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  • AIAC_806 - Necropoli di Porta Nocera - 2006
    Usually limited to tomb architecture and the type of deposition (inhumation and cremation), the information documented during the study of Roman necropoli now also regards numerous other aspects including the funerary rites carried out in and around the tombs. The literary sources dealing with funerary rites celebrated in the necropoli are allusive, from different periods and articulate in nature. In this sphere archaeology is essential as it is able to characterise, for each single case, the different stages of the funeral, the rituals accompanying the funeral ceremony and the use made by the living of the funerary spaces. This was the objective of the excavation begun in 2003 in the necropolis of Porta Nocera at Pompeii which offered a terrain adapt for archaeological study. The volcanic eruption of 79 A.D. has in fact preserved the tombs as they were at the moment of the catastrophe and the sudden halt in the use of the necropolis limited the transformations usually observed in necropoli remaining in use over long periods of time. (William van Andringa, Sébastien Lepetz)
  • AIAC_806 - Necropoli di Porta Nocera - 2007
    In genere limitate all’architettura della tomba e al tipo di deposizione (inumazione ed incinerazione), le informazioni registrate nel corso dello studio delle necropoli di età romana riguardano ormai anche numerosi aspetti tra i quali i riti funerari svolti intorno alla sepoltura e nella tomba. Sui rituali funerari celebrati nelle necropoli, le fonti letterarie restano a tal proposito allusive, di età diverse e di natura articolata. In tale ambito, l’archeologia è essenziale, in grado di caratterizzare caso per caso le diverse tappe dei funerali, i rituali che accompagnavano le cerimonie funebri e la frequentazione degli spazi funerari da parte dei vivi. E’ questo l’obiettivo dello scavo iniziato dal 2003 nella necropoli di Porta Nocera a Pompei che offre un terreno di studio archeologico adatto: l’eruzione vulcanica del 79 d.C. ha infatti reso possibile la conservazione di tombe nel loro stato precedente la catastrofe, senza dimenticare che il brusco arresto dell’utilizzazione della necropoli ha limitato le trasformazioni abitualmente osservate nelle necropoli frequentate per lungo tempo.
  • AIAC_806 - Necropoli di Porta Nocera - 2015
    Il Programma di studio Porta Nocera 2 si propone di indagare le modalità di creazione e sviluppo di una necropoli urbana romana sorta ai lati di un asse viario, elemento essenziale nell’espressione della morte in epoca romana. Per realizzare un simile obiettivo, la necropoli di Porta Nocera, messa in luce tra il 1952 e il 1958 e poi ancora nel 1983, offre sicuramente un caso di studio privilegiato. I monumenti e i recinti funerari che costeggiano la strada verso Nocera, infatti, presentano strutture (tombe, aree di cremazione) ben conservate e iscrizioni _in situ_, che permettono di indagare le pratiche funerarie di un periodo relativamente breve, appena 160 anni, dal momento che sembra ormai accertato che l’impianto della necropoli sia avvenuto a partire dalla fondazione della colonia romana, nell’80 a.C. Crediamo, quindi, che fu proprio la necessità di creare una necropoli a determinare l’organizzazione del territorio posto a sud-est della città e la nascita di un nuovo paesaggio, indubbiamente poco connotato antropicamente, se non per la presenza delle mura urbane. Durante la campagna di scavo del 2015 ci si è concentrati in due zone: la Zona A, intorno al recinto funerario 26a identificato nel 2014 (nella parte occidentale della necropoli), e la Zona B, lungo la strada per Nocera (nella parte orientale della necropoli), laddove vennero effettuati gli scavi del 1983 (D’Ambrosio, De Caro 1987).
  • AIAC_806 - Necropoli di Porta Nocera - 2016
    Il Programma di studio Porta Nocera si propone di indagare le modalità di creazione e sviluppo di una necropoli urbana romana sorta ai lati di un asse viario, elemento essenziale nell’espressione della morte in epoca romana. Per realizzare un simile obiettivo, la necropoli di Porta Nocera, messa in luce tra il 1952 e il 1958 e poi ancora nel 1983, offre sicuramente un caso di studio privilegiato. I monumenti e i recinti funerari che costeggiano la strada verso Nocera, infatti, presentano strutture (tombe, aree di cremazione) ben conservate e iscrizioni in situ, che permettono di indagare le pratiche funerarie di un periodo relativamente breve, appena 160 anni, dal momento che sembra ormai accertato che l’impianto della necropoli sia avvenuto a partire dalla fondazione della colonia romana, nell’80 a.C. Crediamo, quindi, che fu proprio la necessità di creare una necropoli a determinare l’organizzazione del territorio posto a sud-est della città e la nascita di un nuovo paesaggio, indubbiamente poco connotato antropicamente, se non per la presenza delle mura urbane. Durante la campagna di scavo del 2016 ci si è concentrati in due zone: la Zona A, intorno al recinto funerario 26a identificato nel 2014 (nella parte occidentale della necropoli), e la Zona B, lungo la strada per Nocera (nella parte orientale della necropoli), laddove vennero effettuati gli scavi del 1983 (D’Ambrosio, De Caro 1987).

