- Item
- AIAC_1747
- Name
- Monte San Nicola
- Date Range
- 399 BC – 300 BC
- 500 – 699
- 200 BC – 199
- 1000 – 1199
Seasons
-
AIAC_1747 - Monte San Nicola - 2002In the Alife-Matese area, the existence on the western extremity of Monte Nicola of pre-Roman fortified walling has been known for some time. Tracts of this polygonal masonry (of the so-called “I maniera”) are visible at different heights, running lengthways on the mountain slope facing the modern town. The presence of these walls was confirmed and brought to light by D. Caiazza and S. P. Oakely. Thanks to an examination of aerial photographs undertaken by Nicola Lombardi and the subsequent excavation, a monumental and spectacular late Republican sanctuary complex was uncovered. At its centre was a temple with a theatre, built on different levels, inside an area delimited by the Samnite walls, set in a landscape of great natural beauty. The temple stands on the highest point, at the centre of a square artificial terrace (700 m2), delimited on all sides by imposing substructure walls. The temple was in the Tuscan style, with a triple cella. In the south-eastern corner an _opus signinum_ tank/pool collected rainwater from the roof which was then channelled into a cistern. Pottery fragments and several walls abutting or overlying the originals attest a phase of medieval reoccupation, which may have continued into the later medieval period. What remained of the partially explored theatre below was the semicircular cavea (2500 m2), cut into the natural slope and delimited by _opus incertum_ walls in local limestone and part of the stage building. On the south side were four imposing semicircular towers which acted as buttresses for the building and created a view of a monumental architectural façade from the valley below. -
AIAC_1747 - Monte San Nicola - 2005In June 2005 excavations continued on the theatre-temple complex on Monte San Nicola in the municipality of Pietravairano. A study of the building techniques ( _opus incertum_ with quoining of small limestone blocks) and of the small amount of residual pottery, dated the monument to within the first quarter of the 1st century B.C. The excavation of specifically placed trenches undertaken by the University of Lecce defined the stratigraphic sequence and architectural organization of the complex, with particular reference to the link between the cavea and the temple terrace. A trench placed in correspondence with the eastern sector of the cavea confirmed the absence of structures outside the _analemma_ wall, highlighting the presence of the radial stairways linking the media and _summa cavea_, as well as the diazoma between these two sectors. The research was completed by surface surveys carried out along the crest of the mount. In an area east of the emerging structures a survey identified a tile collapse and a curved wall made of parallelepiped blocks belonging to a small building, probably with an apse, that may be identified with the chapel of the already known medieval settlement. -
AIAC_1747 - Monte San Nicola - 2006Work continued between 10th April and 31st May 2006 on the excavation and restoration of the site at Pietravairano. A large sector of the cavea was brought to light, partly cut into the limestone bedrock and completed with a staircase built in _°opus caementicium_, leading up to the level of a small orchestra. The clearing of the terrain in the areas to the east and north of the temple terracing revealed numerous fragments of palmetted cyma and drips in the form of lion heads, coherent with a roofing system datable to the second half of the 2nd century B.C. Another trench was dug to investigate the relationship between the cavea and the theatre’s western _analemma_ wall. Lastly, surface survey and mapping continued across the entire area. -
AIAC_1747 - Monte San Nicola - 2008La campagna di scavo condotta dal maggio del 2007 al febbraio del 2008 ha permesso di mettere completamente in evidenza i resti dell’edificio templare, del terrazzamento su cui esso è collocato e di parte della cavea del teatro sottostante. Le indagini hanno chiarito inequivocabilmente che l’impianto è frutto di un progetto unitario, concepito come tale fin dalle prime fasi di costruzione. Sono stati inoltre acquisiti importanti dati sulla decorazione architettonica dell’edificio sacro, sull’abbandono dell’impianto santuariale, sulle successive fasi di rioccupazione dell’area e sono state recuperate le prime testimonianze epigrafiche provenienti dal santuario. Lo scavo della terrazza superiore e del tempio ha consentito di chiarire con certezza le caratteristiche planimetriche e tipologiche dell’edificio. Lungo ca. 11,54 m, largo ca. 13,62 m, esso si presenta come un tempio “tuscanico” a triplice cella, con facciata tetrastila (con colonne in laterizio), realizzato con una certa adesione ai dettami del canone vitruviano. Nell’area indagata sono state messe in luce tredici sepolture, la maggior parte delle quali dislocate a ridosso o in prossimità del muro meridionale del tempio. Prive di corredo funerario o con corredi estremamente ridotti, le tombe documentano, ad ogni modo, le fasi di abbandono e di defunzionalizzazione del complesso teatro-tempio, nonché quelle di successiva rioccupazione del sito. Tra di esse si segnala la tomba 7, una sepoltura del tipo a “cappuccina”, che ha restituito un asse in bronzo, menzionante il quarto consolato e la quindicesima _tribunicia potestas_ di Antonino Pio (151-152 d.C.): l’impianto santuariale parrebbe, dunque, avere perduto la sua originaria funzione forse già attorno alla metà del II sec. d.C. La frequentazione del sito perdurò, comunque, in età medievale. Lo testimoniano i materiali provenienti da altre sepolture, come l’orecchino in bronzo del tipo “a cestello”, con pendente vitreo, proveniente dalla tomba 8, e, soprattutto, la fibula bronzea ad anello aperto, con estremità desinenti a volute, rinvenuta nella tomba 13, che richiamano tipi diffusi in contesti altomedievali della Campania e dell’Italia meridionale. E lo dimostrano anche i più tardi frammenti ceramici recuperati in prossimità della cella centrale del tempio e i resti di una cappella costruita su ciò che restava dell’antica _skenè_, dedicata, come vuole la tradizione locale, a San