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AIAC_64 - Teatro Greco - 2003
Despite the fact that buildings for spectacle constitute one of the most common themes in Roman architecture, nevertheless they are among the least studied in Hadrian's Villa. Because these buildings need an exact definition, that is, typology of form and function, we must thus thoroughly review the question, beginning with new hypotheses supported by a rigorous and appropriate methodology. The conventional designations, frequent in the Villa, refer to the buildings as those for spectacle. Here we want to give better definitions for these buildings through an examination of their specific characteristics. The re-examination of this and other problems specifically tied to these buildings for spectacle, has led to geophysical research and a systematic investigation of the land. The first result of this work was to confirm the location of above-mentioned buildings in the peripheral sectors of the Villa, with an almost polar disposition, evident above all in the N-S sector, situated between the "Teatro Greco" and the "Odeon".
An archaeological approach to the theater and the analysis of its context have permitted interesting and innovative observations that seriously question criteria established earlier. For example, scholars have long believed that this was isolated architecture. Thanks to new research, however, the connection and the interaction of the building with those adjoining or nearby begins to be evident. This possibility itself invites new interpretations, with a view to establishing whether the building existed as a single unit within, or as a composite element of, the context.
(Pilar León)
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AIAC_64 - Teatro Greco - 2004
The 2004 campaign concentrated on the cavea, the perimeter of the building (the _summa cavea_) and the adjacent portico (_porticus ad scaenam_).
The excavation looked at the orchestra space in the cavea, at the meeting point between the orchestra and the _parados_. The cavea did not rest directly upon the ground but on an annular tunnel, partially visible at the two ends, through which access was gained to the interior via two rooms. Of the rows of seats only the core in _opus caementicium_ remains, completely robbed of its marble cladding. The side edge of the rows of seats was formed by a balustrade inserted above the corridor and whose presence seems to confirm that the _paradoi_ were open corridors. It can be deduced that the perimeter was not semicircular but ultra-elliptical, and that the orchestra and seating rows were not perfectly semicircular.
The excavation of the _summa cavea_ revealed the presence of a rectangular construction, placed above a crypt at the top of the seating, in correspondence with the monument’s axis. This space was interpreted as the Imperial box, placed in the highest point in order to underline the Emperor’s importance, which combines the religious and imperial functions and seems appropriate for a building conceived, by its nature, to exalt the importance of the Emperor with respect to the rest of the spectators.
In the _porticus ad scaenum_, the excavation led to the identification of a double terrace that was part of a terrace system that is largely hidden by modern walls that have been built on top of it. Excavation of the upper terrace revealed a raised portico on pilasters with a pavement in _opus sectile_ with a continuous geometric pattern, the first of its type in the Villa, the edges bordered by rectangles placed at a tangent and rhombi, in pavonazzetto, rosso antico and portasanta marble. The central open space was paved with a mosaic in _opus scutulatum_ of the type already present in the _Antinoeion_. However, the excavation has still not been able to provide a complete understanding of the terrace system, with _exedrae_ and niches containing sculptures described by Ligorio in the 16th century. (MiBAC)
The results of the 2005 campaign will be made known in a monograph due to be published in 2006. (MiBAC)
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AIAC_64 - Teatro Greco - 2005
Durante la terza campagna archeologica del Teatro Greco si lavorò, in particolar modo, in tre settori. Il primo settore comprendeva la zona centrale della cavea del teatro (Saggio 12), dove possibilmente si situavano la praecintio e la connessione di questa con un probabile vomitorium. La seconda area di scavo coincise con l’estremo est-ovest della scena, dove furono realizzati gli scavi dei Saggi 17 e 13. I Saggi 14-16, invece, si aprirono nell’aerea in cui storicamente si ubicava una porticus ad scaenam. Questi ultimi due saggi sono la continuazione del Saggio 6, scavato nella campagna precedente (2004).
Il Saggio 12 fu progettato principalmente con un obiettivo: confermare la presenza di un vomitorium assiale e di una praecintio tra il primo ed il secondo maenianum. Il risultato di questo scavo permise l’individuazione del vomitorium, costituito da un corridoio rivestito con grandi lastre di travertino e da 9 scalini interni. Questi scalini dovevano condurre alla galleria anulare. Tale connessione si sarebbe potuta realizzare in due differenti modi: attraverso delle scale assiali o con una biforcazione della scala in due trami laterali. Lo scavo evidenziò la connessione della praecintio con la fine del vomitorium e, a sua volta, il collegamento di quest’ultimo con la galleria anulare.
