- Item
- AIAC_3356
- Name
- Attiggio
- Date Range
- 1 – 200
- Monuments
- Baths
Seasons
-
AIAC_3356 - Attiggio - 2013È possibile parlare di _Attidium_ quale centro romano a tutti gli effetti già a partire dal 90 a.C., agli albori della Guerra Sociale, quando l’insediamento ottenne lo statuto municipale ed i suoi abitanti vennero ascritti alla Tribù Lemonia. L’età imperiale dovette rappresentare il periodo di massima fioritura e sviluppo urbano della città, che da quel momento in poi visse un lento e inesorabile declino. Due campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche nel 1989 e nel 1993 nell’attuale frazione di Attiggio, in località Campi San Giovanni, portarono al rinvenimento dei resti pertinenti ad un grande impianto termale. La struttura, databile al II secolo d.C., si articola in sei diversi ambienti. Degno di nota, oltre alla presenza di un _calidarium_ e di un _frigidarium_, è un vano di forma rettangolare al cui interno è stato rinvenuto un mosaico a tessere bianche e nere con figure di animali marini ed esseri fantastici, inquadrati da una serie di cornici concentriche. L’attività di scavo ha contribuito a delineare importanti aspetti topografici propri dell’impianto prima incogniti o conosciuti solo in parte. L’indagine archeologica ha interessato nello specifico lo stesso appezzamento di terreno precedentemente esplorato, nella porzione immediatamente a ridosso delle strutture già emerse. La rimozione degli strati di terreno più superficiali ha permesso il rinvenimento di più ambienti, di cui meritano di certo menzione i locali B e C. Il vano B, di forma quadrangolare, è stato messo allo scoperto sino all’individuazione del suo piano pavimentale, costituito da un tappeto musivo policromo. All’interno di una fascia esterna, realizzata in tessere rosse/rosa, è sviluppato un motivo che richiama una struttura isodoma, descritta da quadrati e rettangoli adiacenti alternati, disegnata da una doppia fila di tessere, anch'esse rosse/rosa, su di un fondo monocromo bianco. Una seduta interamente realizzata in laterizi è stato rinvenuta nella pozione Nord-Ovest del vano, addossata alla faccia interna delle pareti. Difficile allo stato attuale delle ricerche poter ipotizzare l’esatta destinazione d’uso del vano, che tuttavia può essere considerato come strettamente connesso all’impianto termale, forse con la funzione di spogliatoio. Il vano C, di forma quadrangolare con uno dei lati absidato, è stato messo allo scoperto sino alla individuazione del suo piano pavimentale, costituito da un tappeto musivo monocromo realizzato in tessere di colore bianco, lacunoso in più parti. Difficile, anche in questo caso, poter ipotizzare l’esatta destinazione d’uso del vano, che tuttavia può essere considerato come una delle vasche di cui l’impianto termale doveva essere dotato. L’ambiente, cui si doveva accedere mediante due scalini in muratura, rinvenuti fortemente danneggiati nella porzione Sud-Est del vano, doveva essere infatti completamente rivestito da lastre marmoree, ancorate alla faccia interna delle pareti mediante grappe metalliche alloggiate in piccoli fori praticati nelle murature. Lo studio preliminare dei materiali ceramici rinvenuti nel corso delle operazioni di scavo ha documentato una frequentazione del sito che comprende al momento la fascia cronologica attestata dalle fonti scritte, compresa tra il I e il III secolo d.C. Già ad una analisi preliminare dei manufatti è stato possibile definire una seriazione cronologica che consente di associare i reperti alle varie strutture identificate.
-
AIAC_3356 - Attiggio - 2014_Attidium_ 2014 Le indagini conoscitive condotte nell’ambito della II campagna di scavo hanno non soltanto permesso di approfondire la conoscenza dell’impianto termale già parzialmente indagato a più riprese dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche e oggetto dello I campagna di scavo, ma hanno anche consentito di procedere nella conoscenza e definizione dell’organizzazione spaziale e topografica dell’intera area. L’indagine archeologica ha interessato nello specifico due diverse aree, individuate rispettivamente nelle zone poste a NE e a SW dell’impianto termale, con lo scopo di chiarire l’esatta estensione del complesso. Risultano infatti al momento ancora sconosciuti sia i limiti spaziali del complesso sia la completa articolazione planimetrica della struttura. Nella zona posta a NE rispetto all’impianto termale le operazioni di scavo hanno permesso di individuare alcune strutture murarie in laterizi, realizzate mediante l’impiego di mattoni allettati di piatto legati tra loro da corsi estremamente regolari di malta. Nella costruzione, edificata con grande perizia tecnica, è stato possibile riconoscere un pozzetto di ispezione relativo ad un sottostante condotto fognario di grandi dimensioni dotato di copertura a cappuccina. La struttura, rinvenuta in un perfetto stato di conservazione, è stata percorsa per diversi metri, consentendo di individuare la presenza di altri due condotti fognari, identici per dimensioni, tipologia e fattura al primo, che proprio sul condotto principale si vanno ad innestare. Il pozzetto pare essere stato localizzato già in età moderna, periodo a cui andrebbe ricondotta probabilmente la mirata azione di scasso che interessò uno dei suoi lati per permettere verosimilmente l’accesso all’interno della struttura stessa, di certo inizialmente non riconosciuta quale condotto fognario. La scoperta rappresenta un elemento di enorme interesse. Nella struttura intercettata pare infatti potersi riconoscere un impianto fognario estremamente complesso ed articolato, di certo non pertinente a singole strutture abitative ma funzionale verosimilmente ad un vero e proprio abitato. Nell zona posta a SW rispetto all’impianto termale le operazioni di scavo hanno permesso di individuare due strutture murarie con andamento curvilineo, tra loro perfettamente parallele, costituite da blocchi di pietra locale ben squadrati e laterizi, legati con grande cura mediante l’impiego di malta di colore biancastro molto tenace. In tale sistema pare potersi riconoscere una porzione ulteriore della canalina di captazione dell’acqua già parzialmente intercettata nella precedente indagine archeologica. Una delle due strutture murarie costituenti le spallette laterali della canalina stessa non presenta infatti