Name
Parrana San Martino
Date Range
2000 BC – 1001 BC
1100 BC – 900 BC
Monuments
Burial

Seasons

  • AIAC_2996 - Parrana San Martino - 2012
    Dal 5 al 17 novembre 2012 si è svolta la seconda campagna di scavo nella necropoli protostorica ad incinerazione di Parrana San Martino (Collesalvetti, LI). Il sito è posto lungo il tracciato di una barriera tagliafuoco a 345 m. slm; le opere di deforestazione e i mezzi meccanici utilizzati per la realizzazione della pista hanno intaccato la parte superiore delle sepolture. Nella prima campagna di scavo (2010), realizzata in collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, è stata recuperata una ingente quantità di materiali disseminati in superficie, sono state messe in evidenza 97 sepolture e sono stati asportati i cinerari più compromessi; nella recente campagna le ricerche hanno interessato i settori più meridionali dell’area, dove sono state rimosse 20 sepolture. La necropoli copre una superficie di 550 metri quadrati; è caratterizzata dalla presenza di uno strato a matrice limo-argillosa e da discontinui affioramenti di calcare marnoso, dislocati lungo le fasce laterali dove è disposto il maggior numero di sepolture. Ogni cinerario risulta deposto all’interno di una piccola cavità praticata nel terreno argilloso o ricavata asportando ciottoli e scaglie dall’affioramento di calcare. Le buche scavate nell’argilla hanno forma circolare o ovale, pareti inclinate con profilo leggermente concavo, fondo generalmente piatto; quelle ricavate asportando elementi di calcare presentano forma circolare e ridotta larghezza tanto che, in molti casi, i cinerari appaiono perfettamente incastrati tra le pareti verticali, il fondo risulta spesso livellato dall’inserimento volontario di un ciottolo appiattito. I riempimenti delle fosse di deposizione sono costituiti da uno strato a matrice argillosa con screziature grigie. All’interno sono presenti granuli di limonite, inclusi litici di piccole dimensioni, cristalli di quarzo e, in alcuni casi, schegge di diaspro e selce. I cinerari, rinvenuti in stato frammentario per la compressione dei mezzi meccanici, conservano forma e posizione originale perché tenuti insieme dal terreno. Le forme sono biconiche, con carena arrotondata, e generalmente monoansate. Molti esemplari hanno superfici ampiamente decorate con motivi a fasci di solcature parallele delimitate da punti impressi, solcature semicircolari, piccoli cerchi concentrici formanti motivi a “sole”, impressioni a falsa cordicella. Le ciotole di copertura ricostruibili sono a profilo convesso e monoansate; si sono conservati solo due grossi frammenti di fondo piatto uno dei quali presenta un motivo decorativo a fasci di linee parallele formanti una croce delimitata da cerchi concentrici. I riempimenti dei cinerari sono caratterizzati da un sedimento a matrice limosa che copre una concentrazione di ossa calcinate aderenti al fondo del vaso. In un cinerario è stata ritrovata in stato frammentario una fibula ad arco serpeggiante con staffa a spirale. L’osservazione preliminare dei materiali rinvenuti nella campagna 2012 sembra confermare la datazione proposta in seguito alla prima campagna di scavo. Il contesto, per il momento, appare riferibile ad un unico orizzonte culturale collocabile cronologicamente tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’età del Ferro (fine del II° - inizio I° millennio a.C.).
  • AIAC_2996 - Parrana San Martino - 2013
    Tra settembre e ottobre 2013 si è svolta la terza campagna di scavo nella necropoli protostorica di Parrana San Martino (Collesalvetti, LI). Il sito è posto nel Parco dei Monti Livornesi, a 345 m slm, lungo una barriera tagliafuoco. Il contesto appare riferibile ad un unico orizzonte culturale collocabile tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell'Età del Ferro (fine del II - inizio I millennio a.C.). L’area destinata alla deposizione dei defunti si estende per 550 mq; sono stati individuati oltre 120 cinerari intaccati dai mezzi meccanici durante la realizzazione della pista antincendio. La zona è caratterizzata da uno strato argilloso attraversato da affioramenti di calcare marnoso; la parte centrale risulta libera sia da affioramenti sia da sepolture ed è delimitata, su un lato, da un allineamento di blocchi apparentemente intenzionale. Le sepolture sono dislocate lungo le fasce laterali. Dal momento che non sono state rilevate sovrapposizioni, è probabile che le tombe fossero ben segnalate in superficie, forse proprio con elementi di calcare reperiti negli affioramenti circostanti. Nella campagna 2013 lo scavo ha interessato i settori maggiormente danneggiati dai mezzi meccanici e soggetti ad erosione (area nord-ovest). Sono state asportate 31 sepolture; tra queste, la metà circa presenta un pessimo stato di conservazione. I cinerari ricostruibili sono biconici monoansati con carena arrotondata, un solo esemplare è biansato. Otto vasi presentano decorazione incisa; gli impasti sono poco depurati, le superfici frequentemente corrose. Le poche ciotole di copertura quasi sempre prive del fondo, sono anch’esse monoansate con impasti depurati e superfici levigate. Nel riempimento dei cinerari, un sedimento limoso copre una concentrazione di ossa aderente al fondo del vaso; in alcuni casi sono stati rinvenuti frammenti di oggetti