Name
La Pieve
Date Range
400 BC – 200 BC
300 – 500

Seasons

  • AIAC_312 - La Pieve - 2006
    Lo scavo di _Urvinum Hortense_ nel corso del 2005 ha interessato 2 diverse aree, convenzionalmente indicate come Saggio A (aperta negli anni precedenti 1998-2004) e B (2001-2004). Lo scavo ha riportato in luce lungo il margine orientale della principale arteria di attraversamento urbano, delineata sulla linea di spartiacque della dorsale occupata dalla città, quasi nella sua interezza l’articolato complesso della cisterna e, lungo il margine occidentale della stessa arteria, un’area di affioramenti di arenaria rasata nel tempo dalle colture e intagliata da una trincea e da una fossa costipate di materiali antichi (Saggio A). La presenza di manufatti post-classici sembra suggerire un uso o riuso della cisterna ancora in età avanzata: numerosi sono infatti i corpi vascolari in forma chiusa e ansati destinati all’approvigionamento dell’acqua. Il Saggio B, lungo il versante opposto del rilievo, ha messo in luce l’abitato. Di particolare interesse un edificio che si configura come una _domus_ privata di pregio con ambienti affrescati. Non è al momento ben riconoscibile la articolazione della casa; tuttavia sembra sicuro uno sviluppo areale del complesso edificato su quote diverse fra loro raccordate mediante rampe di scale. I difformi spessori delle murature, le riprese frequenti, gli addossamenti tamponati o obliterati suggeriscono una vita prolungata del complesso. In più l’estensione dello scavo a nord e ovest ha rimesso in luce un pozzo già precedentemente aperto. (MiBAC)
  • AIAC_312 - La Pieve - 2007
    Le campagne 2006 e 2007 si sono soprattutto incentrate, lungo il versante occidentale dell’impianto urbano di Urvinum Hortense (Saggio B), sullo scavo della domus già in parte, negli anni precedenti, riportata a vista. In particolare lo scavo si è esteso in direzione Nord consentendo di individuare quattro nuovi ambienti (“D”, “E”, “F”, “G”) e di estendere notevolmente la dimensione complessiva della domus, senza tuttavia riuscire ancora a definirne compiutamente il disegno perimetrale. I tre altri vani (“A”, “B”, “C”), già noti, sono stati, nel 2006, messi allo scoperto sino ai livelli pavimentali. E gli affreschi alle pareti sono stati lasciati in situ, consolidati e protetti con idonea tettoia di protezione. In particolare, nel 2007, è stato, per quanto parzialmente, indagato l’ambiente “G” all’interno del quale, a livello della pavimentazione in signino, si apre l’imboccatura di un pozzo. Il rinvenimento, ad una qualche distanza dal pozzo medesimo, di una base e di un tronco residuo di colonna, composta quest’ultima di elementi laterizi triangolari fra loro ammaltati e rivestiti da una pellicola di stucco ad imitazione di un fusto in marmo scanalato, lascia ipotizzare una destinazione dell’ambiente come atrium. Quanto al Saggio A (versante Est dell’impianto urbano) lo scavo 2007 portato all’interno del secondo vano cisterna si è attestato sulla fronte di uno spesso e irregolare muro di contenimento, eretto a secco con componenti di spoglio di grande pezzatura, trasversalmente e in profondità all’interno del vano, in parallelo al lato meridionale. E’ sembrato, difatti, di poter riconoscere nella muratura il limite d’intervento dello scavo eseguito dall’Abate Giuseppe Giustino Di Costanzo all’interno delle medesima cisterna nel 1805. A maggior ragione perché il terreno costipato sul retro della muratura nell’ingombro del tratto meridionale del vano presenta superficialmente caratterizzante e distintiva cromia e componenti di grandi dimensioni e di qualche pregio, ancorché quasi sempre frammentarie (elementi scultorei e di decorazione architettonica in marmo e calcare, documenti epigrafici). Tutto ciò lascia ragionevolmente ipotizzare che il tratto meridionale e profondo della cisterna sia stato risparmiato dall’intervento di scavo ottocentesco.
  • AIAC_312 - La Pieve - 2008
    La campagna di scavo 2008 si è incentrata sul Saggio B (versante occidentale dell’impianto urbano) ed è valsa a rimettere in luce, nell’ambiente “G”, le strutture di raccordo fra pozzo e adiacente pavimentazione in signino, pavimentazione rimessa a vista per largo tratto nella circostanza. Lo scavo 2007 aveva rinvenuto in appoggio sulla superficie pavimentale una base e un tronco residuo di colonna. Una seconda base ed un secondo tronco di colonna, analogamente realizzato con elementi laterizi e rivestito di stucco, sono tornati in luce nel corso della campagna 2008. Così come è tornata in luce una soglia monumentale in travertino aperta al centro del muro perimetrale settentrionale del vano, in relazione ad un largo corridoio (fauces?), analogamente pavimentato in signino. Le colonne sembrano lasciare ipotizzare una disposizione porticata del vano disponendosi entrambe in asse alla soglia. Il vano dovrebbe, dunque, finalmente, con più documentata attendibilità, configurarsi come un grande atrium con peristilio compluviato sorretto da quattro colonne angolari. L’interro che ricopre la superficie pavimentale risulta caratterizzato dalla presenza, talora fortemente concentrata, di minuti frammenti di stucco di rivestimento architettonico parietale, prevalentemente pertinenti a partizioni lineari modanate, e che, talora, seppure raramente, presentano residui di policromia. Lungo il margine Sud Est del Saggio lo scavo à valso a completare l’asportazione di uno scarico di materiali fittili esterno al vano “B” e a rimettere interamente in luce un piccolissimo ambiente, appena individuato negli anni precedenti, aperto in varco in direzione Nord mediante una soglia monolitica in laterizio. La pavimentazione, realizzata in opus spicatum, presenta canalette fra loro ortogonali che valgono forse ad identificarlo come una latrina. Lungo il margine opposto Sud Ovest del Saggio è proseguita l’asportazione di un butto esterno al vano “C” che è valsa ha rimettere parzialmente a vista una serie di grandi conci in arenaria disposti Sud-Nord. Questi paiono certamente configurarsi come elementi di fondazione e di supporto dell’alzato della muratura, ma non pare improbabile che possano costituire componenti di una struttura muraria ancora antecedente all’edificazione dello stesso vano “C”, poi funzionalmente inglobati nella nuova costruzione.
  • AIAC_312 - La Pieve - 2009
    La XII campagna di scavo di Urvinum Hortense (2009), si è caratterizzata per interventi di documentazione in magazzino e di rilievo sul campo più che per interventi di scavo. Per quanto riguarda il Saggio A (versante Est dell’impianto municipale), si è indagato sulla natura e sulle reciproche relazioni delle strutture affacciate al fronte strada lungo l’asse viario principale di attraversamento urbano, riportate a vista già nel corso delle campagne precedenti, e si sono fatti emergere nuovi, allungati, tratti della stessa pavimentazione stradale lastricata. Contestualmente si è proceduto all’integrazione delle lacune dei rilievi esistenti e all’impostazione di nuovi rilievi mediante attività mirate di asportazione di US residuali e soprattutto mediante interventi di rinnovata scarnitura di superfici da decenni non sottoposte più ad alcuna azione di sistematico diserbo. E ciò soprattutto allo scopo di verificare l’attendibilità e la veridicità del rilievo planimetrico di scavo redatto, all’indomani dell’intervento attuato attorno al grande tempio di sommità, da Giovanni Bizzozzero, fra 1932 e 1938. La campagna 2009 si è, tuttavia, anche posta la finalità di dare ulteriore attenzione al complesso delle cisterne addossato al percorso viario. Ai fini di una corretta e compiuta, ancorché di necessità parziale, sua riproposizione grafica. Anche nel caso del Saggio B, sull’opposto versante urbano, lo scavo 2009 si è incentrato soprattutto su azioni topografiche di verifica e sulla impostazione e redazione di nuovi rilievi volti ad integrare la documentazione esistente. In questa forzata (ri)programmazione della campagna l’azione di scavo si è limitata a ridisegnare i margini settentrionali del Saggio, regolarizzandoli, e a consentire di apprezzare la continuità delle superfici pavimentali e delle murature perimetrali dell’atrio della domus rimuovendo porzioni residue di crollo, da tempo rimesse in luce e solo parzialmente asportate nel corso della campagna 2008.
  • AIAC_312 - La Pieve - 2010
    La XIII campagna di scavo di _Urvinum Hortense_ (2010), si è finalmente di nuovo caratterizzata per azioni di scavo e per interventi di rilievo sul campo. Per quanto riguarda il Saggio A (versante Est dell’impianto municipale), si è proceduto all’impostazione di nuovi rilievi delle strutture a vista mediante interventi di rinnovata e più estesa scarnitura di superfici da decenni non sottoposte più ad alcuna azione di sistematico diserbo. E ciò soprattutto allo scopo di verificare l’attendibilità e la veridicità del rilievo planimetrico di scavo redatto, all’indomani dell’intervento attuato attorno al grande tempio di sommità, da Giovanni Bizzozzero, fra 1932 e 1938. La campagna 2010 ha, dunque, rivolto specifica attenzione al grande tempio posto sulla sommità del pianoro e al più tardo complesso della cosiddetta “basilichetta”, impostata ortogonalmente rispetto alla principale arteria di attraversamento urbano. Ai fini, ancora una volta, di una corretta e compiuta, ancorché di necessità parziale, verifica e riproposizione grafica di entrambi gli edifici. L’attività di scavo ha interessato esclusivamente il Saggio B (versante Ovest dell’impianto municipale) e segnatamente il grande atrio e uno dei vani interni (Vano A) della domus terrazzata che si estende per largo tratto lungo lo scosceso pendio che prospetta la valle del Sambro. Si è messa finalmente allo scoperto gran parte della superficie pavimentale in signino dell’atrio, continuando nell’azione di rimozione, iniziata già nel 2008 e proseguita ancora nel 2009, degli estesi e obliteranti accumuli di elementi di copertura e d’alzato in crollo. Ne è scaturita una rinnovata continuità delle superfici pavimentali che sembra aver evidenziato un diverso numero e una diversa distribuzione e disposizione delle colonne attorno al pozzo aperto al centro del vano. Insomma ne uscirebbe invalidata l’ipotesi, avanzata in precedenza a scavo ancora in corso, di una disposizione angolare delle colonne a sostegno di spioventi compluviati. Nel Vano A, manomesso già in antico, si è scavata la fronte di una fornace posta all’intersezione di due murature d’angolo e si è ricercato, per ampio tratto, l’originale livello della superficie pavimentale.
  • AIAC_312 - La Pieve - 2011