Nicola. Per quanto riguarda il teatro, gli scavi hanno messo in evidenza i gradini della parte superiore e di quella mediana della cavea, caratterizzata dalla forma ad emiciclo (con un raggio di ca. 21,5 m), ricavata nel pendio naturale, di cui sfrutta l’inclinazione, e delimitata da muri di contenimento ( _analèmmata_ ) in opera incerta di calcare locale. Un ampio passaggio ( _diàzoma_ ) separa la parte superiore della cavea da quella mediana, mentre tre scalette dividono le gradinate attualmente visibili in quattro cunei. Relativamente buono è lo stato di conservazione delle gradinate di cui però non si conserva mai il piano della seduta. Dallo scavo di questo settore del complesso monumentale provengono, fra l’altro, diversi frammenti della decorazione architettonica del soprastante tempio e un paio di repliche di un medesimo bollo laterizio su tegola, in lingua latina, attestante l’attività produttiva di una officina appartenente alla _gens_ degli _Aufidii_. Foto: - Bollo laterizio in lingua latina. - Veduta aerea del complesso santuariale nel corso della campagna di scavo 2007-2008. - Veduta aerea del complesso santuariale al termine della campagna di scavo 2007-2008. -
AIAC_1747 - Monte San Nicola - 2012Nel settembre del 2012 sono riprese le campagne di scavo del complesso santuariale del Monte San Nicola condotte dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento sotto la direzione scientifica del prof. Gianluca Tagliamonte in virtù di una concessione triennale (2012-2014) per attività di ricerca e di scavo archeologico rilasciata dalla Direzione Generale per le Antichità del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Le indagini archeologiche (19 settembre-23 novembre 2012) hanno previsto l’iniziale apertura di un saggio (Saggio E) in corrispondenza del settore orientale della cavea, tra la nona gradinata della _media cavea_ (l’ultima ad essere stata messa in luce nei lavori del 2007-2008) e l’attuale piano di campagna, sovrapposto a quello originario dell’orchestra, con un salto di quota da nord a sud di ca. 1,80 metri. Il saggio ha permesso di individuare il punto di passaggio tra la _media_ e la _ima cavea_ del teatro e di mettere in luce, sebbene in modo parziale, una parte delle gradinate di quest’ultima. L’indagine iniziale, inoltre, ha consentito di eseguire un accurato controllo della sequenza stratigrafica della _cavea_, già individuata nelle precedenti campagne di scavo, precisandone dimensioni e composizione dei vari strati. Tra di essi si segnala lo strato denominato US 23 nel quale si rinviene un’altissima concentrazione di scapoli di calcare, frammenti ceramici (generalmente ceramica da cucina, ma anche coppe a vernice nera, con rara presenza di sigillata italica), parti di lucerne, tegole, coppi, nonché una rilevante quantità di frammenti architettonici pertinenti alla decorazione del tempio (sime fittili decorate con palmette a rilievo e gocciolatoi a protome leonina), blocchetti di tufo grigio e frammenti di intonaco di colore bianco e rosso. Dopo l’apertura del Saggio E le operazioni di scavo si sono concentrate in corrispondenza della _media cavea_ e, in particolare, a partire da nord, all’altezza della nona gradinata, l’ultima ad essere stata parzialmente scoperta nella campagna di scavi del 2007-2008. Rispetto al piano di lavoro iniziale si è scesi di quota di almeno 1,20 m e si sono messe in luce altre due gradinate della _media cavea_, oltre alla nona, con i rispettivi gradini delle scalinate ( _klìmakes_ ) laterali e di quella centrale. Al di sotto di tali gradinate è stato messo in luce un ulteriore setto murario, di poco più alto rispetto ai precedenti, che sembra delimitare un passaggio trasversale, una sorta di _diàzoma_ che divide le gradinate più basse dell’ _ima_ da quelle della _media cavea_ e al cui piano di attesa si accede dall’orchestra attraverso un breve tratto della scalinata centrale, mentre quelle laterali si interrompono proprio in corrispondenza di tale passaggio. Le fasi finali della campagna di scavo del 2012 hanno previsto la sperimentazione di interventi di restauro delle gradinate della _cavea_. Le prove di restauro adottate sono reversibili, finalizzate in questa fase a testare la reale efficacia protettiva e resistenza delle soluzioni adottate al fine di proteggere le strutture messe in luce, preservandole dall’azione incessante degli agenti atmosferici, con particolare riferimento ai fenomeni di ruscellamento delle acque meteoriche e del ciclo stagionale del “gelo-disgelo”. Foto: - Frammenti di gocciolatoi a protome leonina dal tempio. - Frammenti di sime con decorazione a palmetta dal tempio. - La cavea del teatro al termine della campagna di scavo 2012. - Ortofoto del complesso santuariale al termine della campagna di scavo 2012. -
AIAC_1747 - Monte San Nicola - 2013La sesta campagna di scavi, condotta nel complesso teatro-tempio di Pietravairano dal 9 ottobre al 16 novembre del 2013, ha visto, come nella precedente occasione, una stretta collaborazione intercorsa tra il Comune di Pietravairano e il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, concessionario per gli anni 2012-2014 delle attività di ricerca e di scavo archeologico in loc. Monte San Nicola. Obiettivi dell’intervento della presente campagna di scavo sono stati: il ripristino degli impianti logistici e del cantiere di scavo; la prosecuzione delle operazioni di scavo in corrispondenza della _ima cavea_ del teatro; il restauro delle strutture murarie di recente scoperta. Le attività di scavo hanno consentito di mettere completamente in luce le gradinate nn. 9 e 10. Queste si presentano in buono stato di conservazione e come le restanti murature sono costruite con scapoli di calcare di varia forma uniti con malta. Raggiunto il livello evidenziato nella campagna del 2012 è stato aperto un saggio per valutare lo spessore del terreno che ancora copre il piano dell’orchestra. Il saggio, rettangolare, di circa un metro per due, è orientato est-ovest e insiste nella porzione occidentale della cavea. Esso ha permesso di mettere in luce altri tre gradini dell’ _ima cavea_ (nn. 11, 12 e 13) e il livello pavimentale dell’orchestra, realizzato in cocciopesto. Il _diàzoma_, scoperto e restaurato nel corso del 2012, è stato messo in luce per tutta la sua