- Item
- AIAC_3612
- Name
- Ostra
- Date Range
- 399 BC – 599
- Monuments
- Settlement
Seasons
-
AIAC_3612 - Ostra - 2014La città romana di Ostra sorge nella media valle del Misa, su di un terrazzo alluvionale di fondovalle posto alla sinistra del fiume. La città dovette nascere come praefectura all’indomani delle assegnazioni viritane del 232 a.C. legate alla _Lex Flaminia de agro Gallico et Piceno viritim dividundo_. L’ubicazione qui di un centro di servizio trova una sua giustificazione nella geografia. Il terrazzo su cui poi sorse la città di Ostra si trova, infatti, lungo la naturale direttrice di collegamento tra la colonia di Sena Gallica e la conca di Sassoferrato, che rappresenta il settore più settentrionale della c.d. “valle sinclinale camerte”, interposta tra la quinta appenninica principale e quella del San Vicino e lungo la quale correva l’asse che univa Roma al territorio senonico prima dell’apertura della via Flaminia. La praefectura di Ostra, quindi, nasce lungo questo asse, in corrispondenza del punto in cui tale direttrice era tagliata da quella che univa tutti i settori mediani delle valli marchigiane. Le prime tracce di occupazione del sito, rimontano però ad una fase precedente la Lex Flaminia e portano a supporre che un primo insediamento romano si sia sviluppato contestualmente alla deduzione di Sena Gallica. È comunque solo con il I sec. a.C., all’interno di quel più generale fenomeno di urbanizzazione successivo alla Guerra Sociale, che Ostra diventerà un _municipium_. Le prime esplorazioni archeologiche nel sito di Ostra si ebbero all’inizio del 1900 con Giuseppe Baldoni, proprietario dei terreni. Questi scavi misero in luce un ampio complesso termale, il teatro e parte della piazza forense. Proprio in questa zona si sono concentrati gli scavi iniziati nel 2006 da parte dell’Università di Bologna all’interno di una convenzione tra il Comune di Ostra Vetere, la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche e il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna. Le campagne di scavo condotte fino ad oggi hanno permesso di individuare diverse strutture presenti nel foro e di ricostruire le fasi di monumentalizzazione e strutturazione dell’area. L’intervento dello scorso anno ha ulteriormente incrementato i dati che già si avevano. In particolare sono stati riportati in luce, nel settore nord-est della piazza, alcuni altri pozzetti tra loro allineati del tutto identici a quelli già scoperti negli anni scorsi e interpretati come alloggiamenti di pali connessi con le procedure elettorali. Si è venuto così a meglio delineare il complesso dei _Saepta_, che risulta formato da due file di pozzetti tra loro parallele e distanti una ventina di metri. Allo stesso modo è stato completato lo scavo di un’articolata struttura già individuate nel 2013, che sembra interpretabile come un tempio databile, sulla base delle tecniche edilizie, ancora all’età repubblicana. Il ritrovamento più importante del 2014 è però quello relativo ad un tempio circolare. L'edificio si compone di un muro perimetrale spoliato che disegna un cerchio del diametro di circa 11 m, contenente al suo interno un ambiente circolare più piccolo corrispondente alla cella interna. Infine, anche nelle zone interessate dagli interventi del 2014 sono venute in luce tombe tarde che testimoniano l’abbandono della città dopo il VI secolo.
