- Item
- AIAC_950
- Name
- S. Restituta
- Date Range
- 500 – 2010
- Monuments
- Church
Seasons
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AIAC_950 - S. Restituta - 2006Lo scavo nella chiesa rupestre di Santa Restituta in località San Savino, ha rivelato una fase di utilizzo dell’area che va dall’alto medioevo al periodo moderno; sono emerse aree sepolcrali, nuove strutture murarie e nuovi ambienti scavati nella roccia. Lo scavo del saggio 2 – con un ambiente ipogeo – si è svolto per comprendere le dinamiche di utilizzo dell’ambiente stesso, dall’uso agricolo-pastorale a quello cultuale. Nel piano di calpestio sono stati individuati dei tagli, riferibili a buche di palo, alcuni dei quali mantengono ancora il cordolo e uno soltanto conserva i resti lignei del palo. Questi tagli si dispongono a ridosso dei “banconi” che corrono paralleli ai lati lunghi dell’ambiente e che non sono in continuità con le strutture murarie della chiesa romanica, ma appartengono ad una fase successiva e sono forse da mettere in relazione con la riedificazione dei muri di chiusura dell’ambiente 2. Nella parte absidale sul lato nord la struttura a “bancone” è stata costruita tagliando e demolendo in parte l’altare presente all’interno della piccola abside di sinistra e intaccando anche l’abside stesso. E’ possibile ipotizzare che questi “banconi”, interpretabili come mangiatoie per animali, fossero manufatti riferibili ad un uso pastorale dell’ambiente 2. L’indagine svolta nel saggio 1 è stata distinta in 3 aree. La prima, posta all’esterno dell’ambiente 1 verso nord dove sono stati indagati i livelli che si addossavano al muro della chiesa romanica e i 2 ambienti ipogei dove sono emersi un accumulo di ossa disposte in modo sparso miste a ceramiche, 3 tombe in fossa semplice di individui adulti deposti in decubito dorsale, orientati est-ovest, e 2 tombe in cui gli individui, adulti, disposti in decubito dorsali, erano orientati ovest-est. La seconda area, nella zona ovest, ha restituito una tomba di un individuo adulto disposto in decubito dorsale orientato nord-ovest/sud-est. Sul lato sud sono stati individuati 2 piani di calcare e ad ovest, a ridosso del limite di scavo, una struttura muraria. Nella terza, a sud, sono stati indagati un ambiente ipogeo, e ambienti realizzati in opera muraria che sul lato nord sfruttano il muro perimetrale della chiesa romanica. E’ stata inoltre individuata una nuova sepoltura di un individuo adulto, deposto in decubito dorsale, orientato ovest-est. (MiBAC)
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AIAC_950 - S. Restituta - 2009Lo scavo dell’insediamento rupestre è stato intrapreso nel 1999 dalla Cattedra di Archeologia Medievale della Facoltà di Scienze Umanistiche, dell’Università di Roma “Sapienza”. L’insediamento si trova in località San Savino, nel comune di Tarquinia (VT), a ridosso del vasto pianoro della civita. A differenza della fase etrusca e romana, poco si conosce della Tarquinia altomedievale e medievale; lo scavo di questo centro cultuale può così essere considerato un piccolo tassello per la ricostruzione della vita di questa città, nella sua fase di vita più tarda. L’insediamento fa parte delle vaste proprietà che il monastero Benedettino del San Salvatore al Monte Amiata aveva nel territorio di Tarquinia, la cui prima attestazione risale al IX secolo. I dati emersi dalle indagini di scavo mettono in luce una frequentazione dell’area che si protrae nel tempo, mostrando diverse dinamiche di occupazione. Alla fase altomedievale possiamo far risalire una serie di ambienti scavati nella roccia che si sviluppano ai lati della chiesa rupestre che costituisce il corpo centrale dell’insediamento. La chiesa è composta da un vano rettangolare terminante con una profonda abside quadrangolare centrale e due piccole absidi laterali, collegata a sud tramite una piccola apertura ad un più piccolo ambiente probabilmente destinato a vano di servizio. La necropoli altomedievale, individuata nell’area nord, si sviluppa lungo il costone roccioso, su cui si aprono alcune tombe del tipo ad arcosolio. Nel periodo medievale, tra il XII ed il XIII secolo, si assiste ad una fase edilizia molto importante che portò all’ampliamento della chiesa con l’edificazione di un ambiente quadrangolare addossato a quello rupestre, inoltre tutta l’area sud viene delimitata con la costruzione di una struttura. La chiesa presenta infatti il paramento esterno scandito da semicolonne e da pilastri quadrangolari. Sul lato interno del vano il paramento murario non sembra recare tracce di rivestimento; rimangono visibili alcuni blocchi decorati ad incisione con croci semplici o potenziate mentre nel punto di congiunzione tra la parte ipogea e la parte costruita della chiesa erano poste due semicolonne in pietra grigia, che poggiano su basi quadrangolari, La necropoli in questo periodo si amplia notevolmente, infatti le sepolture occupano tutta l’area circostante la chiesa, inoltre sul lato nord viene costruito un ossario. In una fase successiva, a seguito del continuo dilavamento del terreno dal soprastante pianoro, vengono costruite due strutture murarie sul lato nord, che consentiranno di mantenere la zona antistante la chiesa romanica sgombra dai depositi e accumuli, creando un piccolo spazio dove si continua a seppellire, mentre nell’area sud i livelli di accumulo iniziano ad innalzare i piani di frequentazione a nord obliterano completamente l’area. Il continuo depositarsi di livelli di accumulo interessa successivamente anche la chiesa romanica e l’area sud dove si ha il frazionamento della struttura posta a sud, con la creazione di due ambienti collegati tra loro, all’interno dei quali si creano più piani di frequentazione con tracce di focolari. Segue una fase di dissesto strutturale, che causa il crollo delle coperture degli ambienti posti a sud mentre l’area ovest viene obliterata dai crolli. A questa fase di dissesto ne segue una di vita con il formarsi di piani di frequentazione sui crolli dei tetti. A questa ultima fase di vita segue l’obliterazione totale di tutta l’area sud, causata dal dilavamento del terreno soprastante ed dai successivi crolli strutturali e naturali.
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AIAC_950 - S. Restituta - 2010E' stato indagato il saggio 1, con uno scavo in estensione nell’area nord e l’apertura di un saggio nell’ambiente 1. L'area nord era completamente obliterata da una serie di accumuli al di sotto dei quali è emerso un poderoso crollo costituito da blocchi squadrati, alcuni dei quali conservavano ancora tracce di intonaco. Sotto il crollo sono stati individuai tre tagli corrispondenti a tre sepolture tutte prive di corredo. Le tombe 24 e 26 sono del tipo a cassone rivestito con lastre di calcare e tufo con copertura litica, mentre la tomba 25 è del tipo a fossa terragna semplice. Inoltre sono state messe in luce due strutture murarie: la prima presenta andamento nord/sud e corre parallela alla parete rocciosa, la seconda localizzata al centro dell’area di scavo presenta un andamento curvilineo. Nell’ambiente 1 il saggio C, effettuato a ridosso dell’entrata, mirava a comprendere la difficile situazione stratigrafica manomessa dai diversi tagli individuati all’interno dell’ambiente in un punto focale per la comprensione delle dinamiche di diverso utilizzo dell’ambiente stesso, chiesa – ambiente rurale. Lo scavo ha permesso di rintracciare soltanto il livello di preparazione per la soglia, ed il taglio per l'alloggio del cardine. Sia il piano di preparazione della soglia sia il piano di frequentazione esterno sono stati disturbati dal taglio US -529 che è riferibile ad una ulteriore fase di spoliazione dell’ambiente.
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AIAC_950 - S. Restituta - 2011Saggio 1, area Nord. Si è indagato il crollo che si estendeva in modo uniforme su tutta l'area, ad esclusione della parte prossima ai vani rupestri. Al di sotto sono state individuate tre strutture murarie (UUSSMM 520, 532 e 450). Quest'ultima è composta da un doppio paramento e nucleo interno legato da malta. La prima struttura (USM 520) sembra essere in relazione con la fase rupestre dell'insediamento e quindi funzionale alla delimitazione dello spazio antistante gli ambienti rupestri 3 e 5 entrambi utilizzati a scopi funerari. La struttura curvilinea (USM 532) circoscrive un'area antistante l'ambiente 1, anche in questo caso l'area è destinata a scopi funerari. Nella zona nord si è evidenziata la presenza di una nuova struttura rupestre (ambiente 12). Saggio 1, area Ovest Nell'area ovest è stato indagato il livello 134, battuto di calcare e terra che si estende in modo uniforme su tutta l'area. A ridosso del limite con l'area nord è stata individuata una sepoltura in fossa terragna, disposta in senso sud/nord, parallela alla tomba 1 dalla quale si discosta di pochi centimetri. Questa nuova sepoltura conferma lo sfruttamento estensivo a scopi funerari di tutta l'area circostante la chiesa romanica (ambiente 1). Al centro dell'area è stato indagato un taglio di forma sub-rettangolare, che si sviluppa in senso est/ovest, al di sotto del quale si è evidenziata la presenza di una canaletta con copertura a blocchi (parzialmente conservati) pareti verticali rivestite di blocchi di calcare, fondo piano non rivestito. Il primo taglio fu realizzato allo scopo di raccogliere le acque percolanti e farle defluire all'esterno dell'ambiente 1. Questa azione, di epoca moderna, è stata realizzata quando l'area era stata già riconvertita a scopi rurali. Il taglio sottostante ha funzione di canalizzare le acque che dall'ingresso dell'ambiente 1 vengono convogliate verso l'esterno. Questa opera è in fase con i battuti esterni all'ambiente 1 che rappresentano la fase ultima di vita del complesso sacro. Inoltre sono stati indagati alcuni piani di frequentazione che si sviluppano nella zona esterna definita dalle strutture murarie a grossi blocchi (UUSSMM 237 e 296); i livelli sono rappresentati da battuti di terra e calcare. Saggio 1, area sud Nell'area sud sono stati indagati gli ambienti 8, 9 e 11, evidenziando fasi di vita alternate a fasi di abbandono. Dallo scavo dell'ambiente 9 e dall'indagine effettuata nell'ambiente 8 con l'apertura del saggio A, è stato possibile definire lo sviluppo edilizio dell'area. Ad una prima fase, dove l'area è occupata da un grande ambiente rettangolare, che viene obliterato da un notevole crollo naturale, ne segue un’ulteriore, che vede, con la costruzione delle strutture 291 e 333, la parcellizazione dell'area con la creazione degli ambienti 8 e 9. Nell'ambiente 9 sono state distinte due fasi di frequentazione; la prima è costituita dal battuto US 299, mentre la seconda dall'US 544 dove sono presenti tracce di focolari, tra le due fasi si distingue un periodo di abbandono costituito dai livelli 320 e 306. Nell'ambiente 11, dopo aver indagato la fase di crollo della copertura e di parte delle strutture murarie (UUSS 273, 274 e 571), si è individuata la fase di vita dell'ambiente. Questa è costituita da un battuto (US 574) composto di terra e calcare e da un focolare quadrangolare in blocchi di nenfro, posto presto il limite est dell'ambiente.