alcuna soluzione di continuità con quanto emerso nella passata campagna di scavo. L’aver potuto riportare in luce un ulteriore tratto della costruzione ha permesso inoltre di escludere l’esistenza di un stretto rapporto funzionale tra canalina e impianto termale. È stato infatti possibile appurare come la canalina non presenti alcun legame strutturale con il complesso termale. L’originario andamento rettilineo assunto dalla struttura per la quasi totalità del suo sviluppo si modifica radicalmente proprio a ridosso dell’impianto, in prossimità del quale la canalina modifica in modo netto il proprio andamento. Resta al momento incerta la funzione svolta dalla canalina stessa. Ancora in attesa di verifica è infatti la possibile presenza nella zona di una piccola fornace funzionale alla produzione di laterizi, destinati verosimilmente a soddisfare la fabbrica dell’impianto termale prima e il mercato locale poi, cui proprio la canalina di abduzione dell’acqua potrebbe essere connessa. Il ritrovamento di numerosi frammenti di mattoni, coppi e tegole mal cotti nelle unità stratigrafiche dell’area, unitamente al rinvenimento di strutture murarie con evidenti tracce di combustione, probabilmente trasferitesi sulle strutture nel corso del processo produttivo, hanno portato infatti ad ipotizzare la presenza di una piccolo impianto, la cui effettiva esistenza deve ancora essere accertata con sicurezza. Lo studio preliminare dei materiali ceramici rinvenuti nel corso delle operazioni di scavo ha documentato una frequentazione del sito che comprende al momento la fascia cronologica attestata dalle fonti scritte, compresa tra il I e il IV secolo d.C. Ulteriori analisi permetteranno tuttavia di definire una seriazione cronologica più precisa, in grado di associare i diversi manufatti alle varie strutture. Merita infine di essere ricordato il rinvenimento di un piccolo frammento di marmo bianco dotato di una decorazione antropomorfa realizzata a bassorilievo su entrambe le sue facce in cui è possibile riconoscere ciò che resta di un _oscillum_.
-
AIAC_3356 - Attiggio - 2015Le indagini conoscitive condotte nell’ambito della III campagna di scavo hanno non soltanto permesso di approfondire la conoscenza dell’impianto termale parzialmente indagato a più riprese dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche e oggetto delle prime due campagne di scavo già condotte, ma hanno anche consentito di progredire in maniera significativa nella conoscenza e definizione dell’organizzazione spaziale e topografica dell’intera area. L'indagine archeologica ha interessato nello specifico sia l’impianto termale, con interventi puntuali volti a chiarire situazioni specifiche degne di grande interesse, sia zone esterne all'impianto stesso, con lo scopo di acquisire nuove informazioni in merito alla organizzazione spaziale dell’intero comprensorio. All'interno dell’impianto è stata effettuata nello specifico la rimozione della strato di terra che occludeva un breve tratto del condotto fognario connesso alle terme, non indagato durante le indagini archeologiche condotte in passato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche. Lo strato, andando ad ostruire una parte architettonica fondamentale per un corretto funzionamento dell’impianto, ne segna di fatto la defunzionalizzazione. Lo studio dei materiali rinvenuti al suo interno potrà di certo fornire indicazioni estremamente importanti in merito al periodo di abbandono dell’intero complesso. Nell'Area A, posta a NE rispetto all'area occupata dall'impianto termale, le operazioni di scavo hanno permesso di localizzare sporadici lacerti di un esteso piano pavimentale realizzato in blocchi di pietra locale di grandi dimensioni allettati di piatto, di cui tuttavia si ignorano tutti i limiti originari. Tale spazio aperto venne verosimilmente chiuso o comunque ristretto in un secondo momento mediante la realizzazione di una struttura muraria di tipo misto, con fondazione in blocchetti e alzato in laterizi allettati di piatto. Difficile allo stato attuale delle ricerche poter anche soltanto ipotizzare l’esatta destinazione d’uso e funzione delle strutture emerse. Nessuna delle murature individuate è stata infatti messa in luce in tutta la sua originaria estensione. L’impossibilità di verificare l’effettiva articolazione planimetrica delle murature non consente al momento di spingersi oltre quanto sin qui ipotizzato. Nell’Area B, posta a NE rispetto all’area occupata dall’impianto termale, le operazioni di scavo hanno permesso di individuare un piccolissimo lacerto di un piano pavimentale realizzato in lastre di marmo allettate di piatto su di uno strato preparatorio di malta estremamente compatto, in connessione con una struttura muraria di tipo litico con andamento rettilineo, nota soltanto in fondazione. In un secondo momento tutta l’area dovette verosimilmente subire una profonda variazione nella sua articolazione planimetrica, forse a causa di una mutata destinazione d’uso. La struttura muraria individuata venne rasata e di fatto sostituita da una struttura muraria di tipo misto con fondazione in blocchetti e alzato in laterizi allettati di piatto. Anche in questo caso risulta difficile allo stato attuale delle ricerche poter anche soltanto ipotizzare l’esatta destinazione d’uso e funzione delle strutture emerse. Nessuna delle murature individuate è stata infatti messa in luce in tutta la sua originaria estensione. L’impossibilità di verificare l’effettiva articolazione planimetrica delle murature non consente al momento di spingersi oltre quanto sin qui ipotizzato. Un preliminare studio dei materiali ceramici sino ad ora rinvenuti pare continuare a confermare una frequentazione del sito protrattasi sino al VI secolo d.C. Ulteriori analisi permetteranno tuttavia di definire una seriazione cronologica più precisa, in grado di associare i diversi manufatti alle varie strutture. Merita infine di essere ricordato il rinvenimento di un coppo frammentario di forma stretta ed allungata, con superficie concava scabra e superficie convessa lisciata, recante bollo in cartiglio rettangolare con gentilizio [L.ATTIDI palmetta]. Il rinvenimento, già di per se suscettibile di grande interesse, acquista ulteriore importanza in quanto prima attestazione dell'abitato di Attidium rinvenuto con assoluta certezza nella frazione di Attiggio.
