- Item
- AIAC_4486
- Name
- Castello di Val di Sur
- Date Range
- 1000 BC – 1420
- Monuments
- Settlement
Seasons
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AIAC_4486 - Castello di Val di Sur - 2017Il Monte Castello (m 625 slm) si trova nella Val di Sur (Gardone Riviera, Brescia) sulla sommità di un crinale che domina le valli dei torrenti Poiano e Buelino e il tratto centrale della valle, in particolare i versanti meridionali dei monti Lavino (m 906) e Pizzocolo (m 1573). La campagna di valutazione dei depositi archeologici, condotta nel 2017 con carotaggi e quattro saggi esplorativi, ha documentato una sequenza che comprende più fasi ed è rferibile ad un insediamento preistorico, ad una successiva fase datata tra età del Ferro ed età romana e ad una medievale). Strumenti di selce e minuti frammenti ceramici lavorati a mano con impasti assai grossolani, rinvenuti in uno strato privo di strutture, paiono risalire almeno all’età del Bronzo se non ad un perioso più antico. A sua volta, una struttura quadrangolare con muri a secco, di ca. sette metri di lato e di incerta funzione, ha restituito reperti che vanno dalla seconda età del Ferro all’età romana. Infine da livelli superficiali, anche questi senza strutture, provengono una moneta di II secolo, sei di IV-V secolo e un dado in bronzo. Se non sono in relazione con l’uso finale dell’edificio rettangolare, potrebbero essere ricondotti alla presenza, pur occasionale, di militari in una fase durante la quale l’intera regione prealpina, tra Verona e Brescia, è stata teatro di molteplici episodi bellici. La medesima interpretazione potrebbero forse suggerire due monete carraresi (1390-1405), correlabibili forse ad uno degli eventi che videro contrapporsi la Repubblica di Venezia e il ducato di Milano. Nella prima campagna non sono state invece trovate murature pertinenti al castello, ricordato in un documento del 1420. L’assenza potrebbe dipendere o da strutture difensive in legno o dal rimaneggiamento, in età medievale, dell’intera sommità del monte per l’impianto di un castagneto. Per chiarire l’intera sequenza si prevede una prosecuzione delle ricerche nel 2018 su più ampia superficie.
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AIAC_4486 - Castello di Val di Sur - 2018Nella prima campagna di scavi (2017), dopo una ricerca da remoto e in superfice, erano stati eseguiti saggi di scavo in tre settori che avevano documentato una sequenza pre-protostorica, romana e medievale. Nella campagna del 2018 le ricerche si sono concentrate in due settori. Nel settore B è proseguito lo scavo in rapporto ad una piattaforma quadrangolare delimitata da murature a secco messa in luce denl 2017; nel settore D2 è stata indagata una fase del Bronzo Antico. Settore B Nel settore B, al limite del crinale in prossimità di una faglia geotettonica, è proseguito lo scavo nell’area della piattaforma quadrangolare di circa 8 metri di lato. Costituita da un ammasso di pietre è delimitata, nei lati verso valle, da due murature a secco dello spessore di più di 1 metro e ha al centro un pozzetto rettangolare. Lo strato più antico, messo in luce ma non scavato, corrisponde ad un piano di calpestio (US 1120) che declina da nord ovest verso sud est ed è coperto e presenta in superficie pietre piatte e roccia degradata con argilla giallastra. È coperto a un altro piano d’uso (US 1119) delimitato verso sud da alcune pietre (due strati di roccia in posto e due pietre del successivo muro sud della piattaforma US 1113). Verso nord si infila invece al di sotto di altre pietre disposte con andamento circolare, non meglio documentate (e quindi non indicate con numero di US), in quanto si estendono al di sotto di un grosso ceppo di carpine che non è stato ancora rimosso. Verso est si estende per un tratto al di sotto dello strato US 1111, per poi scomparire. In relazione con il piano d’uso 1119, anteriore alla costruzione della piattaforma, vi erano alcuni frammenti di ceramica di impasto grossolano, riferibili ad una fase preistorica che si prevede di indagare in estensione nella campagna del 2019. Settore D2 Nell’ambito