- Item
- AIAC_3302
- Name
- Grotta dei Santi
- Date Range
- 300000 BC – 40000 BC
- Monuments
- Cave settlement
Seasons
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AIAC_3302 - Grotta dei Santi - 2013La Grotta dei Santi si apre nel calcare cavernoso sul versante sud-orientale del promontorio dell’Argentario. Lunga 45 m e larga, nel suo punto massimo, 40 m, la cavità è formata da un unico vasto ambiente. Le prime notizie di ricerche nella grotta risalgono al 1869, ma fu Aldo Segre a fornire una descrizione stratigrafica precisa nel 1959. A partire dal 2008 la SBA Toscana e l’Università di Siena (Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia), in collaborazione con l’Istituto Italiano di Paleontologia Umana e l’Università di Pisa, hanno ripreso le indagini nel sito. Le nuove esplorazioni hanno avuto, _in primis_, l’intento di sondare la consistenza del deposito paleolitico descritto da Segre. Nel complesso si è potuto verificare una generale corrispondenza tra le unità litologiche di individuate da Segre e la situazione attuale. Dal 2013, si è deciso, sempre di concerto con la Soprintendenza, di procedere con un’indagine sistematica, data la notevole importanza scientifica della grotta e in considerazione del fatto che il deposito preistorico appariva soggetto annualmente ad erosione marina nelle fasi di forti mareggiate, erosione che alla lunga avrebbe potuto danneggiare ulteriormente i livelli musteriani già asportati nella parte della grotta più prossima all’entrata dall’ingressione del mare olocenico. La campagna di scavo si è svolta nel mese di giugno ed ha raggiunto i seguenti obbiettivi: 1. realizzazione del rilievo planimetrico della grotta; 2. impostazione della quadrettatura e del livello 0; 3. ravvivamento del profilo stratigrafico esposto; 4. esecuzione di sondaggi nel deposito musteriano. Per quanto attiene al punto 3, tutto il terreno rimaneggiato è stato asportato mettendo a nudo la serie stratigrafica in posto. Questo ha permesso di individuare una serie di orizzonti musteriani con focolari (denominati 110, 111, 1004). Il 1004 in particolare è sigillato a tetto da un sedimento argilloso, si sviluppa per un certo spessore, è composto da almeno 3 episodi di occupazione neandertaliana e si estende in orizzontale per almeno 12 mq. Il punto 4, ossia l’esecuzione di sondaggi nel deposito musteriano è stato limitato: - all’apertura di poco meno di un mq (quadrato H2) nell’orizzonte 1004; - allo scavo del liv. 111 nel quadrato G5; - all’esecuzione di un sondaggio (1m x 1m) sotto la spessa stalagmite di base. La campagna di scavo 2013 ha segnato una tappa decisiva nella valutazione del giacimento di Grotta dei Santi. Infatti, se inizialmente se ne era segnalata l’importanza nel panorama preistorico toscano (il più esteso dell’Italia centrale), oggi ci sentiamo di sostenere, che la Grotta dei Santi rappresenta, per quanto riguarda il mondo neandertaliano, uno dei giacimenti più significativi a livello europeo. La campagna di scavo si è svolta con l’appoggio logistico del Corpo dei Vigili del Fuoco di Grosseto, dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Ercole, del Comune di Monte Argentario e dell’Accademia Mare Ambiente di Porto Santo Stefano. Alla campagna hanno partecipato studenti e dottorandi delle Università di Siena, di Napoli e dell’Università Brasiliana di San Paolo, oltre a docenti e ricercatori delle stesse Università e dell’Università di Firenze.
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AIAC_3302 - Grotta dei Santi - 2014La campagna di scavo 2014 (svoltasi tra il mese di maggio e il mese di giugno), ha avuto come principale obbiettivo l’inizio dell’indagine nei livelli musteriani in posto (che lo scorso anno erano stati ripuliti del terreno rimaneggiato che li aveva obliterati), nonché il prelievo di una serie di campioni finalizzati a vari tipi di datazioni radiometriche e ad analisi micromorfologiche dei sedimenti e di alcuni focolari. Lo scavo ha interessato in diversa misura, tutti gli orizzonti antropici individuati. Relativamente all’orizzonte superiore (livelli 110 e 111) sono stati indagati i quadrati G7, H6, I5, I6 e L5. Nel tg 2 del livello 111 è stata messa in luce una superficie d’abitato caratterizzata dalla presenza di due focolari, alla cui quota si trovavano sparsi sul terreno numerosi manufatti, resti di fauna e di malacofauna. Uno dei focolari (H6 111 tg. 2) era stato in buona parte distrutto da una grande tana. Dalla porzione conservata è stato, tuttavia, possibile calcolarne il diametro approssimativo, 60 cm circa, e lo spessore, massimo 5-7 cm. Il secondo focolare (I5 111 tg 2), risulta, invece, integro, almeno nella porzione finora scavata. Per quanto concerne l’orizzonte intermedio, rappresentato dal livello 150, la relativa paleosuperficie è stata scoperta nei quadrati F6, F7, H5, G5, G6 e I4 Anche su questo piano di abitato, particolarmente ricco di resti faunistici e di malacofauna, è stato messo in luce un focolare (ancora da scavare), purtroppo in parte asportato dall’erosione del mare olocenico. Dell’orizzonte 1004, è stato scavato nei quadrati F3, F4, G3, G4, H2, H3, H4 lo spesso strato di argilla sterile (900) che lo sigilla a tetto. Se la campagna di scavo 2013 aveva definitivamente messo in evidenza il grande potenziale informativo e l’eccezionalità del record archeologico conservato alla Grotta dei Santi, inserendola a pieno titolo, per quanto riguarda il Paleolitico medio, nel novero dei giacimenti più significativi a livello europeo, con la campagna 2014 si sono consolidate una serie di collaborazioni sia nazionali che internazionali che sanciscono quest’importanza nell’ambito del consesso scientifico mondiale. Oltre alla oramai assodata collaborazione con l’Università brasiliana di San Paolo, è infatti da segnalare la costituzione di una collaborazione ufficiale con il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia. Un’ulteriore collaborazione viene portata avanti con l’Università di Pisa (ma vi partecipa anche l’Università di Firenze) per le datazioni sugli speleotemi e l’indagine geo-radar del deposito. Come ogni anno la campagna di scavo si è svolta con l’appoggio logistico del Corpo dei Vigili del Fuoco di Grosseto, dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Ercole, del Comune di Monte Argentario, dell’Accademia Mare Ambiente di Porto Santo Stefano e dei Divers di Monte Argentario. Alla campagna hanno partecipato studenti e dottorandi delle Università di Siena, di Pisa e dell’Università Brasiliana di San Paolo, oltre a docenti e ricercatori delle stesse Università e dell’Università di Firenze.