-
AIAC_3356 - Attiggio - 2016Le indagini conoscitive condotte nell’ambito della IV campagna di scavo hanno non soltanto permesso di approfondire la conoscenza dell’impianto termale parzialmente indagato a più riprese dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche e oggetto delle tre campagne di scavo già condotte, ma hanno anche consentito di progredire in maniera significativa nella conoscenza e definizione dell’organizzazione spaziale e topografica dell’intera area. L’indagine archeologica ha interessato nello specifico sia l’impianto termale, con interventi puntuali volti a chiarire situazioni specifiche degne di grande interesse, sia zone esterne all’impianto stesso, con lo scopo di acquisire nuove informazioni in merito alla organizzazione spaziale dell’intero comprensorio. All’interno dell’impianto è stata effettuata nello specifico la rimozione della strato di terra che occludeva un lungo tratto di un condotto fognario non riferibile in alcun modo all’impianto termale, mai indagato durante le indagini archeologiche condotte in passato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche. Lo strato, andando ad ostruire una parte architettonica fondamentale per un corretto funzionamento delle strutture ad essa connesse, ne segna di fatto la sua totale defunzionalizzazione. Lo studio dei materiali rinvenuti al suo interno potrà di certo fornire indicazioni estremamente importanti in merito al periodo di abbandono delle strutture ad essa pertinenti, per altro ancora del tutto ignote allo stato attuale delle ricerche. Nell’Area B, posta a NE rispetto all’area occupata dall’impianto termale, le operazioni di scavo hanno permesso di individuare una serie di strutture murarie di tipo litico di cui, allo stato attuale delle ricerche, risulta estremamente difficile poter anche soltanto ipotizzarne l’esatta destinazione d’uso e funzione. Nessuna delle murature individuate è stata infatti messa in luce in tutta la sua originaria estensione. L’impossibilita di verificare l’effettiva articolazione planimetrica delle murature non consente al momento di spingersi oltre questi brevissimi accenni. Nell’Area D, posta a SE rispetto all’area occupata dall’impianto termale, le operazioni di scavo hanno permesso di localizzare una porzione consistente di un basolato stradale pertinente con ogni probabilità all’abitato di Attidium. Il piano stradale, conservatosi per larghi tratti in buonissime condizioni, risulta protetto a monte da un muro di terrazzamento realizzato in blocchetti di pietre locali e laterizi e dotato per tutta la sua lunghezza di una canalina funzionale al deflusso delle acque. Nessuna delle strutture menzionate è stata messa in luce in tutta la sua originaria estensione. Ciò ha reso sino ad ora impossibile verificare l’effettiva articolazione planimetrica del tratto stradale, impedendo, almeno per il momento, di spingersi oltre quanto sin qui ipotizzato. Un preliminare studio dei materiali ceramici sino ad ora rinvenuti pare continuare a confermare una frequentazione del sito protrattasi sino al VI secolo d.C. Ulteriori analisi permetteranno tuttavia di definire una seriazione cronologica più precisa, in grado di associare i diversi manufatti alle varie strutture.
-
AIAC_3356 - Attiggio - 2018Le indagini conoscitive condotte nell’ambito della V campagna di scavo hanno consentito di progredire in maniera significativa nella conoscenza e definizione dell’organizzazione spaziale e topografica dell’intera area archeologica. L’attività di scavo ha interessato nello specifico zone esterne all’impianto termale precedentemente individuato, con lo scopo di acquisire nuove informazioni in merito alla organizzazione spaziale dell’intero comprensorio. Nell’Area D le operazioni hanno permesso di portare alla luce una porzione ancor più consistente di un basolato stradale pertinente con ogni probabilità all’abitato di Attidium. Il tratto viario, conservatosi per larghi tratti in buonissime condizioni, risulta protetto a monte da un muro di terrazzamento realizzato in blocchetti di pietre locali e laterizi e si presenta dotato per tutta la sua lunghezza di due canaline funzionali al deflusso delle acque. Nessuna delle strutture menzionate è stata messa in luce in tutta la sua originaria estensione. Ciò ha reso sino ad ora impossibile verificare l’effettiva articolazione planimetrica del tratto stradale, impedendo, almeno per il momento, di spingersi oltre quanto sin qui ipotizzato. Un preliminare studio dei materiali ceramici sino ad ora rinvenuti pare continuare a confermare una frequentazione del sito protrattasi sino al VI secolo d.C. Ulteriori analisi permetteranno tuttavia di definire una seriazione cronologica più precisa, in grado di associare i diversi manufatti alle varie strutture.