d’ornamento in bronzo. Tra le fosse di deposizione 18 risultano scavate direttamente nello strato di argilla, 9 tra lo strato di argilla ed i filari di calcare, 3 rimuovendo esclusivamente i ciottoli dell’affioramento naturale ottenendo strette buche nelle quali i cinerari risultano incastrati I riempimenti delle fosse di deposizione presentano un sedimento simile a quello dello strato in cui sono state scavate. In tre fosse però è stata rinvenuta terra di rogo, ciò che resta della pira funebre dopo aver raccolto le ossa nel cinerario. In due casi la terra di rogo riempie la parte inferiore della fossa quasi a livellarne la base, particolarmente accidentata perché ottenuta per asportazione di ciottoli e scaglie dall’affioramento di calcare. La terra di rogo sulla quale poggiano i due cinerari è composta da sedimento carbonioso con tronchetti bruciati, resti di ossa, frammenti di oggetti in bronzo, minuti frammenti di ceramica. Nel terzo caso, invece è posta in una fossa scavata nell’argilla. E’ alquanto singolare che su un campione di 62 tombe indagate fino ad ora, solo in quattro casi (uno della campagna 2012) sia stata rilevata la presenza di terra di rogo; per il momento però questa variante del rito funerario sembra sfuggire ad ogni ragionevole ipotesi.
  • AIAC_2996 - Parrana San Martino - 2014
    Nella seconda metà di giugno e nella prima metà di ottobre 2014 si è svolta la quarta campagna di scavo nella necropoli protostorica di Parrana San Martino (Collesalvetti, LI). La necropoli, situata nel Parco dei Monti Livornesi lungo il tracciato di una barriera tagliafuoco, si colloca cronologicamente tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’età del Ferro (fine del II - inizio I millennio a.C.). L’area destinata alla deposizione dei defunti si estende per 550 mq e comprende più di 130 sepolture; è caratterizzata da uno strato limo-argilloso attraversato da affioramenti di calcare, dislocati lungo le fasce laterali, dove è disposto il maggior numero di sepolture. La porzione centrale, priva di deposizioni, è delimitata ad ovest da un allineamento di blocchi; dal margine est ha invece origine un probabile sentiero, ricavato sfruttando due filari di roccia paralleli; ha orientamento NE-SW, presenta una leggera sella lungo l’asse longitudinale e sembra proseguire oltre il limite di scavo; all’interno non ci sono sepolture, che invece si ritrovano ai suoi lati. Nella campagna 2014 le ricerche hanno riguardato la fascia nord ovest (settori I e II) e quella centrale (parte dei settori III e IV) dove sono state asportate 33 sepolture, di cui circa la metà in pessimo stato di conservazione. I cinerari ricostruibili sono biconici con carena arrotondata e monoansati; conservano la posizione originale perché contenuti dal terreno anche se ridotti in frammenti per la compressione dei mezzi meccanici. Spesso sono privi della parte superiore del vaso e della ciotola; solo due esemplari si conservano dall’orlo al fondo e mantengono tutti i frammenti della ciotola nella posizione originale. Uno di questi presenta alcuni caratteri distintivi: si tratta di un grande biconico biansato, con carena sottolineata da una baccellatura e impasto depurato con superfici lucidate. Diciotto cinerari sono interessati da elaborate sintassi decorative: incisioni a linee parallele variamente disposte, talvolta delimitate da punti impressi o da piccoli cerchi concentrici; falsa cordicella; sottili costolature o cordoni. Gli impasti, semidepurati o grezzi hanno superfici spesso abrase e più raramente levigate. Per esigenze di restauro e di studio antropologico dodici cinerari sono stati asportati in blocco con i riempimenti. Le ciotole di copertura ricostruibili hanno profilo a calotta o emisferico, impasti generalmente depurati e superfici levigate. Nei riempimenti dei cinerari le ossa, aderenti al fondo del vaso, risultano coperte da un sedimento limoso. Tra le fosse di deposizione 25 sono scavate nello strato di argilla, 5 sono ottenute scavando in parte nell’argilla ed in parte togliendo elementi dall’affioramento di calcare, 4 rimuovendo esclusivamente i ciottoli dell’affioramento. I riempimenti delle fosse di deposizione sono costituiti da un sedimento pressoché sterile. Nel corso del 2014 è stato completato il restauro di alcuni cinerari e degli oggetti in bronzo fino ad ora rinvenuti.
  • AIAC_2996 - Parrana San Martino - 2015
    Dal 19 ottobre al 6 novembre 2015 si è svolta la quinta campagna di scavo nella necropoli protostorica ad incinerazione di Parrana San Martino - Collesalvetti, Livorno. La necropoli si trova nel Parco dei Monti Livornesi lungo il tracciato di una barriera tagliafuoco. Il contesto è riferibile al momento di transizione tra l’Età del Bronzo e quella del Ferro (fine II - inizio I millennio a.C.). Le olle cinerarie, con i resti delle ciotole di copertura, sono deposte in piccole cavità praticate nel terreno oppure ricavate asportando ciottoli dall’affioramento di calcare che attraversa la necropoli. La campagna 2015 ha riguardato lo scavo di 37 sepolture poste nel settore IV; 25 cinerari sono stati asportati in blocco e saranno sottoposti a TAC presso la Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa. Lo scavo si è rivelato complesso per l’alto numero di deposizioni che, pur essendo ravvicinate, non risultano mai sovrapposte; ciò