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AIAC_3302 - Grotta dei Santi - 2015La campagna di scavo 2015 (svoltasi tra il mese di maggio e il mese di giugno), ha avuto come obbiettivo quello di proseguire l’indagine dei livelli musteriani in posto (iniziata sistematicamente a partire dal 2014). Sono stati scavati i quadrati M4, M5, M6 e M7 (quadranti II-III) e L6, L7, I7, H7, F8, E8, D8, D9, C8, C9 limitandosi agli strati 105, 107 e 110, in modo da estendere la superficie disponibile prima di continuare lo scavo del piano d’abitato presente nello strato 111. Sono stati inoltre effettuati prelievi di campioni di carbone dal focolare del livello 1004A per datazioni radiometriche. Al fine di liberare il livello 110 (localizzato immediatamente al di sotto dello strato 107- tana iena) sono stati scavati gli strati 105 e 107 (strati non antropici, con tracce di frequentazione di iena) nei quadrati M4, M5, M6 e M7 (quadranti II-III), L6, L7 e, limitatamente al 107, anche in I7. Successivamente è stato scavato lo strato 110 (con evidenza di occupazione antropica alternata a frequentazioni da parte della iena) nei quadrati M4, M5, M6 e M7 (quadranti II-III) e L6, L7, I7, H7, F8, E8, D8, D9, C8, C9. Nei quadrati C8 e D8 alla base dello strato 110, a ridosso di un grosso masso di crollo, è stata individuata un' area di scheggiatura nella quale il masso di crollo fungeva probabilmente da sedile. Nei quadrati D8, D9 e C9, adiacente all'area di scheggiatura, sempre alla base dello strato 110, è stata individuata una superficie circoscritta, formata da ciottoli e frammenti di stalagmite, di probabile origine antropica. Finito di scavare lo strato 110, nel quadrato L6, è stata intercettata e completamente ripulita l’estesa tana (di tasso o istrice?) già nota dalle campagne precedenti. Nella campagna di scavo 2015 sono proseguite le ormai consolidate collaborazioni sia nazionali (con l’Università di Pisa, l’Università di Firenze e l’Istituto di Paleontologia Umana - ISiPU) che internazionali (con l’Università di San Paolo e con il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia). Nell’ambito di queste collaborazioni sono stati portati avanti una serie di studi atti principalmente ad inquadrare meglio la cronologia del sito: sono in corso datazioni radiometriche su campioni di carbone vegetale, OSL su campioni di sedimento, datazioni di stalagmiti e indagini georadar. Nel corso del 2014-15 sono stati portati avanti lo studio tecnologico e funzionale dell’industria litica nonché lo studio tassonomico e tafonomico dei resti faunistici del piano d'abitato del livello 150, e l’analisi integrata di questi dati all'interno di una piattaforma GIS. Sono inoltre obiettivo di ricerca i caratteri relativi soprattutto all'inquadramento del profilo paleogeografico, paleo-climatico e paleo-ambientale, in particolare per quanto concerne l’antico livello del mare e quindi la distanza della grotta dalla costa. Come ogni anno la campagna di scavo si è svolta con l’indispensabile appoggio logistico del Corpo dei Vigili del Fuoco di Grosseto, dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Ercole, del Comune di Monte Argentario, dell’Accademia Mare Ambiente di Porto Santo Stefano e dei Divers di Monte Argentario. Alla campagna hanno partecipato studenti e dottorandi delle Università di Siena, dell’Università di Ferrara e dell’Università Brasiliana di San Paolo, oltre a docenti e ricercatori delle stesse Università e dell’Università di Firenze e Pisa.
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AIAC_3302 - Grotta dei Santi - 2016La campagna di scavo 2016 (mesi di maggio e di giugno), ha avuto come obbiettivo quello di proseguire l’indagine delle evidenze musteriane in posto nei livelli 110 e 111. Sono state indagate due distinte aree comprendenti rispettivamente i quadrati M4, M5, M6, M7 (quadranti II-III), L5, L6, L7, I6, I7, H6, H7 (da qui in poi Area A) e F8, F9, E8, E9, D8, D9, C8, C9 (da qui in poi Area B). Nella precedente campagna era stato messo, in luce nell’Area A, il tetto del livello 111 e, in parte dell’Area B, un orizzonte, detto “acciottolato”, pertinente ancora al livello 110. Nell’Area A sono stati effettuati i tagli 1 e 2 del livello 111. Nell’ambito del 111/1 è stata individuata una serie di sottolivelli, stratigraficamente così articolati: 111/1b, 111/0, 111/1c, 111/1. Il sottolivello 111/1b, privo di reperti antropici, era ricco di coproliti talora ancora strutturati, ma più spesso pressati e frammentati. Si approfondiva in una serie di depressioni sub-circolari o ellittiche dovute molto probabilmente all’azione della iena (tane). Il taglio 1b rappresenta dunque una fase di abbandono della grotta da parte dell’Uomo il quale viene sostituito dalla iena, la cui presenza perdura nella parte basale del livello 110. Nel taglio 111/1c è stato rinvenuto un fondo di focolare, poggiante in parte sul tetto dell’argilla sottostante (111/1a). A tetto del 111/2 era presente una paleosuperficie complessivamente ben conservata. All’interno di questo livello (spesso a contatto con il tetto del sottostante 111/3), sono stati identificati diversi punti di fuoco che esibivano differenti stati di conservazione. Di alcuni di questi focolari non strutturati, infatti, restava appena l’arrossamento di base, mentre di altri era ancora ben conservata la cenere. Nell’area B è stata integralmente scoperta e smontata la superficie di accumulo di materia prima litica (definita “acciottolato” per la presenza di blocchetti calcarei arrotondati). Al di sotto è emersa un area adibita ad attività di estrazione del midollo caratterizzata da numerose ossa di grandi ungulati frammentate e dalla presenza di grandi percussori. Nella campagna di scavo 2016 sono proseguite le ormai consolidate collaborazioni sia nazionali con l’Università di Pisa e l’Istituto di Paleontologia Umana - ISiPU) che internazionali (con il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia). Nell’ambito di queste collaborazioni sono stati portati avanti una serie di studi atti principalmente ad inquadrare meglio la cronologia del sito: sono in corso datazioni radiometriche su campioni di carbone vegetale, OSL su campioni di sedimento, datazioni di stalagmiti. Nel corso del 2015-16 sono stati portati avanti lo studio tecnologico e funzionale dell’industria litica nonché lo studio tassonomico e tafonomico dei resti faunistici dei livelli 150 e 110, e l’analisi integrata di questi dati all’interno di una piattaforma GIS. Più in generale sono obiettivo di ricerca l’inquadramento del profilo paleogeografico, paleo-climatico e paleo-ambientale, in particolare per quanto concerne l’antico livello del mare e quindi la distanza della grotta dalla costa. Come ogni anno la campagna di scavo si è svolta con l’indispensabile appoggio logistico del Corpo dei Vigili del Fuoco di Grosseto, dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Ercole, del Comune di Monte Argentario, dell’Accademia Mare Ambiente di Porto Santo Stefano, la Croce Rossa di Porto Ercole e dei Divers di Monte Argentario. Alla campagna hanno partecipato studenti e dottorandi delle Università di Siena, dell’Università di Ferrara, oltre a docenti e ricercatori delle Università di Siena e Pisa.
