Name
Vinchiaturo, Mirabello
Date Range
199 BC – 1492

Seasons

  • AIAC_3464 - Vinchiaturo, Mirabello - 2005
    Durante i lavori di ripulitura effettuati già nel 2005 sono stati individuati nell’area a Est della chiesa i resti di una pavimentazione in signino con tessere di mosaico che vanno a formare una decorazione geometrica, puntinata regolare che comprende una fila lineare di piccole tessere di mosaico di color bianco, di circa 1 cm, alternati da una decorazione a crocetta composta da una tessera nera centrale e tre nere, della stessa grandezza (fig. 2). Indubbia è la pertinenza della pavimentazione, databile all’età repubblicana - tardo repubblicana, relativa all’ambiente di cui faceva parte. Le ricognizioni nei pressi della chiesa, effettuate nel corso del tempo, hanno restituito frammenti di ceramica a vernice nera, tra cui alcuni esemplari della forma Morel 2760, databile al II sec. a.C.; frammenti di sigillata italica e di sigillata africana A, tra i quali un esemplare della forma Hayes 8 A (90 – metà del II sec. d.C.), un esemplare della forma Hayes 27 (seconda metà del II – inizi III sec. d.C), della forma Hayes 9 B (seconda metà del II sec. d.C.) e un esemplare della forma Hayes 14 A (età antoniana). Si sono rinvenuti inoltre numerosi frammenti di ceramica comune e da fuoco di epoca romana e medievale, riferibili a contenitori di forme e dimensioni diverse. In particolare tra essi sono riconoscibili due orli pertinenti a grandi olle, una delle quali trova analogie in ambito campano, nei contesti di Pontecagnano e Pompei databili al I sec. a.C. - I sec d.C., e un coperchio con orlo arrotondato a sezione triangolare di datazione incerta. Dalla stessa area provengono due blocchi in calcare con fregio dorico pertinenti a due monumenti funerari. Il primo blocco (57 x 78 x 40 cm) era riutilizzato come copertura di una tomba di epoca medievale ed è caratterizzato da un fregio dorico che alterna triglifi e metope rappresentanti un toro, un motivo a fiori “a girandola” e un personaggio con il capo coperto (fig. 3). L’altro blocco (42 x 73 x 24 cm) è decorato con un fregio dorico che alterna triglifi e metope rappresentanti un toro e un motivo floreale. Anch’esso sembra pertinente a un monumento funerario, dove probabilmente era impiegato con funzione di base o sostegno (fig. 4). Entrambi sono databili all’età repubblicana. Un’iscrizione funeraria è stata riutilizzata come paramento di accesso delle scale che portano alla cripta del cenobio benedettino. Incisa su un blocco quadrangolare in pietra calcarea (1,37 x 0,83 x 0,36 cm; alt lett. 5 – 6 cm), presenta sul lato superiore sinistro due fori che servivano per inserire il blocco a incastro entro una struttura di notevole grandezza, verosimilmente un mausoleo (fig. 5). L’iscrizione cita: M(arco) Popillio M(arci) f(ilio) Vol(tinia) Marcello IIII Viro q(uinquennalis) sibi et M(arco) Popillio C. f(ilio) Nicro patri Vibiae Q(uintae) l(ibertae) Quintae matri Liciniae C(aiae) l(ibertae) Faustae uxori heredes ex testamento

Media

Name
Vinchiaturo, Mirabello
Year
2005
Summary
it Durante i lavori di ripulitura effettuati già nel 2005 sono stati individuati nell’area a Est della chiesa i resti di una pavimentazione in signino con tessere di mosaico che vanno a formare una decorazione geometrica, puntinata regolare che comprende una fila lineare di piccole tessere di mosaico di color bianco, di circa 1 cm, alternati da una decorazione a crocetta composta da una tessera nera centrale e tre nere, della stessa grandezza (fig. 2).

Indubbia è la pertinenza della pavimentazione, databile all’età repubblicana - tardo repubblicana, relativa all’ambiente di cui faceva parte.

Le ricognizioni nei pressi della chiesa, effettuate nel corso del tempo, hanno restituito frammenti di ceramica a vernice nera, tra cui alcuni esemplari della forma Morel 2760, databile al II sec. a.C.; frammenti di sigillata italica e di sigillata africana A, tra i quali un esemplare della forma Hayes 8 A (90 – metà del II sec. d.C.), un esemplare della forma Hayes 27 (seconda metà del II – inizi III sec. d.C), della forma Hayes 9 B (seconda metà del II sec. d.C.) e un esemplare della forma Hayes 14 A (età antoniana).

