Name
Tarquinia
Date Range
600 BC – 400
Monuments
Domus

Seasons

  • AIAC_4322 - Tarquinia - 2016
    Per prima cosa, si è messa in luce l’area interessata dallo scavo della Soprintendenza nel 2014, diretto dalla dr. Gabriella Scapaticci. Poi lo scavo è stato ampliato sui lati Nord ed Ovest e, per breve spazio, anche verso Sud. Al margine meridionale dello scavo sono venuti alla luce due pozzi, che si aggiungono agli altri due, individuati dallo scavo precedente, entrambi dotati di vera da pozzo. Il pozzo, collassato in antico due volte, a NE dell’ambiente B, è stato scavato fino alla profondità di 3,5 m, senza poter raggiungere il fondo, data l’esiguità dello spazio disponibile, e lo scavo ha permesso di capire come il pozzo, databile prima del III/II secolo a.C., era stato dotato di una imboccatura in pietra che lo metteva in comunicazione con una pavimentazione posta a poco più di un metro più in alto, legata a lavori di terrazzamento della zona. I pozzi risultano scavati nello strato geologico in argilla molto compatta, rivestiti di pietrame, e destinati alla captazione delle acque piovane. Immediatamente oltre l’angolo dell’ambiente B è stata messa in luce una piccola parte di pavimento in battuto di VI-V secolo. Nella parte Sud-Ovest dello scavo è venuta alla luce una fontana, pertinente alla fase databile alla fine dell’era repubblicana, quando furono realizzati anche pavimenti in _signinum_ lungo i lati Ovest e Nord dell’area indagata. La fontana è quadrangolare, ha un pavimento in nenfro, tre pareti dotate di una canaletta realizzata con un muro esterno parallelo a quello interno, il quale è dotato di lesene su tre lati, mentre sul terzo c’è la porta. Al centro resta un foro sul pavimento, dove era alloggiato l’alto piede di un _labrum_ in marmo bianco, di cui si sono trovati frammenti. In età medio-imperiale avanzata la fontana era crollata e il suo interno colmato per livellare il piano. Lo stesso accadde al pozzo a NE, il cui collasso coinvolse parte del pavimento a mosaico che gli stava accanto.
  • AIAC_4322 - Tarquinia - 2017
    Si è continuato lo scavo iniziato nel 2016 estendendo le indagini verso Ovest e Nord. L’abitazione risulta essere molto estesa e ancora non se ne sono riconosciuti i limiti. A Nord, nel settore II.B, è venuto in luce un ambiente con pavimento in _figlinum_ con motivo a scaglie. Immediatamente a Sud si è trovato un gruppo di due stanze: una grande a forma di T e una più piccola, all’interno della maggiore, in una seconda fase, sono stati creati due tramezzi per ricavare tre ambienti. All’esterno del lato orientale ci sono due linee di blocchi in macco, forse una base o un rinforzo del muro. Più a Sud c’è un’area in cui si sono trovati resti della lavorazione del ferro, un dolio e un’anfora, mentre sulla parte occidentale dell’area un pavimento in grossi blocchi di nenfro fortemente inclinato suggerisce l’esistenza di un pozzo o di una cisterna collassata. Procedendo verso Ovest, da Nord verso Sud, sono venuti alla luce due ambienti, indagati solo parzialmente, poi una stanza rettangolare pavimentata in _scutulatum_ con tessere bianche disposte a rombi, adiacente ad un ambiente su cui resta un tubo in segmenti fittili