably improved the comprehension and fruition of the monument. In fact, at present most of the front part of the portico, with the central entrance propylaeum, is visible. Furthermore, numerous structures came to light relating to medieval interventions linked to the church of Sant’Angelo in Pescheria.

The ongoing excavation, begun in 2010, in the interior of the _propylaeum_, has produced important results showing that this was a cemetery church and also revealed some elements from earlier phases.

Excavation of the tombs (which cut into the Roman structure) revealed several sections of wall, made up of an _opus caementicium_ core and _opus incertum_ facing. These belonged to the monumental entrance of the Republican building erected by _Metellus_ sometime around the mid-2nd century B.C. This find confirmed for the rear area what had already been documented for the anterior facade: in the Republican period the building did not have a projecting propylaeum, but the entrance must certainly have had a monumental appearance. In fact, the walls of the base, which were aligned with those of the portico, were of a thickness suggesting they supported a much heavier and more imposing structure than that of the wings. Also of interest was the discovery of a further stretch of very thick wall, again with _opus incertum_ facing, abutting the perimeter wall towards the interior of the _quadriporticus_.

Further data came to light regarding the Augustan phase of the monument, in particular the discovery of several stretches of the front and back wall of the propylaeum’s base highlighted the differences in construction technique and use of materials. For the Severan period the phenomenon of reusing earlier materials was confirmed.

In the medieval period the construction of the church caused large-scale changes. The excavation has documented the presence of an uninterrupted network of tombs across all of the investigated area, except for the space in front of the central _intercolumnium_.

Nineteen tombs were identified (to date 8 fully and 4 partially excavated). The stratigraphy was far more complex and rich in finds than the burials already known from the propylaeum, despite the presence of a large robber trench.

The tombs were quite ‘regular’ in size (50-93 cm wide and 200-220 cm long), on the same alignment as the Roman walls, but not uniformly aligned among themselves. The depth was also variable. With the exception of one earth grave all the tombs were multiple burials inside ‘a cassone’ tombs. Some were ossuaries with bones in secondary deposition, other contained individuals in primary deposition, some placed side by side and almost always accompanied by infant remains.

Most of the graves lined in moderately good quality brick, sometimes with reused marble inserts. Some tombs also had stone dividing walls.

The cemetery chronology seems to fall between the end of the 10th and beginning of the 12th century, however study of the pottery and numerous coins found will further define this dating.
Summary Author
Paola Ciancio Rossetto
Funding Body
Roma Capitale
Team
Archaeologist - Giovanni Caruso
Archaeologist - Marialetizia Buonfiglio
Field director - Laura Casadei

Media

Location

Ancient Site Name
Porticus Octaviae
Location
Roma
Easting
12.4791701695
Northing
41.8923974894