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AIAC_950 - S. Restituta - 2013La campagna di scavo 2013, ha interessato il saggio 1 con uno scavo in estensione nell’area sud/ovest in corrispondenza dell’ambiente 11, dove si era evidenziata la presenza a ridosso del limite di scavo sud/ovest di strutture murarie. Tale situazione ha reso necessaria una indagine più approfondita in corrispondenza di questa area, dove è stato effettuato un saggio di approfondimento. A seguito della rimozione dei residui dell’accumulo US 274 che occupavano l’intera porzione occidentale dell’area di scavo e che consisteva in uno strato di terra a matrice argillosa con notevoli inclusi di calcare di medie dimensioni, frammenti di ceramica ed inclusi di carbone, già individuato negli altri settori di scavo nelle precedenti campagne ed interpretato come ultima fase di frequentazione dell’area, è stato possibile individuare la struttura muraria USM 605 posta a sud/ovest dell’ambiente 11, l’USM 597, le UUSS 604, e 608 posti nell’Ambiente 11 e le UUSS 606, 607, 609 e 610 poste all’esterno dello stesso ambiente. Per meglio comprendere le relazione tra le strutture UUSSMM 287 e 598 pertinenti all’ambiente 11, la nuova struttura USM 605 e la successione stratigrafica emersa all’esterno del vano, si è reso necessario un approfondimento d’indagine nella porzione occidentale dell’area sud. All’interno dell’Ambiente 11 la successione stratigrafica individuata a seguito dell’asportazione dell’US 274, era rappresentata dalle UUSS 601 e 604. L’US 601 interpretata come un battuto di frequentazione, composta da terra a matrice argillosa caratterizzata dalla presenza di numerosi inclusi di carbone di medie dimensioni, che si estendeva in maniera uniforme in tutto l’ambiente presentando una superficie piana e regolare, è stata rimossa solamente nella porzione occidentale del vano, così da permettere la messa in luce delle UUSS 604 e 608. L’US 604, individuata ma non scavata, sembra essere riferibile ad una fase di abbandono dell’ambiente. L’US 608, posta tra la struttura muraria USM 287 e l’USM 605, è costituita da blocchi squadrati di calcare e nenfro di grandi dimensioni, disposti di piatto. Questi anche se non risultavano legati da malta erano comunque posizionati in continuità tra loro ed alla stessa quota. La disposizione, l’andamento ed il rapporto con le strutture contigue, sembrano suggerire un’interpretazione di tale apprestamento come soglia relativa all’accesso all’ambiente nella sua ultima fase di frequentazione. L’US 608 è stata messa in relazione, inoltre, con l’USM 287, che costituisce in questa fase, il limite occidentale dell’Ambiente 11. Nell’area esterna, ad ovest dello stesso ambiente 11, è stato individuato un notevole strato di crollo, US 609, che copriva alcuni blocchi di calcare di grandi dimensioni posti a ridosso dell’USM 287. Questa unità stratigrafica era costituita da terra a matrice argillosa e abbondanti frammenti di tegole e coppi, con una concentrazione maggiore nel limite meridionale, a ridosso dell’USM 605. L’US 609, inoltre, copriva l’US 610, consistente in un spesso strato di terra a matrice argillosa, che si estendeva sull’area indagata in maniera uniforme, presentando una superficie regolare e piana. Attraverso la rimozione dell’US 609 è stata messa in luce una piccola cassa litica (607) riempita dall’US 606, strato di terra a matrice sabbio-argillosa con abbondanti bozze di calcare di piccole dimensioni, frammenti di laterizi, ceramica, piccoli frammenti di marmo e inclusi di carbone. La cassa in calcare, ubicata a ridosso dell’USM 597, aveva un andamento nord/sud e una lunghezza di 1,20 m e una larghezza massima di 0,46 m circa, ed era interessata da una frattura in senso est/ovest sul suo limite settentrionale, probabilmente causata dal peso stesso dell’USM 287, che si impostava direttamente sopra la cassa stessa. L’US 606, è stata interpretata come riempimento secondario della cassa, avvenuto probabilmente in seguito allo spoglio della tomba. Questo tipo di intervento era già stato riscontrato in altre aree del sito, sempre in relazione con le ultime fasi di frequentazione, riferibili ad una destinazione rurale dell’area. Sul limite sud dell’area di scavo è stata inoltre individuata la struttura muraria USM 605 che presenta andamento est/ovest ed è costituita da un doppio paramento di conci di calcare posti in filari orizzontali regolari, legati da nucleo centrale di bozze di calcare e nenfro legate da malta di colore grigio chiaro, tenace. La successione stratigrafica individuata ha reso possibile la definizione di almeno cinque fasi: 1. Una prima fase, rappresentata dalla costruzione dell’USM 605, realizzata con caratteristiche murarie riferibili a strutture pertinenti alla fase romanica dell’insediamento, alla quale si potrebbe anche mettere in relazione la presenza della cassa-tomba USM 607. A questa fase ne segue una ancora non definibile, ma indiziata dall’intervento di spoglio della tomba, con il suo successivo riempimento US 606. 2. La seconda fase è rappresentata dalla realizzazione dell’USM 597 e probabilmente dell’USM 598. L’USM 597, infatti, oblitera la cassa tomba USM 607. A questa fase va attribuita anche l’US 610, che costituisce molto probabilmente il piano di frequentazione. 3. La terza fase è rappresentata dal crollo delle strutture e relativa copertura, rappresentato dall’US 609. 4. Segue una quarta fase, delineata dalla costruzione dell’USM 287 e dall’apprestamento della probabile soglia US 608. Questa fase indica che l’Ambiente 11 in questo momento era accessibile soltanto da ovest. 5. La successiva fase è rapportabile solo all’Ambiente 11 ed è relativa al parziale crollo delle strutture del vano, US 604. 6. La fase più recente è relativa alla frequentazione del vano, così come individuato in base all’US 601 e al focolare US 574, riconducibile ad una destinazione d’uso come cucina. 7. L’ultima fase, già indagata in parte nelle precedenti campagne di scavo, è costituita dall’US 274, interpretata come ultimo piano di frequentazione dell’Ambiente 11.
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AIAC_950 - S. Restituta - 2014La campagna di scavo 2014, svolta nei mesi di settembre/ottobre, ha interessato il saggio 1 con uno scavo in estensione nell’Area ovest, distinguendola in due settori. _Saggio 1, Area ovest, settore Nord_ Nell’area ovest, a seguito della rimozione dei residui degli accumuli UUSS 586 e 558, individuati nelle precedenti campagne, è emersa una situazione di scavo che vede la presenza di un notevole strato di crollo (US 619), che si estende su tutta l’area. Sul limite nord/est il crollo è intaccato dal taglio -629 funzionale all’alloggio di una sepoltura (Tomba 27). Al di sotto del crollo (US 619) emergono diverse unità stratigrafiche: nella porzione est viene messo in luce uno strato di matrice sabbiosa di colore giallo (US 621), al centro la struttura (USM 620) costituita da blocchi e lastre di calcare e nenfro allineati in senso NE/SO, mentre sul limite ovest viene messa in luce una ulteriore struttura muraria (USM 624), che presenta andamento NW/SE. L’US 621 risulta intaccata dal taglio (US -625) finalizzato alla realizzazione di una sepoltura (Tomba 28). L’US 621 copre l’US 651, che consiste in un accumulo di bozze di calcare poste tra la Tomba 28 e l’USM 620. _Saggio 1, Area ovest, settore Sud_ Nell’area ovest a seguito della rimozione dei residui dell’accumulo posto nella porzione nord occidentale dell’area di scavo (US 595), è stato possibile individuare il taglio -611, interpretato come un apprestamento funzionale al drenaggio delle acque, e i relativi riempimenti: le UUSS 616, 617 e 623. Al centro dell’area si mette in evidenza una successiva opera di canalizzazione delle acque, rappresentata in questo caso da una vera e propria struttura (612 copertura, 614 e 615 spallette) che fodera il taglio -613. Su tutta l’area è presente l’US 374, accumulo individuato nelle precedenti campagne di scavo, al di sotto del quale si evidenzia una situazione che vede la presenza di una notevole concentrazione di tracce di carbone a ridosso dell’USM 237, che costituiscono la traccia più evidente di un focolare (US 627), realizzato con un apprestamento di bozze di calcare e polvere di calcare compatto (US 635). Al di sotto di queste unità stratigrafiche viene individuata l’US 631, visibile soltanto per una superficie limitata, l’US infatti costituisce l’estremità di uno strato visibile in sezione nella porzione sud/est dell’area di scavo. Su tutta l’area, tranne che nella sua porzione settentrionale, si estende uno strato di terra a matrice argillosa (US 634), caratterizzata da una presenza consistente di bozze di calcare e pietre di piccole dimensioni. Viene inoltre individuata l’US 636 che consiste in uno strato di terra e calcare di colore giallo e dalla consistenza friabile, da mettere in relazione ad una fase di spoglio, che ha in parte interessato anche la tomba 29. Al di sotto dell’US 636 viene individuata l’US 637, che consiste in un accumulo di bozze di calcare e pietre di piccole e medie dimensioni rari frammenti di laterizi, una scoria di ferro e alcuni frammenti di piombo.
