Name
Ca’ Baredi
Date Range
1600 BC – 1200 BC
Monuments
Settlement

Seasons

  • AIAC_4503 - Ca’ Baredi - 2017
    Il sito di Ca’ Baredi presso il Canale Anfora, in comune di Terzo di Aquileia, fu individuato e indagato con alcuni saggi di scavo negli anni Ottanta del secolo scorso dalla Soprintendenza BAAAS del Friuli Venezia Giulia. Si tratta di un villaggio su basso dosso fluviale, cinto da palizzata lignea, dell’età del bronzo medio-recente. Le ricerche nell’insediamento sono riprese solo nel 2013 e nel 2015 grazie ad un progetto condiviso tra Università di Udine e Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia che ha previsto una campagna di ricognizione di superficie, carotaggi e scavi stratigrafici. I dati raccolti permettono di riconoscere un ampio villaggio all’aperto, esteso su circa 10 ettari, posto in prossimità della costa, alla foce di un antico paleoalveo del fiume Torre. Dalla lettura della stratigrafia esposta è stato possibile distinguere almeno tre fasi: la più antica da collocarsi in un momento forse non evoluto della media età del bronzo, la seconda caratterizzata da una forte espansione e da intense attività pirotecnologiche tra la fine del Bronzo Medio e il primo bronzo Recente e la più recente, ascrivibile al Bronzo Recente iniziale, conseguente a una ristrutturazione con la sopraelevazione dell’area con la creazione di terrazzi e l’impianto di nuovi focolari. Gli scavi condotti nel 2017 si sono concentrati nel tratto in cui nelle precedenti campagne erano stati individuati e parzialmente indagati (Saggio 1 - 14,20 m x 4,60 m) dei focolari di tipologia diversa pertinenti alla seconda e alla terza fase insediativa. In particolare si è compiuto lo scavo di un focolare in fossa (str. IV; 1,20 m x 0.90 m profondo 0,35 m) utilizzato in modo complementare a un adiacente focolare costruito in elevato (str. VI; ca. 1 m di diametro) ossia composto da spesse piastre di limo selezionato e da livelli a cocciame. Il focolare IV fu realizzato mediante un catino rivestito con un largo cordolo in limo argilloso, verosimilmente anche come piano di attività, e corredato da una serie di fossette laterali, usate per modalità di cotture interrate. Entrambi i focolari, pertinenti alla seconda fase di vita dell’abitato, furono ripristinati più volte con accrescimenti di vespai e con la costruzione di nuove piastre in posizione leggermente dislocata. È stata inoltre indagata una struttura (str. VII; ca. 1,20 m di diametro) con ampio vespaio in ciottoli e ghiaie relativa alla terza fase dell’abitato ed in uso contemporaneamente ad un vicino focolare costruito fuori terra con vespai in cocci, piastre in limo e cordoli perimetrali (str. V). Il focolare VII risultava costruito sui resti ampiamente troncati di un probabile forno, di cui si conservano in modesta porzione le parti perimetrali e che dovette funzionare per poco tempo, ossia solo nella prima fase d’uso del focolare adiacente. Sulla base dei materiali rinvenuti si può affermare che questi focolari furono utilizzati in attività di preparazione e cottura del cibo verosimilmente in contesti comunitari data la loro concentrazione ai margini del sito, in prossimità del corso d’acqua. Il vasellame recuperato denuncia forti affinità con i repertori dei castellieri istriano-carsici.
  • AIAC_4503 - Ca’ Baredi - 2018
    Nel 2018 sono riprese le indagini nel sito di Ca’ Baredi presso il Canale Anfora, in comune di Terzo di Aquileia, già oggetto di indagini nel 2013, 2015 e 2017. Si tratta di un di villaggio di 10 ettari sorto su dosso fluviale in prossimità della costa, alla foce di un antico paleoalveo del fiume Torre. Il suo sviluppo diacronico, scandito in tre grandi fasi, si inquadra a partire da un momento non evoluto della media età del bronzo (14C 1760-1520 a.C.) e si conclude nel corso del Bronzo Recente. Tra la fine del Bronzo Medio e il Bronzo Recente antico (seconda e terza fase di vita), il villaggio comprende più aree specializzate e di fruizione comunitaria destinate ad ospitare molteplici strutture pirotecnologiche, per lo più focolari di varia tipologia. Gli scavi condotti nel 2018 si sono concentrati ancora una volta nell’area del Saggio 1 (17,50 m x 8,30 m). Nel settore sud sono state indagati i resti delle strutture di combustione di terza fase, ossia il focolare V, una struttura di pianta circolare costruita fuori terra con tre vespai in cocci alternati a piastre in limo e provvista di cordolo perimetrale ed i lacerti di un probabile forno (str. VII-US 295). Lo scavo si è interrotto ai livelli di impianto di queste installazioni ovverosia alle stesure di limo selezionato del calpestio e ai terrazzi sagomanti all’interno di apporti alluvionali che a nordovest chiudevano l’area. Nel settore nord sono state interamente scavate le strutture di seconda fase, dapprima la piastra più antica del focolare VI, ampia 1,20 m, costruita fuori terra con cinque livelli di vespaio in cocci alternati a stesure di limo e alloggiata in una fossa profonda 10 cm scavata nel pavimento di forma irregolare e infine le falde periferiche del più antico focolare III individuato nel 2013 più a est. Al di sotto degli strati di scarico pertinenti a questi impianti sono stati rinvenuti i resti di una struttura abitativa crollata per incendio: si tratta di una porzione di 1,50 m di lunghezza di un muro costruito con paramenti in graticcio e riempimento a sacco, orientato in senso NS e di un breve tratto della parete ortogonale che chiudeva la capanna a sud, nonché di parte del pavimento in limo selezionato. I frammenti ceramici rinvenuti all’interno del muro forniscono un termine _post quem_ per la struttura che si può fissare al pieno Bronzo Medio. Lo scavo del 2018 ha consentito dunque di comprendere che nella prima fase insediativa l’area posta al margine del corso d’acqua era destinata ad uso abitativo e che solo successivamente, verosimilmente a partire dal tardo Bronzo Medio – inizio del Bronzo Recente, su riservata all’uso comunitario per attività di preparazione e cottura del cibo e forse anche per pratiche artigianali di trasformazione secondaria. Per quanto attiene la cultura materiale, l’analisi del materiale recuperato conferma una forte gravitazione verso i castellieri istriano-carsici e, nella fase più recente, una apertura verso l’ambiente terramaricolo e adriatico, come testimonia il ritrovamento di una tazza carenata con ansa cilindro-retta.