della campagna 2018, è stato aperto un saggio di scavo sul terrazzo meridionale (quota 625 m slm), in connessione con la trincea D del 2017. Lo scavo, denominato D2, è di forma rettangolare (12,60 mq) con andamento SW-NE. La stratigrafia riscontrata è composta da una sequenza di quattro strati principali, in genere erosi verso valle, poggianti sullo strato sterile di fondo (US 1311). Il primo è uno strato superficiale (US 1300) povero di materiali archeologici. Tolto questo strato su tutta l’area appaiono in sequenza due livelli (US 1307, 1309) di limo ghiaioso piuttosto compatto di colore marrone, che hanno restituito un buon numero di materiali archeologici, in gran parte ceramici, in genere poco diagnostici. Questi livelli sono probabilmente legati alle forti trasformazioni che ha subito l’area sommitale del Monte Castello in una fase successiva all’età romana. Successivamente è stato messo in luce uno strato limo-argilloso (US 1310) di colore particolarmente scuro, decisamente ricco di materiali archeologici, che spesso si conservano in larghe porzioni frammentate in situ. I materiali comprendono in gran parte frammenti di ceramica, ma anche manufatti in terracotta e in selce. Tra le ceramiche, interessante è la presenza di frammenti di un boccale con bassa carena e di un frammento di ansa ripiegata a gomito che rimandano a contesti della Cultura di Polada. Una fusaiola di forma piramidale in terracotta attesta la pratica della filatura, mentre un elemento di falcetto in selce può essere riconnesso a pratiche agricole. L’attribuzione alla Cultura di Polada e la conseguente datazione al Bronzo Antico (2200 – 1600 a.C.) sono confermate dal rinvenimento sporadico lungo il versante di una lama di pugnale triangolare
Media
- Name
- Castello di Val di Sur
- Year
- 2017
- Summary
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it
Il Monte Castello (m 625 slm) si trova nella Val di Sur (Gardone Riviera, Brescia) sulla sommità di un crinale che domina le valli dei torrenti Poiano e Buelino e il tratto centrale della valle, in particolare i versanti meridionali dei monti Lavino (m 906) e Pizzocolo (m 1573).
La campagna di valutazione dei depositi archeologici, condotta nel 2017 con carotaggi e quattro saggi esplorativi, ha documentato una sequenza che comprende più fasi ed è rferibile ad un insediamento preistorico, ad una successiva fase datata tra età del Ferro ed età romana e ad una medievale).
Strumenti di selce e minuti frammenti ceramici lavorati a mano con impasti assai grossolani, rinvenuti in uno strato privo di strutture, paiono risalire almeno all’età del Bronzo se non ad un perioso più antico. A sua volta, una struttura quadrangolare con muri a secco, di ca. sette metri di lato e di incerta funzione, ha restituito reperti che vanno dalla seconda età del Ferro all’età romana. Infine da livelli superficiali, anche questi senza strutture, provengono una moneta di II secolo, sei di IV-V secolo e un dado in bronzo. Se non sono in relazione con l’uso finale dell’edificio rettangolare, potrebbero essere ricondotti alla presenza, pur occasionale, di militari in una fase durante la quale l’intera regione prealpina, tra Verona e Brescia, è stata teatro di molteplici episodi bellici. La medesima interpretazione potrebbero forse suggerire due monete carraresi (1390-1405), correlabibili forse ad uno degli eventi che videro contrapporsi la Repubblica di Venezia e il ducato di Milano. Nella prima campagna non sono state invece trovate murature pertinenti al castello, ricordato in un documento del 1420. L’assenza potrebbe dipendere o da strutture difensive in legno o dal rimaneggiamento, in età medievale, dell’intera sommità del monte per l’impianto di un castagneto. Per chiarire l’intera sequenza si prevede una prosecuzione delle ricerche nel 2018 su più ampia superficie. -
en
Monte Castello (625 m a.s.l.) is situated in the Val di Sur (Gardone Riviera, Brescia) on the crest overlooking the valleys of the Poiano and Buelino torrents and the central part of the valley, in particular the southern slopes of Mt. Lavino (960 m) and Mt. Pizzocolo (1573 m).