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AIAC_950 - S. Restituta - 2015La campagna di scavo 2015, svolta nei mesi di settembre/ottobre, ha interessato il Saggio 1/Area N con uno scavo in estensione, mentre nell’Ambiente 1 si è proceduto con l’apertura del saggio Y. _Saggio 1/area Nord_ Su tutta l’area sono stati individuati una serie di livelli relativi a fasi di frequentazione, alternati a livelli di accumulo e crollo relativi alle fasi di abbandono e obliterazione dell’area. L’US 659, battuto che si estendeva su tutta l’area, è riferibile all’ultima fase di frequentazione successiva a un periodo di abbandono, rappresentato dall’accumulo US 675 e dai crolli UUSS 658, 660 e 657, che rappresentano il lento disfacimento della struttura muraria UMS 673, posta sul limite W del Saggio. Una seconda fase di frequentazione è attestata dalla presenza del battuto US 659, che si estende in modo uniforme su tutta l’area. Questo livello copriva una serie di crolli (UUSS 661 e 664), e gli accumuli UUSS 670 e 668. A questa fase ne segue una successiva, rappresentata dall’US 674, livello di frequentazione presente nella porzione nord dell’area, costituito da uno strato di terra misto a piccoli frammenti di calcare e grumi di malta e caratterizzato, sul limite Nord, da una concentrazione di laterizi che definiscono un’area quadrangolare, traccia più evidente di un focolare. Questo livello copre verso Sud l’US 669, strato caratterizzato da un considerevole numero di frammenti di calcare in bozze e in blocchi squadrati, frammenti di nenfro, laterizi e grumi di malta, che copriva a sua volta il crollo US 681. Al di sotto di queste unità stratigrafiche vengono messe in luce le creste di due strutture murarie le UUSSMM 689 e 690, costituite da un doppio paramento in blocchi squadrati di calcare e nucleo interno. _Ambiente 1, Saggio Y_ All’interno del saggio Y sono stati individuati una serie di livelli relativi a fasi di frequentazione, anche di breve durata. L’US 671 è caratterizzata da uno strato di terra di colore rosso scuro e alcune scorie di ferro. La frequentazione attestata da questo strato è successiva a un periodo di abbandono, rappresentato dalle UUSS 675, 677 e 678. Il primo consiste in un accumulo di terra a matrice argillosa con presenza di carbone che si estende su tutta la superficie del saggio e che copre le UUSS 677 e 678, costituite entrambe da bozze di calcare e polvere di intonaco. Il primo strato conteneva anche concentrazioni di argilla verde ma entrambi sono risultati privi di qualsiasi altro materiale, attestando un accumulo naturale. A momenti di frequentazione, che in questo caso sembra possano essere riconosciuti come occasionali e di breve durata, come rappresentato ad esempio dall’US 679, si alternano fasi di abbandono, attestate dalle UUSS 685 e 680. Quest’ultima è costituita da un accumulo di terra, nel quale si riconosce una consistente infiltrazione di acqua in questo punto. L’US 680 rappresenta l’obliterazione di un’ulteriore fase di frequentazione, restituita dalle UUSS 683, piano di calpestio, e dall’US 682, focolare, presso il quale sono evidenti diverse tracce di legno bruciato.
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AIAC_950 - S. Restituta - 2016_Saggio 1/area Nord_ Nella porzione N/E (ampliamento 2016) sono stati individuati livelli di crollo (UUSS 710 e 658), e accumuli (UUSS 670=711 e 718), che attestano una fase di abbandono dell’area. All’abbandono segue una fase di frequentazione, restituita dall’US 674 caratterizzata da una notevole concentrazione di laterizi, malta e piccole bozze di calcare, da mettere in relazione con la struttura muraria USM 673. Segue una seconda fase di abbandono testimoniata dalle UUSS 728 e 729 accumuli che sembrano non essere più in fase con la struttura muraria USM 673; e una serie di crolli che si concentrano nell’area S/E dello scavo: le UUSS 669, 676, 681 e 715. L’US 715 viene intercettata dal taglio -709 funzionale alla realizzazione della tomba 31. La sepoltura, coperta con terra e bozze di calcare (712), ha restituito lo scheletro completo di un individuo adulto (713), deposto in decubito dorsale con orientamento S/N, la tomba è risultata essere priva di corredo. _Ambiente 1, Saggio y_ Si è ripreso lo scavo del saggio indagando le UUSS 687=688 e 683=686, strati di frequentazione relativi a una terza fase di cantiere, che contribuiscono all’innalzamento dei livelli di calpestio. La fase successiva è rappresentata dalla messa in opera del secondo livello di fondazione delle strutture della chiesa. Queste vengono realizzate con l’esecuzione di tagli (UUSS -695 e -692), all’interno dei quali vengono posate le UUSSMM 522 e 696, e riempiti dalle UUSS 691 e 694, strati di terra a matrice argillosa. La fase di cantiere successiva è attestata da accumuli, interpretabili come piani di frequentazione, caratterizzati da una forte presenza di scorie ferrose di piccole e medie dimensioni, ossa combuste e bronzo (UUSS 693, 697, 698, 699, 700). Successivamente a questa regolarizzazione vengono messi in posa i blocchi relativi alla fondazione (UUSSMM 726 e 727). All’intervento sopra descritto seguono strati di frequentazione relativi al cantiere (UUSS 701, 702, 703, 704,705, 706 e 708), che hanno la funzione di regolarizzare anche il banco roccioso. La fase successiva è rappresentata dall’US -724, primo intervento di regolarizzazione del banco roccioso funzionale alla costruzione delle strutture della chiesa, individuato per l’intera estensione del saggio. Il banco roccioso è interessato anche dal taglio -722 e riferibile alla tomba 32. La tomba (721, scheletro; 720, riempimento) ha un orientamento W/E e ne è visibile solo la parte nordorientale, poiché il resto della fossa è coperto dalle strutture della chiesa romanica. Dello scheletro sono visibili allo stato attuale un femore e una tibia, attribuibili a un individuo di età adulta.
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AIAC_950 - S. Restituta - 2017La campagna di scavo 2017 ha interessato l’ambiente 3 e il saggio 1. Per verificare i livelli individuati nella precedente campagna si è deciso di ampliare di 1 metro il limite nord del saggio 1. Questo ampliamento ha permesso di definire i rapporti tra la struttura muraria (USM 673), il focolare e i piani di frequentazione (728, 729). Le ricerche hanno permesso l’individuazione per intero del focolare, del quale si era individuata soltanto l’estremità meridionale. Il focolare, che si presenta di forma quadrangolare, è realizzato con mattoni legati da malta grigiastra. Contemporaneamente si è potuto constatare che l’US 729 rappresenta un battuto pavimentale in fase con la costruzione del focolare, mentre l’US 728 costituisce il residuo dell’ultimo battuto pavimentale. L’impianto del focolare e la presenza di notevoli tracce di bruciato a ridosso della parete rocciosa, confermano la probabile funzione produttiva/abitativa dell’area stessa. In questo momento non è del tutto chiaro se questa attività, restituita dalla presenza del focolare e delle notevoli tracce di bruciato anche in prossimità della parete rocciosa, sia da mettere in relazione ad una fase abitativa rupestre, vista la presenza sulla parete rocciosa di tagli riferibili molto probabilmente a ulteriori ambienti rupestri posti oltre il limite di scavo. Nella porzione sud dell’area si rinvengono alcuni livelli di accumulo e notevoli porzioni di crollo che obliterano le strutture murarie (UUSSMM 620, 624 e 690). I crolli, caratterizzati dalla presenza di blocchi di calcare alcuni con lacerti di intonaco, sono la sicura testimonianza di una fase di abbandono delle strutture murarie ma non di un abbandono dell’area, come dimostrano i tagli effettuati per l’alloggio di alcune sepolture. Anche nella porzione ovest si rinviene, a ridosso dell’USM 689, un ulteriore crollo (740) composto esclusivamente di blocchi squadrati di calcare allineati parallelamente al muro USM 689. L’US può considerarsi come il paramento del muro 689 collassato a seguito di un forte dissesto. I crolli sigillano, inoltre, un livello di battuto pavimentale (741) che si estende in modo abbastanza uniforme su tutta l’area. Sulla superficie sono tre tagli circolari da interpretare come buchi di palo, che si dispongo in senso radiale parallelamente alla struttura muraria USM 532. Al centro di questa area vi è una vera e propria fossa, che ha restituito al suo interno anche alcuni frammenti ossei umani. L’US 741 è la conferma della destinazione funeraria dell’area posta a nord della chiesa romanica, attestando in questo momento una fase di riorganizzazione dello spazio funerario. Nell’ambiente rupestre (ambiente 3) si riprende lo scavo indagando la fossa presente sul lato est. Dopo aver completato lo scavo dell’accumulo di ossa, indagato nelle precedenti campagne, si rinvengono i resti scheletrici di una sepoltura. Di quest’ultima si conservano i resti parziali di un individuo adulto deposto in decubito dorsale con orientamento N/S. Al di sotto si rinvengono i resti di un ulteriore scheletro completo di un inumato deposto e orientato come il precedente. Si indaga anche le seconda fossa presente nell’ambiente 3 e in parte già scavate nelle precedenti campagne. Anche in questa seconda fossa si rinviene un ulteriore scheletro posto nello stesso modo con lo stesso orientamento del precedente. Si conclude l’indagine dell’ambiente 3, che ha restituito, fino a questo momento due fasi di vita. La prima è quella che vede la realizzazione all’interno del vano di due fosse tagliate parallelamente alla parete rocciosa, che accoglieranno rispettivamente due sepolture. Soltanto la fossa posta ad ovest rimarrà sigillata mentre quella posta a est verrà intaccata dall’azione che causerà l’asportazione e il riposizionamento di parte dello scheletro della sepoltura precedente. In una fase successiva, cronologicamente riferibile alla fase romanica, l’ambiente verrà destinato a ossario e definitivamente sigillato.