Nella seconda area si aprirono due scavi stratigrafici. Il primo, il Saggio 13, si scavò nell’estremo est del fronte scenico, come continuazione del Corte 11 (Campagna 2003). I risultati ottenuti permisero confermare, da una parte, la riproduzione per simmetria della chiusura del corpo scenico e, dall’altra parte, la ripetizione della porta che collegava con l’interno della cripta nell’estremo contrario. Con il Saggio 17, collocato nell’estremo ovest, esattamente alla fine del teatro, il quale è delimitato dalla presenza di un muro di contenzione che presenta una serie di esedre semicircolari, si pretendeva recuperare le zone visibili nelle foto di Gusman. Lo scavo, realizzato solo in parte, mostrò la presenza di un muro perpendicolare a quello del postscaenium e la possibile esistenza di strutture idrauliche.
La funzione dei Saggi 14, 15 e 16, aperti all’esterno del teatro, era quella di corroborare la presenza o l’assenza della porticus ad scaenam, conosciuta grazie alle testimonianze storiche. Inseguito ai lavori di scavo, si è potuto affermare l’assenza di tale porticus. Infine, nella zona sono stati riscontrati la sistemazione del terreno naturale per mezzo di terrazze e la creazione di una zona aggiardinata nei pendii, il tutto realizzato per salvaguardare i dislivelli naturali. Il cambio di livello si realizzò attraverso un terrapieno, leggermente in pendio e aggiardinato come negli spazi limitrofi, in cui vi era almeno una scala per passare da una terrazza ad un’altra (Rafael Hidalgo).
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AIAC_64 - Teatro Greco - 2006
Per la campagna del 2006 ci incentrammo nell’apertura di nuovi scavi e nella continuazione di alcuni di quelli già iniziati nelle campagne precedenti. Allo stesso tempo s’iniziarono, mediante le analisi polliniche e lo studio della decorazione architettonica e scultorea della Villa, i primi sottoprogetti, derivanti dal Progetto Generale di Ricerca, con lo scopo di ricostruire il paesaggio vegetale e lo spazio aggiardinato del complesso adrianeo.
Allo stesso modo la continuazione del Saggio 2, ottenuta prolungando lo scavo dell’angolo sud-est dell’orchestra e dell’ima cavea fino a raggiungere la zona più alta della gradinata, ci permise raccogliere importanti dati relazionati con l’unico tramo del teatro in cui ancora si conserva il livello di preparazione dei gradini.
L’ampliamento del Saggio 16, invece, realizzato continuando lo scavo del terrapieno di tufo, che separa le terrazze vicine al teatro verso la terrazza nord, ci consentì, una volta scartata l’esistenza del portico che la storiografia situava nel laterale ovest del teatro, di capire come si era realizzata la sistematizzazione e la concretizzazione di questo spazio; confermando che la terrazza attigua al teatro si realizzò mediante l’incorporazione di un _viridarium_.
I lavori nel Saggio 17 permisero la constatazione dell’esistenza di un ninfeo con esedra, che chiude lo spazio presente tra il corpo scenico e il muro di contenzione, il quale delimita il teatro verso est. Il ninfeo è composto di un canale di scarico, che convogliava le acque a una galleria scavata nel tufo.
Gli obiettivi del Saggio 20, ampliamento del Saggio 6, erano quelli di individuare la chiusura del nuovo portico, da noi localizzato nella terrazza superiore del laterale ovest del Teatro Greco e di definire con maggior chiarezza le proporzioni dell’edificio. I risultati ottenuti permisero di confermare che detto portico forma parte di un sistema di costruzioni terrazzate e che le dimensioni e la configurazione del suddetto si ampliano considerevolmente, situazione che ci indusse a fermare gli scavi per poterli riprendere con maggior tranquillità nella Campagna del 2007.
Insieme alla continuazione e/o ampliamento dei saggi aperti durante le precedenti campagne, s’iniziarono alcuni nuovi saggi, come il 18 e il 19.
Con il Saggio 18 si pretendeva documentare l’estremità ovest della gradinata, con il chiaro proposito di completarne la geometria della zona bassa. I risultati ottenuti consentirono di verificare con precisione l’angolo ovest della gradinata, il relativo parados, l’inizio della gradinata e la presenza della proedria, che non si era potuta confermare nell’estremo opposto.
Con il Saggio 19, scartata l’esistenza della _porticus ad scaenam_, si cercava di dimostrare la possibile presenza di una _porticus postscaenam_. La comparsa di strutture, nel punto esatto in cui si speravano, convertì quest’area nel principale obiettivo dei lavori da realizzare nella campagna successiva, con la speranza di chiarire,se si fosse confermata la sua presenza, la configurazione della _porticus_.
