Name
Francesco Pacetti
Organisation Name
Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Season Director

  • AIAC_2430 - Sepolcro degli Scipioni - 2008
    Nel 2008 sono iniziati i lavori di consolidamento e recupero nel sito del Sepolcro degli Scipioni, anche in vista di una nuova musealizzazione e della conseguente riapertura dell’intero complesso archeologico, chiuso ai visitatori dal 1992. I lavori, in fase di ripresa dopo un’interruzione di quasi un anno, hanno prevalentemente interessato il banco tufaceo nel quale l’edificio sepolcrale è scavato, il cui precario stato di conservazione metteva a rischio la sopravvivenza stessa del monumento. Contestualmente al consolidamento della roccia si è intervenuti sulle strutture metalliche di sostegno realizzate nel corso dei restauri del secolo scorso, ormai in stato di degrado. E’ stato poi quasi completato il restauro degli affreschi del vicino colombario, per i quali è previsto il monitoraggio sistematico della durata di un anno, allo scopo di verificare il livello costante di umidificazione dell’ambiente e la stabilità del microclima. La prosecuzione dei lavori prevede inoltre il rifacimento del sistema di irregimentazione e di deflusso delle acque e l’impianto di illuminazione, per la realizzazione dei quali si renderanno necessari degli interventi di scavo mirati all’accertamento della fattibilità degli stessi.

