Name
santuario di Hera argiva alla foce del Sele
Date Range
500 BC – 1 BC
Monuments
Sanctuary

Seasons

  • AIAC_4432 - santuario di Hera argiva alla foce del Sele - 2013
    _Settore N/E della Zona A; Zona C_ Nel 2013 i lavori di ricerca hanno interessato nella zona A (figg. 1-2), il settore N/E del santuario; l’esplorazione si è svolta intorno al cd. edificio per lustrazioni, già in luce, ma non ancora ben definito nella sua complessa planimetria, nei suoi diversi livelli d’uso, nella sua definizione e cronologia. L’edificio, portato per la prima volta in luce tra il 1935 e il 1936, è adiacente e perpendicolare alla cd. stoa lucana, a cui si lega con piccoli vani aggiunti. L’indagine stratigrafica realizzata ha consentito di definire stratigraficamente almeno due distinte fasi costruttive. All’interno dell’edificio (ambiente centrale H) e all’esterno, a Ovest dell’ingresso è stato individuato uno spesso livello di terreno grigiastro, argilloso e compatto interpretabile come uno scarico intenzionale di materiale votivo, realizzato prima della costruzione dell’edificio per consolidare il terreno, innalzare successivi “piani induriti” e consentire la costruzione dell’edificio stesso. I materiali più recenti rinvenuti in questo riempimento definiscono un momento cronologico immediatamente successivo agli inizi del IV sec. a.C. Circa la funzione, è stata avanzata l’ipotesi di un edificio per pasti in comune, un _hestitorion_ e sono state avanzate alcune proposte di ricomposizione del vano principale con la presenza di 7 _klinai_. È stato, inoltre, evidenziato lo stretto rapporto topografico e funzionale tra questo edificio e il sistema _bothros_ /altare che caratterizza tutta quest’area del santuario.
  • AIAC_4432 - santuario di Hera argiva alla foce del Sele - 2014
    _Zona C_ La campagna di scavo del 2014 si è concentrata nella Zona C, individuata nel 1950, ubicata a 530 m circa a S/E dalla Zona A (fig. 1). Nell’area insistono due edifici (fig. 2) che si sovrappongono anche se con un diverso orientamento; il più recente restituisce la planimetria di un’unità abitativa, di forma quasi quadrata, orientamento Nord/Est-Sud/Ovest, con ambienti disposti intorno a una corte centrale scoperta e una rampa di accesso, sul lato sud. L’edificio sottostante, più antico, è realizzato in blocchi isodomi e restituisce una planimetria rettangolare, perfettamente orientata Nord/Sud. Sono stati realizzati due saggi a Sud (saggio 3400) e a Est (saggio 3900) che hanno consentito di precisare le modalità di costruzione e la cronologia dell’imponente edificio più antico. La struttura si impianta su una possente trincea di fondazione compattata con scaglie di calcare e di arenaria, di piccole e medie dimensioni, mescolate con sabbia e terra che forma un duro e solido riempimento; su questo sono allettati blocchi isodomi, di calcare, perfettamente tagliati e combacianti fra loro. Lungo il lato Sud, l’edificio è stato completamente spoliato dei blocchi mentre rimane la traccia delle fondazioni di scaglie di calcare che permette di definire completamente il perimetro. I materiali recuperati all’interno di questa trincea di fondazione consentono di datare il momento della costruzione tra i decenni finali del VI e gli inizi del V sec. a.C. L’esplorazione dovrà continuare per definire la funzione che questo edificio tardo arcaico doveva svolgere in quest’area.
  • AIAC_4432 - santuario di Hera argiva alla foce del Sele - 2015
    _Settore N/E della Zona A; Zona C_ La campagna di scavo del 2015 si è concentrata nella Zona C individuata nel 1950, ubicata a 530 m circa a S/E dalla Zona A. L’indagine è proseguita con l’ampliamento verso Sud del saggio 3900 per verificare la consistenza dell’agglomerato di pietre con orientamento Sud/Nord-Nord/Ovest individuato in fase di ricognizione. Il controllo stratigrafico effettuato ha permesso l’identificazione di un tratto di strada (fig. 1) che è poi stata messa in luce per 16,4 m di lunghezza; la larghezza del tracciato è risultata di 5,4 m. La strada è caratterizzata e ben individuabile grazie alla presenza di un piano compatto e duro in pietre calcaree miste a terra e a sporadici laterizi con uno spessore che varia dagli 8 ai 18 cm. Da un approfondimento stratigrafico realizzato al centro del tratto viario scoperto, è emerso che l’impianto si imposta direttamente su un livello argilloso piuttosto duro, mescolato a sabbia, il cui spessore è stato ben identificato in alcuni tratti per un’altezza di 20 cm. Al di sotto delle pietre della strada, lo strato di sabbia è stato riconosciuto per una lunghezza di circa 3,58 m e per uno spessore di circa 1,50 m. Questo spesso livello di sabbia svolge chiaramente la funzione di consolidamento del terreno paludoso/argilloso peculiare di tutta l’area del Sele. Va inoltre segnalato che uno spesso strato di sabbia è stato intercettato anche nei livelli di preparazione per l’allettamento del primo filare di blocchi di fondazione dell’edificio rettangolare più antico. Il tratto di strada messo in luce restituisce materiale ceramico di epoca arcaica, in modo particolare ceramica di tradizione ionica e ceramica a decorazione lineare che consentono di fissare la cronologia dell’impianto tra la metà e la fine del VI sec. a.C. Il rinvenimento di questo tratto stradale apre nuovi interessanti quesiti circa l’organizzazione di un sistema di viabilità arcaico nell’area del Sele e in stretto rapporto con la città di Poseidonia.
