Name
Giuseppe Ceraudo

Season Director

  • AIAC_2302 - Aquinum - 2011
    La terza campagna di scavi (Giugno e Luglio 2011) nell’area urbana di _Aquinum_ (San Pietro Vetere, Castrocielo-FR-) ha visto la partecipazione di studenti, archeologi specializzati e specializzandi dall’Università del Salento e da altre Università italiane, e la presenza, anche quest’anno, del CNR di Roma. Lo scavo ha riguardato principalmente l’allargamento del saggio dell’area delle terme pubbliche. Nel corso della campagna sono stati acquisiti nuovi dati sull’articolazione delle terme e le sue fasi di vita: è stato indagato interamente un ambiente, caratterizzato da tubuli, _suspensurae_ e da un _preafurnium_ sul lato ovest, da interpretare con certezza come un _calidarium_, collegato a N ad un altro ambiente riscaldato, più piccolo, definibile come _tepidarium_. I diversi marmi _in situ_ e i resti delle strutture hanno permesso di ricostruire l’aspetto originario-pregevole dell’ambiente, caratterizzato da un rivestimento, sia sul pavimento che sulle pareti, di marmi colorati. Particolarmente interessante è stata l’indagine integrale dell’ambiente F, le cui murature appartengono a diverse fasi. Dopo l’asportazione del piano pavimentale lo spazio, di forma quadrangolare, stato utilizzato forse come immondezzaio nella fase di abbandono o rifunzionalizzazione delle terme. La sequenza stratigrafia dell’ambiente è fondamentale per la comprensione delle fasi di vita del complesso, grazie alla notevole quantità di reperti ceramici la cui cronologia va dal I sec. a.C. fino al IV sec. d.C. Nel settore nord dello scavo sono stati individuati i limiti del complesso termale, delimitato da un decumano orientato E-O. La strada presenta vari interventi di restauro sulle _crepidines_ ed è quasi interamente basolata, ad eccezione di un breve tratto glareato. Ne settore est lo scavo è stato ulteriormente allargato scoprendo un grande ambiente con mosaico bicromo a tessere bianche e crocette nere, caratterizzato molto probabilmente da due diverse fasi. Sotto il pavimento correva l’impianto di distribuzione dell’acqua. Connesso a quest’ultimo, nella parte centrale si trova una piccola vasca originariamente rivestita in marmo, interpretabile come resti di una fontana o un bacino lustrale. A nord e sud vi sono altri due ambienti, non ancora indagati interamente. I muri in _opus latericium_ avevano un rivestimento in lastre marmoree, come del resto molti degli ambienti finora messi in luce. Sull’angolo SE del muro è stata rinvenuta una tomba, costruita con materiale architettonico di riutilizzo e coperta con un bipedale proveniente da uno degli ambienti riscaldati. All’interno della tomba vi erano numerose resti scheletrici non in connessione, pertinenti almeno a 5 bambini dell’età compresa tra 1 e 6 anni. Unico indizio cronologico per proporre una datazione della sepoltura è rappresentato d una moneta rinvenuta in stratigrafia, databile al V sec. d.C.
  • AIAC_2302 - Aquinum - 2015
    Tra il 29 giugno e il 25 luglio 2015, si è svolta la Settima Campagna di scavo nell’area urbana di Aquinum, in località S. Pietro Vetere, nel territorio del comune di Castrocielo (FR), condotta sotto la direzione scientifica del Prof. Giuseppe Ceraudo dell’Università degli Studi del Salento e coordinata sul campo dai Dottori: Valentina Petrucci, Agnese Ugolini. Durante le attività di scavo, della durata complessiva di quattro settimane, si è deciso di focalizzare la ricerca su ambienti del grande edificio termale già individuati negli anni passati, attraverso un approfondimento delle indagini; si è proceduto anche a diversi ampliamenti, finalizzati alla regolarizzazione del perimetro di scavo e alla comprensione complessiva dell'edificio termale. Parallelamente allo scavo si è, inoltre, ripreso lo studio di archeologia aerea e telerilevamento di prossimità attraverso il supporto di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (droni). Nel corso della campagna, inoltre, sono stati realizzati alcuni interventi di scavo in settori diversi rispetto al complesso termale, in un’area che il Comune di Castrocielo sta definendo per l’acquisizione al proprio patrimonio. I terreni sono interessati dalla presenza di grandi strutture da sempre note all’interno dell’area urbana della città antica: il cd. Edificio absidato e il Teatro. Tra il 31 agosto e il 25 settembre 2015, si è svolta la campagna di scavo localizzata immediatamente a Nord dell’antica Via Latina nei pressi del c.d. edificio absidato, dalla quale dista m 150 ca. in direzione Sud. La campagna è stata condotta sul campo dal dott. Valentino Vitale e dal dott. Giovanni Murro. In questa campagna si è deciso di effettuare saggi nella porzione Nord, Sud ed Est rispetto all’edificio absidato, finalizzati alla comprensione complessiva dell’edificio e delle sue fasi di vita. L’area di scavo viene definita “Area 9000”, e oltre il saggio praticato nel perimetro dell’edificio absidato, ne viene praticato un altro poco in direzione orientale, definito “Saggio A”. Nel periodo compreso tra il 7 e il 18 settembre 2015, invece, si è svolta la prima campagna di scavo e documentazione dell'area Nord-Est del teatro di Aquinum. La campagna, della durata complessiva di due settimane, è stata condotta sul campo dalla dott.ssa Paola Guacci, dal dott. Alfio Merico e dal dott. Giuseppe Alvar Minaya. L'area interessata dai lavori di scavo e documentazione preliminare è quella individuata tra le strutture murarie ricadenti all'interno dei terreni di cui alle particelle 33 e 173 del Foglio 27 del Comune di Castrocielo (FR). L’area indagata ha un'estensione di circa 285 mq ed è localizzata immediatamente a Nord della Via Latina e a Sud-Ovest di Via Civita Vetere, nei pressi e a Ovest del c.d. edificio absidato. L'area del teatro è stata nominata Area 15000.