The campaign to evaluate the archeological deposits involved core samples and four trial trenches. A sequence of several phases was identified: a prehistoric settlement, a phase dating to between the Iron Age and Roman period, and a medieval phase.
Flint tools and minute fragments of handmade pottery with very course clay fabrics, found in a layer without structures, seem to date to at least the Bronze Age, if not earlier. A quadrangular structure with dry-stone walls, c 7 x 7 m, of uncertain function, produced finds dating from the Iron Age to the Roman period. Lastly, a 2nd century coin, six coins from the 4th-5th centuries and a bronze dice were found in the upper levels, which were also without structures. If they do not relate to the final use of the rectangular building, they may relate to the occasional presence of soldiers, during a phase when the entire pre-Alpine region, between Verona and Brescia, was the theatre of multiple military episodes. The same interpretation may also be suggested by two Carrarese coins (1390-1405), perhaps associated with one of the events during the conflict between the Republic of Venice and the Duchy of Milan.
No walls were found relating to the castle, mentioned in a document of 1420, in the first campaign. Their absence may depend on it having timber defensive structures or the reorganisation, in the medieval period, of the entire summit area for the planting of a chestnut wood. Excavations will continue over a wide area in 2018 in order to define the entire sequence. - Summary Author
- Gian Pietro Brogiolo
Media
- Name
- Castello di Val di Sur
- Year
- 2018
- Summary
-
it
Nella prima campagna di scavi (2017), dopo una ricerca da remoto e in superfice, erano stati eseguiti saggi di scavo in tre settori che avevano documentato una sequenza pre-protostorica, romana e medievale. Nella campagna del 2018 le ricerche si sono concentrate in due settori. Nel settore B è proseguito lo scavo in rapporto ad una piattaforma quadrangolare delimitata da murature a secco messa in luce denl 2017; nel settore D2 è stata indagata una fase del Bronzo Antico.
Settore B
Nel settore B, al limite del crinale in prossimità di una faglia geotettonica, è proseguito lo scavo nell’area della piattaforma quadrangolare di circa 8 metri di lato. Costituita da un ammasso di pietre è delimitata, nei lati verso valle, da due murature a secco dello spessore di più di 1 metro e ha al centro un pozzetto rettangolare.
Lo strato più antico, messo in luce ma non scavato, corrisponde ad un piano di calpestio (US 1120) che declina da nord ovest verso sud est ed è coperto e presenta in superficie pietre piatte e roccia degradata con argilla giallastra. È coperto a un altro piano d’uso (US 1119) delimitato verso sud da alcune pietre (due strati di roccia in posto e due pietre del successivo muro sud della piattaforma US 1113). Verso nord si infila invece al di sotto di altre pietre disposte con andamento circolare, non meglio documentate (e quindi non indicate con numero di US), in quanto si estendono al di sotto di un grosso ceppo di carpine che non è stato ancora rimosso. Verso est si estende per un tratto al di sotto dello strato US 1111, per poi scomparire.
In relazione con il piano d’uso 1119, anteriore alla costruzione della piattaforma, vi erano alcuni frammenti di ceramica di impasto grossolano, riferibili ad una fase preistorica che si prevede di indagare in estensione nella campagna del 2019.