estensione. Dal saggio risulta anche che il piano di campagna attuale della _ima cavea_ insiste circa un metro al di sopra del piano originale della pavimentazione dell’orchestra e, dunque, per restituire tale livello per tutta l’area meridionale del teatro, scena compresa, occorre scavare ancora circa 190 metri cubi di terra. L’intervento di restauro operato nel 2012 sulle strutture della cavea ha sopportato le numerose gelate invernali senza danni evidenti. La scelta di non trattare la malta con resine protettive ha prodotto il distacco della sola pellicola superficiale per uno spessore prossimo al millimetro. Il restauro condotto nella campagna 2013 ha previsto la restituzione del piano di calpestio del _diàzoma_ e l’adeguamento dell’altezza del muro della _pàrodos_ con il livello scavato della _media cavea_. Gli inerti utilizzati sono tutti stati recuperati dalle attività di scavo, la malta è composta al 30% da legante (grassello di calce e Lafarge in proporzione di 2 a 1) e al 69% da inerte (sabbione di calcare). Per garantire proprietà idrauliche al composto, così come veniva fatto in antico, è stata aggiunta all’impasto una piccola percentuale (1%) di polvere di mattone (granulometria 1-4 mm). La superficie di calpestio realizzata è stata spugnata per migliorare l’aspetto estetico del restauro. Foto: - Elaborazione digitale del complesso santuariale: veduta da est. - Elaborazione digitale del complesso santuariale: veduta da nord. - La cavea del teatro al termine della campagna di scavo 2013. - Restauro del diàzoma tra media e ima cavea. -
AIAC_1747 - Monte San Nicola - 2015Dal 7 settembre 2015, e sino alla fine dell’anno 2015, è stata intrapresa dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento una settima campagna di scavo, in virtù del rinnovo della concessione di scavo per l’anno 2015 rilasciata al Dipartimento dal competente Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, con nota prot. n. DG 6727 Class. 34-31.07/2671 del 29.7.2015 della ormai soppressa Direzione Generale per l’Archeologia. Le operazioni di scavo sono state finalizzate al completamento dello scavo integrale dell’impianto teatro-tempio e hanno perciò riguardato quei settori non del tutto o affatto interessati dalle precedenti campagne di scavo. Per il tempio, in larga misura scavato negli anni 2007-2008, sono stati condotti degli approfondimenti stratigrafici nel pronao, al centro del quale è stata rinvenuta una sepoltura (n. 14), senza corredo, del tipo cd. alla cappuccina. Un’altra tomba (n. 15), dello stesso tipo e priva del corredo, è stata rinvenuta nel settore sud-occidentale della terrazza; al suo interno era inumato un bambino, con ancora la dentizione da latte. Per entrambe le sepolture l’assenza del corredo non consente di determinare, su base archeologica, la cronologia. Le recenti indagini hanno interessato per intero anche l’edificio teatrale. Della cavea sono state messe in luce complessivamente sedici gradinate, divise orizzontalmente in tre settori da due ampi passaggi, mentre la presenza di tre scalinate suddivide la cavea stessa in quattro parti o cunei. L’orchestra, ancora in fase di scavo, è stata finora indagata attraverso limitati saggi che hanno però permesso di evidenziare l’originario battuto pavimentale costituito da malta compattata con piccoli inclusi di calcare e laterizi. Lo stesso piano di calpestio, per ampi tratti, lo si ritrova lungo gli _aditus_, ossia i punti di accesso alla struttura teatrale, con una pendenza decrescente dall’esterno verso il piano dell’orchestra. Anche il _proscaenium_ è stato completamente riportato alla luce e nel tratto centrale un varco ampio 0,80 m consentiva l’accesso alla fossa scenica originariamente coperta dal _pulpitum_ ligneo. Gli ingressi del teatro erano monumentalizzati con passaggi voltati di cui restano tracce murarie a livello di fondazione addossate ai muri di contenimento della cavea. Il _proscaenium_ in facciata doveva essere decorato con semicolonne fittili, come testimoniano i diversi ritrovamenti, mentre un varco centrale permetteva di raggiungere la fossa scenica (hyposcaenium), di lunghezza pari a quella della scenae frons, coperta da un tavolato ligneo ( _pulpitum_ ) di cui però si è persa ogni traccia. Della _scenae frons_, sostenuta alle spalle da contrafforti semicircolari, restano in piedi, oltre alle possenti sostruzioni, brevi lacerti murari dell’elevato a testimonianza della sua antica imponenza. Non disponiamo però di informazioni utili per ricostruire forma e decorazione della facciata del muro di scena. È verosimile supporre che fosse dotata di aperture che potevano condurre agli ambienti retrostanti del _postscaenium_, a cui per altro si poteva accedere dai lati brevi della struttura scenica. Coperta verosimilmente da una unica falda, tale struttura era delimitata a sud da uno dei muri più alti e possenti dell’intero impianto santuariale, certamente il più lungo, che doveva essere ben visibile dalla valle sottostante.
Media
- Name
- Monte San Nicola
- Year
- 2002
- Summary
-
en
In the Alife-Matese area, the existence on the western extremity of Monte Nicola of pre-Roman fortified walling has been known for some time. Tracts of this polygonal masonry (of the so-called “I maniera”) are visible at different heights, running lengthways on the mountain slope facing the modern town. The presence of these walls was confirmed and brought to light by D. Caiazza and S. P. Oakely.
Thanks to an examination of aerial photographs undertaken by Nicola Lombardi and the subsequent excavation, a monumental and spectacular late Republican sanctuary complex was uncovered. At its centre was a temple with a theatre, built on different levels, inside an area delimited by the Samnite walls, set in a landscape of great natural beauty.
The temple stands on the highest point, at the centre of a square artificial terrace (700 m2), delimited on all sides by imposing substructure walls. The temple was in the Tuscan style, with a triple cella. In the south-eastern corner an _opus signinum_ tank/pool collected rainwater from the roof which was then channelled into a cistern. Pottery fragments and several walls abutting or overlying the originals attest a phase of medieval reoccupation, which may have continued into the later medieval period.