  • AIAC_4432 - santuario di Hera argiva alla foce del Sele - 2016
    _Settore N/E della Zona A; Zona C_ Nel 2016 la ricerca è stata organizzata, strategicamente, nella Zona C, per completare e definire stratigrafie e cronologie degli edifici individuati già nel 2006, 2013-2015. La zona, individuata nel 1950 da Paola Zancani e Umberto Zanotti Bianco è ubicata a 530 m circa a E/S/E dalla Zona A. L’esplorazione ha interessato l’edificio più recente (fig. 1) che si sovrappone a uno tardo arcaico, già in parte esplorato nelle precedenti campagne di scavo. La struttura restituisce una planimetria grossomodo quadrata ed è orientato Nord/Est-Sud/Ovest; presenta una serie di ambienti che si dispongono intorno a una corte centrale scoperta. Le caratteristiche planimetriche restituiscono un modello di riferimento di un complesso abitativo, noto nel mondo italico, da quello di Roccagloriosa, alla villa del Moltone di Tolve, nella sua fase di III sec. a.C.; la funzione abitativa dell’edificio è confermata dalla tipologia dei materiali ritrovati - ceramica da mensa, dispensa, cucina - e dalla presenza di due _pithoi_, uno dei quali trovato in sito e con tracce di restauro in antico. I materiali rinvenuti, in contesti non disturbati, consentono di datare l’impianto dell’unità abitativa, nella sua prima fase tra la fine del III e l’inizio del II sec. a.C., momento in cui le attività sacre nel santuario erano ormai fortemente in declino. La campagna di scavo del 2016 ha interessato, in particolare, la corte centrale, che misura circa 9x9 m e ha una superficie stimabile in 76,5 mq. Lo scavo ha messo in luce i diversi livelli di preparazione delle fondazioni dei muri che delimitano la corte centrale caratterizzati dall’alternarsi di vari livelli di riempimento costituiti da lastroni e pietrame di medie e grandi dimensioni, funzionali a rafforzare i piani di costruzione dell’edificio e consentire un idoneo drenaggio delle acque. Le indagini successive permetteranno di chiarire e precisare ulteriormente fasi costruttive successive e i livelli di uso e di abbandono dell’impianto. _La ricognizione_ Accanto al lavoro di esplorazione archeologica nella Zona C, è stato portato avanti un altro filone di ricerca incentrata sullo studio del territorio; nel triennio 2014-16 è stata realizzata una ricognizione sistematica con copertura totale e intensiva dell’area circostante il santuario compresa tra la Foce del Sele e la zona di Gromola (fig. 1). Le campagne di ricognizione sono state condotte in primavera, in estate e in autunno; nella stagione invernale l’intera area risulta sempre impraticabile a causa delle frequenti esondazioni del fiume Sele. Il territorio è stato suddiviso in unità di ricerca indagata nella maggior parte dei casi due volte, per ottenere il massimo dei risultati al variare delle condizioni climatiche stagionali e di visibilità. È stata indagata un’area di 2.180.343 mq, compresa tra la Foce Sele e Gromola, per un totale di 33 UdS e sono state identificate 4 UT e 2 Siti. Il primo Sito è relativo a un ritrovamento nella Zona C dove è stato individuato un agglomerato di pietre con orientamento Sud/Nord-Nord/Ovest; in fase di ricognizione è stato identificato per una larghezza 1,09 m di e una lunghezza di 1,27 m. Il successivo controllo stratigrafico ha rivelato come questo agglomerato di pietrame fosse piuttosto pertinente a un tratto di strada messa in luce per un tratto di 16,4 m di lunghezza; la larghezza del tracciato è risultata di 5,4 m. Il secondo sito è relativo a un ritrovamento in località Gromola dove è stata individuata una concentrazione di evidenze antiche consistente in reperti ceramici e malacologici misti a sabbia e cenere. I risultati ottenuti offrono un quadro piuttosto vario e articolato delle modalità di occupazione in questa zona, da sempre strategica per la città di Poseidonia/Paestum, proprio per la presenza del fiume, dell’approdo all’ansa di Santa Cecilia e del guado che consente un facile passaggio sull’altra sponda. I materiali ritrovati durante la ricognizione abbracciano un arco cronologico molto ampio e restituiscono l’evidenza materiale della frequentazione della zona che gravita intorno al santuario; la raccolta di superfice ha confermato le caratteristiche dell’area santuariale, le sue trasformazioni, la decadenza, l’abbandono e la completa spoliazione tra III e IV d.C.; per l’area che gravita invece tra Gromola e la Volta del Forno, la frequentazione è a più lungo termine con evidenze di superficie che giungono al VII sec. d.C. e oltre.