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AIAC_64 - Teatro Greco - 2007
La campagna archeologica del 2007 si incentrò, fondamentalmente, in due settori, in cui si aveva già iniziato a lavorare durante le campagne precedenti: la zona del postscaenium (ampliamento Saggio 19, ampliamento Saggio 17, Saggio 21 e 22) e la zona del portico laterale al teatro (Saggio 20), dove la tradizione storiografica segnalava la presenza di una _porticus ad scaenam_.
Per quanto riguarda la zona del _postscaenium_, s’individuarono due spazi rettangolari; il primo è collegato direttamente al muro di fondo del _postscaenium_, mentre il secondo non presenta tracce di collegamenti con le altre strutture. Tenendo in considerazione tali dati e ipotizzando la possibilità che questi cassettoni si ripetessero ad un ritmo continuo ed equidistante, si programmò l’apertura del Saggio 21. Il suddetto Saggio permise, però, di scartare la continuità di questo tipo di struttura.
Nell’area est, tra il corpo scenico e il muro di contenimento intervallato da esedre che delimita il Teatro Greco, lì dove durante la campagna del 2006 era stato ritrovato un interessante ninfeo con esedra, si incontrò il livello freatico ad una minore profondità. Per questo motivo durante la campagna di quest’anno si sono ripresi gli scavi in quest’area e contemporaneamente nelle due aree principali. Lo scavo di questa campagna ha permesso di terminare di riportare alla luce la struttura di testa del ninfeo e un’interessante galleria retrostante la nicchia.
I lavori realizzati nella porticus laterale del teatro, invece, avevano un doppio fine: localizzare la chiusura a Sud del portico superiore (Saggio 20 Sur) e, con l’apertura del Saggio 20 Nord, identificare il collegamento tra il portico con opus sectile e il portico superiore.
Lo scavo del Saggio 20 Sur permise di verificare il prolungamento dell’edificio verso sud. Anche in questa zona si ritrovò un’ampia galleria, interpretata come una semplice cava moderna per l’estrazione della pozzolana, come quelle ritrovate nei dintorni della Villa. La sistematizzazione del terreno verso il laterale est si deve interpretare come la preparazione necessaria per la destinazione di questo spazio a _viridarium_.
Per quanto riguarda la seconda zona di scavo, il limite sud del portico con _opus sectile_ ed il suo contatto con il portico superiore (Saggio 20 Nord), l’indagine realizzata ha reso possibile concludere gli obiettivi prefissi, di modo che si è potuto identificare il muro di chiusura del portico in questione. In quanto al portico inferiore, si comprovò che quello pavimentato con _opus sectile_ continua fino al muro di contenzione
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AIAC_64 - Teatro Greco - 2008
La campagna del 2008 in principio s’incentrò nello scavo in tre settori, in cui già si era scavato nelle campagne precedenti: la zona della scena (Saggio 23), il _postscaenium_ (Saggio19, Saggio 19 Sondaggio 1, Saggio 19 Sondaggio 2, Saggio 27) e lo spazio del laterale ovest del Teatro (Saggio 24-26 e 28).
Nel primo settore si realizzò lo scavo del Saggio 23, con il relativo ampliamento, al fine di conoscere con maggior precisione la forma dello scenario, in particolar modo la parte relativa alla _frons scaenae_. Per questo motivo si programmò il saggio nell’angolo sud-est dello scenario, ma nel corso dei lavori si decise ampliarlo fino a raggiungere il saggio aperto, durante la prima campagna, in asse con l’edificio (Saggio 1).
A conclusione dei lavori si confermò quello che già indicavano i risultati della prima campagna riguardo alla _frons scaenae_, i _valva hospitalia_ e il tratto del _hiposcaenium_. Inoltre si ebbe una migliore comprensione degli spazi laterali allo scenario, disposti a mo’ di _parascaenia_ o _basilicae_.
Nella zona del _postscaenium_ si continuò lo scavo iniziato nelle campagne anteriori, ampliando l’area dei lavori e continuando lo scavo stratigrafico. In quanto alla struttura dell’edificio si dimostrò che la facciata posteriore del Teatro è più lunga della larghezza dell’edificio stesso. Per rintracciare la chiusura del suddetto tratto si aprì il Corte 27, grazie al quale si documentò la continuazione del summenzionato muro. Quest’ultimo muro sembra delimitare un ampio spazio dietro al teatro e la possibile continuità delle strutture che formavano l’accesso alla zona retrostante al complesso, in direzione ovest. L’intervento, inoltre, permise di documentare, parzialmente, l’interiore della basilica ovest.