What remained of the partially explored theatre below was the semicircular cavea (2500 m2), cut into the natural slope and delimited by _opus incertum_ walls in local limestone and part of the stage building. On the south side were four imposing semicircular towers which acted as buttresses for the building and created a view of a monumental architectural façade from the valley below. -
it
Nell’ambito dell’area alifano-matesina, Monte San Nicola era da tempo noto per l’esistenza, sull’estremità occidentale del rilievo, di una cinta fortificata preromana, cui sono riferibili tratti di mura in opera poligonale (cosiddetta I maniera), disposte a differenti quote altimetriche, con andamento allungato, sul versante del monte rivolto verso l’odierno abitato.
La presenza della cinta è stata confermata e messa in luce da D. Caiazza e da S.P. Oakley.
Grazie all’esame delle foto aeree effettuate da Nicola Lombardi e allo scavo successivo, è stato qui riportato in luce un monumentale e scenografico complesso santuariale di epoca tardo-repubblicana, che ha il suo fulcro in un tempio e in un sottostante teatro, disposti su differenti livelli, all’interno dell’area delimitata dalla cinta muraria sannitica, in uno scenario naturale e paesaggistico di grande bellezza e suggestione.
Il tempio è nel punto più elevato dell’altura, al centro di una terrazza artificiale di forma quadrata, delimitata su tutti i lati da un possente muro di sostruzione.
E’ un tempio “tuscanico” a triplice cella; nell’angolo sud-est una vasca in cocciopesto fungeva da bacino di raccolta delle acque piovane che, convogliate dalla copertura dell’edificio, erano poi incanalate verso una vicina cisterna.
Frammenti ceramici ed alcuni setti murari addossati o sovrapposti a quelli originari attestano una fase di rioccupazione medievale dell’edificio, che sembrerebbe essersi protratta sino alle soglie del Basso Medioevo.
Del sottostante teatro, esplorato parzialmente, rimangono la cavea, a forma di emiciclo, ricavata nel pendio naturale e delimitata da muri in opera incerta di calcare locale e parte dell’edificio scenico.
Foto:
- Veduta aerea del complesso santuariale al momento della scoperta (anno 2001).
- Veduta aerea del complesso santuariale dopo gli interventi di pulizia e restauro condotti nel 2002. - Summary Author
- Stefano De Caro
- Director
- Gianluca Tagliamonte
Media
- Name
- Monte San Nicola
- Year
- 2005
- Summary
-
en
In June 2005 excavations continued on the theatre-temple complex on Monte San Nicola in the municipality of Pietravairano.
A study of the building techniques ( _opus incertum_ with quoining of small limestone blocks) and of the small amount of residual pottery, dated the monument to within the first quarter of the 1st century B.C. The excavation of specifically placed trenches undertaken by the University of Lecce defined the stratigraphic sequence and architectural organization of the complex, with particular reference to the link between the cavea and the temple terrace.
A trench placed in correspondence with the eastern sector of the cavea confirmed the absence of structures outside the _analemma_ wall, highlighting the presence of the radial stairways linking the media and _summa cavea_, as well as the diazoma between these two sectors. The research was completed by surface surveys carried out along the crest of the mount. In an area east of the emerging structures a survey identified a tile collapse and a curved wall made of parallelepiped blocks belonging to a small building, probably with an apse, that may be identified with the chapel of the already known medieval settlement. -
it
Continua nel giugno del 2005 la campagna di scavo del complesso teatro-tempio sul monte S. Nicola, nel Comune di Pietravairano.
Grazie allo studio delle tecniche edilizie (opera incerta con ammorsatura a blocchetti di calcare) e ai pochi materiali ceramici residui, il monumento è stato datato tra la fine del II sec. a.C. e gli inizi del I sec. a.C.
Le esplorazioni mediante saggi di scavo mirati condotti dall’Università di Lecce hanno potuto chiarire la sequenza stratigrafica e l’articolazione architettonica del complesso, con particolare riferimento al collegamento tra la cavea e la terrazza occupata dall’edificio templare.
Un saggio di scavo, impostato in corrispondenza del settore est della cavea del teatro, ha confermato l’assenza di strutture esterne al muro di analemma, evidenziando la presenza di una delle scalette radiali di collegamento tra la media e la summa cavea, nonché del diazoma tra i due precedenti settori.
Completano il quadro delle ricerche alcune ricognizioni di superficie effettuate lungo il crinale del monte.
Foto: - Veduta aerea del complesso santuariale al termine della campagna di scavo 2005.
- Veduta dei lati est e sud del tempio.
- Vasca in cocciopesto nell’angolo sud-est del tempio. - Summary Author
- Stefano De Caro
- Funding Body
- Università degli Studi di Lecce
Media
- Name
- Monte San Nicola
- Year
- 2006
- Summary
-
en
Work continued between 10th April and 31st May 2006 on the excavation and restoration of the site at Pietravairano. A large sector of the cavea was brought to light, partly cut into the limestone bedrock and completed with a staircase built in _°opus caementicium_, leading up to the level of a small orchestra.
The clearing of the terrain in the areas to the east and north of the temple terracing revealed numerous fragments of palmetted cyma and drips in the form of lion heads, coherent with a roofing system datable to the second half of the 2nd century B.C.
Another trench was dug to investigate the relationship between the cavea and the theatre’s western _analemma_ wall. Lastly, surface survey and mapping continued across the entire area. -
it
Sono proseguiti anche nel 2006 i lavori di scavo e restauro nel sito di Pietravairano, nel periodo compreso tra il 10 aprile e il 31 maggio; si è così portato alla luce un altro ampio settore della cavea del teatro, in parte scavata nel banco di roccia calcarea e integrata da una gradinata realizzata in _opus coementicium_, raggiungendo il livello dell’orchestra.
Dalla pulizia del terreno nelle aree ad est e a nord del terrazzamento del tempio sono stati recuperati notevoli frammenti di sime a palmetta e gocciolatoi con protome leonina, tra loro coerenti come sistema di copertura, databili a inoltrata età tardo-repubblicana.