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AIAC_3612 - Ostra - 2015The Roman city of _Ostra_ is situated in the northern Marche, in the middle Misa valley, on a river terrace on the left side of the river, along the road that linked _Sena_ _Gallica_ to _Sentinum_ and, through the Sinclinale Camerte valley to Rome. Its birth as a _praefectura_ is linked to the land allotments of the _lex_ _Flaminia_ _de_ _agro_ _gallico_ _et_ _Piceno_ _viritim_ _dividundo_ of 232 B.C. During the course of the 1st century B.C. Ostra, like many of the _praefecturae_ born out of the _lex_ _Flaminia_, was transformed into a _municipium_ governed by _duumviri_ and it kept its city status until the 6th-7th century, when it became the seat of a dioceses. The Graeco-Gothic war and then the Lombard invasion led to the city’s gradual abandonment, and the movement of the population to the highlands situated along the ridges separating the valleys in search of new defendable sites. In this way the settlement of Montenovo was founded, which, at the end of the 19th century, changed its name to Ostra Vetere and in whose territory the Roman city lies. The first excavations on the site of the ancient city, significantly named “Muracce” (Fig. 2), date to the early 20th century and were undertaken by the landowner Cav. Giuseppe Baldoni di Montalto. In 2005, a convention was stipulated between the Superintendency, the town council of Ostra Vetere and the University of Bologna’s Department of Archaeology, and new excavations began in 2006. These concentrated on the forum area, in a sector not excavated by Baldoni, where numerous public buildings were uncovered. The 2015 excavations also investigated this sector (Fig. 3) in order to check the stratigraphic and chronological relationships of several structures and complete the exploration of the area. In particular, the excavations further defined the structure and chronology of the circular temple (STR 29) and of temple STR 27, identified in 2014. Both buildings belong to the first phase of the forum datable to the second half of the 2nd century B.C. Another trench was excavated inside the city’s main temple. This intervention showed that it was built in the early imperial period in a sector that was previously occupied by metalworking furnaces and that in the second half of the 1st century A.D. the original temple podium was substantially raised in height. Important new evidence was discovered in the area of the _saepta_ where two bases built of sandstone blocks were uncovered, which showed how a system of winches housed on these bases was substituted for the original system of posts for the divisions of the voting. Lastly, the excavation of the road bordering the north and east of this sector of the forum was completed, which led to the identification of a public fountain at the crossroads.
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AIAC_3612 - Ostra - 2016Ostra si trova nelle Marche settentrionali, nella media valle del Misa, circa 20 km a monte di Senigallia. La città sorge su di un terrazzo alluvionale di fondovalle posto alla sinistra del fiume. La sua nascita come centro romano va messa in relazione alla lex Flaminia de agro Gallico et Piceno viritim dividundo del 232 a.C. L’arrivo infatti di nuovi coloni portò alla nascita di tutta una serie di praefecturae che assicurassero ai nuovi arrivati i “servizi” a cui avevano comunque diritto e di cui non potevano più beneficiare per l’eccessiva distanza da Roma. Trattandosi di centri di “servizio” le praefecturae erano poste in punti facilmente raggiungibili e legati alla viabilità principale del territorio. Ostra non fa eccezione, trovandosi all’incrocio tra la strada che univa la colonia di Sena Gallica a Sentinum e quella che univa tra loro tutti centri della medie valli marchigiane. Come avvenne per la maggior parte delle varie praefecturae, nel corso del I sec. a.C. anche Ostra, come la vicina Suasa, divenne municipium con un proprio territorio. La fine della città va collocato tra VI e VII secolo, quando la guerra tra Goti e Bizantini prima e l’arrivo dei Longobardi poi portò al definitivo abbandono di questo centro divenuto, per la sua posizione, insicuro e non difendibile. Gli scavi condotti in questi anni si sono concentrati nella zona centrale della città, rimettendo in luce diverse strutture riferibili al foro che si distribuiscono tra il II sec. a.C. e il II sec. d.C.. Tra queste particolare rilevanza va data ad un sistema di pozzetti in cui erano in origine posti dei pali, destinati a reggere delle corde che individuavano diverse corsie. Si tratta di un apprestamento che a nostro avviso era legato alle operazioni di voto, cioè i saepta della città. Oltre alle diverse strutture rinvenute, in particolare tre templi, di cui uno rotondo, e un ninfeo, gli scavi hanno messo in luce buona parte della strada che delimitava questo settore centrale. Si tratta di una strada basolata che reca i solchi incisi dalle ruote dei carri, e che dunque doveva essere l’asse di attraversamento della città. La fase di progressivo abbandono della città è testimoniata dalle oltre 100 tombe che dall’età tardo antica al primo medioevo occupano l’area forense. Ciò è legato da un lato al venir meno della funzione originaria della piazza e dall’altro alla verosimile trasformazione in chiesa cristiana del tempio principale della città. Tale trasformazione giustificherebbe il fatto che i muri dell’antico tempio siano gli unici che sono sempre rimasti visibili a testimoniare la presenza qui dell’antica città romana.