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AIAC_3302 - Grotta dei Santi - 2017La campagna di scavo 2017 (mesi di maggio e di giugno), ha avuto come obiettivo quello di proseguire l’indagine delle evidenze musteriane in posto nei livelli 111 e 1004, quindi l’asportazione dei livelli sterili frapposti tra lo strato 111 e il 150, in modo da ampliare l’area di studio di quest’ultimo. Sono stati indagati tre distinti settori: “Area A” (H6, H7, I5, I6, I7, L4/I-II, L5, L6, L7, M4/II-III, M5/II-III, M6/II-III, M7/II-III),“Area B” (D8, D9, E8, E9, F8, F9, G8) e “Area C” (D5, E4, E5, F3, F4, F5, G2, G3, G4, H2, H3, H4). Nel corso di questa campagna è stato completato nell’Area A lo scavo dello strato 111 (asportando i lembi residui di 111/2 e il 111/3). Questi due tagli risultavano interessati da diverse strutture di combustione, alcune in ottimo stato di conservazione, che sono state individualmente documentate e, quando possibile, campionate per gli studi microstratigrafici. In questo stesso settore, inoltre, sono stati scavati i livelli sterili 120 (argille) e 121 (sabbie fini), raggiungendo ovunque il tetto del 125 (sabbie medie con evidenze di origine antropica e coproliti). Nell’adiacente Area B è stato possibile raccordare i livelli di “acciottolato” e “l’area di estrazione del midollo”, rispettivamente, con la base dello strato 110 e con lo strato 111/0 identificati, nella campagna precedente, nell’area A. Inoltre, è proseguita l’indagine stratigrafica individuando la prima superficie antropica dello strato 111 nei quadrati che danno verso il fondo grotta, mentre nel resto dell’area (quadrati verso l’entrata della grotta) è stato possibile appurate come il livello 110 poggiasse direttamente sul 1004. In questo settore, infatti, l’intera sequenza stratigrafica si appiattisce, poggiando sui grossi blocchi in crollo che risalgono verso il lato destro della cavità. Nell’Area C, infine, sono state saggiate le prime superfici antropiche dello strato 1004. Rimosso un primo livelletto sterile, è stata messa in luce una prima superficie (1004A) a ricco contenuto antropico che ricopriva una complessa sequenza di livelli relazionati da contatti laterali, riferibili, probabilmente, ad un grosso palinsesto di focolari. Nella campagna di scavo 2017 sono proseguite le ormai consolidate collaborazioni sia nazionali (con l’Università di Pisa e l’Istituto di Paleontologia Umana - ISiPU) che internazionali (con il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia). Nell’ambito di queste collaborazioni sono stati portati avanti una serie di studi atti principalmente ad inquadrare meglio la cronologia del sito (sono in corso datazioni radiometriche su campioni di carbone vegetale, OSL su campioni di sedimento), a individuare eventuali residui di DNA antico (possibilmente neandertaliano) conservato nei sedimenti e a studiare la micromorfologia dei focolari mediante sezioni sottili. Nel corso del 2016-17 sono stati portati avanti lo studio tecnologico e funzionale dell’industria litica nonché lo studio tassonomico e tafonomico dei resti faunistici dei livelli 150 e 110, e l’analisi integrata di questi dati all’interno di una piattaforma GIS appositamente designata. Più in generale sono obiettivo di ricerca l’inquadramento del profilo paleogeografico, paleo-climatico e paleo-ambientale, in particolare per quanto concerne l’antico livello del mare e quindi la distanza della grotta dalla costa
Media
- Name
- Grotta dei Santi
- Year
- 2013
- Summary
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it
La Grotta dei Santi si apre nel calcare cavernoso sul versante sud-orientale del promontorio dell’Argentario. Lunga 45 m e larga, nel suo punto massimo, 40 m, la cavità è formata da un unico vasto ambiente.
Le prime notizie di ricerche nella grotta risalgono al 1869, ma fu Aldo Segre a fornire una descrizione stratigrafica precisa nel 1959. A partire dal 2008 la SBA Toscana e l’Università di Siena (Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia), in collaborazione con l’Istituto Italiano di Paleontologia Umana e l’Università di Pisa, hanno ripreso le indagini nel sito.
Le nuove esplorazioni hanno avuto, _in primis_, l’intento di sondare la consistenza del deposito paleolitico descritto da Segre. Nel complesso si è potuto verificare una generale corrispondenza tra le unità litologiche di individuate da Segre e la situazione attuale.
Dal 2013, si è deciso, sempre di concerto con la Soprintendenza, di procedere con un’indagine sistematica, data la notevole importanza scientifica della grotta e in considerazione del fatto che il deposito preistorico appariva soggetto annualmente ad erosione marina nelle fasi di forti mareggiate, erosione che alla lunga avrebbe potuto danneggiare ulteriormente i livelli musteriani già asportati nella parte della grotta più prossima all’entrata dall’ingressione del mare olocenico.
La campagna di scavo si è svolta nel mese di giugno ed ha raggiunto i seguenti obbiettivi:
1. realizzazione del rilievo planimetrico della grotta;
2. impostazione della quadrettatura e del livello 0;
3. ravvivamento del profilo stratigrafico esposto;
4. esecuzione di sondaggi nel deposito musteriano.
Per quanto attiene al punto 3, tutto il terreno rimaneggiato è stato asportato mettendo a nudo la serie stratigrafica in posto. Questo ha permesso di individuare una serie di orizzonti musteriani con focolari (denominati 110, 111, 1004). Il 1004 in particolare è sigillato a tetto da un sedimento argilloso, si sviluppa per un certo spessore, è composto da almeno 3 episodi di occupazione neandertaliana e si estende in orizzontale per almeno 12 mq.