Settore D2
Nell’ambito della campagna 2018, è stato aperto un saggio di scavo sul terrazzo meridionale (quota 625 m slm), in connessione con la trincea D del 2017. Lo scavo, denominato D2, è di forma rettangolare (12,60 mq) con andamento SW-NE. La stratigrafia riscontrata è composta da una sequenza di quattro strati principali, in genere erosi verso valle, poggianti sullo strato sterile di fondo (US 1311). Il primo è uno strato superficiale (US 1300) povero di materiali archeologici. Tolto questo strato su tutta l’area appaiono in sequenza due livelli (US 1307, 1309) di limo ghiaioso piuttosto compatto di colore marrone, che hanno restituito un buon numero di materiali archeologici, in gran parte ceramici, in genere poco diagnostici. Questi livelli sono probabilmente legati alle forti trasformazioni che ha subito l’area sommitale del Monte Castello in una fase successiva all’età romana.
Successivamente è stato messo in luce uno strato limo-argilloso (US 1310) di colore particolarmente scuro, decisamente ricco di materiali archeologici, che spesso si conservano in larghe porzioni frammentate in situ. I materiali comprendono in gran parte frammenti di ceramica, ma anche manufatti in terracotta e in selce. Tra le ceramiche, interessante è la presenza di frammenti di un boccale con bassa carena e di un frammento di ansa ripiegata a gomito che rimandano a contesti della Cultura di Polada. Una fusaiola di forma piramidale in terracotta attesta la pratica della filatura, mentre un elemento di falcetto in selce può essere riconnesso a pratiche agricole.
L’attribuzione alla Cultura di Polada e la conseguente datazione al Bronzo Antico (2200 – 1600 a.C.) sono confermate dal rinvenimento sporadico lungo il versante di una lama di pugnale triangolare -
en
Following geophysical and surface surveys, during the first season (2017) trenches were opened in three sectors, which revealed a pre-protohistoric, Roman, and medieval sequence. This season, research concentrated on two sectors. In sector B, the excavation continued of a quadrangular platform delimited by a dry-stone wall (identified in 2017); in sector D an early Bronze Age phase was investigated.
_Sector B_
In sector B, at the edge of the ridge close to a geotectonic fault, excavation continued in the area of the quadrangular platform (c. 8 x 8 m). Constituted by a mass of stones, it was delimited on the downhill sides by two dry-stone walls over 1 m wide, and had a rectangular pit at the centre.
The earliest layer, exposed but not excavated, was a floor surface (US 1120) that sloped from north-west to south-east and was paved with flat stones and eroded rock with yellowish clay. It was covered by another floor surface (US 1119) bordered to the south by several stones (two courses of rocks _in_ _situ_ and two stones from the later south wall of the platform US 1113). Towards the north, this layer continued below other stones placed in a circular arrangement that was not investigated further as it extended below a large hornbeam tree trunk that remains to be removed. Towards the east, it extended some way below US 1111 and then disappeared.
This floor surface (US 1119) that pre-dates the construction of the platform, was associated with fragments of coarse impasto, attributable to a prehistoric phase, which will be investigated during the 2019 campaign.
_Sector D2_
A trench was opened on the south terrace (625 m a.s.l.) that joined trench D opened in 2017. The new trench was rectangular (12.60 m2) and on a SW-NE alignment. The stratigraphy was formed by a sequence of four main layers, eroded on the downhill side, resting on a sterile layer (US 1311). The first was a surface layer (US 1300) containing little archaeological material. Once this was removed a sequence of two layers appeared across the area (US 1307, 1309) formed by brown compact gravelly silt. These layers contained a good amount of pottery fragments, that overall was not very diagnostic. These levels were probably linked with the substantial transformations that took place on the summit area of Monte Castello in a post-Roman phase.
Subsequently, a clayey-silt layer was exposed (US 1319) that was particularly dark in colour and rich in archaeological material, many of which large pottery fragments broken _in_ _situ_. In addition to pottery, terracotta and flint artefacts were also present. Among the pottery were fragments of a pottery beaker with a low carenation and a fragment of a handle with an “elbow bend” that can be attributed to the Polada Culture. A pyramid-shaped terracotta spindle whorl attests the practice of spinning, while part of a flint scythe attests agricultural activity.
The attribution to the Polada Culture and consequent dating to the early Bronze Age (2200-1600 B.C.) were confirmed by a sporadic find a triangular dagger blade.