Media
- Name
- Ostra
- Year
- 2014
- Summary
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it
La città romana di Ostra sorge nella media valle del Misa, su di un terrazzo alluvionale di fondovalle posto alla sinistra del fiume. La città dovette nascere come praefectura all’indomani delle assegnazioni viritane del 232 a.C. legate alla _Lex Flaminia de agro Gallico et Piceno viritim dividundo_. L’ubicazione qui di un centro di servizio trova una sua giustificazione nella geografia.
Il terrazzo su cui poi sorse la città di Ostra si trova, infatti, lungo la naturale direttrice di collegamento tra la colonia di Sena Gallica e la conca di Sassoferrato, che rappresenta il settore più settentrionale della c.d. “valle sinclinale camerte”, interposta tra la quinta appenninica principale e quella del San Vicino e lungo la quale correva l’asse che univa Roma al territorio senonico prima dell’apertura della via Flaminia. La praefectura di Ostra, quindi, nasce lungo questo asse, in corrispondenza del punto in cui tale direttrice era tagliata da quella che univa tutti i settori mediani delle valli marchigiane. Le prime tracce di occupazione del sito, rimontano però ad una fase precedente la Lex Flaminia e portano a supporre che un primo insediamento romano si sia sviluppato contestualmente alla deduzione di Sena Gallica. È comunque solo con il I sec. a.C., all’interno di quel più generale fenomeno di urbanizzazione successivo alla Guerra Sociale, che Ostra diventerà un _municipium_.
Le prime esplorazioni archeologiche nel sito di Ostra si ebbero all’inizio del 1900 con Giuseppe Baldoni, proprietario dei terreni. Questi scavi misero in luce un ampio complesso termale, il teatro e parte della piazza forense. Proprio in questa zona si sono concentrati gli scavi iniziati nel 2006 da parte dell’Università di Bologna all’interno di una convenzione tra il Comune di Ostra Vetere, la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche e il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna.
Le campagne di scavo condotte fino ad oggi hanno permesso di individuare diverse strutture presenti nel foro e di ricostruire le fasi di monumentalizzazione e strutturazione dell’area. L’intervento dello scorso anno ha ulteriormente incrementato i dati che già si avevano. In particolare sono stati riportati in luce, nel settore nord-est della piazza, alcuni altri pozzetti tra loro allineati del tutto identici a quelli già scoperti negli anni scorsi e interpretati come alloggiamenti di pali connessi con le procedure elettorali. Si è venuto così a meglio delineare il complesso dei _Saepta_, che risulta formato da due file di pozzetti tra loro parallele e distanti una ventina di metri. Allo stesso modo è stato completato lo scavo di un’articolata struttura già individuate nel 2013, che sembra interpretabile come un tempio databile, sulla base delle tecniche edilizie, ancora all’età repubblicana. Il ritrovamento più importante del 2014 è però quello relativo ad un tempio circolare. L'edificio si compone di un muro perimetrale spoliato che disegna un cerchio del diametro di circa 11 m, contenente al suo interno un ambiente circolare più piccolo corrispondente alla cella interna. Infine, anche nelle zone interessate dagli interventi del 2014 sono venute in luce tombe tarde che testimoniano l’abbandono della città dopo il VI secolo. -
en
The Roman city of Ostra lies in the middle Misa Valley, on an alluvial terrace in the valley bottom to the left of the river. The city was created as a _praefectura_ following the allotment of the _ager_ _viritanus_ in 232 B.C., linked to the _Lex_ _Flaminia_ _de_ _agro_ _Gallico_ _et_ _Piceno_ _viritim_ _dividundo_. The site of the service settlement is justified by the geography.
In fact, the terrace on which Ostra stands, along the natural road linking the colony of Sena Gallica and the Sassoferrato basin, the northernmost sector of the so-called “Camerte syncline valley” between the main Apennine ridge and that of San Vicino. It was through here that the road linking Roma to the territory of Sena Gallica ran prior to the opening of the via Flaminia. Therefore, the _praefectura_ of Ostra grew up at this point, in correspondence with the point at which this road was crossed by the road joining all the central areas of the Marche’s valleys. However, the first traces of occupation on the site predate the _Lex_ _Flaminia_ and suggest a first Roman settlement was founded here at the time of the deduction of _Sena_ _Gallica_. Nevertheless, Ostra only became a _municipium_ in the 1st century B.C., as part of the more general phenomenon of urbanisation that followed the Social War.
