- Item
- AIAC_822
- Name
- Area B Sud Porta Nocera
- Date Range
- 50 – 79
- Monuments
- Tomb
Seasons
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AIAC_822 - Area B Sud Porta Nocera - 2006L’obiettivo principale del progetto è quello di gettare luce sulle condizioni religiose e sociali degli abitanti di Pompei attraverso l’indagine di aree sepolcrali e necropoli. Una parte centrale del progetto è l’indagine sistematica delle stele funerarie denominate _columellae_. La parte iniziale della ricerca è limitata all’area sepolcrale della _gens Calventia_ (Area B Sud Porta di Nocera). Tale spazio è composto da un’area rettangolare (3.40 x 4.34) recante esclusivamente _columellae_, al contrario delle altre aree sepolcrali di Pompei, dove le _columellae_ sono rinvenute in combinazione con altri tipi di tombe in un più complesso contesto architettonico e le più tarde lastre sepolcrali sono collocate secondo un’inusuale forma a ∩ che ipoteticamente potrebbe indicare un ritorno a più antiche pratiche rituali. La ricerca iniziale del 2005 nell’area sepolcrale è consistita in un’analisi autoptica delle _colummellae_ di questa specifica area sepolcrale, nell’estrazione e analisi preliminare di possibili pigmenti da 17 _colummellae_ e nello scavo limitato a cinque saggi, uno dei quali riferibili ad un possibile _ustrinum_. La scoperta più rilevante è che le _columellae_ originariamente erano dipinte; lo si desume dal fatto che i campioni prelevati da 17 lastre hanno rivelato presenza di pigmenti. Grazie all’analisi dei pigmenti, alla ricognizione di superficie e allo scavo di un’area limitata ci si sta concentrando su tre diversi aspetti tutti di uguale importanza: a) la dimensione iconografica delle _columellae_, b) lo spazio rituale delle _columellae_ e c) i rapporti di continuità e trasformazione nei rituali funerari. (Mónica Saldías)
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AIAC_822 - Area B Sud Porta Nocera - 2011On September of 2008 we have continued with the investigation of the sepulchral area of the _gens Calventii_. A brief and limited excavation by the north-east side – preliminary defined as the _ustrinum_ - has been done in order to confirm the function of this area in the funeral ritual. By the very north-east angle where the concentration of charcoal is most extreme, the following fragments of pottery have been found: 1. Handle of tableware cup or jug from between 30 B.C. and 40 A.C. with decoration lines, usually found in funeral contexts and often produced for funeral usage. 2. Fragment of a base of black burnished tableware plate from the Republican period, before 30 B.C. 3. Fragment of a base of a relatively large vessel 4. Fragment of amphorae 5. Fragment of a base of a red burnished cooking plate (to bake bread and cook beans), probably from the Republican period. Also small remains of, presumably, textile from a coin were removed in order to analyze them at the Ångström Laboratory at the University of Uppsala, Sweden. It was not possible to identify these remains because of the very small amounts, but they were not textile. About twenty liters of soil was sampled from the north-east side of the sepulchral area in order to analyze at the University of Oxford, UK (Prof. Mark Robinson). This analysis has been performed until now, 2011. It has been possible to identify fragments of ivory or (most probably) decorated bones, probably belonging to a funerary couch. The presence of a funerary couch in this area at the north-east side of the sepulchral area confirms our preliminary hypothesis that this zone was originally the _ustrinum_ where the bodies used to be cremated. The very proximity to the sepulchral area A sud Porta Nocera indicates that this _ustrinum_ could have been shared by both families. In 2011 and 2012 we continue with the analysis and investigation of the pigments from the columellae gravestones at the sepulchral area of _Calventii_ and further excavation and analysis of soil samples. It will give us a better understanding about the funerary rituals of _columellae_ gravestones in Pompeii.