    La XIV campagna di scavo di _Urvinum Hortense_ (2011), si è caratterizzata per rinnovate azioni di scavo e di rilievo e per nuovi interventi di consolidamento e di restauro di strutture pavimentali e d’alzato. Contestualmente allo svolgimento della campagna si è proceduto ad un’azione sistematica d’indagine dell’intero plesso urbano mediante prospezioni geofisiche, tuttora in corso. Per quanto riguarda il Saggio A (versante Est dell’impianto municipale), come nel 2010, si è proceduto all’impostazione di nuovi rilievi delle strutture a vista mediante interventi di rinnovata e più estesa scarnitura di superfici (da decenni non sottoposte più ad alcuna azione di sistematico diserbo). E ciò, come già annotato lo scorso anno, soprattutto allo scopo di verificare l’attendibilità e la veridicità del rilievo planimetrico di scavo redatto, all’indomani dell’intervento attuato attorno al grande tempio di sommità, da Giovanni Bizzozzero, fra 1932 e 1938. La campagna 2011 ha, dunque, rivolto specifica attenzione ancora una volta al grande podio del tempio posto sulla sommità del pianoro e al più tardo e contiguo complesso della cosiddetta “basilichetta”, impostata ortogonalmente rispetto alla principale arteria di attraversamento urbano. Ai fini di una corretta e compiuta, ancorché di necessità (ancora una volta) parziale, verifica dimensionale e riproposizione grafica di entrambi gli edifici. L’attività di scavo ha interessato esclusivamente il Saggio B (versante Ovest dell’impianto municipale) concentrandosi prevalentemente ancora sul grande atrio della domus terrazzata che si estende per largo tratto lungo lo scosceso pendio che prospetta la valle del Sambro. Nella circostanza se ne è quasi integralmente rimessa allo scoperto la superficie pavimentale in signino, continuando nel complesso intervento di rimozione, iniziato nel 2008 e proseguito ancora negli anni seguenti, degli estesissimi e obliteranti accumuli di elementi di copertura e d’alzato in crollo. Si è così anche (e finalmente) delineato e ricomposto l’assetto icnografico e dimensionale del vano, rimettendo allo scoperto ampie porzioni di murature perimetrali. Maggiore visibilità hanno acquisito le stesse basi in arenaria e gli stessi fusti residui delle colonne in laterizio e stucco distribuite regolarmente attorno all’ _impluvium_. Le componenti lapidee di quest’ultimo sono risultate allo scavo per la gran parte già asportate. Il pozzo, la cui luce è stata nel passato (un passato tuttavia non altrimenti più puntualmente databile), parzialmente ridotta dall’inserimento forzato nell’imboccatura di un _catillus_ di macina per consentire un più agevole e sicuro attingimento, è apparso ritagliato nello spessore di una lastra d’angolo dell’impluvio stesso. L’azione di consolidamento e di restauro ha, infine, investito la generalità delle superfici pavimentali allo scoperto, le basi e le porzioni conservate dei fusti di colonna dell’atrio.
  • AIAC_312 - La Pieve - 2012
    La XV campagna di scavo di _Urvinum Hortense_ (2012), si è ancora una volta caratterizzata per azioni di scavo, per azioni di rilievo e per interventi di consolidamento e di restauro eseguiti su livelli pavimentali e su strutture in alzato. Nello stesso tempo si è portata a conclusione l’indagine sistematica della superficie urbana mediante prospezioni geofisiche. Per quanto riguarda il Saggio A (versante Est dell’impianto municipale), come nel 2010 e 2011, si è proceduto all’impostazione di nuovi rilievi delle strutture a vista mediante interventi di rinnovata e più estesa scarnitura di superfici (da decenni non sottoposte più ad alcuna azione di sistematico diserbo). E ciò, come già annotato in passato, soprattutto allo scopo di verificare l’attendibilità e la veridicità del rilievo planimetrico di scavo redatto, all’indomani dell’intervento attuato attorno al grande tempio di sommità, da Giovanni Bizzozzero, fra 1932 e 1938. La campagna 2012 ha, dunque, rivolto specifica attenzione ancora una volta al grande podio del tempio posto sulla sommità del pianoro, ma soprattutto al più tardo e contiguo complesso della cosiddetta “basilichetta”, impostata ortogonalmente rispetto alla principale arteria municipale di attraversamento urbano. Ai fini di una corretta, ancorché di necessità ancora una volta parziale, verifica dimensionale e riproposizione grafica di entrambi gli edifici. L’attività di scavo ha interessato esclusivamente il Saggio B (versante Ovest dell’impianto municipale), concentrandosi ancora sul grande atrio della _domus_ terrazzata che si estende per largo tratto lungo lo scosceso pendio che prospetta la valle del Sambro. Nella circostanza se ne è pressoché integralmente rimessa allo scoperto la superficie pavimentale in signino, continuando nel complesso intervento di rimozione, iniziato già nel 2008 e proseguito ancora negli anni seguenti, degli estesissimi e obliteranti accumuli di elementi di copertura e d’alzato in crollo. Si è così in via definitiva, con rarissime e marginali eccezioni, anche delineato e ricomposto l’assetto icnografico e dimensionale del vano, rimettendo allo scoperto porzioni di murature perimetrali sempre più estese. Totale visibilità hanno finalmente acquisito le stesse basi in arenaria e gli stessi fusti residui delle colonne in laterizio e stucco. Queste, ormai in numero di sei, paiono documentare progressive trasformazioni d’assetto planimetrico del vano configurando anche nuovi apporti e nuovi interventi volti alla ridefinizione architettonica e volumetrica del complesso. Infine, le componenti lapidee dell’impluvium sono risultate allo scavo tutte asportate. Con l’unica eccezione, che ora non pare più casuale, della lastra nella quale è ritagliata l’imboccatura circolare del pozzo. La luce di quest’ultimo (come già segnalato) risulta ancora parzialmente ridotta dall’inserimento forzato di un catillus di macina volto a consentire un più sicuro e agevole attingimento. L’azione di consolidamento e di restauro ha, infine, investito la generalità delle superfici pavimentali di nuovo rinvenimento e ancora le basi e le porzioni residue dei fusti di colonna dell’atrio.
  • AIAC_312 - La Pieve - 2013
    Nel 2013 l’estensione dello scavo nelle Particelle 152 e 153, sulla scorta e grazie ad una programmazione d’intervento concordata con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, ha consentito la ripresa dello scavo nell’area del grande complesso termale da cui proviene il mosaico nilotico oggi al Museo di Cannara. Lo scavo è valso a riportare in luce una maglia estesa e regolare di murature, tutte realizzate in componenti minute di arenaria, che paiono delimitare una serie di vani di grandi dimensioni contigui alle murature perimetrali del complesso termale e che paiono comunque ben delineare il percorso obbligato di accesso al complesso stesso. Caratteristiche costruttive, componenti edilizie, materiale in uso e, da ultimo, in attesa di portare lo scavo in profondità e di acquisire maggiori certezze documentarie, lo stesso loro schema planimetrico, ordinato e seriale, sembrano però escludere la pertinenza della generalità delle strutture rinvenute all’impianto termale. Suggerendo, per contro, una coerenza possibile, e probabile, solo con le strutture di età tardo repubblicana e di prima età augustea inglobate nel progetto e nella realizzazione delle terme stesse, datate concordemente nell’arco della prima metà del II secolo d.C. Un saggio in trincea separato, eseguito nella Particella 155 per riscontrare la presenza di strutture connesse all’area forense, solitamente dalla letteratura qui collocata, ha consentito di riportare in luce un singolare pozzetto scavato nel terreno vergine, stipato di materiali metallici, rara ceramica e monete. Trattasi di una congerie di strumenti di lavoro in ferro (picconi, falci, piccozze, cunei, chiodi) associati ad una stadera in bronzo, a una brocchetta in ceramica comune e, come detto, a monete, queste ultime di avanzata età imperiale e di età tardoantica. La configurazione di ripostiglio, in attesa degli esiti del restauro dei pezzi che varrà, forse, a meglio orientare l’interpretazione del ritrovamento, pare al momento un’ipotesi sostenibile. Nel corso della campagna si è anche realizzato un preliminare intervento conoscitivo della cinta perimetrale urbana (in 171, 172, 150, 152, 149, 132/p, 151, 154/p), a seguito del quale sono stati rimessi in luce tratti talora anche estesi di muratura a grandi blocchi squadrati di arenaria. L’intervento ha dimostrato, contraddicendo i rari cenni di letteratura dedicati al tema, come le componenti in uso, per quanto in precarissimo stato di conservazione, presentino una lavorazione sufficientemente regolare e seriale e una messa in opera analogamente ordinata per filari, per quanto possibile, orizzontali e paralleli. Del resto dimensioni e forma dei blocchi sembrano spesso condizionati dalla stessa originaria ordinata stratigrafia di giacitura in cava della pietra, che, con evidenza, risulta essere tutta di estrazione locale. La campagna 2013 è valsa anche a completare i rilievi e gli interventi di consolidamento e di restauro delle strutture in elevato e pavimentali nell’area della _domus_ scavata fra 2003 e 2012. Il tutto nell’attesa di una salvifica copertura del complesso nel suo articolato ed esteso insieme mediante una tettoia che possa consentire non solo la preservazione delle strutture già a vista, ma anche la sistematica e conclusiva ripresa dello scavo della _domus_ stessa. Infine la movimentazione di alcune discariche ha permesso di restituire, per quanto del tutto parzialmente e ancora in piena provvisorietà, all’ambiente e al paesaggio del sito più naturali contorni.
  • AIAC_312 - La Pieve - 2014
    Nel 2014 lo scavo ha nuovamente interessato l’area del grande complesso termale da cui proviene il mosaico nilotico oggi al Museo di Cannara. La generalità delle murature riportate a vista presenta ordinati paramenti a componenti minute di arenaria, talora alternate a inserti di travertino e laterizio. Le ripetitive modalità costruttive e l’organico seriale disegno di pianta suggeriscono un’identica cronologia d’impianto. Che sembra escludere ogni loro originale pertinenza all’impianto termale. Queste, difatti, delimitano una serie di vani che appaiono solo contigui alle strutture perimetrali delle terme. Tutte sembrano denunciare una cronologia più alta e un ruolo funzionale distintivo, connesso verosimilmente ad una destinazione abitativa. L’accorta progettazione e realizzazione nell’area, nei decenni iniziali del II secolo d.C., delle terme deve avere ridisegnato l’assetto pregresso dei plessi urbani viciniori per consentire la piena agibilità e fruizione del complesso. Definendo i vettori di raccordo con l’ambito comunitario e incanalando a terra i percorsi d’accesso, ma anche selezionando e inglobando tratti murari ritenuti funzionali alla nuova fabbrica. Tutto ciò deve avere comportato tangibili trasformazioni nel ruolo e nella destinazione soprattutto degli spazi immediatamente a ridosso del cantiere delle terme. Ed è forse questa la ragione per cui lo scavo 2014 ha rimesso in luce estesi tratti di crollo di alzati disposti a colmare ogni superficie interposta fra vecchie e nuove murature. Per garantire un’efficace azione di supporto statico e di livellamento quanto anche di drenaggio attraverso l’uso generalizzato delle componenti edilizie di recupero. Ma anche, soprattutto, per ridefinire convenientemente il nuovo assetto ambientale e urbanistico dell’area. Tutte le murature risultano rasate ad uno stesso livello di cresta. E artificiosamente piatto appare lo stesso piano di campagna all’intorno, interessato ancora nell’attualità da invasive pratiche agricole. A queste possono ascriversi le stesse fitte discariche di materiali rinvenute fra 2013 e 2014, stanti le tarde e rimescolate componenti di cultura materiale restituite dalle stratigrafie superficiali. La campagna 2014 ha riportato in luce le murature perimetrali e divisorie del complesso termale e ampi tratti delle superfici comprese e, in particolare, la superficie musiva del cosiddetto peristilio. Scopo dell’intervento la verifica e la restituzione in un unico aggiornato rilievo georeferenziato delle tante pregresse redazioni planimetriche parziali penalizzate da una resa grafica difforme e convenzionale e da ancoraggi topografici incerti. Nella circostanza si è anche documentata, con le medesime metodiche d’intervento e di successiva elaborazione, la generalità degli stessi paramenti murari del complesso. Allo scopo di ottenere un modello 3D texturizzato delle terme attraverso l’esecuzione di un apposito rilievo fotogrammetrico congiunto a un adeguato appoggio topografico. La campagna 2014 ha, nelle adiacenze del complesso termale, anche evidenziato un nuovo tratto della cinta urbana. Ha, invece, rinunciato a completare gli interventi di consolidamento e di restauro degli alzati e dei livelli pavimentali nell’area della _domus_ scavata fra 2003 e 2012. Nell’attesa di impiantare una copertura di salvaguardia e di valorizzazione. Per lo stesso motivo si è rinunciato a intervenire sulle strutture della cisterna collegata al complesso termale. Anch’essa in attesa da anni di una stabile copertura.
