- Item
- AIAC_2390
- Name
- Monte Tezio
- Date Range
- 1200 BC – 800 BC
- Monuments
- Settlement
Seasons
-
AIAC_2390 - Monte Tezio - 2007Lo scavo ha preso le mosse dalla nettissima evidenza topografica dell’artificioso disegno della cima, racchiusa entro una recinzione perimetrale delineata sul terreno da un doppio terrapieno concentrico con fossato intermedio in forma di ellisse (assi m. 180 e m. 160, rispettivamente), a quote progressivamente e sensibilmente digradanti, recinzione che risultava nota da tempo e apprezzabile da terra quanto, e soprattutto, dal cielo. Lo scavo è stato, pertanto, preceduto da una serie di rilevazioni mediante strumentazione GPS per ottenere un modello tridimensionale del piano di campagna del sito volto a rappresentarne l’assetto d’insieme e l’originaria sua conformazione. E ancora è stato preceduto e accompagnato da una serie di azioni di rilievo mediante stazione totale finalizzate alla definizione di una preliminare maglia georeferenziata di capisaldi topografici che consentissero il perfetto posizionamento e ancoraggio di ogni intervento di rilievo diretto delle superfici scavate. Questa fase preliminare ha visto anche la reiterazione di voli ravvicinati allo scopo di ottenere una esaustiva documentazione fotografica dal cielo del sito medesimo, documentazione che si è programmata e realizzata, da prospettive zenitali e oblique, in periodi e in situazioni temporali e climatiche distinte, nel periodo Maggio - Agosto 2007. Lo scavo ha interessato un tratto del settore occidentale dell’area sommitale di Monte Tezio, per una superficie di 150 metri quadrati all’incirca, seguendo il disegno pressoché piatto del ciglio perimetrale artificialmente delineato sul terreno e risalendo verso l’interno e verso cima, in lievissima pendenza. Questa scelta ha consentito, da subito, di definire una prima fase di presenza e di occupazione prolungata, per quanto forse stagionale, della cima del monte da parte di un nucleo consistente di popolazione. La compatta generalità dei materiali rinvenuti, quasi esclusivamente ceramici e più raramente bronzei allo stato frammentario (con l’unica eccezione di uno spillone), lascia ipotizzare un orizzonte cronologico a partire dalla fase finale dell’Età del Bronzo.
-
AIAC_2390 - Monte Tezio - 2008L’intervento 2008 ha esteso di molto lo scavo lungo il settore occidentale dell’area sommitale di Monte Tezio, seguendo il disegno del ciglio perimetrale nettamente delineato sul terreno e risalendo verso la cima, in lievissima pendenza. In questo tratto il terreno è apparso con evidenza interessato da fenomeni di deposito (terra, detriti, soprattutto materiali) conseguenti a dilavamento e a scorrimento superficiali per azione meteorica ed eolica dall’area cacuminale. E lo scavo, portato finalmente in profondità, è valso a verificarne vettori e consistenza. A seguito di ciò il margine perimetrale della recinzione ha assunto una configurazione più netta, ancorché certamente incompleta e sostanzialmente ribassata e piatta per rovina degli originari volumi d’alzato. Questi ultimi, realizzati a secco, sono almeno in parte forse progressivamente franati nell’antistante fossato che, difatti, sembra presentare una sezione di dichiarata colmatura. Lo scavo 2008 ha, anche, investito un largo tratto della superficie interna del recinto. In risalita verso la cima, da Ovest ad Est. Qui lo scavo ha restituito l’immagine di una sommità, immediatamente al di sotto del piano di campagna, sostanzialmente spoglia e solo segnata a terra da isoorientati affioramenti naturali di roccia, nettamente frazionati per piani di distacco sottili e ripetuti. Nessun reperto fra i tantissimi fino ad ora raccolti segnala documentatamente fasi di frequentazione e/o di occupazione successive all’Età del Bronzo. Non si può, tuttavia, da ciò argomentare in alcun modo un abbandono definitivo e desertificante del luogo. Così come, al momento, ancora niente induce a pensare a mutamenti di destinazione in progresso di tempo del sito da perno strategico di controllo territoriale e da luogo insediato e posto a difesa a luogo di culto, secondo schemi di continuità di frequentazione e di discontinuità di ruolo spesso riscontrati in analoghe situazioni d’altura.