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AIAC_822 - Area B Sud Porta Nocera - 2017Amorcé en 2014, le nouveau programme d’étude de la nécropole de Porta Nocera a pour première ambition de comprendre et de caractériser les processus de constitution d’un paysage funéraire aux abords de la ville entre la fondation de la colonie et l’éruption de 79, notamment l’implication des autorités publiques dans la planification et la gestion des aires funéraires. Il s’agit ensuite, sur un temps relativement court, quelques générations, de préciser la genèse des différents enclos et structures funéraires (chronologie relative des tombes) et de reconnaître des traditions familiales ou des groupes dans l’aménagement des sépultures et l’exercice des séquences rituelles. Enfin, l’exceptionnel état de conservation des ensembles funéraires permet d’étudier au plus près les trois grandes étapes des rituels de la mort que sont la crémation, la mise au tombeau et la commémoration des défunts. À chacune de ces étapes il est désormais possible d’associer des gestes très précis dont la compilation permettra de proposer une forme d’herméneutique fondée sur la lecture attentive du terrain. Dans ce domaine, le programme comporte une dimension méthodologique forte, autant sur la fouille, dans la mise en place des protocoles d’enregistrement spécifiques destinés à reconnaître les gestes, qu’en laboratoire avec l’étude des restes humains brûlés et du mobilier utilisé dans les séquences rituelles. La richesse des faits observés permet d’ores et déjà de proposer des résultats inédits et déterminants sur la structure des rites déployés dans les enclos ainsi que sur l’élaboration et la transmission des coutumes funéraires au sein d’une communauté romaine d’Italie. Comment étaient organisées et transmises les partitions rituelles d’une génération à l’autre, d’une famille à l’autre ? Comment était construite l’altérité collective de la mort à Pompéi ? En quoi les pratiques suivaient-elles la tradition romaine ? Un enregistrement aussi exhaustif que possible de toutes les traces laissées par les Pompéiens lors de leur fréquentation de la nécropole amène désormais à distinguer l’occasionnel de l’intentionnel pour restituer le contenu des pratiques funéraires locales. L’investissement méthodologique et les résultats obtenus justifient pleinement l’organisation d’une formation en archéologie funéraire destinée à des doctorants et professionnels, qui concerne tout autant la fouille des structures funéraires que l’étude spécifique des crémations. Lors de la campagne 2017, un stage dirigé par l’un de nous (H.D.) a réuni 8 personnes qui ont pu se former à l’étude des os brûlés à partir des tombes exhumées au cours des précédentes campagnes de fouilles, avec une recherche plus particulièrement orientée vers les liaisons ostéologiques entre différentes unités stratigraphiques et/ou fonctionnelles.
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AIAC_822 - Area B Sud Porta Nocera - 2018Iniziato nel 2014, il programma di studio della necropoli di Porta Nocera ha come prima ambizione comprendere e definire il processo di creazione di un paesaggio funerario ai margini della città tra la fondazione della colonia e l'eruzione del 79, in particolare l'implicazione delle autorità pubbliche nella pianificazione e nella gestione delle aeree funerarie. Si tratta poi, su un lasso di tempo relativamente breve, qualche generazione, di precisare la genesi dei diversi recinti e strutture funerarie (cronologia relativa delle tombe) e di riconoscere tradizioni legate a famiglie o gruppi nell'allestimento delle sepolture e nell'esercizio delle sequenze rituali. Infine, l'eccellente stato di conservazione dei contesti funerari permette di studiare da vicino le tre tappe principali dei rituali della morte che sono la cremazione, la deposizione e la commemorazione dei defunti. E' ormai possibile associare, a ciascuna di queste tappe, dei gesti precisi, la cui ricostruzione permetterà di proporre una forma di ermeneutica fondata sulla lettura attenta del terreno. In questo ambito, il programma comporta una dimensione metodologica forte, sia sullo scavo, grazie alla realizzazione di protocolli di registrazione specifici destinati a riconoscere i gesti, sia in laboratorio attraverso lo studio dei resti umani combusti e del corredo utilizzato nelle sequenze rituali. La ricchezza delle azioni osservate permette sin da ora di proporre dei risultati inediti e determinanti sulla struttura dei riti che si svolgevano nei recinti, oltre che sull'elaborazione e la trasmissione dei costumi funerari all'interno di una comunità romana d'Italia. Come erano organizzate e trasmesse le partizioni rituali da una generazione all'altra, da una famiglia all'altra? Come era costruita l'alterità collettiva della morte a Pompei? Quanto le pratiche seguivano la tradizione romana? Un'acquisizione più dettagliata possibile di tutte le tracce lasciate dai Pompeiani in occasione della loro frequentazione della necropoli porta a distinguere l'occasionale dall'intenzionale per restituire il contenuto delle pratiche funerarie locali. L'impegno metodologico e i risultati ottenuti giustificano pienamente l'organizzazione di una formazione in archeologia funeraria rivolta a dottorandi e professionisti, che riguarda sia lo scavo delle strutture funerarie che lo studio specifico delle cremazioni.