  • AIAC_312 - La Pieve - 2015
    Nel 2015 lo scavo ha nuovamente interessato i plessi urbani a ridosso immediato del complesso termale da cui proviene il mosaico nilotico oggi al Museo di Cannara. La generalità delle murature rimesse a vista nell’area (come già osservato nel 2014) presenta organicità di disegno planimetrico e uniformi caratteristiche costruttive tali da escludere ogni originaria pertinenza all’edificio termale. Paiono, insomma, restituire un articolato impianto di cronologia più alta con proprio ruolo funzionale e propria distintiva destinazione. Verosimilmente, in molti casi, abitativa. Nel 2015, in particolare, lo scavo ha però documentato tratti di muratura risarciti con materiale di spoglio a significare interventi di trasformazione e di ricomposizione di volumi in evidente degrado, dunque verosimilmente datati. A prova di una prolungata vitalità di occupazione e di frequentazione dell’area nel tempo. Non giova tuttavia a restituirne una più sicura cronologia né il materiale in riuso né gli stessi reperti mobili in associazione, stante la profonda alterazione delle US correlate che sostanzialmente restituiscono cultura materiale di amplissimo spettro temporale. Del resto è certo che la progettazione e la realizzazione, nei decenni iniziali del II secolo d.C., del complesso termale abbia ridisegnato almeno in parte l’assetto pregresso dei plessi urbani viciniori per attuare organici raccordi urbanistici fra volumi preesistenti e nuovo impianto e per consentire contestualmente la piena agibilità e fruizione dello stesso complesso termale. Del resto lo scavo 2015 ha rimesso in luce tratti ancora più estesi di alzati in crollo spesso disposti a colmare superfici interposte fra vecchie e nuove murature cui sembra demandata un’efficace e ricercata azione di supporto statico, di livellamento e di drenaggio. Funzionale anche a ridefinire convenientemente il nuovo assetto topografico, ambientale, urbanistico e architettonico dell’area. A diffuse e recenti pratiche agricole si deve invece l’uniforme e generalizzata rasatura delle creste di muratura rinvenute ed anche la formazione, materialmente acclarata, almeno di alcune delle discariche rinvenute fra 2013 e 2015. I risultati della campagna 2015 si sono documentati con le stesse metodiche d’intervento e di elaborazione poste in atto nel 2014. Allo scopo di realizzare un unitario modello 3D texturizzato delle terme e delle aree contermini attraverso l’esecuzione di un rilievo fotogrammetrico rapportato a sicuri e univoci appoggi topografici. La campagna 2015 ha progressivamente esteso le superfici di scavo investendo il margine orientale dell’impianto urbano antico, non lontano dal complesso termale. L’azione di scavo, conseguente ad un impegnativo intervento di bonifica ambientale, ha rimesso a vista l’impianto di una all’apparenza assai modesta struttura abitativa. Le murature, a doppio paramento, in blocchetti di arenaria commessi con malta, si conservano per un tratto modestissimo di spiccato. Talora ricorrono in paramento anche componenti materiche distintive in reimpiego che vieppiù rimarcano l’aspetto precario e sciatto dell’edificato. I vani, delineati dall’incrocio di murature ortogonali, appaiono, per la parte a vista, di pianta regolare ma sostanzialmente angusti, presentando superfici pavimentali rese da sottili battuti di calce stesi a livello della risega di fondazione. La campagna 2015 ha, infine, nelle adiacenze del complesso termale, ripreso l’esplorazione della cinta muraria urbana antica evidenziandone un nuovo modesto tratto.
  • AIAC_312 - La Pieve - 2017
    In accordo con il Comune di Cannara e con la Sovrintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria, l’Università degli Studi di Perugia ha ripreso le attività di ricerca archeologica presso Collemancio di Cannara, l’area dov’era ubicato l’antico municipio romano di Urvinum Hortense. Le attività di scavo, iniziate in data 5 giugno, hanno avuto una durata complessiva di otto settimane con la partecipazione di circa cento studenti provenienti non solo dall’Ateneo perugino, ma anche da altre realtà accademiche italiane ed estere. Lo scavo archeologico ha interessato tre distinti settori: il primo (Saggio 2, è articolato in tre distinti approfondimenti: a, b, e c) interessa il pianoro sommitale, immediatamente a S di una grande struttura templare; un secondo settore (Saggio 1), il più vasto, è ubicato fra il tempio e una struttura religiosa medievale ed occupa un’area di circa 210 metri quadrati. Il terzo ed ultimo settore (Saggio 3), infine, è stato aperto a NE del precedente, in un pianoro poco distante. Il Saggio 1 ha permesso di portare alla luce una piccola area necropolare caratterizzata da strutture funerarie di buona fattura, adiacente alla struttura religiosa medievale e verosimilmente in connessione con essa. Il dato conferma inoltre la continuità d’uso del sito dall’epoca romana a quella medievale. Nell’area è stata scoperta anche una canaletta. Il Saggio 2, più specificatamente l’approfondimento A, ha rivelato un probabile asse viario secondario in direzione N/S che correrebbe tangente a E della struttura templare, la cui fossa di fondazione (indagata nell’approfondimento C) sembrerebbe essere stata compromessa da interventi di scavo di epoca moderna (verosimilmente riconducibili a Giovanni Canelli Bizzozzero). Il Saggio 3 ha portato alla parziale messa in luce di un imponente muro con andamento E/O e caratterizzato da un’apparecchiatura muraria peculiare: sotto il filare superficiale, realizzato con grossi blocchi in arenaria posti in opera di piatto, si registra la presenza di scaglie e bozze in arenaria di piccole dimensioni messe in opera in modo irregolare e senza materiali leganti. Tutti e tre i settori di indagine hanno contribuito a una maggiore comprensione della planimetria e dello sviluppo urbano di Urvinum Hortense, pertanto si auspica una prosecuzione delle attività di ricerca anche per l’anno 2018.
  • AIAC_312 - La Pieve - 2018
    L’Università degli Studi di Perugia il nei mesi giugno, luglio e settembre 2018 ha ripreso le ricerche archeologica a Urvinum Hortense. Alle attività progettuali, di scavo e di documentazione hanno preso parte circa 100 studenti dell’Università di Perugia e di altri Atenei nazionali e internazionali. Sono stati prescelti per le indagini, cinque settori: uno sul lato occidentale del tempio Saggio 1B-est); uno a ovest della strada presso il tempio e a nord della necropoli cristiana scoperta nel 2017 (Saggio 1B-ovest), una sul terrazzamento a ovest della cisterna (Saggio 4), già indagata nel 2017, una presso la strada a ovest della cisterna (Saggio 3), una presso le terme (Saggio 5). Le indagini svoltesi nel 2018 sono state eseguite al fine di esplorare nuove significative porzioni urbane del Municipio di Urvinum Hortense. L’attento prelievo stratigrafico ha permesso anche di recuperare materiale archeologico diagnostico, il cui studio potrà restituire dati cronologici utili per la datazione di strati e strutture. In particolare, le indagini hanno permesso di mettere in luce: Saggio 1B-est: una struttura circolare costituita da grandi lastre di calcarenite accuratamente levigate, disposte in modo da formare una piattaforma. Gli interstizi tra le lestre sono riempiti da cocciopesto. In cocciopesto è anche il bordo della struttura. Saggio 1B-ovest: un declivio roccioso privo di strutture. Il banco di roccia individuato presenta anche tracce di litotomia indicanti lo sfruttamento della collina come cava. Saggio 3: una struttura muraria in opera incerta lunga circa 30 m e due file costituite da cinque pilastri equidistanti. Saggio 4: un ampio tratto di basolato stradale a ovest della cisterna. Saggio 5: due ambienti in prossimità dell’impianto termale una dei quali con un portico con tracce di pittura parietale di colore rosso e articolati sistemi di canalizzazione
  • AIAC_312 - La Pieve - 2019
    L’Università degli Studi di Perugia nei mesi giugno, luglio 2019 ha ripreso la ricerca archeologica a Urvinum Hortense. Alle attività progettuali, di scavo e di documentazione hanno preso parte circa 90 studenti dell’Università di Perugia e di altri Atenei nazionali e internazionali. Sono stati prescelti per le indagini, quattro settori: uno sul lato settentrionale del tempio (Saggio Tempio-N); uno sul pianoro artificiale che immette all’area delle terme (Saggio 8); due presso le terme: uno a est e uno presso a ovest del peristilio (Saggi 5 e 6). Le indagini svoltesi nel 2019 sono state eseguite al fine di esplorare nuove significative porzioni urbane del Municipio di Urvinum Hortense. L’attento prelievo stratigrafico ha permesso anche di recuperare materiale archeologico diagnostico, il cui studio potrà restituire dati cronologici utili per la datazione di strati e strutture. In particolare, le indagini hanno permesso di mettere in luce: Saggio Tempio-N: è stata rinvenuta un’ampia porzione di un basolato stradale perpendicolare alla viabilità principale e tangente a N al perimetrale posteriore del tempio. Saggio 5: è stato messo in luce un potente strato di crollo ascrivibile al tetto del vestibolo d’ingresso al peristilio. La rimozione di questo strato ha permesso di evidenziare un livello pavimentale costituito da lastre di terracotta che coprivano una canaletta idrica volta al rifornimento del vicino frigidarium. Saggio 6: è stato scoperto un nuovo ambiente pavimentato in cocciopesto e con pareti intonacate a ovest del perimetrale occidentale del peristilio. È stato altresì rimosso parte del pavimento dell’ambulacro del peristilio al fine di datarlo e di indagarne la tecnica di composizione. Sotto al pavimento è stata trovata una conduttura idrica costituita da laterizi e ricoperta da un’armatura in pietrame e calce. Presso il lato meridionale del saggio è stato portato alla luce anche il relativo pozzetto d’ispezione. Saggio 8: è stato messo in luce uno strato costituito da materiale di scarico ricco di materiale di rivestimento in particolare intonaci colorati. Questo obliterava una struttura a pianta rettangolare con abside sul lato di fondo e canale sulla facciata, probabilmente interpretabile come un ninfeo affacciato sulla strada principale del Municipio.