Media

Name
Ca’ Baredi
Year
2017
Summary
it Il sito di Ca’ Baredi presso il Canale Anfora, in comune di Terzo di Aquileia, fu individuato e indagato con alcuni saggi di scavo negli anni Ottanta del secolo scorso dalla Soprintendenza BAAAS del Friuli Venezia Giulia. Si tratta di un villaggio su basso dosso fluviale, cinto da palizzata lignea, dell’età del bronzo medio-recente. Le ricerche nell’insediamento sono riprese solo nel 2013 e nel 2015 grazie ad un progetto condiviso tra Università di Udine e Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia che ha previsto una campagna di ricognizione di superficie, carotaggi e scavi stratigrafici. I dati raccolti permettono di riconoscere un ampio villaggio all’aperto, esteso su circa 10 ettari, posto in prossimità della costa, alla foce di un antico paleoalveo del fiume Torre. Dalla lettura della stratigrafia esposta è stato possibile distinguere almeno tre fasi: la più antica da collocarsi in un momento forse non evoluto della media età del bronzo, la seconda caratterizzata da una forte espansione e da intense attività pirotecnologiche tra la fine del Bronzo Medio e il primo bronzo Recente e la più recente, ascrivibile al Bronzo Recente iniziale, conseguente a una ristrutturazione con la sopraelevazione dell’area con la creazione di terrazzi e l’impianto di nuovi focolari.

