Name
Santa Marta
Date Range
300 – 350
1000 – 1200
50 BC – 50
Monuments
Church
Villa

Seasons

  • AIAC_2915 - Santa Marta - 2012
    Il Sito in località Santa Marta è stato individuato nell’anno 2007 nell’ambito delle ricognizioni di superficie per il progetto Carta Archeologica della Provincia di Grosseto. L’area interessata dallo spargimento è stata, dal 2007 ad oggi, indagata con le più moderne metodiche non invasive. Il sito risulta articolato in due macro aree di interesse: una interpretabile come villa romana, con fasi dalla tarda repubblica ad occupazioni tardo antiche e medievali; la seconda interpretabile come chiesa con annessa area cimiteriale. La prima campagna di scavo ha previsto l’apertura di tre aree, due in corrispondenza della villa ed una in corrispondenza della chiesa, con l’obiettivo di valutare il grado di conservazione del deposito, comprenderne in parte l’estensione planimetrica, definirne la natura e le fasi di occupazione. I risultati dell’indagine geofisica ARP hanno guidato, insieme a quelli del survey e delle foto aeree la scelta delle aree. L’area 1000, aperta in corrispondenza di una anomalia interpretabile come complesso edificio ripartito in più ambienti, ha previsto un affondo in uno di questi. Lo scavo ha rivelato una struttura in tecnica mista con muri con zoccolo in pietra ed elevato in materiale deperibile, di cui non si conosce la destinazione, molto limitata infatti è la parte di pavimento e relativo strato di abbandono che si è conservata. Lo strato di abbandono è caratterizzato dalla presenza di materiale ceramico databile al V secolo, il che fornisce un termine _post quem_ per il crollo dell’edificio e delle attività artigianali che su questo si installano. La fase artigianale, impostata sul crollo in _pisé_ dell’edificio ed individuata subito al di sotto dello strato arativo, è caratterizzata da una serie di strati rubefatti e carboniosi, estesi su pressoché tutto l’ambiente. In fase con questi sono due fornacette di forma circolare. Non si rinvengono frammenti di scorie od altri elementi indicativi di una particolare produzione. L’area 4000, localizzata a S rispetto all’area 1000, è stata aperta in corrispondenza di una anomalia da ARP interpretabile come grande edificio. Data l’ampiezza dell’area si è deciso di indagare in questa campagna due piccoli settori. Entrambi sono caratterizzati dalla presenza di arature moderne molto profonde, che hanno intaccato parte della stratigrafia archeologica. L’indagine stratigrafica, al momento, conferma la presenza in quest’area di un edificio di cui è possibile intuire gli allineamenti di parte dei muri perimetrali N e S. La presenza di stucchi policromi, tessere musive e frammenti marmorei suggerisce una destinazione residenziale dell’edificio, la cui cronologia è inquadrabile al momento fra la tarda repubblica ed il primo impero. L’area 5000 è localizzata nella zona NE del sito ed è stata aperta in corrispondenza di una anomalia interpretabile come il perimetro di un edificio absidato. Tale anomalia e la presenza di un’area cimiteriale in corrispondenza e nei pressi di questa avevano suggerito la presenza di una chiesa e precisamente della Pieve di S. Ypolithus de Martura citata in documenti d’archivio. La rimozione dello strato arativo sull’intera superficie dell’area ha consentito di verificare la presenza dell’edificio e di confermarne la planimetria
  • AIAC_2915 - Santa Marta - 2013
    Il Sito in località Santa Marta è stato oggetto della prima campagna di scavo nel 2012. Sono stati portati alla luce resti di un’area produttiva riconducibile all’epoca tardo antica (area 1000), una serie di murature di un edificio del quale non si è individuata la funzione (area 4000), ed è stato portato alla luce l’intero perimetro della chiesa (area 5000). La campagna 2013 si è concentrata presso l’area 4000 con lo scopo di approfondire la conoscenza del deposito archeologico inerente la struttura individuata nel 2012; sono proseguite le indagini presso la chiesa ed è stata aperta la nuova area 8.000. L’area 4.000 è stata estesa fino all’area 