AIAC_2387 - Coriglia - 2009Le campagne di scavo condotte nell’insediamento etrusco-romano di Coriglia, a partire dal 2006, dal Saint Anselm College (NH) in collaborazione con il Comune di Castel Viscardo, hanno messo in luce una serie di strutture che insistono su un terrazzamento che si affaccia sulla valle del Paglia, affluente del Tevere, accanto alla via Traiana Nova. Uno dei saggi ha restituito sia evidenze della fase etrusca, con materiali in bucchero grigio di VI secolo a.C. e strutture in tufo, che della tarda romanità quali un possente muro di sostruzione orientato E/W. Un altro, più settentrionale, ha permesso di definire parte dell’edificio tripartito che si affaccia sulla vallata, con canalette e ambienti termali, la cui frequentazione inizia in epoca repubblicana e termina nella seconda metà del III sec. d.C. - monete di Gallieno (253-268) e Claudio Gotico (270). Un saggio aperto negli anni ’90 (SAU), ha parte di un muro spesso 90 cm. che attraversa l’area di scavo con andamento E/W.
Immediatamente a S del muro, alla stessa quota di affioramento, è stato documentato un acciottolato con pietre di notevoli dimensioni, separato dall’opera muraria da uno strato di terra rossastra che negli anni ’90 ha restituito materiali ellenistici. Nel 2009 si è aperto un nuovo saggio verso S ed è comparsa parte di una vasca la cui facciavista risulta rivestita da lastrine con concrezioni calcaree (le analisi XRF hanno confermato la presenza di ferro, calcare e potassio), quindi ristagno o flusso di acqua. I dati di scavo e le tecnologie archeometriche (XRF e Raman), indicano l’acqua, nello specifico sulfurea, come chiave di lettura del sito.
Si tratta quindi di un complesso monumentale di età romana, con un impianto architettonico scenografico terrazzato, legato allo sfruttamento delle acque termali, impostato su una preesistenza etrusca sulla cui natura al momento non è possibile fornire interpretazioni.
AIAC_2387 - Coriglia - 2010La quinta campagna di scavo nel sito di Coriglia (Saint Anselm College (NH, USA) con il Comune di Castel Viscardo e la Soprintendenza Archeologica per l’Umbria) svoltasi nei mesi di maggio e giugno 2010, ha avuto come obiettivo quello di indagare precisi settori per sciogliere problemi legati alla destinazione d’uso di alcune strutture emerse negli anni passati e alla topografia generale del sito.
Le indagini archeologiche 2010 hanno visto l’ampliamento di due aree (F ed A), sondaggi di approfondimento in C, nuova apertura di G, destinato a chiarire lo sviluppo di una struttura muraria in una zona mai esplorata.
Di estremo interesse l’ampliamento Nord di F, che ha permesso di individuare l’intero perimetro della vasca parzialmente riportata alla luce nella campagna 2009. Si tratta di una struttura quadrangolare (3,40 x 6 m.) con piano pavimentale in cocciopesto e bauletto di sponda. L’eterogeneità delle componenti antropiche dello strato che riempiva la vasca (numerosi frammenti di opus doliare, terrecotte architettoniche, anforacei, oltre a crustae marmoree e frammenti di macine), lasciano ipotizzare che la vasca sia stata riempita intenzionalmente con materiale di varia natura già frammentati in antico. La presenza di sigillata africana e di una moneta di Gordiano III (243-244 d.C.) permettono di ascrivere il riempimento intorno alla metà del III secolo d.C. Il supporto di strumentazioni archeometriche (XRF – Raman), utilizzate sulle concrezioni, ha constatato la presenza di elementi chimici quali calcio, sodio, potassio e zolfo in quantità simili a quelle delle acque sulfuree di Monterubiaglio.
Il saggio A, ampliato a Sud di circa 4 x 5 m., ha incontrato acqua di falda; vi è stato messo in luce, per 10 m, un muro orientato NE/SW (malta giallastra e pietre fluviali) che attraversa obliquamente l’area di scavo sino ad uno dei muri di terrazzamento già individuati in precedenza. Forse proprio ascrivibile alla fase tardo-romana è una strada glareata composta da un piano stradale, orientato NE/SW (cfr. sopra), a ciottoli fluviali di piccole dimensioni ben coesi, alloggiati in terreno compatto; la carreggiata, larga 3 m, è delimitata ai lati da pietre di più grandi dimensioni.
Il saggio C, è stato interessato da indagini volte alla comprensione delle tecniche edilizie usate per la costruzione degli ambienti termali. Nell’area interna all’esedra scavata nelle campagna precedenti è stato messo in luce un condotto idrico (fistula plumbea con margini ribattuti), che si direziona verso una struttura quadrangolare interpretata come fontana. Nella fascia Nord dell’area di scavo la stratigrafia indica il proseguimento delle strutture anche in quella direzione (lacerti murari, canalette).
Il saggio G, 4 x 4 m., ha consentito di documentare il proseguimento del muro di contenimento/recinzione verso Ovest; il braccio E/W attraversa i saggi A, B ed E dove piega a 90° verso il saggio C. Il rinvenimento di una moneta attribuita a Papa Clemente VIII (databile attorno al 1600) fornisce elementi sulla frequentazione del sito di Coriglia.