Media

Name
La Pieve
Year
2006
Summary
it Lo scavo di _Urvinum Hortense_ nel corso del 2005 ha interessato 2 diverse aree, convenzionalmente indicate come Saggio A (aperta negli anni precedenti 1998-2004) e B (2001-2004).
Lo scavo ha riportato in luce lungo il margine orientale della principale arteria di attraversamento urbano, delineata sulla linea di spartiacque della dorsale occupata dalla città, quasi nella sua interezza l’articolato complesso della cisterna e, lungo il margine occidentale della stessa arteria, un’area di affioramenti di arenaria rasata nel tempo dalle colture e intagliata da una trincea e da una fossa costipate di materiali antichi (Saggio A). La presenza di manufatti post-classici sembra suggerire un uso o riuso della cisterna ancora in età avanzata: numerosi sono infatti i corpi vascolari in forma chiusa e ansati destinati all’approvigionamento dell’acqua.
Il Saggio B, lungo il versante opposto del rilievo, ha messo in luce l’abitato. Di particolare interesse un edificio che si configura come una _domus_ privata di pregio con ambienti affrescati. Non è al momento ben riconoscibile la articolazione della casa; tuttavia sembra sicuro uno sviluppo areale del complesso edificato su quote diverse fra loro raccordate mediante rampe di scale. I difformi spessori delle murature, le riprese frequenti, gli addossamenti tamponati o obliterati suggeriscono una vita prolungata del complesso. In più l’estensione dello scavo a nord e ovest ha rimesso in luce un pozzo già precedentemente aperto. (MiBAC)
en During 2005 the excavations at _Urvinum Hortense_ covered two separate areas, indicated as Trench A (opened in the years 1998-2004) and Trench B (2001-2204).
Along the eastern edge of the main road crossing the urban area, which follows the line of the watershed on the ridge occupied by the city, the excavation uncovered, almost in its entirety, a cistern complex. Along the western edge of the same road an outcrop of sandstone, eroded over time by cultivation and cut by a trench and a ditch filled with ancient material, were brought to light (Trench A). The presence of _post_ -Classical artefacts suggests the cistern was in use or re-used in a late period: in fact, the fill contained many closed-form pottery vessels with handles used for carrying water.
Trench B, along the opposite side of the ridge, revealed the residential area. A building which appears to be a prestigious private domus with frescoed rooms is of particular interest. The plan of the house is not completely recognisable at present, however, it seems certain that the structure developed on several levels linked by stairways. The different widths of wall, the frequent renewals and blocked or obliterated annexes suggest that the complex was in use for a long period. The extension of the excavation to the north and west uncovered a well that had been dug previously. (MiBAC)
Funding Body
Comune di Cannara
Team
Archaeologist representing the Soprintendenza - Marisa Scarpignato
Field director - Maurizio Matteini Chiari
Finds specialist - Maria Letizia Cipiciani
Finds specialist - L. Donnini
Finds specialist - Pamela Zuccaccia

Media

Name
La Pieve
Year
2007
Summary
it Le campagne 2006 e 2007 si sono soprattutto incentrate, lungo il versante occidentale dell’impianto urbano di Urvinum Hortense (Saggio B), sullo scavo della domus già in parte, negli anni precedenti, riportata a vista. In particolare lo scavo si è esteso in direzione Nord consentendo di individuare quattro nuovi ambienti (“D”, “E”, “F”, “G”) e di estendere notevolmente la dimensione complessiva della domus, senza tuttavia riuscire ancora a definirne compiutamente il disegno perimetrale. I tre altri vani (“A”, “B”, “C”), già noti, sono stati, nel 2006, messi allo scoperto sino ai livelli pavimentali. E gli affreschi alle pareti sono stati lasciati in situ, consolidati e protetti con idonea tettoia di protezione.

In particolare, nel 2007, è stato, per quanto parzialmente, indagato l’ambiente “G” all’interno del quale, a livello della pavimentazione in signino, si apre l’imboccatura di un pozzo. Il rinvenimento, ad una qualche distanza dal pozzo medesimo, di una base e di un tronco residuo di colonna, composta quest’ultima di elementi laterizi triangolari fra loro ammaltati e rivestiti da una pellicola di stucco ad imitazione di un fusto in marmo scanalato, lascia ipotizzare una destinazione dell’ambiente come atrium.

Quanto al Saggio A (versante Est dell’impianto urbano) lo scavo 2007 portato all’interno del secondo vano cisterna si è attestato sulla fronte di uno spesso e irregolare muro di contenimento, eretto a secco con componenti di spoglio di grande pezzatura, trasversalmente e in profondità all’interno del vano, in parallelo al lato meridionale. E’ sembrato, difatti, di poter riconoscere nella muratura il limite d’intervento dello scavo eseguito dall’Abate Giuseppe Giustino Di Costanzo all’interno delle medesima cisterna nel 1805. A maggior ragione perché il terreno costipato sul retro della muratura nell’ingombro del tratto meridionale del vano presenta superficialmente caratterizzante e distintiva cromia e componenti di grandi dimensioni e di qualche pregio, ancorché quasi sempre frammentarie (elementi scultorei e di decorazione architettonica in marmo e calcare, documenti epigrafici). Tutto ciò lascia ragionevolmente ipotizzare che il tratto meridionale e profondo della cisterna sia stato risparmiato dall’intervento di scavo ottocentesco.
en The 2006 and 2007 excavations were mainly concentrated along the western edge of the town of Urvinum Hortense (Trench B) and on the domus, partially exposed in previous campaigns. The excavation was extended to the north which revealed four new rooms (“D”, “E”, “F”, “G”), and considerably increased the overall dimensions of the domus, however, the complete perimeter has yet to be defined. In 2006 three previously known rooms (“A”, “B”, “C”), were excavated down to the floor levels. The frescoes were left in situ, consolidated and roofed-in.

In particular, in 2007 room “G” was partially excavated. This exposed an opus signinum floor in which there was the opening of a well-head. At a short distance from the well, the base and part of a column were found. The column was built of triangular bricks and mortar and had a stucco finish imitating a grooved marble column. This find suggests that this was an atrium.

In Trench B (eastern side of the settlement) the excavation inside the second cistern exposed a thick, irregular containing wall, dry-stone built with reused elements of large dimensions, across the cistern at the rear, parallel to its south side. In fact, it appeared to be the wall marking the edge of excavations carried out by the abbot Giuseppe Giustino Di Costanzo inside the cistern in 1805. The surface of the terrain behind the wall was characterised by distinctive colouring and large fragments from marble and limestone sculptures, architectural decorations and inscriptions. The evidence suggests that the southern and deepest part of the cistern was not touched by the 19th century excavations.
Funding Body
Comune di Cannara
Team
Draftsman - Angelo Attavino
Volunteers - Studenti

Media

Name
La Pieve
Year
2008
Summary
it La campagna di scavo 2008 si è incentrata sul Saggio B (versante occidentale dell’impianto urbano) ed è valsa a rimettere in luce, nell’ambiente “G”, le strutture di raccordo fra pozzo e adiacente pavimentazione in signino, pavimentazione rimessa a vista per largo tratto nella circostanza.

Lo scavo 2007 aveva rinvenuto in appoggio sulla superficie pavimentale una base e un tronco residuo di colonna. Una seconda base ed un secondo tronco di colonna, analogamente realizzato con elementi laterizi e rivestito di stucco, sono tornati in luce nel corso della campagna 2008. Così come è tornata in luce una soglia monumentale in travertino aperta al centro del muro perimetrale settentrionale del vano, in relazione ad un largo corridoio (fauces?), analogamente pavimentato in signino. Le colonne sembrano lasciare ipotizzare una disposizione porticata del vano disponendosi entrambe in asse alla soglia. Il vano dovrebbe, dunque, finalmente, con più documentata attendibilità, configurarsi come un grande atrium con peristilio compluviato sorretto da quattro colonne angolari. L’interro che ricopre la superficie pavimentale risulta caratterizzato dalla presenza, talora fortemente concentrata, di minuti frammenti di stucco di rivestimento architettonico parietale, prevalentemente pertinenti a partizioni lineari modanate, e che, talora, seppure raramente, presentano residui di policromia. Lungo il margine Sud Est del Saggio lo scavo à valso a completare l’asportazione di uno scarico di materiali fittili esterno al vano “B” e a rimettere interamente in luce un piccolissimo ambiente, appena individuato negli anni precedenti, aperto in varco in direzione Nord mediante una soglia monolitica in laterizio. La pavimentazione, realizzata in opus spicatum, presenta canalette fra loro ortogonali che valgono forse ad identificarlo come una latrina.

Lungo il margine opposto Sud Ovest del Saggio è proseguita l’asportazione di un butto esterno al vano “C” che è valsa ha rimettere parzialmente a vista una serie di grandi conci in arenaria disposti Sud-Nord. Questi paiono certamente configurarsi come elementi di fondazione e di supporto dell’alzato della muratura, ma non pare improbabile che possano costituire componenti di una struttura muraria ancora antecedente all’edificazione dello stesso vano “C”, poi funzionalmente inglobati nella nuova costruzione.
en This campaign centred on Trench B (eastern side of the settlement) and uncovered the structures adjoining the well and adjacent _opus signinum_ floor, a substantial area of which was exposed.

The 2007 excavation had found the base and part of a column resting on the floor. A second base and column segment, also constructed with bricks and faced with stucco came to light during this season. A monumental travertine threshold at the centre of the room’s north side, in relation to a wide corridor ( _fauces?_ ), also paved in _opus signinum_, was uncovered. The columns would seem to suggest the presence of a portico on the same axis as the threshold. This evidence supports the identification of this space as a large _atrium_ with a _compluvium_ supported on four corner columns. The layer covering the floor surface was characterised by the presence, at times highly concentrated, of minute fragments of stucco from the walls. Most of them belonged to linear moulded dividing elements which occasionally presented traces of colour. Along the south-eastern edge of the trench the excavation completed the removal of a dump of pottery from outside room “B” and completely exposed a small room, entered to the north via a monolithic brick threshold. The _opus spicatum_ floor presented a number of small channels at right angles to each other which may indicate this was a latrine.

On the south-western side of the trench work continued on the removal of a dump outside room “C”, partially revealing a series of large ashlar blocks on a south-north alignment. These were certainly foundation elements and support for the wall. However, they may have been components of a walled structure pre-dating the building of room “C”, which were incorporated into the new construction.
Summary Author
Valeria Scocca
Funding Body
Comune di Cannara
Team
Volunteers - Studenti

Media

Name
La Pieve
Year
2009
Summary
it La XII campagna di scavo di Urvinum Hortense (2009), si è caratterizzata per interventi di documentazione in magazzino e di rilievo sul campo più che per interventi di scavo.

Per quanto riguarda il Saggio A (versante Est dell’impianto municipale), si è indagato sulla natura e sulle reciproche relazioni delle strutture affacciate al fronte strada lungo l’asse viario principale di attraversamento urbano, riportate a vista già nel corso delle campagne precedenti, e si sono fatti emergere nuovi, allungati, tratti della stessa pavimentazione stradale lastricata. Contestualmente si è proceduto all’integrazione delle lacune dei rilievi esistenti e all’impostazione di nuovi rilievi mediante attività mirate di asportazione di US residuali e soprattutto mediante interventi di rinnovata scarnitura di superfici da decenni non sottoposte più ad alcuna azione di sistematico diserbo. E ciò soprattutto allo scopo di verificare l’attendibilità e la veridicità del rilievo planimetrico di scavo redatto, all’indomani dell’intervento attuato attorno al grande tempio di sommità, da Giovanni Bizzozzero, fra 1932 e 1938. La campagna 2009 si è, tuttavia, anche posta la finalità di dare ulteriore attenzione al complesso delle cisterne addossato al percorso viario. Ai fini di una corretta e compiuta, ancorché di necessità parziale, sua riproposizione grafica.

Anche nel caso del Saggio B, sull’opposto versante urbano, lo scavo 2009 si è incentrato soprattutto su azioni topografiche di verifica e sulla impostazione e redazione di nuovi rilievi volti ad integrare la documentazione esistente. In questa forzata (ri)programmazione della campagna l’azione di scavo si è limitata a ridisegnare i margini settentrionali del Saggio, regolarizzandoli, e a consentire di apprezzare la continuità delle superfici pavimentali e delle murature perimetrali dell’atrio della domus rimuovendo porzioni residue di crollo, da tempo rimesse in luce e solo parzialmente asportate nel corso della campagna 2008.
en The 12th excavation season at _Urvinum Hortense_ (2009), mainly concentrated on recording the finds and completing excavation documentation rather than digging.