1.000, portando alla luce una serie ininterrotta di strutture, tutte caratterizzate dalla presenza di strati ricchi di materiale di pregio (tessere musive, intonaci, marmi), che sembrano essere in deposizione secondaria. Rimane non chiara la funzione di quest’area che è stata inoltre sottoposta a pesanti attività agricole nonché di spoliazione. Come ultima frequentazione attestata al momento in questa zona sono da segnalare una serie di fornacette semiscavate nel terreno, realizzate per la lavorazione di metalli, e databili al periodo tardo antico, già individuate nel 2012 presso l’area 1.000. Le attività nell’area 5.000 hanno previsto un approfondimento nella parte E della chiesa per definire l’andamento dell’abside, in particolare nel punto di unione con il perimetrale S. Contemporaneamente, sono state avviate le indagini stratigrafiche nell’aula della chiesa: il crollo già individuato ed in parte scavato nella prima stagione di scavo era presente su tutta l’area presa in considerazione e si è quindi proceduto ad asportarlo. Al di sotto dello strato di crollo è stato identificato uno strato caratterizzato da un’elevata quantità di reperti osteologici, forse il risultato di una asportazione compiuta in alcune zone cimiteriali. Si è individuata una zona cimiteriale privilegiata nei pressi della facciata della chiesa, caratterizzata da tombe in cassa litica. All’interno delle sepolture femminili sono stati recuperati oggetti di corredo come rosari, aghi da sudario, vaghi isolati in osso e in pasta vitrea, medagliette in bronzo con iconografia sacra, una croce, una medaglia e un pendaglio in bronzo. La nuova area 8000 è collocata a est di un fossato che la separa dai settori 4000 e 5000. Appena sotto lo strato arativo sono state individuate le creste di murature in pietra e mattoni legate da malta che andavano a delineare ambienti precisi. In uno di questi ambienti è stato individuato un ipocausto riconducibile ad una vasca termale caratterizzato da una prima pavimentazione di tegole private delle rispettive alette su cui vanno ad impostarsi le colonnette delle _suspensurae_ . Adiacente all’ambiente A e collegato a questo da un’apertura è l’ambiente B, absidato, anch’esso caratterizzato da un ipocausto a colonnette. Lo scavo in quest’area ha permesso di individuare altri due ambienti, anch’essi plausibilmente correlati alle terme: un ambiente con pavimento musivo policromo ed una cisterna funzionale alla raccolta delle acque per le terme.
  • AIAC_2915 - Santa Marta - 2014
    La campagna 2014 si è concentrata presso l’area della chiesa (5.000), l’area delle terme (8.000) e la nuova area 10.000 localizzata dalla parte opposta del recente fosso in corrispondenza con l’area 8.000. Presso la chiesa sono stati aperti due saggi: uno interno alla navata e uno posto all’esterno dell’abside e lungo il perimetrale nord. Il saggio interno ha messo in luce un intenso utilizzo a scopo cimiteriale in un momento (post età romanica) in cui quella che era parte della navata diviene uno spazio esterno. La fase di utilizzo di questo cimitero si protrae almeno fino al XVII secolo. Nel saggio esterno all’abside e al perimetrale nord lo scavo ha individuato numerose sepolture; queste sono più antiche rispetto a quelle individuate nel saggio interno, hanno la fossa foderata e delimitata da pietre e laterizi. Lungo il perimetrale nord sono emerse tracce lasciate dal cantiere romanico di costruzione/ristrutturazione della chiesa: punti di fuoco, accumuli di pietrame, buche di palo. All’esterno della curva absidale lo scavo ha messo in luce la sua fondazione realizzata in ciottoli e pietre sbozzate disposti in filari abbastanza regolari, tale fondazione conferma che l’abside è stata realizzata in fase romanica appoggiandosi e in parte tagliando murature precedenti. Nell’area delle terme le indagini si sono concentrate negli ambienti più settentrionali del complesso interpretabili come il _tepidarium_. Le ricerche hanno insistito sull’ambiente pavimentato a mosaico parzialmente indagato durante la campagna del 2013. Gli scavi hanno inoltre