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Season Team
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AIAC_2092 - Cuma - 2001
Nell'ambito dello studio sull'urbanistica dell’antica colonia euboica e ai fini del progetto di completamento del parco archeologico è stata effettuata una trincea di scavo tra le “terme centrali” e le mura settentrionali e sono state condotte prospezioni geofisiche.
La fase più antica è rappresentata da una fondazione in blocchi irregolari di tufo facente parte di un ambiente di probabile epoca arcaica. Le imponenti strutture ricadono in un’area prossima ai monumenti pubblici della città romana. I resti di tale fase sono stati rasati fino alla fondazione, nel corso del III secolo a.C., per sistemarvi sopra un battuto stradale in tagliame di tufo, anch’esso orientato in senso Nord/Sud, con superficie a “schiena d’asino” ed un canale laterale per lo scorrimento delle acque meteoriche. Questa radicale ristrutturazione urbanistica deve essere forse conseguente alla concessione della civitas sine suffragio alla città.
Non molto tempo più tardi l’area riceve un nuovo assetto: al piano stradale abolito si sovrappone un complesso residenziale, più volte risistemato. La sua fase più antica è testimoniata da una grande sala quadrangolare, con muri in blocchi di tufo, aperta sul lato Sud e con pavimento in opus signinum. Ad Est dell’ambiente principale se ne aprivano uno più grande, caratterizzato dalla presenza di basse banchine di cocciopesto e l’altro con un pavimento in _opus signinum_ (III-II secolo a.C.).
Tra il I secolo a.C. ed I secolo d.C., ed in età imperiale, le pareti vengono rivestite d’intonaco dipinto, con decorazione a pannelli di colore rosso, bruno e giallo. A Sud della stanza quadrangolare si dispongono altri ambienti di servizio, con un insieme di vasche solo parzialmente indagate.
Durante i periodi tardo-antico e medievale grandi focolari vengono accesi sui pavimenti in _opus signinum_ e l’ambiente a ridosso di una delle vasche viene trasformato in cucina. Uno strato di distruzione, infine, ricopre tutto l’edificio, sotto l’attuale piano di campagna.
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AIAC_342 - Monte Vairano - 2009
Lo scavo ha individuato 9 US distribuite nei vari ambienti dell’edificio “C”; la US1 (determinata da dilavamento con excursus cronologico molto ampio) compare distribuita in modo uniforme su tutto l’edificio “C”, identificabile con una domus di tipo italico; l’altezza media non è superiore al metro ed è caratterizzata da terreno marrone compatto.
Lo scavo ha evidenziato la presenza uniforme della US 2 sull’intero quadrante con una sua distribuzione non costante in altezza, in tipologia e quantità del materiale, (limitata a frammenti per lo più di tegoloni nella parte alta del quadrante mista a terra argillosa di colore bruno, unita a grossi blocchi informi di pietra nella parte bassa). Lo scavo ha evidenziato su quasi tutto il quadrante l’interfaccia della US 2.
Si è oggi nella possibilità di individuare il perimetro dell’intero edificio che, alla luce dei nuovi dati, si presenta molto più ampio del previsto: circa 500 metri quadri.
Se si esclude l’angolo di SE, dove non si è ancora proceduto con lo scavo, l’edificio presenta una pianta approssimativamente quadrata, (m 22 x 19,5); il lato sud è dunque di 16,5 dove manca la stanza e di m 19,5 subito più a nord mentre il lato ovest risulta di m 22. L’assenza di un ambiente in un angolo è forse stato determinato dalla necessità di adattarlo alla conformazione del terreno.
L’analisi delle USM è stata distribuita sulla base degli ambienti, denominati con le lettere alfabetiche in successione (vedi pianta). E’ interessante notare che le misure, salvo slittamenti da verificare ci portano ad avere una superficie di 70 x 80 piedi oschi (lato più breve: 60 piedi oschi (16,50 m).
Il materiale rinvenuto è prevalentemente composto da frammenti di ceramica acroma e a vernice nera a cui sono da aggiungere alcuni minuti frammenti di ceramica sigillata; ciò fa presumere, in attesa di un esame più approfondito dei materiali, che almeno alcuni ambienti siano stati utilizzati anche in epoca imperiale. Sia i frammenti di ceramica sigillata che quelli di ceramica comune ci portano infatti cronologicamente al III sec. d.C. o poco oltre.
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AIAC_342 - Monte Vairano - 2010
Nell’estate del 2010 è stato ripreso lo scavo del cosiddetto edificio C, una _domus_ di tipo italico posta a breve distanza dell’ _horreum_ restaurato nel 2006. Nonostante non si sia riusciti a completare lo scavo di tutti gli ambienti, appare verosimile, a giudicare dalle US e dalla presenza di tampognature in alcune delle pareti dell’edificio, che la casa ellenistica, dopo la crisi del I sec. a.C. sia stata in epoca imperiale riutilizzata in alcuni dei suoi ambienti per un periodo compreso tra il I ed il IV sec. d.C.