sembra confermare l’ipotesi dell’esistenza di segnacoli in superficie. A questo proposito si segnala il ritrovamento di un blocchetto di calcare interessato da un reticolo graffito e da incisioni a stella che hanno la stessa patina della superficie. Le sepolture indagate nel 2015 si distinguono per il migliore stato di conservazione, per la ricchezza del repertorio decorativo e per la presenza di terra di rogo in alcune fosse di deposizione. Nella tomba 97, intorno alla base del vaso è stato ritrovato un livello di terra di rogo con grossi carboni, frammenti di anellini in bronzo, ossa calcinate e frammenti di ceramica non pertinenti al cinerario né alla ciotola. In questo caso, come nella tomba 108, lo spargimento della terra di rogo è avvenuto dopo la deposizione del cinerario; al contrario, in altre 5 tombe, l’urna poggiava direttamente su un consistente strato di resti carboniosi misti a frammenti di altra natura. Il motivo dell’inserimento selettivo di terra di rogo in un ristretto numero di fosse non è chiaro e, per questa variante del rito funerario, al momento non è possibile formulare alcuna ipotesi. Nella tomba 105, il cinerario è interamente coperto da motivi decorativi a falsa cordicella alternati a linee incise formanti grossi cerchi concentrici, meandri e stilizzazioni di protomi di uccelli; il vaso è stato rincalzato con un blocco di calcare sistemato a contrasto sotto l’ansa. Tra le fosse di deposizione, 22 sono scavate nello strato di argilla, hanno forma grosso modo circolare, pareti lievemente inclinate e fondo appiattito; 14 sono realizzate scavando in parte lo strato di argilla ed in parte asportando elementi dall’affioramento di calcare, pareti e fondo sono generalmente a profilo irregolare. La tomba 104 è l’unica ad avere la fossa rivestita interamente da lastre di calcare, con il cinerario perfettamente incastrato, tanto che non è stato possibile effettuare la garzatura per l’asportazione in blocco ma si è dovuto procedere rimuovendo i singoli frammenti e le ossa contenute al suo interno. Il numero delle sepolture esposte cresce di anno in anno per il progressivo dilavamento che minaccia il precario stato di conservazione del contesto archeologico.
  • AIAC_2996 - Parrana San Martino - 2016
    La sesta campagna di scavo nella necropoli protostorica di Parrana San Martino – Collesalvetti (LI), si è svolta dal 3 ottobre al 17 novembre 2016. Situata nel Parco dei Monti Livornesi lungo il tracciato di una barriera tagliafuoco (IGM 1:25000 Salviano 111 I S.E. Lat. 43°32’15’’ Long. 10°25’32’’- Foglio 89, Part. 2), è stata parzialmente intaccata dal passaggio dei mezzi meccanici. Cronologicamente si colloca tra l’Età del Bronzo e quella del Ferro (fine II - inizio I millennio a.C). Il contesto è costituito da oltre 160 cinerari (generalmente olle monoansate, spesso decorate, con relative ciotole di copertura) deposti in piccole buche scavate nell’argilla o ricavate asportando ciottoli dall’affioramento di calcare che attraversa la necropoli. Le sepolture sono dislocate intorno ad un’area grosso modo circolare - forse adibita a qualche forma di culto - alla quale si accedeva attraverso un sentiero ricavato tra due filari di calcare. Nella campagna 2016 sono state rimosse 28 sepolture; i lavori hanno riguardato il completamento dello scavo nei settori III - IV e la prosecuzione delle ricerche nei settori V - VI. Tra i cinerari recuperati, quelli meglio conservati (n. 10) sono stati consolidati e asportati in blocco per essere sottoposti a TAC e microscavo in laboratorio presso la Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa; altri 12, che invece presentavano un pessimo stato di conservazione, sono stati recuperati in frammenti. Purtroppo si segnala il danneggiamento di 6 sepolture ad opera di clandestini che però hanno lasciato nella terra di risulta sia i resti ceramici che quelli antropologici. Due dei cinerari asportati in questa campagna sono già stati sottoposti a TAC; nel primo è stata individuata la presenza di due fibule gemelle ad arco semplice; dall’immagine tomografica gli archi delle fibule appaiono ritorti e appiattiti al centro, mentre alle estremità recano sottili costolature. Nel secondo cinerario la ciotola di copertura risulta insolitamente adagiata, in posizione normale, sull’orlo del vaso; la tomografia ha evidenziato la presenza di ossa sia nel cinerario che nella ciotola. L’analisi antropologica chiarirà se le ossa appartengono allo stesso individuo o a due individui diversi. L’impiego della ciotola come contenitore di ceneri è stato rilevato anche in un’altra tomba asportata nel 2010; in quel caso la ciotola era posta accanto al cinerario e conteneva i resti di un bimbo di età compresa tra 2 e 3 anni, mentre l’urna accoglieva le ossa di una donna giovane. Sul fondo di 4 fosse di deposizione è stata ritrovata terra di rogo; nel sedimento carbonioso erano presenti tronchetti bruciati, resti di ossa, nonché frammenti di oggetti in bronzo e frammenti di ceramica estranei al contesto tombale. Il maggior numero di sepolture con spargimento di terra di rogo è dislocato nei settori III – IV e spesso risulta associato a fosse di deposizione ricavate per asportazione di elementi di calcare; il campione però è limitato (15 casi su 160) e non permette ipotesi sulla diversificazione del rito funerario.