messo in luce a nord dell’ambiente suddetto un ulteriore ambiente mosaicato, anche in questo caso si tratta di un mosaico policromo di notevole fattura. Fra I secolo a.C. e I secolo d.C. i due vani facevano parte del percorso termale progettato in antico che prevedeva soste alternate in vani più o meno riscaldati. In epoca tardo antica i due vani subiscono ristrutturazioni che ne denunciano la continuità d’uso. E’ possibile datare tra IV e V secolo la dismissione dell’impianto e l’inizio della fase di recupero e spoliazione del materiale edilizio. L’area 10.000 ha portato alla luce un grande edificio; questo presenta il medesimo orientamento, complessità architettonica e tecniche murarie del complesso termale. Le due aree facevano sicuramente parte di un ampio complesso monumentale internamente coerente e riferibile ad un'unica pianificazione edilizia che potremmo datare nel corso del I secolo d.C., forse intorno alla metà del secolo, nel momento in cui la prima villa di Santa Marta era stata abbandonata e colmata con livelli di macerie. Nel I secolo a.C. il grande edificio doveva essere una grande _reception hall_, un edificio per l'accoglienza ed il ricevimento degli ospiti che passando attraverso di esso giungevano alle terme. Fra IV e V secolo d.C. l’edificio subisce una profonda spoliazione dei pavimenti a mosaico e dei marmi che verosimilmente decoravano le pareti. Tra fine V e inizi VI secolo d.C. l’edificio viene interessato da ulteriori rifacimenti e modifiche con l’aggiunta di murature, aperture di soglie. L’abbandono definitivo dell’edificio sembra collocarsi all’inizio del VII secolo d.C.
  • AIAC_2915 - Santa Marta - 2017
    Il Sito in località Santa Marta è stato oggetto della prima campagna di scavo nel 2012. Gli scavi si sono svolti nel periodo compreso tra il 22 maggio ed il 14 luglio 2017. La campagna 2017 si è concentrata presso l’area della chiesa (5.000) e l’area delle terme (11.000). Presso la chiesa sono stati aperti due saggi: uno interno alla navata dell’edificio altomedievale (saggio 1) e uno posto all’esterno del perimetrale sud della chiesa romanica (saggio 2). Lo scavo del saggio 1 ha permesso di approfondire le frequentazioni altomedievali della chiesa. Sono emerse tracce lasciate dal cantiere di ristrutturazione della chiesa, datato presumibilmente all’VIII-IX secolo: punti di fuoco, accumuli di pietrame, buche di palo di varie dimensioni. Inoltre, è stata individuata una fase cimiteriale più antica proprio all’interno dell’edificio altomedievale. Il saggio 2 presenta, invece, numerose evidenze di attività produttive pertinenti alla vita dell’edificio precedente. Alla fase di IX-X secolo è da riferire la principale evidenza individuata e scavata: si tratta di un quartiere produttivo che probabilmente si estende a Sud e dell’edificio romanico, localizzato in una zona esterna agli edifici e distinta dal nucleo religioso. Al momento, non è stato possibile cogliere il carattere complessivo perché intercettato solo in una piccola parte ed anche perché risulta in alcuni tratti intaccato dal cimitero di epoca post-medievale. Ad ogni modo, i dati in nostro possesso ed i materiali raccolti ci permettono di riconoscere indizi della lavorazione del bronzo. La fase di utilizzo di questo cimitero si protrae almeno fino al XVII secolo. Il prossimo lavoro di restauro e copertura dello scavo che riguarderà, invece, l’area delle terme, ha determinato la necessità di effettuare alcuni saggi di accertamento allo scopo di individuare e definire la reale estensione dell’impianto termale. Complessivamente sono stati scavati quattro saggi e la verifica è stata effettuata durante l’intero periodo di scavo mediante l’ausilio di un mezzo meccanico. Tutti e quattro i saggi sono stati localizzati all’esterno delle strutture murarie limitanti l’impianto termale già noto: in tre di questi non sono state riscontrate stratigrafie rilevanti mentre nel quarto è emersa una struttura muraria semicircolare probabilmente interpretabile come un’esedra che sarà oggetto di approfondimento nella prossima campagna di scavo.