frammentari. Più a Sud, all’angolo Sud-Ovest dell’area scavata, si è rinvenuta una canaletta di adduzione che alimentava il pozzo o la cisterna collassata, di cui si è detto, e un ambiente di cui resta l’angolo S-O, in _opus spicatum_, fortemente inclinato verso S-O, dove si doveva trovare un pozzo collassato in antico. Nel grande ambiente B del settore I, scavato nel 2014 dalla Soprintendenza, si è realizzato un approfondimento nella parte S-O, dove il pavimento antico non era conservato, ed è venuto alla luce un più antico pavimento _scutulatum_ di epoca ellenistica. Infine, si è iniziata l’indagine del fondo della cisterna posta a fianco della fontana. Dopo aver rimosso l’acqua all’interno, si sono scavati gli strati alti dei depositi. Dalla tipologia delle ossa di animali rinvenute e dai resti ceramici, risulta che nella tarda antichità-alto Medioevo la cisterna fosse stata usata come discarica. Didascalie Fig. 1. 1 pianta dello scavo della domus del Mitreo a Tarquinia (F.Soriano) Fig. 2. Fotopiano del medesimo (A.Mastrocinque) Fig. 3. Pavimento in _figlinum_ con elementi a squame (o pelte) Fig. 4. Vaschetta con pavimento in _spicatum_, smantellata quando fu realizzato un pavimento tardo-repubblicano.
  • AIAC_4322 - Tarquinia - 2018
    Si è continuato lo scavo iniziato nel 2016 estendendo le indagini verso Ovest ed Est (figg. 1-2). L’abitazione risulta essere molto estesa, almeno 2000 mq, compresi i cortili. A Nord-Ovest, nel settore II è venuto alla luce un ambiente (Q) che, dopo essere stato tagliato da un muro, era stato adibito a triclinium (figg. 3-4). Immediatamente a Nord si sono messi in luce (da E verso O) un piccolo spazio cultuale quadrato (fig. 5), delimitato da lastre di pietra, sormontato da un piccolo altare in macco, riempito di terra e contenente pochi frammentari di oggetti di culto in terracotta; poi una stanza rettangolare (fig. 6) pavimentata in parte in scutulatum e in parte in mosaico con decorazione a meandri in bianco e nero; adiacente, verso O, si trovava un butto di materiali fittili costituito da piccoli mattoni, ceramica comune di forma aperta molto frammentaria e una serie di piccole basi di vasetti, simili a coperchietti, e una pala in ferro molto ossidata; subito a S di questo butto se n’è trovato un altro contente frammenti di ceramica della fase preromana; poco a Ovest si è scavato un pozzo votivo (figg. 7-8) foderato da pietre, profondo ca 1,70 m, contenente resti di animali, frammentari oggetti metallici molto corrosi, due coppe in ceramica comune, mal conservate, qualche coppetta miniaturistica e tre votivi fittili, di cui uno apparentemente in argilla cruda, raffigurante un braccio. Nel grande ambiente I.B si è approfondito lo scavo della risega di fondazione del muro sul lato Ovest (fig. 9), che risulta spettare al II secolo a.C., mentre il coevo pavimento in scutulatum messo in luce nella precedente campagna è risultato essere un angolo rialzato di ca 40 cm, con pareti soprastanti bene intonacate (fig. 10), in un ambiente del quale si è messo in luce, per ora, un pilastro. Nella parte Est dell’area scavata si sono messi in luce alcuni ambienti (fig. 11), due dei quali pertinenti circa al III secolo a.C. (fig. 12).