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- Name
- S. Restituta
- Year
- 2006
- Summary
-
it
Lo scavo nella chiesa rupestre di Santa Restituta in località San Savino, ha rivelato una fase di utilizzo dell’area che va dall’alto medioevo al periodo moderno; sono emerse aree sepolcrali, nuove strutture murarie e nuovi ambienti scavati nella roccia.
Lo scavo del saggio 2 – con un ambiente ipogeo – si è svolto per comprendere le dinamiche di utilizzo dell’ambiente stesso, dall’uso agricolo-pastorale a quello cultuale. Nel piano di calpestio sono stati individuati dei tagli, riferibili a buche di palo, alcuni dei quali mantengono ancora il cordolo e uno soltanto conserva i resti lignei del palo. Questi tagli si dispongono a ridosso dei “banconi” che corrono paralleli ai lati lunghi dell’ambiente e che non sono in continuità con le strutture murarie della chiesa romanica, ma appartengono ad una fase successiva e sono forse da mettere in relazione con la riedificazione dei muri di chiusura dell’ambiente 2. Nella parte absidale sul lato nord la struttura a “bancone” è stata costruita tagliando e demolendo in parte l’altare presente all’interno della piccola abside di sinistra e intaccando anche l’abside stesso. E’ possibile ipotizzare che questi “banconi”, interpretabili come mangiatoie per animali, fossero manufatti riferibili ad un uso pastorale dell’ambiente 2.
L’indagine svolta nel saggio 1 è stata distinta in 3 aree.
La prima, posta all’esterno dell’ambiente 1 verso nord dove sono stati indagati i livelli che si addossavano al muro della chiesa romanica e i 2 ambienti ipogei dove sono emersi un accumulo di ossa disposte in modo sparso miste a ceramiche, 3 tombe in fossa semplice di individui adulti deposti in decubito dorsale, orientati est-ovest, e 2 tombe in cui gli individui, adulti, disposti in decubito dorsali, erano orientati ovest-est.
La seconda area, nella zona ovest, ha restituito una tomba di un individuo adulto disposto in decubito dorsale orientato nord-ovest/sud-est. Sul lato sud sono stati individuati 2 piani di calcare e ad ovest, a ridosso del limite di scavo, una struttura muraria.
Nella terza, a sud, sono stati indagati un ambiente ipogeo, e ambienti realizzati in opera muraria che sul lato nord sfruttano il muro perimetrale della chiesa romanica. E’ stata inoltre individuata una nuova sepoltura di un individuo adulto, deposto in decubito dorsale, orientato ovest-est. (MiBAC) -
en
The excavation of the rock cut church of Santa Restituta in the locality of San Savino revealed an occupation phase that runs from the early medieval to modern period. Cemetery areas, new walls and rock cut rooms were uncovered.
The excavation of trench 2 – with an underground room – was undertaken in order to gain an understanding of the dynamics of its uses, from agricultural-pastoral to religious. There were cuts in the floor identified as post holes, some of which still had the raised border and one contained wooden remains from the post. These cuts were arranged up against “benches” which ran parallel to the long sides of the space and are not in context with the walls of the Romanesque church but belong to a later phase, perhaps relating to the rebuilding of the closing walls of room 2. In the apsed area on the north side the “bench” structure was constructed by cutting and partly demolishing the altar standing in the small left hand apse and cutting the apse itself. It is possible to suggest that these “benches”, interpretable as mangers for animals, were structures relating to the pastoral use of room 2.
The excavation of trench 1 was divided into three distinct areas.
In the first, outside room 1 to the north, the levels abutting the wall of the Romanesque church were examined together with the two underground rooms which revealed a spread of bones mixed with pottery, three earth graves containing adult individuals in a supine position on an east-west orientation and two tombs containing adult individuals in a supine position on a west-east orientation.
In the second area, in the west zone, the tomb of an adult individual in a supine position on a north-west/south-east orientation was uncovered. On the south side two limestone surfaces were found and to the west, up against the trench edge, there was a wall.
In the third area, to the south, an underground room was investigated. Walled structures on the north side made use of the perimeter wall of the Romanesque church. A new burial was also uncovered containing an adult individual in a supine position on a west-east orientation. (MiBAC)
Media
- Name
- S. Restituta
- Year
- 2009
- Summary
-
it
Lo scavo dell’insediamento rupestre è stato intrapreso nel 1999 dalla Cattedra di Archeologia Medievale della Facoltà di Scienze Umanistiche, dell’Università di Roma “Sapienza”. L’insediamento si trova in località San Savino, nel comune di Tarquinia (VT), a ridosso del vasto pianoro della civita.
A differenza della fase etrusca e romana, poco si conosce della Tarquinia altomedievale e medievale; lo scavo di questo centro cultuale può così essere considerato un piccolo tassello per la ricostruzione della vita di questa città, nella sua fase di vita più tarda.
L’insediamento fa parte delle vaste proprietà che il monastero Benedettino del San Salvatore al Monte Amiata aveva nel territorio di Tarquinia, la cui prima attestazione risale al IX secolo.
I dati emersi dalle indagini di scavo mettono in luce una frequentazione dell’area che si protrae nel tempo, mostrando diverse dinamiche di occupazione.
Alla fase altomedievale possiamo far risalire una serie di ambienti scavati nella roccia che si sviluppano ai lati della chiesa rupestre che costituisce il corpo centrale dell’insediamento. La chiesa è composta da un vano rettangolare terminante con una profonda abside quadrangolare centrale e due piccole absidi laterali, collegata a sud tramite una piccola apertura ad un più piccolo ambiente probabilmente destinato a vano di servizio. La necropoli altomedievale, individuata nell’area nord, si sviluppa lungo il costone roccioso, su cui si aprono alcune tombe del tipo ad arcosolio.
Nel periodo medievale, tra il XII ed il XIII secolo, si assiste ad una fase edilizia molto importante che portò all’ampliamento della chiesa con l’edificazione di un ambiente quadrangolare addossato a quello rupestre, inoltre tutta l’area sud viene delimitata con la costruzione di una struttura. La chiesa presenta infatti il paramento esterno scandito da semicolonne e da pilastri quadrangolari. Sul lato interno del vano il paramento murario non sembra recare tracce di rivestimento; rimangono visibili alcuni blocchi decorati ad incisione con croci semplici o potenziate mentre nel punto di congiunzione tra la parte ipogea e la parte costruita della chiesa erano poste due semicolonne in pietra grigia, che poggiano su basi quadrangolari, La necropoli in questo periodo si amplia notevolmente, infatti le sepolture occupano tutta l’area circostante la chiesa, inoltre sul lato nord viene costruito un ossario.
In una fase successiva, a seguito del continuo dilavamento del terreno dal soprastante pianoro, vengono costruite due strutture murarie sul lato nord, che consentiranno di mantenere la zona antistante la chiesa romanica sgombra dai depositi e accumuli, creando un piccolo spazio dove si continua a seppellire, mentre nell’area sud i livelli di accumulo iniziano ad innalzare i piani di frequentazione a nord obliterano completamente l’area.
Il continuo depositarsi di livelli di accumulo interessa successivamente anche la chiesa romanica e l’area sud dove si ha il frazionamento della struttura posta a sud, con la creazione di due ambienti collegati tra loro, all’interno dei quali si creano più piani di frequentazione con tracce di focolari.
Segue una fase di dissesto strutturale, che causa il crollo delle coperture degli ambienti posti a sud mentre l’area ovest viene obliterata dai crolli. A questa fase di dissesto ne segue una di vita con il formarsi di piani di frequentazione sui crolli dei tetti.
A questa ultima fase di vita segue l’obliterazione totale di tutta l’area sud, causata dal dilavamento del terreno soprastante ed dai successivi crolli strutturali e naturali. -
en
The excavation of the rock cut settlement was carried out in 1999 by the Cattedra di Archeologia Medievale della Facoltà di Scienze Umanistiche, of the Università di Roma “Sapienza”. The settlement is situated in locality San Savina, in the Comune of Tarquinia (VT), on the vast plain of the _civita_. Unlike the Etruscan and Roman phases, little is known of early medieval and medieval Tarquinia; the excavation of this cult centre can therefore be considered as providing a small, but important, element for the reconstruction of the latest phases of the life of the town.
The settlement forms part of the vast proprieties owned by the Benedictine monastery of San Salvatore al Monte Amiata in the territory of Tarquinia, which is first attested in the 9th century. The excavations have demonstrated the area was frequented over a long period of time, with different forms of use.
A series of rooms excavated in the rock date to the early medieval period, they occupy the sides of the rock cut church which comprises the focus of the settlement. The church consists of a rectangular space ending in a deep, central quadrangular apse and two small side apses, linked at the south by a small opening to a smaller room probably serving as a service area. The early medieval necropolis, identified in the northern area, extends along the rock ridge, in which some _arcosolia_ were created.
In the medieval period, between the 12th and the 13th centuries, an important phase of building took place which led to the enlargement of the church with the construction of a quadrangular room resting against the original rock cut structure, furthermore the whole of the south area is delimited by the building of another structure. The external parameter of the church, in fact, is divided by a series of half columns and square pillars. On the interior, the facing of the wall does not seem to have been covered with plaster; some blocks incised with simple or complex crosses are visible, while at the point of conjunction between the underground part and the main structure of the church, two half columns in grey stone were placed which rest on square bases. In this period the necropolis is greatly extended, in fact the burials occupy the entire area surrounding the church and on the northern side an ossuary is also built.