Il punto 4, ossia l’esecuzione di sondaggi nel deposito musteriano è stato limitato:
- all’apertura di poco meno di un mq (quadrato H2) nell’orizzonte 1004;
- allo scavo del liv. 111 nel quadrato G5;
- all’esecuzione di un sondaggio (1m x 1m) sotto la spessa stalagmite di base.
La campagna di scavo 2013 ha segnato una tappa decisiva nella valutazione del giacimento di Grotta dei Santi. Infatti, se inizialmente se ne era segnalata l’importanza nel panorama preistorico toscano (il più esteso dell’Italia centrale), oggi ci sentiamo di sostenere, che la Grotta dei Santi rappresenta, per quanto riguarda il mondo neandertaliano, uno dei giacimenti più significativi a livello europeo.
La campagna di scavo si è svolta con l’appoggio logistico del Corpo dei Vigili del Fuoco di Grosseto, dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Ercole, del Comune di Monte Argentario e dell’Accademia Mare Ambiente di Porto Santo Stefano. Alla campagna hanno partecipato studenti e dottorandi delle Università di Siena, di Napoli e dell’Università Brasiliana di San Paolo, oltre a docenti e ricercatori delle stesse Università e dell’Università di Firenze. -
en
The Grotta dei Santi opens in cavernous limestone on the south-eastern side of the Argentario promontory. The cavity is formed by one vast chamber, 45 m long and 40 m wide (maximum).
It is known that research took place in the cavern in 1869, but it was Aldo Segre who provided a precise stratigraphic description in 1959. From 2008 onwards, the SBA of Tuscany and the University of Siena, in collaboration with the University of Pisa have renewed work on the site.
The main aim of the new exploration was to assess the thickness of the deposit described by Segre. Overall, the present situation generally corresponds with the lithological units he identified.
In 2013, it was decided to proceed with a systematic investigation, given the cavern’s scientific importance and the fact that the prehistoric deposit appears to be eroded by the sea during heavy storms. This erosion risks further damage to the Musterian levels already removed from the part of the cavern closest to the entrance from the ingression of the Holocene sea.
The campaign produced the following results:
1. planning of the cavern;
2. layout of the grid and level 0;
3. new work on the exposed stratigraphy;
4. _sondages_ in the Musterian deposit.
As regards point 3, all of the disturbed soil was removed revealing the _in situ_ stratigraphy. This led to the identification of a series of Musterian horizons with hearths (denominated 110, 111, 1004). Horizon1004 was was quite thick and extended horizontally for at least 12 m2. It was sealed by a clay sediment, and formed by at least three episodes of Neanderthal occupation.
The excavation of _sondages_ in the Musterian deposit was limited to:
- the opening of just under one m2 (quadrant H2) in horizon 1004;
- the excavation of level 111 in quadrant G5;
- the excavation of a _sondage_ (1 x 1 m) below the thick base stalagmite.
The 2013 campaign marked a decisive step in the evaluation of the Grotta dei Santi. In fact, if its importance in the Tuscan prehistoric panorama and more widely that of central Italy) was initially recognised, today it can be said that the Grotta dei Santi is one of the most significant Neanderthal deposits in Europe.
Media
- Name
- Grotta dei Santi
- Year
- 2014
- Summary
-
it
La campagna di scavo 2014 (svoltasi tra il mese di maggio e il mese di giugno), ha avuto come principale obbiettivo l’inizio dell’indagine nei livelli musteriani in posto (che lo scorso anno erano stati ripuliti del terreno rimaneggiato che li aveva obliterati), nonché il prelievo di una serie di campioni finalizzati a vari tipi di datazioni radiometriche e ad analisi micromorfologiche dei sedimenti e di alcuni focolari.
Lo scavo ha interessato in diversa misura, tutti gli orizzonti antropici individuati. Relativamente all’orizzonte superiore (livelli 110 e 111) sono stati indagati i quadrati G7, H6, I5, I6 e L5. Nel tg 2 del livello 111 è stata messa in luce una superficie d’abitato caratterizzata dalla presenza di due focolari, alla cui quota si trovavano sparsi sul terreno numerosi manufatti, resti di fauna e di malacofauna.
Uno dei focolari (H6 111 tg. 2) era stato in buona parte distrutto da una grande tana. Dalla porzione conservata è stato, tuttavia, possibile calcolarne il diametro approssimativo, 60 cm circa, e lo spessore, massimo 5-7 cm. Il secondo focolare (I5 111 tg 2), risulta, invece, integro, almeno nella porzione finora scavata. Per quanto concerne l’orizzonte intermedio, rappresentato dal livello 150, la relativa paleosuperficie è stata scoperta nei quadrati F6, F7, H5, G5, G6 e I4 Anche su questo piano di abitato, particolarmente ricco di resti faunistici e di malacofauna, è stato messo in luce un focolare (ancora da scavare), purtroppo in parte asportato dall’erosione del mare olocenico.
Dell’orizzonte 1004, è stato scavato nei quadrati F3, F4, G3, G4, H2, H3, H4 lo spesso strato di argilla sterile (900) che lo sigilla a tetto.
Se la campagna di scavo 2013 aveva definitivamente messo in evidenza il grande potenziale informativo e l’eccezionalità del record archeologico conservato alla Grotta dei Santi, inserendola a pieno titolo, per quanto riguarda il Paleolitico medio, nel novero dei giacimenti più significativi a livello europeo, con la campagna 2014 si sono consolidate una serie di collaborazioni sia nazionali che internazionali che sanciscono quest’importanza nell’ambito del consesso scientifico mondiale.
Oltre alla oramai assodata collaborazione con l’Università brasiliana di San Paolo, è infatti da segnalare la costituzione di una collaborazione ufficiale con il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia.
Un’ulteriore collaborazione viene portata avanti con l’Università di Pisa (ma vi partecipa anche l’Università di Firenze) per le datazioni sugli speleotemi e l’indagine geo-radar del deposito.
Come ogni anno la campagna di scavo si è svolta con l’appoggio logistico del Corpo dei Vigili del Fuoco di Grosseto, dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Ercole, del Comune di Monte Argentario, dell’Accademia Mare Ambiente di Porto Santo Stefano e dei Divers di Monte Argentario.