FOLD&R

Media

Name
Tarquinia
Year
2016
Summary
it Per prima cosa, si è messa in luce l’area interessata dallo scavo della Soprintendenza nel 2014, diretto dalla dr. Gabriella Scapaticci. Poi lo scavo è stato ampliato sui lati Nord ed Ovest e, per breve spazio, anche verso Sud.

Al margine meridionale dello scavo sono venuti alla luce due pozzi, che si aggiungono agli altri due, individuati dallo scavo precedente, entrambi dotati di vera da pozzo. Il pozzo, collassato in antico due volte, a NE dell’ambiente B, è stato scavato fino alla profondità di 3,5 m, senza poter raggiungere il fondo, data l’esiguità dello spazio disponibile, e lo scavo ha permesso di capire come il pozzo, databile prima del III/II secolo a.C., era stato dotato di una imboccatura in pietra che lo metteva in comunicazione con una pavimentazione posta a poco più di un metro più in alto, legata a lavori di terrazzamento della zona.

I pozzi risultano scavati nello strato geologico in argilla molto compatta, rivestiti di pietrame, e destinati alla captazione delle acque piovane. Immediatamente oltre l’angolo dell’ambiente B è stata messa in luce una piccola parte di pavimento in battuto di VI-V secolo. Nella parte Sud-Ovest dello scavo è venuta alla luce una fontana, pertinente alla fase databile alla fine dell’era repubblicana, quando furono realizzati anche pavimenti in _signinum_ lungo i lati Ovest e Nord dell’area indagata. La fontana è quadrangolare, ha un pavimento in nenfro, tre pareti dotate di una canaletta realizzata con un muro esterno parallelo a quello interno, il quale è dotato di lesene su tre lati, mentre sul terzo c’è la porta.

Al centro resta un foro sul pavimento, dove era alloggiato l’alto piede di un _labrum_ in marmo bianco, di cui si sono trovati frammenti. In età medio-imperiale avanzata la fontana era crollata e il suo interno colmato per livellare il piano. Lo stesso accadde al pozzo a NE, il cui collasso coinvolse parte del pavimento a mosaico che gli stava accanto.
Summary Author
Attilio Mastrocinque
Research Body
Università di Verona
Team
Archaeologist - Chiara Marchetti
Archaeologist - Rossana Scavone - Università di Verona
Archaeologist - Fiammetta Soriano
Archaeologist - Elisa Zentilini

Media

Name
Tarquinia
Year
2017
Summary
it Si è continuato lo scavo iniziato nel 2016 estendendo le indagini verso Ovest e Nord. L’abitazione risulta essere molto estesa e ancora non se ne sono riconosciuti i limiti. A Nord, nel settore II.B, è venuto in luce un ambiente con pavimento in _figlinum_ con motivo a scaglie.

Immediatamente a Sud si è trovato un gruppo di due stanze: una grande a forma di T e una più piccola, all’interno della maggiore, in una seconda fase, sono stati creati due tramezzi per ricavare tre ambienti. All’esterno del lato orientale ci sono due linee di blocchi in macco, forse una base o un rinforzo del muro. Più a Sud c’è un’area in cui si sono trovati resti della lavorazione del ferro, un dolio e un’anfora, mentre sulla parte occidentale dell’area un pavimento in grossi blocchi di nenfro fortemente inclinato suggerisce l’esistenza di un pozzo o di una cisterna collassata. Procedendo verso Ovest, da Nord verso Sud, sono venuti alla luce due ambienti, indagati solo parzialmente, poi una stanza rettangolare pavimentata in _scutulatum_ con tessere bianche disposte a rombi, adiacente ad un ambiente su cui resta un tubo in segmenti fittili frammentari. Più a Sud, all’angolo Sud-Ovest dell’area scavata, si è rinvenuta una canaletta di adduzione che alimentava il pozzo o la cisterna collassata, di cui si è detto, e un ambiente di cui resta l’angolo S-O, in _opus spicatum_, fortemente inclinato verso S-O, dove si doveva trovare un pozzo collassato in antico.

Nel grande ambiente B del settore I, scavato nel 2014 dalla Soprintendenza, si è realizzato un approfondimento nella parte S-O, dove il pavimento antico non era conservato, ed è venuto alla luce un più antico pavimento _scutulatum_ di epoca ellenistica.

Infine, si è iniziata l’indagine del fondo della cisterna posta a fianco della fontana. Dopo aver rimosso l’acqua all’interno, si sono scavati gli strati alti dei depositi. Dalla tipologia delle ossa di animali rinvenute e dai resti ceramici, risulta che nella tarda antichità-alto Medioevo la cisterna fosse stata usata come discarica.