-
AIAC_2390 - Monte Tezio - 2009La campagna 2009 ha ancora interessato il settore occidentale dell’area sommitale di Monte Tezio, estendendo ulteriormente l’area di scavo. A seguito di ciò l’assetto perimetrale della recinzione ha assunto una configurazione più netta, anche se questa rimane sostanzialmente ribassata e appiattita per rovina e franamento degli originari volumi d’alzato. Tuttavia, al margine sud occidentale della trincea di scavo, si è rimesso in luce un lungo tratto di una sorta di paramento esterno realizzato mediante infissione a terra di grandi lastre di calcare disposte di taglio e destinate, con evidenza, al contenimento di una spessa muratura retrostante a sua volta edificata a secco e in terrapieno rilevato. L’artificiosità della struttura si manifesta, con altrettanta evidenza, grazie alla disposizione in sequenza delle sue diverse componenti lapidee e grazie allo stesso tracciato, coerentemente rapportato all’artificioso disegno di ciglio della sommità, progressivamente rientrante e convesso. La campagna 2009 ha ribadito la fase di presenza e di occupazione prolungata della cima del monte. Verosimilmente per un arco esteso di più generazioni. L’orizzonte che la compatta e cospicua generalità dei materiali rinvenuti, quasi esclusivamente ceramici allo stato frammentario e più raramente (tuttavia con sempre più frequenti eccezioni: spilloni decorati) bronzei e, ancora più raramente, in ferro, lascia, difatti, ipotizzare un orizzonte cronologico che, a partire dalla fase finale dell’Età del Bronzo, sembra, ora, in base ai risultati conseguiti (per quanto ancora forse con qualche approssimazione essendo tuttora in corso la documentazione e lo studio dei materiali rinvenuti e nell’attesa di un loro generalizzato restauro), attestarsi ragionevolmente e documentatamente forse alla Prima Età del Ferro. Materiali e cinta sembrano ormai doversi considerare decisamente coerenti e coevi. Senza più alcuna riserva.
-
AIAC_2390 - Monte Tezio - 2010La campagna 2010 doveva interessare ancora il settore occidentale dell’area sommitale di Monte Tezio ed estendersi, poi, in più direzioni. Per restituire a un ampio tratto della recinzione perimetrale ed alle aree immediatamente contermini, a monte e a valle, in terrapieno e in fossato, una più sicura configurazione planimetrica, dimensionale e strutturale. Doveva, perché l’inspiegabile diniego da parte della Comunità Montana dei Monti del Trasimeno (che pure negli anni precedenti aveva mostrato interesse e volontà di fattiva collaborazione) del mezzo fuoristrada, indispensabile per raggiungere giornalmente la cima e scenderne, ha di fatto impedito la materiale esecuzione dello scavo. La campagna si è, dunque, realizzata solo attraverso attività di magazzino. Attraverso la classificazione, l’inventariazione, la documentazione grafica e fotografica dei materiali scavati nel corso delle campagne precedenti. E attraverso la ricomposizione, il consolidamento e il restauro di un’ampia e rappresentativa selezione di reperti. Insomma un lavoro intenso e sistematico di documentazione, protrattosi per l’intero periodo previsto di scavo, che è valso, con analitica oggettiva attendibilità documentaria, a definire con sicurezza sempre maggiore le fasi di presenza e di occupazione, ancorché stagionale, della cima del monte da parte di nuclei cospicui di popolazione, per più generazioni. La generalità dei materiali, quasi esclusivamente ceramici allo stato frammentario e più raramente, ma con sempre più frequenti eccezioni, bronzei (soprattutto spilloni decorati) e, ancora più raramente, in ferro, sembra, difatti, ormai delineare un orizzonte cronologico che a partire dalla fase finale dell’Età del Bronzo pare sempre più ragionevolmente e documentatamente attestarsi forse alla Prima Età del Ferro.
-
AIAC_2390 - Monte Tezio - 2011La campagna 2011, dopo la forzata interruzione del 2010, ha ancora interessato il settore occidentale dell’area sommitale di Monte Tezio, estendendo ulteriormente l’area di scavo, ma soprattutto portando più in profondità gli esiti di scavo delle campagne precedenti. A seguito di ciò l’assetto perimetrale della recinzione ha assunto una configurazione decisamente più netta, anche se rimane sostanzialmente ribassata e appiattita per rovina e franamento degli originari volumi d’alzato. E per la stessa sua sostanziale precarietà strutturale. Lungo il margine sud occidentale dell’area di scavo si sono riportati in luce alcuni nuovi tratti di “paramento” realizzati mediante infissione a terra di grandi lastre di calcare disposte di taglio e destinate, con evidenza, al contenimento di spesse murature retrostanti a loro volta edificate a secco e in terrapieno rilevato. L’artificiosità della struttura si manifesta, con altrettanta evidenza, grazie alla disposizione in sequenza delle diverse componenti lapidee e grazie allo stesso tracciato, coerentemente rapportato all’artificioso disegno di ciglio della sommità, progressivamente rientrante e convesso, ancorché delineato a terra, allo stato attuale, per tratti ampiamente discontinui. Al suo interno lo scavo 2011 ha inoltre posto in luce, in più casi, una disposizione, altrettanto artificiosa, di ciottoli e lastre di medie dimensioni analogamente infissi a terra e disposti in verticale, verosimilmente destinati, in assenza evidente di fori per pali, a restituire una valida soluzione di ancoraggio e di supporto per elementi portanti di precari alzati lignei. Lo scavo ha poi verificato, connesse a questi ultimi, circoscritte aree di combustione, focolari caratterizzati anche da forti concentrazioni di materiali ceramici e di ossa animali. La campagna 2011 ha ribadito la fase di presenza e di occupazione prolungata della cima del monte. Per l’arco esteso di più generazioni. L’orizzonte che la compatta e cospicua generalità dei materiali rinvenuti, quasi esclusivamente ceramici allo stato frammentario e più raramente bronzei (tuttavia, come già rilevato nel 2009, con sempre più frequenti eccezioni: soprattutto spilloni decorati), in pasta vitrea e, ancora più raramente, in ferro, delinea ormai, difatti, un orizzonte cronologico che a partire dalla fase finale dell’Età del Bronzo pare sempre più ragionevolmente e documentatamente attestarsi alla Prima Età del Ferro.