Un ulteriore saggio ha indagato il rapporto tra la cavea e il muro di analemma occidentale del teatro.
Infine sono proseguite le ricognizioni di superficie e i rilievi di tutta l’area.
Foto:
- Veduta aerea del complesso santuariale al termine della campagna di scavo 2006.
- Veduta aerea del complesso santuariale da nord-est. - Summary Author
- Stefano De Caro
Media
- Name
- Monte San Nicola
- Year
- 2008
- Summary
-
it
La campagna di scavo condotta dal maggio del 2007 al febbraio del 2008 ha permesso di mettere completamente in evidenza i resti dell’edificio templare, del terrazzamento su cui esso è collocato e di parte della cavea del teatro sottostante.
Le indagini hanno chiarito inequivocabilmente che l’impianto è frutto di un progetto unitario, concepito come tale fin dalle prime fasi di costruzione. Sono stati inoltre acquisiti importanti dati sulla decorazione architettonica dell’edificio sacro, sull’abbandono dell’impianto santuariale, sulle successive fasi di rioccupazione dell’area e sono state recuperate le prime testimonianze epigrafiche provenienti dal santuario.
Lo scavo della terrazza superiore e del tempio ha consentito di chiarire con certezza le caratteristiche planimetriche e tipologiche dell’edificio.
Lungo ca. 11,54 m, largo ca. 13,62 m, esso si presenta come un tempio “tuscanico” a triplice cella, con facciata tetrastila (con colonne in laterizio), realizzato con una certa adesione ai dettami del canone vitruviano.
Nell’area indagata sono state messe in luce tredici sepolture, la maggior parte delle quali dislocate a ridosso o in prossimità del muro meridionale del tempio.
Prive di corredo funerario o con corredi estremamente ridotti, le tombe documentano, ad ogni modo, le fasi di abbandono e di defunzionalizzazione del complesso teatro-tempio, nonché quelle di successiva rioccupazione del sito.
Tra di esse si segnala la tomba 7, una sepoltura del tipo a “cappuccina”, che ha restituito un asse in bronzo, menzionante il quarto consolato e la quindicesima _tribunicia potestas_ di Antonino Pio (151-152 d.C.): l’impianto santuariale parrebbe, dunque, avere perduto la sua originaria funzione forse già attorno alla metà del II sec. d.C.
La frequentazione del sito perdurò, comunque, in età medievale. Lo testimoniano i materiali provenienti da altre sepolture, come l’orecchino in bronzo del tipo “a cestello”, con pendente vitreo, proveniente dalla tomba 8, e, soprattutto, la fibula bronzea ad anello aperto, con estremità desinenti a volute, rinvenuta nella tomba 13, che richiamano tipi diffusi in contesti altomedievali della Campania e dell’Italia meridionale. E lo dimostrano anche i più tardi frammenti ceramici recuperati in prossimità della cella centrale del tempio e i resti di una cappella costruita su ciò che restava dell’antica _skenè_, dedicata, come vuole la tradizione locale, a San Nicola.
Per quanto riguarda il teatro, gli scavi hanno messo in evidenza i gradini della parte superiore e di quella mediana della cavea, caratterizzata dalla forma ad emiciclo (con un raggio di ca. 21,5 m), ricavata nel pendio naturale, di cui sfrutta l’inclinazione, e delimitata da muri di contenimento ( _analèmmata_ ) in opera incerta di calcare locale.
Un ampio passaggio ( _diàzoma_ ) separa la parte superiore della cavea da quella mediana, mentre tre scalette dividono le gradinate attualmente visibili in quattro cunei.
Relativamente buono è lo stato di conservazione delle gradinate di cui però non si conserva mai il piano della seduta. Dallo scavo di questo settore del complesso monumentale provengono, fra l’altro, diversi frammenti della decorazione architettonica del soprastante tempio e un paio di repliche di un medesimo bollo laterizio su tegola, in lingua latina, attestante l’attività produttiva di una officina appartenente alla _gens_ degli _Aufidii_.
Foto:
- Bollo laterizio in lingua latina.
- Veduta aerea del complesso santuariale nel corso della campagna di scavo 2007-2008.
- Veduta aerea del complesso santuariale al termine della campagna di scavo 2007-2008. -
en
This campaign, May 2007 to February 2008, saw the complete exposure of the temple building, the terracing on which it stands and part of the _cavea_ of the theatre below. The investigations definitively proved that the structures were part of a single complex, conceived as such from the first construction phases. Important evidence regarding the temple’s architectural decoration, the abandonment of the sanctuary, the subsequent re-occupation phases of in the area was documented, and the first epigraphic evidence from the sanctuary was found.
The excavation of the upper terrace and the temple clarified its plan and typological characteristics. About 11.54 m long and 13.62 m wide, it was a Tuscan type temple with a triple _cella_ and a tetrastyle façade (with tile-built columns), built with a certain adhesion to Vitruvian architectural canons.
Thirteen burials were uncovered in the excavation area, mainly situated up against or close to the temple’s south wall. Either without grave goods or with extremely small assemblages, the tombs document the abandonment and defunctionalisation of the theatre-temple complex, as well as the subsequent re-occupation of the site.
Tomb 7, an “a cappucina” type burial, produced a bronze _aes_ mentioning the fourth consulship and the fifteenth _tribunicia_ _potestas_ of Antoninus Pius (151-152 A.D.). Therefore, the sanctuary complex would seem to have lost its original function perhaps as early as the mid 2nd century A.D.
However, occupation of the site continued in the medieval period. This was attested by the materials from three other burials, such as a bronze “basket” earring with a glass pendent from tomb 8, and, above all, the bronze open ring fibula, with volute terminals, found in tomb 13, similar to types widespread in early medieval contexts in Campania and southern Italy. Further evidence was provided by the later pottery fragments found close to the central _cella_ of the temple, and the remains of a chapel built on what remains of the ancient _skenè_, dedicated, according to local tradition, to San Nicola.