At a later phase, following the continuous down wash of earth from the plain above, two walled structures were built on the north side, which kept the area in front of the Romanesque church free of the accumulation of earth and deposits, creating a small space where burials were continued, while in the southern area the levels of accumulation begin to raise the occupation levels to the north completely obliterating the area.
The continual deposition of colluvium later also affected the Romanesque Church and the southern area where the structure located to the south is divided with the creation of two connected rooms, within which several occupation levels have been identified with traces of hearths. There then follows a phase of structural decay, which causes the collapse of the roofs of the rooms located to the south, while the area to the west is obliterated by fallen masonry. Occupation of the area after this phase consists of a series of frequentation levels over the collapsed roofs. This last phase of occupation is followed by the total obliteration of the entire southern area, caused by the downwash of the earth above and by a series of structural and natural collapses. - Summary Author
- Letizia Ermini Pani
- Research Body
- Sapienza Università di Roma
- Funding Body
- Comune di Tarquinia
Media
- Name
- S. Restituta
- Year
- 2010
- Summary
-
it
E' stato indagato il saggio 1, con uno scavo in estensione nell’area nord e l’apertura di un saggio nell’ambiente 1.
L'area nord era completamente obliterata da una serie di accumuli al di sotto dei quali è emerso un poderoso crollo costituito da blocchi squadrati, alcuni dei quali conservavano ancora tracce di intonaco. Sotto il crollo sono stati individuai tre tagli corrispondenti a tre sepolture tutte prive di corredo. Le tombe 24 e 26 sono del tipo a cassone rivestito con lastre di calcare e tufo con copertura litica, mentre la tomba 25 è del tipo a fossa terragna semplice. Inoltre sono state messe in luce due strutture murarie: la prima presenta andamento nord/sud e corre parallela alla parete rocciosa, la seconda localizzata al centro dell’area di scavo presenta un andamento curvilineo.
Nell’ambiente 1 il saggio C, effettuato a ridosso dell’entrata, mirava a comprendere la difficile situazione stratigrafica manomessa dai diversi tagli individuati all’interno dell’ambiente in un punto focale per la comprensione delle dinamiche di diverso utilizzo dell’ambiente stesso, chiesa – ambiente rurale. Lo scavo ha permesso di rintracciare soltanto il livello di preparazione per la soglia, ed il taglio per l'alloggio del cardine. Sia il piano di preparazione della soglia sia il piano di frequentazione esterno sono stati disturbati dal taglio US -529 che è riferibile ad una ulteriore fase di spoliazione dell’ambiente.
- Summary Author
- Beatrice Casocavallo
- Director
- Francesca Romana Stasolla
- Research Body
- Sapienza Università di Roma
Media
- Name
- S. Restituta
- Year
- 2011
- Summary
-
it
Saggio 1, area Nord.
Si è indagato il crollo che si estendeva in modo uniforme su tutta l'area, ad esclusione della parte prossima ai vani rupestri. Al di sotto sono state individuate tre strutture murarie (UUSSMM 520, 532 e 450). Quest'ultima è composta da un doppio paramento e nucleo interno legato da malta. La prima struttura (USM 520) sembra essere in relazione con la fase rupestre dell'insediamento e quindi funzionale alla delimitazione dello spazio antistante gli ambienti rupestri 3 e 5 entrambi utilizzati a scopi funerari. La struttura curvilinea (USM 532) circoscrive un'area antistante l'ambiente 1, anche in questo caso l'area è destinata a scopi funerari. Nella zona nord si è evidenziata la presenza di una nuova struttura rupestre (ambiente 12).
Saggio 1, area Ovest
Nell'area ovest è stato indagato il livello 134, battuto di calcare e terra che si estende in modo uniforme su tutta l'area. A ridosso del limite con l'area nord è stata individuata una sepoltura in fossa terragna, disposta in senso sud/nord, parallela alla tomba 1 dalla quale si discosta di pochi centimetri. Questa nuova sepoltura conferma lo sfruttamento estensivo a scopi funerari di tutta l'area circostante la chiesa romanica (ambiente 1).
Al centro dell'area è stato indagato un taglio di forma sub-rettangolare, che si sviluppa in senso est/ovest, al di sotto del quale si è evidenziata la presenza di una canaletta con copertura a blocchi (parzialmente conservati) pareti verticali rivestite di blocchi di calcare, fondo piano non rivestito. Il primo taglio fu realizzato allo scopo di raccogliere le acque percolanti e farle defluire all'esterno dell'ambiente 1. Questa azione, di epoca moderna, è stata realizzata quando l'area era stata già riconvertita a scopi rurali. Il taglio sottostante ha funzione di canalizzare le acque che dall'ingresso dell'ambiente 1 vengono convogliate verso l'esterno. Questa opera è in fase con i battuti esterni all'ambiente 1 che rappresentano la fase ultima di vita del complesso sacro. Inoltre sono stati indagati alcuni piani di frequentazione che si sviluppano nella zona esterna definita dalle strutture murarie a grossi blocchi (UUSSMM 237 e 296); i livelli sono rappresentati da battuti di terra e calcare.
Saggio 1, area sud
Nell'area sud sono stati indagati gli ambienti 8, 9 e 11, evidenziando fasi di vita alternate a fasi di abbandono.
Dallo scavo dell'ambiente 9 e dall'indagine effettuata nell'ambiente 8 con l'apertura del saggio A, è stato possibile definire lo sviluppo edilizio dell'area. Ad una prima fase, dove l'area è occupata da un grande ambiente rettangolare, che viene obliterato da un notevole crollo naturale, ne segue un’ulteriore, che vede, con la costruzione delle strutture 291 e 333, la parcellizazione dell'area con la creazione degli ambienti 8 e 9.
Nell'ambiente 9 sono state distinte due fasi di frequentazione; la prima è costituita dal battuto US 299, mentre la seconda dall'US 544 dove sono presenti tracce di focolari, tra le due fasi si distingue un periodo di abbandono costituito dai livelli 320 e 306.
Nell'ambiente 11, dopo aver indagato la fase di crollo della copertura e di parte delle strutture murarie (UUSS 273, 274 e 571), si è individuata la fase di vita dell'ambiente. Questa è costituita da un battuto (US 574) composto di terra e calcare e da un focolare quadrangolare in blocchi di nenfro, posto presto il limite est dell'ambiente. - Summary Author
- Beatrice Casocavallo
- Director
- Francesca Romana Stasolla
- Research Body
- Sapienza Università di Roma
- Funding Body
- Comune di Tarquinia
Media
- Name
- S. Restituta
- Year
- 2013
- Summary
-
it
La campagna di scavo 2013, ha interessato il saggio 1 con uno scavo in estensione nell’area sud/ovest in corrispondenza dell’ambiente 11, dove si era evidenziata la presenza a ridosso del limite di scavo sud/ovest di strutture murarie. Tale situazione ha reso necessaria una indagine più approfondita in corrispondenza di questa area, dove è stato effettuato un saggio di approfondimento.
A seguito della rimozione dei residui dell’accumulo US 274 che occupavano l’intera porzione occidentale dell’area di scavo e che consisteva in uno strato di terra a matrice argillosa con notevoli inclusi di calcare di medie dimensioni, frammenti di ceramica ed inclusi di carbone, già individuato negli altri settori di scavo nelle precedenti campagne ed interpretato come ultima fase di frequentazione dell’area, è stato possibile individuare la struttura muraria USM 605 posta a sud/ovest dell’ambiente 11, l’USM 597, le UUSS 604, e 608 posti nell’Ambiente 11 e le UUSS 606, 607, 609 e 610 poste all’esterno dello stesso ambiente.
Per meglio comprendere le relazione tra le strutture UUSSMM 287 e 598 pertinenti all’ambiente 11, la nuova struttura USM 605 e la successione stratigrafica emersa all’esterno del vano, si è reso necessario un approfondimento d’indagine nella porzione occidentale dell’area sud.
All’interno dell’Ambiente 11 la successione stratigrafica individuata a seguito dell’asportazione dell’US 274, era rappresentata dalle UUSS 601 e 604.
L’US 601 interpretata come un battuto di frequentazione, composta da terra a matrice argillosa caratterizzata dalla presenza di numerosi inclusi di carbone di medie dimensioni, che si estendeva in maniera uniforme in tutto l’ambiente presentando una superficie piana e regolare, è stata rimossa solamente nella porzione occidentale del vano, così da permettere la messa in luce delle UUSS 604 e 608. L’US 604, individuata ma non scavata, sembra essere riferibile ad una fase di abbandono dell’ambiente.
L’US 608, posta tra la struttura muraria USM 287 e l’USM 605, è costituita da blocchi squadrati di calcare e nenfro di grandi dimensioni, disposti di piatto. Questi anche se non risultavano legati da malta erano comunque posizionati in continuità tra loro ed alla stessa quota. La disposizione, l’andamento ed il rapporto con le strutture contigue, sembrano suggerire un’interpretazione di tale apprestamento come soglia relativa all’accesso all’ambiente nella sua ultima fase di frequentazione. L’US 608 è stata messa in relazione, inoltre, con l’USM 287, che costituisce in questa fase, il limite occidentale dell’Ambiente 11.
Nell’area esterna, ad ovest dello stesso ambiente 11, è stato individuato un notevole strato di crollo, US 609, che copriva alcuni blocchi di calcare di grandi dimensioni posti a ridosso dell’USM 287. Questa unità stratigrafica era costituita da terra a matrice argillosa e abbondanti frammenti di tegole e coppi, con una concentrazione maggiore nel limite meridionale, a ridosso dell’USM 605. L’US 609, inoltre, copriva l’US 610, consistente in un spesso strato di terra a matrice argillosa, che si estendeva sull’area indagata in maniera uniforme, presentando una superficie regolare e piana.