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Name
Necropoli di Porta Nocera
Year
2006
Summary
en Usually limited to tomb architecture and the type of deposition (inhumation and cremation), the information documented during the study of Roman necropoli now also regards numerous other aspects including the funerary rites carried out in and around the tombs.
The literary sources dealing with funerary rites celebrated in the necropoli are allusive, from different periods and articulate in nature. In this sphere archaeology is essential as it is able to characterise, for each single case, the different stages of the funeral, the rituals accompanying the funeral ceremony and the use made by the living of the funerary spaces. This was the objective of the excavation begun in 2003 in the necropolis of Porta Nocera at Pompeii which offered a terrain adapt for archaeological study. The volcanic eruption of 79 A.D. has in fact preserved the tombs as they were at the moment of the catastrophe and the sudden halt in the use of the necropolis limited the transformations usually observed in necropoli remaining in use over long periods of time. (William van Andringa, Sébastien Lepetz)
it In genere limitate all’architettura della tomba ed al tipo di deposizione (inumazione ed incinerazione), le informazioni registrate nel corso dello studio delle necropoli di età romana riguardano ormai anche numerosi aspetti tra i quali i riti funerari svolti intorno alla sepoltura e nella tomba. Sui rituali funerari celebrati nelle necropoli, le fonti letterarie restano a tal proposito allusive, di età diverse e di natura articolata. In tale ambito, l’archeologia è essenziale, in grado di caratterizzare caso per caso le diverse tappe dei funerali, i rituali che accompagnavano le cerimonie funebri e la frequentazione degli spazi funerari da parte dei vivi. E’ questo l’obiettivo dello scavo iniziato dal 2003 nella necropoli di Porta Nocera a Pompei che offre un terreno di studio archeologico adatto: l’eruzione vulcanica del 79 d.C. ha infatti reso possibile la conservazione di tombe nel loro stato precedente la catastrofe, senza dimenticare che il brusco arresto dell’utilizzazione della necropoli ha limitato le trasformazioni abitualmente osservate nelle necropoli frequentate per lungo tempo.
Team
Anthracologist - Sylvie Coubray
Anthropologist - Henri Duday
Archaeologist - Laure Gailliot
Archaeologist - Jonas Eiring
Archaeologist - Franck Davion
Archaeologist - Nicolas Palacios
Archaeologist - Claude Nguimbi
Archaeologist - Vincent Michelon
Archaeologist - Arnaud Laurens
Archaeologist - Vincent Lallet
Archaeologist - Fabien Forest
Archaeologist - John Dutertre
Archaeologist - Philippe Guicheteau
Archaeologist - Laurent Haumesser
Archaeologist - Cécile Joly
Archaeologist - Stéphanie Wyler
Archaeologist - Françoise Toulemonde
Archaeologist - Gilles Van Heems
Archaeologist - Clara Lepetz
Archaeologist - Noumia El Haimoudi
Archaeologist - Aymeric Adam
Archaeologist - Emmanuelle Rosso
Archaeologist - Emilie Portat
Archaeologist - Dominique Joly
Archaeologist - Antoine Gailliot
Archaeologist - Thomas Creissen
Archaeologist - Solenn de Larminat
Archaeologist - Llorenç Alapont Martin
Archaeologist - Bérangère Pérez
Archaeologist - Céline Léger
Archaeologist - Vincent Drost
Archaeologist - Emil Dumitrascu
Archaeologist - Franck Decanter
Archaeologist - Anne-Laure Brives
Archaeologist - Emma Bouvard
Archaeologist - Martina Dalla Riva
Archaeologist - José Boniteau
Archaeologist - Hélène Bernier
Architect - Tuija Lind
Carpologist - Marie Derreumaux
Carpologist - Véronique Matterne
Field director - Sébastien Lepetz
Field director - William van Andringa
Palynologist - Bui Thi Mai
Pottery specialist - Marie Tuffreau-Libre
Pottery specialist - Claude Malagoli