Media

Name
santuario di Hera argiva alla foce del Sele
Year
2013
Summary
it _Settore N/E della Zona A; Zona C_

Nel 2013 i lavori di ricerca hanno interessato nella zona A (figg. 1-2), il settore N/E del santuario; l’esplorazione si è svolta intorno al cd. edificio per lustrazioni, già in luce, ma non ancora ben definito nella sua complessa planimetria, nei suoi diversi livelli d’uso, nella sua definizione e cronologia. L’edificio, portato per la prima volta in luce tra il 1935 e il 1936, è adiacente e perpendicolare alla cd. stoa lucana, a cui si lega con piccoli vani aggiunti.
L’indagine stratigrafica realizzata ha consentito di definire stratigraficamente almeno due distinte fasi costruttive.

All’interno dell’edificio (ambiente centrale H) e all’esterno, a Ovest dell’ingresso è stato individuato uno spesso livello di terreno grigiastro, argilloso e compatto interpretabile come uno scarico intenzionale di materiale votivo, realizzato prima della costruzione dell’edificio per consolidare il terreno, innalzare successivi “piani induriti” e consentire la costruzione dell’edificio stesso. I materiali più recenti rinvenuti in questo riempimento definiscono un momento cronologico immediatamente successivo agli inizi del IV sec. a.C. Circa la funzione, è stata avanzata l’ipotesi di un edificio per pasti in comune, un _hestitorion_ e sono state avanzate alcune proposte di ricomposizione del vano principale con la presenza di 7 _klinai_. È stato, inoltre, evidenziato lo stretto rapporto topografico e funzionale tra questo edificio e il sistema _bothros_ /altare che caratterizza tutta quest’area del santuario.
en In 2013, research took place in zone A (figs. 1-2), the north-western sector of the sanctuary. Excavations were undertaken around the so-called building for lustration, already exposed but whose complex plan, various occupation levels, and chronology remained to be defined. The building, first uncovered between 1935 and 1936, is adjacent and perpendicular to the so-called Lucanian _stoa_, to which it is joined by a number of small rooms.