-
AIAC_3356 - Attiggio - 2019Le indagini conoscitive condotte nell’ambito della VI campagna di scavo hanno consentito di progredire in maniera significativa nella conoscenza e definizione dell’organizzazione spaziale e topografica dell’intera area archeologica. Nell’Area D le operazioni hanno permesso di portare alla luce una porzione ancor più consistente di un basolato stradale pertinente con ogni probabilità all’abitato di Attidium. Il tratto viario, conservatosi per larghi tratti in buonissime condizioni, risulta protetto a monte da un muro di terrazzamento realizzato in blocchetti di pietre locali e laterizi e si presenta dotato per tutta la sua lunghezza di due canaline funzionali al deflusso delle acque. A ridosso dell’impianto termale indagato nelle precedenti campagne di scavo è stato possibile intercettare una fontana realizzata in materiale litico che risulta insistere proprio sopra il tracciato viario. Un preliminare studio dei materiali ceramici sino ad ora rinvenuti pare continuare a confermare una frequentazione del sito protrattasi sino al VI secolo d.C. Ulteriori analisi permetteranno tuttavia di definire una seriazione cronologica più precisa, in grado di associare i diversi manufatti alle varie strutture.
Media
- Name
- Attiggio
- Year
- 2013
- Summary
-
it
È possibile parlare di _Attidium_ quale centro romano a tutti gli effetti già a partire dal 90 a.C., agli albori della Guerra Sociale, quando l’insediamento ottenne lo statuto municipale ed i suoi abitanti vennero ascritti alla Tribù Lemonia. L’età imperiale dovette rappresentare il periodo di massima fioritura e sviluppo urbano della città, che da quel momento in poi visse un lento e inesorabile declino.
Due campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche nel 1989 e nel 1993 nell’attuale frazione di Attiggio, in località Campi San Giovanni, portarono al rinvenimento dei resti pertinenti ad un grande impianto termale. La struttura, databile al II secolo d.C., si articola in sei diversi ambienti. Degno di nota, oltre alla presenza di un _calidarium_ e di un _frigidarium_, è un vano di forma rettangolare al cui interno è stato rinvenuto un mosaico a tessere bianche e nere con figure di animali marini ed esseri fantastici, inquadrati da una serie di cornici concentriche.
L’attività di scavo ha contribuito a delineare importanti aspetti topografici propri dell’impianto prima incogniti o conosciuti solo in parte. L’indagine archeologica ha interessato nello specifico lo stesso appezzamento di terreno precedentemente esplorato, nella porzione immediatamente a ridosso delle strutture già emerse.
La rimozione degli strati di terreno più superficiali ha permesso il rinvenimento di più ambienti, di cui meritano di certo menzione i locali B e C.
Il vano B, di forma quadrangolare, è stato messo allo scoperto sino all’individuazione del suo piano pavimentale, costituito da un tappeto musivo policromo. All’interno di una fascia esterna, realizzata in tessere rosse/rosa, è sviluppato un motivo che richiama una struttura isodoma, descritta da quadrati e rettangoli adiacenti alternati, disegnata da una doppia fila di tessere, anch'esse rosse/rosa, su di un fondo monocromo bianco. Una seduta interamente realizzata in laterizi è stato rinvenuta nella pozione Nord-Ovest del vano, addossata alla faccia interna delle pareti. Difficile allo stato attuale delle ricerche poter ipotizzare l’esatta destinazione d’uso del vano, che tuttavia può essere considerato come strettamente connesso all’impianto termale, forse con la funzione di spogliatoio.
Il vano C, di forma quadrangolare con uno dei lati absidato, è stato messo allo scoperto sino alla individuazione del suo piano pavimentale, costituito da un tappeto musivo monocromo realizzato in tessere di colore bianco, lacunoso in più parti. Difficile, anche in questo caso, poter ipotizzare l’esatta destinazione d’uso del vano, che tuttavia può essere considerato come una delle vasche di cui l’impianto termale doveva essere dotato. L’ambiente, cui si doveva accedere mediante due scalini in muratura, rinvenuti fortemente danneggiati nella porzione Sud-Est del vano, doveva essere infatti completamente rivestito da lastre marmoree, ancorate alla faccia interna delle pareti mediante grappe metalliche alloggiate in piccoli fori praticati nelle murature.
Lo studio preliminare dei materiali ceramici rinvenuti nel corso delle operazioni di scavo ha documentato una frequentazione del sito che comprende al momento la fascia cronologica attestata dalle fonti scritte, compresa tra il I e il III secolo d.C. Già ad una analisi preliminare dei manufatti è stato possibile definire una seriazione cronologica che consente di associare i reperti alle varie strutture identificate. -
en
Attidium was already a fully-fledged Roman town by 90 B.C., just before the Social War, when the settlement became a _municipium_ and its inhabitants were ascribed to the Lemonia tribe. The town reached the height of its development in the imperial period, which was followed by a slow and inexorable decline.
Two excavation campaigns undertaken by the Archaeological Superindendency of the Marche in 1989 and 1993 in the present hamlet of Attiggio, locality of Campi San Giovanni, revealed remains belonging to a large bath complex. The structure, datable to the 2nd century A.D., was made up of six rooms. In addition to a _calidarium_ and _frigidarium_, a rectangular room paved with a black and white mosaic depicting marine animals and fantastical creatures within a series of concentric frames was uncovered.
The excavation provided important information relating to the settlement’s topography that was previously unknown or only partially known. This season’s excavations continued the exploration of the same area, in the section immediately adjacent to the previously identified structures.
The removal of the surface layers revealed a number of rooms, the most interesting being B and C.
Room B, quadrangular in plan, was excavated down to its floor paved with a polychrome mosaic. A border of red/rose coloured tesserae surrounds a motif that recalls Greek-style _opus_ _quadratum_ represented by adjacent alternating squares and rectangles formed by two rows of red/rose tesserae, on a white background. A brick-built bench was situated in the north-western part of the room abutting the inner face of the wall. It is difficult to suggest the exact function of this room; however, it can be considered part of the baths, perhaps a changing room.