Media
- Name
- Area B Sud Porta Nocera
- Year
- 2006
- Summary
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it
L’obiettivo principale del progetto è quello di gettare luce sulle condizioni religiose e sociali degli abitanti di Pompei attraverso l’indagine di aree sepolcrali e necropoli. Una parte centrale del progetto è l’indagine sistematica delle stele funerarie denominate _columellae_. La parte iniziale della ricerca è limitata all’area sepolcrale della _gens Calventia_ (Area B Sud Porta di Nocera). Tale spazio è composto da un’area rettangolare (3.40 x 4.34) recante esclusivamente _columellae_, al contrario delle altre aree sepolcrali di Pompei, dove le _columellae_ sono rinvenute in combinazione con altri tipi di tombe in un più complesso contesto architettonico e le più tarde lastre sepolcrali sono collocate secondo un’inusuale forma a ∩ che ipoteticamente potrebbe indicare un ritorno a più antiche pratiche rituali.
La ricerca iniziale del 2005 nell’area sepolcrale è consistita in un’analisi autoptica delle _colummellae_ di questa specifica area sepolcrale, nell’estrazione e analisi preliminare di possibili pigmenti da 17 _colummellae_ e nello scavo limitato a cinque saggi, uno dei quali riferibili ad un possibile _ustrinum_. La scoperta più rilevante è che le _columellae_ originariamente erano dipinte; lo si desume dal fatto che i campioni prelevati da 17 lastre hanno rivelato presenza di pigmenti.
Grazie all’analisi dei pigmenti, alla ricognizione di superficie e allo scavo di un’area limitata ci si sta concentrando su tre diversi aspetti tutti di uguale importanza: a) la dimensione iconografica delle _columellae_, b) lo spazio rituale delle _columellae_ e c) i rapporti di continuità e trasformazione nei rituali funerari. (Mónica Saldías) -
en
The overall objective of this project is to shed light on the religious and social conditions of the inhabitants of Pompeii through investigation of sepulchral areas and necropoleis. A very important part is a systematic investigation of _columella_ gravestones. This initial part of the project is limited to the burial plot of the _gens Calventii_ (Area B Sud Porta di Nocera). This burial plot is a rectangular area of 3.40 x 4.34 m with only _columella_ gravestones, on the contrary to other sepulchral areas around the Pompeian necropoleis, where the _columellae_ are found in combination with other types of graves in a more complex architectonic context, and the later gravestones are placed in an unusual ∩-form, which hypothetical could indicate the return to earlier ritual practices.
Our initial research of the burial plot in 2005 consisted in optical investigation of _columella_ gravestones from this sepulchral area, extraction and preliminary analysis of possible pigments from seventeen _columellae_, and a limited excavation of five trenches, one of them indicating probably an _ustrinum_. A major discovery is that _columella_ gravestones originally were painted since samples from seventeen _columellae_ all reveal pigments of paint.
Through the analysis of pigments, the surface survey and excavation of a limited area I am focusing on three different dimensions, all of them of the same importance and significance: a) the iconographic dimension of _columella_ gravestones, b) the ritual space of _columella_ gravestones and c) links of change and continuity in funeral rituals. (Mónica Saldías) - Director
- Mónica Saldías
Media
- Name
- Area B Sud Porta Nocera
- Year
- 2011
- Summary
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en
On September of 2008 we have continued with the investigation of the sepulchral area of the _gens Calventii_. A brief and limited excavation by the north-east side – preliminary defined as the _ustrinum_ - has been done in order to confirm the function of this area in the funeral ritual. By the very north-east angle where the concentration of charcoal is most extreme, the following fragments of pottery have been found:
1. Handle of tableware cup or jug from between 30 B.C. and 40 A.C. with decoration lines, usually found in funeral contexts and often produced for funeral usage.