Alla campagna hanno partecipato studenti e dottorandi delle Università di Siena, di Pisa e dell’Università Brasiliana di San Paolo, oltre a docenti e ricercatori delle stesse Università e dell’Università di Firenze. -
en
This season, the main objective was to begin excavation of the _in situ_ Mousterian levels (the deposits covering them were removed last year), and the collection of sediment samples and samples from several hearths for various types of radiometric dating and micro-morphological analyses.
The excavations investigated all of the occupation layers to varying degrees. The upper horizons (levels 110 and 111) were investigated in quadrants G7, H6, I5, I6, and L5. A surface characterised by the presence of two hearths and a scatter of numerous artefacts, faunal and malacofaunal remains was exposed in tg.2 of level 111.
One of the hearths (H6 111 tg 2) had been badly damaged by a large burrow. However, it was possible to calculate an approximate diameter of 60 cm and maximum thickness of 5-7 cm from the surviving part. The second hearth (I5 111 tg 2) was intact, at least in the part excavated to date. As regards the intermediate horizon, represented by level 150, the relative paleo-surface was exposed in quadrants F6, F7, H5, G5, G6, and I4. Another hearth was present in this occupation level and the surface was also rich in faunal and malacofaunal remains. The hearth remains to be excavated but was seen to have been partially eroded by the Holocene sea. The thick layer of sterile clay (900) sealing horizon 1004 was excavated in quadrants F3, F4, G3, G4, H2, H3, H4.
The 2013 campaign had definitively revealed the great potential and exceptionality of the archaeological record preserved in the Grotta dei Santi that makes it one of the most important European sites for the middle Paleolithic period. The 2014 excavations consolidated a series of national and international collaborations that confirm the consideration afforded the site by the international scientific community. In addition to the consolidated collaboration with Sao Paolo University, Brazil, an official partnership has been set up with the Max Plank Institute for Evolutionary Anthropology in Lipsia.
Collaboration continues with Pisa University (with the participation of Florence University) for the dating of the speleothems and geo-radar investigation of the deposit.
Media
- Name
- Grotta dei Santi
- Year
- 2015
- Summary
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it
La campagna di scavo 2015 (svoltasi tra il mese di maggio e il mese di giugno), ha avuto come obbiettivo quello di proseguire l’indagine dei livelli musteriani in posto (iniziata sistematicamente a partire dal 2014). Sono stati scavati i quadrati M4, M5, M6 e M7 (quadranti II-III) e L6, L7, I7, H7, F8, E8, D8, D9, C8, C9 limitandosi agli strati 105, 107 e 110, in modo da estendere la superficie disponibile prima di continuare lo scavo del piano d’abitato presente nello strato 111. Sono stati inoltre effettuati prelievi di campioni di carbone dal focolare del livello 1004A per datazioni radiometriche.
Al fine di liberare il livello 110 (localizzato immediatamente al di sotto dello strato 107- tana iena) sono stati scavati gli strati 105 e 107 (strati non antropici, con tracce di frequentazione di iena) nei quadrati M4, M5, M6 e M7 (quadranti II-III), L6, L7 e, limitatamente al 107, anche in I7. Successivamente è stato scavato lo strato 110 (con evidenza di occupazione antropica alternata a frequentazioni da parte della iena) nei quadrati M4, M5, M6 e M7 (quadranti II-III) e L6, L7, I7, H7, F8, E8, D8, D9, C8, C9.
Nei quadrati C8 e D8 alla base dello strato 110, a ridosso di un grosso masso di crollo, è stata individuata un' area di scheggiatura nella quale il masso di crollo fungeva probabilmente da sedile.
Nei quadrati D8, D9 e C9, adiacente all'area di scheggiatura, sempre alla base dello strato 110, è stata individuata una superficie circoscritta, formata da ciottoli e frammenti di stalagmite, di probabile origine antropica.
Finito di scavare lo strato 110, nel quadrato L6, è stata intercettata e completamente ripulita l’estesa tana (di tasso o istrice?) già nota dalle campagne precedenti.
Nella campagna di scavo 2015 sono proseguite le ormai consolidate collaborazioni sia nazionali (con l’Università di Pisa, l’Università di Firenze e l’Istituto di Paleontologia Umana - ISiPU) che internazionali (con l’Università di San Paolo e con il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia). Nell’ambito di queste collaborazioni sono stati portati avanti una serie di studi atti principalmente ad inquadrare meglio la cronologia del sito: sono in corso datazioni radiometriche su campioni di carbone vegetale, OSL su campioni di sedimento, datazioni di stalagmiti e indagini georadar.
Nel corso del 2014-15 sono stati portati avanti lo studio tecnologico e funzionale dell’industria litica nonché lo studio tassonomico e tafonomico dei resti faunistici del piano d'abitato del livello 150, e l’analisi integrata di questi dati all'interno di una piattaforma GIS.
Sono inoltre obiettivo di ricerca i caratteri relativi soprattutto all'inquadramento del profilo paleogeografico, paleo-climatico e paleo-ambientale, in particolare per quanto concerne l’antico livello del mare e quindi la distanza della grotta dalla costa.
Come ogni anno la campagna di scavo si è svolta con l’indispensabile appoggio logistico del Corpo dei Vigili del Fuoco di Grosseto, dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Ercole, del Comune di Monte Argentario, dell’Accademia Mare Ambiente di Porto Santo Stefano e dei Divers di Monte Argentario. Alla campagna hanno partecipato studenti e dottorandi delle Università di Siena, dell’Università di Ferrara e dell’Università Brasiliana di San Paolo, oltre a docenti e ricercatori delle stesse Università e dell’Università di Firenze e Pisa. -
en
The 2015 campaign continued the investigation of the Mousterian levels. Quadrants M4, M5, M6 and M7 (quadrants II-III) and L6, L7, I7, H7, F8, E8, D8, D9, C8, C9 where excavation was limited to layers 105, 107 and 110, in order to extend the available surface prior to continuing the excavation of the occupation surface present in layer 111. In addition, charcoal samples were taken for radiocarbon dating from the hearth in layer 1004A.
In order to expose layer 110 (lying immediately below layer107- hyena burrow), layers 105 and 107 (non-anthropic layers with traces left by hyenas) were excavated in quadrants M4, M5, M6 and M7 (quadrants II-III), L6, L7 and to a limited extent 107, also in I7.
Layer 110 was then excavated (occupation evidence alternating with evidence of the presence of hyenas) in quadrants M4, M5, M6 and M7 (quadrants II-III) and L6, L7, I7, H7, F8, E8, D8, D9, C8, C9.