As regards the theatre, the excavations uncovered the tiers of the upper and middle parts of the _cavea_ hemicycle (radius c. 21.5 m), built exploiting the natural slope, and delimited by containing walls (_analèmmata_) in local limestone _opus_ _incertum_.
A wide passageway (_diàzoma_) separated the upper part of the _cavea_ from the middle part, while three steps divided the tiers visible at present into four wedges.
The tiers are relatively well-preserved, although the actual seat surfaces have not survived. The excavation of this sector of the monumental complex produced fragments of the architectural decoration from the temple above and two examples of a Latin tile stamp, attesting the production activity of a workshop belonging to the _gens_ of the _Aufidii_. - Summary Author
- Gianluca Tagliamonte - Università del Salento
- Director
- Francesco Sirano
Media
- Name
- Monte San Nicola
- Year
- 2012
- Summary
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it
Nel settembre del 2012 sono riprese le campagne di scavo del complesso santuariale del Monte San Nicola condotte dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento sotto la direzione scientifica del prof. Gianluca Tagliamonte in virtù di una concessione triennale (2012-2014) per attività di ricerca e di scavo archeologico rilasciata dalla Direzione Generale per le Antichità del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Le indagini archeologiche (19 settembre-23 novembre 2012) hanno previsto l’iniziale apertura di un saggio (Saggio E) in corrispondenza del settore orientale della cavea, tra la nona gradinata della _media cavea_ (l’ultima ad essere stata messa in luce nei lavori del 2007-2008) e l’attuale piano di campagna, sovrapposto a quello originario dell’orchestra, con un salto di quota da nord a sud di ca. 1,80 metri.
Il saggio ha permesso di individuare il punto di passaggio tra la _media_ e la _ima cavea_ del teatro e di mettere in luce, sebbene in modo parziale, una parte delle gradinate di quest’ultima.
L’indagine iniziale, inoltre, ha consentito di eseguire un accurato controllo della sequenza stratigrafica della _cavea_, già individuata nelle precedenti campagne di scavo, precisandone dimensioni e composizione dei vari strati. Tra di essi si segnala lo strato denominato US 23 nel quale si rinviene un’altissima concentrazione di scapoli di calcare, frammenti ceramici (generalmente ceramica da cucina, ma anche coppe a vernice nera, con rara presenza di sigillata italica), parti di lucerne, tegole, coppi, nonché una rilevante quantità di frammenti architettonici pertinenti alla decorazione del tempio (sime fittili decorate con palmette a rilievo e gocciolatoi a protome leonina), blocchetti di tufo grigio e frammenti di intonaco di colore bianco e rosso.
Dopo l’apertura del Saggio E le operazioni di scavo si sono concentrate in corrispondenza della _media cavea_ e, in particolare, a partire da nord, all’altezza della nona gradinata, l’ultima ad essere stata parzialmente scoperta nella campagna di scavi del 2007-2008.
Rispetto al piano di lavoro iniziale si è scesi di quota di almeno 1,20 m e si sono messe in luce altre due gradinate della _media cavea_, oltre alla nona, con i rispettivi gradini delle scalinate ( _klìmakes_ ) laterali e di quella centrale.
Al di sotto di tali gradinate è stato messo in luce un ulteriore setto murario, di poco più alto rispetto ai precedenti, che sembra delimitare un passaggio trasversale, una sorta di _diàzoma_ che divide le gradinate più basse dell’ _ima_ da quelle della _media cavea_ e al cui piano di attesa si accede dall’orchestra attraverso un breve tratto della scalinata centrale, mentre quelle laterali si interrompono proprio in corrispondenza di tale passaggio.
Le fasi finali della campagna di scavo del 2012 hanno previsto la sperimentazione di interventi di restauro delle gradinate della _cavea_.
Le prove di restauro adottate sono reversibili, finalizzate in questa fase a testare la reale efficacia protettiva e resistenza delle soluzioni adottate al fine di proteggere le strutture messe in luce, preservandole dall’azione incessante degli agenti atmosferici, con particolare riferimento ai fenomeni di ruscellamento delle acque meteoriche e del ciclo stagionale del “gelo-disgelo”.
Foto:
- Frammenti di gocciolatoi a protome leonina dal tempio.
- Frammenti di sime con decorazione a palmetta dal tempio.
- La cavea del teatro al termine della campagna di scavo 2012.
- Ortofoto del complesso santuariale al termine della campagna di scavo 2012. -
en
In September 2012, excavations carried out by the Università del Salento reopened on the sanctuary complex of Monte San Nicola.
The excavations (19th September – 23rd November) opened a new area (Trench E) in correspondence with the eastern sector of the _cavea_, between the ninth tier of the _media_ _cavea_ (the last uncovered in the 2007-2008 campaign) and the present ground level, above the original floor level of the orchestra, with a difference in height (north-south) of c. 1.80 m. The excavations identified the point of passage between the _media_ and _ima_ _cavea_, and partially uncovered the tiers in the latter.
The initial investigations also checked the stratigraphic sequence of the _cavea_, clarifying the dimensions and composition of the various layers. Of note layer US 23 which contained a high concentration of limestone chips, pottery fragments (generally cooking wares, but also black glaze cups and very occasional sigillata italic), parts of lamps, tegulae, imbrices, as well as a substantial quantity of architectural fragments from the temple decoration (terracotta _syme_ decorated in relief with palmettes and lion’s head spouts), small blocks of grey tufa and fragments of white and red plaster.
After the opening of trench E, the excavations concentrated on the area of the _media_ _cavea_ and in particular, starting from the north at the height of the ninth tier. The excavation went down at least 1.20 m from the initial ground level, uncovering two more tiers of the _media_ _ cavea_, with the related lateral and central steps (_klimakes_).
Lying underneath these tiers was another wall, slightly higher than the preceding ones, that seemed to delimit a transverse passageway, a sort of _diàzoma_ dividing the lowest tiers of the _ima_ from those of the _media_ _cavea_ and was accessed from the orchestra via a short stretch of the central stairway, while the lateral stairways stopped precisely in correspondence with this passage.