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Name
Necropoli di Porta Nocera
Year
2007
Summary
it In genere limitate all’architettura della tomba e al tipo di deposizione (inumazione ed incinerazione), le informazioni registrate nel corso dello studio delle necropoli di età romana riguardano ormai anche numerosi aspetti tra i quali i riti funerari svolti intorno alla sepoltura e nella tomba. Sui rituali funerari celebrati nelle necropoli, le fonti letterarie restano a tal proposito allusive, di età diverse e di natura articolata. In tale ambito, l’archeologia è essenziale, in grado di caratterizzare caso per caso le diverse tappe dei funerali, i rituali che accompagnavano le cerimonie funebri e la frequentazione degli spazi funerari da parte dei vivi. E’ questo l’obiettivo dello scavo iniziato dal 2003 nella necropoli di Porta Nocera a Pompei che offre un terreno di studio archeologico adatto: l’eruzione vulcanica del 79 d.C. ha infatti reso possibile la conservazione di tombe nel loro stato precedente la catastrofe, senza dimenticare che il brusco arresto dell’utilizzazione della necropoli ha limitato le trasformazioni abitualmente osservate nelle necropoli frequentate per lungo tempo.

FOLD&R

Media

Name
Necropoli di Porta Nocera
Year
2015
Summary
it Il Programma di studio Porta Nocera 2 si propone di indagare le modalità di creazione e sviluppo di una necropoli urbana romana sorta ai lati di un asse viario, elemento essenziale nell’espressione della morte in epoca romana. Per realizzare un simile obiettivo, la necropoli di Porta Nocera, messa in luce tra il 1952 e il 1958 e poi ancora nel 1983, offre sicuramente un caso di studio privilegiato.

I monumenti e i recinti funerari che costeggiano la strada verso Nocera, infatti, presentano strutture (tombe, aree di cremazione) ben conservate e iscrizioni _in situ_, che permettono di indagare le pratiche funerarie di un periodo relativamente breve, appena 160 anni, dal momento che sembra ormai accertato che l’impianto della necropoli sia avvenuto a partire dalla fondazione della colonia romana, nell’80 a.C. Crediamo, quindi, che fu proprio la necessità di creare una necropoli a determinare l’organizzazione del territorio posto a sud-est della città e la nascita di un nuovo paesaggio, indubbiamente poco connotato antropicamente, se non per la presenza delle mura urbane.
Durante la campagna di scavo del 2015 ci si è concentrati in due zone: la Zona A, intorno al recinto funerario 26a identificato nel 2014 (nella parte occidentale della necropoli), e la Zona B, lungo la strada per Nocera (nella parte orientale della necropoli), laddove vennero effettuati gli scavi del 1983 (D’Ambrosio, De Caro 1987).

Media

Name
Necropoli di Porta Nocera
Year
2016
Summary
it Il Programma di studio Porta Nocera si propone di indagare le modalità di creazione e sviluppo di una necropoli urbana romana sorta ai lati di un asse viario, elemento essenziale nell’espressione della morte in epoca romana. Per realizzare un simile obiettivo, la necropoli di Porta Nocera, messa in luce tra il 1952 e il 1958 e poi ancora nel 1983, offre sicuramente un caso di studio privilegiato. I monumenti e i recinti funerari che costeggiano la strada verso Nocera, infatti, presentano strutture (tombe, aree di cremazione) ben conservate e iscrizioni in situ, che permettono di indagare le pratiche funerarie di un periodo relativamente breve, appena 160 anni, dal momento che sembra ormai accertato che l’impianto della necropoli sia avvenuto a partire dalla fondazione della colonia romana, nell’80 a.C. Crediamo, quindi, che fu proprio la necessità di creare una necropoli a determinare l’organizzazione del territorio posto a sud-est della città e la nascita di un nuovo paesaggio, indubbiamente poco connotato antropicamente, se non per la presenza delle mura urbane.