The excavations defined at least two distinct construction phases.
Inside the building (central room H) and outside it to the west of the entrance, there was a thick layer of greyish clayey and compact soil. This is interpreted as an intentional dump of votive material, created prior to the building’s construction to consolidate the terrain, and create successive raised “hardened surface levels” thus consenting the construction of the building itself. The latest materials found within this dump date it to immediately after the beginning of the 4th century B.C. Regarding the building’s function, it has been suggested that it was used for communal meals, a _hestitorion_ and several reconstructions of the main room with the presence of seven _klinai_ have been proposed. The investigations also highlighted the close topographical and functional relationship between this building and the _bothros/altar_ system present across this area of the sanctuary.

Media

Name
santuario di Hera argiva alla foce del Sele
Year
2014
Summary
it _Zona C_

La campagna di scavo del 2014 si è concentrata nella Zona C, individuata nel 1950, ubicata a 530 m circa a S/E dalla Zona A (fig. 1).

Nell’area insistono due edifici (fig. 2) che si sovrappongono anche se con un diverso orientamento; il più recente restituisce la planimetria di un’unità abitativa, di forma quasi quadrata, orientamento Nord/Est-Sud/Ovest, con ambienti disposti intorno a una corte centrale scoperta e una rampa di accesso, sul lato sud.

L’edificio sottostante, più antico, è realizzato in blocchi isodomi e restituisce una planimetria rettangolare, perfettamente orientata Nord/Sud.

Sono stati realizzati due saggi a Sud (saggio 3400) e a Est (saggio 3900) che hanno consentito di precisare le modalità di costruzione e la cronologia dell’imponente edificio più antico.
La struttura si impianta su una possente trincea di fondazione compattata con scaglie di calcare e di arenaria, di piccole e medie dimensioni, mescolate con sabbia e terra che forma un duro e solido riempimento; su questo sono allettati blocchi isodomi, di calcare, perfettamente tagliati e combacianti fra loro. Lungo il lato Sud, l’edificio è stato completamente spoliato dei blocchi mentre rimane la traccia delle fondazioni di scaglie di calcare che permette di definire completamente il perimetro. I materiali recuperati all’interno di questa trincea di fondazione consentono di datare il momento della costruzione tra i decenni finali del VI e gli inizi del V sec. a.C. L’esplorazione dovrà continuare per definire la funzione che questo edificio tardo arcaico doveva svolgere in quest’area.
en The 2014 campaign concentrated on Zone C, identified in 1950, situated at c. 530 m south-east of Zone A (fig. 1).

The area is occupied by two buildings (fig. 2), which overlie each other on different alignments. The latest was a residential structure, almost square in plan and aligned north-east/south-west, with rooms arranged around a central open courtyard and an access ramp on the south side.
The underlying building was built in _opus_ _isodomum_ and was rectangular in plan, oriented north/south.

Two trenches were opened: to the south, trench 3400 and to the east trench 3900, which documented the construction and dating of this imposing earlier structure.

The structure was built on a substantial foundation trench in which compact small to medium sized limestone and sandstone chippings mixed with sand and soil formed a hard solid fill. The limestone _opus_ _isodomum_ blocks, perfectly cut and fitted together, were bedded on this fill. Along the south side, the building had been completely robbed of the blocks, while traces of the limestone chip foundations made it possible to define the complete perimeter. The materials recovered from the foundation trench date the construction period to between the final decades of the 6th and the early 5th century B.C. Excavation will continue in order to define the function of this late archaic building.

Media

Name
santuario di Hera argiva alla foce del Sele
Year
2015
Summary
it _Settore N/E della Zona A; Zona C_

La campagna di scavo del 2015 si è concentrata nella Zona C individuata nel 1950, ubicata a 530 m circa a S/E dalla Zona A.

L’indagine è proseguita con l’ampliamento verso Sud del saggio 3900 per verificare la consistenza dell’agglomerato di pietre con orientamento Sud/Nord-Nord/Ovest individuato in fase di ricognizione.