Media

Name
Santa Marta
Year
2012
Summary
it Il Sito in località Santa Marta è stato individuato nell’anno 2007 nell’ambito delle ricognizioni di superficie per il progetto Carta Archeologica della Provincia di Grosseto. L’area interessata dallo spargimento è stata, dal 2007 ad oggi, indagata con le più moderne metodiche non invasive. Il sito risulta articolato in due macro aree di interesse: una interpretabile come villa romana, con fasi dalla tarda repubblica ad occupazioni tardo antiche e medievali; la seconda interpretabile come chiesa con annessa area cimiteriale.

La prima campagna di scavo ha previsto l’apertura di tre aree, due in corrispondenza della villa ed una in corrispondenza della chiesa, con l’obiettivo di valutare il grado di conservazione del deposito, comprenderne in parte l’estensione planimetrica, definirne la natura e le fasi di occupazione.

I risultati dell’indagine geofisica ARP hanno guidato, insieme a quelli del survey e delle foto aeree la scelta delle aree.

L’area 1000, aperta in corrispondenza di una anomalia interpretabile come complesso edificio ripartito in più ambienti, ha previsto un affondo in uno di questi. Lo scavo ha rivelato una struttura in tecnica mista con muri con zoccolo in pietra ed elevato in materiale deperibile, di cui non si conosce la destinazione, molto limitata infatti è la parte di pavimento e relativo strato di abbandono che si è conservata. Lo strato di abbandono è caratterizzato dalla presenza di materiale ceramico databile al V secolo, il che fornisce un termine _post quem_ per il crollo dell’edificio e delle attività artigianali che su questo si installano.

La fase artigianale, impostata sul crollo in _pisé_ dell’edificio ed individuata subito al di sotto dello strato arativo, è caratterizzata da una serie di strati rubefatti e carboniosi, estesi su pressoché tutto l’ambiente. In fase con questi sono due fornacette di forma circolare. Non si rinvengono frammenti di scorie od altri elementi indicativi di una particolare produzione.
L’area 4000, localizzata a S rispetto all’area 1000, è stata aperta in corrispondenza di una anomalia da ARP interpretabile come grande edificio.

Data l’ampiezza dell’area si è deciso di indagare in questa campagna due piccoli settori. Entrambi sono caratterizzati dalla presenza di arature moderne molto profonde, che hanno intaccato parte della stratigrafia archeologica. L’indagine stratigrafica, al momento, conferma la presenza in quest’area di un edificio di cui è possibile intuire gli allineamenti di parte dei muri perimetrali N e S. La presenza di stucchi policromi, tessere musive e frammenti marmorei suggerisce una destinazione residenziale dell’edificio, la cui cronologia è inquadrabile al momento fra la tarda repubblica ed il primo impero.

L’area 5000 è localizzata nella zona NE del sito ed è stata aperta in corrispondenza di una anomalia interpretabile come il perimetro di un edificio absidato. Tale anomalia e la presenza di un’area cimiteriale in corrispondenza e nei pressi di questa avevano suggerito la presenza di una chiesa e precisamente della Pieve di S. Ypolithus de Martura citata in documenti d’archivio.
La rimozione dello strato arativo sull’intera superficie dell’area ha consentito di verificare la presenza dell’edificio e di confermarne la planimetria
en The site in the locality of Santa Marta was identified in 2007 during the survey undertaken for the making of the archaeological map of the province of Grosseto. Between 2007 and the present, the scatter site has been investigated using non-invasive methods. It resulted as having two areas of interest: one interpretable as a Roman villa with occupation phases dating from the late Republican to the late antique and medieval periods, the other a church with associated cemetery area.

The first excavation campaign opened three trenches, two in correspondence with the villa and one in the church area, the aim being to evaluate the state of preservation of the archaeological deposit, gain a partial understanding of the lay out and define the occupation phases. The geophysical survey results, together with those from the survey and aerial photographs determined the choice of excavation areas.

Area 1000, opened in correspondence with an anomaly interpreted as a building divided into several rooms, one of which was excavated. The structure had a stone footing and walls in perishable materials. Only a limited part of the floor surface and abandonment layer survived and it is not possible to suggest a function for this room. The abandonment layer contained material datable to the 5th century A.D., which provides a terminus post quem for the building’s collapse and for the craft-working activities that were installed above it.

The craft-working structures were built on top of the pisé collapse, appeared immediately below the plough soil and were characterised by a series of rubefied and charcoal-rich layers, extending across almost the entire room. Two small circular kilns were in phase with these layers. No waste materials or any other evidence to indicate a particular type of production was found.
Area 4000, situated to the south of area 1000, was opened in correspondence with an anomaly interpreted as a large building.