Attraverso la rimozione dell’US 609 è stata messa in luce una piccola cassa litica (607) riempita dall’US 606, strato di terra a matrice sabbio-argillosa con abbondanti bozze di calcare di piccole dimensioni, frammenti di laterizi, ceramica, piccoli frammenti di marmo e inclusi di carbone.
La cassa in calcare, ubicata a ridosso dell’USM 597, aveva un andamento nord/sud e una lunghezza di 1,20 m e una larghezza massima di 0,46 m circa, ed era interessata da una frattura in senso est/ovest sul suo limite settentrionale, probabilmente causata dal peso stesso dell’USM 287, che si impostava direttamente sopra la cassa stessa.
L’US 606, è stata interpretata come riempimento secondario della cassa, avvenuto probabilmente in seguito allo spoglio della tomba. Questo tipo di intervento era già stato riscontrato in altre aree del sito, sempre in relazione con le ultime fasi di frequentazione, riferibili ad una destinazione rurale dell’area.
Sul limite sud dell’area di scavo è stata inoltre individuata la struttura muraria USM 605 che presenta andamento est/ovest ed è costituita da un doppio paramento di conci di calcare posti in filari orizzontali regolari, legati da nucleo centrale di bozze di calcare e nenfro legate da malta di colore grigio chiaro, tenace.
La successione stratigrafica individuata ha reso possibile la definizione di almeno cinque fasi:
1. Una prima fase, rappresentata dalla costruzione dell’USM 605, realizzata con caratteristiche murarie riferibili a strutture pertinenti alla fase romanica dell’insediamento, alla quale si potrebbe anche mettere in relazione la presenza della cassa-tomba USM 607. A questa fase ne segue una ancora non definibile, ma indiziata dall’intervento di spoglio della tomba, con il suo successivo riempimento US 606.
2. La seconda fase è rappresentata dalla realizzazione dell’USM 597 e probabilmente dell’USM 598. L’USM 597, infatti, oblitera la cassa tomba USM 607.
A questa fase va attribuita anche l’US 610, che costituisce molto probabilmente il piano di frequentazione.
3. La terza fase è rappresentata dal crollo delle strutture e relativa copertura, rappresentato dall’US 609.
4. Segue una quarta fase, delineata dalla costruzione dell’USM 287 e dall’apprestamento della probabile soglia US 608. Questa fase indica che l’Ambiente 11 in questo momento era accessibile soltanto da ovest.
5. La successiva fase è rapportabile solo all’Ambiente 11 ed è relativa al parziale crollo delle strutture del vano, US 604.
6. La fase più recente è relativa alla frequentazione del vano, così come individuato in base all’US 601 e al focolare US 574, riconducibile ad una destinazione d’uso come cucina.
7. L’ultima fase, già indagata in parte nelle precedenti campagne di scavo, è costituita dall’US 274, interpretata come ultimo piano di frequentazione dell’Ambiente 11. -
en
During the 2013 campaign, investigations took place in the south-western part of trench1in correspondence with room 11, where walls were identified at the south-western edge of the excavation.
The remains of deposit US 274, made up of a layer of soil with a clay matrix and numerous of middle-sized inclusions of limestone, pottery fragments, and charcoal occupying the entire western part of the excavation area were removed. This deposit had been identified in other sectors during previous campaigns and interpreted as the final occupation layer. Its removal revealed walls USM 605 situated south-west of room 11, USM 597, walls UUSS 604 and 608 situated within room 11 and UUSS 606, 607, 609 and 610 outside the same room.
In order to gain a better understanding of the relationship between walls 287 and 598 of room 11, the new wall 605, and the stratigraphic sequence that emerged outside the room, it was necessary to deepen the excavation in the western part of the south area.
The removal of US 274 inside room 11 exposed layers 601 and 604.
US 601 is interpreted as a floor surface of beaten earth with a clay matrix containing an abundance of medium sized lumps of charcoal. It extended uniformly across the entire room and presented a level, regular surface. It was only removed in the western part of the room, so as to expose layers US 604 and US 608. Layer 604, identified but not excavated, seemed to relate to an abandonment phase.
The structure US 608, situated between wall USM 287 and USM 605, was made up of a horizontal course of large squared limestone and nenfro (dark volcanic stone) blocks. Although not bonded with mortar, the blocks were all tightly placed on the same level. The arrangement, line and relationship with adjacent structures, seems to suggest this was a threshold leading into the room in its final phase of use. There was a relationship between US 608 and wall USM 287, which in this phase constituted the western perimeter of room 11.
A substantial collapse, US 609, was identified outside of room 11 to the west, which covered several large limestone blocks abutting wall USM 287. This context was made up of earth with a clay matrix containing abundant fragments of tile and imbrices, with a greater concentration at the southern edge, up against wall USM 605. Moreover, US 609 overlay US 610, formed by a thick layer of clayey soil that extended uniformly across the area forming a regular, flat surface.
The removal of layer 609 revealed a small stone coffin (607) filled by US 606, soil with a clay-sand matrix containing abundant small limestone lumps, brick/tile fragments, pottery, small marble fragments, and charcoal.
The limestone coffin, abutting wall 597, was on a north-south alignment and was 1.20 m long and a maximum of c. 0.46 m wide. A crack ran east-west on its northern side, probably caused by the weight of wall USM 287 itself that was built directly above the coffin.
US 606 was interpreted as the coffin’s secondary fill, probably deposited after the tomb was robbed. This type of intervention was also documented in other areas of the site, all in relation to the final occupation phases when the area was rural.
Wall USM 605 was identified at the southern edge of the excavation area. On an east-west alignment, its facings were made of limestone ashlar blocks in regular horizontal courses, with a core of limestone and nenfro lumps bonded with a strong light grey mortar.
The stratigraphic sequence provided evidence for the following phases:
1. Construction of wall USM 605, whose construction technique dates it to the site’s Romanesque phase. The stone coffin USM 607 could also be related to this phase. This was followed by an as yet undefined phase indicated by the robbing of the burial and its subsequent fill US 606.
2. The construction of wall USM 597 and probably USM 598, In fact, 597 obliterated the stone coffin.
3. The collapse of the structures represented by US 609.
4. The construction of wall USM 287 and probable threshold US 608. In this phase room 11 could only be entered from the west.
5. This phase was only visible in room 11 and was formed by the partial collapse of its structures, US 604.
6. The latest phase related to the occupation of room 11, attested by floor surface US 601 and hearth US 574 suggesting the room’s use as a kitchen.
7. The final phase, already partially investigated in previous campaigns, was constituted by US 274, interpreted as the final floor surface in room 11. - Summary Author
- Beatrice Casocavallo
- Director
- Francesca Romana Stasolla
- Research Body
- Sapienza Università di Roma
- Funding Body
- Comune di Tarquinia
Media
- Name
- S. Restituta
- Year
- 2014
- Summary
-
it
La campagna di scavo 2014, svolta nei mesi di settembre/ottobre, ha interessato il saggio 1 con uno scavo in estensione nell’Area ovest, distinguendola in due settori.
_Saggio 1, Area ovest, settore Nord_
Nell’area ovest, a seguito della rimozione dei residui degli accumuli UUSS 586 e 558, individuati nelle precedenti campagne, è emersa una situazione di scavo che vede la presenza di un notevole strato di crollo (US 619), che si estende su tutta l’area. Sul limite nord/est il crollo è intaccato dal taglio -629 funzionale all’alloggio di una sepoltura (Tomba 27).
Al di sotto del crollo (US 619) emergono diverse unità stratigrafiche: nella porzione est viene messo in luce uno strato di matrice sabbiosa di colore giallo (US 621), al centro la struttura (USM 620) costituita da blocchi e lastre di calcare e nenfro allineati in senso NE/SO, mentre sul limite ovest viene messa in luce una ulteriore struttura muraria (USM 624), che presenta andamento NW/SE. L’US 621 risulta intaccata dal taglio (US -625) finalizzato alla realizzazione di una sepoltura (Tomba 28). L’US 621 copre l’US 651, che consiste in un accumulo di bozze di calcare poste tra la Tomba 28 e l’USM 620.
_Saggio 1, Area ovest, settore Sud_
Nell’area ovest a seguito della rimozione dei residui dell’accumulo posto nella porzione nord occidentale dell’area di scavo (US 595), è stato possibile individuare il taglio -611, interpretato come un apprestamento funzionale al drenaggio delle acque, e i relativi riempimenti: le UUSS 616, 617 e 623. Al centro dell’area si mette in evidenza una successiva opera di canalizzazione delle acque, rappresentata in questo caso da una vera e propria struttura (612 copertura, 614 e 615 spallette) che fodera il taglio -613. Su tutta l’area è presente l’US 374, accumulo individuato nelle precedenti campagne di scavo, al di sotto del quale si evidenzia una situazione che vede la presenza di una notevole concentrazione di tracce di carbone a ridosso dell’USM 237, che costituiscono la traccia più evidente di un focolare (US 627), realizzato con un apprestamento di bozze di calcare e polvere di calcare compatto (US 635). Al di sotto di queste unità stratigrafiche viene individuata l’US 631, visibile soltanto per una superficie limitata, l’US infatti costituisce l’estremità di uno strato visibile in sezione nella porzione sud/est dell’area di scavo. Su tutta l’area, tranne che nella sua porzione settentrionale, si estende uno strato di terra a matrice argillosa (US 634), caratterizzata da una presenza consistente di bozze di calcare e pietre di piccole dimensioni. Viene inoltre individuata l’US 636 che consiste in uno strato di terra e calcare di colore giallo e dalla consistenza friabile, da mettere in relazione ad una fase di spoglio, che ha in parte interessato anche la tomba 29. Al di sotto dell’US 636 viene individuata l’US 637, che consiste in un accumulo di bozze di calcare e pietre di piccole e medie dimensioni rari frammenti di laterizi, una scoria di ferro e alcuni frammenti di piombo. -
en
In 2014, work took place in Trench 1 with an open-area excavation in its western part that was divided into two sectors.