Room C, square in plan with an apse on one side was excavated down to it floor, paved in a monochrome white mosaic, several patches of which were missing. It is difficult to suggest its exact function at this stage; however it could be one of the pools present in the bath complex. The space was entered via two, badly damaged, masonry-built steps situated in its south-eastern part. It must have been completely lined with marble revetment, anchored to the internal face of the wall by metal cramps housed in small holes in the walls.
The preliminary pottery study documented occupation on the site in the period attested by the written sources, that is between the 1st and 3rd century A.D. - Director
- Donatella Scortecci
Media
- Name
- Attiggio
- Year
- 2014
- Summary
-
it
_Attidium_
2014
Le indagini conoscitive condotte nell’ambito della II campagna di scavo hanno non soltanto permesso di approfondire la conoscenza dell’impianto termale già parzialmente indagato a più riprese dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche e oggetto dello I campagna di scavo, ma hanno anche consentito di procedere nella conoscenza e definizione dell’organizzazione spaziale e topografica dell’intera area.
L’indagine archeologica ha interessato nello specifico due diverse aree, individuate rispettivamente nelle zone poste a NE e a SW dell’impianto termale, con lo scopo di chiarire l’esatta estensione del complesso.
Risultano infatti al momento ancora sconosciuti sia i limiti spaziali del complesso sia la completa articolazione planimetrica della struttura.
Nella zona posta a NE rispetto all’impianto termale le operazioni di scavo hanno permesso di individuare alcune strutture murarie in laterizi, realizzate mediante l’impiego di mattoni allettati di piatto legati tra loro da corsi estremamente regolari di malta. Nella costruzione, edificata con grande perizia tecnica, è stato possibile riconoscere un pozzetto di ispezione relativo ad un sottostante condotto fognario di grandi dimensioni dotato di copertura a cappuccina.
La struttura, rinvenuta in un perfetto stato di conservazione, è stata percorsa per diversi metri, consentendo di individuare la presenza di altri due condotti fognari, identici per dimensioni, tipologia e fattura al primo, che proprio sul condotto principale si vanno ad innestare.
Il pozzetto pare essere stato localizzato già in età moderna, periodo a cui andrebbe ricondotta probabilmente la mirata azione di scasso che interessò uno dei suoi lati per permettere verosimilmente l’accesso all’interno della struttura stessa, di certo inizialmente non riconosciuta quale condotto fognario.
La scoperta rappresenta un elemento di enorme interesse. Nella struttura intercettata pare infatti potersi riconoscere un impianto fognario estremamente complesso ed articolato, di certo non pertinente a singole strutture abitative ma funzionale verosimilmente ad un vero e proprio abitato.
Nell zona posta a SW rispetto all’impianto termale le operazioni di scavo hanno permesso di individuare due strutture murarie con andamento curvilineo, tra loro perfettamente parallele, costituite da blocchi di pietra locale ben squadrati e laterizi, legati con grande cura mediante l’impiego di malta di colore biancastro molto tenace.
In tale sistema pare potersi riconoscere una porzione ulteriore della canalina di captazione dell’acqua già parzialmente intercettata nella precedente indagine archeologica.
Una delle due strutture murarie costituenti le spallette laterali della canalina stessa non presenta infatti alcuna soluzione di continuità con quanto emerso nella passata campagna di scavo.
L’aver potuto riportare in luce un ulteriore tratto della costruzione ha permesso inoltre di escludere l’esistenza di un stretto rapporto funzionale tra canalina e impianto termale. È stato infatti possibile appurare come la canalina non presenti alcun legame strutturale con il complesso termale. L’originario andamento rettilineo assunto dalla struttura per la quasi totalità del suo sviluppo si modifica radicalmente proprio a ridosso dell’impianto, in prossimità del quale la canalina modifica in modo netto il proprio andamento.
Resta al momento incerta la funzione svolta dalla canalina stessa. Ancora in attesa di verifica è infatti la possibile presenza nella zona di una piccola fornace funzionale alla produzione di laterizi, destinati verosimilmente a soddisfare la fabbrica dell’impianto termale prima e il mercato locale poi, cui proprio la canalina di abduzione dell’acqua potrebbe essere connessa.
Il ritrovamento di numerosi frammenti di mattoni, coppi e tegole mal cotti nelle unità stratigrafiche dell’area, unitamente al rinvenimento di strutture murarie con evidenti tracce di combustione, probabilmente trasferitesi sulle strutture nel corso del processo produttivo, hanno portato infatti ad ipotizzare la presenza di una piccolo impianto, la cui effettiva esistenza deve ancora essere accertata con sicurezza.
Lo studio preliminare dei materiali ceramici rinvenuti nel corso delle operazioni di scavo ha documentato una frequentazione del sito che comprende al momento la fascia cronologica attestata dalle fonti scritte, compresa tra il I e il IV secolo d.C.
Ulteriori analisi permetteranno tuttavia di definire una seriazione cronologica più precisa, in grado di associare i diversi manufatti alle varie strutture. Merita infine di essere ricordato il rinvenimento di un piccolo frammento di marmo bianco dotato di una decorazione antropomorfa realizzata a bassorilievo su entrambe le sue facce in cui è possibile riconoscere ciò che resta di un _oscillum_. -
en
Attidium
2014
The second excavation campaign continued excavation of the baths complex, which had been investigated more than once by the Archeological Superintendency for the Marche and were the subject of the first season of excavations. The results provided further evidence of the spatial organisation and topography of the entire area.
The work concentrated on two areas, to the north-east and south-west of the baths complex, with the aim of defining its exact extension. In fact, at present the exact size and plan of the structure are still unknown.