Il controllo stratigrafico effettuato ha permesso l’identificazione di un tratto di strada (fig. 1) che è poi stata messa in luce per 16,4 m di lunghezza; la larghezza del tracciato è risultata di 5,4 m. La strada è caratterizzata e ben individuabile grazie alla presenza di un piano compatto e duro in pietre calcaree miste a terra e a sporadici laterizi con uno spessore che varia dagli 8 ai 18 cm.

Da un approfondimento stratigrafico realizzato al centro del tratto viario scoperto, è emerso che l’impianto si imposta direttamente su un livello argilloso piuttosto duro, mescolato a sabbia, il cui spessore è stato ben identificato in alcuni tratti per un’altezza di 20 cm.
Al di sotto delle pietre della strada, lo strato di sabbia è stato riconosciuto per una lunghezza di circa 3,58 m e per uno spessore di circa 1,50 m. Questo spesso livello di sabbia svolge chiaramente la funzione di consolidamento del terreno paludoso/argilloso peculiare di tutta l’area del Sele. Va inoltre segnalato che uno spesso strato di sabbia è stato intercettato anche nei livelli di preparazione per l’allettamento del primo filare di blocchi di fondazione dell’edificio rettangolare più antico.

Il tratto di strada messo in luce restituisce materiale ceramico di epoca arcaica, in modo particolare ceramica di tradizione ionica e ceramica a decorazione lineare che consentono di fissare la cronologia dell’impianto tra la metà e la fine del VI sec. a.C.
Il rinvenimento di questo tratto stradale apre nuovi interessanti quesiti circa l’organizzazione di un sistema di viabilità arcaico nell’area del Sele e in stretto rapporto con la città di Poseidonia.
en This campaign focused on Zone C, identified in 1950, situated at c. 530 m south-east of Zone A.
Trench 3900 was extended to the south in order to check the nature of a mass of stones in a south-north/north-west alignment that was identified during the survey.

The excavation exposed a stretch of road 5.4 m wide (fig. 1), which was uncovered to a length of 16.4 m. The road had a compact hard surface of calcareous stones mixed with soil and some tile, which varied in thickness between 8 and 18 cm.

A _sondage_ opened at the centre of the road revealed that it was built directly on a rather hard layer of clay mixed with sand, which in some sections was 20 cm thick.
Underneath the stones, the sand layer was identified to c. 3.58 m in length and a thickness of c. 1.50 m. This thick layer of sand clearly had the function of consolidating the swampy/clayey terrain present throughout the Sele area. A thick layer of sand was also identified in the make up for the first course of foundation blocks of the earliest rectangular building. The stretch of excavated road produced archaic pottery, in particular of the Ionic tradition and pottery with linear decoration that provide a date for the road’s construction of between the mid and late 6th century B.C.

The discovery of this road opens new and interesting questions about the layout of an archaic road network in the Sele area and in relation to the city of Posedonia.

Media

Name
santuario di Hera argiva alla foce del Sele
Year
2016
Summary
it _Settore N/E della Zona A; Zona C_

Nel 2016 la ricerca è stata organizzata, strategicamente, nella Zona C, per completare e definire stratigrafie e cronologie degli edifici individuati già nel 2006, 2013-2015.
La zona, individuata nel 1950 da Paola Zancani e Umberto Zanotti Bianco è ubicata a 530 m circa a E/S/E dalla Zona A.

L’esplorazione ha interessato l’edificio più recente (fig. 1) che si sovrappone a uno tardo arcaico, già in parte esplorato nelle precedenti campagne di scavo.

La struttura restituisce una planimetria grossomodo quadrata ed è orientato Nord/Est-Sud/Ovest; presenta una serie di ambienti che si dispongono intorno a una corte centrale scoperta.
Le caratteristiche planimetriche restituiscono un modello di riferimento di un complesso abitativo, noto nel mondo italico, da quello di Roccagloriosa, alla villa del Moltone di Tolve, nella sua fase di III sec. a.C.; la funzione abitativa dell’edificio è confermata dalla tipologia dei materiali ritrovati - ceramica da mensa, dispensa, cucina - e dalla presenza di due _pithoi_, uno dei quali trovato in sito e con tracce di restauro in antico. I materiali rinvenuti, in contesti non disturbati, consentono di datare l’impianto dell’unità abitativa, nella sua prima fase tra la fine del III e l’inizio del II sec. a.C., momento in cui le attività sacre nel santuario erano ormai fortemente in declino.