In quadrants C8 and C10, at the base of layer 110, a flint knapping area was identified next to a large fallen boulder, which probably functioned as a seat. In quadrants D8, D9, and C9, adjacent to the flint knapping area, also at the base of layer 110, a surface was identified. Of limited extent, it was formed by cobbles and stalagmite fragments and probably man-made.
Once the excavation of layer 110 was completed, the large burrow (badger or porcupine?) in quadrant L6, known from previous campaigns, was cleaned out.
During the 2015 season, collaboration continued with both national (Pisa and Florence universities, and the Institute of Human Paleontology – IsiPU) and international (San Paolo University and the Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, Leipzig) institutions. Work continued on a series of studies whose main aim is to clarify the site’s chronology. Radiocarbon dating is being carried out on vegetal charcoal samples, OSL on sediment samples, dating of the stalagmites and georadar survey.
During the year, study continued on the technology and function study of the lithic industry as well as the taxonomy and taphonomy of the faunal remains from the occupation level in layer 150. This data was subjected to integrated analyses within a GIS platform.
Research is also ongoing with regard to the palaeographic, palaeo-climatic, and palaeo-environmental picture, in particular the ancient sea level and therefore the distance from the cavern to the coast. - Summary Author
- Adriana Moroni- Università di Siena, Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente – Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia.
- Giulia Capecchi - Università di Siena
- Giulia Marciani- Università degli Studi di Ferrara
- Vincenzo Spagnolo- Università degli Studi di Siena
Media
- Name
- Grotta dei Santi
- Year
- 2016
- Summary
-
it
La campagna di scavo 2016 (mesi di maggio e di giugno), ha avuto come obbiettivo quello di proseguire l’indagine delle evidenze musteriane in posto nei livelli 110 e 111. Sono state indagate due distinte aree comprendenti rispettivamente i quadrati M4, M5, M6, M7 (quadranti II-III), L5, L6, L7, I6, I7, H6, H7 (da qui in poi Area A) e F8, F9, E8, E9, D8, D9, C8, C9 (da qui in poi Area B). Nella precedente campagna era stato messo, in luce nell’Area A, il tetto del livello 111 e, in parte dell’Area B, un orizzonte, detto “acciottolato”, pertinente ancora al livello 110. Nell’Area A sono stati effettuati i tagli 1 e 2 del livello 111.
Nell’ambito del 111/1 è stata individuata una serie di sottolivelli, stratigraficamente così articolati: 111/1b, 111/0, 111/1c, 111/1. Il sottolivello 111/1b, privo di reperti antropici, era ricco di coproliti talora ancora strutturati, ma più spesso pressati e frammentati. Si approfondiva in una serie di depressioni sub-circolari o ellittiche dovute molto probabilmente all’azione della iena (tane). Il taglio 1b rappresenta dunque una fase di abbandono della grotta da parte dell’Uomo il quale viene sostituito dalla iena, la cui presenza perdura nella parte basale del livello 110. Nel taglio 111/1c è stato rinvenuto un fondo di focolare, poggiante in parte sul tetto dell’argilla sottostante (111/1a). A tetto del 111/2 era presente una paleosuperficie complessivamente ben conservata. All’interno di questo livello (spesso a contatto con il tetto del sottostante 111/3), sono stati identificati diversi punti di fuoco che esibivano differenti stati di conservazione. Di alcuni di questi focolari non strutturati, infatti, restava appena l’arrossamento di base, mentre di altri era ancora ben conservata la cenere.
Nell’area B è stata integralmente scoperta e smontata la superficie di accumulo di materia prima litica (definita “acciottolato” per la presenza di blocchetti calcarei arrotondati). Al di sotto è emersa un area adibita ad attività di estrazione del midollo caratterizzata da numerose ossa di grandi ungulati frammentate e dalla presenza di grandi percussori.
Nella campagna di scavo 2016 sono proseguite le ormai consolidate collaborazioni sia nazionali con l’Università di Pisa e l’Istituto di Paleontologia Umana - ISiPU) che internazionali (con il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia). Nell’ambito di queste collaborazioni sono stati portati avanti una serie di studi atti principalmente ad inquadrare meglio la cronologia del sito: sono in corso datazioni radiometriche su campioni di carbone vegetale, OSL su campioni di sedimento, datazioni di stalagmiti.
Nel corso del 2015-16 sono stati portati avanti lo studio tecnologico e funzionale dell’industria litica nonché lo studio tassonomico e tafonomico dei resti faunistici dei livelli 150 e 110, e l’analisi integrata di questi dati all’interno di una piattaforma GIS.
Più in generale sono obiettivo di ricerca l’inquadramento del profilo paleogeografico, paleo-climatico e paleo-ambientale, in particolare per quanto concerne l’antico livello del mare e quindi la distanza della grotta dalla costa.
Come ogni anno la campagna di scavo si è svolta con l’indispensabile appoggio logistico del Corpo dei Vigili del Fuoco di Grosseto, dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Ercole, del Comune di Monte Argentario, dell’Accademia Mare Ambiente di Porto Santo Stefano, la Croce Rossa di Porto Ercole e dei Divers di Monte Argentario. Alla campagna hanno partecipato studenti e dottorandi delle Università di Siena, dell’Università di Ferrara, oltre a docenti e ricercatori delle Università di Siena e Pisa. -
en
The aim of this campaign was to continue the investigation of the Mousterian evidence in levels 110 and 111. Two separate areas were excavated, comprising respectively quadrants M4, M5, M6, M7 (quadrants II-III), L5, L6, L7, I6, I7, H6, H7 (Area A) and F8, F9, E8, E9, D8, D9, C8, C9 (Area B). During the previous season, the roof of level 111 had been uncovered in Area A, and in part of Area B, a horizon denominated “cobblestone surface”, belonging to level 110. In Area A cuts 1 and 2 were made in level 111. In level 111/1, a series of sub levels were identified: 111/1b, 111/0, 111/1c, 111/1. Sub-level 111/1b, devoid of anthropological evidence, contained abundant coprolites; some still structured, but mainly crushed and fragmented. The level deepened with a series of sub-circular and oval depressions probably caused by the activity of hyenas (burrows). Therefore, cut 1b represents a phase during which man abandoned the cave and hyenas took up residence, their presence attested until the base of level 110. The base of a hearth was found in cut 111/1c, partially resting on the roof of the underlying clay (111/1a). At the roof of 111/2 there was a well-preserved palaeo-surface. Within this level (often in contact with the roof of underlying 111/3), several hearths were identified, which were in varying states of preservation. Indeed, all that remained of some of the unstructured hearths was the reddening at the base, while the ash was well-preserved in others.
