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AIAC_2915 - Santa Marta - 2013
Il Sito in località Santa Marta è stato oggetto della prima campagna di scavo nel 2012. Sono stati portati alla luce resti di un’area produttiva riconducibile all’epoca tardo antica (area 1000), una serie di murature di un edificio del quale non si è individuata la funzione (area 4000), ed è stato portato alla luce l’intero perimetro della chiesa (area 5000).
La campagna 2013 si è concentrata presso l’area 4000 con lo scopo di approfondire la conoscenza del deposito archeologico inerente la struttura individuata nel 2012; sono proseguite le indagini presso la chiesa ed è stata aperta la nuova area 8.000.
L’area 4.000 è stata estesa fino all’area 1.000, portando alla luce una serie ininterrotta di strutture, tutte caratterizzate dalla presenza di strati ricchi di materiale di pregio (tessere musive, intonaci, marmi), che sembrano essere in deposizione secondaria. Rimane non chiara la funzione di quest’area che è stata inoltre sottoposta a pesanti attività agricole nonché di spoliazione.
Come ultima frequentazione attestata al momento in questa zona sono da segnalare una serie di fornacette semiscavate nel terreno, realizzate per la lavorazione di metalli, e databili al periodo tardo antico, già individuate nel 2012 presso l’area 1.000.
Le attività nell’area 5.000 hanno previsto un approfondimento nella parte E della chiesa per definire l’andamento dell’abside, in particolare nel punto di unione con il perimetrale S. Contemporaneamente, sono state avviate le indagini stratigrafiche nell’aula della chiesa: il crollo già individuato ed in parte scavato nella prima stagione di scavo era presente su tutta l’area presa in considerazione e si è quindi proceduto ad asportarlo. Al di sotto dello strato di crollo è stato identificato uno strato caratterizzato da un’elevata quantità di reperti osteologici, forse il risultato di una asportazione compiuta in alcune zone cimiteriali. Si è individuata una zona cimiteriale privilegiata nei pressi della facciata della chiesa, caratterizzata da tombe in cassa litica. All’interno delle sepolture femminili sono stati recuperati oggetti di corredo come rosari, aghi da sudario, vaghi isolati in osso e in pasta vitrea, medagliette in bronzo con iconografia sacra, una croce, una medaglia e un pendaglio in bronzo.
La nuova area 8000 è collocata a est di un fossato che la separa dai settori 4000 e 5000. Appena sotto lo strato arativo sono state individuate le creste di murature in pietra e mattoni legate da malta che andavano a delineare ambienti precisi. In uno di questi ambienti è stato individuato un ipocausto riconducibile ad una vasca termale caratterizzato da una prima pavimentazione di tegole private delle rispettive alette su cui vanno ad impostarsi le colonnette delle _suspensurae_ . Adiacente all’ambiente A e collegato a questo da un’apertura è l’ambiente B, absidato, anch’esso caratterizzato da un ipocausto a colonnette. Lo scavo in quest’area ha permesso di individuare altri due ambienti, anch’essi plausibilmente correlati alle terme: un ambiente con pavimento musivo policromo ed una cisterna funzionale alla raccolta delle acque per le terme.
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