2. Fragment of a base of black burnished tableware plate from the Republican period, before 30 B.C.
3. Fragment of a base of a relatively large vessel
4. Fragment of amphorae
5. Fragment of a base of a red burnished cooking plate (to bake bread and cook beans), probably from the Republican period.
Also small remains of, presumably, textile from a coin were removed in order to analyze them at the Ångström Laboratory at the University of Uppsala, Sweden. It was not possible to identify these remains because of the very small amounts, but they were not textile.
About twenty liters of soil was sampled from the north-east side of the sepulchral area in order to analyze at the University of Oxford, UK (Prof. Mark Robinson). This analysis has been performed until now, 2011.
It has been possible to identify fragments of ivory or (most probably) decorated bones, probably belonging to a funerary couch. The presence of a funerary couch in this area at the north-east side of the sepulchral area confirms our preliminary hypothesis that this zone was originally the _ustrinum_ where the bodies used to be cremated. The very proximity to the sepulchral area A sud Porta Nocera indicates that this _ustrinum_ could have been shared by both families.
In 2011 and 2012 we continue with the analysis and investigation of the pigments from the columellae gravestones at the sepulchral area of _Calventii_ and further excavation and analysis of soil samples. It will give us a better understanding about the funerary rituals of _columellae_ gravestones in Pompeii. -
it
Nel settembre del 2008 sono proseguite le indagini dell'area sepolcrale della gens _Calventii_.
Si è proceduto con lo scavo breve e limitato dal lato nord-est – inizialmente definito come _ustrinum_ - al fine di confermare la funzione di quest’area all’interno del rituale funebre.
Nell'angolo nord-est, dove la concentrazione di carbone è maggiore, sono stati rinvenuti i seguenti frammenti di ceramica:
1. Ansa di coppa da mensa o di brocca databile tra il 30 e 40 a.C. con le linee decorazione, rinvenuto generalmente in contesti funerari e spesso prodotto per uso funerario.
2. Frammento di fondo di piatto in ceramica a vernice nera del periodo repubblicano, precedente al 30 a.C.
3. Frammento di fondo di un recipiente relativamente grande
4. Frammento di anfora
5. Frammento del fondo di un tegame in ceramica a vernice rossa interna (per cuocere il pane al forno e per i fagioli), probabilmente del periodo repubblicano.
Sono stati inoltre rimossi da una moneta resti che in prima battuta si pensava fossero tessili, al fine di analizzarli presso il Laboratorio Ångström presso l'Università di Uppsala, in Svezia. Non è stato possibile identificare questi resti a causa della loro piccola quantità, ma non sono risultati essere frammenti tessili.
E’ stata campionata una ventina di litri di terreno prelevati a nord-est dell'area sepolcrale per farla analizzare presso l'Università di Oxford, UK (Prof. Mark Robinson). L’analisi è stata condotta fino ad oggi, 2011. E' stato possibile identificare i frammenti di avorio o (più probabilmente) ossa decorate, probabilmente appartenente a un letto funebre. La presenza di un letto funebre in questa zona a nord-est dell'area sepolcrale conferma la nostra ipotesi preliminare che quest’area fosse in origine un _ustrinum_ usato per far cremare i corpi.
La notevole vicinanza all’area sepolcrale a sud di Porta Nocera indica che l’ _ustrinum_ potrebbe essere stato condiviso da entrambe le famiglie.