Media

Name
Parrana San Martino
Year
2012
Summary
it Dal 5 al 17 novembre 2012 si è svolta la seconda campagna di scavo nella necropoli protostorica ad incinerazione di Parrana San Martino (Collesalvetti, LI). Il sito è posto lungo il tracciato di una barriera tagliafuoco a 345 m. slm; le opere di deforestazione e i mezzi meccanici utilizzati per la realizzazione della pista hanno intaccato la parte superiore delle sepolture.

Nella prima campagna di scavo (2010), realizzata in collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, è stata recuperata una ingente quantità di materiali disseminati in superficie, sono state messe in evidenza 97 sepolture e sono stati asportati i cinerari più compromessi; nella recente campagna le ricerche hanno interessato i settori più meridionali dell’area, dove sono state rimosse 20 sepolture.

La necropoli copre una superficie di 550 metri quadrati; è caratterizzata dalla presenza di uno strato a matrice limo-argillosa e da discontinui affioramenti di calcare marnoso, dislocati lungo le fasce laterali dove è disposto il maggior numero di sepolture. Ogni cinerario risulta deposto all’interno di una piccola cavità praticata nel terreno argilloso o ricavata asportando ciottoli e scaglie dall’affioramento di calcare. Le buche scavate nell’argilla hanno forma circolare o ovale, pareti inclinate con profilo leggermente concavo, fondo generalmente piatto; quelle ricavate asportando elementi di calcare presentano forma circolare e ridotta larghezza tanto che, in molti casi, i cinerari appaiono perfettamente incastrati tra le pareti verticali, il fondo risulta spesso livellato dall’inserimento volontario di un ciottolo appiattito.

I riempimenti delle fosse di deposizione sono costituiti da uno strato a matrice argillosa con screziature grigie. All’interno sono presenti granuli di limonite, inclusi litici di piccole dimensioni, cristalli di quarzo e, in alcuni casi, schegge di diaspro e selce.

I cinerari, rinvenuti in stato frammentario per la compressione dei mezzi meccanici, conservano forma e posizione originale perché tenuti insieme dal terreno. Le forme sono biconiche, con carena arrotondata, e generalmente monoansate. Molti esemplari hanno superfici ampiamente decorate con motivi a fasci di solcature parallele delimitate da punti impressi, solcature semicircolari, piccoli cerchi concentrici formanti motivi a “sole”, impressioni a falsa cordicella.

Le ciotole di copertura ricostruibili sono a profilo convesso e monoansate; si sono conservati solo due grossi frammenti di fondo piatto uno dei quali presenta un motivo decorativo a fasci di linee parallele formanti una croce delimitata da cerchi concentrici.

I riempimenti dei cinerari sono caratterizzati da un sedimento a matrice limosa che copre una concentrazione di ossa calcinate aderenti al fondo del vaso. In un cinerario è stata ritrovata in stato frammentario una fibula ad arco serpeggiante con staffa a spirale.

L’osservazione preliminare dei materiali rinvenuti nella campagna 2012 sembra confermare la datazione proposta in seguito alla prima campagna di scavo. Il contesto, per il momento, appare riferibile ad un unico orizzonte culturale collocabile cronologicamente tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’età del Ferro (fine del II° - inizio I° millennio a.C.).
en The second excavation campaign on the proto-historic cremation cemetery of Parrana San Martino (Collesalvetti, LI) took place between the 5th and 17th November 2012. The site is situated along the line of a firebreak at 345 m a.s.l. Deforestation and the machines used to create the firebreak have cut into the upper part of the burials.

During the first campaign (2010), a very large number of surface finds were collected, 97 burials were identified, and the most damaged cinerary urns were removed. Last year’s excavations centred on the southernmost sectors of the area, where 20 burials were removed.

The cemetery covers an area of 550 m2, and it is characterised by the presence of a layer with a clay-silt matrix and discontinuous outcrops of marly limestone, situated along the sides where most of the burials are situated. Each cinerary urn was placed inside a small cavity cut in the clayey soil or created by removing cobbles and stone fragments from the limestone outcrops. The holes cut into the clay were circular or oval, the walls sloping with a slightly concave profile and a usually flat floor. The type created by the removal of pieces of stone were circular and very narrow, so that in many cases the urns were perfectly wedged between the vertical stone faces, and a level floor was often created by the insertion of a flat cobblestone.

The fills in the pits were made up of a layer with a grey speckled clay matrix. The fills contained small granules of limonite, small stone inclusions, and quartz crystals and, in some case, flint, and jasper chips.

The cinerary urns, fragmented by the pressure of the heavy machinery used in the area, kept their original form and position as the soil held them together. They were biconical with a rounded carination, and usually one-handled. Many examples were decorated with bands of parallel grooves bordered by impressed dots, semicircular grooves, small concentric circles forming “sun” motifs, and impressed fake cordons.

The bowls used as lids had a convex profile and were single-handled; only two large fragments of a flat bottom were preserved, one of which decorated with bands of parallel lines forming a cross bordered by concentric circles.

The cinerary urns contained a sediment with a silt matrix covering a concentration of calcinated bones adhering to the bottom of the vase. A fragmentary fibula with serpent bow and spiral pin was found in one urn.

The preliminary study of the materials recovered during this season confirms the dating proposed at the end of the first campaign. The context, for the moment, appears to belong to a single cultural horizon datable to between the end of the Bronze Age and the beginning of the Iron Age (end of the 2nd- beginning of the 1st millennium B.C.).

Media

Name
Parrana San Martino
Year
2013
Summary
it Tra settembre e ottobre 2013 si è svolta la terza campagna di scavo nella necropoli protostorica di Parrana San Martino (Collesalvetti, LI).

Il sito è posto nel Parco dei Monti Livornesi, a 345 m slm, lungo una barriera tagliafuoco.

Il contesto appare riferibile ad un unico orizzonte culturale collocabile tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell'Età del Ferro (fine del II - inizio I millennio a.C.).

L’area destinata alla deposizione dei defunti si estende per 550 mq; sono stati individuati oltre 120 cinerari intaccati dai mezzi meccanici durante la realizzazione della pista antincendio.

La zona è caratterizzata da uno strato argilloso attraversato da affioramenti di calcare marnoso; la parte centrale risulta libera sia da affioramenti sia da sepolture ed è delimitata, su un lato, da un allineamento di blocchi apparentemente intenzionale.

