AIAC_64 - Teatro Greco - 2003Despite the fact that buildings for spectacle constitute one of the most common themes in Roman architecture, nevertheless they are among the least studied in Hadrian's Villa. Because these buildings need an exact definition, that is, typology of form and function, we must thus thoroughly review the question, beginning with new hypotheses supported by a rigorous and appropriate methodology. The conventional designations, frequent in the Villa, refer to the buildings as those for spectacle. Here we want to give better definitions for these buildings through an examination of their specific characteristics. The re-examination of this and other problems specifically tied to these buildings for spectacle, has led to geophysical research and a systematic investigation of the land. The first result of this work was to confirm the location of above-mentioned buildings in the peripheral sectors of the Villa, with an almost polar disposition, evident above all in the N-S sector, situated between the "Teatro Greco" and the "Odeon".
An archaeological approach to the theater and the analysis of its context have permitted interesting and innovative observations that seriously question criteria established earlier. For example, scholars have long believed that this was isolated architecture. Thanks to new research, however, the connection and the interaction of the building with those adjoining or nearby begins to be evident. This possibility itself invites new interpretations, with a view to establishing whether the building existed as a single unit within, or as a composite element of, the context.
(Pilar León)
AIAC_64 - Teatro Greco - 2006Per la campagna del 2006 ci incentrammo nell’apertura di nuovi scavi e nella continuazione di alcuni di quelli già iniziati nelle campagne precedenti. Allo stesso tempo s’iniziarono, mediante le analisi polliniche e lo studio della decorazione architettonica e scultorea della Villa, i primi sottoprogetti, derivanti dal Progetto Generale di Ricerca, con lo scopo di ricostruire il paesaggio vegetale e lo spazio aggiardinato del complesso adrianeo.
Allo stesso modo la continuazione del Saggio 2, ottenuta prolungando lo scavo dell’angolo sud-est dell’orchestra e dell’ima cavea fino a raggiungere la zona più alta della gradinata, ci permise raccogliere importanti dati relazionati con l’unico tramo del teatro in cui ancora si conserva il livello di preparazione dei gradini.
L’ampliamento del Saggio 16, invece, realizzato continuando lo scavo del terrapieno di tufo, che separa le terrazze vicine al teatro verso la terrazza nord, ci consentì, una volta scartata l’esistenza del portico che la storiografia situava nel laterale ovest del teatro, di capire come si era realizzata la sistematizzazione e la concretizzazione di questo spazio; confermando che la terrazza attigua al teatro si realizzò mediante l’incorporazione di un _viridarium_.
I lavori nel Saggio 17 permisero la constatazione dell’esistenza di un ninfeo con esedra, che chiude lo spazio presente tra il corpo scenico e il muro di contenzione, il quale delimita il teatro verso est. Il ninfeo è composto di un canale di scarico, che convogliava le acque a una galleria scavata nel tufo.
Gli obiettivi del Saggio 20, ampliamento del Saggio 6, erano quelli di individuare la chiusura del nuovo portico, da noi localizzato nella terrazza superiore del laterale ovest del Teatro Greco e di definire con maggior chiarezza le proporzioni dell’edificio. I risultati ottenuti permisero di confermare che detto portico forma parte di un sistema di costruzioni terrazzate e che le dimensioni e la configurazione del suddetto si ampliano considerevolmente, situazione che ci indusse a fermare gli scavi per poterli riprendere con maggior tranquillità nella Campagna del 2007.
Insieme alla continuazione e/o ampliamento dei saggi aperti durante le precedenti campagne, s’iniziarono alcuni nuovi saggi, come il 18 e il 19.
Con il Saggio 18 si pretendeva documentare l’estremità ovest della gradinata, con il chiaro proposito di completarne la geometria della zona bassa. I risultati ottenuti consentirono di verificare con precisione l’angolo ovest della gradinata, il relativo parados, l’inizio della gradinata e la presenza della proedria, che non si era potuta confermare nell’estremo opposto.
Con il Saggio 19, scartata l’esistenza della _porticus ad scaenam_, si cercava di dimostrare la possibile presenza di una _porticus postscaenam_. La comparsa di strutture, nel punto esatto in cui si speravano, convertì quest’area nel principale obiettivo dei lavori da realizzare nella campagna successiva, con la speranza di chiarire,se si fosse confermata la sua presenza, la configurazione della _porticus_.