Didascalie
Fig. 1. 1 pianta dello scavo della domus del Mitreo a Tarquinia (F.Soriano)
Fig. 2. Fotopiano del medesimo (A.Mastrocinque)
Fig. 3. Pavimento in _figlinum_ con elementi a squame (o pelte)
Fig. 4. Vaschetta con pavimento in _spicatum_, smantellata quando fu realizzato un pavimento tardo-repubblicano.
en The excavations, begun in 2016, were extended to the west and north. The house was larger than originally thought and its complete extension remains to be discovered. To the north, in sector II.B, a room with a _figlinum_ floor decorated in a pattern of scales was uncovered. Immediately to the south, there were two rooms, the larger of them T-shaped. Inside the larger room, in a second phase, two dividing walls were put in to create three rooms. To the exterior of the east side, there were two rows of macco stone blocks, perhaps a base or reinforcement for the wall.

Further south, was an area characterised by the remains of iron working, a _dolium_ and an amphora, while to the west of the area there was a paving of large blocks of nenfro, steeply sloped, suggesting the presence of a well or collapsed cistern. Proceeding to the west, from north to south, two rooms were identified (partially excavated) and then a rectangular room paved in _scutulatum_ with a diamond motif of white tesserae, adjacent to a room on which the remains of a pipe made of fragmented terracotta segments. Further south, in the south-west corner of the excavation area, the water pipe feeding the well or cistern was identified, and another room of which the south-west corner survived. It was built of _opus_ _spicatum_, steeply sloping towards the south-west, where a well was situated that had collapsed in antiquity.

In the large room B in sector I, excavated by the Superintendency in 2014, the excavation was deepened in the south-western part where the ancient floor was not preserved. This revealed an earlier _scutulatum_ floor of Hellenistic date.

Lastly, the bottom of the cistern situated next to the fountain was investigated. Once the water was removed, the upper levels of the deposits were excavated. The animal bones and pottery recovered showed that the cistern was used as a midden in the late antique-early medieval periods.
Summary Author
Attilio Mastrocinque
Research Body
Università di Verona
Team
Archaeologist - Chiara Marchetti
Archaeologist - Nicola Luciani
Archaeologist - Fiammetta Soriano
Archaeologist - Elisa Zentilini

Media

Name
Tarquinia
Year
2018
Summary
it Si è continuato lo scavo iniziato nel 2016 estendendo le indagini verso Ovest ed Est (figg. 1-2). L’abitazione risulta essere molto estesa, almeno 2000 mq, compresi i cortili. A Nord-Ovest, nel settore II è venuto alla luce un ambiente (Q) che, dopo essere stato tagliato da un muro, era stato adibito a triclinium (figg. 3-4). Immediatamente a Nord si sono messi in luce (da E verso O) un piccolo spazio cultuale quadrato (fig. 5), delimitato da lastre di pietra, sormontato da un piccolo altare in macco, riempito di terra e contenente pochi frammentari di oggetti di culto in terracotta; poi una stanza rettangolare (fig. 6) pavimentata in parte in scutulatum e in parte in mosaico con decorazione a meandri in bianco e nero; adiacente, verso O, si trovava un butto di materiali fittili costituito da piccoli mattoni, ceramica comune di forma aperta molto frammentaria e una serie di piccole basi di vasetti, simili a coperchietti, e una pala in ferro molto ossidata; subito a S di questo butto se n’è trovato un altro contente frammenti di ceramica della fase preromana; poco a Ovest si è scavato un pozzo votivo (figg. 7-8) foderato da pietre, profondo ca 1,70 m, contenente resti di animali, frammentari oggetti metallici molto corrosi, due coppe in ceramica comune, mal conservate, qualche coppetta miniaturistica e tre votivi fittili, di cui uno apparentemente in argilla cruda, raffigurante un braccio.