In the area north-east of the baths, the excavations revealed several brick-built walls, the bricks placed horizontally and bonded with extremely regular courses of mortar. The structures, built to a high technical level, formed an inspection shaft for the large sewer, with “a cappucina” covering, lying below. The very well-preserved structure was followed for several metres and two other drains that joined the latter were identified, identical in size, typology and construction technique to the first.
The inspection shaft seemed to have already been discovered in the modern era, which is probably when one of its sides was deliberately demolished in order to gain access to the structure’s interior that was probably thought to be a tomb.
This discovery is of great interest. Indeed, it appears to be part of a very well-organised and complex sewer system, probably not belonging to one dwelling but more than likely serving a town/settlement.
In the area south-west of the baths the excavations identified two perfectly parallel curved walls, made of local stone ashlar blocks, carefully positioned, and bonded with very strong whitish mortar. This appeared to be the continuation of the water collection channel partially intercepted during the previous campaign. One of the walls forming the parapets of the channel itself was continuous. Indeed, having uncovered a further section of this channel made it possible to exclude the existence of a close functional link between the channel and the bath complex as no structural links were present.
The original straight line of the structure along almost the totality of its length changed radically up against the baths complex, where there was a net change in the channel’s line.
At present, the function of this small channel remains uncertain. In fact, the possible presence in the area of a small brick/tile kiln producing materials primarily for use in the baths and then for sale on the local market, and to which the drain could be linked, remains to be determined.
The discovery of numerous badly-fired brick, imbrices and tegula fragments in the layers in the area, together with walls showing clear signs of burning, that probably came about during the production process, suggest the presence of a small production structure whose actual existence remains to be ascertained.
The preliminary study of the pottery indicates that the site was occupied during the period attested by the written sources, between the 1st and 4th centuries A.D.
However, further analyses will produce a more precise chronology able to associate the different finds with the various structures. Lastly, the notable find of a small fragment of white marble with an anthropomorphic decoration in low relief on both faces, what remains of an _oscillum_. - Summary Author
- Luca Boldrini - Archeologo specializzato in Archeologia Tardoantica e Medievale
- Alessio Pascolini Archeologo specializzato in Archeologia Medievale
Media
- Name
- Attiggio
- Year
- 2015
- Summary
-
it
Le indagini conoscitive condotte nell’ambito della III campagna di scavo hanno non soltanto permesso di approfondire la conoscenza dell’impianto termale parzialmente indagato a più riprese dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche e oggetto delle prime due campagne di scavo già condotte, ma hanno anche consentito di progredire in maniera significativa nella conoscenza e definizione dell’organizzazione spaziale e topografica dell’intera area.
L'indagine archeologica ha interessato nello specifico sia l’impianto termale, con interventi puntuali volti a chiarire situazioni specifiche degne di grande interesse, sia zone esterne all'impianto stesso, con lo scopo di acquisire nuove informazioni in merito alla organizzazione spaziale dell’intero comprensorio.
All'interno dell’impianto è stata effettuata nello specifico la rimozione della strato di terra che occludeva un breve tratto del condotto fognario connesso alle terme, non indagato durante le indagini archeologiche condotte in passato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche. Lo strato, andando ad ostruire una parte architettonica fondamentale per un corretto funzionamento dell’impianto, ne segna di fatto la defunzionalizzazione. Lo studio dei materiali rinvenuti al suo interno potrà di certo fornire indicazioni estremamente importanti in merito al periodo di abbandono dell’intero complesso.
Nell'Area A, posta a NE rispetto all'area occupata dall'impianto termale, le operazioni di scavo hanno permesso di localizzare sporadici lacerti di un esteso piano pavimentale realizzato in blocchi di pietra locale di grandi dimensioni allettati di piatto, di cui tuttavia si ignorano tutti i limiti originari. Tale spazio aperto venne verosimilmente chiuso o comunque ristretto in un secondo momento mediante la realizzazione di una struttura muraria di tipo misto, con fondazione in blocchetti e alzato in laterizi allettati di piatto. Difficile allo stato attuale delle ricerche poter anche soltanto ipotizzare l’esatta destinazione d’uso e funzione delle strutture emerse. Nessuna delle murature individuate è stata infatti messa in luce in tutta la sua originaria estensione. L’impossibilità di verificare l’effettiva articolazione planimetrica delle murature non consente al momento di spingersi oltre quanto sin qui ipotizzato.
Nell’Area B, posta a NE rispetto all’area occupata dall’impianto termale, le operazioni di scavo hanno permesso di individuare un piccolissimo lacerto di un piano pavimentale realizzato in lastre di marmo allettate di piatto su di uno strato preparatorio di malta estremamente compatto, in connessione con una struttura muraria di tipo litico con andamento rettilineo, nota soltanto in fondazione. In un secondo momento tutta l’area dovette verosimilmente subire una profonda variazione nella sua articolazione planimetrica, forse a causa di una mutata destinazione d’uso. La struttura muraria individuata venne rasata e di fatto sostituita da una struttura muraria di tipo misto con fondazione in blocchetti e alzato in laterizi allettati di piatto. Anche in questo caso risulta difficile allo stato attuale delle ricerche poter anche soltanto ipotizzare l’esatta destinazione d’uso e funzione delle strutture emerse. Nessuna delle murature individuate è stata infatti messa in luce in tutta la sua originaria estensione. L’impossibilità di verificare l’effettiva articolazione planimetrica delle murature non consente al momento di spingersi oltre quanto sin qui ipotizzato.