-
AIAC_2390 - Monte Tezio - 2012E’ evidentemente un destino ricorrente dello scavo. La campagna 2012, dopo la forzata interruzione del 2010, ha subito di fatto un nuovo stop. L’intervento di indagine, nella programmazione e nelle intenzioni, doveva interessare ancora una volta il settore occidentale e settentrionale dell’area sommitale di Monte Tezio ed estendersi, poi, anche nelle altre direzioni per restituire a un sempre più ampio tratto della recinzione perimetrale e alle aree contermini, a monte e a valle, in terrapieno e in fossato, una più sicura e definita configurazione planimetrica, dimensionale e strutturale. E doveva anche indagare in profondità gli esiti di scavo delle campagne precedenti, almeno in alcuni settori. Doveva. Perché l’indisponibilità di un mezzo fuoristrada, indispensabile per raggiungere giornalmente la cima e scenderne, ha ancora una volta di fatto impedito la materiale esecuzione dello scavo. Sul campo la campagna si è, dunque, realizzata solo attraverso del tutto rarefatti interventi di ricognizione, volti soprattutto alla verifica e al controllo dello stato dello scavo pregresso e, più in generale, della superficie del sito. In magazzino si è invece realizzata, attraverso rinnovate attività di classificazione, inventariazione e documentazione grafica e fotografica dei materiali scavati nel corso delle campagne precedenti(compresa la generalità dei reperti osteologici). E attraverso la ricomposizione, il consolidamento e il restauro di una sempre più ampia e rappresentativa selezione di reperti. Insomma, un lavoro continuativo e sistematico di documentazione, protrattosi per l’intero periodo previsto di scavo, che è valso, con analitica oggettiva attendibilità documentaria, a ribadire con sicurezza le fasi di presenza e di occupazione, per quanto stagionale, della cima del monte da parte di nuclei cospicui di popolazione, per più generazioni, delineando un orizzonte cronologico che a partire dalla fase finale dell’Età del Bronzo pare sempre più documentatamente forse attestarsi alla Prima Età del Ferro.
-
AIAC_2390 - Monte Tezio - 2013E’ evidentemente il destino dello scavo. La campagna 2013, dopo la forzata interruzione del 2010 e del 2012, ha subito di fatto, alla conclusione del triennio di Concessione, ancora un arresto. L’intervento di scavo nella programmazione e nelle intenzioni doveva interessare, come già scritto, il settore occidentale e settentrionale dell’area sommitale di Monte Tezio ed estendersi, poi, anche in altre direzioni per restituire a un sempre più ampio tratto della recinzione perimetrale e alle aree contermini, a monte e a valle, in terrapieno e in fossato, una più sicura e definita configurazione planimetrica, dimensionale e strutturale. E doveva anche indagare in profondità gli esiti di scavo delle campagne precedenti, almeno in alcuni settori. Doveva. Perché ancora una volta la totale mancanza di fondi e l’indisponibilità di un mezzo fuoristrada, indispensabile per raggiungere giornalmente la cima e scenderne, ha di fatto impedito la materiale esecuzione dello scavo. Così come nel 2012, gli interventi di campo si sono, dunque, realizzati solo attraverso rarefatte azioni di ricognizione, volte soprattutto alla verifica e al controllo dello stato dello scavo pregresso e, più in generale, della superficie del sito. L’attività di magazzino si è, invece, realizzata non solo attraverso la ripresa dell’azione di classificazione, inventariazione e documentazione grafica e fotografica dei materiali scavati nel corso delle campagne precedenti, ma anche attraverso rinnovate attività seminariali e di laboratorio. Queste ultime hanno coinvolto e coinvolgono la Cattedra di Protostoria Europea dell’Università degli Studi di Perugia, nella persona della Prof.ssa Paola Guerzoni, e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, nella persona della Dott.ssa Maria Cristina De Angelis, ai fini dello studio e della pubblicazione del sito e dei materiali. Una preliminare importante circostanza di pubblica e scientifica presentazione dello scavo si deve alla Dott.ssa Laura Matacchioni nel contesto del Convegno “Frontiers of the European Iron Age” Cambridge 20-22 Settembre 2013. Insomma, nelle more dello scavo, si è svolto un lavoro comunque assiduo, continuativo e sistematico di documentazione che è valso a ribadire con sicurezza le fasi di presenza e di occupazione, per quanto stagionale, della cima del monte da parte di nuclei cospicui di popolazione, per più generazioni, delineando un orizzonte cronologico incentrato soprattutto nella fase finale dell’Età del Bronzo. Si prevede, per quanto temporaneamente (per il 2014), di non richiedere il rinnovo della Concessione di Scavo. Per consentire di completare lo studio e la pubblicazione del sito e dei materiali, tuttora in corso d’opera.