Nel 2011 e nel 2012 si continua con l'analisi e le indagini dei pigmenti prelevati dalle columellae presso l'area sepolcrale di _Calventii_ e con ulteriori scavi e analisi dei campioni di terreno. Questo renderà possibile comprendere meglio i rituali funerari presso le _columellae_ a Pompei. - Summary Author
- Mónica Saldías
- Director
- Mónica Saldías
Media
- Name
- Area B Sud Porta Nocera
- Year
- 2017
- Summary
-
en
Amorcé en 2014, le nouveau programme d’étude de la nécropole de Porta Nocera a pour première ambition de comprendre et de caractériser les processus de constitution d’un paysage funéraire aux abords de la ville entre la fondation de la colonie et l’éruption de 79, notamment l’implication des autorités publiques dans la planification et la gestion des aires funéraires. Il s’agit ensuite, sur un temps relativement court, quelques générations, de préciser la genèse des différents enclos et structures funéraires (chronologie relative des tombes) et de reconnaître des traditions familiales ou des groupes dans l’aménagement des sépultures et l’exercice des séquences rituelles. Enfin, l’exceptionnel état de conservation des ensembles funéraires permet d’étudier au plus près les trois grandes étapes des rituels de la mort que sont la crémation, la mise au tombeau et la commémoration des défunts. À chacune de ces étapes il est désormais possible d’associer des gestes très précis dont la compilation permettra de proposer une forme d’herméneutique fondée sur la lecture attentive du terrain. Dans ce domaine, le programme comporte une dimension méthodologique forte, autant sur la fouille, dans la mise en place des protocoles d’enregistrement spécifiques destinés à reconnaître les gestes, qu’en laboratoire avec l’étude des restes humains brûlés et du mobilier utilisé dans les séquences rituelles.
La richesse des faits observés permet d’ores et déjà de proposer des résultats inédits et déterminants sur la structure des rites déployés dans les enclos ainsi que sur l’élaboration et la transmission des coutumes funéraires au sein d’une communauté romaine d’Italie. Comment étaient organisées et transmises les partitions rituelles d’une génération à l’autre, d’une famille à l’autre ? Comment était construite l’altérité collective de la mort à Pompéi ? En quoi les pratiques suivaient-elles la tradition romaine ? Un enregistrement aussi exhaustif que possible de toutes les traces laissées par les Pompéiens lors de leur fréquentation de la nécropole amène désormais à distinguer l’occasionnel de l’intentionnel pour restituer le contenu des pratiques funéraires locales. L’investissement méthodologique et les résultats obtenus justifient pleinement l’organisation d’une formation en archéologie funéraire destinée à des doctorants et professionnels, qui concerne tout autant la fouille des structures funéraires que l’étude spécifique des crémations.
Lors de la campagne 2017, un stage dirigé par l’un de nous (H.D.) a réuni 8 personnes qui ont pu se former à l’étude des os brûlés à partir des tombes exhumées au cours des précédentes campagnes de fouilles, avec une recherche plus particulièrement orientée vers les liaisons ostéologiques entre différentes unités stratigraphiques et/ou fonctionnelles. -
it
Iniziato nel 2014, il nuovo programma di studio della necropoli di Porta Nocera ha come obiettivo principale quello di comprendere e caratterizzare i processi di formazione di un paesaggio funerario alla periferia della città tra la fondazione della colonia e l'eruzione del 79, specialmente il coinvolgimento delle autorità pubbliche nella pianificazione e gestione delle aree funerarie. Si tratta dopo di precisare la formazione delle diverse recinzioni e strutture funerarie, in un tempo relativamente breve, alcune generazioni, (cronologia relativa delle tombe) e di riconoscere, delle tradizioni familiari o di gruppi, nella sistemazione delle sepolture e nell’esercizio delle sequenze rituali. Infine, lo stato eccezionale di conservazione dei complessi funerari permette di studiare il più fedelmente possibile i tre stadi principali dei rituali della morte quali la cremazione, la sepoltura e la commemorazione dei defunti. A ciascuno di questi stadi è ora possibile associare gesti molto precisi la cui compilazione permetterà di proporre una forma dell’ermeneutica basata sull'attenta lettura del terreno. In questo ambito il programma ha una forte dimensione metodologica, tanto sullo scavo, nell'attuazione degli specifici protocolli di registrazione destinati a riconoscere i gesti, che in laboratorio con lo studio dei resti umani bruciati e dei mobili usati nelle sequenze rituali.