As regards Trench A (eastern side of the town) the relationship between the structures facing onto the main road crossing the town was investigated and long stretches of the paved road surface were exposed. At the same time gaps in excavation records were filled and new recording was undertaken in areas where residual stratigraphic units were removed for the purpose and, above all, through the renewed stripping back of surfaces that for decades had not been cleared of weeds. This was carried out mainly with the aim of checking the reliability and precision of the plan made by Giovanni Bizzozzero following his excavation, undertaken around the great temple on the summit, between 1932 and 1938. However, the 2009 campaign also aimed to continue investigation of the cistern complex situated by the road in order to create a correct, although by necessity partial, plan.
In the case of trench B on the opposite side of the town, the 2009 season also mainly concentrated on survey to check recording and the making of new records to fill in gaps in the existing documentation. Excavation was limited to the tidying up of the north trench edge, rendering it regular in order to better appreciate the continuity of the floor surfaces and the perimeter walls of the domus’ _atrium_, by removing residual portions of collapse.
Summary Author
Valeria Scocca
Funding Body
Comune di Cannara
Team
Draftsman - Matteo Mincigrucci
Volunteers - Studenti

Media

Name
La Pieve
Year
2010
Summary
it La XIII campagna di scavo di _Urvinum Hortense_ (2010), si è finalmente di nuovo caratterizzata per azioni di scavo e per interventi di rilievo sul campo.

Per quanto riguarda il Saggio A (versante Est dell’impianto municipale), si è proceduto all’impostazione di nuovi rilievi delle strutture a vista mediante interventi di rinnovata e più estesa scarnitura di superfici da decenni non sottoposte più ad alcuna azione di sistematico diserbo. E ciò soprattutto allo scopo di verificare l’attendibilità e la veridicità del rilievo planimetrico di scavo redatto, all’indomani dell’intervento attuato attorno al grande tempio di sommità, da Giovanni Bizzozzero, fra 1932 e 1938. La campagna 2010 ha, dunque, rivolto specifica attenzione al grande tempio posto sulla sommità del pianoro e al più tardo complesso della cosiddetta “basilichetta”, impostata ortogonalmente rispetto alla principale arteria di attraversamento urbano. Ai fini, ancora una volta, di una corretta e compiuta, ancorché di necessità parziale, verifica e riproposizione grafica di entrambi gli edifici.

L’attività di scavo ha interessato esclusivamente il Saggio B (versante Ovest dell’impianto municipale) e segnatamente il grande atrio e uno dei vani interni (Vano A) della domus terrazzata che si estende per largo tratto lungo lo scosceso pendio che prospetta la valle del Sambro. Si è messa finalmente allo scoperto gran parte della superficie pavimentale in signino dell’atrio, continuando nell’azione di rimozione, iniziata già nel 2008 e proseguita ancora nel 2009, degli estesi e obliteranti accumuli di elementi di copertura e d’alzato in crollo. Ne è scaturita una rinnovata continuità delle superfici pavimentali che sembra aver evidenziato un diverso numero e una diversa distribuzione e disposizione delle colonne attorno al pozzo aperto al centro del vano. Insomma ne uscirebbe invalidata l’ipotesi, avanzata in precedenza a scavo ancora in corso, di una disposizione angolare delle colonne a sostegno di spioventi compluviati. Nel Vano A, manomesso già in antico, si è scavata la fronte di una fornace posta all’intersezione di due murature d’angolo e si è ricercato, per ampio tratto, l’originale livello della superficie pavimentale.
Funding Body
Comune di Cannara
Team
Draftsman - Matteo Mincigrucci
Volunteers - Studenti

Media

Name
La Pieve
Year
2011
Summary
it La XIV campagna di scavo di _Urvinum Hortense_ (2011), si è caratterizzata per rinnovate azioni di scavo e di rilievo e per nuovi interventi di consolidamento e di restauro di strutture pavimentali e d’alzato. Contestualmente allo svolgimento della campagna si è proceduto ad un’azione sistematica d’indagine dell’intero plesso urbano mediante prospezioni geofisiche, tuttora in corso.

Per quanto riguarda il Saggio A (versante Est dell’impianto municipale), come nel 2010, si è proceduto all’impostazione di nuovi rilievi delle strutture a vista mediante interventi di rinnovata e più estesa scarnitura di superfici (da decenni non sottoposte più ad alcuna azione di sistematico diserbo). E ciò, come già annotato lo scorso anno, soprattutto allo scopo di verificare l’attendibilità e la veridicità del rilievo planimetrico di scavo redatto, all’indomani dell’intervento attuato attorno al grande tempio di sommità, da Giovanni Bizzozzero, fra 1932 e 1938. La campagna 2011 ha, dunque, rivolto specifica attenzione ancora una volta al grande podio del tempio posto sulla sommità del pianoro e al più tardo e contiguo complesso della cosiddetta “basilichetta”, impostata ortogonalmente rispetto alla principale arteria di attraversamento urbano. Ai fini di una corretta e compiuta, ancorché di necessità (ancora una volta) parziale, verifica dimensionale e riproposizione grafica di entrambi gli edifici.

L’attività di scavo ha interessato esclusivamente il Saggio B (versante Ovest dell’impianto municipale) concentrandosi prevalentemente ancora sul grande atrio della domus terrazzata che si estende per largo tratto lungo lo scosceso pendio che prospetta la valle del Sambro. Nella circostanza se ne è quasi integralmente rimessa allo scoperto la superficie pavimentale in signino, continuando nel complesso intervento di rimozione, iniziato nel 2008 e proseguito ancora negli anni seguenti, degli estesissimi e obliteranti accumuli di elementi di copertura e d’alzato in crollo. Si è così anche (e finalmente) delineato e ricomposto l’assetto icnografico e dimensionale del vano, rimettendo allo scoperto ampie porzioni di murature perimetrali. Maggiore visibilità hanno acquisito le stesse basi in arenaria e gli stessi fusti residui delle colonne in laterizio e stucco distribuite regolarmente attorno all’ _impluvium_. Le componenti lapidee di quest’ultimo sono risultate allo scavo per la gran parte già asportate. Il pozzo, la cui luce è stata nel passato (un passato tuttavia non altrimenti più puntualmente databile), parzialmente ridotta dall’inserimento forzato nell’imboccatura di un _catillus_ di macina per consentire un più agevole e sicuro attingimento, è apparso ritagliato nello spessore di una lastra d’angolo dell’impluvio stesso.

L’azione di consolidamento e di restauro ha, infine, investito la generalità delle superfici pavimentali allo scoperto, le basi e le porzioni conservate dei fusti di colonna dell’atrio.
en The 14th campaign at _Urvinum Hortense_ continued excavation and survey. The consolidation and restoration of floor surfaces and walls was also undertaken. At the same time, a geophysical survey began an investigation of the entire urban complex.

In Trench A (east side of the town) survey of the visible structures continued after vegetation was cleaned back from the surfaces. This was undertaken, as in 2010, with the aim of checking the accuracy of the excavation plans made following the work carried out by Giovanni Bizzozzero around the large temple on the summit, between 1932 and 1938. Therefore, the 2011 campaign again concentrated on the large temple podium situated on the summit and on the later, adjacent complex of the so-called “basilichetta”, standing at a right angle to the main road through the town. The aim was to make a correct (although necessarily partial) check of the dimensions and new graphic documentation of both buildings.

Excavation only took place in Trench B (west side of the town), again mainly concentrating on the large atrium of the terraced domus extending down the steep slope overlooking the Sambro valley. The _opus signinum_ floor was almost completely exposed, work continuing on the removal of the extensive accumulations of collapsed roofing and masonry, which revealed large sections of the perimeter walls. Thus, the complete plan of the room was reconstructed. The sandstone column bases and residual tile and stucco column drums, evenly distributed around the _impluvium_, were exposed. The stone components of the latter had been robbed. The wellhead was at some time partially narrowed by the insertion of a _catillus_ from a mill, in order to make drawing water easier and safer. A corner slab of the _impluvium_ cut the well.

Most of the exposed floor surfaces, column bases and preserved column drums in the _atrium_ were consolidated and restored.
Summary Author
Maurizio Matteini Chiari
Funding Body
Comune di Cannara
Team
Draftsman - Matteo Mincigrucci
Field director - Valeria Scocca

Media

Name
La Pieve
Year
2012
Summary
it La XV campagna di scavo di _Urvinum Hortense_ (2012), si è ancora una volta caratterizzata per azioni di scavo, per azioni di rilievo e per interventi di consolidamento e di restauro eseguiti su livelli pavimentali e su strutture in alzato. Nello stesso tempo si è portata a conclusione l’indagine sistematica della superficie urbana mediante prospezioni geofisiche.

Per quanto riguarda il Saggio A (versante Est dell’impianto municipale), come nel 2010 e 2011, si è proceduto all’impostazione di nuovi rilievi delle strutture a vista mediante interventi di rinnovata e più estesa scarnitura di superfici (da decenni non sottoposte più ad alcuna azione di sistematico diserbo). E ciò, come già annotato in passato, soprattutto allo scopo di verificare l’attendibilità e la veridicità del rilievo planimetrico di scavo redatto, all’indomani dell’intervento attuato attorno al grande tempio di sommità, da Giovanni Bizzozzero, fra 1932 e 1938. La campagna 2012 ha, dunque, rivolto specifica attenzione ancora una volta al grande podio del tempio posto sulla sommità del pianoro, ma soprattutto al più tardo e contiguo complesso della cosiddetta “basilichetta”, impostata ortogonalmente rispetto alla principale arteria municipale di attraversamento urbano. Ai fini di una corretta, ancorché di necessità ancora una volta parziale, verifica dimensionale e riproposizione grafica di entrambi gli edifici.

L’attività di scavo ha interessato esclusivamente il Saggio B (versante Ovest dell’impianto municipale), concentrandosi ancora sul grande atrio della _domus_ terrazzata che si estende per largo tratto lungo lo scosceso pendio che prospetta la valle del Sambro. Nella circostanza se ne è pressoché integralmente rimessa allo scoperto la superficie pavimentale in signino, continuando nel complesso intervento di rimozione, iniziato già nel 2008 e proseguito ancora negli anni seguenti, degli estesissimi e obliteranti accumuli di elementi di copertura e d’alzato in crollo. Si è così in via definitiva, con rarissime e marginali eccezioni, anche delineato e ricomposto l’assetto icnografico e dimensionale del vano, rimettendo allo scoperto porzioni di murature perimetrali sempre più estese. Totale visibilità hanno finalmente acquisito le stesse basi in arenaria e gli stessi fusti residui delle colonne in laterizio e stucco. Queste, ormai in numero di sei, paiono documentare progressive trasformazioni d’assetto planimetrico del vano configurando anche nuovi apporti e nuovi interventi volti alla ridefinizione architettonica e volumetrica del complesso. Infine, le componenti lapidee dell’impluvium sono risultate allo scavo tutte asportate. Con l’unica eccezione, che ora non pare più casuale, della lastra nella quale è ritagliata l’imboccatura circolare del pozzo. La luce di quest’ultimo (come già segnalato) risulta ancora parzialmente ridotta dall’inserimento forzato di un catillus di macina volto a consentire un più sicuro e agevole attingimento.

L’azione di consolidamento e di restauro ha, infine, investito la generalità delle superfici pavimentali di nuovo rinvenimento e ancora le basi e le porzioni residue dei fusti di colonna dell’atrio.
en The 15th campaign at _Urvinum Hortense_ was characterised by excavation, survey and the consolidation and restoration of floor levels and standing structures. At the same time, the geophysical survey of the urban area was completed.