Given the size of the area, it was decided to excavate two small sectors in this campaign. In both, the stratigraphy was cut by modern deep ploughing. So far, the excavation has confirmed the presence in this area of a building of which it was possible to identify the line of the north and south perimeter walls. The presence of polychrome stucco, mosaic tesserae and marble fragments suggests this was a residential structure, dating to between the late Republican period and early empire.

Area 5000 was placed in the north-eastern part of the site and was opened in correspondence with an anomaly interpretable as the perimeter wall of an apsidal building. This anomaly and the presence of a cemetery area in correspondence with and close to this structure suggested the presence of a church, the Pieve di S. Ypolithus de Martura mentioned in archive documents. The removal of the plough soil over the entire area confirmed the presence of the building and its plan.
Funding Body
Fondazione Bertarelli
Team
Finds specialist - Emanuele Vaccaro
GIS systems - Matteo Sordini
Palaeoecologist - Gaetano de Pasquale

Media

Name
Santa Marta
Year
2013
Summary
it Il Sito in località Santa Marta è stato oggetto della prima campagna di scavo nel 2012. Sono stati portati alla luce resti di un’area produttiva riconducibile all’epoca tardo antica (area 1000), una serie di murature di un edificio del quale non si è individuata la funzione (area 4000), ed è stato portato alla luce l’intero perimetro della chiesa (area 5000).

La campagna 2013 si è concentrata presso l’area 4000 con lo scopo di approfondire la conoscenza del deposito archeologico inerente la struttura individuata nel 2012; sono proseguite le indagini presso la chiesa ed è stata aperta la nuova area 8.000.

L’area 4.000 è stata estesa fino all’area 1.000, portando alla luce una serie ininterrotta di strutture, tutte caratterizzate dalla presenza di strati ricchi di materiale di pregio (tessere musive, intonaci, marmi), che sembrano essere in deposizione secondaria. Rimane non chiara la funzione di quest’area che è stata inoltre sottoposta a pesanti attività agricole nonché di spoliazione.

Come ultima frequentazione attestata al momento in questa zona sono da segnalare una serie di fornacette semiscavate nel terreno, realizzate per la lavorazione di metalli, e databili al periodo tardo antico, già individuate nel 2012 presso l’area 1.000.

Le attività nell’area 5.000 hanno previsto un approfondimento nella parte E della chiesa per definire l’andamento dell’abside, in particolare nel punto di unione con il perimetrale S. Contemporaneamente, sono state avviate le indagini stratigrafiche nell’aula della chiesa: il crollo già individuato ed in parte scavato nella prima stagione di scavo era presente su tutta l’area presa in considerazione e si è quindi proceduto ad asportarlo. Al di sotto dello strato di crollo è stato identificato uno strato caratterizzato da un’elevata quantità di reperti osteologici, forse il risultato di una asportazione compiuta in alcune zone cimiteriali. Si è individuata una zona cimiteriale privilegiata nei pressi della facciata della chiesa, caratterizzata da tombe in cassa litica. All’interno delle sepolture femminili sono stati recuperati oggetti di corredo come rosari, aghi da sudario, vaghi isolati in osso e in pasta vitrea, medagliette in bronzo con iconografia sacra, una croce, una medaglia e un pendaglio in bronzo.

La nuova area 8000 è collocata a est di un fossato che la separa dai settori 4000 e 5000. Appena sotto lo strato arativo sono state individuate le creste di murature in pietra e mattoni legate da malta che andavano a delineare ambienti precisi. In uno di questi ambienti è stato individuato un ipocausto riconducibile ad una vasca termale caratterizzato da una prima pavimentazione di tegole private delle rispettive alette su cui vanno ad impostarsi le colonnette delle _suspensurae_ . Adiacente all’ambiente A e collegato a questo da un’apertura è l’ambiente B, absidato, anch’esso caratterizzato da un ipocausto a colonnette. Lo scavo in quest’area ha permesso di individuare altri due ambienti, anch’essi plausibilmente correlati alle terme: un ambiente con pavimento musivo policromo ed una cisterna funzionale alla raccolta delle acque per le terme.
en The site, in the locality of Santa Marta, was first excavated in 2012. The remains of a Late Antique production area (area 1000), and a series of walls relating to a building of unknown function (area 4000) were uncovered, together with the perimeter of the church (area 5000).