Nel grande ambiente I.B si è approfondito lo scavo della risega di fondazione del muro sul lato Ovest (fig. 9), che risulta spettare al II secolo a.C., mentre il coevo pavimento in scutulatum messo in luce nella precedente campagna è risultato essere un angolo rialzato di ca 40 cm, con pareti soprastanti bene intonacate (fig. 10), in un ambiente del quale si è messo in luce, per ora, un pilastro.
Nella parte Est dell’area scavata si sono messi in luce alcuni ambienti (fig. 11), due dei quali pertinenti circa al III secolo a.C. (fig. 12).
en The work begun in 2016 was continued with the extension of the trench to the west and east (fig. 1-2). The house was very large, at least 2000 m2, including the courtyards. To the north-west, in sector IIQ, a room came to light that after being cut by a wall, was then turned into a _triclinium_ (fig. 3-4). Immediately north, a series of structures ran from east to west: a small square cult space (fig. 5), delimited by stone slabs, with a small altar in macco stone, filled with soil containing a few fragments of terracotta cult objects; then a rectangular room (fig. 6) partially paved in _opus_ _scutulatum_ and partly in mosaic, decorated with white and black meanders; adjacent, to the west, a dump of materials comprising small bricks, very fragmented open vessels in coarse pottery and a series of bases from small vessels, similar to lids, and a heavily oxidised iron spade; immediately south of the dump there was another containing fragments of pre-Roman pottery; slightly to the west a votive well was excavated (fig. 7-8) lined with stones, c. 1.70 m deep and containing animal remains, iron fragments, two badly-preserved coarse ware cups, several miniature cups and three terracotta votives, one seemingly made of unbaked clay representing an arm.

In the large room LB the excavation went down to the foundation off-set of the west wall (fig. 9), which dates to the 2nd century B.C., while the _opus_ _scutulatum_ floor uncovered during previous campaigns was shown to be a raised corner of c.40 cm, with well-plastered walls above (fig. 10), in a room in which only a pillar has been uncovered so far.

In the eastern part of the excavation area several room were uncovered (fig. 11), two of which dating to about the 3rd century A.D. (fig. 12).
Summary Author
Attilio Mastrocinque
Research Body
Università di Verona
Funding Body
Comune di Tarquinia
Team
Archaeologist - Vittoria Canciani
Archaeologist - Fabio Fiocchi
Archaeologist - Nicola Luciani
Archaeologist - Chiara Marchetti
Archaeologist - Fiammetta Soriano
Archaeologist - Elisa Zentilini

FOLD&R

Media

  • Scapaticci c.d.s.
    G.Scapaticci, c.s.d., A new Mithraeum on the Civita of Tarquinia: the Discovery, in The Mysteries of Mithras and other Mystic Cults in the Roman World, Symposium Tarquinia 2016, a cura di P. Johnston, A.Mastrocinque, A.Russo Tagliente e L. Takacs.
  • Mastrocinque-Soriano c.d.s.
    A.Mastrocinque, F. Soriano, c.d.s., Novità e scoperte dalla prima campagna di scavo nell'area del Mitreo (Civita di Tarquinia).
  • Mastrocinque c.d.s.
    A.Mastrocinque, c.d.s., Mithras in Tarquinia, in The Archaeology of Mithraism in the Roman Empire. New Finds and Perspectives, Internat. Conf. Alba Iulia 26 – 28 October 2017.
  • Marchetti et Alii c.d.s.
    C.M. Marchetti, A. Mastrocinque, F. Soriano, c.d.s., Terrecotte architettoniche dalla domus del Mitreo di Tarquinia, in Network e officine. V Conferenza Internazionale sulle terrecotte architettoniche e sui sistemi decorativi dei tetti in Italia (Napoli, 15-18 marzo 2018)

Location

Location
La Civita
Easting
11.802781
Northing
42.260617
Country
Italy
Admin Level 1
Lazio
Admin Level 2
Province of Viterbo
Admin Level 3
Tarquinia