The accumulation of lithic raw materials in Area B was completely exposed and dismantled. This had been defined as a cobblestone surface due to the presence of small rounded limestone blocks. What emerged below it was a work area where the extraction of bone marrow took place, characterised by numerous fragmented bones of large ungulates and the presence of large hammer stones.
This season, collaboration continued with Pisa University, the Institute of Human Paleontology-ISiPU, and the Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology-Leipzig, continuing work on a series of studies whose main aim is to gain a better picture of the site’s chronology. Radiometric dating on charcoal samples, OSL on sediment samples, and the dating of stalagmites are currently being carried out.
During 2015-2016, studies continued on the technology and function of the lithic industry as did the taxonomic and taphonomic studies of the faunal remains from levels 150 and 110. This data is then integrated into a GIS platform.
Research is also being undertaken on the palaeo-geographical, climatic, and environmental profiles, in particular regarding the ancient sea level and therefore its distance from the coast.
As in previous years, indispensible logistical support was provided by Grosseto fire brigade, the Porto Ercole District Maritime Office, Monte Argentario town council, the Accademia Mare Ambiente of Porto Santo Stefano, Porto Ercole Red Cross and the Monte Argentario Divers. Students from Siena and Ferrara Universities, together with academic staff and researchers from Siena and Pisa Universities took part in the excavations. - Summary Author
- Adriana Moroni Lanfredini
- Giulia Capecchi - Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia - Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente – Università dei Siena.
- Giulia Marciani- Università degli Studi di Ferrara
- Fabio Parenti-Istituto Italiano di Paleontologia Umana – Roma – Italy e Universidade de Federal do Parana – Curitiba – Brazil
- Vincenzo Spagnolo- Università degli Studi di Siena
Media
- Name
- Grotta dei Santi
- Year
- 2017
- Summary
-
it
La campagna di scavo 2017 (mesi di maggio e di giugno), ha avuto come obiettivo quello di proseguire l’indagine delle evidenze musteriane in posto nei livelli 111 e 1004, quindi l’asportazione dei livelli sterili frapposti tra lo strato 111 e il 150, in modo da ampliare l’area di studio di quest’ultimo. Sono stati indagati tre distinti settori: “Area A” (H6, H7, I5, I6, I7, L4/I-II, L5, L6, L7, M4/II-III, M5/II-III, M6/II-III, M7/II-III),“Area B” (D8, D9, E8, E9, F8, F9, G8) e “Area C” (D5, E4, E5, F3, F4, F5, G2, G3, G4, H2, H3, H4).
Nel corso di questa campagna è stato completato nell’Area A lo scavo dello strato 111 (asportando i lembi residui di 111/2 e il 111/3). Questi due tagli risultavano interessati da diverse strutture di combustione, alcune in ottimo stato di conservazione, che sono state individualmente documentate e, quando possibile, campionate per gli studi microstratigrafici. In questo stesso settore, inoltre, sono stati scavati i livelli sterili 120 (argille) e 121 (sabbie fini), raggiungendo ovunque il tetto del 125 (sabbie medie con evidenze di origine antropica e coproliti).
Nell’adiacente Area B è stato possibile raccordare i livelli di “acciottolato” e “l’area di estrazione del midollo”, rispettivamente, con la base dello strato 110 e con lo strato 111/0 identificati, nella campagna precedente, nell’area A. Inoltre, è proseguita l’indagine stratigrafica individuando la prima superficie antropica dello strato 111 nei quadrati che danno verso il fondo grotta, mentre nel resto dell’area (quadrati verso l’entrata della grotta) è stato possibile appurate come il livello 110 poggiasse direttamente sul 1004. In questo settore, infatti, l’intera sequenza stratigrafica si appiattisce, poggiando sui grossi blocchi in crollo che risalgono verso il lato destro della cavità. Nell’Area C, infine, sono state saggiate le prime superfici antropiche dello strato 1004. Rimosso un primo livelletto sterile, è stata messa in luce una prima superficie (1004A) a ricco contenuto antropico che ricopriva una complessa sequenza di livelli relazionati da contatti laterali, riferibili, probabilmente, ad un grosso palinsesto di focolari.
Nella campagna di scavo 2017 sono proseguite le ormai consolidate collaborazioni sia nazionali (con l’Università di Pisa e l’Istituto di Paleontologia Umana - ISiPU) che internazionali (con il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia). Nell’ambito di queste collaborazioni sono stati portati avanti una serie di studi atti principalmente ad inquadrare meglio la cronologia del sito (sono in corso datazioni radiometriche su campioni di carbone vegetale, OSL su campioni di sedimento), a individuare eventuali residui di DNA antico (possibilmente neandertaliano) conservato nei sedimenti e a studiare la micromorfologia dei focolari mediante sezioni sottili.
Nel corso del 2016-17 sono stati portati avanti lo studio tecnologico e funzionale dell’industria litica nonché lo studio tassonomico e tafonomico dei resti faunistici dei livelli 150 e 110, e l’analisi integrata di questi dati all’interno di una piattaforma GIS appositamente designata.
Più in generale sono obiettivo di ricerca l’inquadramento del profilo paleogeografico, paleo-climatico e paleo-ambientale, in particolare per quanto concerne l’antico livello del mare e quindi la distanza della grotta dalla costa -
en
This season’s campaign aimed to continue the investigation of the Mousterian remains in layers 111 and 1004, therefore the removal of the sterile layers between layers 111 and 150, in order to extend the excavation area of the latter. Three distinct sectors were investigated: “Area A” (H6, H7, I5, I6, I7, L4/I-II, L5, L6, L7, M4/II-III, M5/II-III, M6/II-III, M7/II-III),“Area B” (D8, D9, E8, E9, F8, F9, G8) and “Area C” (D5, E4, E5, F3, F4, F5, G2, G3, G4, H2, H3, H4).
In Area A, the excavation of layer 111 (removing 111/2 and 111/3) was completed. These spits contained evidence of various combustion structures, some very well-preserved, that were individually recorded and, where possible, sampled for micro-stratigraphic studies. In this same sector, the sterile layers 120 (clay) and 121 (fine grained sand) were also excavated, reaching the top of 125 (medium grained sand with anthropological evidence and coprolites).
In the adjacent Area B, it was possible to link the layers of ‘cobbled surfaces’ and the ‘area for marrow extraction’, respectively, with the base of layer 110 and layer 111/0, identified during the previous campaign, in Area A. The excavations continued and identified the first anthropic surface in layer 111 in the quadrants towards the rear of the cave, while in the rest of the area (quadrants towards the cave entrance) layer 110 was seen to rest directly on 1004. Indeed, in this sector the entire sequence becomes flattened, resting on large collapsed blocks that rise towards the right side of the cave. Lastly, in Area C _sondages_ were opened in the first anthropic levels in layer 1004. Once the first thin sterile layer was removed, the first surface was exposed (1004A) containing a large amount of anthropic materials, which covered a complex sequence of levels connected by lateral contacts, probably relating to a large palimpsest of hearths.