Media
- Name
- Monte Tezio
- Year
- 2007
- Summary
-
it
Lo scavo ha preso le mosse dalla nettissima evidenza topografica dell’artificioso disegno della cima, racchiusa entro una recinzione perimetrale delineata sul terreno da un doppio terrapieno concentrico con fossato intermedio in forma di ellisse (assi m. 180 e m. 160, rispettivamente), a quote progressivamente e sensibilmente digradanti, recinzione che risultava nota da tempo e apprezzabile da terra quanto, e soprattutto, dal cielo.
Lo scavo è stato, pertanto, preceduto da una serie di rilevazioni mediante strumentazione GPS per ottenere un modello tridimensionale del piano di campagna del sito volto a rappresentarne l’assetto d’insieme e l’originaria sua conformazione. E ancora è stato preceduto e accompagnato da una serie di azioni di rilievo mediante stazione totale finalizzate alla definizione di una preliminare maglia georeferenziata di capisaldi topografici che consentissero il perfetto posizionamento e ancoraggio di ogni intervento di rilievo diretto delle superfici scavate.
Questa fase preliminare ha visto anche la reiterazione di voli ravvicinati allo scopo di ottenere una esaustiva documentazione fotografica dal cielo del sito medesimo, documentazione che si è programmata e realizzata, da prospettive zenitali e oblique, in periodi e in situazioni temporali e climatiche distinte, nel periodo Maggio - Agosto 2007.
Lo scavo ha interessato un tratto del settore occidentale dell’area sommitale di Monte Tezio, per una superficie di 150 metri quadrati all’incirca, seguendo il disegno pressoché piatto del ciglio perimetrale artificialmente delineato sul terreno e risalendo verso l’interno e verso cima, in lievissima pendenza. Questa scelta ha consentito, da subito, di definire una prima fase di presenza e di occupazione prolungata, per quanto forse stagionale, della cima del monte da parte di un nucleo consistente di popolazione. La compatta generalità dei materiali rinvenuti, quasi esclusivamente ceramici e più raramente bronzei allo stato frammentario (con l’unica eccezione di uno spillone), lascia ipotizzare un orizzonte cronologico a partire dalla fase finale dell’Età del Bronzo. -
en
Archaeological interest was stimulated by the unnatural topography of the hilltop. Enclosed within a perimeter constituted by a double concentric embankment, with a ditch in between, it formed an ellipse (axes 180 m and 160 m), at levels which gradually and noticeably sloped downwards. This enclosure which has been known for some time is perceptible from the ground but above all from the air.
The excavation was preceded by a series of surveys using GPS instruments in order to obtain a 3D model of the ground showing its overall layout and original conformation. A total station was used to set out a preliminary network of geo-referenced points on the main topographical features which allowed the precise positioning and anchoring of all recorded excavation data.
In this preliminary phase low altitude flights were made in order to make a complete photographic record of the site, documentation which was programmed and undertaken, from a vertical and oblique perspective, in different periods, times and climactic conditions, between May-August 2007.
The excavation looked at an area in the western sector of the summit of Monte Tezio, covering circa 150 m2. The area followed the line of the artificial perimeter which was more or less flat and then rose towards the interior and the summit, on a sight slope. A first occupation phase was identified, perhaps seasonal, on the summit. The uniformity of the finds, almost exclusively pottery with the occasional bronze, all fragmentary apart from a large pin, suggested a chronological horizon in the final Bronze Age. - Summary Author
- Maurizio Matteini Chiari
- Research Body
- Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Scienze Storiche, Sezione di Scienze Storiche dell'Antichità
- Funding Body
- Fondazione Ecomuseo Colli del Tezio
Media
- Name
- Monte Tezio
- Year
- 2008
- Summary
-
it
L’intervento 2008 ha esteso di molto lo scavo lungo il settore occidentale dell’area sommitale di Monte Tezio, seguendo il disegno del ciglio perimetrale nettamente delineato sul terreno e risalendo verso la cima, in lievissima pendenza. In questo tratto il terreno è apparso con evidenza interessato da fenomeni di deposito (terra, detriti, soprattutto materiali) conseguenti a dilavamento e a scorrimento superficiali per azione meteorica ed eolica dall’area cacuminale. E lo scavo, portato finalmente in profondità, è valso a verificarne vettori e consistenza. A seguito di ciò il margine perimetrale della recinzione ha assunto una configurazione più netta, ancorché certamente incompleta e sostanzialmente ribassata e piatta per rovina degli originari volumi d’alzato. Questi ultimi, realizzati a secco, sono almeno in parte forse progressivamente franati nell’antistante fossato che, difatti, sembra presentare una sezione di dichiarata colmatura.
Lo scavo 2008 ha, anche, investito un largo tratto della superficie interna del recinto. In risalita verso la cima, da Ovest ad Est. Qui lo scavo ha restituito l’immagine di una sommità, immediatamente al di sotto del piano di campagna, sostanzialmente spoglia e solo segnata a terra da isoorientati affioramenti naturali di roccia, nettamente frazionati per piani di distacco sottili e ripetuti.