The 2013 campaign concentrated on area 4000 with the aim of gaining further knowledge of the archaeological deposit relating to the structure. Excavations continued at the church and a new area (8000) was opened.

Area 4000 was extended as far as area 1000 and this revealed an uninterrupted series of structures, all characterised by the presence of layers containing an abundance of high quality building materials (mosaic tesserae, wall plaster and marble), which seemed to be in secondary deposition. The function of this area, which suffered heavy agricultural activity and robbing, remains unclear.

To date, the latest occupation evidence in this zone is represented by a series of small metalworking furnaces half dug into the ground and datable to the late antique period, already identified in 2012 in area 1000.

In area 5000, the excavation was deepened in the eastern part of the church in order to define the plan of the apse, in particular the point where it joined the south wall. At the same time, excavations began in the main body of the church: the collapse, partially excavated in the first season was present across the entire area taken into consideration, and was therefore removed. Below the collapse was a layer containing a large quantity of bones, perhaps the result of their removal from their original burial sites. A privileged funerary area was identified close to the church’s facade, characterised by burials in stone coffins. The female burials contained grave goods such as rosary beads, shroud pins, isolated bone, and glass paste beads, small bronze medals with sacred images, a cross, a medal, and a bronze pendant.

The new area 8000 is situated to the east of a ditch separating it from areas 4000 and 5000. Crests of stone and brick-built walls bonded with mortar, defining precise rooms, appeared just below the plough soil. A hypocaust relating to a bath pool was uncovered in one of the rooms. It was characterised by a paving of _tegulae_ with their raised borders removed, on top of which stood the columns of _suspensurae_. Room A opened onto the apsidal room B, also with a similar hypocaust. The excavations in this area identified a further two spaces, also probably relating to the baths: a room with a polychrome mosaic and a cistern for collecting water from the baths.
Summary Author
Stefano Campana
Funding Body
Fondazione Bertarelli
Team
Field director - Mariaelena Ghisleni
Field director - Cristina Felici
Field director - Francesco Brogi
GIS systems - Matteo Sordini
Palaeoecologist - Gaetano Di Pasquale
Pottery specialist - Emanuele Vaccaro

Media

Name
Santa Marta
Year
2014
Summary
it La campagna 2014 si è concentrata presso l’area della chiesa (5.000), l’area delle terme (8.000) e la nuova area 10.000 localizzata dalla parte opposta del recente fosso in corrispondenza con l’area 8.000.

Presso la chiesa sono stati aperti due saggi: uno interno alla navata e uno posto all’esterno dell’abside e lungo il perimetrale nord. Il saggio interno ha messo in luce un intenso utilizzo a scopo cimiteriale in un momento (post età romanica) in cui quella che era parte della navata diviene uno spazio esterno. La fase di utilizzo di questo cimitero si protrae almeno fino al XVII secolo.

Nel saggio esterno all’abside e al perimetrale nord lo scavo ha individuato numerose sepolture; queste sono più antiche rispetto a quelle individuate nel saggio interno, hanno la fossa foderata e delimitata da pietre e laterizi. Lungo il perimetrale nord sono emerse tracce lasciate dal cantiere romanico di costruzione/ristrutturazione della chiesa: punti di fuoco, accumuli di pietrame, buche di palo. All’esterno della curva absidale lo scavo ha messo in luce la sua fondazione realizzata in ciottoli e pietre sbozzate disposti in filari abbastanza regolari, tale fondazione conferma che l’abside è stata realizzata in fase romanica appoggiandosi e in parte tagliando murature precedenti.

Nell’area delle terme le indagini si sono concentrate negli ambienti più settentrionali del complesso interpretabili come il _tepidarium_. Le ricerche hanno insistito sull’ambiente pavimentato a mosaico parzialmente indagato durante la campagna del 2013. Gli scavi hanno inoltre messo in luce a nord dell’ambiente suddetto un ulteriore ambiente mosaicato, anche in questo caso si tratta di un mosaico policromo di notevole fattura.