Gli scavi condotti nel 2017 si sono concentrati nel tratto in cui nelle precedenti campagne erano stati individuati e parzialmente indagati (Saggio 1 - 14,20 m x 4,60 m) dei focolari di tipologia diversa pertinenti alla seconda e alla terza fase insediativa.
In particolare si è compiuto lo scavo di un focolare in fossa (str. IV; 1,20 m x 0.90 m profondo 0,35 m) utilizzato in modo complementare a un adiacente focolare costruito in elevato (str. VI; ca. 1 m di diametro) ossia composto da spesse piastre di limo selezionato e da livelli a cocciame. Il focolare IV fu realizzato mediante un catino rivestito con un largo cordolo in limo argilloso, verosimilmente anche come piano di attività, e corredato da una serie di fossette laterali, usate per modalità di cotture interrate. Entrambi i focolari, pertinenti alla seconda fase di vita dell’abitato, furono ripristinati più volte con accrescimenti di vespai e con la costruzione di nuove piastre in posizione leggermente dislocata.

È stata inoltre indagata una struttura (str. VII; ca. 1,20 m di diametro) con ampio vespaio in ciottoli e ghiaie relativa alla terza fase dell’abitato ed in uso contemporaneamente ad un vicino focolare costruito fuori terra con vespai in cocci, piastre in limo e cordoli perimetrali (str. V). Il focolare VII risultava costruito sui resti ampiamente troncati di un probabile forno, di cui si conservano in modesta porzione le parti perimetrali e che dovette funzionare per poco tempo, ossia solo nella prima fase d’uso del focolare adiacente.

Sulla base dei materiali rinvenuti si può affermare che questi focolari furono utilizzati in attività di preparazione e cottura del cibo verosimilmente in contesti comunitari data la loro concentrazione ai margini del sito, in prossimità del corso d’acqua. Il vasellame recuperato denuncia forti affinità con i repertori dei castellieri istriano-carsici.
en The site of Ca’Baredi on the Anfora Canal, in the territory of Terzo di Aquilea, was identified and investigated with the excavation of several trenches in the 1980s by the Superintendency for Friuli Venezia Giulia. It was a Middle-Late Bronze Age village on a low fluvial rise, surrounded by a timber palisade. Research on the site was renewed in 2013 and 2015 thanks to a joint project run by Udine University and the Superintendency for Friuli Venezia Giulia, which involved surface survey, core sampling, and excavation. The results documented a large open village, extending over about 10 hectares, situated close to the coast, at the mouth of an ancient bed of the River Torre.

The exposed stratigraphy revealed at least three phases: the earliest perhaps dating to the early Middle Bronze Age, the second characterised by strong expansion and intense pyro-technological activity between the end of the Middle Bronze Age and the early Recent Bronze Age, and the latest phase dating to the early Recent Bronze Age, when the area was raised with the creation of terraces and the installation of new hearths.

The 2017 excavations concentrated on the area where, during the earlier campaigns, hearths of different typologies were identified and partially investigated (Trench 1 – 14.20 x 4.60 m). These structures belonged to the second and third phases of the settlement.
In particular, a pit hearth (str. IV; 1.20 x 0.90 m, 0.35 m deep) was excavated, which had been used at the same time as an adjacent raised hearth (str. VI; c. 1 m in diameter) built of thick limestone slabs and layers of broken pottery. Hearth IV was formed by a basin with a wide border of clayey silt, probably also used as a work surface, and had a series of lateral small pits, used for cooking in the ground. Both hearths belonged to the second phase and were restored several times with an increase in the loose foundations and the construction of new cooking slabs in slightly different positions.

Another structure (str. VII; c. 1.20 m in diameter) was also investigated, which was formed by an extensive loose foundation of cobblestones and gravel, attributable to the settlement’s third phase and in use at the same time as the nearby hearth built above ground with loose foundations of pottery fragments, silt slabs and perimeter border (str. V). Hearth VII was built on the cut remains of a probable oven, of which small parts of the perimeter walls were preserved and that must only have functioned for a short time that is only during the first phase of use of the adjacent hearth.