Nessun reperto fra i tantissimi fino ad ora raccolti segnala documentatamente fasi di frequentazione e/o di occupazione successive all’Età del Bronzo. Non si può, tuttavia, da ciò argomentare in alcun modo un abbandono definitivo e desertificante del luogo. Così come, al momento, ancora niente induce a pensare a mutamenti di destinazione in progresso di tempo del sito da perno strategico di controllo territoriale e da luogo insediato e posto a difesa a luogo di culto, secondo schemi di continuità di frequentazione e di discontinuità di ruolo spesso riscontrati in analoghe situazioni d’altura. -
en
The 2008 excavation enlarged the investigation along the western sector of the summit, following the line of the artificial perimeter rising towards the summit, on a sight slope. Here, the terrain showed clear signs of deposits (earth, detritus, materials) caused by hill-wash and wind from the summit area. The in-depth excavation documented its shape and composition. Following this the line of the enclosure’s perimeter appeared better-defined, although certainly incomplete and substantially lower and flatter as the original standing parts had not survived. The latter, dry-stone built, had in part gradually fallen down into the ditch in front, which appeared to present a section that had been deliberately filled.
The excavation also looked at a wide area of the internal surface of the enclosure, towards the summit on an east-west alignment. This produced an image of the summit, immediately below present ground level, that was substantially bare and marked only by natural rock outcrops, distinctly fractured into thin layers.
None of the many finds recovered to date document occupation phases any later in date than the Bronze Age. However, despite this it cannot be suggested that the site was definitively abandoned. There is also no evidence to suggest changes in the site’s function through time from strategic hub for territorial control and defended settlement to cult site, according to patterns of settlement continuity and discontinuity of function often seen in analogous hilltop situations. - Research Body
- Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Scienze Storiche, Sezione di Scienze Storiche dell'Antichità
- Funding Body
- Fondazione Ecomuseo Colli del Tezio
Media
- Name
- Monte Tezio
- Year
- 2009
- Summary
-
it
La campagna 2009 ha ancora interessato il settore occidentale dell’area sommitale di Monte Tezio, estendendo ulteriormente l’area di scavo. A seguito di ciò l’assetto perimetrale della recinzione ha assunto una configurazione più netta, anche se questa rimane sostanzialmente ribassata e appiattita per rovina e franamento degli originari volumi d’alzato. Tuttavia, al margine sud occidentale della trincea di scavo, si è rimesso in luce un lungo tratto di una sorta di paramento esterno realizzato mediante infissione a terra di grandi lastre di calcare disposte di taglio e destinate, con evidenza, al contenimento di una spessa muratura retrostante a sua volta edificata a secco e in terrapieno rilevato. L’artificiosità della struttura si manifesta, con altrettanta evidenza, grazie alla disposizione in sequenza delle sue diverse componenti lapidee e grazie allo stesso tracciato, coerentemente rapportato all’artificioso disegno di ciglio della sommità, progressivamente rientrante e convesso.
La campagna 2009 ha ribadito la fase di presenza e di occupazione prolungata della cima del monte. Verosimilmente per un arco esteso di più generazioni. L’orizzonte che la compatta e cospicua generalità dei materiali rinvenuti, quasi esclusivamente ceramici allo stato frammentario e più raramente (tuttavia con sempre più frequenti eccezioni: spilloni decorati) bronzei e, ancora più raramente, in ferro, lascia, difatti, ipotizzare un orizzonte cronologico che, a partire dalla fase finale dell’Età del Bronzo, sembra, ora, in base ai risultati conseguiti (per quanto ancora forse con qualche approssimazione essendo tuttora in corso la documentazione e lo studio dei materiali rinvenuti e nell’attesa di un loro generalizzato restauro), attestarsi ragionevolmente e documentatamente forse alla Prima Età del Ferro.
Materiali e cinta sembrano ormai doversi considerare decisamente coerenti e coevi. Senza più alcuna riserva. -
en
The 2009 campaign again looked at the western sector of the summit area of Monte Tezio, extending the excavation area. Along the south-western edge of the trench a long stretch of a sort of external facing was exposed. This had been constructed by fixing large limestone slabs edgeways into the ground and served to contain the thick wall behind it. This wall was a dry-stone structure with a raised embankment. The artificiality of the structure was clearly shown by the arrangement in sequence of its various stone elements and by its outline which followed the artificial line of the summit’s edge, progressively re-entrant and convex.