In trench A (eastern side of the town), a new survey was made of the visible structures following extensive clearing of the area (the vegetation had not been removed for several decades). This was undertaken with the aim, as in the past, of checking the reliability of the site plans made at the time of Giovanni Bizzozzero’s excavations around the large summit temple between 1932 and 1938. Therefore, in 2012 excavations again concentrated on the large temple podium on the plateau summit, and above all on the later and adjacent complex of the so-called “basilichetta”, situated at a right angle to the main road crossing the town.

Excavations were only undertaken in trench B (western side of the town), again on the large atrium of the terraced domus which extends along the steep slope overlooking the Sambro valley. The opus signinum floor was almost completely exposed, continuing the complex operations of removing the substantial accumulations of roofing materials and collapsed walls, which began in 2008. The plan of this room was also defined as sections of the perimeter walls were gradually exposed. The sandstone column bases and residual tile and stucco column drums were also fully exposed. The six bases seem to document a progressive transformation of the room’s plan as part of the architectural and spatial redefinition of the complex. Lastly, excavation showed that all the stone elements of the impluvium had been removed. The only exception, which appears to be deliberate, was the slab into which the circular well mouth was cut. This opening was partially reduced by the forced insertion of a catillus (the cone-shaped upper part of a millstone) to make drawing water from the well easier and safer.

The newly exposed floor surfaces, the column bases and drums in the atrium were consolidated and restored.
Funding Body
Comune di Cannara
Team
Draftsman - Matteo Mincigrucci
Volunteers - Studenti

Media

Name
La Pieve
Year
2013
Summary
it Nel 2013 l’estensione dello scavo nelle Particelle 152 e 153, sulla scorta e grazie ad una programmazione d’intervento concordata con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, ha consentito la ripresa dello scavo nell’area del grande complesso termale da cui proviene il mosaico nilotico oggi al Museo di Cannara. Lo scavo è valso a riportare in luce una maglia estesa e regolare di murature, tutte realizzate in componenti minute di arenaria, che paiono delimitare una serie di vani di grandi dimensioni contigui alle murature perimetrali del complesso termale e che paiono comunque ben delineare il percorso obbligato di accesso al complesso stesso. Caratteristiche costruttive, componenti edilizie, materiale in uso e, da ultimo, in attesa di portare lo scavo in profondità e di acquisire maggiori certezze documentarie, lo stesso loro schema planimetrico, ordinato e seriale, sembrano però escludere la pertinenza della generalità delle strutture rinvenute all’impianto termale. Suggerendo, per contro, una coerenza possibile, e probabile, solo con le strutture di età tardo repubblicana e di prima età augustea inglobate nel progetto e nella realizzazione delle terme stesse, datate concordemente nell’arco della prima metà del II secolo d.C.

Un saggio in trincea separato, eseguito nella Particella 155 per riscontrare la presenza di strutture connesse all’area forense, solitamente dalla letteratura qui collocata, ha consentito di riportare in luce un singolare pozzetto scavato nel terreno vergine, stipato di materiali metallici, rara ceramica e monete. Trattasi di una congerie di strumenti di lavoro in ferro (picconi, falci, piccozze, cunei, chiodi) associati ad una stadera in bronzo, a una brocchetta in ceramica comune e, come detto, a monete, queste ultime di avanzata età imperiale e di età tardoantica. La configurazione di ripostiglio, in attesa degli esiti del restauro dei pezzi che varrà, forse, a meglio orientare l’interpretazione del ritrovamento, pare al momento un’ipotesi sostenibile.

Nel corso della campagna si è anche realizzato un preliminare intervento conoscitivo della cinta perimetrale urbana (in 171, 172, 150, 152, 149, 132/p, 151, 154/p), a seguito del quale sono stati rimessi in luce tratti talora anche estesi di muratura a grandi blocchi squadrati di arenaria. L’intervento ha dimostrato, contraddicendo i rari cenni di letteratura dedicati al tema, come le componenti in uso, per quanto in precarissimo stato di conservazione, presentino una lavorazione sufficientemente regolare e seriale e una messa in opera analogamente ordinata per filari, per quanto possibile, orizzontali e paralleli. Del resto dimensioni e forma dei blocchi sembrano spesso condizionati dalla stessa originaria ordinata stratigrafia di giacitura in cava della pietra, che, con evidenza, risulta essere tutta di estrazione locale.

La campagna 2013 è valsa anche a completare i rilievi e gli interventi di consolidamento e di restauro delle strutture in elevato e pavimentali nell’area della _domus_ scavata fra 2003 e 2012. Il tutto nell’attesa di una salvifica copertura del complesso nel suo articolato ed esteso insieme mediante una tettoia che possa consentire non solo la preservazione delle strutture già a vista, ma anche la sistematica e conclusiva ripresa dello scavo della _domus_ stessa.

Infine la movimentazione di alcune discariche ha permesso di restituire, per quanto del tutto parzialmente e ancora in piena provvisorietà, all’ambiente e al paesaggio del sito più naturali contorni.
en In 2013, the extension of the excavations in Lots 152 and 153 renewed work in the area of the large baths complex where the Nile mosaic, now in Cannara Museum, was found. The excavation exposed an extensive and regular network of walls, all made of small sandstone fragments. They seemed to delimit a series of large rooms adjacent to the perimeter walls of the bath complex, and appeared to define the access route to the complex itself. At this point in the excavations, the construction techniques, building components and materials, in addition to their well-organised and linear arrangement, seem to suggest that the majority of the structures found do not belong to the baths complex. On the contrary, they probably relate to the late Republican and early Augustan structures incorporated into the construction of the baths themselves, during their construction in the first half of the 2nd century A.D.

A separate trench dug in Lot 155 in order to check for the presence of structures associated with the forum area, revealed an unusual pit cut into sterile terrain. It contained a pile of iron tools (pickaxes, scythes, picks, wedges, nails) associated with a bronze _stadera_, a coarse ware jug and coins of late imperial and late antique date. While awaiting the conservation of these artefacts, the find is interpreted as a hoard.

During the campaign a preliminary investigation was made of the town wall (in 171, 172, 150, 152, 149, 132/p, 151, 154/p), which uncovered sections of wall, some extensive, built of large sandstone blocks. The intervention demonstrated how, contrary to what is published on the subject, the components used, even though very badly preserved, were fairly regular and neatly placed, where possible in horizontal and parallel rows. The size and shape of the blocks often seemed conditioned by the original stratigraphy from which they were quarried. The stone was all local.

The recording, consolidation and restoration of the walls and floors in the area of the _domus_ excavated between 2003 and 2012 were completed during the 2013 campaign. The excavation is awaiting a roof that will not only preserve the already exposed structures, but also facilitate the termination of the excavation of the _domus_ itself.
Lastly, the removal of several dumps partially and temporarily restored a more natural appearance to the landscape around the site.
Summary Author
Valeria Scocca
Funding Body
Comune di Cannara
Team
Archaeologist representing the Soprintendenza - Marisa Scarpignato
Field director - Maurizio Matteini Chiari
Surveyor - Matteo Mincigrucci
Surveyor - Michela D’Alessandro
Surveyor - Matteo Franco
Surveyor - Alessio Nalli

Media

Name
La Pieve
Year
2014
Summary
it Nel 2014 lo scavo ha nuovamente interessato l’area del grande complesso termale da cui proviene il mosaico nilotico oggi al Museo di Cannara.

La generalità delle murature riportate a vista presenta ordinati paramenti a componenti minute di arenaria, talora alternate a inserti di travertino e laterizio. Le ripetitive modalità costruttive e l’organico seriale disegno di pianta suggeriscono un’identica cronologia d’impianto. Che sembra escludere ogni loro originale pertinenza all’impianto termale. Queste, difatti, delimitano una serie di vani che appaiono solo contigui alle strutture perimetrali delle terme. Tutte sembrano denunciare una cronologia più alta e un ruolo funzionale distintivo, connesso verosimilmente ad una destinazione abitativa.

L’accorta progettazione e realizzazione nell’area, nei decenni iniziali del II secolo d.C., delle terme deve avere ridisegnato l’assetto pregresso dei plessi urbani viciniori per consentire la piena agibilità e fruizione del complesso. Definendo i vettori di raccordo con l’ambito comunitario e incanalando a terra i percorsi d’accesso, ma anche selezionando e inglobando tratti murari ritenuti funzionali alla nuova fabbrica. Tutto ciò deve avere comportato tangibili trasformazioni nel ruolo e nella destinazione soprattutto degli spazi immediatamente a ridosso del cantiere delle terme. Ed è forse questa la ragione per cui lo scavo 2014 ha rimesso in luce estesi tratti di crollo di alzati disposti a colmare ogni superficie interposta fra vecchie e nuove murature. Per garantire un’efficace azione di supporto statico e di livellamento quanto anche di drenaggio attraverso l’uso generalizzato delle componenti edilizie di recupero. Ma anche, soprattutto, per ridefinire convenientemente il nuovo assetto ambientale e urbanistico dell’area.

Tutte le murature risultano rasate ad uno stesso livello di cresta. E artificiosamente piatto appare lo stesso piano di campagna all’intorno, interessato ancora nell’attualità da invasive pratiche agricole. A queste possono ascriversi le stesse fitte discariche di materiali rinvenute fra 2013 e 2014, stanti le tarde e rimescolate componenti di cultura materiale restituite dalle stratigrafie superficiali.

La campagna 2014 ha riportato in luce le murature perimetrali e divisorie del complesso termale e ampi tratti delle superfici comprese e, in particolare, la superficie musiva del cosiddetto peristilio. Scopo dell’intervento la verifica e la restituzione in un unico aggiornato rilievo georeferenziato delle tante pregresse redazioni planimetriche parziali penalizzate da una resa grafica difforme e convenzionale e da ancoraggi topografici incerti. Nella circostanza si è anche documentata, con le medesime metodiche d’intervento e di successiva elaborazione, la generalità degli stessi paramenti murari del complesso. Allo scopo di ottenere un modello 3D texturizzato delle terme attraverso l’esecuzione di un apposito rilievo fotogrammetrico congiunto a un adeguato appoggio topografico.

La campagna 2014 ha, nelle adiacenze del complesso termale, anche evidenziato un nuovo tratto della cinta urbana. Ha, invece, rinunciato a completare gli interventi di consolidamento e di restauro degli alzati e dei livelli pavimentali nell’area della _domus_ scavata fra 2003 e 2012. Nell’attesa di impiantare una copertura di salvaguardia e di valorizzazione. Per lo stesso motivo si è rinunciato a intervenire sulle strutture della cisterna collegata al complesso termale. Anch’essa in attesa da anni di una stabile copertura.
en In 2014, the excavations again concentrated on the large bath complex where the Nilotic mosaic now housed in Cannara museum was found.
Most of the exposed walls were faced with minute sandstone elements, sometimes alternating with travertine or tile inserts. The repetitive construction methods and serial design of the plan suggest the structures were all built at the same time. This would seem to exclude that they originally belonged to the baths. Indeed, the walls delimited a series of rooms that only seemed contiguous to the perimeter walls of the baths. They appear to be later in date and probably related to a residential structure.
In the first decades of the 2nd century A.D., the careful planning and construction in this area of the baths must have redesigned the earlier layout of the neighbouring areas in order to permit maximum practicality and use of the complex, defining and channelling the access into the common spaces, but also selecting and englobing stretches of wall that seemed useful for the new building. All this must have led to tangible transformations in the role and use of the spaces, in particular those immediately adjacent to the construction site of the baths. This may be the reason why the 2014 excavations uncovered extensive rubble collapse used to fill all areas between the old and new walls, in order to guarantee effective static support and levelling, but also drainage through a generalised reuse of the earlier building materials.