La ricchezza di fatti osservati consente già di proporre risultati senza precedenti e decisivi sulla struttura dei riti compiuti nei recinti nonché sullo sviluppo e sulla trasmissione di usi funerari all'interno di una comunità romana in Italia. In che modo le parti rituali sono state organizzate e trasmesse da una generazione all'altra, da una famiglia all'altra? Come è stata costruita l'alterità collettiva della morte a Pompei? In che modo le pratiche seguivano la tradizione romana? Un record il più esauriente possibile di tutte le tracce lasciate dai pompeiani durante la loro presenza nella necropoli ora porta a distinguere l'occasionale dall'intenzionale per ripristinare il contenuto delle pratiche funerarie locali. L'investimento metodologico e i risultati ottenuti giustificano pienamente l'organizzazione di un corso di archeologia funeraria per dottorandi e professionisti, che riguarda sia lo scavo delle strutture funerarie sia lo studio specifico delle cremazioni.
Durante la campagna 2017, uno stage condotto da uno di noi (HD) ha riunito 8 persone che hanno potuto formarsi attraverso lo studio di ossa bruciate, partendo dalle tombe portate alla luce durante le precedenti campagne di scavo, con una ricerca più particolarmente orientata verso i collegamenti osteologici tra diverse unità stratigrafiche e / o funzionali.
Media
- Name
- Area B Sud Porta Nocera
- Year
- 2018
- Summary
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it
Iniziato nel 2014, il programma di studio della necropoli di Porta Nocera ha come prima ambizione comprendere e definire il processo di creazione di un paesaggio funerario ai margini della città tra la fondazione della colonia e l'eruzione del 79, in particolare l'implicazione delle autorità pubbliche nella pianificazione e nella gestione delle aeree funerarie. Si tratta poi, su un lasso di tempo relativamente breve, qualche generazione, di precisare la genesi dei diversi recinti e strutture funerarie (cronologia relativa delle tombe) e di riconoscere tradizioni legate a famiglie o gruppi nell'allestimento delle sepolture e nell'esercizio delle sequenze rituali. Infine, l'eccellente stato di conservazione dei contesti funerari permette di studiare da vicino le tre tappe principali dei rituali della morte che sono la cremazione, la deposizione e la commemorazione dei defunti. E' ormai possibile associare, a ciascuna di queste tappe, dei gesti precisi, la cui ricostruzione permetterà di proporre una forma di ermeneutica fondata sulla lettura attenta del terreno. In questo ambito, il programma comporta una dimensione metodologica forte, sia sullo scavo, grazie alla realizzazione di protocolli di registrazione specifici destinati a riconoscere i gesti, sia in laboratorio attraverso lo studio dei resti umani combusti e del corredo utilizzato nelle sequenze rituali. La ricchezza delle azioni osservate permette sin da ora di proporre dei risultati inediti e determinanti sulla struttura dei riti che si svolgevano nei recinti, oltre che sull'elaborazione e la trasmissione dei costumi funerari all'interno di una comunità romana d'Italia. Come erano organizzate e trasmesse le partizioni rituali da una generazione all'altra, da una famiglia all'altra? Come era costruita l'alterità collettiva della morte a Pompei? Quanto le pratiche seguivano la tradizione romana?
Un'acquisizione più dettagliata possibile di tutte le tracce lasciate dai Pompeiani in occasione della loro frequentazione della necropoli porta a distinguere l'occasionale dall'intenzionale per restituire il contenuto delle pratiche funerarie locali. L'impegno metodologico e i risultati ottenuti giustificano pienamente l'organizzazione di una formazione in archeologia funeraria rivolta a dottorandi e professionisti, che riguarda sia lo scavo delle strutture funerarie che lo studio specifico delle cremazioni. -
en
Begun in 2014, the new research programme at the Porta Nocera aims to understand and characterise the formation processes of a funerary landscape between the foundation of the colony and the eruption in 79 A.D., in particular the involvement of the public administration in the planning and management of the cemetery areas. The aim is to define the formation of the enclosures and funerary structures relating to a relatively short period, a few generations (chronology of the tombs) and to identify the traditions of families or groups regarding the arrangement of the burials and the practice of funerary rituals. The exceptional state of preservation of the funerary complexes means it is possible to make a very close study of the three main stages of the death rituals, cremation, burial, and commemoration of the dead.