_Trench 1, area west, north sector_
The removal of the remains of accumulations US 586 and 558, revealed a substantial layer of collapse (US 619), which extended across the entire area. On the north/east edge, there was a cut (-629) in the collapse made for the insertion of a burial (Tomb 27).
Several contexts were excavated below the collapse: in the eastern part there was a yellow sandy layer (US 621), at the centre a wall (US 620) built of limestone and nenfro blocks and slabs on a NE/SW alignment, while on the western edge another wall was exposed (US 624), on an NW/SE alignment. A cut (-625) had been made in US 621 for a burial (Tomb 28). US 621 overlay US 651, which consisted of an accumulation of limestone blocks placed between tomb 28 and wall US 620.
_Trench 1, area west, south sector_
The remains of an accumulation of material in the north-western area of the excavation were removed (US 595), revealing a cut (-611) interpreted as a drainage structure and the layers of its fill: US 616, 617 and 623. A later structure for channelling water was uncovered at the centre of the area, (612 covering, 614 and 615 parapets) which lined cut -613. An accumulation of material US 374 was present across the entire area and overlay a context that abutted wall US 237 and contained a notable concentration of charcoal. These traces constituted evidence for a hearth (US 627), built with a make-up of compact limestone blocks and limestone dust (US 635).
US 631 was identified below these layers, visible over a limited surface. In fact, it constituted the extremity of a layer visible in the section in the south-eastern area of the excavation. A layer of soil with a clay matrix (US 634) extended across the entire area apart from the northern zone, characterised by the presence of limestone blocks and small stones. A layer of earth and friable yellow limestone (US 636) was identified, relating to a phase of robbing that also partially involved tomb 29. US 636 overlay US 637, an accumulation of limestone ashlar blocks, small and medium sized stones, brick/tile fragments, a piece of iron slag and several lumps of lead. - Summary Author
- Francesca Romana Stasolla
- Research Body
- Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
Media
- Name
- S. Restituta
- Year
- 2015
- Summary
-
it
La campagna di scavo 2015, svolta nei mesi di settembre/ottobre, ha interessato il Saggio 1/Area N con uno scavo in estensione, mentre nell’Ambiente 1 si è proceduto con l’apertura del saggio Y.
_Saggio 1/area Nord_
Su tutta l’area sono stati individuati una serie di livelli relativi a fasi di frequentazione, alternati a livelli di accumulo e crollo relativi alle fasi di abbandono e obliterazione dell’area. L’US 659, battuto che si estendeva su tutta l’area, è riferibile all’ultima fase di frequentazione successiva a un periodo di abbandono, rappresentato dall’accumulo US 675 e dai crolli UUSS 658, 660 e 657, che rappresentano il lento disfacimento della struttura muraria UMS 673, posta sul limite W del Saggio. Una seconda fase di frequentazione è attestata dalla presenza del battuto US 659, che si estende in modo uniforme su tutta l’area. Questo livello copriva una serie di crolli (UUSS 661 e 664), e gli accumuli UUSS 670 e 668. A questa fase ne segue una successiva, rappresentata dall’US 674, livello di frequentazione presente nella porzione nord dell’area, costituito da uno strato di terra misto a piccoli frammenti di calcare e grumi di malta e caratterizzato, sul limite Nord, da una concentrazione di laterizi che definiscono un’area quadrangolare, traccia più evidente di un focolare. Questo livello copre verso Sud l’US 669, strato caratterizzato da un considerevole numero di frammenti di calcare in bozze e in blocchi squadrati, frammenti di nenfro, laterizi e grumi di malta, che copriva a sua volta il crollo US 681. Al di sotto di queste unità stratigrafiche vengono messe in luce le creste di due strutture murarie le UUSSMM 689 e 690, costituite da un doppio paramento in blocchi squadrati di calcare e nucleo interno.
_Ambiente 1, Saggio Y_
All’interno del saggio Y sono stati individuati una serie di livelli relativi a fasi di frequentazione, anche di breve durata. L’US 671 è caratterizzata da uno strato di terra di colore rosso scuro e alcune scorie di ferro. La frequentazione attestata da questo strato è successiva a un periodo di abbandono, rappresentato dalle UUSS 675, 677 e 678. Il primo consiste in un accumulo di terra a matrice argillosa con presenza di carbone che si estende su tutta la superficie del saggio e che copre le UUSS 677 e 678, costituite entrambe da bozze di calcare e polvere di intonaco. Il primo strato conteneva anche concentrazioni di argilla verde ma entrambi sono risultati privi di qualsiasi altro materiale, attestando un accumulo naturale.
A momenti di frequentazione, che in questo caso sembra possano essere riconosciuti come occasionali e di breve durata, come rappresentato ad esempio dall’US 679, si alternano fasi di abbandono, attestate dalle UUSS 685 e 680. Quest’ultima è costituita da un accumulo di terra, nel quale si riconosce una consistente infiltrazione di acqua in questo punto. L’US 680 rappresenta l’obliterazione di un’ulteriore fase di frequentazione, restituita dalle UUSS 683, piano di calpestio, e dall’US 682, focolare, presso il quale sono evidenti diverse tracce di legno bruciato. -
en
During the 2015 campaign, open area excavations were carried out in Trench 1/Area N, while a new trench, Y, was opened in Room 1.
_Trench 1/North area_
A series of occupation levels were identified across the entire area, alternating with layers of accumulation and collapse relating to its abandonment and obliteration. A beaten surface US 659, extending across the entire area, relates to final occupation phase that post-dates a period of abandonment, represented by an accumulation (US 675) and collapses (US 658, 660 and 657), attesting the slow decay of wall UMS 673, situated on the western edge of the trench. A second occupation phase was attested by a beaten surface (US 659), which extended uniformly across the area. This level covered a series of collapses (US 661 and 664) and fills (US 670 and 668). The next phase was represented by occupation layer (US 674) present in the northern part of the area, constituted by a layer of soil mixed with small fragments of limestone and mortar lumps and characterised, on the northern edge, by a concentration of bricks forming a quadrangular hearth. To the south, this layer covered US 660, characterised by a considerable number of lumps and squared blocks of limestone, fragments of nenfro stone, brick/tile and lumps of mortar, which in turn covered collapse US 681. The crests of two walls faced with squared limestone blocks (US 689, 690) were uncovered beneath this layer.
_Room 1, trench Y_
A series of levels relating to occupation phases, some representing brief periods, were identified in trench Y. US 671 was characterised by a layer of dark red earth and some lumps of iron slag. This occupation phase followed a period of abandonment represented by US 675, 677 and 678. The first consisted of a fill of soil with a clay matrix containing charcoal, which extended across the entire trench and extended across the entire trench, covering US 677 and 678, both constituted by lumps of limestone and plaster dust. The first layer also contained concentrations of green clay but there was no other type of material in either, attesting it was an accumulation of natural. Brief periods of occupation, for example, US 679, alternated with abandonment phases US 685 and 680. The latter was constituted by an accumulation of soil that showed a substantial infiltration of water at this point. US 680 represented the obliteration of another occupation phase, formed by US 683 a floor surface and US 682 a hearth adjacent to which there were clear traces of burnt wood. - Summary Author
- Francesca Romana Stasolla
- Research Body
- Università di Roma Sapienza
Media
- Name
- S. Restituta
- Year
- 2016
- Summary
-
it
_Saggio 1/area Nord_
Nella porzione N/E (ampliamento 2016) sono stati individuati livelli di crollo (UUSS 710 e 658), e accumuli (UUSS 670=711 e 718), che attestano una fase di abbandono dell’area.
All’abbandono segue una fase di frequentazione, restituita dall’US 674 caratterizzata da una notevole concentrazione di laterizi, malta e piccole bozze di calcare, da mettere in relazione con la struttura muraria USM 673. Segue una seconda fase di abbandono testimoniata dalle UUSS 728 e 729 accumuli che sembrano non essere più in fase con la struttura muraria USM 673; e una serie di crolli che si concentrano nell’area S/E dello scavo: le UUSS 669, 676, 681 e 715. L’US 715 viene intercettata dal taglio -709 funzionale alla realizzazione della tomba 31. La sepoltura, coperta con terra e bozze di calcare (712), ha restituito lo scheletro completo di un individuo adulto (713), deposto in decubito dorsale con orientamento S/N, la tomba è risultata essere priva di corredo.
_Ambiente 1, Saggio y_
Si è ripreso lo scavo del saggio indagando le UUSS 687=688 e 683=686, strati di frequentazione relativi a una terza fase di cantiere, che contribuiscono all’innalzamento dei livelli di calpestio.
La fase successiva è rappresentata dalla messa in opera del secondo livello di fondazione delle strutture della chiesa. Queste vengono realizzate con l’esecuzione di tagli (UUSS -695 e -692), all’interno dei quali vengono posate le UUSSMM 522 e 696, e riempiti dalle UUSS 691 e 694, strati di terra a matrice argillosa. La fase di cantiere successiva è attestata da accumuli, interpretabili come piani di frequentazione, caratterizzati da una forte presenza di scorie ferrose di piccole e medie dimensioni, ossa combuste e bronzo (UUSS 693, 697, 698, 699, 700). Successivamente a questa regolarizzazione vengono messi in posa i blocchi relativi alla fondazione (UUSSMM 726 e 727). All’intervento sopra descritto seguono strati di frequentazione relativi al cantiere (UUSS 701, 702, 703, 704,705, 706 e 708), che hanno la funzione di regolarizzare anche il banco roccioso.
La fase successiva è rappresentata dall’US -724, primo intervento di regolarizzazione del banco roccioso funzionale alla costruzione delle strutture della chiesa, individuato per l’intera estensione del saggio. Il banco roccioso è interessato anche dal taglio -722 e riferibile alla tomba 32. La tomba (721, scheletro; 720, riempimento) ha un orientamento W/E e ne è visibile solo la parte nordorientale, poiché il resto della fossa è coperto dalle strutture della chiesa romanica. Dello scheletro sono visibili allo stato attuale un femore e una tibia, attribuibili a un individuo di età adulta. -
en
Trench 1/north area
In the north-eastern sector (2016 extension), layers of collapse (US 710 and 658), and deposits US 670=711 and 718) were identified, evidence for the abandonment of the area.