Le sepolture sono dislocate lungo le fasce laterali.
Dal momento che non sono state rilevate sovrapposizioni, è probabile che le tombe fossero ben segnalate in superficie, forse proprio con elementi di calcare reperiti negli affioramenti circostanti.

Nella campagna 2013 lo scavo ha interessato i settori maggiormente danneggiati dai mezzi meccanici e soggetti ad erosione (area nord-ovest). Sono state asportate 31 sepolture; tra queste, la metà circa presenta un pessimo stato di conservazione.

I cinerari ricostruibili sono biconici monoansati con carena arrotondata, un solo esemplare è biansato. Otto vasi presentano decorazione incisa; gli impasti sono poco depurati, le superfici frequentemente corrose.

Le poche ciotole di copertura quasi sempre prive del fondo, sono anch’esse monoansate con impasti depurati e superfici levigate.

Nel riempimento dei cinerari, un sedimento limoso copre una concentrazione di ossa aderente al fondo del vaso; in alcuni casi sono stati rinvenuti frammenti di oggetti d’ornamento in bronzo.

Tra le fosse di deposizione 18 risultano scavate direttamente nello strato di argilla, 9 tra lo strato di argilla ed i filari di calcare, 3 rimuovendo esclusivamente i ciottoli dell’affioramento naturale ottenendo strette buche nelle quali i cinerari risultano incastrati
I riempimenti delle fosse di deposizione presentano un sedimento simile a quello dello strato in cui sono state scavate.

In tre fosse però è stata rinvenuta terra di rogo, ciò che resta della pira funebre dopo aver raccolto le ossa nel cinerario. In due casi la terra di rogo riempie la parte inferiore della fossa quasi a livellarne la base, particolarmente accidentata perché ottenuta per asportazione di ciottoli e scaglie dall’affioramento di calcare.
La terra di rogo sulla quale poggiano i due cinerari è composta da sedimento carbonioso con tronchetti bruciati, resti di ossa, frammenti di oggetti in bronzo, minuti frammenti di ceramica.
Nel terzo caso, invece è posta in una fossa scavata nell’argilla.

E’ alquanto singolare che su un campione di 62 tombe indagate fino ad ora, solo in quattro casi (uno della campagna 2012) sia stata rilevata la presenza di terra di rogo; per il momento però questa variante del rito funerario sembra sfuggire ad ogni ragionevole ipotesi.
en This was the third excavation campaign on the proto-historic necropolis of Parrana San Martino (Collesalvetti, LI). The site lies within the Parco dei Monti Livornesi, at 345 m a.s.l., along a firebreak. The context appears to relate to one cultural horizon datable to between the end of the Bronze Age and the beginning of the Iron Age (end of the 2nd- beginning of the 1st millennium B.C.).The cemetery area extended over 550 m2; over 120 cremation burials were identified that had been damaged during the creation of the firebreak.

The area was characterised by a layer of clay with outcrops of marl limestone; there were no stone outcrops or burials in the central zone, which was delimited on one side by a row of stone blocks that appeared to have been created intentionally.

The burials were situated in the areas on either side. As none of them were overlying, it is probable that the tombs were well marked on the surface, perhaps with stone elements taken from the surrounding outcrops. This season, the sectors that were the most damaged and subject to erosion (north-west area) were investigated. Thirty-one burials were excavated; among these, about half were in a very bad state of preservation.
The reconstructable cinerary urns were biconical with a rounded carination, only one example was two-handled. Eight vases had incised decoration; the fabric was quite coarse and the surfaces frequently abraded. Only a few bowls used as lids were found, almost all missing the base. They were also one handled and made in depurated fabrics and had smoothed surfaces. The urns were filled with silty sediment that covered a concentration of bones adhering to the base of the vase. In some cases, fragments of bronze personal ornaments were present.

Among the pits housing the urns, 18 were excavated directly into the clay layer, nine between the layer of clay and the limestone layers, three were created simply by removing the naturally outcropping cobbles, thus obtaining narrow holes in which the urns were wedged. The fill in the deposition pits was formed by sediment similar to that of the layer in which they had been excavated.

Three pits contained the remains of the funerary pyre. In two cases these remains filled the lower part of the pit as if placed there to level the rough surface resulting from the removal of cobbles and stone chippings from the limestone outcrop. The burnt earth on which the two cinerary urns rested was made up of charcoal rich sediment containing burnt wood, remains of bones, fragments of bronze objects, and minute pottery fragments. In the third case, the remains of the funerary pyre were placed a pit dug into the clay. It is rather surprising that of the 62 burials excavated so far, earth from the funerary pyre was only present in four (one in 2012); for the moment there is no suitable explanation for this variant in the funerary ritual.
Summary Author
Giuditta Grandinetti
Funding Body
Regione Toscana

Media

Name
Parrana San Martino
Year
2014
Summary
it Nella seconda metà di giugno e nella prima metà di ottobre 2014 si è svolta la quarta campagna di scavo nella necropoli protostorica di Parrana San Martino (Collesalvetti, LI).

La necropoli, situata nel Parco dei Monti Livornesi lungo il tracciato di una barriera tagliafuoco, si colloca cronologicamente tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’età del Ferro (fine del II - inizio I millennio a.C.).

L’area destinata alla deposizione dei defunti si estende per 550 mq e comprende più di 130 sepolture; è caratterizzata da uno strato limo-argilloso attraversato da affioramenti di calcare, dislocati lungo le fasce laterali, dove è disposto il maggior numero di sepolture. La porzione centrale, priva di deposizioni, è delimitata ad ovest da un allineamento di blocchi; dal margine est ha invece origine un probabile sentiero, ricavato sfruttando due filari di roccia paralleli; ha orientamento NE-SW, presenta una leggera sella lungo l’asse longitudinale e sembra proseguire oltre il limite di scavo; all’interno non ci sono sepolture, che invece si ritrovano ai suoi lati.