The final phases of the 2012 season involved experimental interventions to restore the _cavea_ tiers. The interventions are reversible, aimed at this stage to test the actual efficiency in terms of protection and resistance of the adopted solutions and ability to preserve the tiers from the incessant action of atmospheric agents, in particular rainwater runoff and the seasonal cycle of freezing and unfreezing. - Summary Author
- Gianluca Tagliamonte - Università del Salento
Media
- Name
- Monte San Nicola
- Year
- 2013
- Summary
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it
La sesta campagna di scavi, condotta nel complesso teatro-tempio di Pietravairano dal 9 ottobre al 16 novembre del 2013, ha visto, come nella precedente occasione, una stretta collaborazione intercorsa tra il Comune di Pietravairano e il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, concessionario per gli anni 2012-2014 delle attività di ricerca e di scavo archeologico in loc. Monte San Nicola.
Obiettivi dell’intervento della presente campagna di scavo sono stati: il ripristino degli impianti logistici e del cantiere di scavo; la prosecuzione delle operazioni di scavo in corrispondenza della _ima cavea_ del teatro; il restauro delle strutture murarie di recente scoperta.
Le attività di scavo hanno consentito di mettere completamente in luce le gradinate nn. 9 e 10. Queste si presentano in buono stato di conservazione e come le restanti murature sono costruite con scapoli di calcare di varia forma uniti con malta.
Raggiunto il livello evidenziato nella campagna del 2012 è stato aperto un saggio per valutare lo spessore del terreno che ancora copre il piano dell’orchestra. Il saggio, rettangolare, di circa un metro per due, è orientato est-ovest e insiste nella porzione occidentale della cavea. Esso ha permesso di mettere in luce altri tre gradini dell’ _ima cavea_ (nn. 11, 12 e 13) e il livello pavimentale dell’orchestra, realizzato in cocciopesto.
Il _diàzoma_, scoperto e restaurato nel corso del 2012, è stato messo in luce per tutta la sua estensione. Dal saggio risulta anche che il piano di campagna attuale della _ima cavea_ insiste circa un metro al di sopra del piano originale della pavimentazione dell’orchestra e, dunque, per restituire tale livello per tutta l’area meridionale del teatro, scena compresa, occorre scavare ancora circa 190 metri cubi di terra.
L’intervento di restauro operato nel 2012 sulle strutture della cavea ha sopportato le numerose gelate invernali senza danni evidenti. La scelta di non trattare la malta con resine protettive ha prodotto il distacco della sola pellicola superficiale per uno spessore prossimo al millimetro.
Il restauro condotto nella campagna 2013 ha previsto la restituzione del piano di calpestio del _diàzoma_ e l’adeguamento dell’altezza del muro della _pàrodos_ con il livello scavato della _media cavea_. Gli inerti utilizzati sono tutti stati recuperati dalle attività di scavo, la malta è composta al 30% da legante (grassello di calce e Lafarge in proporzione di 2 a 1) e al 69% da inerte (sabbione di calcare). Per garantire proprietà idrauliche al composto, così come veniva fatto in antico, è stata aggiunta all’impasto una piccola percentuale (1%) di polvere di mattone (granulometria 1-4 mm).
La superficie di calpestio realizzata è stata spugnata per migliorare l’aspetto estetico del restauro.
Foto:
- Elaborazione digitale del complesso santuariale: veduta da est.
- Elaborazione digitale del complesso santuariale: veduta da nord.
- La cavea del teatro al termine della campagna di scavo 2013.
- Restauro del diàzoma tra media e ima cavea. -
en
This was the sixth campaign on the theatre-temple complex (9th October-16th November)
The aims were to re-organise the logistical structures and the excavation area; continue excavations in the _ima_ _cavea_, and the restoration of the recently exposed walls.
The excavations completely exposed tiers n. 9 and 10. These were in a good state of preservation and like the other structures were built of irregularly shaped limestone chips bonded with mortar.
Once the level of the 2012 excavations was reached a new trench was opened to evaluate the depth of soil still covering the orchestra floor. This was c. 1 x 2 m and aligned east-west , in the western part of the _cavea_. A further three tiers of the _ima_ _cavea_ were uncovered (11, 12, 13) and the _opus_ _signinum_ orchestra floor was also exposed.
The remaining stretch of the _diàzoma_, excavated and restored in 2012, was exposed. It was seen that the present ground level in the _ima_ _cavea_ is about one metre above the orchestra’s original floor level. Therefore, to uncover that level across the whole of the southern part of the theatre would require the removal of about 190 m3 of soil.
The restoration undertaken in 2012 had survived the winter without any major signs of damage. The decision not to treat the mortar with protective resin had only caused about a 1 mm thickness of the surface film to come away.
The 2013 restorations involved the floor surface of the _diàzoma_ and the adjustment of the height of the _parados_ wall to the level excavated in the _media_ _cavea_. The building materials used were all recovered from the excavations, and the mortar made up of 30% of bonding material (slaked lime and Lafarge in a 2:1 ratio) and 69% of coarse limestone sand. In order to guarantee the hydraulic properties of the mix a small percentage (1%) of brick dust (grain size 1-4 mm), as was the case in antiquity. The actual floor surface was sponged to improve the aesthetics of the restoration. - Summary Author
- Gianluca Tagliamonte - Università del Salento
- Director
- Gianluca Tagliamonte
Media
- Name
- Monte San Nicola
- Year
- 2015
- Summary
-
it
Dal 7 settembre 2015, e sino alla fine dell’anno 2015, è stata intrapresa dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento una settima campagna di scavo, in virtù del rinnovo della concessione di scavo per l’anno 2015 rilasciata al Dipartimento dal competente Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, con nota prot. n. DG 6727 Class. 34-31.07/2671 del 29.7.2015 della ormai soppressa Direzione Generale per l’Archeologia.
Le operazioni di scavo sono state finalizzate al completamento dello scavo integrale dell’impianto teatro-tempio e hanno perciò riguardato quei settori non del tutto o affatto interessati dalle precedenti campagne di scavo.