The 2009 campaign confirmed the prolonged occupation of the summit, probably covering several generations. The uniformity of the finds, almost exclusively pottery with the occasional bronze, (all fragmentary apart from large decorated pins) and iron, suggested a chronological horizon in the latter part of the final Bronze Age. However, on the basis of results obtained to date (although the study is on-going) the chronological horizon could be the early Iron Age. - Director
- Maurizio Matteini Chiari
- Research Body
- Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Scienze Storiche, Sezione di Scienze Storiche dell'Antichità
- Funding Body
- Fondazione Ecomuseo Colli del Tezio
Media
- Name
- Monte Tezio
- Year
- 2010
- Summary
-
it
La campagna 2010 doveva interessare ancora il settore occidentale dell’area sommitale di Monte Tezio ed estendersi, poi, in più direzioni. Per restituire a un ampio tratto della recinzione perimetrale ed alle aree immediatamente contermini, a monte e a valle, in terrapieno e in fossato, una più sicura configurazione planimetrica, dimensionale e strutturale. Doveva, perché l’inspiegabile diniego da parte della Comunità Montana dei Monti del Trasimeno (che pure negli anni precedenti aveva mostrato interesse e volontà di fattiva collaborazione) del mezzo fuoristrada, indispensabile per raggiungere giornalmente la cima e scenderne, ha di fatto impedito la materiale esecuzione dello scavo.
La campagna si è, dunque, realizzata solo attraverso attività di magazzino. Attraverso la classificazione, l’inventariazione, la documentazione grafica e fotografica dei materiali scavati nel corso delle campagne precedenti. E attraverso la ricomposizione, il consolidamento e il restauro di un’ampia e rappresentativa selezione di reperti. Insomma un lavoro intenso e sistematico di documentazione, protrattosi per l’intero periodo previsto di scavo, che è valso, con analitica oggettiva attendibilità documentaria, a definire con sicurezza sempre maggiore le fasi di presenza e di occupazione, ancorché stagionale, della cima del monte da parte di nuclei cospicui di popolazione, per più generazioni. La generalità dei materiali, quasi esclusivamente ceramici allo stato frammentario e più raramente, ma con sempre più frequenti eccezioni, bronzei (soprattutto spilloni decorati) e, ancora più raramente, in ferro, sembra, difatti, ormai delineare un orizzonte cronologico che a partire dalla fase finale dell’Età del Bronzo pare sempre più ragionevolmente e documentatamente attestarsi forse alla Prima Età del Ferro. - Research Body
- Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Scienze Storiche, Sezione di Scienze Storiche dell'Antichità
- Funding Body
- Fondazione Ecomuseo Colli del Tezio
Media
- Name
- Monte Tezio
- Year
- 2011
- Summary
-
it
La campagna 2011, dopo la forzata interruzione del 2010, ha ancora interessato il settore occidentale dell’area sommitale di Monte Tezio, estendendo ulteriormente l’area di scavo, ma soprattutto portando più in profondità gli esiti di scavo delle campagne precedenti. A seguito di ciò l’assetto perimetrale della recinzione ha assunto una configurazione decisamente più netta, anche se rimane sostanzialmente ribassata e appiattita per rovina e franamento degli originari volumi d’alzato. E per la stessa sua sostanziale precarietà strutturale. Lungo il margine sud occidentale dell’area di scavo si sono riportati in luce alcuni nuovi tratti di “paramento” realizzati mediante infissione a terra di grandi lastre di calcare disposte di taglio e destinate, con evidenza, al contenimento di spesse murature retrostanti a loro volta edificate a secco e in terrapieno rilevato. L’artificiosità della struttura si manifesta, con altrettanta evidenza, grazie alla disposizione in sequenza delle diverse componenti lapidee e grazie allo stesso tracciato, coerentemente rapportato all’artificioso disegno di ciglio della sommità, progressivamente rientrante e convesso, ancorché delineato a terra, allo stato attuale, per tratti ampiamente discontinui. Al suo interno lo scavo 2011 ha inoltre posto in luce, in più casi, una disposizione, altrettanto artificiosa, di ciottoli e lastre di medie dimensioni analogamente infissi a terra e disposti in verticale, verosimilmente destinati, in assenza evidente di fori per pali, a restituire una valida soluzione di ancoraggio e di supporto per elementi portanti di precari alzati lignei. Lo scavo ha poi verificato, connesse a questi ultimi, circoscritte aree di combustione, focolari caratterizzati anche da forti concentrazioni di materiali ceramici e di ossa animali.
La campagna 2011 ha ribadito la fase di presenza e di occupazione prolungata della cima del monte. Per l’arco esteso di più generazioni. L’orizzonte che la compatta e cospicua generalità dei materiali rinvenuti, quasi esclusivamente ceramici allo stato frammentario e più raramente bronzei (tuttavia, come già rilevato nel 2009, con sempre più frequenti eccezioni: soprattutto spilloni decorati), in pasta vitrea e, ancora più raramente, in ferro, delinea ormai, difatti, un orizzonte cronologico che a partire dalla fase finale dell’Età del Bronzo pare sempre più ragionevolmente e documentatamente attestarsi alla Prima Età del Ferro.
-
en
Work again concentrated on the western sector of the summit of Monte Tezio, extending the excavation area and, in particular, deepening the excavations from the previous campaigns. This led to a clearer definition of the enclosure’s perimeter, despite the fact that it was largely lowered, with respect to its original height and flattened by collapse and land slippage. The bad state of preservation was also due to its substantial instability. Several new stretches of “facing” came to light along the south-western edge of the excavation area. These were constituted by large limestone slabs fixed vertically into the ground, functioning as containment for the thick walls to the rear. These walls comprised dry-stone built structures and embankments. The construction of the wall attests great ability, from the arrangement in sequence of the various stone components, to the line itself, which uniformly followed the summit edge, progressively re-entrant and convex, even though only surviving at ground level and in discontinuous sections. Inside the perimeter wall, the excavation revealed a just as ingenious arrangement of cobbles and mediums-sized slabs, similarly fixed vertically in the ground. In the absence of postholes, this arrangement probably served as the base for the supporting elements of timber walls. Hearths characterised by substantial concentrations of pottery and animal bones were found in association with the cobble and slab structure.