This season, the established national and international collaborations continued (University of Pisa, Institute of Human Palaeontology – IsiPU and Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology Leipzig). This involves a series of studies mainly aimed at further defining the site’s chronology (radiometric dating on vegetal carbon, OSL on sediment samples), identifying possible ancient DNA residue (possibly Neanderthal) conserved in the sediments and the study of the micro-morphology of the hearths through thin-sectioning.
During the 2016-2017 campaigns, the technological and functional study of the lithic industry continued together with the tassonomic and taphanomic study of the faunal remains from levels 150 and 110. The resulting data has been analysed using a specifically designed GIS platform.
More generally, the palaeo-geographic, palaeo-climatic, and palaeo-environmental profiles are also the subject of research, in particular the ancient sea level and therefore the cave’s distance from the coast. - Summary Author
- Adriana Moroni del Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente –Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia – Università di Siena
- Giulia Capecchi - Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia - Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente – Università dei Siena.
- Giulia Marciani- Università degli Studi di Ferrara
- Fabio Parenti-Istituto Italiano di Paleontologia Umana – Roma – Italy e Universidade de Federal do Parana – Curitiba – Brazil
- Sem Scaramucci, Università di Siena, Dipartimento di Scienze Fisiche, della terra e dell’Ambiente – Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia.
- Vincenzo Spagnolo- Università degli Studi di Siena
Media
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Freguglia et al. 2007Freguglia M., Gambogi P., Milani L., Moroni Lanfredini A., Ricci S. 2007, Monte Argentario (GR). Cala dei Santi: Grotta dei Santi, in Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, 3: 488-491.
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Freguglia et al. 2008M. Freguglia , F. Bernardini, G. Boschian, C. Capanna, J. Crezzini, P. Gambogi , L. Longo, L. Milani, A. Moroni Lanfredini, F. ParentI, S. Ricci, 2008, Monte Argentario (GR). Cala dei Santi: Grotta dei Santi, in Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, 4: 377-380.
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Moroni et al. 2010A. Moroni Lanfredini, M. Freguglia, F. Bernardini, G. Boschian, C. Cavanna, J.Crezzini, P. Gambogi, L. Longo, L. Milani, F. Parenti, S. Ricci, 2010, Nuove ricerche alla Grotta dei Santi (Monte Argentario – GR), Atti del IX Incontro di Studi Preistoria e Protostoria in Etruria: 649-662.
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Nicolucci 1869Nicolucci G. 1869, Di alcune armi ed utensili in pietra rinvenuti nelle provincie meridionali d’Italia, Mem Atti R. Acc. Sc. Fis. Mat. 3, n. 6.
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Salvagnoli, Marchetti 1843A. Salvagnoli, A. Marchetti, 1843, Armi e utensili nella Grotta de’ Santi presso il Monte Argentario, Atti Riunione degli Scienziati Italiani, 5.
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Segre 1959Segre, 1959, Giacimenti pleistocenici con fauna e industria litica a Monte Argentario (Grosseto), Rivista di Scienze Preistoriche, XIV, 1-4: 1-18.
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Aureli et al. c.s.Aureli D., Moroni A., Araujo A., Arrighi S., Boscato P., Boschian G., Boschin F., Capecchi G., Crezzini J., Freguglia M., Marciani G., Parenti F., Ranaldo F., Ricci S., Spagnolo V., Ronchitelli A. (c.s.) - Neandertals amongst Neandertals in Central-Southern Italy, in Atti del XVII Congresso UISPP, Quaternary International.
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Spagnolo et al. 2016Spagnolo V., Aureli D., Araujo A., Berto C., Boschin F., Capecchi G., Crezzini J., Freguglia M., Hublin J. J., Marciani G., Montanari-Canini G., Parenti F., Arrighi S., Talamo S., Moroni A. 2016, Il mare cancella, il mare conserva. Nuove evidenze sulle dinamiche di popolamento degli ultimi Neandertal in Italia centrale da Grotta di Cala dei Santi (Grosseto). The sea destroys, the sea preserves. New evidence on last Neandertals in Central Italy from Grotta di Cala dei Santi (Grosseto), Primo Incontro Annuale di Preistoria e Protostoria – IIPP, DAFIST, Via Balbi, 2-4 - Genova – 4-5 febbraio 2016
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Antonioli 2012F. Antonioli, 2012, Sea level change in western-central Mediterranean since 300 kyr: comparing global sea level curves with observed data. Alpine and Mediterranean Quaternary, 25 (1): 15-23.
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Crezzini et al. 2012Crezzini J., Moroni A. 2012, Archeozoologia. La ricostruzione del comportamento umano dall’esame dei resti faunistici recuperati nei siti archeologici, Etruria Natura, IX: 36-43.
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Moroni et al. 2012Moroni Lanfredini A., Freguglia M., Bernardini F., Boschian G., Cavanna C., Crezzini J, Gambogi P., Longo L., Milani L., Parenti F., Ricci S. 2010, Nuove ricerche alla Grotta dei Santi (Monte Argentario, Grosseto), in Negroni Catacchio N. (a cura di ), Atti del Nono Incontro di Studi Preistoria e Protostoria in Etruria - Valentano (Vt) – Pitigliano (Gr), 12-14 Settembre 2008, “L’Alba dell’Etruria. Fenomeni di Continuità e trasformazione nei secoli XII-VIII a.C. Ricerche e scavi I: 649-662.
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Moroni 2013Moroni A., Freguglia M., Gambogi P., 2013, Gli antichi abitanti del Monte Argentario, Talp Rivista della Federazione Speleologica Toscana, 47: 53-59.
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Moroni et al. 2015Moroni A., Parenti F., Araujo A., Boschian G., Boschin F., Capecchi G., Crezzini J., Hublin J.J., Marciani G., Spagnolo V., Talamo S., Gambogi P. 2015. Monte Argentario (GR). Grotta di Cala dei Santi (Concessione di Scavo). Notiziario della soprintendenza per i Beni Archeologici della toscana, 10/2014: 364-366.
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Spagnolo 2017V. Spagnolo, 2017, Studio delle strategie insediative del Paleolitico Medio in Italia centro-meridionale. Ph.D. Thesis, Università degli Studi di Siena.