Nella campagna 2014 le ricerche hanno riguardato la fascia nord ovest (settori I e II) e quella centrale (parte dei settori III e IV) dove sono state asportate 33 sepolture, di cui circa la metà in pessimo stato di conservazione.

I cinerari ricostruibili sono biconici con carena arrotondata e monoansati; conservano la posizione originale perché contenuti dal terreno anche se ridotti in frammenti per la compressione dei mezzi meccanici. Spesso sono privi della parte superiore del vaso e della ciotola; solo due esemplari si conservano dall’orlo al fondo e mantengono tutti i frammenti della ciotola nella posizione originale. Uno di questi presenta alcuni caratteri distintivi: si tratta di un grande biconico biansato, con carena sottolineata da una baccellatura e impasto depurato con superfici lucidate.
Diciotto cinerari sono interessati da elaborate sintassi decorative: incisioni a linee parallele variamente disposte, talvolta delimitate da punti impressi o da piccoli cerchi concentrici; falsa cordicella; sottili costolature o cordoni. Gli impasti, semidepurati o grezzi hanno superfici spesso abrase e più raramente levigate.

Per esigenze di restauro e di studio antropologico dodici cinerari sono stati asportati in blocco con i riempimenti.

Le ciotole di copertura ricostruibili hanno profilo a calotta o emisferico, impasti generalmente depurati e superfici levigate.

Nei riempimenti dei cinerari le ossa, aderenti al fondo del vaso, risultano coperte da un sedimento limoso.


Tra le fosse di deposizione 25 sono scavate nello strato di argilla, 5 sono ottenute scavando in parte nell’argilla ed in parte togliendo elementi dall’affioramento di calcare, 4 rimuovendo esclusivamente i ciottoli dell’affioramento. I riempimenti delle fosse di deposizione sono costituiti da un sedimento pressoché sterile.


Nel corso del 2014 è stato completato il restauro di alcuni cinerari e degli oggetti in bronzo fino ad ora rinvenuti.
en This was the fourth excavation season on the prehistoric necropolis of Parrana San Martino (Collesalvetti, LI). The necropolis, situated in the Park of the Monti Livornesi along the line of a fire break, dates to between the Late Bronze Age and the Early Iron Age (end of the 2nd-beginning of the 1st millennium B.C.).

The cemetery area extended over 550 m2 and included more than 130 burials. It was characterised by a clay-silt layer crossed by limestone outcrops in the lateral margins, where most of the burials were situated. There were no burials central area, which was bordered to the west by a row of blocks; a probable path, created by using two rows of parallel rocks, began at the eastern margin. On a NE-SW alignment, it had a slight hump along the longitudinal axis and seemed to continue beyond the excavation area; there were no burials in the path but were present on either side of it.

During this season, work concentrated on the north-west side (sectors I and II) and central area (parts of sectors III and IV), where 33 burials were excavated, of which about half were in a very bad state of preservation.

The reconstructable cinerary urns are biconical with a rounded carenation, and single handle. They were in their original position as the soil supported them, even though fragmented by the pressure of the mechanical diggers. Often the upper part of the urn and the bowl/lid were missing; there were only two examples with a complete profile, together with all the fragments of the bowl in its original position. One of these presented several distinctive characteristics: a large two-handled biconical urn made of well-levigated clay with a polished surface, and a carenation accentuated by ribbing.

Eighteen of the urns were decorated with elaborate motifs: incised parallel lines at various angles, sometimes bordered by impressed dots or small concentric circles; fake cords; narrow ribbing or cordons. The fabrics were semi-levigated or coarse, and the surfaces were often abraded and occasionally polished.

Twelve urns were lifted in a block of soil for the purposes of restoration and the anthropological study.

The bowl/lids, were reconstructable, had a cap-shaped or hemispherical profile, and were generally made of levigated-clay with polished surfaces.

Inside the cinerary urns, the bones adhered to the bottom of the vase and were covered by a silty sediment. Of the burial pits, 25 were dug into a layer of clay, 5 were dug partially into the clay and partially by removing elements from the limestone outcrop, 4 were created by removing cobblestones from the outcrop. The pits were filled with almost sterile sediment.
During 2014, a number of cinerary urns were restored and the bronze artefacts found to date were conserved.
Summary Author
Giuditta Grandinetti

Media

Name
Parrana San Martino
Year
2015
Summary
it Dal 19 ottobre al 6 novembre 2015 si è svolta la quinta campagna di scavo nella necropoli protostorica ad incinerazione di Parrana San Martino - Collesalvetti, Livorno. La necropoli si trova nel Parco dei Monti Livornesi lungo il tracciato di una barriera tagliafuoco. Il contesto è riferibile al momento di transizione tra l’Età del Bronzo e quella del Ferro (fine II - inizio I millennio a.C.). Le olle cinerarie, con i resti delle ciotole di copertura, sono deposte in piccole cavità praticate nel terreno oppure ricavate asportando ciottoli dall’affioramento di calcare che attraversa la necropoli. La campagna 2015 ha riguardato lo scavo di 37 sepolture poste nel settore IV; 25 cinerari sono stati asportati in blocco e saranno sottoposti a TAC presso la Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa. Lo scavo si è rivelato complesso per l’alto numero di deposizioni che, pur essendo ravvicinate, non risultano mai sovrapposte; ciò sembra confermare l’ipotesi dell’esistenza di segnacoli in superficie. A questo proposito si segnala il ritrovamento di un blocchetto di calcare interessato da un reticolo graffito e da incisioni a stella che hanno la stessa patina della superficie.