All the walls were razed to the same level. The ground around them appeared to be artificially flat, and continues to be subjected to invasive agricultural practices. The latter are probably the cause of the dense dumps of material found between 2013 and 2014, containing late and jumbled material culture from the surface layers.

The 2014 campaign exposed the perimeter and internal walls of the bath complex and extensive areas of surfaces, in particular the mosaic floor of the so-called peristyle. The aim was to check the previous plans given that they were not uniform in their graphics or in the conventions used, and the topographic reference points were uncertain. The objective was to create a single, uniform georeferenced plan of the structures. Using the same methods and subsequent processing, the state of the wall facings was also documented. A specific photogrammetric and topographic survey was made in order to obtain a textured 3D model of the baths.
In addition, this season a new stretch of the city wall was identified close to the baths complex. It was decided not to complete the consolidation and restoration of the walls and floors in the area of the _domus_ excavated between 2003 and 2012 until the area has been roofed. For the same reasons it was decided not to intervene on the cistern structures linked to the baths.
Funding Body
Comune di Cannara
Team
Archaeologist representing the Soprintendenza - Marisa Scarpignato
Surveyor - Matteo Mincigrucci
Surveyor - Michela D’Alessandro

Media

Name
La Pieve
Year
2015
Summary
it Nel 2015 lo scavo ha nuovamente interessato i plessi urbani a ridosso immediato del complesso termale da cui proviene il mosaico nilotico oggi al Museo di Cannara.

La generalità delle murature rimesse a vista nell’area (come già osservato nel 2014) presenta organicità di disegno planimetrico e uniformi caratteristiche costruttive tali da escludere ogni originaria pertinenza all’edificio termale. Paiono, insomma, restituire un articolato impianto di cronologia più alta con proprio ruolo funzionale e propria distintiva destinazione. Verosimilmente, in molti casi, abitativa.

Nel 2015, in particolare, lo scavo ha però documentato tratti di muratura risarciti con materiale di spoglio a significare interventi di trasformazione e di ricomposizione di volumi in evidente degrado, dunque verosimilmente datati. A prova di una prolungata vitalità di occupazione e di frequentazione dell’area nel tempo. Non giova tuttavia a restituirne una più sicura cronologia né il materiale in riuso né gli stessi reperti mobili in associazione, stante la profonda alterazione delle US correlate che sostanzialmente restituiscono cultura materiale di amplissimo spettro temporale.

Del resto è certo che la progettazione e la realizzazione, nei decenni iniziali del II secolo d.C., del complesso termale abbia ridisegnato almeno in parte l’assetto pregresso dei plessi urbani viciniori per attuare organici raccordi urbanistici fra volumi preesistenti e nuovo impianto e per consentire contestualmente la piena agibilità e fruizione dello stesso complesso termale. Del resto lo scavo 2015 ha rimesso in luce tratti ancora più estesi di alzati in crollo spesso disposti a colmare superfici interposte fra vecchie e nuove murature cui sembra demandata un’efficace e ricercata azione di supporto statico, di livellamento e di drenaggio. Funzionale anche a ridefinire convenientemente il nuovo assetto topografico, ambientale, urbanistico e architettonico dell’area.

A diffuse e recenti pratiche agricole si deve invece l’uniforme e generalizzata rasatura delle creste di muratura rinvenute ed anche la formazione, materialmente acclarata, almeno di alcune delle discariche rinvenute fra 2013 e 2015.

I risultati della campagna 2015 si sono documentati con le stesse metodiche d’intervento e di elaborazione poste in atto nel 2014. Allo scopo di realizzare un unitario modello 3D texturizzato delle terme e delle aree contermini attraverso l’esecuzione di un rilievo fotogrammetrico rapportato a sicuri e univoci appoggi topografici.

La campagna 2015 ha progressivamente esteso le superfici di scavo investendo il margine orientale dell’impianto urbano antico, non lontano dal complesso termale. L’azione di scavo, conseguente ad un impegnativo intervento di bonifica ambientale, ha rimesso a vista l’impianto di una all’apparenza assai modesta struttura abitativa. Le murature, a doppio paramento, in blocchetti di arenaria commessi con malta, si conservano per un tratto modestissimo di spiccato. Talora ricorrono in paramento anche componenti materiche distintive in reimpiego che vieppiù rimarcano l’aspetto precario e sciatto dell’edificato. I vani, delineati dall’incrocio di murature ortogonali, appaiono, per la parte a vista, di pianta regolare ma sostanzialmente angusti, presentando superfici pavimentali rese da sottili battuti di calce stesi a livello della risega di fondazione.

La campagna 2015 ha, infine, nelle adiacenze del complesso termale, ripreso l’esplorazione della cinta muraria urbana antica evidenziandone un nuovo modesto tratto.
en The 2015 excavations once again took place in the urban area immediately adjacent to the bath complex where the Nilotic mosaic now in Cannara Museum was found.

Most of the walls uncovered in the area (as seen in 2014) were organic in plan and presented uniform construction characteristics, which showed they were not originally part of the baths complex. They were of earlier date and had a separate function, in many cases probably residential.

The 2015 excavations documented sections of wall that were repaired with robbed material indicating the transformation and reconstruction of old, deteriorated structures, evidence for the long period of occupation and use of the area. Dating of the structures and the reused material or associated finds was made difficult by the radical alteration to the related layers, which produced finds covering a wide-ranging chronology.

It is certain that the planning and building of the baths complex in the first decades of the 2nd century A.D. redesigned at least part of the previous urban layout in order to create links between pre-existing structures and the new complex and create access to the baths themselves. The 2015 excavations uncovered even more extensive sections of collapsed wall often placed to fill gaps between old and new walls, indicating that static support, levelling and drainage were all efficiently dealt with, redefining the new topographical, environmental, and architectural layout of the area.
The uniform and generalized razing of the wall crests and the formation of at least some of the dumps of materials found between 2013 and 2015, is the result of recent widespread agricultural activities.

The results of the 2015 were documented using the same methods as in 2014 with the aim of creating a single texturised 3D model of the baths and surrounding area using a photogrammetric survey linked to safe topographical points.

During the 2015 campaign, the excavation area was gradually extended to reach the eastern edge of the ancient city, not far from the baths complex. The structures of a modest house were uncovered. The walls, with a double facing made of small sandstone blocks bonded with mortar, were preserved to a low height. The presence of reused materials in the facings highlighted the precarious and rundown appearance of the building. The rooms that were exposed appeared to have a regular plan, were small and had floors formed by a thin surface of beaten lime laid at the level of the foundation offset.
The exploration also continued of the city wall in the area of the baths complex and a short stretch was exposed.
Funding Body
Comune di Cannara

Media

Name
La Pieve
Year
2017
Summary
it In accordo con il Comune di Cannara e con la Sovrintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria, l’Università degli Studi di Perugia ha ripreso le attività di ricerca archeologica presso Collemancio di Cannara, l’area dov’era ubicato l’antico municipio romano di Urvinum Hortense.

Le attività di scavo, iniziate in data 5 giugno, hanno avuto una durata complessiva di otto settimane con la partecipazione di circa cento studenti provenienti non solo dall’Ateneo perugino, ma anche da altre realtà accademiche italiane ed estere.

Lo scavo archeologico ha interessato tre distinti settori: il primo (Saggio 2, è articolato in tre distinti approfondimenti: a, b, e c) interessa il pianoro sommitale, immediatamente a S di una grande struttura templare; un secondo settore (Saggio 1), il più vasto, è ubicato fra il tempio e una struttura religiosa medievale ed occupa un’area di circa 210 metri quadrati. Il terzo ed ultimo settore (Saggio 3), infine, è stato aperto a NE del precedente, in un pianoro poco distante.

Il Saggio 1 ha permesso di portare alla luce una piccola area necropolare caratterizzata da strutture funerarie di buona fattura, adiacente alla struttura religiosa medievale e verosimilmente in connessione con essa. Il dato conferma inoltre la continuità d’uso del sito dall’epoca romana a quella medievale. Nell’area è stata scoperta anche una canaletta.

Il Saggio 2, più specificatamente l’approfondimento A, ha rivelato un probabile asse viario secondario in direzione N/S che correrebbe tangente a E della struttura templare, la cui fossa di fondazione (indagata nell’approfondimento C) sembrerebbe essere stata compromessa da interventi di scavo di epoca moderna (verosimilmente riconducibili a Giovanni Canelli Bizzozzero).

Il Saggio 3 ha portato alla parziale messa in luce di un imponente muro con andamento E/O e caratterizzato da un’apparecchiatura muraria peculiare: sotto il filare superficiale, realizzato con grossi blocchi in arenaria posti in opera di piatto, si registra la presenza di scaglie e bozze in arenaria di piccole dimensioni messe in opera in modo irregolare e senza materiali leganti.

Tutti e tre i settori di indagine hanno contribuito a una maggiore comprensione della planimetria e dello sviluppo urbano di Urvinum Hortense, pertanto si auspica una prosecuzione delle attività di ricerca anche per l’anno 2018.
en In agreement with the local administration of Cannara and the Archaeological Superintendency for Umbria, Perugia University, with the participation of students from other Italian and foreign universities, renewed excavations at Collemancio di Cannara, site of the Roman _municipium_ of _Urvinum_ _Hortense_.

Excavations took place in three distinct sectors: the first (trench 2, divided into three areas: a, b, and c) was on the summit plateau, immediately south of a large temple structure; the second sector (trench 1), the largest, was situated between the temple and a medieval church, and occupied an area of c. 210 m2. The third sector (trench 3) was opened to the north-east of the preceding one, on a nearby plateau.

A small cemetery area was uncovered in trench 1, characterised by well-made funerary structures, adjacent to the medieval church and probably associated with it. This confirmed the continued use of the site from the Roman to medieval period. A small channel was also identified in this area.

In trench 2, area A, a secondary road on a north-south alignment was uncovered. It lay on a tangent east of the temple structure, whose foundation trench (investigated in area C) seemed to have been damaged by excavations in the modern period (probably those undertaken by Giovanni Canelli Bizzozzero).

Trench 3 revealed a substantial wall on an east-west alignment, built in an unusual fashion. The upper course, built in large horizontally placed sandstone blocks, rested on small lumps and chips of sandstone placed in an irregular dry-stone construction.
All three sectors provided new evidence regarding the plan and urban development of _Urvinum_ _Hortense_, and it is hoped to continue this research in 2018.
Summary Author
Enrico Ciafardini - UNIPG
Funding Body
Comune di Cannara
Team
Archaeologist - Davide Squillace - UNIPG
Student - Rotondaro Francesco

Media

Name
La Pieve
Year
2018
Summary
it L’Università degli Studi di Perugia il nei mesi giugno, luglio e settembre 2018 ha ripreso le ricerche archeologica a Urvinum Hortense. Alle attività progettuali, di scavo e di documentazione hanno preso parte circa 100 studenti dell’Università di Perugia e di altri Atenei nazionali e internazionali.

Sono stati prescelti per le indagini, cinque settori: uno sul lato occidentale del tempio Saggio 1B-est); uno a ovest della strada presso il tempio e a nord della necropoli cristiana scoperta nel 2017 (Saggio 1B-ovest), una sul terrazzamento a ovest della cisterna (Saggio 4), già indagata nel 2017, una presso la strada a ovest della cisterna (Saggio 3), una presso le terme (Saggio 5).

Le indagini svoltesi nel 2018 sono state eseguite al fine di esplorare nuove significative porzioni urbane del Municipio di Urvinum Hortense. L’attento prelievo stratigrafico ha permesso anche di recuperare materiale archeologico diagnostico, il cui studio potrà restituire dati cronologici utili per la datazione di strati e strutture.