Based on the materials recovered, these hearths were used for the preparation and cooking of food probably within the context of the community given their concentration on the edges of the site, close to the watercourse. The pottery showed close parallels with the assemblages from the fortified sites in the Istria-Karst area.
Summary Author
Elisabetta Borgna
Team
Archaeologist - Susi Corazza
Geologist - Alessandro Fontana

Media

Name
Ca’ Baredi
Year
2018
Summary
it Nel 2018 sono riprese le indagini nel sito di Ca’ Baredi presso il Canale Anfora, in comune di Terzo di Aquileia, già oggetto di indagini nel 2013, 2015 e 2017. Si tratta di un di villaggio di 10 ettari sorto su dosso fluviale in prossimità della costa, alla foce di un antico paleoalveo del fiume Torre. Il suo sviluppo diacronico, scandito in tre grandi fasi, si inquadra a partire da un momento non evoluto della media età del bronzo (14C 1760-1520 a.C.) e si conclude nel corso del Bronzo Recente. Tra la fine del Bronzo Medio e il Bronzo Recente antico (seconda e terza fase di vita), il villaggio comprende più aree specializzate e di fruizione comunitaria destinate ad ospitare molteplici strutture pirotecnologiche, per lo più focolari di varia tipologia.

Gli scavi condotti nel 2018 si sono concentrati ancora una volta nell’area del Saggio 1 (17,50 m x 8,30 m). Nel settore sud sono state indagati i resti delle strutture di combustione di terza fase, ossia il focolare V, una struttura di pianta circolare costruita fuori terra con tre vespai in cocci alternati a piastre in limo e provvista di cordolo perimetrale ed i lacerti di un probabile forno (str. VII-US 295). Lo scavo si è interrotto ai livelli di impianto di queste installazioni ovverosia alle stesure di limo selezionato del calpestio e ai terrazzi sagomanti all’interno di apporti alluvionali che a nordovest chiudevano l’area.
Nel settore nord sono state interamente scavate le strutture di seconda fase, dapprima la piastra più antica del focolare VI, ampia 1,20 m, costruita fuori terra con cinque livelli di vespaio in cocci alternati a stesure di limo e alloggiata in una fossa profonda 10 cm scavata nel pavimento di forma irregolare e infine le falde periferiche del più antico focolare III individuato nel 2013 più a est. Al di sotto degli strati di scarico pertinenti a questi impianti sono stati rinvenuti i resti di una struttura abitativa crollata per incendio: si tratta di una porzione di 1,50 m di lunghezza di un muro costruito con paramenti in graticcio e riempimento a sacco, orientato in senso NS e di un breve tratto della parete ortogonale che chiudeva la capanna a sud, nonché di parte del pavimento in limo selezionato. I frammenti ceramici rinvenuti all’interno del muro forniscono un termine _post quem_ per la struttura che si può fissare al pieno Bronzo Medio.

Lo scavo del 2018 ha consentito dunque di comprendere che nella prima fase insediativa l’area posta al margine del corso d’acqua era destinata ad uso abitativo e che solo successivamente, verosimilmente a partire dal tardo Bronzo Medio – inizio del Bronzo Recente, su riservata all’uso comunitario per attività di preparazione e cottura del cibo e forse anche per pratiche artigianali di trasformazione secondaria.

Per quanto attiene la cultura materiale, l’analisi del materiale recuperato conferma una forte gravitazione verso i castellieri istriano-carsici e, nella fase più recente, una apertura verso l’ambiente terramaricolo e adriatico, come testimonia il ritrovamento di una tazza carenata con ansa cilindro-retta.
en In 2018 excavations resumed on the site of Ca’ Baredi by the Canale Anfora, in the territory of Terzo di Aquileia. It is a village of 10 hectares situated on a fluvial rise near the coast, at the mouth of an ancient bed of the river Torre. Its diachronic development, which had three major phases, dates from the early Middle Bronze Age (14C 1760-1520 B.C.) to the Recent Bronze Age. Between the late Middle Bronze Age and the early Recent Bronze Age (second and third phases), the village included several specialised and communal areas that housed multiple pyro-technological structures, mainly heaths of various types.