Per il tempio, in larga misura scavato negli anni 2007-2008, sono stati condotti degli approfondimenti stratigrafici nel pronao, al centro del quale è stata rinvenuta una sepoltura (n. 14), senza corredo, del tipo cd. alla cappuccina. Un’altra tomba (n. 15), dello stesso tipo e priva del corredo, è stata rinvenuta nel settore sud-occidentale della terrazza; al suo interno era inumato un bambino, con ancora la dentizione da latte. Per entrambe le sepolture l’assenza del corredo non consente di determinare, su base archeologica, la cronologia.
Le recenti indagini hanno interessato per intero anche l’edificio teatrale. Della cavea sono state messe in luce complessivamente sedici gradinate, divise orizzontalmente in tre settori da due ampi passaggi, mentre la presenza di tre scalinate suddivide la cavea stessa in quattro parti o cunei.
L’orchestra, ancora in fase di scavo, è stata finora indagata attraverso limitati saggi che hanno però permesso di evidenziare l’originario battuto pavimentale costituito da malta compattata con piccoli inclusi di calcare e laterizi. Lo stesso piano di calpestio, per ampi tratti, lo si ritrova lungo gli _aditus_, ossia i punti di accesso alla struttura teatrale, con una pendenza decrescente dall’esterno verso il piano dell’orchestra. Anche il _proscaenium_ è stato completamente riportato alla luce e nel tratto centrale un varco ampio 0,80 m consentiva l’accesso alla fossa scenica originariamente coperta dal _pulpitum_ ligneo.
Gli ingressi del teatro erano monumentalizzati con passaggi voltati di cui restano tracce murarie a livello di fondazione addossate ai muri di contenimento della cavea. Il _proscaenium_ in facciata doveva essere decorato con semicolonne fittili, come testimoniano i diversi ritrovamenti, mentre un varco centrale permetteva di raggiungere la fossa scenica (hyposcaenium), di lunghezza pari a quella della scenae frons, coperta da un tavolato ligneo ( _pulpitum_ ) di cui però si è persa ogni traccia. Della _scenae frons_, sostenuta alle spalle da contrafforti semicircolari, restano in piedi, oltre alle possenti sostruzioni, brevi lacerti murari dell’elevato a testimonianza della sua antica imponenza.
Non disponiamo però di informazioni utili per ricostruire forma e decorazione della facciata del muro di scena. È verosimile supporre che fosse dotata di aperture che potevano condurre agli ambienti retrostanti del _postscaenium_, a cui per altro si poteva accedere dai lati brevi della struttura scenica. Coperta verosimilmente da una unica falda, tale struttura era delimitata a sud da uno dei muri più alti e possenti dell’intero impianto santuariale, certamente il più lungo, che doveva essere ben visibile dalla valle sottostante. -
en
The work, carried out by Salento University, aimed to complete the excavation of the theatre-temple complex.
In the theatre, largely excavated in 2007-2008, the excavation of the pronaos was deepened, at the centre of which an "a cappucina" burial, without grave goods, was found (n.14). Another tomb (n. 15), of the same type and also without grave goods, was found in the south-western sector of the terrace. It contained a child that still had its milk teeth. The lack of grave goods in both burials means they cannot be dated based on the archaeological evidence.
The recent investigations also involved the entire theatre building. Sixteen tiers of the _cavea_ were brought to light, divided horizontally in three sectors by two wide passageways, while the presence of three flights of steps subdivided the _cavea_ itself into four parts or wedges.
The orchestra, still to be completed, has so far been investigated through limited _sondages_, which however revealed the original floor surface, made up of compact mortar with small limestone and tile inclusions. Large sections of the same floor were also present along the _aditus_, the points of access to the theatre that sloped down from the exterior towards the orchestra level. The _proscaenium_ was completely exposed and in the central sector an opening 0.80 m wide provided entry to the scenery pit that was originally covered by the wooden _pulpitum_.
The theatre entrances were monumentalised with vaulted passageways of which traces of the walls remain at foundation level abutting the containing walls of the _cavea_. The facade of the _proscaenium_ must have been decorated with terracotta pilasters, attested by several traces, while a central opening provided access to the scenery pit (_hyposcaenium_), the same length as the _scenae_ _frons_, covered by wooden planks (_pulpitum_) of which all traces are lost. The _scenae_ _frons_ was supported to the rear by semicircular buttresses. In addition to the imposing substructures, short sections of the walls are standing, evidence of its ancient glory. However, we have no evidence for the reconstruction of the form and decoration of the front wall of the stage structure. Probably covered by a flat roof, this structure was delimited to the south by one of the highest and most imposing walls within the sanctuary complex, certainly the longest, which must have been clearly visible from the valley below. - Summary Author
- Gianluca Tagliamonte - Università del Salento
- Research Body
- Università del Salento
Media
- Images
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1- Pietravairano. Planimetria terrazza-tempio.jpg
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2- Pietravairano. Ortofoto complesso santuariale 2013.jpg
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3- Pietravairano. Ortofoto complesso santuariale 2014.jpg
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4- Pietravairano. Ortofoto complesso santuariale 2015.jpg
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5- Pietravairano - ortofoto terrazz-tempio 2015.jpg
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7- Pietravairano. Teatro-tempio visto da est.jpg
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8- Pietravairano. La tomba15 .jpg
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6- Pietravairano. Teatro-tempio visto da sud.jpg
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10- Pietravairano.Tomba 14.jpg
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9- Pietravairano. La tomba15 .jpg
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13- Pietravairano. Tempio, fronte meridionale-proposta ricostruttiva.jpg
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12- Pietravairano. La disposizione delle tre scalinate che dividono la cavea in quattro cunei.jpg
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11- Pietravairano. Numerazione delle gradinate della ima, media e summa cavea.jpg
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18- Pietravairano. Ipotesi ricostruttiva della cavea e del_lâ__edificio scenico. .jpg
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19- Ipotesi ricostruttiva dellâ__edificio scenico del teat_ro. Modellazione 3d con luce indiretta con texture.jpg
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