Fra I secolo a.C. e I secolo d.C. i due vani facevano parte del percorso termale progettato in antico che prevedeva soste alternate in vani più o meno riscaldati. In epoca tardo antica i due vani subiscono ristrutturazioni che ne denunciano la continuità d’uso.
E’ possibile datare tra IV e V secolo la dismissione dell’impianto e l’inizio della fase di recupero e spoliazione del materiale edilizio.

L’area 10.000 ha portato alla luce un grande edificio; questo presenta il medesimo orientamento, complessità architettonica e tecniche murarie del complesso termale. Le due aree facevano sicuramente parte di un ampio complesso monumentale internamente coerente e riferibile ad un'unica pianificazione edilizia che potremmo datare nel corso del I secolo d.C., forse intorno alla metà del secolo, nel momento in cui la prima villa di Santa Marta era stata abbandonata e colmata con livelli di macerie.

Nel I secolo a.C. il grande edificio doveva essere una grande _reception hall_, un edificio per l'accoglienza ed il ricevimento degli ospiti che passando attraverso di esso giungevano alle terme.
Fra IV e V secolo d.C. l’edificio subisce una profonda spoliazione dei pavimenti a mosaico e dei marmi che verosimilmente decoravano le pareti.

Tra fine V e inizi VI secolo d.C. l’edificio viene interessato da ulteriori rifacimenti e modifiche con l’aggiunta di murature, aperture di soglie.

L’abbandono definitivo dell’edificio sembra collocarsi all’inizio del VII secolo d.C.
en The 2014 campaign concentrated on the church area (5,000), the baths (8,000) and the new area 10.000 situated opposite the modern ditch in correspondence with area 8,000.
Two trenches were opened in the church area: one in the nave and one outside the apse and along the northern perimeter wall. The nave trench revealed intense use as a cemetery area in a period (post Romanesque) when what was part of the nave became an external space. This phase of use continued until at least the 17th century.

In the trench outside the apse and north wall, the excavation identified numerous burials, earlier in date than those in the nave. The graves were lined and bordered by stones and tiles. Along the north perimeter traces emerged of the Romanesque construction site: hearths, accumulations of stones, post holes. Outside the curve of the apse, the excavation revealed its foundations of cobblestones and rough-hewn stones arranged in quite regular courses. These foundations confirm that the apse was built in the Romanesque phase, abutting and partially cutting the earlier walls.

In the baths area, the excavations concentrated on the northernmost rooms of the complex interpreted as the _tepidarium_. Work continued on the room with mosaic floor partially investigated during the 2013 season. A room with another high quality polychrome mosaic floor was also uncovered north of the first.

Between the 1st century B.C. and the 1st century A.D., the two rooms were part of the baths, and in the late antique period were restructured, evidence of their continued use. The complex went out of use between the 4th and 5th centuries and the site was robbed for building materials.

A large building was uncovered in area 10,000, presenting the same alignment, architectural complexity and construction techniques as the baths. The two areas were certainly part of a monumental complex built at the same time and part of a single urban building plan that probably dates to the 1st century A.D., perhaps around the middle of the century, at the time when the first villa at Santa Maria was abandoned and filled with layers of rubble.

In the 1st century B.C., the large building must have been a great reception hall, a structure for greeting and receiving guests who passed through it to reach the baths. Between the 4th and 5th centuries A.D., the building was heavily robbed of the mosaic floors and marbles that probably decorated its walls. Between the late 5th and early 6th centuries A.D., the building underwent further restructuring with the addition of walls and opening of thresholds.

It seems to have been finally abandoned at the beginning of the 7th century A.D.
Funding Body
Fondazione Bertarelli

Media

Name
Santa Marta
Year
2017
Summary
it Il Sito in località Santa Marta è stato oggetto della prima campagna di scavo nel 2012. Gli scavi si sono svolti nel periodo compreso tra il 22 maggio ed il 14 luglio 2017.