Giuseppe Baldoni, the landowner, began the first excavations at Ostra in 1900. These investigations exposed a large bath complex, the theatre, and part of the forum piazza. It was in this area that Bologna University began excavations in 2006.
To date the excavations have identified several buildings in the forum and the evidence has been used to make a reconstruction of the monumentalising phases and plan of the area. Last season’s work revealed new evidence, in particular a row of pits was uncovered in the north-eastern part of the forum, identical to those identified in previous years and interpreted as the housings for posts/piers associated with voting procedures. Thus, the _Saepta_ complex was seen to be formed by two parallel rows of pits about twenty metres apart. The excavation was also completed of a structure identified in 2013 that may be interpreted as a temple whose construction technique dates to the Republican period. However, the most important find in 2014 was a circular temple about 11 m in diameter. Inside the perimeter wall, which was robbed, was a smaller circular room forming the cella. Lastly, late tombs also came to light in the areas investigated this season, attesting the abandonment of the city after the 6th century. - Summary Author
- Pier Luigi Dall’Aglio- Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Università di Bologna
- Cristian Tassinari- DiSCi-Univ. Bologna
- Carlotta Franceschelli- Università “Blaise Pascal” di Clermont-Ferrand
- Research Body
- Università degli Studi di Bologna
Media
- Name
- Ostra
- Year
- 2015
- Summary
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en
The Roman city of _Ostra_ is situated in the northern Marche, in the middle Misa valley, on a river terrace on the left side of the river, along the road that linked _Sena_ _Gallica_ to _Sentinum_ and, through the Sinclinale Camerte valley to Rome. Its birth as a _praefectura_ is linked to the land allotments of the _lex_ _Flaminia_ _de_ _agro_ _gallico_ _et_ _Piceno_ _viritim_ _dividundo_ of 232 B.C. During the course of the 1st century B.C. Ostra, like many of the _praefecturae_ born out of the _lex_ _Flaminia_, was transformed into a _municipium_ governed by _duumviri_ and it kept its city status until the 6th-7th century, when it became the seat of a dioceses. The Graeco-Gothic war and then the Lombard invasion led to the city’s gradual abandonment, and the movement of the population to the highlands situated along the ridges separating the valleys in search of new defendable sites. In this way the settlement of Montenovo was founded, which, at the end of the 19th century, changed its name to Ostra Vetere and in whose territory the Roman city lies.
The first excavations on the site of the ancient city, significantly named “Muracce” (Fig. 2), date to the early 20th century and were undertaken by the landowner Cav. Giuseppe Baldoni di Montalto. In 2005, a convention was stipulated between the Superintendency, the town council of Ostra Vetere and the University of Bologna’s Department of Archaeology, and new excavations began in 2006. These concentrated on the forum area, in a sector not excavated by Baldoni, where numerous public buildings were uncovered. The 2015 excavations also investigated this sector (Fig. 3) in order to check the stratigraphic and chronological relationships of several structures and complete the exploration of the area. In particular, the excavations further defined the structure and chronology of the circular temple (STR 29) and of temple STR 27, identified in 2014. Both buildings belong to the first phase of the forum datable to the second half of the 2nd century B.C.
Another trench was excavated inside the city’s main temple. This intervention showed that it was built in the early imperial period in a sector that was previously occupied by metalworking furnaces and that in the second half of the 1st century A.D. the original temple podium was substantially raised in height.
Important new evidence was discovered in the area of the _saepta_ where two bases built of sandstone blocks were uncovered, which showed how a system of winches housed on these bases was substituted for the original system of posts for the divisions of the voting.