In particolare, le indagini hanno permesso di mettere in luce:

Saggio 1B-est: una struttura circolare costituita da grandi lastre di calcarenite accuratamente levigate, disposte in modo da formare una piattaforma. Gli interstizi tra le lestre sono riempiti da cocciopesto. In cocciopesto è anche il bordo della struttura.

Saggio 1B-ovest: un declivio roccioso privo di strutture. Il banco di roccia individuato presenta anche tracce di litotomia indicanti lo sfruttamento della collina come cava.
Saggio 3: una struttura muraria in opera incerta lunga circa 30 m e due file costituite da cinque pilastri equidistanti.

Saggio 4: un ampio tratto di basolato stradale a ovest della cisterna.

Saggio 5: due ambienti in prossimità dell’impianto termale una dei quali con un portico con tracce di pittura parietale di colore rosso e articolati sistemi di canalizzazione
Funding Body
Comune di Cannara

Media

Name
La Pieve
Year
2019
Summary
it L’Università degli Studi di Perugia nei mesi giugno, luglio 2019 ha ripreso la ricerca archeologica a Urvinum Hortense. Alle attività progettuali, di scavo e di documentazione hanno preso parte circa 90 studenti dell’Università di Perugia e di altri Atenei nazionali e internazionali.
Sono stati prescelti per le indagini, quattro settori: uno sul lato settentrionale del tempio (Saggio Tempio-N); uno sul pianoro artificiale che immette all’area delle terme (Saggio 8); due presso le terme: uno a est e uno presso a ovest del peristilio (Saggi 5 e 6).

Le indagini svoltesi nel 2019 sono state eseguite al fine di esplorare nuove significative porzioni urbane del Municipio di Urvinum Hortense. L’attento prelievo stratigrafico ha permesso anche di recuperare materiale archeologico diagnostico, il cui studio potrà restituire dati cronologici utili per la datazione di strati e strutture. In particolare, le indagini hanno permesso di mettere in luce:

Saggio Tempio-N: è stata rinvenuta un’ampia porzione di un basolato stradale perpendicolare alla viabilità principale e tangente a N al perimetrale posteriore del tempio.

Saggio 5: è stato messo in luce un potente strato di crollo ascrivibile al tetto del vestibolo d’ingresso al peristilio. La rimozione di questo strato ha permesso di evidenziare un livello pavimentale costituito da lastre di terracotta che coprivano una canaletta idrica volta al rifornimento del vicino frigidarium.

Saggio 6: è stato scoperto un nuovo ambiente pavimentato in cocciopesto e con pareti intonacate a ovest del perimetrale occidentale del peristilio.
È stato altresì rimosso parte del pavimento dell’ambulacro del peristilio al fine di datarlo e di indagarne la tecnica di composizione. Sotto al pavimento è stata trovata una conduttura idrica costituita da laterizi e ricoperta da un’armatura in pietrame e calce. Presso il lato meridionale del saggio è stato portato alla luce anche il relativo pozzetto d’ispezione.

Saggio 8: è stato messo in luce uno strato costituito da materiale di scarico ricco di materiale di rivestimento in particolare intonaci colorati. Questo obliterava una struttura a pianta rettangolare con abside sul lato di fondo e canale sulla facciata, probabilmente interpretabile come un ninfeo affacciato sulla strada principale del Municipio.
en This season, Perugia University’s excavations at _Urvinium_ _Hortense_ concentrated on four sectors: one on the north side of the temple (Trench Temple-N); one on the artificial plateau leading the area of the baths (Trench 8); two at the baths: one east and one west of the peristyle (Trenches 5 and 6).

The aim was to explore significant new urban portions of the _municipium_ of _Urvinium_ _Hortense_.

Trench Temple-N: a substantial section of a basalt road was exposed, running parallel to the main road and tangent to the north of the temple’s rear perimeter.
Trench 5: a substantial layer of collapse from the roof of the vestibule leading into the peristyle was uncovered. Its removal exposed a floor surface of terracotta slabs that covered a channel providing water to the nearby _frigidarium_.
Trench 6: a new room was discovered to the west of the peristyle’s western perimeter, paved in _opus_ _signinum_and with plastered walls.

Part of the floor of the peristyle’s walkway was removed in order to date it and investigate the construction technique. Below the floor there was a water channel built of tile with a covering formed by gravel and lime. The associated inspection well came to light on the south side of the trench.

Trench 8: a layer was uncovered constituted by dumped material containing abundant fragments of coloured wall plaster. This obliterated a rectangular structure with an apse in the rear wall and channel on the façade, probably a nymphaeum facing onto the main road of the _municipium_.
Funding Body
Comune di Cannara

Media

  • Matteini Chiari 1992
    M. Matteini Chiari (cura di), 1992, Raccolta Comunale di Cannara. Materiali archeologici, Monete, Dipinti e Sculture (a), Electa Editori Umbri Associati, Perugia.
  • Cipiciani, Donnini 2000
    M.L. Cipiciani, L. Donnini, 2000, Marchi su terra sigillata italica da Aharna, Asisium, Urvinum Hortense, in Atti dell’Accademia Properziana del Subasio, Serie VII, 2-3, 1997-1998: 99-127.
  • Costantino et al. 2002
    F. Costantino, P. Comodi, G. D. Gatta, P. F. Zanazzi, M. Matteini Chiari, 2002, Studio della provenienza e dei processi di cottura di reperti fittili romani dell’area di Cannara-Collemancio (Perugia) attraverso l’analisi Rietveld, in Atti 82° Congresso Nazionale della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia, “ L’arco Calabro-Peloritano e il Tirreno meridionale: vent’anni dopo”, Cosenza 18-20 settembre 2002, Plinius, 28: 118.
  • Matteini Chiari 2005
    M. Matteini Chiari (cura di), 2005, Raccolte Comunali di Assisi. Materiali archeologici, Iscrizioni, Sculture, Pitture, Elementi architettonici, Perugia.
  • Barberini 2005
    C. Barberini, 2005, Un nuovo rilievo della chiesa di Santa Maria di Urvinum Hortense, in Atti dell’Accademia Properziana del Subasio, Serie VII, 10: 7-42.
  • Cipiciani 2006
    M.L. Cipiciani, 2006, I bolli su terra sigillata italica da Urvinum Hortense, in Atti Convegno Internazionale “Territorio e produzioni ceramiche. Paesaggi, economia e società in età romana”, Pisa 20-22 Ottobre 2005, Pisa: 93-102.
  • Donnini 2006
    L. Donnini, 2006, Nuovi frammenti di anfora recanti bolli, graffiti e tituli picti dagli scavi di Urvinum Hortense, in Atti del Convegno Internazionale "Territorio e produzioni ceramiche. Paesaggi economia e società in età romana", Pisa 20-22 Ottobre 2005, Pisa: 87-92.
  • Matteini Chiari 2006
    M. Matteini Chiari, 2006, Lacus Umber. Ricerche di superficie nella media valle umbra: il territorio compreso fra Asisium, Hispellum e Urvinum Hortense, in Atti Convegno Internazionale “Territorio e produzioni ceramiche. Paesaggi, economia e società in età romana”, Pisa 20-22 Ottobre 2005, Pisa 2006: 77-86.
  • Matteini Chiari in preparazione
    M. Matteini Chiari (a cura di), Raccolta Comunale di Cannara. Materiali archeologici, Iscrizioni, Sculture, Pitture, Elementi architettonici, Firenze.
  • Matteini Chiari in preparazione
    M. Matteini Chiari (a cura di), Antiquarium di Collemancio. Materiali archeologici, Firenze.
  • Cipiciani 2004-2007
    M. L. Cipiciani, 2004-2007, I marchi su terra sigillata italica di Urvinum Hortense, in AFLPG, 1. Studi Classici, XXXV, n.s. XXI: 49-70.
  • Matteini Chiari 2009
    M. Matteini Chiari, 2009, Per un buon uso del Museo. Da Urvinum Hortense a Cannara, in Valle Umbra, Cannara.
  • [Untitled]
    Progetto Censimento dei siti archeologici dell’area del Medio Corso del Fiume Tevere e della Valle Umbria, Regione Umbria, Servizio VII: Valorizzazione territorio e tutela del paesaggio, tecnologie dell'informazione, promozione e coordinamento progetti comunitari. Direzione scientifica M. Matteini Chiari.
  • [Untitled]
    Progetto Strumenti di valorizzazione dei risultati del progetto ‘Municipi e colonie della media Valle Umbra. Asisium, Hispellum, Vettona, Urvinum Hortense, Mevania. Un’indagine di Topografia Storica, Ricerca di Base 2010 finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Direzione scientifica M. Matteini Chiari.
  • [Untitled]
    Progetto Municipi e colonie della media Valle Umbra. Asisium, Hispellum, Vettona, Urvinum Hortense, Mevania. Un’indagine di Topografia Storica, Ricerca di Base 2008 finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Direzione scientifica M. Matteini Chiari.
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    Allestimento e ordinamento del Museo della Città e del Territorio di Cannara (Perugia), a cura di M. Matteini Chiari, inaugurato il 30 Maggio 2009.
  • AA. VV. c.s.
    AA.VV., Raccolta Comunale di Cannara. Materiali archeologici, Iscrizioni, Sculture, Pitture, Elementi architettonici (a cura di M. Matteini Chiari), Collana “Catalogo regionale dei beni culturali dell’Umbria”, Firenze.
  • Zuddas 2012
    E. Zuddas, 2012, Supplementa Italica. Nuova serie. Regio VI. Umbria. Urvinum Hortense (Collemancio - I.G.M. 131 IV NO; Bastia - 123 III SO; Spello - 131 IV NE), Roma.
  • Mincigrucci 2004-2005
    M. Mincigrucci, 2004-2005, Urvinum Hortense. Il complesso delle strutture fra cisterna e strada (Saggio A), Università degli Studi di Perugia, Tesi di Laurea, 2004-2005.
  • Rustici 2006-2007
    P. Rustici, 2006-2007, Urvinum Hortense. Il saggio A. L’unità stratigrafica 158, Università degli Studi di Perugia, Tesi di Laurea.
  • Oliva 2007-2008
    R. Oliva, 2007-2008, I vetri dagli scavi di Urvinum Hortense (1998-2008), Università degli Studi di Perugia, Tesi di Laurea.
  • Mignani 2008-2009
    A. Mignani, 2008-2009, Analisi archeometriche di intonaci e dipinti romani di Urvinum Hortense (Collemancio, Perugia, Italia), Università degli Studi di Perugia, Tesi di Laurea.
  • Chiurulla 2009-2010
    E. Chiurulla, 2009-2010, Bacili e mortai dagli scavi di Urvinum Hortense, Università degli Studi di Perugia, Tesi di Laurea.
  • Ranieri 2009-2010
    M. E. Ranieri, 2009-2010, Le anfore dell’US 1136 di Urvinum Hortense (scavi 2006-2007), Università degli Studi di Perugia, Tesi di Laurea.
  • Volpi 2009-2010
    G. Volpi, 2009-2010, La ceramica comune dell’US 1136 di Urvinum Hortense (scavi 2006-2007), Università degli Studi di Perugia, Tesi di Laurea.
  • Rotondaro 2012-2013
    F. Rotondaro, 2012-2013, I metalli dallo scavo del Saggio B di Urvinum Hortense, Università degli Studi di Perugia, Tesi di Laurea.

Location

Ancient Site Name
Urvinum Hortense
Location
Collemancio
Easting
12.5210018419
Northing
42.9807700629