Le sepolture indagate nel 2015 si distinguono per il migliore stato di conservazione, per la ricchezza del repertorio decorativo e per la presenza di terra di rogo in alcune fosse di deposizione. Nella tomba 97, intorno alla base del vaso è stato ritrovato un livello di terra di rogo con grossi carboni, frammenti di anellini in bronzo, ossa calcinate e frammenti di ceramica non pertinenti al cinerario né alla ciotola. In questo caso, come nella tomba 108, lo spargimento della terra di rogo è avvenuto dopo la deposizione del cinerario; al contrario, in altre 5 tombe, l’urna poggiava direttamente su un consistente strato di resti carboniosi misti a frammenti di altra natura. Il motivo dell’inserimento selettivo di terra di rogo in un ristretto numero di fosse non è chiaro e, per questa variante del rito funerario, al momento non è possibile formulare alcuna ipotesi.

Nella tomba 105, il cinerario è interamente coperto da motivi decorativi a falsa cordicella alternati a linee incise formanti grossi cerchi concentrici, meandri e stilizzazioni di protomi di uccelli; il vaso è stato rincalzato con un blocco di calcare sistemato a contrasto sotto l’ansa. Tra le fosse di deposizione, 22 sono scavate nello strato di argilla, hanno forma grosso modo circolare, pareti lievemente inclinate e fondo appiattito; 14 sono realizzate scavando in parte lo strato di argilla ed in parte asportando elementi dall’affioramento di calcare, pareti e fondo sono generalmente a profilo irregolare. La tomba 104 è l’unica ad avere la fossa rivestita interamente da lastre di calcare, con il cinerario perfettamente incastrato, tanto che non è stato possibile effettuare la garzatura per l’asportazione in blocco ma si è dovuto procedere rimuovendo i singoli frammenti e le ossa contenute al suo interno. Il numero delle sepolture esposte cresce di anno in anno per il progressivo dilavamento che minaccia il precario stato di conservazione del contesto archeologico.
en This was the fifth season of excavations in the proto-historic cremation necropolis of Parrana San Martino – Collesalvetti, Livorno. The necropolis is situated in the Park of the Monti Livornesi along the line of a firebreak. The context dates to the period of transition between the Bronze and Iron Ages (late 2nd-early 1st millennium B.C.). The cinerary urns, with the remains of the bowl-lids, were placed in small holes dug in the terrain or created by removing cobblestones from the limestone outcrop crossing the necropolis. During this campaign, 37 burials in sector IV were excavated; 25 urns were removed as a block and will be CAT scanned at Pisa University’s Department of Paleo-pathology. The excavation was complicated by the large number of burials which, although close together, were not overlying. This appears to confirm the hypothesis of the existence of grave markers on the ground surface. Indeed, a small limestone block with an incised grid and star-shaped incisions, which have the same patina as the surface of the block, was found.

The burials excavated this year were distinguished by a better state of preservation, the variety of the decorative repertoire, and the presence of the earth from the pyre in some of the deposition pits. In tomb 97, a level of this earth lay around the base of the urn. It contained large lumps of charcoal, fragments of small bronze rings, burnt bone, and pottery fragments that were not part of the urn or its bowl-lid. In this case, as in tomb 108, the scattering of this earth occurred after the deposition of the cinerary urn. On the contrary, in five other tombs, the urn rested directly on a substantial layer of charcoal remains mixed with the fragments of other materials. The reason behind the selective insertion of the pyre earth in a limited number of pits is not clear and, at present, it is not possible to formulate any hypothesis.

The cinerary urn in tomb 105 was completely covered with false cordon decorative motifs alternating with incised lines forming large concentric circles, meanders and stylised protomes of birds. The urn was wedged in place by a limestone block placed under the handle. Of the excavated tombs, 22 were cut into the clay layer and were sub-circular with slightly sloping walls and flat floor; 14 were created by partially digging into the clay and in part removing stones from the outcrop, the walls and floor generally having an uneven profile. Tomb 104 was the only one lined with limestone slabs, in which the cinerary urn was perfectly set, indeed, it was impossible to bind the urn with gauze in order to remove it as a block for transport. The urn fragments and bones within were removed individually. The number of exposed burials increases yearly as the soil covering them is gradually washed away thus threatening the already precarious state of preservation of this archaeological context.

Media

Name
Parrana San Martino
Year
2016
Summary
it La sesta campagna di scavo nella necropoli protostorica di Parrana San Martino – Collesalvetti (LI), si è svolta dal 3 ottobre al 17 novembre 2016. Situata nel Parco dei Monti Livornesi lungo il tracciato di una barriera tagliafuoco (IGM 1:25000 Salviano 111 I S.E. Lat. 43°32’15’’ Long. 10°25’32’’- Foglio 89, Part. 2), è stata parzialmente intaccata dal passaggio dei mezzi meccanici.

Cronologicamente si colloca tra l’Età del Bronzo e quella del Ferro (fine II - inizio I millennio a.C). Il contesto è costituito da oltre 160 cinerari (generalmente olle monoansate, spesso decorate, con relative ciotole di copertura) deposti in piccole buche scavate nell’argilla o ricavate asportando ciottoli dall’affioramento di calcare che attraversa la necropoli. Le sepolture sono dislocate intorno ad un’area grosso modo circolare - forse adibita a qualche forma di culto - alla quale si accedeva attraverso un sentiero ricavato tra due filari di calcare. Nella campagna 2016 sono state rimosse 28 sepolture; i lavori hanno riguardato il completamento dello scavo nei settori III - IV e la prosecuzione delle ricerche nei settori V - VI.