The abandonment was followed by an occupation phase (US 674) characterised by a substantial concentration of bricks, mortar and small limestone lumps relating to wall US 673. A second abandonment phase followed represented by US 728 and 729, deposits that no longer seem to be in phase with the wall, and a series of collapses concentrated in the south-western part of the excavation US 669, 676, 681, and 715. US 715 was intercepted by the cut -709 for tomb 31. The burial, covered by soil and limestone lumps (712), contained a complete adult skeleton (713) in a supine position, orientated south-north. No grave goods were present.
_Room 1, Trench y_
The excavations continued to investigate US 687=688 and 683=686, occupation layers relating to a third construction site phase, which contributed to raising the floor levels. The next phase is represented by the construction of the second foundation level for the church. The foundations were formed by cuts (US -695 and -692), inside which walls US 522 and 696 were positioned, and then filled by US 691 and 694, layers of earth with a clay matrix. The next construction phase is represented by layers interpretable as occupation surfaces, characterised by the presence of a large quantity of small- to medium-sized pieces of iron slag, burnt bone and bronze (US 693, 697, 698, 699, 700). Following this levelling, the foundation blocks (US 726 and 727) were positioned. The subsequent occupation layers relate to the construction site (US 701, 702, 703, 704, 705, 706, and 708) and levelled the surface of the bedrock.
The following phase was represented by US -724, the first intervention to level the bedrock for the church construction, identified across the entire trench. The bedrock presented cut -722 for tomb 32. The tomb (skeleton 721; fill 720) was orientated west-east and only the north-eastern part was visible, as the rest of the grave was covered by the structures of the Romanesque church. At present only a femur and a tibia are visible, attributable to an adult individual. - Summary Author
- Francesca Romana Stasolla
- Beatrice Casocavallo
- Giulia Maggiore- Università di Roma “La Sapienza”
- Research Body
- Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
- Funding Body
- Comune di Tarquinia
Media
- Name
- S. Restituta
- Year
- 2017
- Summary
-
it
La campagna di scavo 2017 ha interessato l’ambiente 3 e il saggio 1. Per verificare i livelli individuati nella precedente campagna si è deciso di ampliare di 1 metro il limite nord del saggio 1. Questo ampliamento ha permesso di definire i rapporti tra la struttura muraria (USM 673), il focolare e i piani di frequentazione (728, 729). Le ricerche hanno permesso l’individuazione per intero del focolare, del quale si era individuata soltanto l’estremità meridionale. Il focolare, che si presenta di forma quadrangolare, è realizzato con mattoni legati da malta grigiastra. Contemporaneamente si è potuto constatare che l’US 729 rappresenta un battuto pavimentale in fase con la costruzione del focolare, mentre l’US 728 costituisce il residuo dell’ultimo battuto pavimentale. L’impianto del focolare e la presenza di notevoli tracce di bruciato a ridosso della parete rocciosa, confermano la probabile funzione produttiva/abitativa dell’area stessa. In questo momento non è del tutto chiaro se questa attività, restituita dalla presenza del focolare e delle notevoli tracce di bruciato anche in prossimità della parete rocciosa, sia da mettere in relazione ad una fase abitativa rupestre, vista la presenza sulla parete rocciosa di tagli riferibili molto probabilmente a ulteriori ambienti rupestri posti oltre il limite di scavo.
Nella porzione sud dell’area si rinvengono alcuni livelli di accumulo e notevoli porzioni di crollo che obliterano le strutture murarie (UUSSMM 620, 624 e 690). I crolli, caratterizzati dalla presenza di blocchi di calcare alcuni con lacerti di intonaco, sono la sicura testimonianza di una fase di abbandono delle strutture murarie ma non di un abbandono dell’area, come dimostrano i tagli effettuati per l’alloggio di alcune sepolture. Anche nella porzione ovest si rinviene, a ridosso dell’USM 689, un ulteriore crollo (740) composto esclusivamente di blocchi squadrati di calcare allineati parallelamente al muro USM 689. L’US può considerarsi come il paramento del muro 689 collassato a seguito di un forte dissesto. I crolli sigillano, inoltre, un livello di battuto pavimentale (741) che si estende in modo abbastanza uniforme su tutta l’area. Sulla superficie sono tre tagli circolari da interpretare come buchi di palo, che si dispongo in senso radiale parallelamente alla struttura muraria USM 532. Al centro di questa area vi è una vera e propria fossa, che ha restituito al suo interno anche alcuni frammenti ossei umani. L’US 741 è la conferma della destinazione funeraria dell’area posta a nord della chiesa romanica, attestando in questo momento una fase di riorganizzazione dello spazio funerario.
Nell’ambiente rupestre (ambiente 3) si riprende lo scavo indagando la fossa presente sul lato est. Dopo aver completato lo scavo dell’accumulo di ossa, indagato nelle precedenti campagne, si rinvengono i resti scheletrici di una sepoltura. Di quest’ultima si conservano i resti parziali di un individuo adulto deposto in decubito dorsale con orientamento N/S. Al di sotto si rinvengono i resti di un ulteriore scheletro completo di un inumato deposto e orientato come il precedente. Si indaga anche le seconda fossa presente nell’ambiente 3 e in parte già scavate nelle precedenti campagne. Anche in questa seconda fossa si rinviene un ulteriore scheletro posto nello stesso modo con lo stesso orientamento del precedente. Si conclude l’indagine dell’ambiente 3, che ha restituito, fino a questo momento due fasi di vita. La prima è quella che vede la realizzazione all’interno del vano di due fosse tagliate parallelamente alla parete rocciosa, che accoglieranno rispettivamente due sepolture. Soltanto la fossa posta ad ovest rimarrà sigillata mentre quella posta a est verrà intaccata dall’azione che causerà l’asportazione e il riposizionamento di parte dello scheletro della sepoltura precedente. In una fase successiva, cronologicamente riferibile alla fase romanica, l’ambiente verrà destinato a ossario e definitivamente sigillato. -
en
The 2017 campaign involved room 3 and trench 1. In order to check the levels identified during previous campaigns it was decided to extend the northern edge of trench 1 by one metre. This extension made it possible to define the relationships between the wall (US 673), hearth, and floors (728, 729). The entire hearth, quadrangular in plan and built of bricks bonded with grayish mortar, was excavated (previously only the south edge had been identified). At the same time it was seen that US 729 was formed by a beaten earth floor surface in phase with the hearth construction, while US 728 constituted the remains of the last beaten earth floor surface. The hearth and presence of substantial traces of burning up against the rock face indicate that this area probably had a residential/productive function. At present, it is not completely clear whether this activity can be associated with a phase of cave dwelling, given the presence of cuts on the rock face probably relating to further rock-cut rooms situated beyond the excavation edge.
In the southern part of the area, there were several dumped levels and substantial parts of collapse obliterating the walls (US 620, 624, and 690). The collapses, characterised by the presence of limestone blocks, some with patches of plaster, certainly represent the abandonment of the structures but not of the area, as attested by the cuts made for several burials. Another collapse (740) was present in the western sector up against wall US 689. It was formed almost exclusively by worked limestone blocks lying parallel to wall US 689 and can be considered as the collapsed facing of that wall US, caused by geological instability. The collapses sealed a beaten-earth floor surface (741) that extended uniformly across the entire area. There were three circular cuts in the surface, interpreted as post-holes, positioned in a radial sense parallel to wall US 532. At the centre of this area, there was a pit (US 741), which contained several human bone fragments. This confirms the funerary use of the area north of the Romanesque church, attesting a reorganisation of the funerary space in this phase.
In the rock-cut chamber (room 3), excavation continued of the grave present on the east side. The excavation of the accumulation of bones (begun last year) was completed revealing a burial. Only the partial remains of an adult individual in a supine position aligned N-S survived. Below this lay the complete skeleton of an individual in the same position and on the same alignment as the one above. A second grave was present in room 3, also partially investigated during previous campaigns. This second grave contained a skeleton positioned in the same manner as the others. This concluded the investigation of room 3, where two occupation phases have been identified to date. The first phase saw the creation inside the chamber of two graves cut parallel to the rock face. Only the grave situated to the west remained sealed while the one to the east was cut by the intervention that caused the removal and repositioning of part of the skeleton belonging to the earlier burial. Later, in the Romanesque phase, the chamber became an ossuary and was definitively sealed. - Research Body
- Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
- Funding Body
- Università degli studi di Roma “La Sapienza”
Media
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Casocavallo, Alessandrelli, Serchia 2007B. Casocavallo, D. Alessandrelli, I. Serchia, 2007, Un culto cristiano nell’area della città etrusca. Gli scavi nella chiesa rupestre di S. Restituta a Tarquinia, in Temporis Signa. Archeologia della Tarda Antichità e del Medioevo, II: 191-202, CISAM (Spoleto).
-
Casocavallo-Maggiore 2013B. Casocavallo, G. Maggiore, 2013, L’insediamento rupestre di Santa Restituta (Tarquinia, VT): la fase romanica, in Sc Ant. 19, pp. 347- 359.
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Casocavallo-Stasolla 2014B. Casocavallo, F. R. Stasolla, 2014, La cristianizzazione dell’area di Tarquinia: il complesso di santa Restituta, in Etruria in progress. La ricerca archeologica in Etruria meridionale, Atti del convegno, Roma, pp. 213, 220.
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Casocavallo 2014B. Casocavallo, 2014, L’insediamento rupestre di Santa Restituta a Tarquinia, in Forma e vita di una città medievale. Leopoli Cencelle. Catalogo della Mostra, Spoleto, 2014, pp. 156-157.