La campagna 2017 si è concentrata presso l’area della chiesa (5.000) e l’area delle terme (11.000).
Presso la chiesa sono stati aperti due saggi: uno interno alla navata dell’edificio altomedievale (saggio 1) e uno posto all’esterno del perimetrale sud della chiesa romanica (saggio 2).
Lo scavo del saggio 1 ha permesso di approfondire le frequentazioni altomedievali della chiesa. Sono emerse tracce lasciate dal cantiere di ristrutturazione della chiesa, datato presumibilmente all’VIII-IX secolo: punti di fuoco, accumuli di pietrame, buche di palo di varie dimensioni.
Inoltre, è stata individuata una fase cimiteriale più antica proprio all’interno dell’edificio altomedievale.

Il saggio 2 presenta, invece, numerose evidenze di attività produttive pertinenti alla vita dell’edificio precedente. Alla fase di IX-X secolo è da riferire la principale evidenza individuata e scavata: si tratta di un quartiere produttivo che probabilmente si estende a Sud e dell’edificio romanico, localizzato in una zona esterna agli edifici e distinta dal nucleo religioso. Al momento, non è stato possibile cogliere il carattere complessivo perché intercettato solo in una piccola parte ed anche perché risulta in alcuni tratti intaccato dal cimitero di epoca post-medievale. Ad ogni modo, i dati in nostro possesso ed i materiali raccolti ci permettono di riconoscere indizi della lavorazione del bronzo. La fase di utilizzo di questo cimitero si protrae almeno fino al XVII secolo.

Il prossimo lavoro di restauro e copertura dello scavo che riguarderà, invece, l’area delle terme, ha determinato la necessità di effettuare alcuni saggi di accertamento allo scopo di individuare e definire la reale estensione dell’impianto termale. Complessivamente sono stati scavati quattro saggi e la verifica è stata effettuata durante l’intero periodo di scavo mediante l’ausilio di un mezzo meccanico. Tutti e quattro i saggi sono stati localizzati all’esterno delle strutture murarie limitanti l’impianto termale già noto: in tre di questi non sono state riscontrate stratigrafie rilevanti mentre nel quarto è emersa una struttura muraria semicircolare probabilmente interpretabile come un’esedra che sarà oggetto di approfondimento nella prossima campagna di scavo.
en The first excavations on the site in the locality of Santa Marta took place in 2012.
The 2017 campaign concentrated on the area of the church (5.000) and the baths (11.000).
Two trenches were opened in the church area: one inside the nave of the early medieval building (trench 1) and one outside the southern perimeter of the Romanesque church (trench 2).

The excavations in trench 1 revealed traces of a building site for the restructuring of the church, presumably dating to the 8th-9th century: hearths, accumulations of gravel/stones, postholes of varying sizes.
An earlier cemetery phase was identified inside the early medieval church.

Trench 2 presented numerous traces of production activities associated with the preceding building. The main evidence identified and excavated dated to the 9th-10th century phase. This was a production quarter that probably extended to the south of the Romanesque structure, in an area outside the buildings and separated from the religious structures. At present, it is not possible to read its overall characteristics as only a small part was intercepted and in some places, it was cut by a post-medieval cemetery. However, the excavation data and finds suggest bronze working took place. The cemetery remained in use until at least the 17th century.
The forthcoming restoration work and construction of roofing over the excavation in the baths area made it necessary to open _sondages_ in order to identify and define the actual size of the bath complex. Four trenches were opened, all situated outside the walls of the baths that were already known. There was no stratigraphy of any importance in three of the trenches while a semicircular wall was uncovered in the fourth. The latter can probably be interpreted as an exedra and will be investigated further during the next excavation campaign.
Funding Body
Fondazione Bertarelli

Media

  • Ghisleni 2009
    M. Ghisleni 2009, Il sito di Santa Marta nel contesto delle dinamiche insediative di età romana, tardo antica e medievale della media valle dell’Ombrone (Cinigiano-GR), in G. Volpe (a cura di), V Congresso nazionale di Archeologia Medievale, Palazzo della Dogana, Salone de Tribunale (Foggia), Palazzo dei Celestini, Auditorium (Manfredonia), 30 settembre - 3 ottobre 2009, Borgo S. Lorenzo: 243-247.

Location

Ancient Site Name
Pieve di San Hipolytus de Martura
Location
Santa Marta
Easting
11.341006
Northing
42.894636
Country
Italy
Admin Level 1
Tuscany
Admin Level 2
Provincia di Grosseto
Admin Level 3
Cinigiano