Tra i cinerari recuperati, quelli meglio conservati (n. 10) sono stati consolidati e asportati in blocco per essere sottoposti a TAC e microscavo in laboratorio presso la Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa; altri 12, che invece presentavano un pessimo stato di conservazione, sono stati recuperati in frammenti. Purtroppo si segnala il danneggiamento di 6 sepolture ad opera di clandestini che però hanno lasciato nella terra di risulta sia i resti ceramici che quelli antropologici.

Due dei cinerari asportati in questa campagna sono già stati sottoposti a TAC; nel primo è stata individuata la presenza di due fibule gemelle ad arco semplice; dall’immagine tomografica gli archi delle fibule appaiono ritorti e appiattiti al centro, mentre alle estremità recano sottili costolature. Nel secondo cinerario la ciotola di copertura risulta insolitamente adagiata, in posizione normale, sull’orlo del vaso; la tomografia ha evidenziato la presenza di ossa sia nel cinerario che nella ciotola. L’analisi antropologica chiarirà se le ossa appartengono allo stesso individuo o a due individui diversi. L’impiego della ciotola come contenitore di ceneri è stato rilevato anche in un’altra tomba asportata nel 2010; in quel caso la ciotola era posta accanto al cinerario e conteneva i resti di un bimbo di età compresa tra 2 e 3 anni, mentre l’urna accoglieva le ossa di una donna giovane.

Sul fondo di 4 fosse di deposizione è stata ritrovata terra di rogo; nel sedimento carbonioso erano presenti tronchetti bruciati, resti di ossa, nonché frammenti di oggetti in bronzo e frammenti di ceramica estranei al contesto tombale. Il maggior numero di sepolture con spargimento di terra di rogo è dislocato nei settori III – IV e spesso risulta associato a fosse di deposizione ricavate per asportazione di elementi di calcare; il campione però è limitato (15 casi su 160) e non permette ipotesi sulla diversificazione del rito funerario.
en This was the sixth excavation season at the proto-historic necropolis of Parrana San Martino – Collesalvetti (LI). Situated in the Monti Livornesi Park along the line of a fire-break (IGM 1:25000 Salviano 111 I S.E. Lat. 43°32’15’’ Long. 10°25’32’’- Sheet 89, Part. 2), it was partially cut by the passage of heavy machinery. The site dates to between the Bronze and Iron Age (late 2nd – early 1st millennium B.C.). The context is constituted by over 160 cinerary urns (mainly one-handled jars, often decorated, with associated bowl-lids) deposited in small holes dug into the clay or created by removing cobblestones from the limestone outcrop crossing the necropolis. The burials were arranged around a large sub-circular area – perhaps some sort of cult site – which was entered via a pathway created between two rows of limestone rocks. This season, 28 burials were excavated; the work completed the excavation of sectors III-IV and continued research in sectors V-VI.

Among the cinerary urns, the ten best-preserved were consolidated _in_ _situ_ and removed in a block to be subjected to a CAT scan and micro-excavation in the laboratory in the Palaeopathology Department at Pisa University. A further twelve were in a very bad state of preservation and recovered in fragments. Unfortunately, clandestine excavators damaged six burials, but left pottery and anthropological remains in the soil they dug out.

Two of the cinerary urns have already undergone a CAT scan. In the first, the presence of a pair of plain bow fibulae was identified. From the tomographic image, the fibula bows appear twisted and flattened at the centre, while the ends showed fine ribbing. In the second cinerary urn, the bowl/lid was unusually placed the right way up resting on the rim of the vase. The tomography showed the presence of bones in the cinerary urn and in the bowl. The anthropological analyses will clarify whether the bones belong to the one individual or two different ones. The use of the bowl to contain ashes was also documented in another tomb excavated in 2010. In the latter case, the bowl was placed beside the cinerary urn and contained the remains of a child aged 2-3 years, while the urn contained the remains of a young woman.

Earth from the funeral pyres was found on the bottom of four burial pits. The charcoal sediment contained small burnt logs, bone remains, in addition to fragments of bronze objects and pottery fragments that did not belong to the funerary context. The largest number of burials with the scattering of earth from the cremations is situated in sectors III – IV and is often associated with the burial pits created in the limestone outcrop. However, the number is too small (15 out of 160 burials) to allow any suggestions regarding the diversification of the funerary ritual.

Media

  • Grandinetti et al. 2013
    G. Grandinetti, B. Raimondi, F. Sammartino, 2013, Protohistorical necropolis of Parrana San Martino (Collesalvetti, Livorno). Preliminary note in “ La ricerca scientifica in Museo”- Atti Convegno Museo di Storia Naturale e del Territorio, Calci (PI), maggio 2012.
  • Giardinetti 2012
    G. Grandinetti: Collesalvetti (LI). Parrana San Martino: la necropoli protostorica, campagna di scavo 2012, in “Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana", 8, 2012.
  • Grandinetti 2014
    G. Grandinetti, 2014, Collesalvetti (LI). Parrana San Martino: la necropoli protostorica, campagna di scavo 2013 in “Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana” 9/2013.
  • Grandinetti, Tesi 2015
    G. Grandinetti, C. Tesi, E. Zanicchi, 2015, Collesalvetti (LI). Parrana San Martino: la necropoli protostorica, campagna di scavo 2014 in “Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana” 10/2014.
  • Grandinetti 2016
    G. Grandinetti, 2016, Collesalvetti (LI). Parrana San Martino: la necropoli protostorica, campagna di scavo 2015, in Notiziario Sba Toscana, 11/2015, pp. 317-319.

Location

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Parrana San Martino
Easting
10.425556
Northing
43.5375
Country
Italy
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Tuscany
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Province of Livorno
Admin Level 3
Collesalvetti