La campagna di scavo del 2016 ha interessato, in particolare, la corte centrale, che misura circa 9x9 m e ha una superficie stimabile in 76,5 mq.
Lo scavo ha messo in luce i diversi livelli di preparazione delle fondazioni dei muri che delimitano la corte centrale caratterizzati dall’alternarsi di vari livelli di riempimento costituiti da lastroni e pietrame di medie e grandi dimensioni, funzionali a rafforzare i piani di costruzione dell’edificio e consentire un idoneo drenaggio delle acque.

Le indagini successive permetteranno di chiarire e precisare ulteriormente fasi costruttive successive e i livelli di uso e di abbandono dell’impianto.

_La ricognizione_

Accanto al lavoro di esplorazione archeologica nella Zona C, è stato portato avanti un altro filone di ricerca incentrata sullo studio del territorio; nel triennio 2014-16 è stata realizzata una ricognizione sistematica con copertura totale e intensiva dell’area circostante il santuario compresa tra la Foce del Sele e la zona di Gromola (fig. 1).

Le campagne di ricognizione sono state condotte in primavera, in estate e in autunno; nella stagione invernale l’intera area risulta sempre impraticabile a causa delle frequenti esondazioni del fiume Sele.

Il territorio è stato suddiviso in unità di ricerca indagata nella maggior parte dei casi due volte, per ottenere il massimo dei risultati al variare delle condizioni climatiche stagionali e di visibilità. È stata indagata un’area di 2.180.343 mq, compresa tra la Foce Sele e Gromola, per un totale di 33 UdS e sono state identificate 4 UT e 2 Siti.

Il primo Sito è relativo a un ritrovamento nella Zona C dove è stato individuato un agglomerato di pietre con orientamento Sud/Nord-Nord/Ovest; in fase di ricognizione è stato identificato per una larghezza 1,09 m di e una lunghezza di 1,27 m. Il successivo controllo stratigrafico ha rivelato come questo agglomerato di pietrame fosse piuttosto pertinente a un tratto di strada messa in luce per un tratto di 16,4 m di lunghezza; la larghezza del tracciato è risultata di 5,4 m.

Il secondo sito è relativo a un ritrovamento in località Gromola dove è stata individuata una concentrazione di evidenze antiche consistente in reperti ceramici e malacologici misti a sabbia e cenere.

I risultati ottenuti offrono un quadro piuttosto vario e articolato delle modalità di occupazione in questa zona, da sempre strategica per la città di Poseidonia/Paestum, proprio per la presenza del fiume, dell’approdo all’ansa di Santa Cecilia e del guado che consente un facile passaggio sull’altra sponda.

I materiali ritrovati durante la ricognizione abbracciano un arco cronologico molto ampio e restituiscono l’evidenza materiale della frequentazione della zona che gravita intorno al santuario; la raccolta di superfice ha confermato le caratteristiche dell’area santuariale, le sue trasformazioni, la decadenza, l’abbandono e la completa spoliazione tra III e IV d.C.; per l’area che gravita invece tra Gromola e la Volta del Forno, la frequentazione è a più lungo termine con evidenze di superficie che giungono al VII sec. d.C. e oltre.
en In 2016, research concentrated on Zone C in order to complete and define the stratigraphy and chronology of the buildings identified in 2006, 2013-2015. The area, identified in 1950 by Paola Zancani and Umberto Zanotti Bianco, is situated at c. 530 m east-south-east of Zone A.
The later building, overlying a late archaic structure partially explored in previous campaigns, was excavated (Fig. 1).