Season Team

  • AIAC_82 - Colle Oppio, Terme di Traiano - 2004
    As a result of the archaeological discoveries made between 1998 and 1999 in the gallery beneath the southwestern corner of the Baths of Trajan on the Oppian Hill (that included among other finds the building with the fresco "Painted City" and the wall mosaic "Muse and Philosopher"), excavations and restorations are at present in progress in the Baths above the gallery, in order to render them waterproof. These excavations confirmed the presence of a large portico that ran along the inside of the entire western side of the Baths, exactly above the gallery. A few bases in travertine in the perimeter wall are all that remain of the portico's columns. There is no trace of the pavement above the extrados of the vault. The room formed by the southwestern exedra is commonly known as the "Great Library" because of the presence of two superimposed orders of niches. This room opened onto the portico, through a columned entranceway. A test excavation inside the exedra revealed three low concentric stairs on the inside perimeter, with ample remains of marble veneers. Another portico, of smaller dimensions and with smaller column bases, was discovered on the southern front of the Baths. Excavations are in progress on the western external part of the portico, where the stratigraphy of the Trajanic construction deposits is being investigated. (Giovanni Caruso-Rita Volpe)
  • AIAC_82 - Colle Oppio, Terme di Traiano - 2009
    A seguito dei lavori eseguiti nel 1998-99, e delle scoperte effettuate in quegli anni, si è ottenuto un finanziamento su fondi L. 396/90 per Roma Capitale, eseguendo quindi successive campagne di intervento negli anni 2003-2006 e 2007-2008. In vista di una futura musealizzazione della galleria sottostante l’esedra sudoccidentale delle Terme di Traiano (cd. “criptoportico”), dove nel 1998 erano stati rinvenuti sia l’edificio con il grande affresco della “Città Dipinta” che quello con il mosaico parietale della “Musa e Filosofo”, era indispensabile procedere con l’obiettivo principale di garantire le migliori condizioni di conservazione possibili alle opere conservate nell’ambiente. Il programma dei lavori prevedeva, preliminarmente agli interventi di scavo all’interno della galleria sottostante l’esedra sudoccidentale, l’impermeabilizzazione ed il consolidamento statico della volta, considerando quindi l'asportazione dei livelli tardosettecenteschi e lo scavo delle stratificazioni soprastanti l'estradosso della volta stessa. Al termine dei lavori sarebbe stato ripristinato il piano di calpestio precedente. La situazione rinvenuta a seguito degli scavi ha però condizionato le successive strategie di scavo: si è quindi deciso di procedere ad una sistemazione generale al piano traianeo, impermeabilizzando l'estradosso della volta con un alto strato di cocciopesto e ricostituendo il filo della muratura di limite del porticato sovrastante la galleria. Un saggio di scavo eseguito all'interno dell'esedra ha mostrato la conservazione di ampi resti sia della struttura architettonica che dei rivestimenti, e si è quindi deciso di intraprendere lo scavo totale di essa, riportandola al livello originale. Lo scavo degli interri tardo settecenteschi che coprivano tutta quest’area, relativi alla “Fabbrica del Salnitro” (nota come Polveriera) installata in questo angolo, ha rivelato una sottostante situazione di interri tardo antichi, spesso interessati da fosse e cunicoli praticati in età rinascimentale alla ricerca di tesori d’arte e materiali da costruzione. Gli interri si riferiscono a successive fasi di defunzionalizzazione del complesso termale, databili tra il VI e il VII secolo d.C. Ad epoca tardo antica si riferiscono anche due sepolture isolate e scarse tracce di occupazione. Lo scavo di queste stratificazioni ha portato in luce il livello pavimentale dell’esedra, originariamente in lastre di marmo giallo antico e pavonazzetto (delle quali alcune ancora conservate); lungo le pareti dell’esedra è invece una bassa gradinata perimetrale, anch’essa rivestita originariamente di marmo bianco. L’esedra semicircolare (diametro circa 30 metri), con due ordini di nicchie rettangolari, viene tradizionalmente identificata con una biblioteca; la fronte era scandita da quattro colonne, (delle quali si sono rinvenute le fosse di spoliazione) e da due paraste o semicolonne addossate alla testata delle due ante laterizie che limitano sulla fronte le estremità nord e sud dell’emiciclo; si affacciava su un porticato largo circa 10 metri, che perimetrava all’interno il recinto termale; il rinvenimento di almeno tre dadi di travertino, destinati al sostegno degli elementi verticali del portico (a pilastri o più probabilmente a colonne) ha permesso di ricostruire un colonnato che con intercolumnio di circa tre metri si affacciava sull’area a verde che circondava gli ambienti dedicati al vero e proprio percorso termale. Il porticato insisteva esattamente sulla sottostante galleria (cd. criptoportico”), evidentemente costruita proprio per fungere da fondazione nei punti dove non c’erano altre precedenti strutture da utilizzare come base per il terrazzamento. Sopra la galleria, in corrispondenza dell’edificio dell’affresco, un passaggio apertosi nella volta di copertura ha consentito di esplorare il sottostante ambiente, parte dell’antico ingresso dell’edificio, decorato con un largo tratto di mosaico con una scena di vendemmia. Il mosaico, precedentemente visto solo mediante una videocamera, si conservava su una parete laterale dell’ambiente, e doveva essere parte di una più ampia superficie decorata a mosaico, che con vari quadri e registri decorava tutta la volta dell’ambiente. Il mosaico appartiene dunque all’apparato decorativo dello stesso grande edificio, costruito probabilmente nell’età dei Flavi, nell’ultimo quarto del I secolo d.C., sulla cui facciata si collocava l’affresco della “Città Dipinta”, a un’altezza di quasi quindici metri da terra, a lato della grandiosa arcata, larga oltre dieci metri, che costituiva l’ingresso principale. Nel corso del 2009 è stato eseguito il restauro e consolidamento sia della volta dell’ambiente che del mosaico stesso.
  • AIAC_82 - Colle Oppio, Terme di Traiano - 2010
    Nel corso del 2010 si è proceduto allo scavo dell’ambiente della “Vendemmia”, così denominato dal grande tratto di mosaico parietale conservato sulla parete, parte di una più ampia superficie decorata a mosaico, che con vari quadri e registri decorava tutta la volta dell’ambiente. Il mosaico appartiene all’apparato decorativo dello stesso grande edificio, costruito probabilmente nell’età dei Flavi, nell’ultimo quarto del I secolo d.C., sulla cui facciata si collocava l’affresco della “Città Dipinta”, a un’altezza di quasi quindici metri da terra, a lato della grandiosa arcata, larga oltre dieci metri, che costituiva l’ingresso principale. Lo scavo, giunto a profondità di quota 30 m s.l.m. circa, ha messo in luce, sotto vari strati di crollo del rivestimento a mosaico della volta, numerosi piani di cantiere ed interri riferibili all’attività traianea. Sempre nel 2010 si è iniziato lo scavo all’interno della galleria, in corrispondenza del punto dove nel 1998 era stato rinvenuto un lungo muro trasversale, di epoca precedente, che recava un tratto di mosaico parietale con una “Musa e Filosofo”.
  • AIAC_82 - Colle Oppio, Terme di Traiano - 2011
    Nel 2011 si è proseguito lo scavo al centro della galleria, mettendo in luce anche qui vari piani relativi al cantiere di età traianea. Lo scavo ha interessato l’ambiente con il mosaico parietale con Musa e Filosofo, mettendone in luce la porzione orientale, tagliata in diagonale dalle murature traianee. Dell’ambiente sono state messe in luce due pareti: una lunga quasi 16 m, con nuovi tratti di raffigurazione a mosaico; l’altra di circa 10 m, anch’essa con resti di mosaico. Lo schema decorativo si presenta articolato in registri sovrapposti; in quello più alto si riconoscono edifici realizzati in perfetta prospettiva, all’interno dei quali sono inserite figure maschili e femminili; al centro è una figura maschile e si distinguono, oltre alla Musa e Filosofo già visti nel 1998, un centauro, un delfino e numerosi elementi decorativi. Anche sul lato Sud dell’ambiente si conservano resti di mosaico parietale; su questa parete si apre, a un livello più basso, l’ingresso ad un ninfeo, anch’esso quasi interrato, con resti di mosaico a tessere vitree azzurre sulla volta e nicchia di fondo con foro per la _fistula_.
  • AIAC_82 - Colle Oppio, Terme di Traiano - 2012
    Nel 2012, un approfondimento dello scavo, eseguito nella parte più a nord dell’ambiente, ha messo in luce buona parte del registro inferiore del mosaico, meglio conservato, dove si distingue una serie di quattro figure femminili. La profondità massima raggiunta è di cinque metri dalla cresta del muro che, secondo la ricostruzione proposta in base alla presenza del ninfeo, dovrebbe tuttavia superare i 10 metri di altezza. La struttura presenta comunque due fasi di costruzione: la prima in grandi blocchi di travertino, con tre aperture; queste furono chiuse in una fase successiva, quando venne costruita una sopraelevazione in laterizio, sulla cui superficie fu steso il grande mosaico parietale.
  • AIAC_82 - Colle Oppio, Terme di Traiano - 2013
    Le attività all’interno del cd. criptoportico sono riprese soltanto nel mese di novembre, con l’ampliamento e l’approfondimento del saggio sul lato retrostante il muro del mosaico parietale; qui lo scavo degli strati di interro, sempre riferibili all’attività di costruzione traianea, ha messo in luce ulteriormente l’intonaco bianco che riveste il muro, con numerose lacune e fori di diversa estensione e natura. A circa 1,60 m al disotto della cresta del muro, la superficie dell’intonaco appare solcata da una linea, sotto la quale sono stati individuati graffiti in lingua latina. Le indagini all’interno della galleria sono quindi proseguite con la ripresa dello scavo dei battuti di epoca traianea che occupano l’interno dell’ambiente del mosaico parietale, mettendo in luce nuovi tratti della composizione musiva.