Name
Gaetano de Pasquale
Organisation Name
Seconda Università di Napoli

Season Team

  • AIAC_2915 - Santa Marta - 2012
    Il Sito in località Santa Marta è stato individuato nell’anno 2007 nell’ambito delle ricognizioni di superficie per il progetto Carta Archeologica della Provincia di Grosseto. L’area interessata dallo spargimento è stata, dal 2007 ad oggi, indagata con le più moderne metodiche non invasive. Il sito risulta articolato in due macro aree di interesse: una interpretabile come villa romana, con fasi dalla tarda repubblica ad occupazioni tardo antiche e medievali; la seconda interpretabile come chiesa con annessa area cimiteriale. La prima campagna di scavo ha previsto l’apertura di tre aree, due in corrispondenza della villa ed una in corrispondenza della chiesa, con l’obiettivo di valutare il grado di conservazione del deposito, comprenderne in parte l’estensione planimetrica, definirne la natura e le fasi di occupazione. I risultati dell’indagine geofisica ARP hanno guidato, insieme a quelli del survey e delle foto aeree la scelta delle aree. L’area 1000, aperta in corrispondenza di una anomalia interpretabile come complesso edificio ripartito in più ambienti, ha previsto un affondo in uno di questi. Lo scavo ha rivelato una struttura in tecnica mista con muri con zoccolo in pietra ed elevato in materiale deperibile, di cui non si conosce la destinazione, molto limitata infatti è la parte di pavimento e relativo strato di abbandono che si è conservata. Lo strato di abbandono è caratterizzato dalla presenza di materiale ceramico databile al V secolo, il che fornisce un termine _post quem_ per il crollo dell’edificio e delle attività artigianali che su questo si installano. La fase artigianale, impostata sul crollo in _pisé_ dell’edificio ed individuata subito al di sotto dello strato arativo, è caratterizzata da una serie di strati rubefatti e carboniosi, estesi su pressoché tutto l’ambiente. In fase con questi sono due fornacette di forma circolare. Non si rinvengono frammenti di scorie od altri elementi indicativi di una particolare produzione. L’area 4000, localizzata a S rispetto all’area 1000, è stata aperta in corrispondenza di una anomalia da ARP interpretabile come grande edificio. Data l’ampiezza dell’area si è deciso di indagare in questa campagna due piccoli settori. Entrambi sono caratterizzati dalla presenza di arature moderne molto profonde, che hanno intaccato parte della stratigrafia archeologica. L’indagine stratigrafica, al momento, conferma la presenza in quest’area di un edificio di cui è possibile intuire gli allineamenti di parte dei muri perimetrali N e S. La presenza di stucchi policromi, tessere musive e frammenti marmorei suggerisce una destinazione residenziale dell’edificio, la cui cronologia è inquadrabile al momento fra la tarda repubblica ed il primo impero. L’area 5000 è localizzata nella zona NE del sito ed è stata aperta in corrispondenza di una anomalia interpretabile come il perimetro di un edificio absidato. Tale anomalia e la presenza di un’area cimiteriale in corrispondenza e nei pressi di questa avevano suggerito la presenza di una chiesa e precisamente della Pieve di S. Ypolithus de Martura citata in documenti d’archivio. La rimozione dello strato arativo sull’intera superficie dell’area ha consentito di verificare la presenza dell’edificio e di confermarne la planimetria