Un preliminare studio dei materiali ceramici sino ad ora rinvenuti pare continuare a confermare una frequentazione del sito protrattasi sino al VI secolo d.C. Ulteriori analisi permetteranno tuttavia di definire una seriazione cronologica più precisa, in grado di associare i diversi manufatti alle varie strutture. Merita infine di essere ricordato il rinvenimento di un coppo frammentario di forma stretta ed allungata, con superficie concava scabra e superficie convessa lisciata, recante bollo in cartiglio rettangolare con gentilizio [L.ATTIDI palmetta]. Il rinvenimento, già di per se suscettibile di grande interesse, acquista ulteriore importanza in quanto prima attestazione dell'abitato di Attidium rinvenuto con assoluta certezza nella frazione di Attiggio. -
en
The excavations during this third campaign provided further evidence of the bath building, partially investigated by the Archaeological Superintendency for the Marche and object of the first two excavation seasons. There was also significant progress in knowledge and definition of the spatial and topographical organisation of the entire area.
Work was undertaken on the baths, with interventions aimed at clarifying specific situations worthy of interest, and in external areas in order to gain new evidence about the spatial organisation of the complex.
Inside the complex, a layer of earth covering a short section of sewer connected to the baths, which had not been investigated by the Superintendency in the past, was removed. The layer had blocked an architectural element fundamental to the functioning of the baths, showing that they went out of use. The study of the materials from this layer will provide important data about the period when the entire complex was abandoned.
In Area A, north-east of the area occupied by the baths, the excavations uncovered sporadic patches of a large floor made of large blocks of local stone, of which the full extent is unknown. This open space was probably closed, or at least reduced in a later period through the creation of a wall, built in a mixed technique, with foundations of small stone blocks and standing structure in tiles. At present, it is difficult to even suggest a precise use and function for these structures. None of the identified walls has been uncovered to its full length. The impossibility of checking the actual plan hampers the formulation of any hypotheses.
In Area B, north-east of the baths, a very small patch of a marble slab floor on a make-up of very compact mortar was uncovered. It was associated with a stone wall on a rectilinear alignment that was only visible at foundation level. In a later period, the whole area must have undergone radical changes to its layout, perhaps due to a change in use. The wall was razed and substituted by a wall with stone foundations and tile standing structure. As in Area A, it is difficult to suggest use and function.
Study of the pottery found to date continues to confirm that the site was occupied until the 6th century A.D. Further analysis will provide a more precise chronological seriation, able to associate the artefacts with the various structures. Finally, it is worth mentioning the discovery of a fragment from a cup with a narrow elongated form, a rough concave surface, and a smooth convex surface. The fragment was stamped with a rectangular cartouche containing the name [L.ATTIDI palmette]. Already of interest in itself, this find acquires further importance as it is the first evidence for the settlement of _Attidium_ that definitely comes from the locality of Attiggio. - Summary Author
- Luca Boldrini - Archeologo specializzato in Archeologia Tardoantica e Medievale
- Alessio Pascolini Archeologo specializzato in Archeologia Medievale
Media
- Name
- Attiggio
- Year
- 2016
- Summary
-
it
Le indagini conoscitive condotte nell’ambito della IV campagna di scavo hanno non soltanto permesso di approfondire la conoscenza dell’impianto termale parzialmente indagato a più riprese dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche e oggetto delle tre campagne di scavo già condotte, ma hanno anche consentito di progredire in maniera significativa nella conoscenza e definizione dell’organizzazione spaziale e topografica dell’intera area.
L’indagine archeologica ha interessato nello specifico sia l’impianto termale, con interventi puntuali volti a chiarire situazioni specifiche degne di grande interesse, sia zone esterne all’impianto stesso, con lo scopo di acquisire nuove informazioni in merito alla organizzazione spaziale dell’intero comprensorio.
All’interno dell’impianto è stata effettuata nello specifico la rimozione della strato di terra che occludeva un lungo tratto di un condotto fognario non riferibile in alcun modo all’impianto termale, mai indagato durante le indagini archeologiche condotte in passato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche. Lo strato, andando ad ostruire una parte architettonica fondamentale per un corretto funzionamento delle strutture ad essa connesse, ne segna di fatto la sua totale defunzionalizzazione. Lo studio dei materiali rinvenuti al suo interno potrà di certo fornire indicazioni estremamente importanti in merito al periodo di abbandono delle strutture ad essa pertinenti, per altro ancora del tutto ignote allo stato attuale delle ricerche.
Nell’Area B, posta a NE rispetto all’area occupata dall’impianto termale, le operazioni di scavo hanno permesso di individuare una serie di strutture murarie di tipo litico di cui, allo stato attuale delle ricerche, risulta estremamente difficile poter anche soltanto ipotizzarne l’esatta destinazione d’uso e funzione. Nessuna delle murature individuate è stata infatti messa in luce in tutta la sua originaria estensione. L’impossibilita di verificare l’effettiva articolazione planimetrica delle murature non consente al momento di spingersi oltre questi brevissimi accenni.
Nell’Area D, posta a SE rispetto all’area occupata dall’impianto termale, le operazioni di scavo hanno permesso di localizzare una porzione consistente di un basolato stradale pertinente con ogni probabilità all’abitato di Attidium. Il piano stradale, conservatosi per larghi tratti in buonissime condizioni, risulta protetto a monte da un muro di terrazzamento realizzato in blocchetti di pietre locali e laterizi e dotato per tutta la sua lunghezza di una canalina funzionale al deflusso delle acque. Nessuna delle strutture menzionate è stata messa in luce in tutta la sua originaria estensione. Ciò ha reso sino ad ora impossibile verificare l’effettiva articolazione planimetrica del tratto stradale, impedendo, almeno per il momento, di spingersi oltre quanto sin qui ipotizzato.