Lastly, the excavation of the road bordering the north and east of this sector of the forum was completed, which led to the identification of a public fountain at the crossroads. -
it
La città romana di Ostra si trova nelle Marche settentrionali, nella media valle del Misa, su di un terrazzo fluviale alla sinistra del fiume, lungo la strada che collegava _Sena Gallica_ a _Sentinum_ e, attraverso la valle sinclinale camerte, a Roma. La sua nascita come _praefectura_ è legata alle assegnazioni della _lex Flaminia de agro gallico et Piceno viritim dividundo_ del 232 a.C. Nel corso del I sec. a.C. Ostra, così come molte delle _praefecturae_ nate in seguito alla _lex Flaminia_, si trasformerà in un _municipium_ retto da _duumviri_ e manterrà il suo _status_ di città fino al VI-VII secolo, divenendo anche sede di diocesi. La Guerra greco-gotica prima e l’invasione longobarda poi porteranno al progressivo abbandono della città, con lo spostamento della popolazione, alla ricerca di siti maggiormente difendibili, su alture isolate poste lungo i crinali che separano una valle dall’altra. È così che si formò il nucleo di Montenovo, che, alla fine del XIX secolo, ottenne di cambiare il proprio nome in Ostra Vetere e nel cui territorio municipale si trova la città romana.
I primi scavi sistematici nel sito della città antica, significativamente denominato “Muracce” (Fig. 2), risalgono ai primi anni del secolo scorso e furono condotti dal proprietario dei terreni, il cavalier Giuseppe Baldoni di Montalto. Nel 2005 venne infine stipulata una convenzione tra Soprintendenza, Comune di Ostra Vetere e Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna per una ripresa sistematica dell’esplorazione del sito della città e nel 2006 iniziarono i nuovi scavi, che si concentrarono nella piazza forense, in un settore non scavato dal Baldoni, dove vennero messi in luce numerosi edifici pubblici. Anche nel 2015 gli scavi hanno interessato questo settore (Fig. 3) al fine di verificare i rapporti stratigrafici e cronologici di alcune strutture e di completare l’esplorazione dell’area. In particolare l’intervento del 2015 ha permesso di meglio definire la struttura e la cronologia del tempio tondo (STR 29) e del tempio denominato STR 27, già individuati nel 2014. Entrambi gli edifici appartengono alla prima fase di sistemazione della piazza databile alla seconda metà del II sec. a.C.
Un altro saggio di scavo è stato poi condotto all’interno del tempio principale della città. Tale intervento ha permesso di verificare come il tempio sia stato edificato nella prima età imperiale in un settore precedentemente occupato da forni per la lavorazione del metallo e che nella seconda metà del I sec. d.C. il podio originario del tempio venne notevolmente rialzato.
Novità importanti riguardano l’area dei saepta dove sono state messe in luce due basi i blocchi di arenaria, che hanno permesso di vedere come l’originario sistema a pali sia stato sostituito da un sistema di argani alloggiati appunto su questi basamenti.
Infine è stato completato lo scavo della strada che delimita sui lati nord ed est questo settore del foro con l’individuazione all’incrocio dei due assi di una fontana pubblica. - Summary Author
- Pier Luigi Dall’Aglio, DiSCI-Università di Bologna
Media
- Name
- Ostra
- Year
- 2016
- Summary
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it
Ostra si trova nelle Marche settentrionali, nella media valle del Misa, circa 20 km a monte di Senigallia. La città sorge su di un terrazzo alluvionale di fondovalle posto alla sinistra del fiume. La sua nascita come centro romano va messa in relazione alla lex Flaminia de agro Gallico et Piceno viritim dividundo del 232 a.C. L’arrivo infatti di nuovi coloni portò alla nascita di tutta una serie di praefecturae che assicurassero ai nuovi arrivati i “servizi” a cui avevano comunque diritto e di cui non potevano più beneficiare per l’eccessiva distanza da Roma. Trattandosi di centri di “servizio” le praefecturae erano poste in punti facilmente raggiungibili e legati alla viabilità principale del territorio. Ostra non fa eccezione, trovandosi all’incrocio tra la strada che univa la colonia di Sena Gallica a Sentinum e quella che univa tra loro tutti centri della medie valli marchigiane. Come avvenne per la maggior parte delle varie praefecturae, nel corso del I sec. a.C. anche Ostra, come la vicina Suasa, divenne municipium con un proprio territorio. La fine della città va collocato tra VI e VII secolo, quando la guerra tra Goti e Bizantini prima e l’arrivo dei Longobardi poi portò al definitivo abbandono di questo centro divenuto, per la sua posizione, insicuro e non difendibile.