This season’s investigations again concentrated on the area of Trench 1 (17.50 x 8.30 m). The remains of a third-phase hearth (hearth V) were excavated in the southern sector. It was a circular structure built above ground with three loose foundations made up of ceramic fragments alternating with silt pillars, and had a perimeter cordon. The remains of a probable oven/kiln (layer VII-US 295) were also present. The excavation halted at the foundation levels of this structure, that is at the layer of silt forming the floor surface and the terraces created within the alluvial material closing the area to the north-west.

In the north sector the second phase structures were completely excavated, firstly the earliest plate of hearth VI, 1.20 m wide, built above ground with five levels of loose foundation in ceramic fragments alternating with layers of silt and housed in an irregular shaped pit 10 cm deep dug in the floor. Secondly, the sloping sides of the earlier hearth III identified in 2013 further east were investigated. The remains of a dwelling that had collapsed due to a fire were found below the layers of dumped material relating to these structures. These were formed by a 1.50 m long section of wall was built with trellis facings and a loose fill, aligned north-south, and a brief stretch of wall at a right angle, which closed the hut to the south, and part of the silt floor. The pottery from inside the walls provided a _terminus_ _post_ _quem_ for the structure, which can be placed in the full Middle Bronze Age.

The 2018 excavations thus showed that in the first settlement phase the residential area was by the river edge and that only later, probably from the late Middle Bronze - early Recent Bronze Age onwards, was reserved for communal activities involving the preparation and cooking of food and perhaps also the secondary transformation of products.

As regards the material culture, the analysis of the finds confirms a predominant gravitation towards the Istrian-karstic fortified settlements and, in the latest phase, an opening towards the Terramare Adriatic spheres, as attested by the presence of a carinated cup with cylindrical-vertical handle.

Media

  • Gnesotto 1981
    F.Gnesotto,1981, L’insediamento preistorico di Canale Anfora, “Aquileia Nostra” LII, cc. 6-36.
  • Gnesotto 1982
    F.Gnesotto, 1982, Ritrovamenti dell’età del bronzo nell’Aquileiese, in Ritrovamenti archeologici 1982, 41-46.
  • Gnesotto 1983
    F. Gnesotto, 1983, L’insediamento di Canale Anfora, in Protostoria del Caput Adriae, Catalogo della Mostra, Trieste, 62.
  • Borgna et Al. cds.
    E.Borgna, L.Fozzati, G.Simeoni, G.Vinci, c.s., Il progetto di ricerca sui “Paesaggi sepolti” nel territorio di Aquileia: nuove indagini nel sito protostorico di Ca' Baredi/Canale Anfora (Terzo di Aquileia), Atti del II Forum di archeologia della regione Friuli Venezia Giulia (Udine, 30-31 gennaio 2014), “Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia”.
  • Borgna et Al. cds.
    E.Borgna, S.Corazza, A.Fontana, L.Fozzati, c.s., Prima di Aquileia: l’insediamento di Canale Anfora, in Preistoria e Protostoria del Caput Adriae, Atti della XLIX Riunione Scientifica IIPP, (Udine-Pordenone, 8-12 ottobre 2014)
  • Borgna - Masin cds.
    E.Borgna, M.Masin, c.s., Ca’ Baredi presso il Canale Anfora, in Preistoria e Protostoria del Caput Adriae, Atti della XLIX Riunione Scientifica IIPP, (Udine-Pordenone, 8-12 ottobre 2014)
  • Borgna - Corazza cds.
    E.Borgna, S.Corazza, c.s., Tra koinè metallurgica e Campi d’Urne: il ruolo dei castellieri e degli approdi friulani tra Europa continentale e Mediterraneo dal Bronzo medio-recente alla fine del II millennio a.C., in Italia tra Mediterraneo ed Europa: mobilità, interazioni e scambi, Atti della LI Riunione Scientifica IIPP, (Forlì, 12-15 ottobre 2016)

Location

Location
Terzo Aquileia
Easting
13.320833
Northing
45.764167