Si sono rinvenuti inoltre numerosi frammenti di ceramica comune e da fuoco di epoca romana e medievale, riferibili a contenitori di forme e dimensioni diverse.
In particolare tra essi sono riconoscibili due orli pertinenti a grandi olle, una delle quali trova analogie in ambito campano, nei contesti di Pontecagnano e Pompei databili al I sec. a.C. - I sec d.C., e un coperchio con orlo arrotondato a sezione triangolare di datazione incerta.

Dalla stessa area provengono due blocchi in calcare con fregio dorico pertinenti a due monumenti funerari.
Il primo blocco (57 x 78 x 40 cm) era riutilizzato come copertura di una tomba di epoca medievale ed è caratterizzato da un fregio dorico che alterna triglifi e metope rappresentanti un toro, un motivo a fiori “a girandola” e un personaggio con il capo coperto (fig. 3).

L’altro blocco (42 x 73 x 24 cm) è decorato con un fregio dorico che alterna triglifi e metope rappresentanti un toro e un motivo floreale.
Anch’esso sembra pertinente a un monumento funerario, dove probabilmente era impiegato con funzione di base o sostegno (fig. 4).

Entrambi sono databili all’età repubblicana.

Un’iscrizione funeraria è stata riutilizzata come paramento di accesso delle scale che portano alla cripta del cenobio benedettino.
Incisa su un blocco quadrangolare in pietra calcarea (1,37 x 0,83 x 0,36 cm; alt lett. 5 – 6 cm), presenta sul lato superiore sinistro due fori che servivano per inserire il blocco a incastro entro una struttura di notevole grandezza, verosimilmente un mausoleo (fig. 5).

L’iscrizione cita:

M(arco) Popillio M(arci) f(ilio) Vol(tinia) Marcello
IIII Viro q(uinquennalis) sibi et
M(arco) Popillio C. f(ilio) Nicro patri
Vibiae Q(uintae) l(ibertae) Quintae matri
Liciniae C(aiae) l(ibertae) Faustae uxori
heredes ex testamento
en During cleaning work undertaken in 2005, the remains of an _opus signinum_ floor was uncovered in the area east of the church. The floor was decorated with mosaic tessera forming a geometric motif of regular dots on a ground of small white tessera, of about 1 cm, alternating with a small cross motif of black tesserae, with one central tesserae surrounded by three others of the same size. (fig. 2). The floor dated to the Republican-late republican period.

Surveys undertaken around the Church have recovered fragments of black glaze pottery, including several examples of Morel type 2760, dating to the 2nd century B.C. Sigillata Italic and ARS were also collected, including a Hayes 8A (90 – mid 2nd century A.D.), Hayes 27 (second half of the 2nd – early 3rd century A.D.), Hayes 9B (second half of the 2nd century A.D.) and a Hayes 14A (Antonine period).

Among the numerous fragments of Roman and medieval coarse wares and cooking wares of different forms and sizes, two rims of large jars were identified, one with parallels in Campania, in contexts at Pompeii and Pontecagnano dating to the 1st century B.C. – 1st century A.D.
Two limestone blocks with Doric friezes from two different funerary monuments were found in the same area.

The first (57 × 78 × 40 cm) was reused to cover a medieval tomb and is characterised by a Doric frieze alternating triglyphs and metopes decorated with a torus, a ‘spiral’ floral motif and a figure with a covered head (fig.3).
The other block (42 × 73 × 24 cm) is decorated with a Doric frieze alternating triglyphs and metopes decorated with a torus and a floral motif. This also seems to have been part of a funerary monument, in which it was probably a base or support (fig. 4). Both are of Republican date.


A funerary inscription was reused at the top of the steps leading down into the crypt of the Benedictine monastery.
The quadrangular limestone block (1.37 × 0.83 × 0.36 cm; visible height 5 – 6 cm), has two holes in the upper left side indicating that it had once been part a large structure, probably a mausoleum (fig. 5).
The inscription reads:

M(arcus) Popillio M(arci) f(ilius) Vol(tinia) Marcello
IIII Viro q(uinquennalis) sibi et
M(arcus) Popillio C. f(ilius) Nicro patri
Vibiae Q(uintae) l(ibertae) Quintae matri
Liciniae C(aiae) l(ibertae) Faustae uxori
heredes ex testamento
Director
Valeria Ceglia

Media

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Italy
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Vinchiaturo