Gli scavi condotti in questi anni si sono concentrati nella zona centrale della città, rimettendo in luce diverse strutture riferibili al foro che si distribuiscono tra il II sec. a.C. e il II sec. d.C.. Tra queste particolare rilevanza va data ad un sistema di pozzetti in cui erano in origine posti dei pali, destinati a reggere delle corde che individuavano diverse corsie. Si tratta di un apprestamento che a nostro avviso era legato alle operazioni di voto, cioè i saepta della città. Oltre alle diverse strutture rinvenute, in particolare tre templi, di cui uno rotondo, e un ninfeo, gli scavi hanno messo in luce buona parte della strada che delimitava questo settore centrale. Si tratta di una strada basolata che reca i solchi incisi dalle ruote dei carri, e che dunque doveva essere l’asse di attraversamento della città. La fase di progressivo abbandono della città è testimoniata dalle oltre 100 tombe che dall’età tardo antica al primo medioevo occupano l’area forense. Ciò è legato da un lato al venir meno della funzione originaria della piazza e dall’altro alla verosimile trasformazione in chiesa cristiana del tempio principale della città. Tale trasformazione giustificherebbe il fatto che i muri dell’antico tempio siano gli unici che sono sempre rimasti visibili a testimoniare la presenza qui dell’antica città romana. -
en
Ostra is situated in the northern Marche, in the middle Misa valley, c. 20 km above Senigallia. The city stands on an alluvial terrace in the valley bottom, on the left bank of the river. Its birth as a Roman centre relates to the _lex_ _Flaminia_ _de_ _agro_ _Gallico_ _et_ _Piceno_ _viritim_ _dividundo_ of 232 B.C. In fact, the arrival of new colonists led to the foundation of a series of _praefecturae_ that provided the “services” to which the new arrivals were entitled but could not benefit from because of the distance from Rome. As they were “service” centres, the _praefecturae_ were situated in easily accessible places and linked to the territory’s main communications network. Ostra is no exception as it stands at the crossroads between the road linking the colony of _Sena_ _Gallica_ to _Sentinum_ and the road linking all the centres in the middle valleys of the Marche to each other. Like most _praefecturae_, during the 1st century B.C., Ostra, like nearby _Suasa_, became a _municipium_ with its own territory. The end of the city can be dated to between the 6th and 7th centuries, when first the war between the Goths and Byzantines and then the arrival of the Lombards led to the definitive abandonment of the centre as it could no longer be defended.
The excavations carried out in recent years have concentrated on the city's central zone, uncovering several structures relating to the forum, which date to between the 2nd century B.C. and the 2nd century A.D. Of particular interest is a system of small pits that originally housed the posts that held the ropes used to create different lanes for queuing. This has been interpreted as a structure relating to voting operations, in other words the city’s _saepta_. In addition to the various structures identified, in particular three temples, one of which circular, and a nymphaeum, the excavations have uncovered most of the road delimiting this central sector. Cart wheel-ruts are present in the surface of this basalt-paved road, which must therefore have been the main thoroughfare crossing the city. The city’s gradual abandonment is attested by over 100 tombs that from the late antique to the early medieval period occupied the forum area. This is linked to the forum’s loss of its original function and also to the probable conversion of the city’s main temple into a Christian church. Such a transformation would justify the fact that the walls of the ancient temple are the only ones to have always remained visible attesting the presence of the ancient Roman city here.
Media
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Dall'Aglio et al. 2014P.L. Dall'Aglio, C. Franceschelli, C. Tassinari, 2014, Monumentalizzazione degli spazi pubblici e partecipazione alla vita politica nel municipium romano di Ostra (Ostra Vetere-AN). In Dall'Aglio P.L., Franceschelli C., Maganzani L. (a cura di), Atti del IV convegno internazionale di studi veleiati, Veleia 20-21 settembre 2013, Bologna: 355-378
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Dall’Aglio et al. 2014P.L. Dall’Aglio , C. Franceschelli , M. Silani , C. Tassinari, 2014, Prime considerazioni sulla città romana di Ostra alla luce dei nuovi scavi, in Amore per l’antico. Studi di antichità in memoria di Giuliano de Marinis, a cura di G. Baldelli, F. Lo Schiavo, Roma 2014, vol. 2: 829-848