Un preliminare studio dei materiali ceramici sino ad ora rinvenuti pare continuare a confermare una frequentazione del sito protrattasi sino al VI secolo d.C. Ulteriori analisi permetteranno tuttavia di definire una seriazione cronologica più precisa, in grado di associare i diversi manufatti alle varie strutture. - Summary Author
- Luca Boldrini - Archeologo specializzato in Archeologia Tardoantica e Medievale
- Alessio Pascolini Archeologo specializzato in Archeologia Medievale
Media
- Name
- Attiggio
- Year
- 2018
- Summary
-
it
Le indagini conoscitive condotte nell’ambito della V campagna di scavo hanno consentito di progredire in maniera significativa nella conoscenza e definizione dell’organizzazione spaziale e topografica dell’intera area archeologica.
L’attività di scavo ha interessato nello specifico zone esterne all’impianto termale precedentemente individuato, con lo scopo di acquisire nuove informazioni in merito alla organizzazione spaziale dell’intero comprensorio.
Nell’Area D le operazioni hanno permesso di portare alla luce una porzione ancor più consistente di un basolato stradale pertinente con ogni probabilità all’abitato di Attidium. Il tratto viario, conservatosi per larghi tratti in buonissime condizioni, risulta protetto a monte da un muro di terrazzamento realizzato in blocchetti di pietre locali e laterizi e si presenta dotato per tutta la sua lunghezza di due canaline funzionali al deflusso delle acque. Nessuna delle strutture menzionate è stata messa in luce in tutta la sua originaria estensione. Ciò ha reso sino ad ora impossibile verificare l’effettiva articolazione planimetrica del tratto stradale, impedendo, almeno per il momento, di spingersi oltre quanto sin qui ipotizzato.
Un preliminare studio dei materiali ceramici sino ad ora rinvenuti pare continuare a confermare una frequentazione del sito protrattasi sino al VI secolo d.C. Ulteriori analisi permetteranno tuttavia di definire una seriazione cronologica più precisa, in grado di associare i diversi manufatti alle varie strutture. -
en
The excavations during the 5th campaign added significantly to the knowledge and definition of the spatial and topographical organisation of the entire archaeological area.
Excavations took place in areas outside the baths complex, with the aim of obtaining new information about the spatial organisation of the area.
In Area D a larger section of the basalt road, probably belonging to the town of Attidium, was uncovered. Large sections of the road are well-preserved and are protected uphill by a terrace wall built of small blocks of local stone and tile. Two small drainage channels ran along the length of the wall. None of the structures were exposed in their entirety, which makes it impossible at present to verify the effective planimetric articulation of this stretch of road.
A preliminary study of the pottery seems to reconfirm that occupation of the site continued until the 6th century A.D. However, further study will define a more precise chronological seriation, which will associate the various finds with the different structures.
Media
- Name
- Attiggio
- Year
- 2019
- Summary
-
it
Le indagini conoscitive condotte nell’ambito della VI campagna di scavo hanno consentito di progredire in maniera significativa nella conoscenza e definizione dell’organizzazione spaziale e topografica dell’intera area archeologica.
Nell’Area D le operazioni hanno permesso di portare alla luce una porzione ancor più consistente di un basolato stradale pertinente con ogni probabilità all’abitato di Attidium. Il tratto viario, conservatosi per larghi tratti in buonissime condizioni, risulta protetto a monte da un muro di terrazzamento realizzato in blocchetti di pietre locali e laterizi e si presenta dotato per tutta la sua lunghezza di due canaline funzionali al deflusso delle acque. A ridosso dell’impianto termale indagato nelle precedenti campagne di scavo è stato possibile intercettare una fontana realizzata in materiale litico che risulta insistere proprio sopra il tracciato viario.
Un preliminare studio dei materiali ceramici sino ad ora rinvenuti pare continuare a confermare una frequentazione del sito protrattasi sino al VI secolo d.C. Ulteriori analisi permetteranno tuttavia di definire una seriazione cronologica più precisa, in grado di associare i diversi manufatti alle varie strutture. -
en
The investigations undertaken during the 6th excavation campaign provided significant new information about the spatial organisation and topography of the entire archaeological area.
In Area D, an even more substantial part of the basalt road was uncovered that probably belonged to the town of Attidium. The road, very well-preserved in some segments, was protected uphill by a terracing wall built of small blocks of local stone and brick and two small drainage channels ran its entire length. A stone fountain was found abutting the bath structures in the area investigated during previous seasons. It had been built on top of the road surface.
A preliminary study of the pottery found to date seemed to confirm that the site was occupied until the 6th century A.D. Further analyses will provide a more detailed chronology that will associate the various artefacts with the structures.
Media
-
Marengo 1994S. M. Marengo, Regio VI – Umbria. Attidium, in Supplementa Italica, XII: 11-30.
-
Pandolfi 2007C. Pandolfi, Attidium: appunti per la ricostruzione della forma della citta, in Architettura pubblica e privata nell'Italia antica, Roma: 37-52 (Atlante Tematico di Topografia Antica, XVI).
-
Pandolfi 2009C. Pandolfi, 2009, Note di topografia attidiate, in Attidium in età romana, M. F. Petraccia (a cura di), Fabriano: 37-54.
-
Petraccia 2009M. F. Petraccia, 2009, Cenni storici su Attidium, in Attidium in età romana, M. F. Petraccia (a cura di), Fabriano: 10-16.
-
Salomone 2009E. Salomone, 2009, Attidium nelle fonti letterarie, in Attidium in età romana, M. F. Petraccia (a cura di), Fabriano: 99-108.
-
Mori 2002-2003C. Mori ,2002-2003, I laterizi bollati dei municipia romani di Matilica, Attidium, Tuficum e Sentinum, Tesi di Laurea in Lettere Indirizzo Storico-Archeologico, Università di Lettere e Filosofia di Macerata.