La zona nord, interna alla prima delle sale rettangolari attigue al teatro(Saggio 19 Sondaggio 1), è completamente occupata da un forno per la calce. Di particolar rilievo sono i dati derivanti dai ritrovamenti della zona sud di questa stessa sala, dove si è potuto localizzare uno scarico composto in gran parte da frammenti ceramici. Questo insieme doveva far parte di una vera e propria discarica, giacché durante il processo di costruzione la sala fu destinata a questa funzione. Tale discarica fu in seguito interrata dalla costruzione dei pavimenti.
Quanto all’ultima zona presa in esame, cioè la zona a ovest del teatro, si continuarono i lavori iniziati nelle precedenti campagne per identificare la configurazione di questo settore, che per lo più svolse la funzione di "vestibolo" del teatro. Nel dettaglio l'attività s’incentrò nello scavo di quattro saggi (Saggi 24-26 e 28). Dai dati già riportati alla luce si è potuto interpretare l’area in questione come uno degli spazi a padilglioni presenti nella Villa, in sintonia con altri settori periferici del complesso. In particolare, in questo caso, lo spazio è definito da una serie di padiglioni, atterrazzati e intrecciati tra loro, in modo da formare un'area di transito in cui si combina l'architettura con la vegetazione, l'acqua e, molto probabilmente, anche la scultura; utilizzando così i ricorsi basici e abituali nell'organizzazione di gran parte di Villa Adriana
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AIAC_64 - Teatro Greco - 2009
Gli scavi condotti nel corso della campagna del 2009 presero in esame due aree in concreto: il _pulvinar_ (Galleria perimetrale e la supposta _porticus in summa cavea_ ) e la zona retrostante al _postscaenium_.
Per quanto riguarda la zona del _pulvinar_, si voleva conoscere, in maniera approfondita, il livello del suolo del perimetro esterno al teatro, la configurazione della facciata esterna dell'edificio e il sistema di copertura della galleria perimetrale.
I lavori realizzati in questa zona hanno permesso di rinterpretare alcune strutture ritrovate nelle campagne precedenti, come quella ritrovata vicino al laterale est del _pulvinar_ e che potrebbe essere interpretata come un vano scale per l'accesso dal retro del teatro al _pulvinar_. Allo stesso tempo è stato possibile completare la documentazione riguardante la finestra, situata nel muro perimetrale dell'edificio, l'estremità superiore del muro, che delimita il perimetro della galleria anulare e la connessione di quest'ultimo con il _pulvinar_. In questo modo si è potuto anche identificare, nel laterale est di quest'ultimo, la parte superiore del vano di comunicazione, che permetteva il passaggio attraverso la galleria sottostante.
Rispetto alla copertura della galleria che passa sotto il _pulvinar_, i dati nelle nostre mani ci spingono a pensare che fosse stata risolta con una copertura architravata.
Fondamentalmente gli scavi condotti nella zona retrostante al _postscaenium_ avevano lo scopo di verificare la possibile esistenza di una _porticus postscaenam_. In base ai risultati ottenuti si può affermare, in maniera definitiva, che non è mai esistita una _porticus postscaenam_ nel Teatro Greco e che, di conseguenza, l'area dietro al Teatro fu concepita, fin dal principio, come una grande zona aggiardinata.
Direttamente in relazione con questa idea di giardino è l'aiuola, ritrovata parallelamente al muro del _postscaenium_ e posta a soli 35 cm. di distanza. La suddetta aiuola conteneva una fila di vasi, di cui è stato possibile documentarne 10 e si estendeva lungo tutta la facciata esterna del teatro, prolungandosi oltre il muro, in direzione ovest.
Riguardo ai vani che oggi si aprono lungo il muro del _postscaenium_, i dati ottenuti nel corso delle differenti campagne permettono constatare che sono del tutto moderni, così come il pavimento conservato al di sopra della crypta; non esistendo, di conseguenza alcun accesso al teatro da questa parte del complesso. Per quanto riguarda la scala che comunica l’interno della crypta con il pavimento superiore, le evidenze archeologiche indicano che almeno la base forma parte della struttura originale.
Oltre a questi dati, sono da rilevare gli interessanti elementi documentati e relazionati con le infrastrutture idrauliche della zona.
Tuttavia gli scavi non hanno riguardato solo le immediatezze del muro del _postscaenium_ e in questo modo è stato possibile intervenire in diversi punti dell’ampia area a nord del teatro, dove si è potuto comprovare l’importantissima sistematizzazione realizzata sul terreno naturale al fine di creare una vasta area aggiardinata.