Season Team

  • AIAC_2366 - Muro Rotto - 2009
    In corrispondenza di un pianoro posto in posizione dominante sul territorio circostante (a quota 270 m slm), a circa 9 km ad E del centro di Troia (antica Aecae), lungo una dorsale di bassi rilievi che separa il tratturo San Paolo a N e quello dell’Incoronata a S, sono visibili i resti di strutture murarie romane ancora in situ appartenenti ad una monumentale villa. In particolare, colpisce l’attenzione un resto di muratura in opera cementizia conservato in alzato per alcuni metri, posto all’angolo SE, da cui prende il nome l’intera località. Nell’autunno del 2005 è stata avviata un’attività di ricognizione topografica - tuttora in corso - effettuata nell’ambito del “Progetto Via Traiana” dal Laboratorio di Topografia Antica e Fotogrammetria (LabTAF), presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento - Lecce. Le ricognizioni sul campo effettuate lungo il tracciato della via in questo settore del tavoliere compreso tra i centri di Aecae e Herdonia - parallelamente ad un’intensa attività di ricognizione aerea - hanno mostrato la presenza di numerose evidenze archeologiche poste in collegamento diretto o indiretto con la strada. È all’interno di questo contesto che si inserisce la villa di Muro Rotto, che si configura come uno degli esempi meglio conservati del tipo, come attestato dalla presenza dei monumentali resti architettonici, ulteriormente confermato da tutta una serie di riprese aeree oblique in cui sono visibili le tracce pertinenti alle scansioni interne degli ambienti della struttura il cui corpus principale doveva essere attestato in corrispondenza della cima del pianoro. Morfologicamente l’area si caratterizza come un pianoro esteso per circa 1 ettaro in leggero rilievo rispetto alla pianura circostante con pendici che digradano dolcemente. L’indagine archeologica ha interessato diverse zone, scelte principalmente in base alle evidenze leggibili nelle foto aeree per una superficie complessiva di circa 800 metri quadrati. L’area del saggio 1 occupa una superficie di circa 280 m², è localizzata lungo il ciglio nord/est del pianoro. Lo scavo ha permesso di mettere in luce parte di una struttura circolare dal diametro di circa 12 metri la cui funzione è ancora definire, che presentava tangenti esternamente alla circonferenza, due absidi, diametralmente opposte. L’area indagata del saggio 2, localizzata sulla sommità del pianoro a ridosso del ciglio settentrionale, interessa una superficie totale di oltre 400 m². La destinazione ad uso arativo dell’area ha profondamente compromesso la conservazione degli alzati delle strutture murarie e la stratificazione ad esse relativa, compresi i livelli di frequentazione e i piani di calpestio. Al momento lo scavo ha messo in luce una serie di ambienti disposti intorno ad un atrio con impluvium. L’analisi tipologica dei materiali ceramici rinvenuti sia durante le indagini topografiche effettuate tra il 2005 e il 2008, sia durante la prima campagna di scavo del 2009, ha permesso di evidenziare come il pianoro e l’area ad esso circostante siano interessati dalla presenza di un insediamento rustico in vita dalla tarda età repubblicana (con frequentazione dell’area più antica) alla piena età imperiale, fino all’età tardo antica.
  • AIAC_65 - Malafede-Casale Infermeria - 1992
    The complex comprises two aqueducts that run along a hilly area flanking the fosso Malafede and delimited by two low hills. The excavation was carried out with sample trenches. The two channels run at different heights for the whole of the length examined, one on top of the other under the hills, and parallel where they run close to or above the surface. They were built in sequence, as both sides of the first channel are faced, while only the outside wall of the second is. The earlier aqueduct is lower, 1.30m. wide, with foundations in opus caementicium and outer walls in _opus reticulatum_ and _opus mixtum_, with clear patches and restorations. The channel is lined with _opus signinum_ with quarter-round moldings at the junction of the walls and floor, and is covered with tiles placed a _cappuccino_ where it runs above ground and with masonry below ground. The second aqueduct is in _opus mixtum_, with its channel 1.40 m. wide, and also lined with _opus signinum_. Where it runs along the top of the earlier channel in the points where they enter the hill, the top of the first was reinforced with a saddle in _opus caementicium_. In the same sector two inspection wells were found at ground level: these show the line of the specus as they run underground. The slope measures 1:1000 for the first channel, and 2:1000 for the second. This is sufficient to carry the water between this area and Ostia. The springs which filled them were probably found at Trigoria. (Margherita Bedello Tata)

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