The structure was more or less square in plan and oriented north-east/south-west, with a series of rooms arranged around an open courtyard. The plan has the characteristics of a model of residential complex known in the Italic world, from Roccagloriosa to the villa at Moltone di Tolve, in its 3rd century B.C. phase. The residential function was confirmed by the material finds – ceramic table wares, storage vessels, and cooking wares – and the presence of two _pithoi_, one found _in_ _situ_ that had been repaired in antiquity. The finds from undisturbed contexts date the first construction phase to between the late 3rd and the early 2nd century B.C., a period when the religious activities at the sanctuary were in decline.
Excavations concentrated on the central courtyard, which measured 9 x 9 m and an estimated surface area of 76.5 m2.

Various levels of make up for the wall foundations delimiting the central courtyard were uncovered, characterised by the alternation of levels of fill constituted by stone slabs and medium to large stones, which reinforced the building’s construction levels and also ensured good drainage.

Subsequent investigations will clarify successive construction phases, and the structures and occupation and abandonment levels.

_The survey_

Alongside the excavations, research was undertaken in the territory. Between 2014 and 2016, an intensive surface survey took place that covered the entire area surrounding the sanctuary between the mouth of the river Sele and the locality of Gromola (Fig. 1).
Surveying took place in spring, summer and autumn, as the area is impracticable in winter due to frequent flooding.
The territory was divided into research units most of which surveyed twice in order to achieve the best results in the various seasonal climatic conditions and variations in visibility. An area of 2,180.343 m2, for a total of 33 off-site scatters, 4 topographic units and 2 sites were identified.

The first site was found in Zone C where a mass of stones orientated south-north/north-west was identified. During the survey, it was documented to a width of 1.09 m and 1.27 m in length. The subsequent excavations revealed it to be a road, which was uncovered for 16.4 m. The road was 5.4 m wide.
The second site related to a find in the locality of Gramola where a concentration of archaeological material comprising pottery and mollusc shells mixed with sand and ash was identified.

The results provide a rather varied and clear picture of the types of occupation in this area, which was always of strategic interest for the city of Posidonia/Paestum, for the presence of the river, the landing-place at the Santa Cecilia river bend and the ford that facilitated crossing from one bank to another.

The survey finds cover a wide span of time and included materials relating the occupation of the area that centred on the sanctuary. They confirmed the characteristics of the sanctuary area, its transformations, decline, abandonment and complete robbing between the 3rd and 4th century A.D. The area between Gromola and the Volta del Forno, was occupied for longer with survey finds dating to the 7th century A.D. and later.

Media

  • de La Genière, Greco 2010
    J. de La Genière, G. Greco (edd.), 2010, Il santuario di Hera alla foce del Sele. Indagini e studi 1987-2006, Atti e Memorie della Società Magna Grecia, Serie IV, 2008-2010, Roma.
  • Zancani 1959
    P. Zancani, 1959, Un semplice giuoco popolare, in Studi in onore di Riccardo Filangieri, I, Napoli: 21-28.
  • Zancani, Zanotti Bianco 1937
    P. Zancani, U. Zanotti Bianco, 1937, Capaccio. Heraion alla foce del Sele. (Relazione Preliminare), in Notizie degli Scavi di Antichità 13: 206-354.
  • Zancani, Zanotti Bianco 1951-1954
    P. Zancani, U. Zanotti Bianco 1951-1954, Heraion alla foce del Sele, I-II, Roma.
  • Ferrara, c.s.
    B. Ferrara, c.s., Le indagini archeologiche dell’Università Federico II di Napoli nell’area di Foce Sele (2013-2016): nuove scoperte e dati inediti relativi alle modalità insediative dell’area dall’età arcaica all’età romana, in Dialoghi sull’archeologia della Magna Grecia e del Mediterraneo. Rassegna annuale di Studi, ricerche e notizie di scoperte promossa dalla fondazione Paestum, E. Greco, A. Pontrandolfo (a cura di), (Paestum, 7-9 settembre 2016), Paestum, in corso di stampa.
  • Greco, Ferrara c.s.
    G. Greco, B. Ferrara, c.s., Santuario di Hera alla foce del Sele. Per un aggiornamento delle ricerche, in Atti e Memorie della Società Magna Grecia, in corso di stampa.

Location

Location
Capaccio-Paestum, Foce Sele
Easting
14.975278
Northing
40.49