The 2011 campaign confirmed the prolonged occupation phase on the hill summit. The finds were almost exclusively pottery and occasional bronze artefacts (however, as documented in 2009, with increasingly frequent exceptions: mainly large decorated pins), glass paste and even more rarely iron. They provide a chronological horizon, beginning in the final phase of the Bronze Age and continuing into the early Iron Age. - Research Body
- Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Scienze Storiche, Sezione di Scienze Storiche dell'Antichità
- Funding Body
- Fondazione Ecomuseo Colli del Tezio
Media
- Name
- Monte Tezio
- Year
- 2012
- Summary
-
it
E’ evidentemente un destino ricorrente dello scavo. La campagna 2012, dopo la forzata interruzione del 2010, ha subito di fatto un nuovo stop. L’intervento di indagine, nella programmazione e nelle intenzioni, doveva interessare ancora una volta il settore occidentale e settentrionale dell’area sommitale di Monte Tezio ed estendersi, poi, anche nelle altre direzioni per restituire a un sempre più ampio tratto della recinzione perimetrale e alle aree contermini, a monte e a valle, in terrapieno e in fossato, una più sicura e definita configurazione planimetrica, dimensionale e strutturale. E doveva anche indagare in profondità gli esiti di scavo delle campagne precedenti, almeno in alcuni settori. Doveva. Perché l’indisponibilità di un mezzo fuoristrada, indispensabile per raggiungere giornalmente la cima e scenderne, ha ancora una volta di fatto impedito la materiale esecuzione dello scavo.
Sul campo la campagna si è, dunque, realizzata solo attraverso del tutto rarefatti interventi di ricognizione, volti soprattutto alla verifica e al controllo dello stato dello scavo pregresso e, più in generale, della superficie del sito. In magazzino si è invece realizzata, attraverso rinnovate attività di classificazione, inventariazione e documentazione grafica e fotografica dei materiali scavati nel corso delle campagne precedenti(compresa la generalità dei reperti osteologici). E attraverso la ricomposizione, il consolidamento e il restauro di una sempre più ampia e rappresentativa selezione di reperti. Insomma, un lavoro continuativo e sistematico di documentazione, protrattosi per l’intero periodo previsto di scavo, che è valso, con analitica oggettiva attendibilità documentaria, a ribadire con sicurezza le fasi di presenza e di occupazione, per quanto stagionale, della cima del monte da parte di nuclei cospicui di popolazione, per più generazioni, delineando un orizzonte cronologico che a partire dalla fase finale dell’Età del Bronzo pare sempre più documentatamente forse attestarsi alla Prima Età del Ferro. -
en
The 2012 campaign, like the 2010 season, came to an enforced halt. The intention had been to investigate the western and northern sectors of the summit area of Monte Tezio, then to extend in other directions in order to improve the plans of the perimeter enclosure (embankment and ditch) and adjacent areas, both up and down hill. The intention had also been to check the excavation results from previous campaigns, at least in some sectors. None of this was possible due to the lack of a vehicle for reaching the site.
Therefore, some survey work took place, mainly in order to check the condition of the earlier excavations and, more generally, the surface of the site. In practice this turned into a finds season, which served, through study and documentation of the excavated materials from previous years, to confirm the occupation phases on the hilltop, even though seasonal, of large groups of individuals, for several generations, defining a chronological horizon that beginning in the late Bronze Age appears to extend into the early Iron Age. - Research Body
- Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Scienze Storiche, Sezione di Scienze Storiche dell'Antichità
- Funding Body
- Fondazione Ecomuseo Colli del Tezio
Media
- Name
- Monte Tezio
- Year
- 2013
- Summary
-
it
E’ evidentemente il destino dello scavo. La campagna 2013, dopo la forzata interruzione del 2010 e del 2012, ha subito di fatto, alla conclusione del triennio di Concessione, ancora un arresto. L’intervento di scavo nella programmazione e nelle intenzioni doveva interessare, come già scritto, il settore occidentale e settentrionale dell’area sommitale di Monte Tezio ed estendersi, poi, anche in altre direzioni per restituire a un sempre più ampio tratto della recinzione perimetrale e alle aree contermini, a monte e a valle, in terrapieno e in fossato, una più sicura e definita configurazione planimetrica, dimensionale e strutturale. E doveva anche indagare in profondità gli esiti di scavo delle campagne precedenti, almeno in alcuni settori. Doveva. Perché ancora una volta la totale mancanza di fondi e l’indisponibilità di un mezzo fuoristrada, indispensabile per raggiungere giornalmente la cima e scenderne, ha di fatto impedito la materiale esecuzione dello scavo.