It is now possible to associate very precise actions with each of these stages whose cataloguing will make it possible to propose a form of interpretation based on the careful reading of the terrain. In this sphere, the programme has a strong methodological dimension, as much in the excavation as in the putting into practice of the specific protocols for the documentation destined to recognise the gestures, as in the laboratory with the study of the cremated remains and objects used in the ritual sequences. The wealth of evidence already seen makes it possible to already propose unprecedented and decisive results regarding the structure of the rituals carried out in the enclosures in addition to the development and transmission of funerary uses within a Roman community in Italy. How were the ritual parts organised and transmitted from one generation to another, from one family to another? How was the collective otherness of death constructed at Pompeii? In which ways did the practices follow the Roman tradition? The most exhaustive record possible of all the traces left by the Pompeians during their presence in the necropolis can now be used to distinguish the casual from the intentional in recreating the content of local funerary practices. The methodological investment and results obtained fully justify the organisation of a course on funerary archaeology for doctoral students and professionals, which regards both excavation of funerary structures and the specific study of cremations. During the 2017 campaign, a course was taught (by HD) during which eight people studied the burnt bones, starting from the tombs excavated during preceding campaigns, with research particularly orientated towards osteological links across different stratigraphic and/or functional contexts. - Summary Author
- William Van Andringa - École française de Rome, Università di Lille 3 e Helsinki Collegium for Advanced Study
- Thomas Creissen - Evéha International
- Henri Duday - université de Bordeaux
- Funding Body
- Parco archeologico di Pompei
Media
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Saldías 2008M. Saldías, with appendiz by Ezequiel Pinto-Guillaume, 2008, Pompeii, the ritual space of the columella gravestones. A report of the investigation of the burial plot of the gens Calventii (Porta Nocera), in P.G. Guzzo – M.P. Guidobaldi (a cura di), Nuove ricerche archeologiche nell'area vesuviana (scavi 2003-2006), Atti del Convegno Internazionale, Roma 1-3 febbraio 2007, Roma: 389-398.
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Duday 2009H. Duday, 2009, The Archaeology of the Dead. Lectures in Archaeothanatology, Oxbow, Oxford and Oakville, 159, 143.
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Duday - Van Andringa 2017H. Duday, W. Van Andringa, 2017, Archaeology of Memory: About the forms and the time of memory in one necropolis of Pompeii, in J. Knust, C. Moser (ed.), Ritual Matters. Material Residues of Ancient Religion, American Academy of Rome, 2017, 73-86.
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Van Andringa et al. 2013W. Van Andringa, H. Duday, S. Lepetz et D. Joly, T. Lind et al., 2013, Mourir à Pompéi : fouille d’un quartier funéraire de la nécropole romaine de Porta Nocera (2003-2007), Collection de l’école française de Rome n°468, 2 vol., Rome, 2013, 1451.
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Van Andringa et al. 2017W. Van Andringa, Th. Creissen, H. Duday, 2017, Naissance et développement d’un paysage funéraire romain (Ier siècle av. – Ier siècle apr. J.-C.). Aux portes de la ville et le long de la route de Nocera. Fouille de deux secteurs de la nécropole romaine de Porta Nocera à Pompéi, Rapport d’opération, Pompéi, 2017, 620.
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Van Andringa et Alii 2018W. Van Andringa, Th. Creissen, H. Duday (dir.), 2018, Naissance et développement d’un paysage funéraire romain (Ier siècle av. – Ier siècle apr. J.-C.). Aux portes de la ville et le long de la route de Nocera. Pompéi - Fouille de la nécropole romaine de Porta Nocera, Rapport d’opération 2018, Pompéi, 2018, 760.