Durante la campagna di scavo del 2016 ci si è concentrati in due zone: la Zona A, intorno al recinto funerario 26a identificato nel 2014 (nella parte occidentale della necropoli), e la Zona B, lungo la strada per Nocera (nella parte orientale della necropoli), laddove vennero effettuati gli scavi del 1983 (D’Ambrosio, De Caro 1987).
en The Porta Nocera study programme aims to investigate the creation and development of a Roman urban necropolis that grew up on either side of a road, an essential element in the expression of death in the Roman world. The necropolis at Porta Nocera, excavated between 1952 and 1958 and in 1983, certainly offers an optimum case study for such an objective. Indeed, the funerary monuments and enclosures lining the road towards Norcia, present well-preserved structures (tombs, cremation areas) and _in_ _situ_ inscriptions, making it possible to investigate the funerary practices of a relatively short period, only 160 years, from the moment it is known the necropolis was created in 80 B.C when the Roman colony was founded. Therefore, it is thought that it was precisely the need to create a necropolis that determined the territorial organisation to the south-east of the city and the birth of a new landscape, undoubtedly an area with few manmade structures apart from the city walls.

The 2016 excavations concentrated on two zones: Zone A, around funerary enclosure 26a identified in 2014 (in the western part of the necropolis), and Zone B, along the road to Nocera (in the eastern part of the necropolis), where excavations took place in 1983.

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  • Van Andringa et al. 2008
    W. Van Andringa, S. Lepetz, H. Duday, A. Gailliot, D. Joly, T. Lind, C. Malagoli, V. Matterne, M. Derreumaux, M. Tuffreau-Libre, Th. Creissen, S. de Larminat, 2008, I riti e la morte a Pompei: nuove ricerche archeologiche nella necropoli di Porta Nocera, in P.G. Guzzo – M.P. Guidobaldi (a cura di), Nuove ricerche archeologiche nell'area vesuviana (scavi 2003-2006), Atti del Convegno Internazionale, Roma 1-3 febbraio 2007, Roma: 377-387.
  • Duday c.s.
    H. Duday, c.s., Une inhumation d’enfant dans la nécropole de Porta Nocera à Pompéi (enclos 23, sépulture 24). Taphonomie et archéologie funéraire, in Scheid c.s.
  • Joly c.s.
    D. Joly, c.s., L’enregistrement des données de fouille sur le site de la Porta Nocera à Pompéi, in Scheid.
  • Lepetz-Van Andringa 2004
    S. Lepetz, W. Van Andringa, 2004, Mourir à Pompéi. Fouille de la nécropole de Porta Nocera, in Archéologia 416: 60-65.
  • Lepetz-Van Andringa 2004
    S. Lepetz, W. Van Andringa, 2004, Pompéi, nécropole de Porta Nocera: fouille de l’ensemble funéraire 23 OS (Campagne 2003), Chronique des Activités archéologiques de l’Ecole française de Rome, année 2003, in MEFRA 116: 626-630.
  • Lepetz-Van Andringa 2005
    S. Lepetz, W. Van Andringa, 2005, Archéologie du rituel: fouille de l’enclos 23 de la nécropole de Porta Nocera à Pompéi (Campagne 2004), Chronique des Activités archéologiques de l’Ecole française de Rome, année 2004, in MEFRA 117: 339-346.
  • Lepetz-Van Andringa 2006
    S. Lepetz, W. Van Andringa, 2006, Archéologie du rituel : fouille de la nécropole romaine de Porta Nocera à Pompéi (Campagne 2005), Chronique des Activités archéologiques de l’Ecole française de Rome, année 2005, in MEFRA 118: 376-379.
  • Lepetz-Van Andringa c.s.
    S. Lepetz, W. Van Andringa, c.s., Archéologie du rituel : méthode appliquée à l'étude de la nécropole de Porta Nocera à Pompéi, in Scheid c.s.
  • Matterne c.s.
    V. Matterne, c.s., Les restes carpologiques issus de contextes funéraires: protocoles d’échantillonnage et potentiel d’étude, in Scheid c.s.
  • Matterne-Derreumaux c.s.
    V. Matterne, M. Derreumaux, c.s., A Franco-Italian investigation of funerary rituals in the Roman World: “les rites et la mort à Pompéi”, the plant part, a preliminary report, Vegetation History and Archaeobotany.
  • Scheid c.s.
    J. Scheid (éd.), c.s., Nouvelles perspectives de l'archéologie funéraire, Collection de l'Ecole française de Rome.
  • Van Andringa c.s.
    W. Van Andringa, c.s., Quotidien des dieux et des hommes. La vie religieuse dans les cités du Vésuve à l’époque romaine, in Mémoire d’habilitation.

Location

Ancient Site Name
Pompeii
Location
Pompei
Easting
14.4935199231
Northing
40.7490202931