Così come nel 2012, gli interventi di campo si sono, dunque, realizzati solo attraverso rarefatte azioni di ricognizione, volte soprattutto alla verifica e al controllo dello stato dello scavo pregresso e, più in generale, della superficie del sito. L’attività di magazzino si è, invece, realizzata non solo attraverso la ripresa dell’azione di classificazione, inventariazione e documentazione grafica e fotografica dei materiali scavati nel corso delle campagne precedenti, ma anche attraverso rinnovate attività seminariali e di laboratorio. Queste ultime hanno coinvolto e coinvolgono la Cattedra di Protostoria Europea dell’Università degli Studi di Perugia, nella persona della Prof.ssa Paola Guerzoni, e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, nella persona della Dott.ssa Maria Cristina De Angelis, ai fini dello studio e della pubblicazione del sito e dei materiali. Una preliminare importante circostanza di pubblica e scientifica presentazione dello scavo si deve alla Dott.ssa Laura Matacchioni nel contesto del Convegno “Frontiers of the European Iron Age” Cambridge 20-22 Settembre 2013.
Insomma, nelle more dello scavo, si è svolto un lavoro comunque assiduo, continuativo e sistematico di documentazione che è valso a ribadire con sicurezza le fasi di presenza e di occupazione, per quanto stagionale, della cima del monte da parte di nuclei cospicui di popolazione, per più generazioni, delineando un orizzonte cronologico incentrato soprattutto nella fase finale dell’Età del Bronzo.
Si prevede, per quanto temporaneamente (per il 2014), di non richiedere il rinnovo della Concessione di Scavo. Per consentire di completare lo studio e la pubblicazione del sito e dei materiali, tuttora in corso d’opera. -
en
This excavation’s fate is clear. After the forced interruption in 2010 and 2012, the 2013 campaign suffered another stoppage at the end of the three-year concession. The excavations were intended to investigate the western and northern sectors of the summit area of Monte Terzio and extend in other directions in order to more accurately define the plan, dimensions and structures of larger stretches of the perimeter earthwork and ditch enclosure and of adjacent areas. In some sectors the excavations were to be deepened. However, once again lack of funding and availability of a four-wheel drive vehicle for getting up to the summit each day prevented the season from taking place.
As in 2012, the only fieldwork that took place was some survey. The cataloguing, graphic and photographic documentation of the material from previous campaigns continued alongside new seminars and laboratory work. The latter involved the Department of European Prehistory at Perugia University and the Archaeological Superintendency.
In other words, in place of the excavation assiduous attention was concentrated on the documentation, which confirmed the occupation phases, however seasonal, of the summit by substantial nucleuses of people for several generations, in a period mainly centred around the final phases of the Bronze Age.
It has been decided not to request the renewal of the excavation permit in order to concentrate on the study and publication of the site and materials. - Research Body
- Dipartimento di Scienze Storiche, Sezione di Scienze Storiche dell’Antichità, Università degli Studi di Perugia
- Funding Body
- Fondazione Ecomuseo Colli del Tezio, Perugia
Media
-
Fontana di Sacculmino 2007G. Fontana di Sacculmino, 2007, Ecomuseo Colli del Tezio, in “L’Ingegnere Umbro” XV, 12 [63]: 16-18.
-
Matteini Chiari, Mattacchioni 2007M. Matteini Chiari, L. Mattacchioni, 2007, Archeologi sulla vetta del Tezio, in “L’Ingegnere Umbro”, XV, 12 [63]: 19.
-
Matteini Chiari 1997M. Matteini Chiari, 1997, Umbria dal cielo. La fotografia aerea non al servizio dell’archeologia, in Assisi e gli Umbri nell’antichità, atti del Convegno internazionale di studi sull’Umbria nell’antichità, 18-21 dicembre 1991, Assisi: 431-481, in particolare 434-437 e 464-466.
-
Matteini Chiari 1979/1980M. Matteini Chiari, 1979/1980, La ricognizione per un’ipotesi di definizione territoriale: il territorio eugubino in età preromana, in Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia. Università degli Studi di Perugia 17, n. s. 3: 211-221.
-
Matteini Chiari, Mattacchioni 2008M. Matteini Chiari, L. Mattacchioni, 2008, Archeologia in quota. Lo scavo di monte Tezio, in “Il Gruspigno”, Giornale dell’Ecomuseo Colli del Tezio, I, 1: 4.
-
Matteini Chiari 2009M. Matteini Chiari, 2009, Monte Tezio 2009. La terza campagna di scavo, in “Il Gruspigno”, Giornale dell’Ecomuseo Colli del Tezio, II, 4: 4.
-
Mattacchioni 2009L. Mattacchioni, 2009, Riscoprendo la storia sul Tezio: chi, come e quando, in “Il Gruspigno”, Giornale dell’Ecomuseo Colli del Tezio, II, 4: 4.
-
Matacchioni 2013L. Matacchioni, 2013, The frontier territory to the right of the middle corse of the Tiber: Monte Tezio, in Atti Convegno “Frontiers of the European Iron Age”, Cambridge 20-22 Settembre 2013, in stampa.