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Van Andringa et Alii 2018W. Van Andringa, Th. Creissen, H. Duday (dir.), 2018, La necropoli di Porta Nocera a Pompei: nascita e sviluppo di un paesaggio funerario romano (I sec. a.C. – I sec. d.C.). Rapporto della campagna 2017, Fasti Online – FOLDER-it-2018-420
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Van Andringa et Alii 2018W. Van Andringa, Th. Creissen, H. Duday (dir.), 2018, La nécropole romaine de Porta Nocera à Pompéi. Campagne 2017, Chronique des activités archéologiques de l’École française de Rome [En ligne], mis en ligne le 19 juillet 2018. URL : http://journals.openedition.org/cefr/1946 ; DOI : 10.4000/cefr.1946
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Van Andringa et Alii 2017W. Van Andringa, Th. Creissen, H. Duday (dir.), 2017, La nécropole romaine de Porta Nocera à Pompéi : naissance et développement d’un paysage funéraire romain (Ier siècle av. J.-C. – Ier siècle apr. J.-C.). Campagne 2016, Chronique des activités archéologiques de l’École française de Rome [En ligne], mis en ligne le 6 avril 2017. URL : http://cefr.revues.org/1702
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Van Andringa et Alii 2017W. Van Andringa, Th. Creissen, H. Duday (dir.), 2017. La necropoli di Porta Nocera a Pompei: nascita e sviluppo di un paesaggio funerario romano (I sec. a.C. – I sec. d.C.). Rapporto della campagna 2016, Fasti Online – FOLDER-it-2017-384
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Van Andringa et Alii 2016W. Van Andringa, Th. Creissen, H. Duday (dir.), 2016, Naissance et développement d’un paysage funéraire romain (Ier siècle av. – Ier siècle apr. J.-C.). Aux portes de la ville et le long de la route de Nocera. Fouille de deux secteurs de la nécropole romaine de Porta Nocera à Pompéi, Rapport d’opération, Pompéi, 538.
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Van Andringa et Alii 2016W. Van Andringa, Th. Creissen, H. Duday (dir.), 2016, La nécropole romaine de Porta Nocera à Pompéi : naissance et développement d’un paysage funéraire romain (Ier siècle av. J.-C. – Ier siècle apr. J.-C.). Campagne 2015, Chronique des activités archéologiques de l’École française de Rome [En ligne], mis en ligne le 21 mars 2016. URL: http://cefr.revues.org/1528
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Van Andringa et Alii 2016W. Van Andringa, Th. Creissen, H. Duday (dir.), 2016, La nécropole romaine de Porta Nocera à Pompéi : naissance et développement d’un paysage funéraire romain (Ier siècle av. J.-C. – Ier siècle apr. J.-C.). Campagne 2015, Chronique des activités archéologiques de l’École française de Rome [En ligne], mis en ligne le 21 mars 2016. URL: http://cefr.revues.org/1528
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Van Andringa et Alii 2016W. Van Andringa, Th. Creissen, H. Duday (dir.), 2016, Scavo 2015 della necropoli romana di Porta Nocera a Pompei : nascita e sviluppo di un paesaggio funerario romano (I sec. a.C. – I sec. d.C.), Fasti Online – FOLDER-it-2016-363
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Van Andringa et Alii 2015W. Van Andringa, Th. Creissen, H. Duday (dir.), 2015, Naissance et développement d’un paysage funéraire romain (Ier siècle av. – Ier siècle apr. J.-C.). Aux portes de la ville et le long de la route de Nocera. Fouille de deux secteurs de la nécropole romaine de Porta Nocera à Pompéi, Rapport d’opération, Pompéi, 485.
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Van Andringa et Alii 2015W. Van Andringa, Th. Creissen, H. Duday (dir.), 2015, La nécropole romaine de Porta Nocera à Pompéi : le secteur 26 OS (campagne 2014), Chronique des activités archéologiques de l’École française de Rome [En ligne], mis en ligne le 04 mai 2015. URL: http://cefr.revues.org/1352
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Van Andringa et Alii 2014W. Van Andringa, Th. Creissen, H. Duday (dir.), 2014, Porta Nocera 2 – Campagne de fouille 2014 - Naissance et développement d’un paysage funéraire romain (Ier siècle av. – Ier siècle apr. J.-C.), Rapport d’opération, Pompéi, 2014, 264.
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Van Andringa et Alii 2015W. Van Andringa, Th. Creissen, H. Duday (dir.), 2015, Scavo 2014 della necropoli romana di Porta Nocera a Pompei: il settore 26 OS, Fasti Online – FOLDER-it-2015-334.