AIAC_2361 - Comenda dei Cavalieri - 2009I sondaggi preliminari nel complesso dei Cavalieri Gerosolimitani a San Tomaso di Majano, vincolato in base alla L.1089/39 e classificato dal Centro Catalogazione e Restauro di Villa Manin di Passariano con scheda n. 16149, hanno preso avvio alla fine dell’autunno del 2006 in vista del recupero e restauro della Casa del Priore, con l’annessa stalla e il deposito attrezzi agricoli (Comune di Majano, Foglio 15, map. 1158). L’Amministrazione Comunale ha acquisito il sito, non più abitato dal 1976, con l’intenzione di valorizzarlo.
La fondazione dell’ospizio viene ricondotta puntualmente al 1199 sulla base di fonti scritte; pur non disponendo di ulteriore documentazione relativa a successivi interventi di carattere strutturale e planimetrico sul complesso, l’analisi autoptica dell’edificio evidenzia, comunque, segni di ampliamento delle volumetrie, rilevabili, oltre che dalle differenti tecniche costruttive impiegate, anche dall’orientamento non omogeneo degli elevati.
All’ospizio è annessa anche una chiesetta, ricostruita, come buona parte del muro di cinta perimetrale, dopo i gravissimi danni del terremoto del 1976.
La Comenda di San Tomaso è ubicata in prossimità della cosiddetta via Iulia Augusta, un percorso che conduceva verso il Norico già in epoca protostorica. In periodo medievale essa era chiamata via di Allemagna e vide sorgere, in punti di rilevanza strategica, ospizi ad opera di ordini monastico-cavallereschi, soprattutto ospitalieri. Fra i siti documentati si ricordano in primis l’Ospizio di San Giovanni di Gerusalemme in Volta a Ronchis di Latisana e quello di San Nicolò degli Alzeri a Piano d’Arta, oggetto di recenti indagini archeologiche.
I sondaggi effettuati all’esterno e all’interno del complesso di San Tomaso permettono di ipotizzare l’esistenza di precedenti assetti strutturali, con utilizzi diversi degli spazi non ancora inquadrabili funzionalmente e cronologicamente. Tali ipotesi necessitano di ulteriori ed approfondite verifiche in estensione, già in programmazione contestualmente agli interventi di restauro dell’ospizio.
Va ribadito che in Friuli, mentre il panorama delle conoscenze per il periodo medievale è abbastanza articolato grazie alle risorse indirizzate allo studio delle fortificazioni, gli studi sulle strutture ospitaliere in relazione al loro funzionamento, alla distribuzione interna ed esterna degli spazi e alle testimonianze di cultura materiale, sono scarsi e datati. Il sito di San Tomaso non ha oggettivamente confronti in regione, proprio per il suo stato di conservazione: si presenta così l’opportunità di approfondire l’analisi di un antico centro di accoglienza lungo la strada per il Norico, battuta da crociati e pellegrini quantomeno a partire dal XII secolo. Scavi archeologici sono stati condotti di recente a Prata di Pordenone presso la chiesa di San Giovanni dei Cavalieri, dove però non rimane più traccia del complesso monasteriale degli Ospitalieri; diversamente, paiono interessanti i risultati delle indagini condotte nel sito di San Nicolò degli Alzeri di Arta Terme, già citato in precedenza.